{"id":34326,"date":"2013-01-21T14:01:58","date_gmt":"2013-01-21T14:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=34326"},"modified":"2013-01-21T14:05:16","modified_gmt":"2013-01-21T14:05:16","slug":"la-guerra-al-terrore-non-esiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/01\/la-guerra-al-terrore-non-esiste\/","title":{"rendered":"\u2018La Guerra al Terrore\u2019 non esiste"},"content":{"rendered":"<p><em>Nel contesto dell\u2019intervento militare francese in Mali, il <em>blog les-crises.fr ha <\/em>ripreso l\u2019intervista fatta a Noam Chomsky da Geov Parrish il 23 dicembre 2005 per WorkingforChange.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci sembra che quanto espresso in questa intervista corrisponda al momento attuale, dove un presidente decide una guerra da solo, senza consultare il Parlamento e la popolazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il commento di Patrick-Louis Vincent sintetizza la situazione dal punto di vista degli interessi politici ed economici: <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNon siamo ancora una volta ingenui. L\u2019intervento militare francese non ha fondamenti umanitari o democratici. L\u2019avanzata degli islamici verso \u00a0Bamako metteva in pericolo gli interessi della societ\u00e0 Areva, di propriet\u00e0 all\u201980% dello stato francese, che ha delle mire sullo sfruttamento di una miniera di uranio nel sud-est del Mali. Un accordo in questo senso\u00a0 \u00e8 stato firmato con il governo maliano. Perch\u00e9 questo accordo, fondamentale per l\u2019industria nucleare francese, potesse tradursi in pratica, era fondamentale che il governo maliano restasse al potere. \u00a0L\u2019intervento militare ha dimostrato la fretta di assicurare questo obiettivo. \u00a0E\u2019 funzionale agli affari del governo maliano, inefficiente e corrotto e agli interessi della potente \u00a0lobby nucleare francese.<\/em><\/p>\n<p><em>Se non fossero stati in gioco i suoi interessi economici e industriali, la Francia non sarebbe mai intervenuta e avrebbe lasciato che gli islamici prendessero il potere in Mali. <\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna sempre chiedersi a chi giova un crimine. Il Qatar ha messo le mani sul petrolio libico, gli americani sull\u2019oro libico e i francesi sull\u2019uranio maliano.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Da oltre 40 anni il professore del MIT Noam Chomsky \u00e8 uno tra i pi\u00f9 importanti intellettuali mondiali a criticare la politica estera degli Stati Uniti. Oggi, con l\u2019ultima avventura imperiale americana in difficolt\u00e0 sia dal punto di vista politico che militare, Chomsky &#8211; che ha compiuto 77 anni due settimane fa &#8211; giura che non rallenter\u00e0 \u201cfintanto che potr\u00e0 deambulare&#8221;. Ha parlato con me al telefono il 9 dicembre e di nuovo il 20, dal suo ufficio di Cambridge.<\/p>\n<p>Geov Parrish: George Bush \u00e8 in difficolt\u00e0 politicamente? Se s\u00ec, perch\u00e9?<\/p>\n<p>Noam Chomsky: George Bush avrebbe seri problemi politici se nel paese ci fosse un partito all\u2019opposizione. Praticamente ogni giorno sono loro stessi a tirarsi la zappa sui piedi. Il fatto che colpisce nell\u2019attuale politica americana \u00e8 che i democratici non stanno guadagnando quasi nulla da tutto ci\u00f2. L\u2019unico loro guadagno \u00e8 che i repubblicani stanno perdendo sostegno. Ora, di nuovo, un partito di opposizione ci andrebbe a nozze, ma i democratici sono cos\u00ec vicini alla politica dei repubblicani che non possono fare niente. Quando cercano di dire qualcosa sull\u2019Iraq, George Bush si gira, o Karl Rove si gira, e dice: &#8220;Come potete criticare? Tutti voi avete votato a favore.