{"id":375756,"date":"2016-10-01T23:13:48","date_gmt":"2016-10-01T22:13:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=375756"},"modified":"2016-10-01T23:13:48","modified_gmt":"2016-10-01T22:13:48","slug":"cammino-della-pace-della-riconciliazione-colombia-intervista-rappresentanti-del-comune-medellin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/10\/cammino-della-pace-della-riconciliazione-colombia-intervista-rappresentanti-del-comune-medellin\/","title":{"rendered":"Il cammino della pace e della riconciliazione in Colombia: intervista con rappresentanti del comune di Medell\u00edn"},"content":{"rendered":"<p>27.09.2016 &#8211; Antonia Utrera<\/p>\n<p>Di Lorena Medina e Antonia Utrera.<\/p>\n<p>Lo scorso 13 settembre, al suo passaggio per Barcellona e grazie all\u2019intermediazione di Imago-Catalunya, abbiamo incontrato Jos\u00e9 Arley, direttore alle politiche pubbliche del comune di Medell\u00edn, e Mauricio Herrera, assessore anch\u2019egli alle politiche pubbliche dello stesso comune, per parlare con loro della Colombia e del processo di pace che si sta svolgendo nel paese.<\/p>\n<p>I nostri ringraziamenti a Imago-Catalunya e alla Libreria la Central di via Mallorca in Barcellona, luogo in cui si \u00e8 svolta l\u2019intervista.<\/p>\n<p>\u201cLe vittime arrivano all\u2019Avana ed esigono tanto dallo stato colombiano come dalle FARC che non si alzino dal tavolo finch\u00e8 non si siano realmente accordati sulla fine del conflitto\u201d<\/p>\n<p>La popolazione colombiana subisce da 54 anni la violenza armata, tanto dalle FARC-EP, le forze armate rivoluzionarie, come dai gruppi paramilitari di estrema destra. Dal 2012, con il governo di Juan Manuel Santos, che fu ministro della difesa nel precedente governo di \u00c1lvaro Uribe, sono iniziati i negoziati per il processo di pace. Il prossimo 2 ottobre i colombiani sono chiamati alle urne per decidere Si o No all\u2019accordo di pace firmato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-375782\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_007-720x510-300x213.jpg\" alt=\"IMG_007-720x510\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_007-720x510-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_007-720x510.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Jos\u00e9 Arley, direttore delle politiche pubbliche del Comune di Medell\u00edn.<\/p>\n<p>Foto: Pedro Mu\u00f1oz<\/p>\n<p>Dopo quattro anni di negoziati, lo scorso 23 giugno 2016 si firma all\u2019Avana l\u2019Accordo di pace.<\/p>\n<p>Non possiamo dire che questo processo sia durato quattro anni. In realt\u00e0, tutti i governi, a partire dal 1982, hanno cominciato dei processi di negoziazione con gli insorti colombiani. Da allora ciascuno di essi ha cercato di risolvere il conflitto armato a partire dal dialogo. Lo stesso governo del presidente \u00c1lvaro Uribe, con la sua politica, ha permesso di ottenere che tanto le FARC come il governo comprendessero che nessuna delle parti avrebbe vinto la guerra, n\u00e9 lo stato colombiano, n\u00e9 le FARC. E\u2019 molto importante che comprendiamo che senza quella politica, cominciata con il governo di Belisario Betancour nel 1982 e fino allo stesso governo di \u00c1lvaro Uribe, senza quella politica che ha cercato di giungere a un accordo, non sarebbe stato possibile arrivare fino qui. Questo ha permesso che tanto il governo colombiano come le FARC comprendessero di non poter alzarsi dal tavolo senza avanzare e senza definire davvero degli accordi fondamentali per il popolo colombiano.<\/p>\n<p>Cosa c\u2019\u00e8 di diverso in questa occasione rispetto ai tentativi precedenti?