{"id":37148,"date":"2013-02-08T08:35:34","date_gmt":"2013-02-08T08:35:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=37148"},"modified":"2013-02-08T08:35:51","modified_gmt":"2013-02-08T08:35:51","slug":"diritti-cuciti-addosso-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/","title":{"rendered":"Diritti cuciti addosso"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><em>In Thailandia associazioni di migranti birmani in fuga dalla dittatura<\/em> <em>lavorano per il riconoscimento di un salario dignitoso <\/em><\/p>\n<p align=\"left\">MAE SOT, THAILANDI A &#8211; Il fiume Moei nella luce del tramonto, a poche centinaia di metri dal Ponte dell\u2019Amicizia che a\u00a0\u00a0 Mae Sot unisce la Thailandia\u00a0 alla Birmania, \u00e8 uno scorcio d\u2019Asia di struggente bellezza. Le case, cresciute in poetico disordine a filo d\u2019acqua sulla sponda birmana, sembrano rimandare a un altrove dello spirito. Ma la realt\u00e0 deve essere ben diversa se ogni anno centinaia di birmani passano quel confine a guado o su imbarcazioni in spola incessante fra una riva e l\u2019altra. Nessun immigrato descriver\u00e0 mai il fiume come un ostacolo, la traversata dura pochi minuti e procede senza impedimenti.<\/p>\n<p align=\"left\">Il pericolo \u00e8 ci\u00f2 che si \u00e8 lasciato alle spalle, e il peggio deve ancora venire. \u201cHo camminato per un giorno e una notte intera, seguendo la guida e badando a dove mettevo i piedi sul terreno minato -racconta Ying Horm, di etnia <em>shan<\/em>, oggi conduttrice radiofonica per la comunit\u00e0 birmana a Chiang Mai. Rimanere al villaggio non era possibile: hanno aperto due voragini per estrarre pietre preziose, scavano per un gasdotto e da anni ci tagliano le foreste\u201d. Ying Horm \u00e8 una dei 3 milioni di birmani che dal 1988, anno delle sollevazioni popolari soffocate nel sangue dal regime militare, hanno varcato i confini in cerca di protezione dal lavoro forzato, dai conflitti armati, e dalla devastazione delle loro terre, per finire dalla padella nella brace dei voraci vicini, Thailandia e Cina in testa, affamati di manodopera a basso costo, ancor minore della propria. A Ruili, citt\u00e0 cinese di confine cresciuta a dismisura sul commercio di gemme e legname birmano, 100mila sfollati sono impegnati nella lavorazione dei preziosi, della pietra arenaria e del legno fossile, materie prime estratte in Birmania contro la volont\u00e0 delle popolazioni locali.<\/p>\n<p align=\"left\">In Thailandia, Paese che ospita un milione e mezzo di birmani, i lavoratori migranti sono occupati senza diritti prevalentemente nell\u2019edilizia (donne comprese), nei lavori agricoli e domestici, nella lavorazione del pesce, nei ristoranti, e nella prostituzione (40mila donne con punte nelle citt\u00e0 di frontiera). Ma \u00e8 il settore delle confezioni di abbigliamento per l\u2019esportazione ad avere tratto il massimo vantaggio da una manodopera numerosa e derelitta. A Mae Sot, lungo un confine punteggiato da campi profughi che ospitano 170mila rifugiati, \u00e8 sorto un polo industriale tessile, favorito nei primi anni Novanta da incentivi alle imprese, che occupa in 300 fabbriche e 200 laboratori fino a 300mila immigrati birmani irregolari, in stragrande maggioranza donne, su un milione di addetti che il settore conta nel Paese.<\/p>\n<p align=\"left\">I racconti dei migranti birmani che abbiamo incontrato a Chiang Mai e a Mae Sot dipingono un quadro di sofferenze e di speranze infrante. \u201cAbbiamo vissuto a lungo nella foresta, al confine, senza cibo -racconta Sai Sark, assistente alle cause legali della Migrant assistance programme (Map) Foundation di Chiang Mai. \u201cPensavamo solo a fuggire, non sapevamo che servissero i documenti per spostarsi in un altro Paese\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Trovare un lavoro, anche da irregolari, non \u00e8 difficile; tenere saldo il timone della propria vita in un mare fatto di debiti crescenti che il salario non ripaga, di minacce ed estorsioni, \u00e8 un\u2019esigenza e si impara strada facendo: \u201cQuando si esce dalla fabbrica per fare la spesa -racconta una delle operaie tessili incontrate al Centro di aggregazione di Map a Mae Sot, nel loro unico giorno libero del mese \u2013 bisogna sempre avere con s\u00e9 almeno 230 baht, 30 per il biglietto dell\u2019autobus e le spese, 100 per pagare il poliziotto che forse ti fermer\u00e0 al mercato e 100 per pagare quello che troverai al ritorno. Non conviene