{"id":400038,"date":"2016-11-21T14:55:48","date_gmt":"2016-11-21T14:55:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=400038"},"modified":"2016-11-21T14:55:48","modified_gmt":"2016-11-21T14:55:48","slug":"anwar-al-awlaki-e-gli-omicidi-smart-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/11\/anwar-al-awlaki-e-gli-omicidi-smart-di-obama\/","title":{"rendered":"Anwar al-Awlaki e gli omicidi \u2018smart\u2019 di Obama"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Jeremy Scahill\u00a0non si \u00e8 mai fatto intimorire dall\u2019effige salvifica del premio Nobel per la pace. Se c\u2019\u00e8 qualcuno che \u00e8 riuscito a raccontare la continuit\u00e0 strategica delle campagne militari di Bill Clinton, Bush jr e dell\u2019ex senatore dell\u2019Illinois, quello \u00e8 sicuramente lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle 642 pagine di\u00a0<em>Dirty Wars, the World is a battlefield<\/em>\u00a0(2013, incredibilmente mai tradotto in italiano) Scahill racconta con la precisione dello storico e il piglio del giornalista investigativo tutte\u00a0le\u00a0guerre segrete condotte dagli Stati Uniti dopo l\u201911 settembre. Il libro \u00e8 diventato anche un film candidato agli Oscar come miglior documentario (spettacolare e coinvolgente\u00a0ma decisamente meno accurato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inviato di guerra di lungo corso e, insieme a Glenn Greenwald, anima\u00a0dell\u2019<em>Intercept<\/em>, Scahill sceglie il punto di vista delle vittime per dimostrare, numeri alla mano, che i\u00a0<em>targeted killings<\/em>\u00a0di Obama hanno di fatto cementato le politiche della precedente amministrazione. Quella che aveva dichiarato che il mondo intero fosse \u201cun campo di battaglia\u201d. Stessa linea nonostante una narrazione completamente differente, che permetter\u00e0 a Barack Obama di accomiatarsi dai suoi elettori serenamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bilanciando uno studio dettagliato\u00a0degli ultimi decenni di politica estera americana con storie raccolte personalmente in Afghanistan, Pakistan, Somalia e Yemen (oltre a\u00a0interviste con soldati e ufficiali della <em>National Security Agency<\/em>), Scahill sviscera il\u00a0concetto di America come iper-potenza attraverso l\u2019incredibile evoluzione del Comando congiunto per le operazioni speciali (JSOC). Quello\u00a0che, per intenderci, ha ucciso Osama Bin Laden ad Abbottabad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in seguito all\u2019uccisione del numero uno di Al Qaeda l\u2019\u00e9lite del JSOC, fino ad allora sconosciuta ai pi\u00f9,\u00a0\u00e8 diventata\u00a0famosa\u00a0in tutto il mondo. Di lista in lista, i suoi membri si sono impegnati nell\u2019uccidere \u201cnemici della libert\u00e0\u201d in giro per il globo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"DIRTY WARS 2013 (guerre sporche) sub ita\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Dn28oSBRVNE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div class=\"fluid-width-video-wrapper\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>AMERICANI NEMICI DELL\u2019AMERICA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi ci sono anche due\u00a0cittadini americani: Anwar al-Awlaki e il figlio sedicenne Abdulrahman. Nato a Las Cruces, New Mexico, da una coppia di migranti yemeniti, Anwar \u00e8 diventato target primario del governo. Creando un precedente non di poco conto: per la prima volta un presidente americano ha ordinato l\u2019uccisione di un connazionale senza passare per una richiesta ufficiale di estradizione e un regolare processo davanti a una corte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I droni USA dispiegati in Yemen riescono ad ucciderlo\u00a0il 30 settembre 2011, in seguito a\u00a0diversi tentativi fallimentari. Due settimane dopo, \u00e8 il turno del figlioletto Abdulrahman, colpito\u00a0misteriosamente a Shabwa, dove si era recato tempo prima in cerca del padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11 Settembre e islam moderato<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_61737\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-61737\" src=\"http:\/\/i0.wp.com\/frontierenews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Anwar-Al-Awlaki.jpg?resize=419%2C394\" alt=\"Anwar al