{"id":335733,"date":"2016-07-01T18:25:06","date_gmt":"2016-07-01T17:25:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=335733"},"modified":"2016-07-01T18:25:06","modified_gmt":"2016-07-01T17:25:06","slug":"internazionale-comune-umanita-sole-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/07\/internazionale-comune-umanita-sole-del-presente\/","title":{"rendered":"Internazionale, comune Umanit\u00e0: il Sole del presente"},"content":{"rendered":"<p>Il comboniano padre Alex Zanotelli, con cui collaboriamo in molte campagne pacifiste, alla conferenza stampa dei disarmisti esigenti per la ratifica dell\u2019accordo sul clima di Parigi, tenutasi il 17 aprile scorso, ha sostenuto che l\u2019Umanit\u00e0 si deve salvare da due \u201cbombe\u201d che incombono come una spada di Damocle: la bomba atomica e quella ecologica. Noi ne aggiungiamo una terza, quella finanziaria, pressoch\u00e9 certi che il nostro amico Zanotelli, oggi \u2013 dopo l\u2019inferno di Korogocho &#8211; missionario a Napoli (un&#8217;altra bella trincea!), sarebbe d\u2019accordo con questa integrazione. Pi\u00f9 volte abbiamo spiegato nei nostri interventi che l\u2019attivit\u00e0 dei sistemi militari, dell\u2019economia accumulativa e del consumismo sfrenato possono creare delle crisi propriamente mortifere per la massima parte del genere umano, ed abbiamo persino individuato una scala di priorit\u00e0, definita dal numero di morti per estensioni temporali che la deflagrazione delle \u201cbombe\u201d sopra citate pu\u00f2 innescare. La precedenza va al disinnesco attraverso il disarmo della bomba atomica, che pu\u00f2 uccidere subito tutti i 7 miliardi che siamo; poi viene la bomba ecologica, che, ad es. con il riscaldamento climatico, pu\u00f2 sopprimere la totalit\u00e0 delle vite in 100 anni; infine c\u2019\u00e8 la bomba finanziaria da neutralizzare, che pu\u00f2 fare collassare le societ\u00e0 con sofferenze generalizzate e perdite massicce, in senso letteralmente fisico, di moltitudini umane.<\/p>\n<p>I conflitti in corso, sociali, religiosi, culturali, etnici, territoriali, interstatuali, se consideriamo la centralit\u00e0 del parametro della sopravvivenza generale, sono oggettivamente meno importanti, anche se dominano la scena mediatica e delle preoccupazioni pubbliche: ma fungono da micce che possono portare all\u2019esplosione catastrofica, addirittura cataclismatica, delle \u201cbombe\u201d globali.<\/p>\n<p>In questa congiuntura, stiamo vivendo il pericolo rappresentato dall&#8217;estremista repubblicano Donald Trump, che si candida per la presidenza degli Stati Uniti e con il quale si manifesta quanto la crisi sociale, creata dalla crisi economica partita nel 2008, risulti sempre pi\u00f9 grave. E\u2019 degno di attenzione, a nostro avviso, porre mente a quanto dicono oggi i sondaggi: se Trump si confrontasse con la democratica Hillary Clinton potrebbe spuntarla, ma con il \u201csocialista\u201d Sanders le prenderebbe, perch\u00e9\u00a0 anche quest\u2019ultimo rappresenta un voto contro il vecchio potere, contro \u201ci burattini di Wall Street\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019elettorato americano \u00e8 in rivolta contro l\u2019establishment\u00a0 in quanto la gente si impoverisce e la classe media svanisce, con una grande frustrazione a livello sociale. Ma rischia di indirizzare la sua rabbia nella direzione e con modalit\u00e0 sbagliate. \u00c8 necessario quindi individuare la vera causa di questa crisi, senza farsi sviare dai luoghi comuni dell\u2019economicismo imperante. Il neoliberismo, che \u00e8 la copertura ideologica di chi oggi comanda, non \u00e8 pi\u00f9 rappresentato in modo dominante dall&#8217;\u00e9lite industriale, che \u00e8 ormai subordinata ad altri poteri. Il vero potere oggi sta nei mercati finanziari e si esercita nelle speculazioni di borsa. La realt\u00e0 