{"id":38535,"date":"2013-02-15T16:52:21","date_gmt":"2013-02-15T16:52:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=38535"},"modified":"2013-02-16T10:11:22","modified_gmt":"2013-02-16T10:11:22","slug":"un-altro-venerdi-per-rompere-il-silenzio-sulle-illegali-detenzioni-in-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/un-altro-venerdi-per-rompere-il-silenzio-sulle-illegali-detenzioni-in-israele\/","title":{"rendered":"Un \u201caltro\u201d venerd\u00ec per rompere il silenzio sulle illegali detenzioni in Israele"},"content":{"rendered":"<p>Il 2012 \u00e8 stato segnato dal sacrificio di migliaia di detenuti palestinesi che languono nelle prigioni dell\u2019occupazione israeliana.<\/p>\n<p>Le azioni di sciopero della fame di massa senza termine hanno avuto il merito di riportare all\u2019attenzione mondiale uno degli aspetti prioritari della causa palestinese.<\/p>\n<p>La loro presenza nei penitenziari dell\u2019occupazione potrebbe anche superare le 10mila unit\u00e0, stando a fonti locali e pi\u00f9 di 4.500 detenuti palestinesi sono definiti \u201cpolitici\u201d senza aver tuttavia mai ricevuto un\u2019accusa dal reale carattere politico.<\/p>\n<p>Per questo chi scrive opta per il termine \u201cdetenuto\u201d preferendolo a quello di prigioniero in relazione alla validit\u00e0 di un\u2019accusa nell\u2019ambito di un processo di giudizio altrettanto valido.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il 2011 aveva preannunciato gli eventi del 2012 con uno sciopero di massa partecipato da oltre mille detenuti e conclusosi con l\u2019accordo di scambio di ottobre; \u201cmille palestinesi contro un soldato israeliano\u201d.<\/p>\n<p>Da quella data Israele ha fatto un uso esteso della detenzione amministrativa (oggi sono 187) nei confronti di quanti restavano in prigione, questo \u00e8 stato il caso di <b>Samer al-Barq<\/b> e di <b>Hassan Safadi<\/b> , impegnati a scioperare da lungo tempo.<\/p>\n<p>Quando invece la detenzione arbitraria non \u00e8 stata prorogata e sono stati rispettati i termini per le liberazioni, Israele ha provveduto a ordinarne il riarresto. Questo \u00e8 stato invece il caso di <b>Thaer Halahla<\/b> , rilasciato a giugno scorso e oggi all\u201980\u00b0 giorno di sciopero della fame.<\/p>\n<p>Ma Israele ha lunga esperienza di pratiche magiche e riesce sempre a rendere \u2018lecito\u2019 in casa propria ci\u00f2 che \u00e8 illecito e abusivo. Cos\u00ec in ogni accordo raggiunto con la rappresentanza dei detenuti palestinesi, le autorit\u00e0 carcerarie hanno si riservano la deroga della giustificazione del file segreto, con cui rinnovare a oltranza le detenzioni amministrative senza dover fornire alcuna motivazione, n\u00e9 accusa.<\/p>\n<p>La personale lotta di Khader \u2018Adnan aveva ispirato molti altri detenuti a ribellarsi alle pratiche disumane di Israele all\u2019interno delle prigioni; illegali detenzioni amministrative prive di accusa ed estendibili per periodi che vanno dai tre o dai sei mesi fino all\u2018infinito.<\/p>\n<p>Nella primavera scorsa un altro sciopero di massa era stato intrapreso da oltre duemila detenuti che chiedevano il ripristino dei diritti fondamentali come l\u2019accesso all\u2019istruzione e la fine delle detenzioni in isolamento.<\/p>\n<p>Anche allora Israele aveva ingannato tutti promettendo che avrebbe posto fine alle pratiche illegali delle detenzioni amministrative, ma a nove mesi di distanza dalla conclusione di quello sciopero, tutti si sono ritrovati nuovamente nel labirinto israeliano dell\u2019arbitrariet\u00e0.<\/p>\n<p><b>In queste settimane, mesi per alcuni, un altro intenso sciopero della fame \u00e8 in corso nelle prigioni israeliane. <\/b><\/p>\n<p>Ieri scrivevamo delle imprese di \u2018Adnan e della detenuta ash-Shalabi e oggi diventa un dovere morale riportare le storie dei detenuti <b>Ja\u2019far \u2018Izz Id-Din, Tareq Qa\u2019adan, Yousef Yassin, Ayman Sharawna e Samer al-\u2018Issawi e di altri palestinesi che rischiano la vita nell\u2019immediato.<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2018Izz Id-Din, Qa\u2019adan e Yassin erano stati arrestati a novembre scorso, poco dopo la rottura della tregua che aveva scatenato altra furia su Gaza.