{"id":337304,"date":"2016-07-07T16:47:06","date_gmt":"2016-07-07T15:47:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=337304"},"modified":"2016-07-07T18:58:24","modified_gmt":"2016-07-07T17:58:24","slug":"discorso-del-1964-mld-sui-diritti-civili-la-segregazione-lapartheid-sud-africa-recentemente-scoperto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/07\/discorso-del-1964-mld-sui-diritti-civili-la-segregazione-lapartheid-sud-africa-recentemente-scoperto\/","title":{"rendered":"Discorso del 1964 di MLK sui diritti civili, la segregazione e l\u2019apartheid in Sud Africa"},"content":{"rendered":"<p>In un\u2019esclusiva di Democracy Now! e dagli Archivi di Radio Pacifica, trasmettiamo una registrazione, recentemente scoperta, del Dr. Martin Luther King Jr. Il 7 dicembre 1964, pochi giorni prima che ricevesse a Oslo il Nobel per la pace, King ha dato un importante discorso a Londra sulla segregazione, la lotta per i diritti civili e sul suo appoggio a Nelson Mandela e la lotta anti apartheid in Sud Africa. Il discorso fu registrato da Saul Bernstein, che lavorava come corrispondente europeo per Radio Pacifica. La registrazione di Bernstein \u00e8 stata recentemente scoperta da Brian DeShazor, direttore degli archivi di Radio Pacifica.<\/p>\n<hr class=\"transcript\" \/>\n<h2 class=\"transcript\">TRASCRIZIONE<\/h2>\n<div class=\"fine_print\">Questa \u00e8 una trascrizione veloce, che pu\u00f2 non essere la versione definitiva.<\/div>\n<p><strong><span class=\"caps\">AMY<\/span> <span class=\"caps\">GOODMAN<\/span>:<\/strong> Oggi \u00e8 un giorno di festa in cui onoriamo il Dr. Martin Luther King. E\u2019 nato il 15 gennaio 1929. E\u2019 stato assassinato il 4 aprile 1968, al Motel Lorraine di Memphis, nel Tennessee. Aveva solo 39 anni. Anche se il Dr. King \u00e8 ricordato principalmente come leader dei diritti civili, ha anche sostenuto la causa dei poveri, organizzando la Campagna della Povera Gente per affrontare la questione della giustizia economica. Il Dr. King \u00e8 stato anche un feroce critico della politica estera USA e della guerra nel Vietnam.<\/p>\n<p>Nel 1964 il Dr. King \u00e8 diventato il pi\u00f9 giovane vincitore del Premio Nobel per la Pace. Alcuni giorni prima di ricevere quel premio a Oslo, in Norvegia, il Dr. King aveva fatto un viaggio a Londra. Il 7 dicembre 1964 fece un discorso, promosso dal gruppo inglese di Azione Cristiana, sulla lotta per i diritti civili negli Stati Uniti e sul movimento anti-apartheid in Sud Africa. Il discorso fu registrato da Saul Bernstein, che lavorava come corrispondente europeo per Radio Pacifica. La registrazione di Bernstein \u00e8 stata recentemente scoperta da Brian DeShazor, direttore degli archivi di Radio Pacifica. Ecco quel discorso del Dr. Martin Luther King Jr.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span class=\"caps\">REV<\/span>. <span class=\"caps\">MARTIN<\/span> <span class=\"caps\">LUTHER<\/span> <span class=\"caps\">KING<\/span> JR.:<\/strong> Voglio parlare principalmente della lotta negli USA, e prima di sedermi, parlare di alcuni conflitti pi\u00f9 grandi, presenti nel mondo, e di alcuni conflitti pi\u00f9 difficili, come quello presente in Sud Africa. Ma c\u2019\u00e8 una disperata, toccante domanda sulle labbra di persone che vivono nel nostro paese e in tutto il mondo. Me la fanno quasi ovunque io vada e quasi in ogni conferenza stampa. Mi chiedono se stiamo facendo qualche reale progresso per far diventare la giustizia razziale una realt\u00e0 degli USA. Ogni volta che cerco di rispondere alla domanda, da una parte cerco di evitare un eccessivo pessimismo e dall\u2019altra di evitare un ottimismo superficiale. Cerco di includere o sviluppare quello che io considero una posizione realistica, ammettendo che da una parte abbiamo fatto dei significativi progressi, negli ultimi anni, nella lotta per la giustizia razziale, ma ammettendo che prima che il problema sia risolto abbiamo ancora molte cose da fare e molte sfide da affrontare. E\u2019 questa posizione realistica che vorrei usare come base per il nostro pensare insieme al problema, quando noi pensiamo al problema negli USA. Abbiamo fatto una lunga, lunga strada, ma ne dobbiamo fare altrettanta prima che il problema sia risolto.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Possiamo notare innanzi tutto che abbiamo percorso una lunga, lunga strada e vorrei dire che gli stessi Negri hanno percorso una lunga strada nel rivalutare il loro intrinseco valore. Per spiegare ci\u00f2 \u00e8 necessario raccontare un po\u2019 di storia. Era l\u2019anno 1619 quando i primi schiavi negri arrivarono sulle coste dell\u2019America; vennero portati qui dalle terre africane, come i padri Pellegrini che approdarono a Plymouth l\u2019anno seguente, vennero portati qui contro la loro volont\u00e0. Durante la schiavit\u00f9 i Negri erano trattati in maniera molto disumana, erano una cosa da usare, non persone da rispettare. La Corte Suprema degli Stati Uniti prese una posizione che illustra bene l\u2019idea e cosa esisteva a quei tempi, perch\u00e9, in sostanza, la Corte disse che i Negri non erano cittadini degli Stati Uniti, erano una mera propriet\u00e0 soggetta ad ubbidire il suo padrone. Prosegu\u00ec dicendo che i Negri non hanno diritti che i Bianchi debbano rispettare. Questa era l\u2019idea dominante durante i giorni della schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Con l\u2019aumento del fenomeno della schiavit\u00f9 divenne necessario dare qualche giustificazione a riguardo. Sapete che gli esseri umani non possono continuare a fare qualcosa di sbagliato senza cercare una sottile razionalizzazione per ricoprire un errore ovvio con un bell\u2019ornamento razionale. Questo \u00e8 esattamente quello che successe nei giorni della schiavit\u00f9. C\u2019erano quelli che fecero un cattivo uso della Bibbia e della religione per dare una qualche giustificazione alla schiavit\u00f9 e cristallizzare gli schemi dello status quo. E cos\u00ec da qualche pulpito si