dell&#8217;economia reale \u2013 al momento subordinata all\u2019economia finanziaria &#8211; \u00e8 il complesso militare- industriale -energetico, in quanto le armi, il petrolio e l&#8217;energia nucleare costituiscono la parte pi\u00f9 forte dell&#8217;economia che manipola e trasforma materia ed energie fisiche per i bisogni umani (per lo pi\u00f9 non autentici). La bomba della finanziarizzazione \u00e8 davvero sconvolgente, e dobbiamo ripensare alla Storia per renderci conto di quanto danno pu\u00f2 provocare: la grande crisi sociale del 1929 ha precipitato l&#8217;umanit\u00e0 nelle grandi dittature nazifasciste.<\/p>\n<p>I totalitarismi sono regimi dispotici e violenti il cui meccanismo di fondo \u00e8 impostato sulla paura: il terrore che la propria identit\u00e0 e la comunit\u00e0 nazionale sia minacciata dall&#8217;estraneo \u201cinvasore\u201d. Secondo questa ideologia di chiusura particolaristica e settaria, l&#8217;individuo si sente vivo perch\u00e9 \u00e8 parte di una comunit\u00e0 sociale che rivendica meriti che gli ricascano indietro: io sono buono e valgo perch\u00e9 la comunit\u00e0 cui appartengo \u00e8 \u201cbuona\u201d, \u00e8 positiva, \u00e8 costituita dai \u201cbuoni\u201d, ma i problemi si ingenerano a causa del complotto causato dagli invasori esterni, i \u201ccattivi\u201d portatori del \u201cMale\u201d. Questa ideologia \u00e8 consona alla perversione del potere autoritario, che ha bisogno, per dominare, del \u201cdivide et impera\u201d: di impedire unit\u00e0 e coesione sociale tra oppressi e sfruttati, tra gli emarginati e i pi\u00f9 deboli che costituiscono il cuore stesso del tessuto sociale. La volont\u00e0 del potere,\u00a0 quanto pi\u00f9 assoluto e violento, consiste nel pianificare e provocare la divisione della societ\u00e0, nel creare barriere \u201ca scala\u201d tra inclusi ed esclusi: a questo scopo strumentalizza la riemergenza delle estreme destre e dei proclami di esclusivit\u00e0 all\u2019insegna della politica del pi\u00f9 forte, della competizione che sostituisce la cooperazione. Cos\u00ec Trump sostiene la priorit\u00e0 degli americani (slogan: America first!), Salvini degli italiani (slogan: Prima gli italiani!), la Le Pen dei francesi (slogan: Prima i francesi!).<\/p>\n<p>L\u2019assimilabile slogan \u201cBritain first!\u201d lo abbiamo visto applicato nella cosiddetta \u201cBrexit\u201d appena sancita dal referendum del 24 giugno 2016, con il quale gli inglesi hanno deciso l\u2019uscita della Gran Bretagna dalla UE. Ci sembra molto positivo che, riflettendo su questo voto, il M5S abbia dichiarato e capito che &#8220;la UE si cambia dall&#8217;interno&#8221;. La Brexit \u00e8 avvenuta da destra, sull&#8217;onda di una campagna &#8220;trumpiana&#8221; dominata dall\u2019odio (ricordiamo la povera deputata laburista Joanne Cox, uccisa da un neonazista squilibrato), in cui \u00e8 stata protagonista l&#8217;UKIP di Farage (peraltro alleata di Grillo nel Parlamento Europeo), per fare sfogare contro il &#8220;pericolo immigrati&#8221; il disagio e le frustrazioni da globalizzazione finanziaria. Le \u00e9lite sono allora prese di mira non in quanto promotrici di un progetto di disuguaglianza crescente ma in quanto percepite come prive di radici nazionali: sono additate come &#8220;traditrici cosmopolite&#8221;. Ci si pu\u00f2 quindi identificare con il &#8220;ricco&#8221; politicamente scorretto ma dal piglio deciso (&#8220;risolvo tutto io&#8221;) che ammicca al suo fare e parlare &#8220;volgare&#8221;. La &#8220;colpa&#8221; per\u00f2 non \u00e8 della gente che vota come vota, bens\u00ec della sinistra, con poche eccezioni, ormai in disarmo culturale, soprattutto nelle sue componenti sedicenti &#8220;radicali&#8221;. Lo slogan: &#8220;Prima l&#8217;Umanit\u00e0&#8221; non si sa proporlo con credibilit\u00e0, ancorandolo a programmi e pratiche concrete; quindi, ad esempio, passa &#8220;Britain first!