<\/p>\n<p>In quelle operazioni di arresto oltre 50 palestinesi erano stati catturati da Israele nelle proteste in Cisgiordania.<\/p>\n<p><b>Qa\u2019adan e \u2018Izz Id-Din sono all\u201980\u00b0 giorno di sciopero.<\/b> Rilasciati nell\u2019estate 2012 (Qa\u2019adan aveva scontato 15 mesi in prigione ed era stato rilasciato l\u20198 luglio, \u2018Izz Id-Din era stato liberato il 9 giugno dopo tre mesi), i due palestinesi avevano preso parte allo sciopero primaverile dal 17 aprile al 14 maggio. Poi il 22 novembre \u00e8 giunto il nuovo arresto con la detenzione amministrativa di un (primo) termine di tre mesi.<\/p>\n<p>Entrambi scioperano dal 28 novembre. Come al-\u2018Issawi, anche \u2018Izz Id-Din ha intrapreso lo sciopero della sete e insieme a Qa\u2019adan rischia un attacco cardiaco. Entrambi si trovano all\u2019ospedale israeliano Assaf Harofi (Tel Aviv) dal 24 gennaio.<\/p>\n<p>Questa volta l\u2019oltranzismo israeliano potrebbe avere effetti devastanti, o \u201cpermanenti\u201d, come ha avuto modo di dire Richard Falk, Relatore speciale ONU per i Diritti Umani in Palestina, nella sua condanna resa pubblica due giorni fa da Ginevra.<\/p>\n<p>Resta il grande vuoto seguito alle dichiarazioni per le scelte israeliane provenienti dal Parlamento europeo e dal Segretario Generale ONU Ban Ki-moon.<\/p>\n<p>L\u2019indifferenza delle autorit\u00e0 carcerarie per le richieste dei detenuti \u00e8 coerente con l\u2019inosservanza che Israele ha riservato ai punti dell\u2019accordo sottoscritto con il Movimento dei detenuti e che genericamente dovevano reintrodurre un rispetto delle condizioni standard sui Diritti Umani.<\/p>\n<p>Niente di quanto Israele si era impegnato a fare \u00e8 stato rispettato; continuano le detenzioni amministrative (vecchie e nuove) e gli isolamenti, i raid notturni e i divieti all\u2019interno delle prigioni.<\/p>\n<p>Solo le visite dei parenti dei detenuti di Gaza sono state permesse grazie a un estenuante processo di mediazione della Croce Rossa Int.le e sempre in bilico giacch\u00e9 non si sa se tutto ci\u00f2 regger\u00e0.<\/p>\n<p><b>I detenuti palestinesi in gravissime condizioni di salute oggi sono Samer \u2018Issawi e Ayman Sharawna, rispettivamente al 207\u00b0 &#8211; segnando il record &#8211; e al 103\u00b0 giorno di sciopero della fame. <\/b><\/p>\n<p>Dalla clinica di Ramle al-\u2018Issawi \u00e8 stato trasferito all\u2019ospedale Assaf Harofi e la sua determinazione a non cedere alle pressioni israeliane senza riavere la sua libert\u00e0 potrebbe condurlo ad un vicolo cieco.<\/p>\n<p>Il detenuto non mangia e non beve, rifiuta la somministrazione di vitamine e le autorit\u00e0 sanitarie del penitenziario israeliano &#8211; su ordine dell\u2019Intelligence &#8211; gli iniettano forzatamente del glucosio. Se si \u00e8 in sciopero da lungo tempo, quest\u2019operazione potrebbe essere altamente lesiva per l\u2019organismo.<\/p>\n<p>Dopo mesi di diniego da parte israeliana, i suoi legali l\u2019hanno potuto incontrare lo scorso 9 febbraio e si sono detti sconcertati per aver visto quell\u2019uomo di 33 anni scarnito (pesa 46Kg), su una sedia a rotelle, ma fiero di quanto sta sopportando.<\/p>\n<p>Samer \u00e8 veramente debole, ha frequenti svenimenti, abbassamenti di pressione e perde sangue dalla bocca.<\/p>\n<p>Israele fornisce pessime condizioni sanitarie nelle strutture, dove trasferisce coloro maggiormente a rischio e non permette alcun trattamento indipendente dall\u2019esterno a carico dei familiari.<\/p>\n<p><b>La storia dell\u2019arresto di al-\u2018Issawi.<\/b> Arrestato nel 2002 e accusato di detenzione di armi e affiliazione a un gruppo armato, al-\u2018Issawi fu condannato a 30 anni per poi essere rilasciato a ottobre 2011 nell\u2019ambito dell\u2019accordo di scambio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/un-altro-venerdi-per-rompere-il-silenzio-sulle-illegali-detenzioni-in-israele\/samer-02-15-a-20-26-54\/\" rel=\"attachment wp-att-38536\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-38536\" title=\"samer-02-15 a 20.26.54\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/samer-02-15-a-20.26.54.png\" width=\"288\" height=\"213\" \/><\/a><\/p>\n<p>foto da occuppiedpalestine.wordpress.com<br \/>\nIl 7 luglio 2012 Israele lo ha catturato di nuovo accusandolo di aver violato i termini per il suo rilascio. Al-\u2018Issawi \u00e8 residente a Gerusalemme e, secondo la versione dell\u2019accusa, si sarebbe recato nella vicina Cisgiordania.