<\/p>\n<p>Il momento storico e il momento politico. Da una parte, il governo si siede al tavolo una volta deciso che la politica di confronto con le FARC che era andata sviluppandosi non ha dato i risultati sperati, e che non sarebbe stato possibile n\u00e8 sconfiggerli militarmente, n\u00e8 farla finita o sterminarli. Lo stesso per le FARC, dopo tutti i golpe militari che sono stati fatti, dopo che le persone pi\u00f9 rappresentative delle FARC sono cadute, comprendono che in effetti non c\u2019\u00e8 angolo le paese in cui possano essere al sicuro e in cui non gli possa accadere nulla. A questo si somma ci\u00f2 che ognuno dei diversi governi ha imparato, lezioni che si vanno incorporando e adottando, e che hanno permesso infine di poter dire: \u201csediamoci al tavolo e non alziamoci finch\u00e8 tutto non sia concordato e niente sia concordato finch\u00e8 tutto non sia concordato\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-375775\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_008-720x480-300x200.jpg\" alt=\"IMG_008-720x480\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_008-720x480-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_008-720x480.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Mauricio Herrera, assessore alle politiche pubbliche del Comune di Medell\u00edn.<\/p>\n<p>Foto: Pedro Mu\u00f1oz<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la posizione delle vittime in questo processo di pace?<\/p>\n<p>Le vittime arrivano all\u2019Avana ed esigono tanto dallo stato colombiano come dalle FARC: \u201cVoi, signori, avete fatto danni, ci\u00f2 che avete fatto Dio non lo perdona, \u00e8 stato estremamente spiacevole. Non potete alzarvi da questo tavolo finch\u00e8 non abbiate realmente concordato la fine del conflitto\u201d. Quell\u2019esigenza di otto milioni di vittime \u00e8 stata molto importante, perch\u00e9 non sono solo vittime dello stato, ma anche vittime delle FARC, e sono vittime dei paramilitari e di una violenza istituzionalizzata. Quindi, quando il clamore delle vittime giunge l\u00ec, all\u2019Avana, ai signori seduti al tavolo, a questi attori viene detto: \u201cVoi non vi alzate da qui finch\u00e8 non arrivate a un accordo, perch\u00e9 questo conflitto va fermato. Voi avete la responsabilit\u00e0 di porvi fine perch\u00e9 voi siete quelli che lo avete iniziato. Non vi alzerete dal tavolo finch\u00e8 gli accordi non saranno totalmente definiti\u201d.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte il contesto socio-economico\u2026<\/p>\n<p>S\u00ec, anche le dinamiche capitaliste hanno portato alla cessazione della guerra in Colombia. Le imprese finanziarie, le multinazionali, gli impresari, hanno anch\u2019essi a che vedere con il fatto che la Colombia voglia la pace, affinch\u00e8 possa esserci libero scambio. In questo momento abbiamo un alto flusso di capitalismo. Di fatto, il modello economico colombiano \u00e8 capitalista e il modello amministrativo \u00e8 quello dei governi presidenziali, quindi questo fa s\u00ec che i due fattori si uniscano per cercare la pace.<\/p>\n<p>E\u2019 possibile la pace senza giustizia sociale?<\/p>\n<p>Tutti siamo d\u2019accordo sul fatto che gli accordi debbano essere firmati, che sia molto importante per il paese e per il mondo intero che in Colombia ci sia un cessate il fuoco bilaterale. Ma la pace \u00e8 un\u2019altra cosa, la pace \u00e8 giustizia sociale, \u00e8 risolvere le iniquit\u00e0 storiche che il paese ha sofferto. La disuguaglianza in Colombia \u00e8 pi\u00f9 dell\u201980%. Uno dei paesi dove ci sono pi\u00f9 poveri e meno ricchi, dove la ricchezza \u00e8 mal distribuita. La pace ha a che vedere con la giustizia sociale, con opportunit\u00e0 di impiego, con il fatto che quell\u2019impiego sia giusto e ben remunerato, ha a che vedere con il fatto che la popolazione nel suo insieme possa avere accesso alla sanit\u00e0. La pace ha a che vedere con le possibilit\u00e0 di educazione dei nostri giovani, affinch\u00e8 abbiano