\u201d. Dalla &#8220;sovranit\u00e0&#8221; che erige &#8220;muri contro gli invasori&#8221; &#8211; per lo pi\u00f9 i poveracci che scappano dalle guerre fomentate dall&#8217;Occidente stesso &#8211; ci si pu\u00f2 aspettare conflitti vecchi &#8211; ma anche nuovi &#8211; pi\u00f9 gravi e pi\u00f9 beceri, con il rischio della &#8220;balcanizzazione&#8221; che contagia l&#8217;intera Europa. Speriamo che la &#8220;maturazione&#8221; del M5S non si traduca per\u00f2 in una &#8220;involuzione&#8221; alla Tsipras, cio\u00e9 in una svolta di retorica moderata per rendersi accetti al nocciolo duro del potere quando ci si candida a &#8220;responsabilit\u00e0 di governo&#8221;,&#8230;<\/p>\n<p>Secondo noi, che ci ispiriamo alla nonviolenza \u2013 lo abbiamo gi\u00e0 accennato &#8211; il concetto pi\u00f9 importante, che va oltre l&#8217;esclusivismo dei gruppi particolari (per quanto ampi possano essere), \u00e8 l&#8217;attribuzione della priorit\u00e0 assoluta alle persone e all&#8217;insieme della famiglia umana, come additava un tempo l&#8217;internazionale comunista quando nel suo inno preannunciava la &#8220;futura umanit\u00e0&#8221;. Noi per\u00f2 non rinviamo al \u201cSole dell\u2019avvenire\u201d, poniamo addirittura il concetto di priorit\u00e0 dell&#8217;umanit\u00e0 nel presente: l&#8217;umanit\u00e0, quella che c\u2019\u00e8\u00a0 adesso, \u00e8 l&#8217;oggetto del nostro attivismo nella congiuntura attuale. Anche i caratteri dei popoli, dovrebbe essere ovvio, vanno salvaguardati, affinch\u00e9 \u2013 ammoniva Pasolini &#8211; non vengano assimilati dall&#8217;omologazione culturale globale e sovranazionale, ma costituiscano un fattore propulsivo e proattivo di arricchimento interculturale e non siano strumentalizzati per fomentare il settarismo e l&#8217;esclusivismo del gruppo particolare. Quando la crisi che impoverisce la gente \u00e8 prodotta dalla finanziarizzazione dell&#8217;economia vediamo che la reazione alla pressione subita pu\u00f2 essere di due tipi: la destra estrema o la sinistra radicale. La responsabilit\u00e0 della sinistra \u2013 se vuole essere fedele alla sua missione storica &#8211; consiste nel capire la situazione e riuscire a gestirla per trovare soluzioni allo sfogo, alla frustrazione sociale in crescita per l\u2019avvitamento del sistema che non riesce a gestire le sue contraddizioni. Poniamo ad esempio il caso americano che \u00e8 considerato il cuore del mondo contemporaneo, il modello a cui tutti guardano. Quali sono le risposte alla crisi che provocano smottamenti a sinistra e a destra? A sinistra, la base che sostiene Sanders nasce dai movimenti giovanili di Occupy Wall Street che contende a Trump l\u2019espressione del disagio popolare. Ma chi, tipicamente, vota Trump? L&#8217;operaio bianco e maschio che vive il malcontento di un reddito che evapora e che magari \u00e8 stato licenziato dall&#8217;industria dismessa per la delocalizzazione in Cina!<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile che la laboriosa tuta blu oggetto delle struggenti e vigorose canzoni di Bruce Springsteen finisca per identificarsi con un riccastro esibizionista ed arrogante, un imbonitore truffaldino, disgustoso persino nell\u2019aspetto fisico?<\/p>\n<p>Se ci si toglie il paraocchi del vecchio marxismo economicista, magari si riesce a cogliere l\u2019arcano. (Se ci si pensa bene, anche in Italia abbiamo vissuto un abbaglio simile con Silvio Berlusconi, cui Trump fa esplicitamente riferimento).