{"id":329616,"date":"2016-06-14T14:36:58","date_gmt":"2016-06-14T13:36:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=329616"},"modified":"2016-06-14T14:36:58","modified_gmt":"2016-06-14T13:36:58","slug":"ingham-capitalismo-lanalisi-sociologica-della-moneta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/06\/ingham-capitalismo-lanalisi-sociologica-della-moneta\/","title":{"rendered":"Ingham, il capitalismo e l\u2019analisi sociologica della moneta"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa natura della moneta\u201d \u00e8 un ottimo saggio che approfondisce uno dei concetti pi\u00f9 sfuggevoli del pensiero accademico (Geoffrey Ingham, Fazi editore, 2016, 330 pagine effettive, euro 20).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La dottrina economica classica considera \u201cla moneta come \u201cun velo neutro\u201d [o un lubrificante] steso sopra i meccanismi dell\u2019economia \u201creale\u201d. \u00c8 neutro alla lunga, si dice, perch\u00e9 eventuali variazioni della sua quantit\u00e0 possono influenzare soltanto il livello dei prezzi e non la produzione e la crescita dell\u2019economia\u201d (p. 26). \u00c8 un fenomeno neutrale perch\u00e9 servirebbe solo a superare la mancanza di coincidenza degli interessi degli attori, l\u2019inconveniente principale del baratto.<\/p>\n<p>Alcuni economisti pensano che \u201cLe variazioni dello stock di moneta possono soltanto influenzare i prezzi nominali nell\u2019economia lasciando inalterate\u00a0 le variabili reali. Si conviene che le variazioni della quantit\u00e0 di moneta possano avere effetti a breve termine. \u00c8 anche appurato, tuttavia, che non esiste un mezzo teorico per arrivare a una distinzione significativa da breve e lungo termine\u201d (nota a p. 335).<\/p>\n<p>Tutto diventa ambiguo\u00a0 e oscuro sotto i raggi magnetici e implacabili della moneta. Infatti \u201ctutti i sistemi monetari hanno bisogno di una moneta di conto astratta\u201d, ma alcuni non usano i contanti.<\/p>\n<p>Per le teorie eterodosse la moneta \u00e8 una \u201cforza di produzione\u201d non neutrale (Minsky, 1986). La moneta non \u00e8 un velo neutro steso davanti agli scambi commerciali (Max Weber), ma anzi il denaro \u201c\u00e8 principalmente un\u2019arma in questa lotta, e i prezzi sono espressione di questa lotta; essi sono strumenti in questo scontro solo come quantificazioni stimate delle relative opportunit\u00e0 in questa lotta\u201d (<em>Economia e societ\u00e0<\/em>, Donzelli, 2012). I prezzi sono il risultato di conflitti di interessi e di \u201ccostellazioni di potere\u201d che agiscono nella \u201clotta per l\u2019esistenza economica\u201d (p. 118).<\/p>\n<p>In linea generale si pu\u00f2 affermare che il ruolo principale della moneta risiede nel misurare il valore con le unit\u00e0 di conto. Chiaramente esiste anche la funzione di riserva di valore, quella di mezzo di pagamento unilaterale e quella di mezzo di scambio. La scrittura, i numeri e la moneta permettono una forte \u201crazionalizzazione della vita sociale\u201d e \u201cGrazie alla moneta le decisioni possono essere rinviate, riviste, riprese, annullate; \u00e8 come un\u201d <em>desiderio congelato<\/em> (Buchan, 1997).<\/p>\n<p>Oggi vengono considerate varie forme di moneta (assegni, titoli vari, ecc.), che sono pi\u00f9 o meno collegate ai prezzi dei beni e dei servizi, ma fino ad oggi nessuno \u00e8 riuscito a mettersi d\u2019accordo \u201csu cosa fosse la \u201cmoneta\u201d e su come precisamente entrasse nell\u2019economia\u201d (p. 27). Infatti non basta \u201cDire che le forme e la circolazione della moneta identificano la moneta come tale\u201d.<\/p>\n<p>E \u201cA parte reiterare l\u2019ovvia importanza della \u201cfiducia\u201d, la sociologia non ha affrontato il problema della vera natura della moneta, di come funziona e di come viene prodotta e conservata come <em>istituzione sociale<\/em>\u201d (p. 29). Anche l\u2019importanza della moneta nel pagamento dei debiti fiscali \u00e8 data quasi sempre per scontata. Nei processi di colonizzazione l\u2019imposizione delle tasse monetarie era il mezzo migliore per costringere i membri delle popolazioni native a lavorare per i colonizzatori.