Awlaki\" width=\"419\" height=\"394\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Anwar al Awlaki<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 settembre 2001\u00a0al-Awlaki era\u00a0imam della moschea Dar al-Hijrah, nella Virginia del Nord. Fu una delle prime autorit\u00e0 musulmane americane a condannare gli attacchi terroristici, diventando ben presto icona progressista, addirittura\u00a0colui che avrebbe potuto\u00a0\u201ccolmare il divario tra gli Stati Uniti e la comunit\u00e0 mondiale dei musulmani \u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per capire il grado di autorevolezza che stava raggiungendo -proprio nel periodo peggiore per i musulmani americani \u2013 basti pensare che fu invitato\u00a0al Pentagono dal Ministero della Difesa per tenere delle conferenze sul dialogo inter-religioso, finendo sulle copertine dei\u00a0principali giornali\u00a0americani.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Radicalizzazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019esplosione delle\u00a0\u201cguerre al terrorismo\u201d in Afghanistan e in Iraq, Anwar al-Awlaki divent\u00f2 sempre pi\u00f9 duro e radicale contro la politica di Bush, si trasfer\u00ec nello\u00a0Yemen e pubblic\u00f2 su Internet video-sermoni che inneggiavano il jihad contro\u00a0l\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda alla base delle\u00a0indagini di Scahill \u00e8: \u201cCosa serve affinch\u00e9 un cittadino statunitense\u00a0venga inserito nella\u00a0lista della Cia\u00a0delle persone da uccidere?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CONDANNA SENZA\u00a0PROVE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per trovare delle risposte \u00e8 necessario andare oltre la \u201ccartoonizzazione\u201d del personaggio\u00a0al-Awlaki, \u201cun tizio\u00a0in giacca mimetica che in qualche modo \u00e8 diventato un estremista che vuole\u00a0praticare il jihad armato\u00a0contro gli Stati Uniti\u201d.\u00a0Il giornalista americano ha indagato sull\u2019evoluzione sia della\u00a0sfera privata che di quella pubblica dell\u2019imam, supponendo che sia stata \u201cil prodotto della politica estera americana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al-Awlaki non \u00e8 mai stato accusato di alcun crimine e nessuna prova \u00e8 stata presentata ufficialmente contro di lui: perch\u00e9 la Casa Bianca ha preferito ucciderlo invece di incriminarlo e, quindi, chiedere al governo dello Yemen la sua estradizione? \u00c8 sufficiente odiare l\u2019America per essere uccisi? E, in ultima analisi, perch\u00e9 \u00e8 stato\u00a0ucciso anche il figlio Abdulrahman? Su quest\u2019ultimo punto\u00a0Scahill azzarda delle ipotesi: \u201cPer il suo cognome? Per quello che potrebbe diventare un giorno?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una storia americana<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_61736\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-400039\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/al-awlaki-abdulrahman-1-300x300.jpg\" alt=\"al-awlaki-abdulrahman-1\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/al-awlaki-abdulrahman-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/al-awlaki-abdulrahman-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/al-awlaki-abdulrahman-1-720x720.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/al-awlaki-abdulrahman-1.jpg 736w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure>\n<p>Abdulrahman Al Awlaki<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasser, il padre di Anwar, si era trasferito da Sana\u2019a a Lawrence, Kansas, dove aveva\u00a0conseguito un dottorato di ricerca. Tornato nello Yemen, era diventato Ministro dell\u2019agricoltura sotto Ali Abdullah Saleh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A\u00a0Sana\u2019a, Scahill ha incontrato Nasser al-Awlaki prima e\u00a0dopo l\u2019uccisione del nipote Abdulrahman. Allo stesso tempo, ha intervistato numerosi ufficiali e analisti, come Phil Giraldi e Joshua Foust (che ha lavorato per la Defence Intelligence\u00a0Agency durante la prima amministrazione Obama), a proposito delle\u00a0indagini effettuate sull\u2019imam\u00a0da FBI e CIA dal 2001, ben prima della radicalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha anche condotto un\u2019attenta esegesi\u00a0del blog di