{"id":345392,"date":"2016-07-24T22:04:59","date_gmt":"2016-07-24T21:04:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=345392"},"modified":"2016-07-24T22:05:20","modified_gmt":"2016-07-24T21:05:20","slug":"turchia-cui-prodest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/07\/turchia-cui-prodest\/","title":{"rendered":"Turchia, cui prodest?"},"content":{"rendered":"<p>La sera del 15 Luglio la Turchia ha vissuto un tentativo di colpo di stato molto aggressivo, poi fallito. Mentre i soldati golpisti occupavano e bombardavano i punti strategici del paese, il Presidente della Repubblica e i membri del governo centrale invitavano la popolazione a scendere in piazza per respingere quello che veniva definito come un tentativo portato avanti da un piccolo gruppo di soldati. Fino alle prime ore del giorno successivo in diverse parti della Turchia sono proseguiti gli scontri tra i soldati da una parte e polizia e popolazione civile dall\u2019altra. Il bilancio finale parla di pi\u00f9 di 240 persone uccise e circa 1.250 feriti.<\/p>\n<p><strong>Ma chi era il colpevole?<\/strong><\/p>\n<p>Iniziamo con le dichiarazioni ufficiali. Dapprima il Presidente della Repubblica, poi il Primo Ministro e infine gli altri membri del governo hanno unanimemente definito il fallito colpo di stato \u201cun\u2019opera progettata da Fettullah Gulen\u201d. Ex imam, leader del movimento religioso \u201cHizmet\u201d, in esilio da pi\u00f9 di 15 anni in Pennsylvania negli Stati Uniti, ex alleato del partito al governo AKP, \u00e8 attualmente il nemico numero uno del Presidente della Repubblica e del governo, che hanno prontamente chiesto agli Stati Uniti la sua estradizione. La crisi tra i due ex alleati si \u00e8 manifestata negli ultimi tre anni a causa di una serie di grandi conflitti in ambito politico, militare, giuridico ed economico.<\/p>\n<p>Sono stati arrestati circa 6.000 soldati semplici ed ufficiali con l\u2019accusa di aver partecipato al tentativo di colpo di stato o alla sua progettazione. I mandati d\u2019arresto, le detenzioni cautelari, gli arresti definitivi e le sospensioni si sono diffusi in meno di una settimana su diverse fronti; polizia, servizi segreti, istruzione, giustizia, sanit\u00e0, energia, turismo, religione. Le operazioni sono tuttora in atto e fare i conti ogni giorno diventa un lavoro da puro contabile.<\/p>\n<p>Sia mediaticamente che a livello governativo l\u2019accusato numero resta Fettullah Gulen. Ormai \u00e8 noto il conflitto che oppone il partito al governo, l\u2019AKP, alla comunit\u00e0 di Gulen. Il governo, in seguito alle maxi inchieste anti-corruzione del 17-25 dicembre 2013, ha messo in croce l\u2019anziano Imam. Una serie di arresti ed indagini, sostenuta da un\u2019ingente documentazione scritta ed audiovisiva, ha portato tre anni fa alle dimissioni di quattro ministri. Il paese ha assistito all\u2019incarcerazione di diverse personalit\u00e0 politiche ed imprenditoriali molto vicine agli ambienti filo-governativi. Nell\u2019ottica del governo lo storico alleato diventava cos\u00ec il capo di un\u2019organizzazione terroristica finalizzata al rovesciamento del sistema democratico attraverso la progettazione di un colpo di stato. Da quel momento in poi, infatti, gli artefici di quell\u2019inchiesta &#8211; ovvero magistrati e forze di sicurezza &#8211; sono stati licenziati, arrestati, indagati oppure allontanati. Ultimamente varie aziende vicine alla comunit\u00e0 \u201cgulenista\u201d sono state commissariate, in quanto \u2013 secondo il governo &#8211;\u00a0 avrebbero fornito le risorse finanziarie e gli strumenti mediatici alla comunit\u00e0. Secondo il governo, il fallito golpe metterebbe a nudo le ipotesi accusatorie sostenute dal 2013.<\/p>\n<p>A questo punto pu\u00f2 essere utile fare un passo indietro per vedere quanto in realt\u00e0 sia stato solido e consapevole il matrimonio tra l\u2019AKP e Gulen. L\u2019uomo accusato di essere membro della \u201cGladio turca\u201d, il fondatore dell\u2019Associazione per la Lotta contro il Comunismo nella citt\u00e0 di Erzurum, importante predicatore e ex imam \u00e8 anche colui che, fino alla fondazione dell\u2019Akp, non aveva mai apertamente sostenuto un partito politico. Un personaggio noto per le sue attivit\u00e0 filantropiche, soprattutto in campo formativo: una rete enorme di scuole sparse in tutto il paese, ma anche all\u2019estero.