<\/p>\n<p>Nella vita, altrettanto importante di quello che socialmente si \u00e8, \u00e8\u00a0 quello che si desidera essere, se ci si vuole orientare ed agire nella societ\u00e0 effettuale. Ogni operaio \u00e8 prima di tutto una persona, cio\u00e8 un mondo a s\u00e9, ognuno di noi \u00e8 un mondo a s\u00e9, con la sua personale ricerca di senso, includente una ricerca ed adesione a narrazioni collettive. Ogni racconto che ciascuno si fa su s\u00e9 stesso attribuisce senso e significato alla personale esistenza, nel grande mosaico della narrazione sociale, con i grandi interrogativi esistenziali (chi sono? da dove vengo? dove vado?). Siamo donne e uomini perch\u00e9 combattiamo per il pane quotidiano ma soprattutto perch\u00e9 diamo senso e significato alla nostra identit\u00e0. La narrazione e l&#8217;ideologia del popolo americano vedono l&#8217;America come un continente speciale, perch\u00e9 costruito da immigrati che si sono \u201cliberati\u201d, in quanto sfuggiti dall&#8217;oppressione della vecchia Europa. Nella loro narrazione, nella loro ideologia, nel loro \u201csogno\u201d, gli americani si rappresentano come vecchi europei oppressi che sono stati capaci di rompere le catene che li tenevano in schiavit\u00f9, in ci\u00f2 distinguendosi dai nativi indiani \u201cselvaggi\u201d e dagli ultimi migranti come i messicani e gli afroamericani. Cos\u00ec il tipico individuo americano si sente l\u2019individuo libero ed \u201cindividualista\u201d, il pionere che conquista la frontiera e si appropria del pezzo di terra che feconder\u00e0 con il suo lavoro, parte quindi di una comunit\u00e0 di eletti, investiti di una missione speciale, rappresentare la libert\u00e0 (intesa anche come propriet\u00e0) nel mondo, in un sogno o narrazione o ideologia, che rischia di individuare nell\u2019estraneo il problema nella contaminazione della purezza della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Io operaio sono Trump &#8211; sono un Trump al momento non baciato dalla Fortuna &#8211; perch\u00e9 voglio essere ricco come lui (desidero una corte di donne\/pupattole che mi coccolino ai bordi della piscina della villa di cui sono proprietario!) alla stessa sua maniera: con la sua stessa aspirazione alla propriet\u00e0 privata, con la sua stessa spiccia intraprendenza, la stessa aggressivit\u00e0 da \u201cmacho\u201d, lo stesso sapere dato dalla pratica di vita e non dagli studi libreschi degli odiati e disprezzati professorini intellettuali.<\/p>\n<p>Ovviamente va tenuto presente che i soggetti di un popolo sono contraddittori sia nei pensieri che nei comportamenti. Anche le narrazioni e le ideologie sono miste e ambigue. Dunque cosa vogliono gli americani, nelle loro tendenze peggiori, \u201cdi pancia\u201d, cos\u00ec come gli italiani e gli altri popoli? Hitler ha dato all&#8217;operaio tedesco piena occupazione, assistenza sociale, migliori condizioni lavorative, in un&#8217;ottica tipica dell&#8217;ideologia nazionalsocialista, che sostituiva la lotta di razza alla lotta di classe, improntata sull\u2019appartenenza identitaria alla nazione tedesca che garantiva il privilegio economico e sociale. Attualmente le nuove destre, per avere consenso, per questo aspetto imitando i vecchi fascismi, propongono misure sociali a favore di una cerchia identitaria nazionale. Invece, in alternativa, la sinistra deve spiegare e fare comprendere che viviamo spazi e tempi globali nella lotta tra l&#8217;1% di popolazione mondiale che detiene ingiustamente la maggioranza delle ricchezze e il 99% della popolazione generale, subordinata al potere accentratore, come sostiene anche il movimento Occupy Wall Street. La sinistra deve capire &#8211; e fare capire &#8211; che oggi viviamo in un mondo globalizzato e occorrono risposte anche esse impostate e collocate globalmente, secondo obiettivi che valgono per tutti, come la lotta alla tirannia finanziaria, per una sostanziale eguaglianza dei mezzi e delle opportunit\u00e0, il contrasto al riscaldamento globale da combustibili fossili e l&#8217;attivismo per il disarmo nucleare. Il fondamentale valore della sinistra dovrebbe consistere nell&#8217;affrontare temi in modo globale, distinguendosi dal sovranismo localistico, tipico