&#8221; Beh, in sostanza hanno ragione.<\/p>\n<p>GP: A questo punto i democratici come potrebbero distinguersi, dato che sono gi\u00e0 caduti in questa trappola?<\/p>\n<p>NC: I democratici leggono i sondaggi meglio di me, la loro leadership. Sanno cos\u2019\u00e8 l&#8217;opinione pubblica. Potrebbero prendere una posizione sostenuta dall&#8217;opinione pubblica, anzich\u00e9 una contro. Cos\u00ec potrebbero diventare un partito di opposizione e un partito di maggioranza. Ma poi dovrebbero cambiare la loro posizione quasi su tutto.<\/p>\n<p>Prendiamo, vediamo un po\u2019\u2026 parliamo ad esempio dell&#8217;assistenza sanitaria, probabilmente il principale problema interno per le persone. La grande maggioranza della popolazione \u00e8 a favore di un qualsiasi tipo di sistema sanitario nazionale e questo \u00e8 vero da lungo tempo. Ma quando la questione emerge &#8211; talvolta citata dalla stampa &#8211; si dice &#8220;politicamente impossibile&#8221; o si parla di &#8220;mancanza di sostegno politico&#8221;, che \u00e8 un modo per dire che il settore assicurativo non lo vuole, le multinazionali farmaceutiche non lo vogliono e cos\u00ec via. Ok, quindi la maggior parte della popolazione lo vuole, ma a chi importa di loro? Beh, i democratici sono uguali. Clinton se ne \u00e8 venuto fuori con uno schema assurdo, cos\u00ec complicato che non si riusciva a capire ed ha fallito.<\/p>\n<p>Kerry alle ultime elezioni: nell&#8217;ultima discussione delle elezioni, credo fosse il 28 ottobre, ci si aspettava che il dibattito vertesse su questioni interne. E il New York Times ne ha fatta una buona relazione il giorno successivo. Ha sottolineato, giustamente, che Kerry non ha mail sollevato alcun eventuale coinvolgimento del governo riguardo al sistema sanitario, perch\u00e9 &#8220;manca di sostegno politico.&#8221; E&#8217; il loro modo di dire e la maniera di Kerry di comprendere, che sostegno politico significa appoggio dei ricchi e dei potenti. Beh, questo non deve essere ci\u00f2 che sono i democratici. Ci si pu\u00f2 immaginare un partito di opposizione fondato sugli interessi e le preoccupazioni popolari.<\/p>\n<p>GP: Data la mancanza di differenze sostanziali nella politica estera delle due parti &#8211;<\/p>\n<p>NC: o interna.<\/p>\n<p>GP: S\u00ec, o interna. Ma sto impostando la questione sulla politica estera. Siamo in fase di realizzazione di uno stato di guerra permanente?<\/p>\n<p>NC: Non penso. Nessuno vuole davvero la guerra, quello che vuoi \u00e8 la vittoria. Prendete, ad esempio, l\u2019America Centrale. Nel 1980 l\u2019America Centrale era fuori controllo. Gli Stati Uniti hanno dovuto combattere una feroce guerra terrorista in Nicaragua, hanno dovuto sostenere stati terroristi assassini nel Salvador, in Guatemala e in Honduras, ma quello era uno stato di guerra. Va bene, i terroristi hanno avuto successo. Ora \u00e8 pi\u00f9 o meno pacifica. Quindi non si sa pi\u00f9 niente dell\u2019America Centrale perch\u00e9 \u00e8 pacifica. Voglio dire, sofferente, miserabile e cos\u00ec via, ma pacifica. Quindi non c\u2019\u00e8 uno stato di guerra. E lo stesso altrove. Se si riesce a tenere la gente sotto controllo, non c\u2019\u00e8 uno stato di guerra.