reagire, perch\u00e9 se ti mettono in stato di fermo, anche se hai i documenti ma li ha trattenuti il padrone, alla fine ne pagherai 3mila\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Non \u00e8 strano che il giorno libero coincida sempre con quello di paga. S\u00ec, ma quale paga? Il salario e le ore che ci vogliono per racimolarlo sono in testa alle preoccupazioni dei lavoratori. A Mae Sot il salario minimo \u00e8 di 226 baht al giorno (5 euro e mezzo) e per quanto il governo abbia annunciato un innalzamento per tutto il Paese a 300 baht (ancora ben lungi da un livello dignitoso) nessun datore di lavoro corrisponde il minimo. I lavoratori che abbiamo intervistato parlano di retribuzioni pari a 50-120 baht e straordinari obbligatori, a un terzo della tariffa dovuta, con turni di 13-16 ore e sempre corrisposti con 15-20 giorni di ritardo. Se a ci\u00f2 si aggiunge che ai migranti \u00e8 vietato costituire sindacati, conseguire una licenza di guida e, in alcune province, formare assembramenti pacifici o possedere un cellulare, ce n\u2019\u00e8 quanto basta per disperarsi.<\/p>\n<p align=\"left\">La comunit\u00e0 birmana ha saputo resistere tessendo una formidabile rete di mutua assistenza, grazie al lavoro di organizzazioni dal basso come Map, Yaung Chi Oo Workers\u2019 Association (Ycowa) e Burmese Women\u2019s Union (Bwu), che provvedono incessantemente all\u2019assistenza legale, sanitaria e formativa.<\/p>\n<p align=\"left\">Il fiore all\u2019occhiello \u00e8 la radio comunitaria che dal 2009 trasmette su due frequenze nelle lingue pi\u00f9 parlate dai migranti birmani, con programmi a microfono aperto, diffondendo informazioni utili per migliorare la loro vita. \u201cQuando scatta una \u2018sanatoria\u2019 -racconta Naw Kham, responsabile delle frequenze di Mae Sot- l\u2019annuncio viene dato attraverso i canali radiotelevisivi nazionali, ma molti nostri connazionali non conoscono il thailandese. Il compito della radio \u00e8 informarli nella loro lingua e in modo preciso, e non solo attraverso l\u2019etere, ma con opuscoli multilingue distribuiti fra le comunit\u00e0 con l\u2019aiuto di volontari\u201d. Ogni mese la radio promuove incontri di discussione fuori dai luoghi di lavoro, nelle aree industriali, agricole o nei cantieri, per sondare il gradimento dei programmi e raccogliere suggerimenti o richieste. \u201cPer lavorare in questa radio, occorre sapere molte cose -osserva la giovane dj War War Naing- e non solo in tema di lavoro e di salute, ma anche sui cantanti e le canzoni pi\u00f9 in voga in Birmania\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Si crea consapevolezza anche attraverso la lettura, \u00e8 ci\u00f2 che fanno le veterane del Bwu, organizzazione nata dalle donne fuoriuscite nel 1988 e impegnate in un processo lento ma implacabile di emancipazione femminile in citt\u00e0 e nei campi profughi sul confine. Ci accolgono con aria dimessa: \u201cQuest\u2019anno abbiamo dovuto chiudere il centro di accoglienza per mancanza di fondi -dicono Naw Mu Naw e Zar Zar-: abbiamo ospitato fino a cento donne alla volta, maltrattate, disoccupate o in attesa di partorire; offrivamo corsi di cucito, ma anche luoghi di sosta per le operaie esauste dai lunghi turni di lavoro\u201d. Continuano a organizzare la biblioteca mobile, con 14 punti di prestito itineranti gestiti da volontari in motorino fuori dalle fabbriche o nei luoghi di aggregazione. Le medicine e le iniezioni che praticavano al centro ora le portano a domicilio, per il resto c\u2019\u00e8 il Centro medico della dottoressa Cynthia Maung, celebre medico scalzo e lei stessa rifugiata politica di etnia <em>karen<\/em>, che dal 1989 cura ogni anno gratuitamente 140mila persone escluse dall\u2019assistenza sanitaria, con l\u2019aiuto di 700 persone fra medici, infermieri e volontari.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019impegno ultradecennale di Map e Ycowa -profuso nel sostegno legale e organizzativo dei lavoratori di Mae Sot ha portato nel 2012 a un esito quasi insperato: la M-Apparel \u00e8 la prima fabbrica della citt\u00e0 ad avere riconosciuto il salario minimo ai migranti. \u201cIl nostro lavoro non \u00e8 facile \u2013dice Jackie Pollock, direttrice di Map-: in Birmania formare sindacati era vietato dal 1964 e il lavoro forzato sistematico; i rifugiati arrivano con nessuna esperienza sindacale e con la convinzione che esporsi per i propri diritti avr\u00e0 conseguenze gravissime\u201d. Negli ultimi anni, tuttavia, le proteste dei lavoratori e le vertenze, specie per salari non pagati e licenziamenti, sono aumentate in modo considerevole: dal 2001 al 2012 Ycowa e Map hanno assistito 2.083 lavoratori in 157 casi legali riuscendo a ottenere indennizzi per decine di milioni di baht.