argomentava che i Negri fossero inferiori di natura a causa della maledizione di No\u00e8 sui figli di Ham. Poi la massima dell\u2019apostolo Paolo divenne una parola d\u2019ordine: i servitori devono essere obbedienti al loro datore di lavoro. E qualcuno aveva letto la logica del filosofo Aristotele, che aveva fatto un enorme lavoro per formulare quello che in filosofia chiamiamo logica formale. Nella logica formale c\u2019\u00e8 una grande parola, come il sillogismo, che \u00e8 formato da una premessa maggiore, una minore e una conclusione. E cos\u00ec questo fratello decise di supportare la teoria dell\u2019inferiorit\u00e0 dei Negri tramite un sillogismo aristotelico. Egli pot\u00e9 affermare che tutti gli uomini sono fatti ad immagine di Dio: questa era la premessa maggiore, a cui segu\u00ec la premessa minore: Dio, come tutti sanno, non \u00e8 Negro, quindi i Negri non sono uomini. Questo era il tipo di ragionamento che prevaleva.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Mentre vivevano in una condizione di schiavit\u00f9 e poi, pi\u00f9 tardi, di segregazione, molti Negri persero la fiducia in s\u00e8 stessi. Molti arrivarono a pensare di valere meno degli uomini, di essere inferiori. Questa \u00e8, secondo me, la pi\u00f9 grande tragedia della schiavit\u00f9 e della segregazione, perch\u00e9 non si tratta di ci\u00f2 che fa all\u2019individuo a livello fisico, ma di ci\u00f2 che fa a livello psicologico. Ferisce l\u2019anima di chi \u00e8 segregato cos\u00ec come di chi segrega. D\u00e0 a chi segrega un falso senso di superiorit\u00e0, mentre lascia il segregato in un falso senso d\u2019inferiorit\u00e0, e questo \u00e8 esattamente quello che succedeva.<\/p>\n<p>Poi successe qualcosa ai Negri, le circostanze resero possibile e necessario per loro viaggiare di pi\u00f9, con l\u2019arrivo dell\u2019automobile, il cambiamento delle due guerre mondiali e la Grande Depressione. E cos\u00ec il loro background di piantagioni rurali fu sostituito dalla vita urbana e industriale. La loro condizione economica gradualmente miglior\u00f2, con la crescita delle industrie, lo sviluppo del lavoro organizzato e l\u2019aumento delle opportunit\u00e0 educative. Il loro livello culturale cresceva gradualmente con il costante declino di un analfabetismo paralizzante. Tutte queste forze insieme portarono i Negri ad avere un nuovo sguardo verso se stessi, masse di Negri cominciarono a rivalutare se stessi.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>E cos\u00ec qualcos\u2019altro accadde, insieme a questo: i Negri d\u2019America rivolsero lo sguardo e la mente all\u2019Africa e notarono il magnifico progresso verso l\u2019indipendenza che aveva luogo nella storia d\u2019Africa. Notarono gli sviluppi, che cosa accadeva, e quello che avevano fatto i fratelli e le sorelle in Africa diede loro un senso di dignit\u00e0 e una nuova sensazione di rispetto di s\u00e9. I Negri cominciarono a sentire di essere qualcuno, la loro religione rivel\u00f2 loro che Dio ama tutti i suoi figli e che tutti gli uomini sono fatti a sua immagine, e che la cosa importante di un uomo non \u00e8 la sua specificit\u00e0, ma il suo fondamento, non la consistenza dei suoi capelli o il colore della sua pelle , ma la sua eterna dignit\u00e0 e il suo valore.<\/p>\n<p>E cos\u00ec in America i Negri ora possono gridare, senza rendersene conto, con le parole eloquenti del poeta: \u201cSoffici riccioli e carnagione nera non possono perdere un diritto della natura; la pelle pu\u00f2 essere diversa, ma l\u2019affetto dimora, nello stesso modo, nel bianco e nel negro\u201d e \u201cfossi cos\u00ec alto da raggiungere il polo o da afferrare l\u2019oceano con un palmo di mano, devo essere valutato per la mia anima, la mente \u00e8 lo standard dell\u2019uomo\u201d, e con questo nuovo senso di dignit\u00e0 e di rispetto di s\u00e9 un nuovo Negro venne alla luce, con una nuova determinazione a soffrire, combattere, sacrificarsi e anche morire, se necessario, allo scopo di essere libero. E questo spiega che abbiamo fatto una lunga, lunga strada dal 1619.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Ma se dobbiamo dire tutta la verit\u00e0 dei fatti, \u00e8 necessario dire che non solo i Negri hanno rivalutato il proprio intrinseco valore, anche tutta la nazione ha fatto una lunga, lunga strada per allargare le frontiere dei diritti civili. Vorrei accennare a qualcosa che \u00e8 successo in questo paese, che lo rivela. 50 anni fa, o anche 25 anni fa, ogni anno numerosi Negri erano brutalmente linciati da qualche folla rabbiosa. Fortunatamente, oggi il linciaggio \u00e8 cessato. Se si va indietro al cambio del secolo, troveremo che nel sud degli Stati Uniti c\u2019erano pochissimi negri registrati per votare. Dal 1948, quel numero \u00e8 arrivato a circa 750 mila, nel 1960 ha raggiunto 1,2 milioni. Quando ci sono state le elezioni, poche settimane fa, siamo arrivati a due milioni; significa che nel Sud, il movimento dei diritti civili, lavorando sodo, \u00e8 stato capace di aggiungere pi\u00f9 di 800 mila nuovi Negri come votanti, negli ultimi tre anni. Questo rivela che abbiamo fatto progressi.<\/p>\n<p>Poi, per quanto riguarda la questione della giustizia economica, c&#8217;\u00e8 molto da fare, ma possiamo almeno dire che qualche progresso \u00e8 stato fatto. La paga media dei Negri impiegato oggi negli Stati Uniti \u00e8 dieci volte maggiore della paga media dei Negri di 12 anni fa. E il reddito medio del Negro ora \u00e8 un po&#8217; meglio di 28 miliardi di dollari all&#8217;anno, che \u00e8 pi\u00f9 di tutto l&#8217;export degli Stati Uniti e pi\u00f9 del bilancio nazionale del Canada. Questo dimostra che abbiamo fatto progressi in questo campo.