<\/p>\n<p>Prendete, ad esempio, la Russia e l&#8217;Europa dell&#8217;Est. La Russia \u00e8 corsa dietro all\u2019Europa orientale per quasi mezzo secolo con un intervento militare limitato. Di tanto in tanto dovevano invadere Berlino Est, l\u2019Ungheria, la Cecoslovacchia, ma la maggior parte del tempo la situazione era tranquilla. Pensavano che tutto andasse bene &#8211; gestito da forze di sicurezza locali, da esponenti politici locali, nessun grande problema. Questo non \u00e8 uno permanente stato di guerra.<\/p>\n<p>GP: Nella Guerra al Terrore, per\u00f2, come si fa a definire la vittoria contro una tattica? Non ci si arriva mai.<\/p>\n<p>NC: Ci sono gradazioni. Ad esempio, \u00e8 possibile misurare il numero di attacchi terroristici. Beh, quello \u00e8 decisamente aumentato sotto l&#8217;amministrazione Bush, molto bruscamente dopo la guerra in Iraq. Come previsto: era stato anticipato da agenzie di intelligence che la guerra in Iraq avrebbe aumentato le probabilit\u00e0 di terrore. Le stime post-invasione della CIA, del National Intelligence Council e di altre agenzie di intelligence sono esattamente queste. S\u00ec, hanno aumentato il terrore. In realt\u00e0, hanno anche creato qualcosa che non \u00e8 mai esistito: un nuovo terreno di formazione per i terroristi, molto pi\u00f9 sofisticato dell\u2019Afghanistan, dove addestravano terroristi di professione perch\u00e9 andassero nei loro paesi. Quindi, s\u00ec, questo \u00e8 un modo per affrontare la Guerra al Terrore, vale a dire aumentare il terrore e il modo per misurarlo \u00e8 ovvio: il numero di attacchi terroristici. S\u00ec, sono riusciti ad aumentare il terrore.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che la Guerra al Terrore non esiste. Si tratta di una considerazione minore. Cos\u00ec l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq e il controllo delle risorse energetiche mondiali erano molto pi\u00f9 importanti della minaccia del terrore. E la stessa cosa con altre questioni. Prendete, per esempio, il terrore nucleare. I sistemi di intelligence americani stimano che la probabilit\u00e0 di una &#8220;bomba sporca&#8221;, uno sporco attacco con una bomba nucleare negli Stati Uniti nei prossimi dieci anni, sia di circa il 50 per cento. Beh, \u00e8 piuttosto alta. Stanno facendo qualcosa a riguardo? Gi\u00e0. Stanno facendo crescere la minaccia aumentando la proliferazione nucleare, costringendo potenziali avversari a prendere misure molto pericolose per cercare di contrastare le crescenti minacce americane.<\/p>\n<p>A volte si discute anche di questo, lo si pu\u00f2 trovare nella letteratura che tratta di analisi strategiche. Prendete di nuovo, per esempio, l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq. Ci \u00e8 stato detto che non hanno trovato armi di distruzione di massa. Beh, non \u00e8 proprio corretto. Hanno trovato armi di distruzione di massa e cio\u00e8 quelle che erano state inviate a Saddam dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna e da altri intorno agli anni \u201880. Molte di queste erano ancora l\u00ec. Erano sotto il controllo degli ispettori delle Nazioni Unite ed erano in fase di smantellamento, ma molte erano ancora l\u00ec. Quando gli Stati Uniti hanno cominciato l\u2019invasione, gli ispettori sono stati cacciati e Rumsfeld e Cheney non hanno detto alle loro truppe di fare la guardia ai siti. Cos\u00ec i siti sono stati lasciati incustoditi e sono stati sistematicamente saccheggiati. Gli ispettori delle Nazioni Unite hanno continuato il loro lavoro tramite il satellite e hanno identificato pi\u00f9 di 100 siti sistematicamente saccheggiati e non con qualcuno che entra e ruba qualcosa, ma attentamente, sistematicamente saccheggiati.