{"id":385681,"date":"2016-10-19T17:44:05","date_gmt":"2016-10-19T16:44:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=385681"},"modified":"2016-10-19T17:44:05","modified_gmt":"2016-10-19T16:44:05","slug":"paura-del-cattivo-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/10\/paura-del-cattivo-trump\/","title":{"rendered":"Chi ha paura del cattivo Trump?"},"content":{"rendered":"<h5><em>di <a href=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/autori\/martino_danielli\/\">Martino Danielli<\/a><\/em><\/h5>\n<p><em>Negli ultimi mesi \u00e8 stato sempre pi\u00f9 evidente con il progredire delle primarie e della campagna elettorale negli Stati Uniti D\u2019America, che la differenza fra i due pi\u00f9 importanti candidati alla presidenza era notevole sia nelle parole che nei fatti, ma non nel modo che i mass media occidentali dipingevano.<\/em><\/p>\n<p>Il repubblicano <strong>Donald Trump<\/strong>, miliardario di fama internazionale, si aggiudica con grande vantaggio il primo posto nel partito durante le primarie. La sua politica aggressiva a livello mediatico ma al contempo estremamente comprensibile nei contenuti (disoccupazione, medie imprese, politica internazionale, investimenti\u2026) da parte del ceto medio basso e tendenzialmente bianco, \u00e8 approvata dalla stragrande maggioranza degli elettori del suo partito. Non \u00e8 cos\u00ec per i democratici che sono profondamente spaccati tra la candidata <strong>Hillary Clinton<\/strong> e il socialista <strong>Bernie Sanders<\/strong>. Sar\u00e0 la Clinton che per pochi voti estremamente dubbi (le contestazioni per brogli sono durate settimane) e grazie all\u2019appoggio delle corporazioni e delle multinazionali vince le primarie andando perci\u00f2 a sfidare il rude rivale Trump.<\/p>\n<p>Gran parte della politica europea, ed in particolare quella proveniente dai movimenti di sinistra e dei partiti considerati \u201cprogressisti\u201d, dipinge Trump come un mostro, un pericoloso megalomane privo di scrupoli ed in grado di aprire importanti crisi mondiali, un interlocutore dalle pericolose aspirazioni. I dispregiativi all\u2019attempato imprenditore non tardano a fioccare. Di sicuro Donald Trump non \u00e8 una persona accomodante e ha una visione degli afroamericani e delle altre minoranze che spesso rasenta il razzismo. Difende senza indugio la polizia degli USA, responsabile di terribili violenze e omicidi su civili inermi, difende con aggressivit\u00e0 e tracotanza i \u201cvalori\u201d del suo paese, valori tristemente noti a tutto il mondo per essere uno dei pi\u00f9 grandi problemi dell\u2019epoca contemporanea. Si tratta di un antiabortista, di un sostenitore della crescita nucleare e della inconsistenza delle teorie sul riscaldamento climatico. Gli attacchi piovono fitti dall\u2019interno come dall\u2019esterno, ma lui, intrepido, sfida la tempesta forte dei milioni di sostenitori (e dei sacchi di dollari della sua societ\u00e0). Il suo stesso partito cerca in tutti i modi di scaricarlo e forte di alcune esternazioni del passato assolutamente inqualificabili prova a rovesciare la situazione. Ma come mai tanto accanimento anche da parte di chi ha sempre portato avanti gli stessi valori e ideali di Trump ? Si tratta davvero di \u201cun mostro\u201d pericoloso o c\u2019\u00e8 dell\u2019altro? E chi sono i veri mostri, i grandi manovratori oscuri? Chi dirige il gioco elettorale americano?