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Ma probabilmente pi\u00f9 di ogni altra cosa &#8211; e sono certo che ne abbiate letto molto qui e in tutto il mondo &#8211; abbiamo osservato un graduale declino, persino la scomparsa, del sistema della segregazione razziale. La storia legale della segregazione razziale ebbe inizio nel 1896. Molte persone credono che la segregazione razziale sia nata in tempi lontani, negli Stati Uniti, ma la verit\u00e0 \u00e8 che si tratta di un fenomeno abbastanza recente nel nostro paese, ha solo poco pi\u00f9 di 60 anni. E ha avuto inizio con una decisione conosciuta come la decisione <em>Plessy contro Ferguson<\/em>, che in sostanza diceva che possono esistere strutture separate ma uguali, e ne fece una legge nazionale. Tutti sappiamo quale fu il risultato della vecchia dottrina <em>Plessy<\/em>: ci fu sempre una rigorosa applicazione della divisione, senza alcun rispetto per l\u2019uguaglianza. E i Negri finirono col precipitare negli abissi dello sfruttamento, dove vissero la desolazione di un\u2019ingiustizia opprimente.<\/p>\n<p>Poi qualcosa di meraviglioso accadde. La Corte Suprema nel 1954 esamin\u00f2 l\u2019aspetto legale della segregazione e il 17 maggio di quell\u2019anno la consider\u00f2 costituzionalmente morta. Disse, in sostanza, che la vecchia dottrina di <em>Plessy<\/em> era superata, che le strutture separate erano intrinsecamente inique e che segregare un ragazzo sulla base della sua razza \u00e8 come negare a quel ragazzo un\u2019uguale tutela della legge. Cos\u00ec abbiamo visto molti cambiamenti da quando, nel 1954, fu presa quell\u2019importantissima decisione, che arriv\u00f2 come una grande luce di speranza su milioni di persone diseredate in tutta la nostra nazione.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Poi qualcos\u2019altro \u00e8 successo, che ha portato gioia nei nostri cuori, \u00e8 successo quest\u2019anno. L\u2019anno scorso, dopo il conflitto a Birminghan, Alabama, il Presidente Kennedy cap\u00ec che nel nostro paese c\u2019era un problema di base da affrontare. Con un senso di coinvolgimento e d\u2019immediatezza fece un grande discorso, pochi giorni prima, nello stesso giorno in cui l\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Alabama era stata integrata e il Governatore Wallace era rimasto fermo sulla porta, tentando di bloccare l\u2019integrazione e il Presidente Kennedy dovette far diventare federale la Guardia Nazionale. Parl\u00f2 alla Nazione e disse in termini eloquenti che il problema da affrontare nel campo dei diritti civili non \u00e8 soltanto un problema politico ed economico, \u00e8, in fondo, un problema morale. E\u2019 vecchio come le sacre scritture e moderno come la Costituzione; la domanda \u00e8 se tratteremo i nostri fratelli negri come noi stessi vorremmo essere trattati.<\/p>\n<p>Come conseguenza di questo grande discorso, egli and\u00f2 avanti e raccomand\u00f2 al Congresso della nostra nazione di stendere un disegno di legge che includesse i diritti civili, cosa mai successa prima. Sfortunatamente, dopo mesi di battaglia noi ci stancammo un po\u2019, sapete, ci sono uomini a cui piace parlare un sacco. Avrete letto dell&#8217;ostruzionismo, e sapete che impantanarono tutto nella paralisi dell\u2019analisi che non finiva mai, per affossare tutto.<\/p>\n<p>Ma il Presidente Lyndon Johnson ci lavor\u00f2, chiam\u00f2 gli uomini del congresso e i senatori e inizi\u00f2 una serie di incontri con persone influenti, mettendo in chiaro che la legge doveva passare, come tributo al Presidente Kennedy ma anche come tributo alla grandezza del paese e come espressione della dedizione al sogno americano. Finalmente quel grande giorno arriv\u00f2, il 2 luglio il Presidente Johnson firm\u00f2 quella che divenne la legge nazionale.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Cos\u00ec in America ora abbiamo la legge sui diritti civili, e sono felice di riferire che, in linea di massima, la legge \u00e8 applicata in tutte le comunit\u00e0 del sud. Abbiamo visto sorprendenti livelli di conformit\u00e0, anche in alcune comunit\u00e0 del Mississippi, e se succede l\u00ec, significa che le cose stanno migliorando.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong><span class=\"caps\">AMY<\/span> <span class=\"caps\">GOODMAN<\/span>:<\/strong> Discorso del Dr. Martin Luther King a London, 7 dicembre 1964. Ritorneremo dopo la pausa.<\/p>\n<p>[pausa]<\/p>\n<p><strong><span class=\"caps\">AMY<\/span> <span class=\"caps\">GOODMAN<\/span>:<\/strong> Questa \u00e8 <em>Democracy Now!<\/em>, democracynow.org, <em>Il Rapporto Guerra e Pace<\/em>. Sono Amy Goodman. In questa esclusiva di <em>Democracy Now!<\/em>, torniamo al Dr. Martin Luther King Jr. e alle sue parole da una registrazione recentemente scoperta negli archivi di Radio Pacifica. E&#8217; il 7 dicembre 1964 a Londra, pochi giorni prima che il Dr. King ricevesse il Premio Nobel per la Pace a Oslo, in Norvegia.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span class=\"caps\">REV<\/span>. <span class=\"caps\">MARTIN<\/span> <span class=\"caps\">LUTHER<\/span> <span class=\"caps\">KING<\/span> JR.:<\/strong> Non possiamo dimenticare che la scorsa estate tre attivisti sui diritti civili sono stati brutalmente assassinati vicino Filadelfia, Mississippi. Tutto questo ci dice che non abbiamo raggiunto la fratellanza di cui abbiamo bisogno e che dobbiamo avere nella nostra nazione, abbiamo ancora molta strada da fare.<\/p>\n<p>Ho parlato della registrazione per il voto e del fatto che siamo stati capaci di aggiungere 800 mila nuovi votanti negli ultimi due, tre anni, raggiungendo cos\u00ec la cifra di oltre due milioni. Penso che suoni come un reale progresso, ma lasciatemi parlare dell\u2019altra faccia della medaglia, del fatto che dei pi\u00f9 di dieci milioni di negri che vivono nel sud degli Stati Uniti, sei milioni hanno l\u2019et\u00e0 per votare e soltanto due milioni sono registrati come votanti. Questo significa che quattro milioni non sono registrati, non solo perch\u00e9 indifferenti o perch\u00e9 sono compiacenti, cosa vera per alcuni, ma perch\u00e9 ci sono molti metodi subdoli per tenere lontani i Negri dal registrarsi come votanti. Ci sono complessi testi di letteratura, che rendono impossibile passare il test, anche se si avesse un Dottorato di ricerca in qualsiasi campo o una laurea in legge delle migliori scuole del mondo. Inoltre ci sono ritorsioni economiche contro i Negri che vogliono registrarsi e votano nelle contee della Cintura Nera come Mississippi, Alabama e altre. Inoltre, alcuni subiscono violenza fisica e alcune volte vengono uccisi. Questo dimostra che molto deve essere ancora fatto in questo campo.