<\/p>\n<p>GP: Da persone che sapevano ci\u00f2 che stavano facendo.<\/p>\n<p>NC: Gi\u00e0, persone che sapevano ci\u00f2 che stavano facendo. Significava che stavano prendendo le attrezzature di alta precisione che si possono utilizzare per le armi nucleari e i missili, pericolose biotossine, ogni genere di cose. Nessuno sa dove siano finite, ma si sa, \u00e8 odioso pensarci. Beh, questo in sostanza \u00e8 ci\u00f2 che si chiama aumento della minaccia del terrore. La Russia ha fortemente aumentato la sua capacit\u00e0 di offensiva militare in risposta ai programmi di Bush, cosa abbastanza pericolosa, ma anche per cercare di contrastare lo schiacciante dominio degli Stati Uniti dal punto di vista della capacit\u00e0 offensiva. Sono costretti a spedire missili nucleari in tutto il loro vasto territorio, per lo pi\u00f9 incustodito e la CIA \u00e8 perfettamente consapevole del fatto che i ribelli ceceni stanno ispezionando installazioni ferroviarie russe, probabilmente con un piano per cercare di rubare i missili nucleari. Beh, certo, potrebbe essere un&#8217;apocalisse. Ma stanno aumentando quella minaccia, perch\u00e9 a loro non importa pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>Lo stesso con il riscaldamento globale. Non sono stupidi. Sanno che stanno aumentando la minaccia di una seria catastrofe. Ma questo a una generazione o due di distanza. Chi se ne importa? Ci sono fondamentalmente due principi che definiscono le politiche dell&#8217;amministrazione Bush: riempire di dollari le tasche dei suoi amici ricchi e aumentare il controllo sul mondo. Quasi tutto consegue da ci\u00f2. Se succede di far saltare in aria il mondo, beh, sai, \u00e8 affare di qualcun altro. Cose che capitano, come ha detto Rumsfeld.<\/p>\n<p>GP: Lei ha seguito le tracce delle guerre di aggressione all\u2019estero degli Stati Uniti dai tempi del Vietnam e ora siamo all\u2019Iraq. Pensa che ci sar\u00e0 qualche possibilit\u00e0, visto il fiasco che \u00e8 stato, che in seguito si verifichino cambiamenti fondamentali nella politica estera degli Stati Uniti? Se s\u00ec, come si arriverebbe a tanto?<\/p>\n<p>NC: Beh, ci sono cambiamenti significativi. Confronti, per esempio, la guerra in Iraq con la guerra in Vietnam di 40 anni fa. C&#8217;\u00e8 un cambiamento abbastanza significativo. L&#8217;opposizione alla guerra in Iraq \u00e8 di gran lunga superiore a quella contro la guerra in Vietnam, che era molto peggiore. L&#8217;Iraq \u00e8, penso, la prima guerra nella storia dell&#8217;imperialismo europeo, includendo gli Stati Uniti, dove ci sia stata una protesta di massa prima che la guerra fosse ufficialmente lanciata. Con il Vietnam ci sono voluti quattro o cinque anni prima che ci fosse una qualsiasi protesta visibile. La protesta era cos\u00ec debole che nessuno si ricorda neanche, o sa, che Kennedy attacc\u00f2 il Vietnam del Sud nel 1962. E&#8217; stato un grave attacco e si \u00e8 verificato anni prima che la protesta finalmente si sviluppasse.<\/p>\n<p>GP: Cosa pensa che si dovrebbe fare in Iraq?