invece della destra. Infatti \u2013 questo \u00e8 il punto da cogliere &#8211; nessun problema si risolve a livello locale, ma glocale (= globale+locale). L\u2019ideologia anarchica dell\u2019autogestione territoriale, variante oggi alla moda della sinistra radicale, pu\u00f2 assecondare le lotte localistiche che, per quanto giustificate, rischiano per\u00f2 di portare acqua al mulino di un \u201csovranismo\u201d limitato. Ed in Italia spesso la sinistra, quella che si presume pi\u00f9 radicale, non riesce a vedere oltre il localistico. Alberto Magnaghi sostiene che oggi la coscienza di luogo si deve sostituire alla coscienza di classe. Questo assunto \u00e8, a nostro avviso, alquanto errato. Perch\u00e9 l\u2019analisi delle cose come stanno ci porta a capire che qualsiasi problema sociale va risolto con soluzioni globali e non localistiche. In Italia esistono moltissimi e importanti tipi di lotta (no tav, no muos, no triv eccetera) ma non si creano movimenti dalla valenza globale, come in Francia, dove la sinistra, almeno nelle intenzioni, \u00e8 globale e alternativa. La sinistra nel nostro paese pensa e si esprime solo localmente.<\/p>\n<p>Se restiamo in una prospettiva globale, la sola che pu\u00f2 portare a risolvere alla radice i veri problemi con i quali ci confrontiamo, dobbiamo considerare la necessit\u00e0 di stare in Europa, cos\u00ec come ha di recente capito anche il M5S, per garantire la pace alle nazioni. In Jugoslavia convivevano citt\u00e0 multietniche, come Sarajevo. In seguito, al momento della caduta del Muro di Berlino, \u00e8 subentrata una crisi di ideologia ormai del tutto stantia, il fasullo \u201ccomunismo reale\u201d, per cui non erano pi\u00f9 garantiti i principi di libert\u00e0 e giustizia tanto pi\u00f9 proclamati quanto pi\u00f9 traditi. Le \u00e9lite burocratiche del \u201csocialismo autogestionario\u201d in disgregazione\u00a0 hanno indossato la casacca nazionalista ed hanno cominciato a confliggere, provocando lotte armate per il possesso dei confini e \u00e9scalation della violenza. La guerra in ex Jugoslavia rappresenta un punto di svolta per i movimenti pacifisti dal 1992 al \u201895 e dal \u201899 dopo l&#8217;intervento della Nato. Il punto di appoggio per evitare guerre e conflitti interni \u00e8 l&#8217;Europa, che non rappresenta solo il mercato comune, ma \u00e8 nata, anche grazie al contributo della Resistenza, per riappacificare nazioni e stati, che per secoli si sono fatti guerra. La disgregazione dell&#8217;Europa, che potrebbe derivare da Brexit e processi analoghi, comporterebbe guerre nazionaliste e regionaliste, con la prevaricazione delle estreme destre e divisioni conflittuali sia nazionali sia regionali, che precipiterebbero la congiuntura in una \u00e9scalation di violenze. Andrebbe ritenuto un fatto molto positivo l&#8217;esistenza dell&#8217;Europa, anche nelle modalit\u00e0 distorte della UE, perch\u00e9 sarebbe una condizione peggiore tornare a ogni Stato per s\u00e9 e all&#8217;indipendenza nazionalista, come nell\u2019ex Jugoslavia, poi deflagrata in Serbia, Slovacchia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Kosovo&#8230; La tendenza e l\u2019interesse dell\u2019\u00e9lite globale che detiene l&#8217;1% finanziario \u00e8 quella di disgregare in frammenti l\u2019un contro l\u2019altro armati tutte le grandi realt\u00e0 sovranazionali come la Russia, la Cina e l&#8217;India: per l&#8217;\u00e9lite \u00e8 meglio disgregare i popoli, le minoranze, la societ\u00e0 secondo la logica \u201cautogestitevi che vi gestisco io\u201d, ossia tenere separate le comunit\u00e0 e i soggetti per avere il pieno controllo delle masse.<\/p>\n<p>Il problema opposto di chi persegue un\u2019alternativa di civilt\u00e0 consiste invece nel ricostruire la comunit\u00e0 civile globale, organizzando reti federaliste a vari livelli, fino al federalismo mondiale di una ONU democraticamente ripensata.