<\/p>\n<p>Tenuto dapprima nel centro d\u2019indagine al-Muskubiyya, Samer \u00e8 stato interrogato e torturato per 28 giorni. I suoi legali lo avevano potuto incontrare solo al 23\u00b0 giorno dall\u2019arresto.<\/p>\n<p>Da luglio \u00e8 in sciopero \u2013 sono trascorsi sette mesi &#8211; e molte pressioni sono state fatte su di lui e sulla sua famiglia. L\u2019abitazione del fratello \u00e8 stata demolita a gennaio e la rete idrica \u00e8 stata interrotta in casa della sorella.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 accaduto nelle vicende di quanti avevano scioperato prima di lui, anche il suo caso oggi sta diventando di carattere umanitario a causa dell\u2019imminente pericolo che affronta, ma come quanti lo avevano preceduto, anche al-\u2018Issawi \u00e8 consapevole della vera natura di questa azione e dell\u2019importanza di andare avanti.<\/p>\n<p>E\u2019 di oggi la lettera che il detenuto ha indirizzato alla sorella Shirin con la richiesta di essere seppellito nel cimitero adiacente alla moschea di al-Aqsa, affianco al fratello, e chiedendo che Israele non infierisca sul suo cadavere con un\u2019autopsia.<\/p>\n<p>Nonostante la debolezza, Samer trova il coraggio di riappropriarsi della verit\u00e0 alla base della sua lotta.<\/p>\n<p>Se, infatti, fosse solo un caso umanitario, la parte israeliana avrebbe gi\u00e0 accolto la sua richiesta; e invece oggi in Israele tre giudici militari &#8211; i quali n\u00e9 in teoria, n\u00e9 in pratica avrebbero giurisdizione su un cittadino gerosolimitano &#8211; chiedono di invalidare l\u2019amnistia di cui aveva beneficiato al-\u2018Issawi, e anzi, vogliono una condanna a 20 anni senz\u2019accusa, impedendo ai suoi legali di costruire una difesa.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 solo uno dei numerosi capitoli della storia che i palestinesi hanno chiamato \u201cUna lotta fedele al sangue versato dai martiri\u201d, dando a intendere come la battaglia sia quella per la sopravvivenza, per l\u2019esistenza e la realizzazione in forma di autodeterminazione di un popolo intero.<\/p>\n<p>Come aveva detto \u2018Adnan nei suoi giorni pi\u00f9 duri, anche Samer tiene a ricordare che la causa \u201c\u00e8 nazionale e non \u00e8 una questione personale\u201d e, salutando la sorella per via epistolare, scrive:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">Mi rendo conto di essere giunto alla fine di questo tunnel, so che presto vedr\u00f2 la luce; quella della libert\u00e0 o quella del martirio\u201d.<\/span><\/p>\n<p><b>Oggi \u00e8 il \u201cVenerd\u00ec per rompere il silenzio\u201d lanciato sul web e il \u201cVenerd\u00ec dell\u2019ira\u201d nelle piazze palestinesi.<\/b><\/p>\n<p>Tutti conoscono il valore di questi scioperi, l\u2019onore e le conseguenze che producono nell\u2019avanzamento della causa palestinese.<\/p>\n<p>In Palestina, dove mediamente ogni famiglia ha conosciuto la detenzione, nessuno si fa intimorire dal rischio di cadere ostaggio di Israele, se tale pericolo significa dar voce alla propria causa nazionale nel modo in cui lo stanno facendo oggi <b>al-\u2018Issawi, al-Barq, Safadi, Halahla, Qa\u2019adan, Yassin, \u2018Izz Id-Din e Sharawna.<\/b><\/span><\/p>\n<p>E\u2019 dell\u2019ultima ora la notizia secondo cui altri 360 detenuti palestinesi si uniscono allo sciopero della fame.<\/p>\n<p>E\u2019 un\u2019istigazione quella israeliana alla legalit\u00e0 internazionale e alla pazienza di un popolo e dei suoi sostenitori in tutto il mondo, impegnati a scioperare, a inoltrare appelli alla Comunit\u00e0 internazionale e a indire sit-in di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2012 \u00e8 stato segnato dal sacrificio di migliaia di detenuti palestinesi che languono nelle prigioni dell\u2019occupazione israeliana. 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