<\/p>\n<p>Nel suo libro \u201cL\u2019esercito dell\u2019Imam\u201d Ahmet Sik accusa Gulen di infiltrare i suoi allievi e simpatizzanti all\u2019interno delle forze di polizia, dell\u2019esercito e del sistema giuridico con l\u2019obiettivo di prendere il controllo dello Stato. Nonostante questo progetto fosse stato palesato da Gulen, l\u2019autore del libro ha pagato il suo lavoro con un anno di galera. \u201cBrucia chiunque tocchi\u201d dichiarava Sik il giorno del suo arresto.<\/p>\n<p>Tra il 2008 e il 2012 una serie di ufficiali dell\u2019esercito sono stati accusati nell\u2019ambito dei maxi processi Ergenekon, Balyoz ed OdaTv di aver progettato un colpo di stato. Numerosi giornalisti, avvocati, politici, professori e studenti universitari sono stati cos\u00ec incarcerati, creando un grande contenitore di \u201coppositori\u201d. Quando l\u2019attuale Presidente della Repubblica era Primo Ministro, sottolineando l\u2019importanza del lavoro compiuto dai tribunali definiva se stesso \u201cil giudice\u201d di questi processi.<\/p>\n<p>Secondo Nedim Sener, un altro giornalista detenuto per un anno, questo era il periodo in cui si registrava la massima collaborazione tra la comunit\u00e0 di Gulen e il governo. Il fine \u2013 per il giornalista \u2013 era quello di silenziare le opposizioni e di mettere in atto il comune disegno politico ed economico.<\/p>\n<p>I processi Ergenekon, Balyoz ed OdaTv non sono sopravvissuti al divorzio politico. Interpretate come macchinazioni, le relative accuse sono cadute in breve tempo e quasi tutti gli arrestati sono stati liberati e successivamente assolti. Il governo ha inoltre promosso un contro-processo (\u201c<em>kumpas<\/em>\u201d) nei confronti di Gulen, accusato di aver progettato un colpo di stato e di aver creato uno stato \u201cparallelo\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 esattamente in questa fase che pi\u00f9 di 400 ufficiali dell\u2019esercito, inizialmente accusati di aver progettato un colpo di stato, venivano assolti con l\u2019invito al pensionamento anticipato. In questo modo una grossa fetta dei vertici delle forze armate veniva allontanata.<\/p>\n<p>In sostanza, come recentemente dichiarato al quotidiano nazionalista Bugun da Dengir Mir Mehmet Firat &#8211; parlamentare del Partito Democratico dei Popoli (HDP) e tra i fondatori dell\u2019AKP &#8211; nei primi anni di governo l\u2019AKP sosteneva l\u2019inserimento dei gulenisti nel sistema giuridico, nei servizi segreti e nelle forze armate. Secondo Firat, ci\u00f2 aiutava l\u2019AKP a difendersi dagli eventuali attacchi dei suoi avversari presenti dentro l\u2019esercito e il mondo giuridico, che oltre a progettare un colpo di stato avrebbero anche provato a chiudere il partito.<\/p>\n<p>In meno di otto anni la Turchia ha visto questo matrimonio politico culminare per poi dissolversi in vendette incrociate: questo \u00e8 un passo importantissimo per comprendere il senso dell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo Sik, intervistato dall\u2019agenzia DW, tra gli arrestati di questi giorni ci sarebbero sia alcuni personaggi noti per la loro avversione a Gulen,\u00a0 come certe personalit\u00e0 accusate nei maxi processi Ergenekon e Balyoz, sia ufficiali che durante la notte del tentativo di colpo di stato stavano lavorando per impedirlo. Un esempio \u00e8 quello di Erdal Ozturk, capo della terza armata, che nella notte del fallito golpe invitava \u201ctutti i soldati a tornare nelle caserme\u201d come tra l\u2019altro twittato dallo stesso Primo Ministro. Eppure Ozturk la mattina del 18 luglio veniva arrestato con l\u2019accusa di partecipazione al tentativo di colpo di stato. Un caso analogo \u00e8 quello di Akin Ozturk, definito il leader del tentato putsch. Secondo le prime dichiarazioni del generale, nella notte del golpe avrebbe provato a convincere alcuni ufficiali a impedire il decollo dei caccia. Infatti il 17 luglio il Ministro della Difesa Nazionale Fikri Isik pronunciava queste parole: \u201cCi sono delle testimonianze che confermano l\u2019impegno di Ozturk per impedire il colpo di stato. Non posso dire che sia stato lui il leader\u201d. Akin Ozturk \u00e8 diventato generale nel 2013 e anche membro del Consiglio Superiore Militare, la cui presidenza \u00e8 affidata al Primo Ministro \u2013 allora Recep Tayyip Erdogan.