{"id":344761,"date":"2016-07-22T22:17:48","date_gmt":"2016-07-22T21:17:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=344761"},"modified":"2016-07-22T22:17:48","modified_gmt":"2016-07-22T21:17:48","slug":"napoli-7-spazi-liberati-diventano-beni-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/07\/napoli-7-spazi-liberati-diventano-beni-comuni\/","title":{"rendered":"A Napoli 7 spazi liberati diventano beni comuni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per una nuova mappa dei beni comuni in autogoverno.<\/strong> <strong>Uno, sette, otto, centomila!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Villa Medusa<\/strong> e l\u2019<strong>ex Lido Pola<\/strong> a Bagnoli, l\u2019<strong>ex Opg<\/strong> (ex Monastero S. Eframo nuovo) e il <strong>Giardino Liberato<\/strong> (ex Convento delle Teresiane) a Materdei, l\u2019ex Conservatorio di <strong>Santa Fede (Liberata)<\/strong> e lo <strong>Scugnizzo Liberato<\/strong> (excarcere Filangieri ex Convento delle Cappuccinelle) al centro storico insieme alla <strong>ex Schipa<\/strong> a via Salvator Rosa, <strong>non sono assegnati<\/strong> con la delibera n. 446\/2016, ma riconosciuti come<strong> \u00abspazi che per loro stessa vocazione (collocazione territoriale, storia, caratteristiche fisiche) sono divenuti di uso civico e collettivo, per il loro valore di beni comuni\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>A partire dalla storica e diffusa mancanza di spazi disponibili alla socialit\u00e0 e di luoghi politici collettivi ed a fronte dei numerosissimi beni disponibili giacenti in stato di abbandono, degrado e sottoutilizzazione, si \u00e8 riconosciuto nella nostra citt\u00e0 che <strong>le pratiche di conflitto sociale volte alla riappropriazione diretta e pubblica di questi spazi che oggi chiamiamo \u201cliberati\u201d, stanno sperimentando modelli che sono il contrario dell\u2019appropriazione individuale, privatistica e predatoria.<\/strong><\/p>\n<p>Questa delibera riconosce che la necessit\u00e0 di beni comuni \u00e8 gi\u00e0 praticata dalle comunit\u00e0 di abitanti che hanno generato esperienze di socialit\u00e0 nuova e di autorecupero negli spazi altrimenti abbandonati all\u2019incuria ultradecennale e privi di progettualit\u00e0 aperte ai bisogni degli abitanti.<br \/>\n<strong>Pertanto il momento genetico della loro occupazione\/liberazione non rappresenta il tentativo di singoli collettivi di trovare la sede per la propria, in altri contesti legittima, socialit\u00e0 o identit\u00e0 politica.<\/strong><\/p>\n<p>Questi spazi sono stati riaperti alla vita quotidiana per restituirli alla citt\u00e0 e per proteggerli dal pericolo della svendita. \u00c8 d\u2019altronde tale la nostra idea di beni comuni, che questa e altre delibere precedenti riconoscono \u201cin senso eventuale\u201d, in quanto beni che non solo esprimono utilit\u00e0 funzionali all\u2019esercizio dei diritti fondamentali, ma sono comuni in quanto amministrati in forma diretta da collettivit\u00e0\/comunit\u00e0 di riferimento emergenti, in assenza di lucro privatistico ed al fine esclusivo di indirizzarli al soddisfacimento di tali diritti. <strong>L\u2019uso civico e collettivo urbano, originato con la sperimentazione dell\u2019Asilo Filangieri, non \u00e8 uso esclusivo, \u00e8 altro dalla propriet\u00e0 e dagli affidamenti a soggetti.