la possibilit\u00e0 di entrare in un\u2019universit\u00e0, non in un laboratorio o in un corso di sole 20 o 30 ore. La pace ha a che vedere con l\u2019accesso alla casa e con il rispetto dell\u2019ambiente naturale, le cui risorse sono saccheggiate in modo permanente e sistematico dalle grandi imprese minerarie internazionali. La pace ha a che vedere con il rispetto dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Quindi, la firma di un accordo non \u00e8 tutto\u2026<\/p>\n<p>No, la grande sfida dei colombiani \u00e8 costruire la pace. Sebbene gli accordi siano importanti, che non ci accada quello che ha detto il comandante del fronte, Farabundo Mart\u00ed, \u201cnoi centroamericani vinciamo la pace, ma perdiamo il post-accordo\u201d. Quindi bisogna vincere il post-accordo e deve essere con la volont\u00e0 di tutti i colombiani, ma anche della comunit\u00e0 internazionale, perch\u00e9 anch\u2019essa si vede colpita nel suo insieme quando esistono conflitti di questa natura. La pace non si firma, si firma l\u2019accordo dove si concorda la pace. La dignit\u00e0 umana \u00e8 uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico. L\u2019aspettativa \u00e8 se la firma di quell\u2019accordo porti alla soluzione del problma sociale, che \u00e8 pi\u00f9 fondamentale del conflitto armato in Colombia.<\/p>\n<p>E la corruzione?<\/p>\n<p>Ci sono anche altri problemi fondamentali, come la corruzione. Non possiamo dire in Colombia non ci sia pace perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la guerriglia. Ci sono altri elementi politici ed economici che hanno portato la popolazione alla disperazione totale: il sistema sanitario, il sistema pensionistico, l\u2019educazione, l\u2019aspetto culturale. Il problema della Colombia nel suo insieme \u00e8 stato il clientelismo tradizionale. Quindi \u00e8 ovvio che le due cose debbano andare insieme: una struttura valida nell\u2019ordine pubblico e una politica sociale che il governo deve intraprendere affinch\u00e8 i cittadini possano avere i servizi minimi per sviluppare il principio della dignit\u00e0 umana, che passa dall\u2019integrit\u00e0 fisica e da un progetto di vita nel suo insieme.<\/p>\n<p>\u201cIl popolo colombiano nel suo insieme deve avanzare verso la riconciliazione\u201d<\/p>\n<p>Quindi come si costruisce la pace?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un requisito per poter avanzare verso la pace, che \u00e8 la \u201criconciliazione\u201d. Il popolo colombiano nel suo insieme deve avanzare verso la riconciliazione, che implica ovviamente un\u2019attitudine trascendente della vita. Non posso fare nulla per un essere amato che \u00e8 stato assassinato. Guarda, \u00e8 impossibile, non c\u2019\u00e8 denaro che possa ripagare una persona cara. Ma io, per poter avanzare come individuo ho bisogno di passare da un processo di riconciliazione con la persona o il gruppo armato di cui sono stato vittima. Noi colombiane e colombiani dobbiamo passare da una tappa che chiamiamo \u201ccultura della pace\u201d: risolvere i nostri conflitti in modo civile, con il linguaggio come mediatore del confitto, dove ci sia il riconoscimento dell\u2019altro come diverso e dove esista il criterio della tolleranza, il rispetto della diversit\u00e0; poter dialogare, discutere in modo fraterno i temi su cui non siamo d\u2019accordo. Qui non si tratta di sconfiggere nessuno, si tratta di comprendere che la pace \u00e8 un beneficio per tutti, di lavorare a un progetto comune dove esista la giustizia sociale, dove ci sia distribuzione della ricchezza, dove si avanza verso una maggiore equit\u00e0 sociale, una maggiore giustizia, maggiori possibilit\u00e0 di partecipazione democratica. Se non comprendiamo questo, sar\u00e0 molto complicato,<\/p>\n<p>La riconciliazione, il primo passo\u2026<\/p>\n<p>In