<\/p>\n<p>Donald Trump \u00e8 un miliardario, il suo impero \u00e8 stato valutato in circa 9 miliardi di dollari. Una ricchezza costruita sul boom della crescita immobiliare e sulla realizzazione di grattacieli sfavillanti, alberghi pacchiani molto amati dal pubblico americano e innumerevoli palazzi e strutture. La sua famiglia gi\u00e0 era radicata nel settore edile ed immobiliare. Si tratta di un uomo scaltro, amante del wrestling, il grottesco e violento sport tanto diffuso tra il ceto medio basso del paese, un uomo rude e aggressivo, ma che spesso si accompagna con le sue figlie e sua moglie Ivanka; \u00e8 nato nel 1946 e dall\u2019alto dei suoi 70 anni non guarda in faccia a nessuno. Ha osato perfino contestare le teorie ufficiali, tanto care all\u2019industria farmaceutica, riguardo ai vaccini e alla loro pericolosit\u00e0. Si dichiara apertamente in guerra contro il fondamentalismo musulmano e piuttosto rigido per non dire apertamente in conflitto con il mondo musulmano in generale. La sua sfidante \u00e8 Hillary Clinton, una donna ambigua e generalmente considerata dal popolo americano una bugiarda. Ha una lunga carriera alle spalle, gi\u00e0 ombra di suo marito o forse manovratrice dell\u2019ex presidente USA Bill Clinton; lo protegge apertamente quando emergono le sue pericolose ossessioni sessuali, giungendo ad insabbiare diversi casi di molestie. Ma non \u00e8 tanto la sua vita privata ad essere interessante, quanto i suoi finanziatori e i legami politici ed economici. La sua carriera politica ed il suo potere crescono enormemente sotto il mandato di Obama, nel quale viene nominata segretario di stato. A partire da questo momento la sua politica aggressiva e guerrafondaia \u00e8 messa allo scoperto. \u00c8 lei che promuove l\u2019attacco alla Libia che porter\u00e0 alla distruzione del paese, alla fuga di milioni di persone e all\u2019instabilit\u00e0 della regione, sempre lei promuove la guerra in Siria finanziando vari e pericolosi gruppi armati; ancora lei a muovere le pedine dell\u2019accerchiamento alla Russia e a far precipitare la situazione in Ucraina (altra guerra, altri migliaia di morti) alle porte dell\u2019Europa. Ma in verit\u00e0 non \u00e8 lei, ma sono coloro che la manovrano: i principali finanziatori della sua campagna elettorale. \u00c8 George Soros il suo primo finanziatore e poi c\u2019\u00e8 Goldman Sachs. Robert Kagan (interventista guerrafondaio e importante sostenitore del conflitto in Iraq) la sostiene a spada tratta definendo Trump un mostro da Frankestein e Obama deludente perch\u00e9 troppo poco interventista. E poi ci sono le importantissime donazioni di Quatar, Arabia Saudita, Kuwait, Algeria, Emirati Arabi Uniti, Oman alla fondazione Clinton. Tutte nazioni che hanno beneficiato durante il suo mandato di Segretario di Stato di ingenti quantit\u00e0 di armi (300 miliardi di dollari di armamenti trasferiti), pur essendo paesi con condizioni dei diritti umani critiche e repressione militare violentissima (oltre al fatto che sono i principali finanziatori e organizzatori dell\u2019ISIS).<\/p>\n<p>Gli interessi in gioco sono grandissimi e vediamo perch\u00e9 Donald Trump risulta un \u201cproblema\u201d ed \u00e8 profondamente destabilizzante per il sistema americano e per la impazzita rete affaristica multinazionale.<\/p>\n<p>1)Donald Trump dichiara che \u00e8 necessario recuperare i rapporti economici e politici con la Russia, una grande nazione molto importante per l\u2019economia degli USA e per la stabilit\u00e0 del mondo. Questo manda a monte un progetto progressivo di destabilizzazione ed attacco della Russia e dei suoi alleati, progetto che si \u00e8 mostrato palese con il colpo di stato in Ucraina e con le sempre pi\u00f9 imponenti esercitazioni militari sui confini del pi\u00f9 grande paese del Mondo, progetto che si \u00e8 concretizzato (grazie allo zampino dell\u2019Europa) con le sanzioni economiche.<\/p>\n<p>2) Donald Trump dichiara che il Medio Oriente e le sue guerre non sono di interesse americano e ritiene che sia impellente e necessario un ritiro delle truppe ed un disinvestimento degli sforzi strategici nell\u2019area. Questo manda a monte uno dei progetti pi\u00f9 importanti dell\u2019attuale regime. Si tratta della progressiva destabilizzazione dell\u2019area cui seguirebbe l\u2019occupazione militare. La distruzione di Siria, Libia, Libano, Yemen e Iran \u00e8 un obiettivo USA che, come un\u2019ossessione, perseguono strateghi, militari, economisti, pianificatori dell\u2019establishment USA da in presidente all\u2019altro. \u201cAbbiamo scatenato la furia in tutto il Medio Oriente ed \u00e8 stato un terribile errore (dice Trump, riferendosi ai repubblicani). Poi \u00e8 arrivato Obama che ha fatto una grande confusione e poi c\u2019\u00e8 stata Hillary con la Libia \u2013 che tristezza\u2026\u2026l\u2019Isis sta rendendo onore al presidente Obama, lui \u00e8 il fondatore dell\u2019Isis!