<\/p>\n<p>Ho parlato d\u2019ingiustizia economica e sono sicuro che il dato dei 28 miliardi sembra molto grande, sono un sacco di soldi, ma, per essere onesto, vi devo parlare dell\u2019altra faccia della medaglia, del fatto che il 42% delle famiglie di Negri guadagna meno di 2000 dollari l\u2019anno, mentre solo il 16% di famiglie bianche guadagna questa cifra; il 21% delle famiglie di Negri guadagna meno di mille dollari, contro il 5% delle famiglie bianche. E poi l\u201988% delle famiglie di Negri guadagna meno di 5 mila dollari l\u2019anno e solo il 58% di famiglie bianche guadagna la stessa cifra. Possiamo vedere che c\u2019\u00e8 ancora un abisso tra chi ha e chi non ha, e se l\u2019America deve continuare a crescere, progredire, svilupparsi e andare verso la sua grandezza, questo problema deve essere risolto.<\/p>\n<p>Ora il problema economico sta diventando pi\u00f9 serio a causa di molte forze vive nel mondo e nella nostra nazione. Per molti anni ai Negri sono state negate adeguate opportunit\u00e0 educative e formative, cos\u00ec le forze del lavoro e dell\u2019industria spesso hanno discriminato i Negri che hanno finito per fare lavori non specializzati o semi-specializzati. Ora, a causa dell\u2019automazione e della cibernetica, ci sono lavori che verranno a mancare, cos\u00ec i Negri che vivono in citt\u00e0 come Detroit, Michigan, scoprono di essere il 28% della popolazione e circa il 72 % dei senza lavoro. Per lottare contro questo problema, il nostro governo federale dovr\u00e0 sviluppare programmi massivi di riqualificazione professionale, di lavori pubblici, cos\u00ec che l\u2019automazione possa essere una benedizione, cos\u00ec come deve essere nella nostra societ\u00e0, e non una sciagura.<\/p>\n<p>L\u2019altra cosa che pensiamo del problema economico \u00e8 che non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 pericoloso che costruire una societ\u00e0 con un segmento di quella societ\u00e0 che sente di non avere nessun ruolo, e niente di pi\u00f9 pericoloso che costruire una societ\u00e0 con delle persone che vedono la vita solo come un lungo e desolato corridoio con nessun cartello che indichi l\u2019uscita. Essi finiscono nella disperazione perch\u00e9 non hanno lavoro, non possono educare i loro figli, non possono vivere in una bella casa e non possono avere adeguate cure sanitarie.<\/p>\n<p>Spesso ascoltiamo varie ragioni sul perch\u00e9 e vari miti riguardo all\u2019integrazione, e perch\u00e9 l\u2019integrazione non dovrebbe divenire realt\u00e0, queste persone che argomentano contro l\u2019integrazione a questo punto dicono: \u201cBene, se ci sar\u00e0 l\u2019integrazione nelle scuole, per esempio, la razza bianca torner\u00e0 indietro di una generazione\u201d, a loro piace parlare del ritardo culturale nella comunit\u00e0 dei Negri, e poi continuano a dire: \u201cOra, il Negro \u00e8 un criminale e ha il tasso di criminalit\u00e0 pi\u00f9 alto in ogni citt\u00e0 degli Stati Uniti d\u2019America\u201d e gli argomenti sul perch\u00e9 l\u2019integrazione non dovrebbe essere attuata vanno avanti all\u2019infinito.<\/p>\n<p>Ho detto che negli Stati Uniti la segregazione razziale sta per finire, ma \u00e8 ancora con noi. Dobbiamo porre la sua fine <i>de iure<\/i>, dove le leggi della nazione o di un particolare stato la sostengono, perch\u00e9 esiste la legge sui diritti civili e la decisione della Corte Suprema. E\u2019 finito il tempo in cui i Negri non potevano mangiare al bancone, con alcune isolate eccezioni, o non potevano registrarsi presso un motel o un hotel. Quel tempo sta per finire, ma esiste un\u2019altra forma di discriminazione, che viene applicata attraverso la discriminazione sulla casa, la mancanza di lavoro e la segregazione <i>de facto<\/i> nelle scuole pubbliche. Cos\u00ec le condizioni ghettizzanti esistenti causano molti problemi e causano un\u2019irriducibile segregazione <i>de facto <\/i>che dobbiamo combattere giorno per giorno. Questo \u00e8 il problema che ci troviamo di fronte e che dobbiamo affrontare con determinazione. Sono assolutamente convinto che la segregazione stia per finire e quelli che la rappresentano, che siano negli Stati uniti o a Londra, sono su un binario morto.<\/p>\n<p>Ma di certo noi sappiamo che se la democrazia deve vivere in una nazione, la segregazione deve morire. E come ho cercato di dire ovunque in America, dobbiamo sbarazzarci della segregazione non solo perch\u00e8 fa bene alla nostra mmagine &#8211; certamente fa bene alla nostra immagine nel mondo. Dobbiamo sbarazzarci della segregazione non solo perch\u00e8 sar\u00e0 attrattivo per le persone dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa &#8211; e certamente sar\u00e0 di aiuto, questo \u00e8 importante. Ma alla fine, la discriminazione razziale deve essere sradicata dalla societ\u00e0 americana e da ogni societ\u00e0, perch\u00e8 \u00e8 moralmente sbagliata. Quindi \u00e8 necessario uscire tutti fuori e sviluppare programmi di azione massiva per sbarazzarci della segregazione razziale.