Colombia abbiamo otto milioni di vittime. Noi come societ\u00e0 dobbiamo riconciliarci, \u00e8 il primo passo. Ma comprendiamo anche che la riconciliazione \u00e8 qualcosa che non si determina per decreto. Non si dice: \u201cFatemi il favore, riconciliatevi e amatevi\u201d, no. Noi che da tempo lavoriamo con le vittime ci siamo resi conto della generosit\u00e0, per chiamarla in qualche modo, delle vittime. Le vittime in Colombia sono estremamente generose e cos\u00ec si sono espresse all\u2019Avana quando si sono riunite con le FARC e con lo stato: \u201cNoi siamo disposte a perdonare. Noi siamo disposte a voltare pagina rispetto a ci\u00f2 che ci \u00e8 accaduto\u201d. Questa generosit\u00e0 delle vittime richiede una maggiore generosit\u00e0 rispetto agli assassini, alle persone e alla nostra classe dirigente, che c\u2019entrano con ci\u00f2 che di violento si \u00e8 generato nel paese e nel conflitto.<\/p>\n<p>Comprendere ci\u00f2 che \u00e8 accaduto?<\/p>\n<p>La riconciliazione \u00e8 una decisione assolutamente individuale, \u00e8 pi\u00f9 una decisione che parte dalla fede. Io comprendo che si tratta dell\u2019azione di Dio in uno, che gli permette di personare la persona che ha assassinato, maltrattato, persino brutalmente violentato una persona cara. Per poter fare quel passo deve esserci una logica di tipo trascendente. Ovviamente non \u00e8 possibile nessun processo di riconciliazione se non c\u2019\u00e8 verit\u00e0, se non si dice alla gente perch\u00e9 \u00e8 successo quel che \u00e8 successo, cosa \u00e8 accaduto, dove sono le proprie persone care. Se non c\u2019\u00e8 giustizia sociale, se diciamo punto e a capo e non cominciamo a generare processi sociali e di abitazioni, educazione, salute\u2026<\/p>\n<p>E memoria storica del conflitto\u2026<\/p>\n<p>In questo momento, perch\u00e9 ci sia riconciliazione, perch\u00e9 ci sia giustizia sociale, deve esserci una riparazione, no? Una riparazione piena in confronto al danno causato. In Colombia c\u2019\u00e8 stato un olocausto molto violento, molto sanguinoso. Non prendiamo solo le vittime della guerriglia, prendiamo anche le vittime dei paramilitari, anche loro fanno pare della realt\u00e0 violenta e sanguinosa della Colombia, sono stati tra i maggiori attori che hanno crudelmente violentato la popolazione civile. Non dimentichiamo che le persone sono state seppellite in fosse comuni, sono state mutilate, le famiglie sono state violate, sfollate. Su questo non si pu\u00f2 soprassedere perch\u00e9 costituisce un delitto di lesa umanit\u00e0. Quindi bisogna fare un\u2019altra riflessione per potersi riconciliare. La riflessione \u00e8 che il governo nazionale, regionale e municipale, deve fare uno sforzo molto grande per rimediare, dal momento che ovviamente si tratta di una responsabilit\u00e0 diretta del governo nazionale. Perch\u00e9 in questo momento ci sono vittime della violenza paramilitare per cui non c\u2019\u00e8 stata riparazione, e ci sono anche sfollamenti e violenza intra-urbana. Bisogna tenere conto anche di questo per poter arrivare a una riconciliazione, a una verit\u00e0, a una giustizia in Colombia.<\/p>\n<p>Come rimediare a otto milioni di vittime?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un punto degli accordi dove c\u2019\u00e8 un impegno di riparazione tanto delle FARC come del governo. Gi\u00e0 nel 2011 il governo ha elaborato la Legge sulle Vittime e la Legge di Restituzione delle Terre, che ovviamente \u00e8 avanzata, bench\u00e9 non ai livelli che la societ\u00e0 colombiana auspica. E\u2019 molto chiaro che ci sia una decisione, da parte delle FARC e dello stato, di generare processi e dinamiche riparatorie. Ma dobbiamo guardare alla dimensione di ci\u00f2 di cui stiamo parlando. Si tratta di rimediare a otto milioni di vittime. Se prendiamo il caso