<\/strong> Non si nutre una contrariet\u00e0 ideologica al sistema delle concessioni, ma per definire un bene comune c\u2019\u00e8 bisogno di una gestione partecipata, originale e collettiva, in relazione con le realt\u00e0 degli specifici luoghi, poich\u00e9 pensiamo che dietro il sistema degli affidamenti, si pu\u00f2 nascondere uno strumento clientelare per gestire privatisticamente i beni della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma la nostra critica a questo modello va oltre la sua degenerazione patologica. C\u2019\u00e8 il rischio, per noi oggettivo, che dietro il fiorire di \u201cpatti di collaborazione tra cittadini e istituzioni\u201d si nasconda un\u2019idea della partecipazione bonificata dal conflitto, in cui i cittadini sono presi in considerazione come partner solo in quanto ordinati \u201ccarpentieri\u201d e \u201cgiardinieri\u201d. Non siamo sussidiari alle d\u00e9faillance del sistema, in una citt\u00e0 come Napoli, con beni monumentali che hanno bisogno di impegni economici ingenti per una seria cura e restauro, non vogliamo che beni monumentali diventino vetrine di sponsorizzazioni a fini commerciali o abbiano costi di manutenzione talmente alti da poter essere assunti solo da parte del privato sociale pi\u00f9 ricco, quello che spesso, come ci insegna il triste caso di Mafia capitale, non vuole far altro che lucrare sui bisogni dei disperati. Un discorso che in un comune, come Napoli, in pre dissesto ha gi\u00e0 cominciato a seminare danni. <strong>Dietro le indagini della Corte dei conti, che oramai ricopre un ruolo che esorbita le sue competenze tradizionali, non c\u2019\u00e8 solo in malaffare dell\u2019affittopoli che in tempi non sospetti gi\u00e0 denunciammo; dietro la leggerezza della neutralit\u00e0 tecnica, vengono colpite anche esperienze dall\u2019alto valore sociale come il DAMM e il Gridas, schiacciate dai costi di gestione impossibili da sostenere, per il semplice fatto che si equiparano spazi di socialit\u00e0 collettiva, ispirati all\u2019uso popolare e gratuito, con le regole di gestione di spazi commerciali. Questo \u00e8 un assurdo non pi\u00f9 sostenibile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nessun regalo, dunque, innanzitutto perch\u00e9 non riconosciamo in nessun amministratore il proprietario di questi beni ma soggetti che ne hanno una responsabilit\u00e0 pro tempore. <\/strong>E per questo anche le\/gli abitanti di questi beni comuni non si sentono, n\u00e9 ora n\u00e9 mai, i loro proprietari. Noi partecipiamo attivamente alla loro gestione e sperimentiamo altri modelli culturali, politici, economici e relazionali.<\/p>\n<p>Abbiamo spostato il piano del confronto anche con questa giunta, uscendo fuori dai classici schemi, mettendo in discussione le formule amministrative consuete. In particolare quelli che hanno seguito direttamente il percorso riguardate i beni comuni, sindaco e assessori, hanno recepito l\u2019autonomia concettuale, teorica e pratica insieme, delle sperimentazioni in atto ed \u00e8 stato questo quello che ha reso possibile questa delibera. Consapevoli che questo processo ha coinvolto anche alcuni funzionari che hanno avuto la capacit\u00e0 e la coerenza di tradurre le pratiche in atti amministrativi, mostrando cos\u00ec che le lotte ed i processi di autorganizzazione possono mettere in crisi e spostare in avanti la linea del diritto.<br \/>\nLo faremo continuando anche la nostra partecipazione ad incontri tecnici, il cui proseguo ci auspichiamo sar\u00e0 efficace sul piano amministrativo in un tavolo permanente, che estenda oltre gli immobili il discorso che stiamo generando sul neomunicipalismo.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che l\u2019uso di questi spazi \u00e8 una conquista che ci siamo presi e continueremo ad agire con il lavoro quotidiano, siamo altres\u00ec consapevoli che questa delibera non \u00e8 un percorso compiuto. A partire dalle pratiche, diverse anche in funzione dei soggetti e delle destinazioni d\u2019uso, scriveremo le dichiarazioni d\u2019uso civico e altri spazi si aggiungeranno come la Casa delle Donne che \u00e8 gi\u00e0 nel percorso del movimento, nelle sue forme autonome. Ad oggi sono 8 infatti i soggetti collettivi che hanno presentato un proprio \u201cdossier\u201d, per narrare la propria storia \u201cabitativa\u201d e le pratiche collettive messe in atto con la fermezza di impedire usi esclusivi degli spazi, garantita dai principi di imparzialit\u00e0, inclusivit\u00e0, fruibilit\u00e0 e accessibilit\u00e0.