<\/p>\n<p>La metafora che condividiamo con padre Alex Zanotelli sulle tre bombe che incombono sull&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 esatta. Non corriamo solo il rischio della guerra nucleare, della bomba atomica, ma anche di quella ecologica e finanziaria, perch\u00e9 sono interrelate. La bomba economica e sociale, incrementando i nazionalismi, provoca conflitti e guerre che deturpano anche il clima e l&#8217;ambiente. Attualmente \u00e8 necessario creare una coscienza globale dell&#8217;umanit\u00e0 e non un&#8217;appartenenza locale, di territorio limitato. Le centrali nucleari in Francia, molte a pochi chilometri dai nostri confini, sono un problema che riguarda anche noi e che comunque riguarda l&#8217;intera umanit\u00e0: la decisione sciagurata di protrarre la loro vita operativa di 20 anni crea le condizioni per una Fukushima europea. Il problema della conversione ecologica riguarda tutti. \u00c8 globale. \u00c8 necessario lottare contro l&#8217;inquinamento locale, agendo in modo globale. Ed \u00e8 necessario battersi contro l\u2019inquinamento globale, agendo a livello locale.<\/p>\n<p>Il pareggio di bilancio, che abbiamo introdotto nella Costituzione italiana praticamente nel silenzio generale, \u00e8 l&#8217;espressione perfetta dell&#8217;ideologia neoliberista perch\u00e9 tecnicizza e rende la moneta un fatto falsamente tecnico; al contrario il denaro \u00e8 una tecnologia sociale, un rapporto economico, una relazione di potere. Il neoliberismo riduce la moneta a un fatto \u201ctecnico\u201d, gestito non da autorit\u00e0 politiche ma da istituzioni tecniche (le banche centrali indipendenti), perch\u00e9 in questo modo nasconde i rapporti di potere che sottostanno alla scelta tecnica. Il neoliberismo si distingue dal liberismo perch\u00e9, nel contesto della globalizzazione dei mercati finanziari, il controllo della produzione della massa monetaria passa da dovere dello Stato, come era nel vecchio liberismo (al pari della giustizia e della difesa), a compito di una istituzione spacciata per tecnicamente neutra. Con il neoliberismo, in sostanza, la moneta non \u00e8 pi\u00f9 un affare di Stato, un bene pubblico con cui si attuano politiche di redistribuzione, ma \u00e8 sotto il controllo di banche indipendenti investite dell\u2019obiettivo della \u201cstabilit\u00e0 finanziaria\u201d. Nella logica neoliberista le banche centrali sono autorit\u00e0 regolative di mercati indipendenti e capaci, con il loro funzionamento, di garantire il benessere sociale. Fino agli anni \u201880 del 1900 le banche nazionali dipendevano dal Ministero del Tesoro. Poi con il neoliberismo, che nasce da Tatcher e Reagan, la moneta viene tecnicizzata perch\u00e9 si \u00e8 affermata l&#8217;autonomia dei mercati finanziari con un potere che tende a prevaricare i governi. Quindi l&#8217;ideologia proposta (ed imposta) \u00e8 che la massa monetaria controllata dalla banca \u00e8 un fatto tecnico, se invece fosse controllata dallo Stato sarebbe un fatto politico. L&#8217;obiettivo di questa stabilit\u00e0 monetaria e finanziaria dettata dall&#8217;ideologia neoliberista, impone l&#8217;inflazione al 2%. Dunque la politica monetaria \u00e8 stata tecnicizzata e non \u00e8 pi\u00f9 propriet\u00e0 e responsabilit\u00e0 dello Stato, che pu\u00f2 fingersi &#8220;debitore&#8221; per importi che in realt\u00e0 potrebbe azzerare con una semplice decisione politica (anche se scontando un deprezzamento internazionale della valuta). Il debito pubblico come concetto centrale oggetto dell\u2019interesse politico dipende dal fatto che lo Stato diventa per sua scelta mascherata debitore come soggetto esterno, dipendente dalla massa monetaria tecnica, tecnicizzata da meccanismi finanziari. Una conseguenza importante dell&#8217;autonomizzazione tecnica della moneta \u00e8 