<\/p>\n<p>In modo paradossale nemmeno l\u2019analisi economica ha avuto successo nel prendere in esame la moneta in modo approfondito. La moneta viene semplicemente considerata come una merce, anche se gli economisti non sono mai riusciti a definirla in modo preciso. Del resto non sono mai riusciti a spiegare bene le cause, le conseguenze e i significati maturati dalle relazioni monetarie. Pensiamo ad esempio al problema sempre trascurato della creazione bancaria della moneta attraverso l\u2019indebitamento (mutui, carte di credito, ecc.). E nonostante la sparizione della moneta ancorata al valore dell\u2019oro \u201ci postulati di fondo del pensiero economico ortodosso moderno restano radicati nella vecchia teoria delle origini e delle funzioni della moneta\u201d (p. 38).<\/p>\n<p>Secondo Ingham la vera moneta \u201cdeve innanzitutto essere costituita come <em>debito trasferibile<\/em> basato su una moneta di conto astratta. Pi\u00f9 concretamente, uno Stato emette moneta come mezzo di pagamento per beni e servizi sotto forma della promessa di accettarla per il pagamento delle tasse\u2026 La moneta non esiste a meno che non esista simultaneamente un debito che essa \u00e8 in grado di estinguere\u2026 <em>qualsiasi <\/em>debito all\u2019interno di un determinato spazio monetario\u201d (p. 33). Il punto di vista sociologico deve considerare la moneta come una preesistente \u201crelazione sociale di credito e debito denominata in moneta di conto\u201d, che pu\u00f2 cancellare qualsiasi debito, poich\u00e9 le relazioni sociali \u201c<em>esistono indipendentemente dalla produzione e dallo scambio delle merci<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La moneta \u00e8 quindi una forma di <em>promessa <\/em>di pagamento e anche una \u201ccreazione della legge\u201d: nasce da un\u2019istituzione, su garanzia dello Stato, che con la sua autorit\u00e0 autorizza un determinato mezzo di pagamento\u201d (Georg Friedrich Knapp). In realt\u00e0 l\u2019istituzione dei derivati \u00e8 un modo per ovviare a questi limiti, con tutti i problemi che possiamo constatare con l\u2019aumento della \u201cquasi-moneta\u201d (Minsky). Qui c\u2019\u00e8 un\u2019autorit\u00e0 privata che afferma di creare valore, ma non c\u2019\u00e8 una vero limite scritto, n\u00e9 un vero riconoscimento da parte della popolazione e non c\u2019\u00e8 nessuna autorit\u00e0 pubblica che pu\u00f2 garantire a medio o a lungo termine un uragano di debiti matematici. Ingham cita i titoli legati alle cartolarizzazioni dei crediti relativi ai futuri pagamenti degli interessi delle carte di credito, titoli venduti da Citicorp sul mercato vaporoso della quasi-moneta (nota a p. 349).<\/p>\n<p>Comunque il valore reale di una moneta \u00e8 garantito anche dalle realt\u00e0 produttive di una regione e di una nazione: la prima attivit\u00e0 finanziaria del Monte dei Paschi di Siena era possibile grazie alla garanzia del\u00a0formaggio prodotto dai pastori della zona, che era sempre necessario e consentiva la sopravvivenza della popolazione locale e delle popolazioni pi\u00f9 vicine (&#8220;L\u2019ABC dell\u2019Economia&#8221;, Ezra Pound, Bollati Boringhieri, 2009). In periodi eccezionali di crisi dei beni molto particolari possono assumere il ruolo di moneta: nelle guerre moderne e in carcere le sigarette industriali, facili da contare e conservare e difficili da produrre, hanno assunto pi\u00f9 volte la funzione di moneta (dentro e fuori i campi di prigionia). In altri casi pu\u00f2 essere il tempo e la reciprocit\u00e0 a ricoprire il ruolo di moneta pratica e informale: se tu hai fatto qualcosa di utile per me, io far\u00f2 qualcosa di utile per te.