<\/p>\n<p align=\"left\">Nong Nong, uno dei giovani animatori degli scioperi alla M-Apparel, si presenta all\u2019appuntamento con una cartella di documenti sotto il braccio e le etichette di marche statunitensi specializzate in abbigliamento scolastico e per bambini: \u201cLa prima cosa che abbiamo fatto \u2013racconta \u2013 \u00e8 stata sospendere gli straordinari. Avevamo dalla nostra parte 300 lavoratori su 500; poi siamo scesi in sciopero e, con l\u2019aiuto di Ycowa, abbiamo presentato una raccolta firme all\u2019Ufficio per la protezione del lavoro per aprire una vertenza, che si \u00e8 conclusa a giugno 2012 e ha sancito l\u2019obbligo per l\u2019azienda di corrispondere il salario minimo\u201d.\u00a0 M-Apparel ha risposto, per\u00f2, anche con ritorsioni: \u201cAbbiamo perso la razione di riso e l\u2019alloggio in fabbrica, i carichi di lavoro sono aumentati e di 300 che eravamo siamo rimasti in 80. I nuovi assunti e chi non ha firmato all\u2019ufficio del lavoro continuano a percepire salari arbitrari\u201d. C\u2019\u00e8 anche chi \u00e8 stato licenziato, come Zin Mar, una ragazza giovanissima e di grande coraggio: \u201cMi sono unita alle proteste che ero in prova da un mese, al termine del terzo ho perso il lavoro; ho cercato altrove, ma una mia foto segnaletica \u00e8 arrivata a tutti gli imprenditori della zona. Oggi vivo al centro di accoglienza di Ycowa\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Zin Mar ha le idee molto chiare: \u201cSono venuta in Thailandia per trovare un lavoro dignitoso, non per mendicare il mio salario\u201d. E come lei, Khine Linn: \u201cPresto avr\u00f2 i documenti e andr\u00f2 a Bangkok: se riesco voglio impegnarmi nel sindacato, la nostra lotta non sar\u00e0 stata inutile\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0Ersilia Monti<\/p>\n<p>Altreconomia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">La rivista Altreconomia offre l\u2019informazione indipendente, bene \u00a0raro e prezioso.<\/p>\n<p align=\"left\">Per abbonarsi alla rivista\u00a0\u00a0 e-mail:\u00a0\u00a0 abbonamenti@ altreconomia.it<\/p>\n<p align=\"left\">Tel: 02 89 91 98 90\u00a0 fax 02 54 01 96 55<\/p>\n<p align=\"left\">E\u2019 possibile abbonarsi anche in versione digitale.\u00a0 Per sapere come \u00a0fare vai a: <a href=\"http:\/\/www.altreconomia.it\">www.altreconomia.it<\/a><\/p>\n<p align=\"left\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Thailandia associazioni di migranti birmani in fuga dalla dittatura lavorano per il riconoscimento di un salario dignitoso MAE SOT, THAILANDI A &#8211; Il fiume Moei nella luce del tramonto, a poche centinaia di metri dal Ponte dell\u2019Amicizia che a\u00a0\u00a0&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":594,"featured_media":37149,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46,60],"tags":[3334,287,3335],"class_list":["post-37148","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia-it","category-diritti-umani","tag-birmania","tag-sindacati","tag-thailandia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Diritti cuciti addosso<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"In Thailandia associazioni di migranti birmani in fuga dalla dittatura lavorano per il riconoscimento di un salario dignitoso MAE SOT, THAILANDI A - Il\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Diritti cuciti addosso\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"In Thailandia associazioni di migranti birmani in fuga dalla dittatura lavorano per il riconoscimento di un salario dignitoso MAE SOT, THAILANDI A - Il\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2013-02-08T08:35:34+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2013-02-08T08:35:51+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione Italia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@pressenza_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione Italia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"8 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione Italia\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/d983e81827ae24f2c7b1a2123d197f8d\"},\"headline\":\"Diritti cuciti