argentino o quello cileno, parliamo di trentacinquemila, cinquantamila vittime, in un processo di dittatura. Ma qui stiamo parlando di otto milioni. Non c\u2019\u00e8 governo, non c\u2019\u00e8 esperienza che si possa mostrare al mondo, in cui la riparazione sia stata fatta con totale celerit\u00e0, in modo rapido, e che sia stata una risposta totale all\u2019insieme delle vittime. Bisogna farlo in modo deciso, con volont\u00e0 politica, ma comprendendo che non accadr\u00e0 dalla sera alla mattina. Si tratta di un processo lungo e l\u2019insieme sociale deve impegnarsi affinch\u00e8 le cose si diano in modo graduale, con maggiore celerit\u00e0 ma comprendendo che rimediare in modo complessivo e integrale coster\u00e0 moltissimo tempo. In questo processo avremo bisogno dell\u2019aiuto della comunit\u00e0 internazionale e questo \u00e8 un fattore estremamente importante.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Medell\u00edn pu\u00f2 trasformarsi in un esempio per la pace?<\/p>\n<p>La regione di Antiochia e la citt\u00e0 di Medell\u00edn hanno la percentuale di vittime pi\u00f9 alta di tutto il paese. Ha anche acquisito conoscenze, in processi di pace e convivenza, che sono stati un modello a livello nazionale e internazionale, finalizzate a dare assistenza alle vittime, ma anche alla popolazione sfollata nel suo complesso; perch\u00e9 il problema di uno sfollato o di una vittima non \u00e8 soltanto di tipo economico, \u00e8 anche un problema di tipo antropologico e culturale, quindi bisogna preparare le comunit\u00e0 affinch\u00e8 ricevano in modo integrato una popolazione estranea e che in molti casi \u00e8 vista come non gradita. Bisogna educare l\u2019insieme della societ\u00e0. Il compito \u00e8 enorme, quando diciamo che dobbiamo avanzare nella costruzione della pace, ma dobbiamo anche indicare che Medell\u00edn \u00e8 una delle citt\u00e0 che ha acquisito maggiori conoscenze in questo campo e che ha appreso di pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cIl cittadino \u00e8 diventato un soggetto protagonista, \u00e8 diventato un interlocutore valido per l\u2019amministrazione, in cui le politiche si definiscono, si costruiscono, si implementano e si valutano con cura e attenzione da parte della popolazione civile\u201d<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il ruolo della popolazione civile?<\/p>\n<p>S\u00ec, la grande sfida per le amministrazioni locali e regionali, ora, \u00e8 come costruire una societ\u00e0 nuova, un mondo diverso, a partire da ci\u00f2 che sta accadendo L\u2019amministrazione municipale ha alcuni programmi costruiti con grande attenzione dalla popolazione e dalla societ\u00e0 civile, in cui essi stessi hanno identificato alcune linee generali; hanno portato l\u2019amministrazione municipale a programmi e progetti in cui questa sta in contatto diretto e permanente con la popolazione e la societ\u00e0 civile. Per questo lo slogan \u00e8 \u201cMedell\u00edn conta su di voi\u201d, perch\u00e9 il cittadino \u00e8 diventato un soggetto protagonista, \u00e8 diventato un interlocutore valido per l\u2019amministrazione, in cui le politiche si definiscono, si costruiscono, si implementano e si valutano con cura e attenzione da parte della popolazione civile. Non c\u2019\u00e8 niente di costruito in cui la societ\u00e0 civile nel suo insieme non abbia partecipato in modo attivo e dinamico alla sua costruzione, implementazione e alla valutazione dei programmi e dei progetti. Nel corso di tutto il piano di sviluppo ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto \u00e8 stato intervenire in tutte le comunit\u00e0, presentando i diversi programmi nei loro diversi aspetti, e la comunit\u00e0 stessa dava le possibili soluzioni, le proposte, dava le proprie posizioni, \u00e8 cos\u00ec che si \u00e8 costruito il piano di sviluppo con Federico Guti\u00e9rrez, l\u2019attuale sindaco di Medell\u00edn.