<\/p>\n<p>La vittoria politica pi\u00f9 grande \u00e8 infatti il riconoscimento che in questi luoghi c\u2019\u00e8 un patrimonio di attivit\u00e0 svolte da anni, presentate e articolate sotto forma del dossier, in cui il valore sociale della cooperazione rende anche la gestione economica completamente reindirizzata al recupero dei beni, al conferimento di mezzi di produzione, a migliorie e ad un\u2019offerta sociale e culturale completamente al di fuori dalle logiche di mercato.<\/p>\n<p><strong>Il riconoscimento della delibera 446 \u00e8 innanzitutto un riconoscimento a questa mole impressionante di attivit\u00e0 donate senza alcun tornaconto, interesse, scambio di nessun tipo a tutta la cittadinanza e anche a chi dalla cittadinanza \u00e8 escluso<\/strong>. Questa delibera, in una delle parti pi\u00f9 importanti, afferma che il riconoscimento avvenuto \u00abnon riveste il carattere della esaustivit\u00e0, si inquadra ex adverso in un processo di costante ascolto attivo e monitoraggio del territorio e delle sue istanze in rilevazione delle istanze sociali capaci di creare capitale sociale e relazionale in termini di usi collettivi con valore di beni comuni.\u00bb<\/p>\n<p>Ci impegneremo affinch\u00e9 molte altre sperimentazioni per i beni comuni possano arricchire la mappa della vivibilit\u00e0 nella nostra citt\u00e0, dando leggibilit\u00e0, contenuti e forme urbane alle esperienze e le conoscenze originali, molteplici e differenti degli abitanti che popolano la nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Villa Medusa<\/strong> | <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/villa.medusa.occupata\/?fref=ts\">facebook<\/a><br \/>\n<strong>Lido Pola <\/strong>| <a href=\"http:\/\/www.bancarotta.eu\/\">sito<\/a> | <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lido.pola\/?fref=ts\">facebook<\/a><br \/>\n<strong>Ex Opg \u2013 Je so\u2019 pazzo | <\/strong><a href=\"http:\/\/jesopazzo.org\/\">sito<\/a> | <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/exopgjesopazzo\/?fref=ts\">facebook<\/a> | <a href=\"https:\/\/twitter.com\/ExOpgJesopazzo\">twitter<\/a><br \/>\n<strong>Giardino Liberato di Materdei | <\/strong><a href=\"http:\/\/giardinoliberato.tk\/\">sito<\/a> | <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/giardinoliberato.dimaterdei\/?fref=ts\">facebook<\/a><br \/>\n<strong>Santa Fede Liberata <\/strong>| <a href=\"http:\/\/santafedeliberata.jimdo.com\/\">sito<\/a> | <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/SantaFedeLiberataUfficiale\/?fref=ts\">facebook<\/a><br \/>\n<strong>Scugnizzo liberato <\/strong>| <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ScugnizzoLiberato\/?fref=ts\">facebook <\/a>| <a href=\"https:\/\/twitter.com\/ScugnizzoLibero\">twitter<\/a><br \/>\n<strong>ex Schipa<\/strong> | <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/casa.benecomune\/?fref=ts\">facebook<\/a><br \/>\n<strong>l\u2019Asilo \u2013 exasilofilangieri.it <\/strong>| <a href=\"http:\/\/www.exasilofilangieri.it\">sito<\/a> | <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lasilo\/?fref=ts\">facebook<\/a> | <a href=\"https:\/\/twitter.com\/l_asilo_\">twitter<\/a><br \/>\n<strong>Massa Critica | <\/strong><a href=\"http:\/\/www.massacriticanapoli.org\">sito<\/a> | <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/massacriticanapoli\/?fref=ts\">facebook<\/a> | <a href=\"https:\/\/twitter.com\/massa_critica_\">twitter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una nuova mappa dei beni comuni in autogoverno. 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