<\/p>\n<p>Vorrei ora citare una o due idee che circolano nella nostra societ\u00e0 &#8211; e probabilmente in tutto il mondo, oltre che nella nostra societ\u00e0 &#8211; che ci trattengono dallo sviluppare il tipo di programmi di azione necessari a sbarazzarci della discriminazione e della segregazione. Una \u00e8 quella che io chiamo il mito del tempo. Ci sono persone che credono che solo il tempo pu\u00f2 risolvere il problema dell\u2019ingiustizia razziale negli Stati Uniti, in Sud Africa o altrove nel mondo, credono che bisogna aspettare. L\u2019hanno detto cos\u00ec spesso a noi e ai nostri alleati bianchi: \u201c Sii gentile e paziente e continua a pregare, e in 100 o 200 anni il problema si risolver\u00e0 da solo\u201d. Questo ci dicevano e abbiamo vissuto col mito del tempo. La sola risposta che posso dare a quel mito \u00e8 che il tempo \u00e8 neutrale. Pu\u00f2 essere usato sia in maniera costruttiva che distruttiva, e, per essere onesto, devo dire che sono convinto che le forze della cattiva volont\u00e0 hanno usato il tempo molto pi\u00f9 efficacemente delle forze della buona volont\u00e0. E noi dobbiamo rammaricarci in questa generazione, non solamente per le parole corrosive a e le azioni violente delle persone cattive, ma per il terribile silenzio e l\u2019indifferenza delle brave persone che si trastullano nell\u2019attesa.<\/p>\n<p>In qualche momento bisogna riconoscere che il progresso umano non viaggia sulle ruote della fatalit\u00e0, arriva per mezzo degli instancabili sforzi e il continuo lavoro delle persone dedicate che sono desiderose di collaborare con Dio. E senza questo duro lavoro, il tempo stesso diventa un alleato delle forze primitive della stagnazione sociale. E cos\u00ec, noi dobbiamo aiutare il tempo e capire che il tempo per le buone azioni \u00e8 sempre maturo; questo \u00e8 sia vitale che necessario.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;altro mito che \u00e8 molto diffuso nella nostra nazione e, sono sicuro, in altre nazioni del mondo, \u00e8 l&#8217;idea che non si possono risolvere i problemi nell&#8217;ambito delle relazioni umane attraverso le leggi. Non si pu\u00f2 risolvere il problema della casa, del lavoro, e tutti gli altri attraverso le leggi; bisogna cambiare il cuore. Avevamo un candidato presidenziale che recentemente ha parlato molto di questo. Penso che Mr. Goldwater credesse sinceramente di non poter cambiare niente attraverso le leggi, perch\u00e9 aveva votato contro ogni proposta in Senato, inclusa la proposta di legge sui diritti civili. Durante tutta la sua campagna elettorale in tutto il paese diceva che noi non abbiamo bisogno di leggi, che le leggi non possono risolvere questo problema, ma fu abbastanza delicato da dichiarare che bisogna cambiare il cuore delle persone.<\/p>\n<p>Ora lo voglio seguire a met\u00e0 strada, penso che abbia ragione. Se noi vogliamo risolvere questo problema in America e nel mondo le persone devono cambiare i loro pregiudizi. Se pensiamo di risolvere il problema affrontando la natura umana, sarei il primo a dire che ogni persona bianca debba guardare profondamente dentro di s\u00e9 ed eliminare ogni pregiudizio che ci possa essere, e accorgersi che i negri e le persone di colore, in generale, devono essere trattate bene. Non solo perch\u00e9 lo dice la legge ma perch\u00e9 \u00e8 giusto e naturale. Questo lo sottoscrivo al 100% e sono sicuro che se il problema alla fine sar\u00e0 risolto, gli uomini dovranno obbedire non solo a quello che gli viene imposto con le leggi ma dovranno elevarsi alle maestose altezze dell&#8217;obbedienza, a ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere imposto dalla legge.<\/p>\n<p>Detto questo devo continuare sull&#8217;altra met\u00e0 della strada e devo quindi abbandonare Mr. Goldwater e gli altri che credono che le leggi non abbiano ragione di essere. Pu\u00f2 essere vero che non si pu\u00f2 legiferare sull&#8217;integrazione, ma si pu\u00f2 legiferare sull&#8217;abolizione della segregazione. Pu\u00f2 essere vero che la moralit\u00e0 non pu\u00f2 essere regolamentata dalla legge, ma il comportamento s\u00ec. Pu\u00f2 essere vero che la legge non pu\u00f2 cambiare il cuore, ma pu\u00f2 frenare la crudelt\u00e0. Pu\u00f2 essere vero che la legge non pu\u00f2 imporre a un uomo di volermi bene, ma pu\u00f2 impedirgli di linciarmi. Io penso che anche questo sia molto importante.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong><span class=\"caps\">AMY<\/span> <span class=\"caps\">GOODMAN<\/span>:<\/strong> Parla da Londra il Dr. Martin Luther King Jr., 7 dicembre 1964. Torneremo al discorso dopo la pausa.<\/p>\n<p>[pausa]<\/p>\n<p><strong><span class=\"caps\">AMY<\/span> <span class=\"caps\">GOODMAN<\/span>:<\/strong> Questa \u00e8 <em>Democracy Now!<\/em>, democracynow.org, <em>Il Rapporto Guerra e Pace<\/em>. Sono Amy Goodman. In questa esclusiva di <em>Democracy Now!<\/em>, torniamo al Dr. Martin Luther King Jr. e alle sue parole da una registrazione recentemente scoperta negli archivi di Radio Pacifica. E&#8217; il discorso dato a Londra, il 7 dicembre 1964, pochi giorni prima che il Dr. King ricevesse il Premio Nobel per la Pace a Oslo, in Norvegia.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span class=\"caps\">REV<\/span>. <span class=\"caps\">MARTIN<\/span> <span class=\"caps\">LUTHER<\/span> <span class=\"caps\">KING<\/span> JR.:<\/strong> Ora, come sapete, negli Stati Uniti ci siamo impegnati in una lotta massiva per rendere finalmente la desegregazione e l&#8217;integrazione una realt\u00e0. Questa lotta \u00e8 sostenuta da una filosofia: la filosofia della nonviolenza, la filosofia e il metodo della resistenza nonviolenta. E vorrei dire solo alcune parole sul metodo o la filosofia che ha sostenuto la nostra lotta. Innanzi tutto voglio dire che sono ancora convinto che la nonviolenza sia l&#8217;arma pi\u00f9 potente disponibile per i popoli oppressi nella loro lotta per la libert\u00e0 e la giustizia. Ha un modo per disarmare l&#8217;avversario, esponendo le sue difese morali. Indebolisce il suo morale e allo stesso tempo lavora sulla sua coscienza, e lui semplicemente non sa come gestirlo. Se non ti picchia, meravigioso. Se ti picchia, sviluppi il coraggio calmo di accettare i colpi senza ritorsione. Se non ti mette in prigione, meraviglioso. Nessuno con un po&#8217; di buonsenso ama andare in prigione. Ma se ti mette in prigione, vai in quella prigione e trasformala da una cella di vergogna in un paradiso di libert\u00e0 e dignit\u00e0 umana. Anche se cerca di ucciderti, sviluppi l&#8217;interna convinzione che c&#8217;\u00e8 qualcosa di cos\u00ec caro, di cos\u00ec prezioso, di cos\u00ec eternamente vero, per cui vale la pena morire. E se un uomo non ha scoperto qualcosa per cui morire, non \u00e8 in grado di vivere. Questo \u00e8 ci\u00f2 che la disciplina nonviolenta dice.