che in questo modo si riconosce il potere sociale al creditore, possessore di denaro, rispetto ai debitori, consumatori di denaro attraverso i prestiti. I creditori, possessori di grandi quantit\u00e0 di denaro, quindi di fatto le grandi banche private, hanno un potere autorizzato e riconosciuto, dalle non regole internazionali vigenti, dai Trattati europei, ed infine dalla Costituzione italiana riformata a sproposito. L\u2019introduzione del pareggio di bilancio espressione dell&#8217;ideologia neoliberista, va sicuramente considerata pi\u00f9 grave, dal punto di vista valoriale, di una riforma del senato confusionaria e sconclusionata quale quella che il governo Renzi sta sottoponendo a referendum il prossimo ottobre. Tutto lo spirito della Costituzione italiana nata dalla Resistenza antifascista, che pone prima le persone e i diritti, rispetto ai mercati, viene stravolto dal neoliberismo, ideologia economica incorporata nella nostra carta costituzionale con la riforma del pareggio di bilancio. Come diceva a suo tempo Lenin (ogni tanto lo citiamo perch\u00e9 non possiamo non riconoscere la grandezza del suo titanico sogno di &#8220;abolizione dello sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo&#8221;): \u201csenza teoria rivoluzionaria, nessun movimento rivoluzionario\u201d. \u00c8 necessaria l&#8217;analisi concreta e la conoscenza della realt\u00e0, non tramite schemi astratti, ma con valori di fondo alla base di strategie politiche che sappiano indirizzare l\u2019azione. Un valore fondante decisivo, ribadiamo alla fine del nostro ragionamento quanto avevamo proposto al suo inizio, \u00e8 realizzare la comune umanit\u00e0, come un tempo citava l\u2019Internazionale Comunista. Ma il senso di fratellanza universale, oggi ancorato anche al riconoscimento della figliolanza dalla Madre Terra (l&#8217;unico Pianeta che abbiamo), non va proiettato nel futuro, bens\u00ec deve vivere nel presente, fungendo da stella polare per ogni lotta.<\/p>\n<p>Se non si insiste su questo ideale, che riassumiamo nello slogan: &#8220;Prima l&#8217;Umanit\u00e0, quindi prima le persone!&#8221;, si apre la strada alla destra che vuole dividere l&#8217;unica specie secondo varie scale gerarchiche, distinguendo tra superuomini, uomini, sottouomini (ed ancora pi\u00f9 sotto le donne). Mentre gli amici della nonviolenza, i veri eredi dell\u2019internazionalismo che ha caratterizzato la storia iniziale del Movimento Operaio, mettono in rilievo ci\u00f2 che unisce nella pari dignit\u00e0 e non ci\u00f2 che divide, come registro e metodo universale dell\u2019azione politica, volta ad affermare la comunit\u00e0 internazionale fondata sulla forza del diritto e non sul diritto della forza.<\/p>\n<p>Forza del diritto che significa forza della relazione elevata ad una stabilit\u00e0 da patti liberamente e democraticamente sottoscritti: in questo &#8220;relazionismo&#8221;, in questa visione del primato della forza delle libere relazioni, l&#8217;internazionale nonviolenta dei diritti umani e dell&#8217;Umanit\u00e0 si propone anche come portatrice del pensiero e delle pratiche del movimento femminista; e del movimento dell&#8217;ecologia sociale, perch\u00e9 il Sole del presente \u00e8 anche il Sole della conversione energetica ed ecologica, il Sole come &#8220;energia di pace&#8221;, alla base di una economia di pace, che si pone come alternativa alle energie dure dei combustibili fossili e del nucleare, apportatrici di guerre e di un sistema di guerra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il comboniano padre Alex Zanotelli, con cui collaboriamo in molte campagne pacifiste, alla conferenza stampa dei disarmisti esigenti per la ratifica dell\u2019accordo sul clima di Parigi, tenutasi il 17 aprile scorso, ha sostenuto che l\u2019Umanit\u00e0 si deve salvare da 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