<\/p>\n<p>NC: Beh, la prima cosa che si dovrebbe fare in Iraq \u00e8 prendere sul serio quello che sta accadendo. In tutto lo spettro non c&#8217;\u00e8 quasi nessuna discussione seria, mi dispiace dirlo, sulla questione del ritiro. La ragione \u00e8 che in Occidente sottostiamo a una dottrina rigida, un fanatismo religioso, che dice che dobbiamo credere che gli Stati Uniti avrebbero invaso l&#8217;Iraq anche se i suoi prodotti principali fossero stati lattuga e sottaceti e le risorse petrolifere mondiali fossero state in Africa centrale. Chiunque non creda ci\u00f2 \u00e8 condannato come teorico della cospirazione, marxista, pazzo, o qualcosa del genere. Beh, se hai tre neuroni che ti funzionano, sai perfettamente che si tratta di una sciocchezza. Gli Stati Uniti hanno invaso l&#8217;Iraq perch\u00e9 ha enormi risorse petrolifere, in gran parte non sfruttate e si trova proprio nel cuore del sistema energetico mondiale. Il che significa che se gli Stati Uniti riescono a controllare l&#8217;Iraq, estendono enormemente il proprio potere strategico, quello che Zbigniew Brzezinski chiama la loro &#8220;influenza critica&#8221; in Europa e in Asia. S\u00ec, questo \u00e8 uno dei motivi principali per il controllo delle risorse petrolifere: ti d\u00e0 potere strategico. C\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di farlo anche se si sta sulle energie rinnovabili. Cos\u00ec, questo \u00e8 il motivo dell\u2019invasione dell&#8217;Iraq, la ragione fondamentale.<\/p>\n<p>Ora parliamo di ritiro. Prendiamo ogni giorno qualunque quotidiano, o rivista, eccetera. Cominciano a dire che gli Stati Uniti si propongono di arrivare a un Iraq sovrano, democratico e indipendente. Voglio dire, \u00e8 anche solo una remota possibilit\u00e0? Basta prendere in considerazione quelle che probabilmente sarebbero le politiche di un Iraq indipendente e sovrano. Se fosse pi\u00f9 o meno democratico, si avrebbe una maggioranza sciita. Loro, naturalmente, vorrebbero migliorare i loro legami con l&#8217;Iran, l&#8217;Iran sciita. La maggior parte del clero proviene dall&#8217;Iran. La Brigata Badr, che in pratica gestisce il Sud, \u00e8 addestrata in Iran. Hanno strette e ragionevoli relazioni economiche che aumenterebbero. Cos\u00ec si otterrebbe un\u2019ampia alleanza Iracheno-iraniana. Inoltre, proprio a ridosso del confine con l&#8217;Arabia Saudita, c&#8217;\u00e8 una popolazione sciita che \u00e8 stata aspramente oppressa dalla tirannia fondamentalista spalleggiata dagli USA. E qualunque azione che puntasse all&#8217;indipendenza in Iraq andrebbe sicuramente a stimolarli, sta gi\u00e0 accadendo. Questo sembra accadere dove si trova la maggior parte del petrolio saudita. Ok, quindi si pu\u00f2 solo immaginare il peggiore incubo di Washington: un\u2019alleanza sciita allargata che controlla la maggior parte del petrolio mondiale, indipendente da Washington e, probabilmente, rivolta a Oriente, dove la Cina e gli altri sono bramosi di creare relazioni con loro, cosa che stanno gi\u00e0 facendo. E&#8217; mai concepibile? Per come stanno le cose ora, gli Stati Uniti farebbero una guerra nucleare prima di acconsentire a una cosa simile.<\/p>\n<p>Quindi, ogni discussione sul ritiro dall&#8217;Iraq deve almeno entrare nel mondo reale, il che significa, per lo meno, prendere in considerazione questi problemi. Basta dare uno sguardo ai commenti, negli Stati Uniti, lungo tutto lo spettro. Che discussione vede su questi problemi? Beh, pi\u00f9 o meno zero, il che significa che la discussione \u00e8 su Marte. E c&#8217;\u00e8 una ragione per questo. Non siamo autorizzati ad ammettere che i nostri leader hanno razionali interessi imperiali. Dobbiamo presumere che sono di buon cuore e maldestri. Ma non lo sono. Sono perfettamente ragionevoli. Sono in grado di capire ci\u00f2 che chiunque altro pu\u00f2 capire. Quindi il primo passo per parlare di ritiro \u00e8: prendere in considerazione la situazione attuale, non una situazione da sogno in cui Bush sta perseguendo una visione di democrazia, o qualcosa del genere. Se siamo in grado di entrare nel mondo reale possiamo cominciare a parlarne. S\u00ec, penso che ci dovrebbe essere un ritiro, ma dobbiamo parlarne nel mondo reale e sapere ci\u00f2 che la Casa Bianca sta pensando. Non sono disposti a vivere in un mondo di sogno.