<\/p>\n<p>L&#8217;altra cosa a questo proposito, poi, \u00e8 che d\u00e0 all&#8217;individuo un modo di lottare per assicurare fini morali attraverso mezzi morali. Uno dei grandi dibattiti della storia \u00e8 stata l&#8217;intera questione dei fini e dei mezzi. Ripercorrendo\u00a0[la storia] dai giorni dei dialoghi di Platone fino ad arrivare a Macchiavelli e altri, ci sono stati degli individui che sostenevano che il fine giustifica i mezzi. Ma poi arriva la filosofia nonviolenta che dice che il fine \u00e8 pre-esistente nei mezzi. I mezzi rappresentano l&#8217;ideale nel fare e il fine in processo. Cos\u00ec nel lungo corso della storia, mezzi immorali non possono portare a fini morali. In qualche modo l&#8217;uomo deve arrivare al punto di vedere la necessit\u00e0 di avere fini e mezzi coerenti, per cos\u00ec dire. Questa \u00e8 una delle basi del meglio della filosofia nonviolenta. D\u00e0 un modo e un metodo di lotta che dice che si pu\u00f2 cercare di assicurare fini morali attraverso mezzi morali.<\/p>\n<p>Si dice anche che sia possibile combattere contro un sistema profondamente ingiusto e cattivo con tutta la forza e con tutto il cuore, e comunque odiare questo sistema, ma si pu\u00f2 in ogni caso mantenere un atteggiamento di buone intenzioni, di comprensione e anche di amore per i responsabili di questo cattivo sistema; questo \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 incompreso della nonviolenza. Questo \u00e8 il punto in cui quelli che non vogliono seguire i metodi nonviolenti dicono cose cattive a quelli di noi che parlano di amore. Io comunque vado avanti e credo in questo, perch\u00e9 sono ancora convinto che \u00e8 l&#8217;amore a far girare il mondo. In qualche modo questo tipo di amore pu\u00f2 essere una forza potente per un cambiamento sociale.<\/p>\n<p>Non sto parlando di un amore debole, n\u00e9 di stupidaggini emotive, non sto parlando della qualit\u00e0 del sentimento, n\u00e9 di una risposta affettuosa, non avrebbe senso esortare le persone oppresse ad amare i loro oppressori violenti in modo affettuoso, non l&#8217;ho mai suggerito. Ges\u00f9 disse \u201cama i tuoi nemici\u201d: sono felice che non abbia detto \u201cfatteli piacere\u201d, perch\u00e9 \u00e8 abbastanza difficile che ti piacciano certe persone. L&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 grande del farsi piacere qualcosa o qualcuno. L&#8217;amore \u00e8 una benevolenza creativa che comprende e che redime tutti gli uomini. I teologi parlano di questo tipo di amore usando la parola greca <i>agape<\/i>, che \u00e8 una specie di amore straripante che non vuole niente in cambio. Quando qualcuno lo pratica si arriva ad essere capaci di amare la persona che compie azioni malvagie, mentre si odiano le azioni che quelle persone compiono. Io penso che questo si possa fare. Gli psichiatri dicono che l&#8217;odio \u00e8 una forza pericolosa non soltanto per chi \u00e8 odiato, ma anche per chi odia. Molte cose strane che succedono nel subconscio, molti dei conflitti interni hanno radici nell&#8217;odio. Cos\u00ec dicono \u201cama o muori\u201d, questo \u00e8 il motivo per cui Eric Fromm ha potuto scrivere un libro intitolato <i>L&#8217;arte di amare<\/i>, sostenendo che l&#8217;amore \u00e8 la forza suprema unificante della vita. Cos\u00ec \u00e8 meraviglioso avere un metodo di lotta in cui \u00e8 possibile ergersi contro la segregazione e contro il colonialismo con tutte le proprie forze e comunque non odiare gli esecutori di questi sistemi ingiusti. Credo fermamente che attraverso questo tipo di potente azione nonviolenta, questo tipo di amore, si possa organizzare un&#8217;azione di massa capace di trasformare la stridente realt\u00e0 della nostra nazione e trasformare il mondo in una meravigliosa sinfonia di fratellanza. Questa \u00e8 certamente la grande sfida che abbiamo davanti.<\/p>\n<p>Ora, io penso che la nonviolenza possa funzionare non solo nella situazione che abbiamo nostro paese, non solo con il magnifico esempio che abbiamo in India, espresso attraverso il meraviglioso lavoro di Mohandas K. Gandhi, penso che possa funzionare in modi e in circostanze che non abbiamo visto o che non abbiamo usato prima. In questo contesto, vorrei dire qualcosa sul Sud Africa. Vorrei solo leggere una dichiarazione che ho scritto qui, cos\u00ec sar\u00f2 sicuro di dire tutto ci\u00f2 che ho in mente sulla situazione del Sud Africa senza dimenticare niente.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Capisco che qui, stasera, ci sono sudafricani, alcuni dei quali sono stati coinvolti laggi\u00f9 nella lunga lotta per la libert\u00e0. Nella nostra lotta per la libert\u00e0 e la giustizia negli Stati Uniti, che pure \u00e8 stata assai lunga e difficile, sentiamo un potente senso di identificazione con coloro che sono coinvolti nella ben pi\u00f9 letale lotta per la libert\u00e0 in Sud Africa. Sappiamo come l\u00ec gli africani e i loro amici di altre razze, si battono da mezzo secolo per conquistare la loro libert\u00e0 con metodi nonviolenti. Abbiamo onorato Capo Lutuli per la sua leadership, e sappiamo come questa nonviolenza abbia incontrato solo una violenza crescente da parte dello stato, una crescente repressione, culminata nelle sparatorie di Sharpeville e in tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto da allora.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Chiaramente c&#8217;\u00e8 molto in Mississippi e in Alabama che ricorda ai sudafricani il proprio paese, tuttavia in Mississippi possiamo organizzare la registrazione di votanti Negri. Possiamo parlare alla stampa. Possiamo, in breve, organizzare la gente in azioni nonviolente. Ma in Sud Africa anche la pi\u00f9 lieve forma di resistenza nonviolenta incontra anni di reclusione, e per molti anni leaders sono stati limitati, ridotti al silenzio e imprigionati. Possiamo capire come in questa situazione la gente si senta cos\u00ec disperata da rivolgersi ad altri metodi, come il sabotaggio.