<\/p>\n<p>Voi parlate di partecipazione diretta dei cittadini\u2026<\/p>\n<p>Il proposito \u00e8 quello di uno sviluppo integrale, di un contatto diretto con il cittadino, renderlo partecipe dell\u2019amministrazione, trattarlo con dignit\u00e0, con giustizia sociale, perch\u00e9 tenere la porta chiusa \u00e8 un modo per violentare i diritti umani, un blocco del cittadino rispetto all\u2019amministrazione, e a Medell\u00edn questa porta si \u00e8 aperta. E\u2019 qualcosa di molto innovativo, di molto democratico, di molto partecipativo quello che il sindaco Federico Guti\u00e9rrez sta facendo. Il proposito \u00e8 quello di uno sviluppo integrale con giustizia sociale, con slancio ma anche con sicurezza. I diritti umani, cio\u00e8, non si possono sviluppare se non c\u2019\u00e8 sicurezza, e questo \u00e8 un altro dei propositi: che il governo, l\u2019amministrazione municipale, abbia il controllo e si occupi dell\u2019ordine pubblico, per poter garantire i diritti politici e civili dei cittadini. A partire dalla segreteria di inclusione sociale si vuole portare lo sviluppo all\u2019interno del territorio, affinch\u00e8 queste persone non tornino a far parte di gruppi armati, perch\u00e9 se queste persone entrano nel territorio e non trovano opportunit\u00e0 economiche, benefici sociali, se non trovano un ambiente democratico, pacifico, la cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che tornino a far parte di gruppi armati.<\/p>\n<p>\u201cTenere la porta chiusa \u00e8 un modo per violentare i diritti umani, un blocco del cittadino rispetto all\u2019amministrazione\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 stato prospettato uno scenario ipotetico di incontro tra ex guerriglieri e paramilitari?<\/p>\n<p>Non si \u00e8 davvero prospettato quello scenario, ma se parliamo di pace, stiamo parlando di un patto sociale in cui l\u2019ordine pubblico governi dal punto di vista costituzionale, rispettando la legittimit\u00e0 delle istituzioni. Da questo punto di vista, se tieniamo conto della tradizione storica di violenza in Colombia, sappiamo che i gruppi militari nascono dalla delinquenza sociale, e che la delinquenza nasce da cause sociali. A Medell\u00edn, ovviamente, c\u2019\u00e8 delinquenza sociale, ci sono gruppi armati che ora si fanno chiamare \u201cBacrim\u201d (bande criminali). Questo panorama non si \u00e8 prospettato, per\u00f2 la cosa migliore, dal punto di vista dell\u2019ordine costituzionale e sociale, sarebbe che tutti i gruppi si disarmassero prima, perch\u00e9 si potesse dare una pace sociale. Questo sarebbe importante, ma in questo momento non si \u00e8 prospettato.<\/p>\n<p>N\u00e9 vincitori, n\u00e9 vinti?<\/p>\n<p>Il primo criterio per poter costruire la pace implica l\u2019ottenimento del consenso, significa ascoltare quelli che hanno dubbi, perch\u00e9 lo hanno detto apertamente: \u201cnoi non siamo contro la pace, ma abbiamo riserve sul processo di negoziazione\u201d. Vedete che non si tratta di un accordo perfetto. Questa \u00e8 stata un\u2019altra delle lezioni apprese: non sono mai esistiti accordi perfetti, perch\u00e9 ci sono sempre limitazioni abbastanza forti che rendono impossibile prendersi cura in modo integrale. L\u00ec ci sono riserve serie e dal nostro punto di vista bisognerebbe ascoltarle, tanto dalla parte di quelli che stanno ponendo con il No, quanto da quella di chi sta ponendo con il S\u00ec.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il ruolo della politica pubblica che promuovete?