<\/p>\n<p>Ulteriore aspetto da evidenziare sarebbe la riabilitazione e nomina ai vertici delle Forze Armate di numerosi generali coinvolti nel processo Balyoz, precedentemente accusati di progettare un colpo di stato militare. Si tratta di Kahraman Dikmen (rimase in carcere per pi\u00f9 di tre anni), Yusuf Kelleli (tre anni, 5 mesi e 15 giorni di carcere), Bulent Olcay (quattro anni), Onder Celebi (tre anni), Aykar Tekin (tre anni e mezzo), Cem Okyay (tre anni) e Yanki Bagcioglu (tre anni).<\/p>\n<p>Secondo Ali Karahasano\u011flu, direttore del quotidiano nazionale Akit, il governo non dovrebbe preferire dei golpisti ad altri, poich\u00e9 i militari incarcerati nell\u2019ambito del processo Balyoz potrebbero essere ora dipinti come degli innocenti in seguito al tentativo di colpo di stato pianificato dagli ufficiali della comunit\u00e0 di Gulen.<\/p>\n<p>La Turchia sta oggi vivendo una terza fase politica. Il progetto AKP nasceva con la comunit\u00e0 di Gulen e si sviluppava attraverso una crociata contro diversi oppositori accusati di voler rovesciare il sistema politico. Oggi si assiste a una nuova fase: l\u2019esercito viene ripulito dagli elementi gulenisti e sostituito dagli attori originali delle forze armate, ovvero gli stessi operativi otto anni fa.<\/p>\n<p>A pagarne le conseguenze tuttavia non sono soltanto i veri golpisti o i gulenisti, ma anche migliaia di persone arrestate o licenziate. E come spesso accade in Turchia, anche i media sono stati coinvolti, nonostante nella notte del colpo di stato i golpisti non siano riusciti \u2013 se non temporaneamente \u2013 ad occupare la sede centrale del canale televisivo statale TRT e quella del canale privato nazionale Cnn Turk. La stragrande maggioranza dei media ha quindi continuato a lavorare liberamente e a trasmettere messaggi contro il tentativo di colpo di stato. Non a caso tanto il Presidente della Repubblica quanto il governo li hanno successivamente ringraziati per la collaborazione.<\/p>\n<p>Eppure sono stati licenziati 370 dipendenti di TRT, \u00e8 stato impedito l\u2019accesso ai portali di notizie Medyascope, Gazeteport, Rotahaber, Abc Gazetesi e Karsi Gazete, \u00e8 stata impedita la stampa e la distribuzione della rivista fumettistica e satirica Leman. Infine il 19 luglio il Consiglio Superiore della Radio e Televisione (RTUK) ha sospeso la licenza di 13 canali televisivi e 11 canali radiofonici, accusati di aver partecipato al tentato golpe o di averlo sostenuto e di avere dei legami diretti con la comunit\u00e0 di Gulen. Si tratterebbe quindi di un\u2019azione capillare che va a colpire una parte dei media del paese, molto probabilmente gi\u00e0 messi nella lista nera.<\/p>\n<p>Possiamo in conclusione sostenere che un intero paese, come recita un detto turco, sia oggi come l\u2019erba calpestata da una danza di elefanti.<\/p>\n<p>Ovviamente tutto questo genera un grande interrogativo: <em>Cui prodest<\/em>? Chi ne beneficia?<\/p>\n<p>Yilmaz Ozdil, giornalista del quotidiano Sozcu, in un suo articolo del 17 luglio definisce cos\u00ec ci\u00f2 che sta accadendo: \u201cGrazie ad un \u2018finto colpo di stato\u2019 Erdogan ha conquistato il posto da Presidente della Repubblica ed ora grazie ad un colpo di stato \u2018montato\u2019 sta per diventare il Presidente del paese\u201d.<\/p>\n<p>Il giorno dopo il tentativo di colpo di stato Ahmet Sik concludeva con queste parole l\u2019articolo pubblicato su Cumhuriyet: \u201cCon ci\u00f2 che \u00e8 accaduto non \u00e8 stata difesa la democrazia, ma il sistema parlamentare. L\u2019unico vincitore tra il fascismo militare delle controspalline e il fascismo in borghese \u00e8 stato il fascismo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sera del 15 Luglio la Turchia ha vissuto un tentativo di colpo di stato molto aggressivo, poi fallito. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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