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Oggi grandi leader, come Nelson Mandela e Robert Sobukwe, sono tra le molte centinaia di persone che si debilitano nella prigione di Robben Island. Contro uno stato massiccio, armato e spietato, che usa la tortura e forme sadiche di interrogatorio per schiacciare esseri umani, portando alcuni persino al suicidio, sembra per il momento che l&#8217;opposizione militante in Sud Africa sia stata messa a tacere. Sembra che la massa di persone sia contenuta, sembra che per il momento non sia in grado di rompere l&#8217;oppressione. Metto l&#8217;accento sulla parola &#8220;sembra&#8221; perch\u00e8 possiamo immaginare quali emozione e piani stiano ribollendo sotto la calma superficie di quel prosperoso stato di polizia. Sappiamo quali emozioni stanno ribollendo nel nesto dell&#8217;Africa, e in effetti in tutto il mondo. I pericoli di una guerra razziale, quei pericoli che abbiamo ripetuto e da cui mettiamo profondamente in guardia.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>E&#8217; in questa situazione, con la grande moltitudine di sudafricani cui \u00e8 negata la propria umanit\u00e0, la propria dignit\u00e0, le opportunit\u00e0 e tutti i diritti umani, in questa situazione, con molti dei pi\u00f9 coraggiosi e dei migliori sudafricani che scontano lunghi anni in prigione, con qualcuno gi\u00e0 giustiziato, \u00e8 in questa situazione che noi, sia in America che in Gran Bretagna, abbiamo una responsabilit\u00e0 unica, perch\u00e9 siamo noi, con i nostri investimenti, con il fallimento dei nostri governi ad agire con decisione, che siamo colpevoli di appoggiare la tirannia verso i sudafricani.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>La nostra responsabilit\u00e0 ci offre un&#8217;opportunit\u00e0 unica: possiamo unirci nell&#8217;unica forma di azione nonviolenta che pu\u00f2 portare libert\u00e0 e giustizia al Sudafrica, l&#8217;azione che i leader africani hanno invocato, in un movimento di massa per le sanzioni economiche. In un mondo che vive sotto la terribile ombra delle armi nucleari non riconosciamo il bisogno di perfezionare l&#8217;uso delle pressioni economiche? Perch\u00e9 il commercio \u00e8 considerato da tutte le nazioni e da tutte le ideologie come sacro? Perch\u00e9 il nostro e il vostro governo si rifiutano di intervenire efficacemente ora, come se solo quando c&#8217;\u00e8 un bagno di sangue in Sudafrica &#8211; come in Corea o in Vietnam \u2013 si vede che c&#8217;\u00e8 una crisi? Se la Gran Bretagna e gli USA decidessero domani mattina di non comprare merci sudafricane, oro africano, e di mettere un embargo sul petrolio, se i nostri investitori e capitalisti ritirassero il loro supporto alla tirannia razziale che l\u00ec esiste, l&#8217;apartheid sarebbe sconfitto. Allora la maggioranza dei sudafricani di tutte le razze potrebbe alla fine costruire la societ\u00e0 condivisa che desidera.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Cos\u00ec questa \u00e8 una sfida rivolta alle nazioni del mondo, e Dio ci concede di perseguire questa sfida ed essere parte di quel grande movimento creativo che cercher\u00e0 di portare il cambiamento e di trasformare quei cupi giorni di ieri, della disumanit\u00e0 dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, in luminosi domani di giustizia, pace e benevolenza. Possiamo dire che il problema dell&#8217;ingiustizia razziale non \u00e8 limitato a una sola nazione. Noi sappiamo ora che questo problema \u00e8 diffuso in tutto il mondo. Proprio adesso, a Londra, qui in Inghilterra, sapete bene che migliaia e migliaia di persone di colore sono immigrate qui da molte terre \u2013 dalle Indie occidentali, dal Pakistan, dall&#8217;India e dall&#8217;Africa. Essi hanno tutto il diritto di venire in questa grande terra, e tutto il diritto di aspettarsi giustizia e democrazia in questa terra, e l&#8217;Inghilterra deve essere sempre vigile perch\u00e9 altrimenti si svilupperanno gli stessi tipi di ghetto, gli stessi problemi d\u2019ingiustizia e di diseguaglianza sul lavoro che ci sono a Harlem, negli Stati Uniti. Cos\u00ec vi dico che la sfida di tutti i cittadini di buona volont\u00e0 di questa nazione \u00e8 di manifestare per far diventare la democrazia una realt\u00e0 per tutti, affinch\u00e9 ognuno in questa terra possa vivere insieme agli altri in fratellanza.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Sapete, ci sono certe parole in ogni disciplina accademica, che presto diventano stereotipi e clich\u00e9. Ogni disciplina accademica ha il suo vocabolario tecnico. La psicologia moderna ha una parola che probabilmente \u00e8 usata pi\u00f9 di ogni altra: disadattato. Avete sentito questa parola, questo \u00e8 il pianto risonante della moderna psicologia infantile, e certamente noi vogliamo essere ben inseriti per evitare una personalit\u00e0 nevrotica e schizofrenica. Ma devo dirvi, questa sera, amici miei, avvicinandomi alla conclusione, che ci sono alcune cose nella mia nazione e nel mondo, per le quali sono orgoglioso di essere disadattato, e alle quali invito tutti gli uomini di buona volont\u00e0 a non adattarsi finch\u00e9 una buona societ\u00e0 non si realizzi. Vi devo dire in onest\u00e0 che non ho mai avuto intenzione di adattarmi alla segregazione, alla discriminazione, al colonialismo e a simili cose. Devo dire onestamente che non intendo adattarmi all&#8217;intolleranza religiosa, alle condizioni economiche che prendono il necessario a molti per dare il lusso a pochi. Vi devo dire stasera che mai vorr\u00f2 adattarmi alla pazzia del militarismo e agli effetti controproducenti della violenza fisica, perch\u00e9 il giorno in cui gli Sputnik e gli esploratori si lanceranno negli spazi e missili balistici guidati scaveranno autostrade di morte attraverso la stratosfera, nessuna nazione potr\u00e0 vincere una guerra. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 una scelta tra violenza e nonviolenza, ma tra nonviolenza e non esistenza. L&#8217;alternativa al disarmo, l&#8217;alternativa alla sospensione dei test nucleari, al rafforzamento degli Stati Uniti e al conseguente disarmo del mondo intero sar\u00e0 sicuramente una civilt\u00e0 immersa nell&#8217;abisso della distruzione. E vi assicuro che non mi adatter\u00f2 mai alla follia del militarismo.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Vedete, pu\u00f2 essere che il nostro intero mondo ora abbia bisogno di una nuova organizzazione \u2013 l&#8217;Associazione Internazionale per l&#8217;Avanzamento del Disadattamento Creativo -, uomini e donne che saranno disadattati come il Profeta Amos, che vivendo le ingiustizie del suo tempo poteva urlare le parole che hanno risuonato per secoli: \u201clasciate scorrere la giustizia come acqua e la rettitudine come un potente ruscello\u201d; disadattati come l&#8217;ultimo Abraham Lincoln, il grande presidente della nostra nazione, che ebbe la visione secondo cui gli Stati Uniti non potevano sopravvivere per met\u00e0 schiavi e per met\u00e0 liberi; disadattati come Thomas Jefferson, che ai suoi tempi incredibilmente avvezzi alla schiavit\u00f9, pot\u00e9 incidere nelle pagine della storia parole di grandissima levatura: \u201cnoi pensiamo che queste verit\u00e0 siano ovvie, che tutti gli uomini siano creati uguali, che siano tutti dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili tra cui Vita, Libert\u00e0 e Ricerca della felicit\u00e0\u201d; disadattati come Ges\u00f9 di Nazareth, che pot\u00e9 dire agli uomini e alle donne del suo tempo: \u201cChi di spada ferisce, di spada perisce\u201d. Attraverso tali disadattamenti saremo capaci di emergere dalla lunga e desolata notte della crudelt\u00e0 dell&#8217;uomo verso gli uomini in una luminosa e scintillante alba di libert\u00e0 e giustizia.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Permettetemi di dirvi che credo ancora che la specie umana insorger\u00e0 quando sar\u00e0 il momento. A dispetto dell&#8217;oscurit\u00e0 di queste ore, delle difficolt\u00e0 del momento e di questi giorni di tensione emotiva, quando i problemi del mondo si ingigantiscono e si complicano, io ho ancora fede nel futuro. Credo ancora che si possa costruire una societ\u00e0 di fratellanza e di pace.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una canzone che cantiamo nel nostro movimento, e ci siamo spesso presi per mano per cantarla oltre le sbarre della prigione. Ricordo tempi i cui siamo stati in celle fatte per 12 persone ma che ne contenevano 15 o 20, dove comunque potevamo andare avanti ed elevare le nostre voci e cantare. Ne ho parlato ieri pomeriggio mentre pregavo a St. Paul: \u201cVinceremo. Vinceremo. Nel profondo del mio cuore io credo che vinceremo\u201d. In qualche modo credo che la specie umana vincer\u00e0 e che le forze del male saranno sconfitte. Lo credo perch\u00e9 Carlyle ha ragione: \u201cnessuna bugia pu\u00f2 vivere per sempre\u201d. Credo che vinceremo perch\u00e8 Wiliam Cullen Bryant ha ragione: \u201cLa verit\u00e0 schiacciata al suolo si erger\u00e0 di nuovo\u201d, Credo che vinceremo perch\u00e9 James Russel Lowell ha ragione: \u201c<em>La verit\u00e0 sempre sul patibolo \/ l&#8217;errore sempre sul trono \/ eppure quel patibolo influenza il futuro \/ e dietro l&#8217;ignoto \/ c&#8217;\u00e8 Dio nell&#8217;ombra \/ che continua a guardare oltre<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p><span lang=\"es-ES\">Con questa fede , saremo capaci di rifiutare i consigli alla rinuncia e portare una luce nuova nelle buie stanze del pessimismo. Con questa fede saremo capaci di trasformare questa elegia cosmica sospesa in un salmo creativo che crea pace e fratellanza. Con questa fede saremo capaci di accelerare i tempi in cui tutti i figli di Dio &#8211; neri, bianchi, protestanti, cattolici, hindu, mussulmani, credenti e atei- saranno capaci di prendersi per mano e cantare le parole di un vecchio spritual negro: &#8220;Liberi finalmente! liberi finalmente! Grazie a Dio onnipotente, noi siamo finalmente liberi!&#8221;<\/span><\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p><span lang=\"es-ES\">Abbiamo una lunga, lunga strada da fare prima che questo problema sia risolto, ma grazie a Dio abbiamo fatto progressi, abbiamo percorso una lunga, lunga strada. Chiudo con le parole di un vecchio predicatore negro schiavo, che non conosceva bene la grammatica e la dizione, ma pronunciava parole di grande profondit\u00e0 simbolica &#8220;O signore, noi non siamo quello che vorremmo essere, non siamo chi dovremmo essere, n\u00e8 quello che saremo, ma, grazie a Dio, non siamo quello che eravamo&#8221;.<\/span><\/p>\n<p>Grazie<\/p><\/blockquote>\n<p><strong><span class=\"caps\">AMY<\/span> <span class=\"caps\">GOODMAN<\/span>:\u00a0<\/strong>E&#8217; il Dr. Martin Luther King che parla al City Temple di Londra il 7 dicembre 1964. Ricever\u00e0 il Premio Nobel per la Pace tre giorni dopo a Oslo, in Norvegia. La registrazione di questo discorso \u00e8 stata recentemente scoperta da Brian DeShazor, direttore degli archivi di Radio Pacifica. Per avere una copia del programma di oggi e per saperne di pi\u00f9 su come sia stata scoperta questa rara registrazione di King, andate sul nostro sito <em>democracynow.org<\/em>. Il sito web degli archivi di Radio Pacifica \u00e8 <a href=\"http:\/\/pacificaradioarchives.org\">PacificaRadioArchives.org<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"es-ES\"><i>Traduzione dall\u2019inglese di Anna Laura Erroi<\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019esclusiva di Democracy Now! e dagli Archivi di Radio Pacifica, trasmettiamo una registrazione, recentemente scoperta, del Dr. Martin Luther King Jr. Il 7 dicembre 1964, pochi giorni prima che ricevesse a Oslo il Nobel per la pace, King 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