<\/p>\n<p>In una democrazia deve esserci spazio per il consenso, ma anche per il dissenso. Se una societ\u00e0 che ha come prospettiva la costruzione della pace non apre spazio al dissenso, possiamo dire che la costruzione della pace \u00e8 impossibile. Se un significativo gruppo di persone resta scontento dei nuovi accordi, o viceversa, sar\u00e0 molto difficile avanzare verso la pace. Bisogna vedere il plebiscito pi\u00f9 come una possibilit\u00e0 di deliberazione pubblica, non possono esserci vinti n\u00e9 vincitori. Se c\u2019\u00e8 un settore importante che si vede come sconfitto, questo sar\u00e0 un ostacolo alla costruzione della pace. Bisogna chiamare questo momento \u201cFesta della Democrazia\u201d, in cui non ci devono essere n\u00e9 vinti n\u00e9 vincitori. Con il plebiscito il presidente Santos sta garantendo il contraddittorio, e il fatto che sia il popolo a legittimare questa decisione. Non \u00e8 una decisione politica, \u00e8 un diritto costituzionale, il popolo, democraticamente, ha gli strumenti giuridici per questo. Il contraddittorio fa parte della libert\u00e0 individuale, della partecipazione, della democrazia, \u00e8 un diritto fondamentale. Dal punto di vista costituzionale il dissenso in Colombia \u00e8 consentito.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 garantire il processo di pace di fronte a un possibile cambio di governo?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una politica di stato, non di governo, la pace non \u00e8 la politica di un determinato governo. Tutti i presidenti, dal 1982, hanno puntato e hanno contribuito a ci\u00f2 che abbiamo oggi. Il governo attuale non \u00e8 quello che ha magicamente risolto la situazione e che ha ispirato un accordo con le FARC, no, stiamo parlando di un processo storico. C\u2019\u00e8 una maggioranza di persone che ha deciso la ricerca negoziata del conflitto e la costruzione della pace in modo civile, grazie agli spazi democratici, indipendentemente dal governo di turno. La maggioranza della societ\u00e0 colombiana ha deciso che l\u2019alternativa ai conflitti che sono esistiti in Colombia deve essere la via del dialogo, \u00e8 la popolazione civile la protagonista della pace, a partire dalle organizzazioni, al movimento studentesco, al movimento sindacale, alle donne organizzate, agli indigeni\u2026 E\u2019 questo ci\u00f2 che fa avanzare il governo attuale, in modo molto deciso, verso un processo di dialogo con la ribellione.<\/p>\n<p>Barcellona e Medell\u00edn, citt\u00e0 sorelle.<\/p>\n<p>Si, esiste un accordo chiamato \u201cgemellaggio tra citt\u00e0\u201d, stabilito gi\u00e0 da molti anni. Ci sono molti temi di politica sociale che sono stati costruiti in modo bilaterale, temi in comune, culturali, antropologici. Abbiamo una certa affinit\u00e0 nel nostro modo di pensare e di vedere, compresa la relazione con la centralit\u00e0 del governo, e, ripeto, grazie a decisioni dei governi precedenti si \u00e8 determinato un processo di gemellaggio, che ci aiuta perch\u00e9 ci capiamo su molte cose, abbiamo progetti in comune e questo ha permesso azioni congiunte in merito a processi e a propositi comuni.<\/p>\n<p>Molte grazie per questa intervista e per l\u2019altezza politica e morale che difendete. Voi siete davvero il Nuovo Mondo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-375768\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_012-720x480-300x200.jpg\" alt=\"IMG_012-720x480\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_012-720x480-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_012-720x480.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Durante l\u2019intervista a Barcellona sull\u2019Accordo di Pace in Colombia. Da sinistra a destra: Lorena Medina (Pressenza), Mauricio Herrera, Jos\u00e9 Arley, Antonia Utrera (Pressenza). Foto: Pedro Mu\u00f1oz<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27.09.2016 &#8211; Antonia Utrera Di Lorena Medina e Antonia Utrera. 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