al-Awlaki e del modo in cui\u00a0il tono della sua scrittura cambiava di post in post, fino a quando gli Stati Uniti avevano oscurato il sito e lui aveva\u00a0cancellato ogni traccia digitale che avrebbe potuto\u00a0condurre gli americani ai suoi nascondigli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARCERE E ISOLAMENTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2002 Al-Awlaki aveva lasciato gli Stati Uniti (solo due anni prima aveva invitato i musulmani americani a votare Bush perch\u00e9 ideologicamente\u00a0pi\u00f9 vicino al conservatorismo islamico rispetto ad Al Gore) per trasferirsi in\u00a0Gran Bretagna e infine nelloYemen, dove era\u00a0stato arrestato dalle autorit\u00e0 locali su\u00a0ordine di Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno e mezzo rinchiuso senza alcuna accusa, di cui 17 mesi in isolamento. \u201cUna volta rilasciato, al-Awlaki era un uomo cambiato. E quando ha scoperto che il\u00a0JSOC lo cercava per ucciderlo, la trasformazione era ormai completa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le guerre sporche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso al-Awlaki ha cambiato radicalmente l\u2019approccio di Scahill all\u2019indagine che stava conducendo sui target del JSOC, \u201cla pi\u00f9 grande storia su cui io abbia mai indagato\u201d. Anwar al-Awlaki e il\u00a0figlio adolescente\u00a0nato a Denver diventano\u00a0due figure centrali per allacciare tra loro\u00a0le morti intelligenti ordinate da Obama e, pi\u00f9 in generale, per avere un\u2019immagine d\u2019insieme delle guerre segrete americane gestite dal <em>Joint Special Operations Command<\/em>. Un programma altamente strutturato di omicidi\u00a0non regolamentati\u00a0che ha portato a\u00a0operazioni in Afghanistan, Yemen, Somalia, Per\u00f9, Filippine, Pakistan, Georgia, Algeria, Indonesia, Thailandia e Giordania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso Awlaki \u00e8 centrale\u00a0per diversi motivi. Prima di tutto, in America \u00e8 ancora dibattuto\u00a0il modo in cui\u00a0media e politici hanno determinato che l\u2019imam fosse\u00a0un rischio effettivo per la sicurezza nazionale e, senza aver alcuna prova, che fosse uno dei leader dell\u2019AQAP,\u00a0<em>Al-Qaeda in the Arabian Peninsula<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se\u00a0l\u2019uccisione del giovane Abdulrahman ha colpito personalmente Scahill (\u201cMi ha sventrato\u201d, ha detto in un\u2019intervista rilasciata\u00a0Huffington Post), l\u2019indagine ha permesso all\u2019autore di raccontare a un pubblico ampio la dittatura dell\u2019alleato Abd Allah Saleh (a cui\u00a0dedica un intero capitolo) e di come il suo rapporto personale con George W. Bush prima e Barack Obama dopo sia stato determinante per portare a termine per le uccisioni mirate nello Yemen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso la storia di\u00a0Awlaki emerge\u00a0l\u2019arresto di un personaggio meno noto: il giornalista investigativo Abdulelah Haider Shaye, un\u2019eccellenza dell\u2019informazione yemenita, che aveva raccontato la strage del\u00a017 dicembre 2009, quando missili da crociera\u00a0BGM-109 Tomahawk erano stati lanciati dagli americani nei pressi del villaggio di\u00a0al-Majalah, nel sud dello Yemen, uccidendo 41 civili (di cui 14 donne e 21 bambini). Famoso anche per aver intervistato vari leader di\u00a0Al-Qaeda (cos\u00ec come lo stesso Awlaki), fu accusato di terrorismo e condannato a cinque anni di carcere. Curiosamente, il caso fu seguito\u00a0personalmente da Barack Obama, che telefon\u00f2 ad\u00a0Ali Abdullah Saleh ponendo di fatto il veto per un eventuale rilascio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le uccisioni \u201cintelligenti\u201d sono continuate senza intoppi anche\u00a0dopo la morte di\u00a0Anwar al-Awlaki, nonostante l\u2019<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Targeted_killing#Legality\">irrobustimento<\/a> del\u00a0dibattito\u00a0nazionale sull\u2019uso dei droni e dei <em>targeted killings.\u00a0<\/em>Del resto, spiega Scahill, \u201coltre confine non esiste pi\u00f9 alcuna empatia\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jeremy Scahill\u00a0non si \u00e8 mai fatto intimorire dall\u2019effige salvifica del premio Nobel per la pace. 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