&#8230;\u201d \u201cle nostre azioni in Libia, Siria e Iraq hanno aiutato l\u2019Isis\u201d. Qui \u00e8 interessante citare le dichiarazioni dell\u2019ex vice direttore della Cia, Michael Morell, aperto sostenitore di Hillary Clinton e che ha reso pubbliche le sue ricette per la guerra in Siria: \u201cgli iraniani ce l\u2019hanno fatta pagare.\u201d (riferendosi alla resistenza in Irak) \u201c Dobbiamo fare in modo che in Siria la paghino gli iraniani e dobbiamo farla pagare ai russi.\u201d Ha inoltre proposto di spaventare il presidente siriano in tal modo: \u201cBisogna uccidere gli uomini della sua scorta e far saltare in aria il suo ufficio nel cuore della notte\u201d.<\/p>\n<p>3)Donald Trump punta al ceto medio e dichiara senza mezzi termini che con lui finir\u00e0 lo strapotere delle grandi imprese che schiacciano la media e piccola impresa, propone e fomenta un uso interno delle risorse e una tassazione maggiore sulle merci importate. Uno smacco verso la grande industria multinazionale che sugli interscambi transnazionali ha basato il suo lucro. Basti pensare all\u2019industria tessile che ha delocalizzato la produzione oltre frontiera, nel vicino Messico, sfruttando oltremisura i lavoratori. Il candidato alla presidenza ha promesso di rivedere gli accordi commerciali che tanto sforzo sono costati alle precedenti (ultimi 20 anni) amministrazioni. Si parla del NAFTA che coinvolge il Messico e del TPP che coinvolge gli USA e decine di stati dell\u2019area del Pacifico. Trump vuole un sistema che avvantaggi l\u2019economia interna e smorzi le importazioni (si tratta di un forte protezionista), ma questo non certo va a genio alle ditte multinazionali. \u00c8 arrivato a dire che l\u2019OMC (organizzazione mondiale del commercio) \u00e8 un disastro e che se non accetter\u00e0 la sua volont\u00e0 di tassare pesantemente le importazioni da Cina e Messico, sar\u00e0 pronto a far uscire gli USA dall\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>In conclusione Donald Trump rappresenta oggi una faccia degli USA, una faccia aspra, rude, ignorante e razzista, intollerante e populista, una faccia che per\u00f2 mette al primo posto gli interessi dei ceti medio bassi e dei lavoratori, che crede vada controllato e represso lo strapotere e l\u2019influenza delle multinazionali e della grande impresa nell\u2019economia americana, una faccia che non vuole a tutti i costi la guerra ma solo un confronto alla pari con le altre nazioni, pur credendo che il proprio modello culturale e politico sia il migliore; una faccia che \u00e8 disposta a dire (sacrilegio estremo!) \u201cusciamo dalla NATO\u201d. E il grande attacco mediatico e politico non \u00e8 certo dovuto ai difetti (e sono molti) del politico miliardario, ma in verit\u00e0 ai suoi rari ma dirompenti pregi, ovvero autonomia decisionale, influenza nulla da parte delle corporazioni, coraggio politico nell\u2019affrontare le questioni internazionali e la volont\u00e0 ferrea di prestare servizio nei confronti di una parte del popolo e non di una elites.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/editoriale\/elezioni_americane_trump.html\">Qui<\/a> il link all\u2019articolo del nostro partner<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Martino Danielli Negli ultimi mesi \u00e8 stato sempre pi\u00f9 evidente con il progredire delle primarie e della campagna elettorale negli Stati Uniti D\u2019America, che la differenza fra i due pi\u00f9 importanti candidati alla presidenza era notevole sia nelle 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