addosso\",\"datePublished\":\"2013-02-08T08:35:34+00:00\",\"dateModified\":\"2013-02-08T08:35:51+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/\"},\"wordCount\":1572,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Reportage-Thailandia.jpg1.bmp\",\"keywords\":[\"Birmania\",\"sindacati\",\"Thailandia\"],\"articleSection\":[\"Asia\",\"Diritti Umani\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/\",\"name\":\"Diritti cuciti addosso\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Reportage-Thailandia.jpg1.bmp\",\"datePublished\":\"2013-02-08T08:35:34+00:00\",\"dateModified\":\"2013-02-08T08:35:51+00:00\",\"description\":\"In Thailandia associazioni di migranti birmani in fuga dalla dittatura lavorano per il riconoscimento di un salario dignitoso MAE SOT, THAILANDI A - Il\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Reportage-Thailandia.jpg1.bmp\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Reportage-Thailandia.jpg1.bmp\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Diritti cuciti addosso\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/d983e81827ae24f2c7b1a2123d197f8d\",\"name\":\"Redazione Italia\",\"description\":\"News from the Pressenza Bureau in Italy\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/redazione-italia\/\",\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/www.instagram.com\/pressenza_italia\/\",\"https:\/\/x.com\/pressenza_it\",\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCSalEIWjE1RSxkwjfftFuqg\"],\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/redazione-italia\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Diritti cuciti addosso","description":"In Thailandia associazioni di migranti birmani in fuga dalla dittatura lavorano per il riconoscimento di un salario dignitoso MAE SOT, THAILANDI A - Il","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Diritti cuciti addosso","og_description":"In Thailandia associazioni di migranti birmani in fuga dalla dittatura lavorano per il riconoscimento di un salario dignitoso MAE SOT, THAILANDI A - Il","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_published_time":"2013-02-08T08:35:34+00:00","article_modified_time":"2013-02-08T08:35:51+00:00","author":"Redazione Italia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@pressenza_it","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione Italia","Tempo di lettura stimato":"8 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/"},"author":{"name":"Redazione Italia","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/d983e81827ae24f2c7b1a2123d197f8d"},"headline":"Diritti cuciti addosso","datePublished":"2013-02-08T08:35:34+00:00","dateModified":"2013-02-08T08:35:51+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/"},"wordCount":1572,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Reportage-Thailandia.jpg1.bmp","keywords":["Birmania","sindacati","Thailandia"],"articleSection":["Asia","Diritti Umani"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/","name":"Diritti cuciti addosso","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Reportage-Thailandia.jpg1.bmp","datePublished":"2013-02-08T08:35:34+00:00","dateModified":"2013-02-08T08:35:51+00:00","description":"In Thailandia associazioni di migranti birmani in fuga dalla dittatura lavorano per il riconoscimento di un salario dignitoso MAE SOT, THAILANDI A - Il","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Reportage-Thailandia.jpg1.bmp","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Reportage-Thailandia.jpg1.bmp"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/02\/diritti-cuciti-addosso-2\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Diritti cuciti addosso"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/d983e81827ae24f2c7b1a2123d197f8d","name":"Redazione Italia","description":"News from the Pressenza Bureau in Italy","sameAs":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/redazione-italia\/","https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/www.instagram.com\/pressenza_italia\/","https:\/\/x.com\/pressenza_it","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCSalEIWjE1RSxkwjfftFuqg"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/redazione-italia\/"}]}},"place":"Milano","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/594"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37148"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37148\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37149"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}