<\/p>\n<p>GP: In che modo gli Stati Uniti avranno a che fare con la Cina come superpotenza?<\/p>\n<p>NC: Qual \u00e8 il problema della Cina?<\/p>\n<p>GP: Beh, la competizione per le risorse, per esempio.<\/p>\n<p>NC: Beh, se credi nei mercati nel modo in cui ci si aspetta, competono per le risorse attraverso il mercato. Allora qual \u00e8 il problema? Il problema \u00e8 che agli Stati Uniti non piace il modo in cui la cosa si sta manifestando. Beh, peccato. A chi \u00e8 mai piaciuto come stanno le cose quando non stai vincendo? La Cina non \u00e8 una minaccia qualsiasi. Possiamo farne una minaccia. Se si aumentano le minacce militari contro la Cina, allora risponder\u00e0. E lo stanno gi\u00e0 facendo. Risponder\u00e0 costruendo la propria forza militare, la propria capacit\u00e0 offensiva militare e questa \u00e8 una minaccia. Quindi, s\u00ec, si pu\u00f2 costringerli a diventare una minaccia.<\/p>\n<p>GP: Qual \u00e8 il suo pi\u00f9 grande rimpianto in 40 anni di attivismo politico? Lei cosa avrebbe fatto diversamente?<\/p>\n<p>NC: Avrei fatto di pi\u00f9. Perch\u00e9 i problemi sono cos\u00ec gravi e travolgenti che \u00e8 vergognoso non fare di pi\u00f9.<\/p>\n<p>GP: Cosa le d\u00e0 speranza?<\/p>\n<p>NC: Ci\u00f2 che mi d\u00e0 veramente speranza \u00e8 l&#8217;opinione pubblica. L&#8217;opinione pubblica negli Stati Uniti \u00e8 molto ben studiata, si sa molto su di essa. Raramente viene riportata, ma la conosciamo. E si scopre, sa, che mi trovo pi\u00f9 o meno nella corrente principale dell\u2019opinione pubblica sulla maggior parte delle questioni. Non su alcune, non sul controllo delle armi, o sul creazionismo o qualcosa del genere, ma sulla maggior parte delle questioni cruciali, quelle di cui abbiamo parlato, mi trovo magari piuttosto verso il punto critico finale, ma entro lo spettro dell&#8217;opinione pubblica. Penso che sia un segno di grande speranza. Gli Stati Uniti dovrebbero essere un paradiso organizzativo.<\/p>\n<p>GP: Che tipo di organizzazione ci dovrebbe essere per cercare di cambiare alcune di queste politiche?<\/p>\n<p>NC: Beh, c&#8217;\u00e8 una base per il cambiamento democratico. Prenda quello che \u00e8 successo in Bolivia un paio di giorni fa. Come ha potuto farsi eleggere un leader indigeno di sinistra? Poteva presentarsi alle urne una volta ogni quattro anni dicendo: &#8220;Votate per me!&#8221;? No. E&#8217; perch\u00e9 ci sono organizzazioni popolari di massa che lavorano tutto il tempo su tutto, dal blocco alla privatizzazione dell&#8217;acqua alle risorse, a questioni locali e cos\u00ec via e sono in realt\u00e0 delle organizzazioni partecipative. Beh, questa \u00e8 democrazia. Siamo molto lontani da ci\u00f2. Questo \u00e8 un compito da organizzare.<\/p>\n<p>Traduzione del testo originale dell&#8217;intervista in inglese di Matilde Mirabella<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel contesto dell\u2019intervento militare francese in Mali, il blog les-crises.fr ha ripreso l\u2019intervista fatta a Noam Chomsky da Geov Parrish il 23 dicembre 2005 per WorkingforChange. 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