<\/p>\n<p>La fiducia reciproca, l\u2019ottimismo e l\u2019egoismo sono le basi naturali del capitalismo e del credito: \u201cDi tutte le cose che trovano esistenza nelle menti degli uomini, nessuna \u00e8 pi\u00f9 estrosa e piacevole del credito; non deve mai essere imposto, si fonda sull\u2019opinione, dipende dalle nostre passioni di speranza e paura\u201d sulla vita futura (Charles Davenant, c. 1682, cit. in Pocock, 1975, p. 77). E se \u00e8 vero che \u201cil capitalismo crollerebbe se tutti i debiti venissero\u201dripianati \u00e8 \u201ca maggior ragione messo in pericolo quando nessuno rimborsa i suoi debiti nel tempo specificato dalle norme del sistema\u201d (qui Ingham cita le riflessioni di Marc Bloch del 1997).<\/p>\n<p>Del resto se la cosa pi\u00f9 difficile da spiegare \u00e8 che cosa differenzia la moneta dalle altre merci, forse la definizione migliore \u00e8 questa: la moneta \u00e8 quella cosa che pu\u00f2 essere riprodotta solo dalle banche e che pu\u00f2 essere garantita solo dagli Stati. Ad esempio il valore del Bitcoin \u00e8 stato avallato quando \u00e8 stato confiscato e rivenduto per la prima volta dal governo americano. E l\u2019instabilit\u00e0 governativa, la conflittualit\u00e0 politica e i ripetuti fallimenti economici spiegano \u201cl\u2019incapacit\u00e0 cronica dell\u2019Argentina di produrre una moneta funzionante\u201d a causa del cattivo \u201cbilanciamento delle forze sociali e politiche\u201d (p. 36). La \u201cdeflazione da debito\u201d giapponese ha invece come causa principale l\u2019immobilit\u00e0 politica e forse anche demografica, ed \u00e8 pi\u00f9 difficile da curare. I tassi di interesse e la pressione fiscale possono arginare, ma non stimolare l\u2019attivit\u00e0 economica. Non si pu\u00f2 \u201cspingere una corda\u201d (p. 258). Se i prezzi si riducono troppo, le aziende si concentrano nel rimborsare il \u201cdebito in essere\u201d, riducono gli investimenti e subentra la stagnazione.<\/p>\n<p>Quindi \u201cLa moneta consiste nella rete sociale di credito e debito dell\u2019economia capitalista\u2026 se messa in pericolo da insolvenze su larga scala, pu\u00f2 innescare una reazione a catena e portare a una crisi monetaria. Controllare questi eventi facendo da prestatore di ultima istanza \u00e8 probabilmente il ruolo pi\u00f9 importante e indispensabile di una banca centrale, molto pi\u00f9 che garantire la stabilit\u00e0 dei prezzi\u201d (citazione di Mayer 2001 e Goodhart 2003, p. 314).<\/p>\n<p>La moneta statale pubblica o privatizzata \u00e8 un ottimo compromesso nella \u201cbattaglia economica dell\u2019uomo contro l\u2019uomo\u201d (Weber) e l\u2019euro \u00e8 \u201cuna pura moneta privata, creata su richiesta esclusiva di agenti privati da banche obbligate a rispettare gli obiettivi fissati dalla banca centrale\u2026 sostenuta dalle aspettative dei mercati finanziari\u201d (Parguez, 1999, p. 66). In altre parole, il tasso di cambio dell\u2019euro sar\u00e0 in grandissima parte determinato dal giudizio dei mercati valutari sulla credibilit\u00e0 degli accordi di Maastricht (Ingham, 2016, p. 308). Comunque non esiste nessuna risposta soddisfacente relativa alla nascita e alla quantificazione della moneta, anche se esister\u00e0 sempre una lotta politica e un accomodamento \u201ctra diversi interessi per l\u2019esistenza economica. Senza questo conflitto la moneta non pu\u00f2 avere valore\u201d (p. 330).<\/p>\n<p>In ultima analisi per comprendere meglio la moneta bisogna mettere da parte la metafisica e bisogna rivalutare la funzione usi e costumi: \u201cla moneta \u00e8 ci\u00f2 che la moneta fa\u201d (Francis Walker, 1878; in Schumpeter, 1972). La moneta \u00e8 soprattutto una costruzione sociale che viene inserita in un registro sociale o istituzionale ed \u00e8 \u201cil bene pi\u00f9 <em>liquido<\/em> in assoluto\u201d (p. 24). Ed \u00e8 quella cosa molto variabile che viene prodotta e commercializzata dalle banche (tra di loro o rivenduta alle imprese e ai cittadini).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Geoffrey Ingham \u00e8 nato nel 1942, \u00e8 professore di Sociologia ed Economia Politica all\u2019Universit\u00e0 di Cambridge e Fellow al Christ\u2019s College.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nota \u2013 Il modello dell\u2019equilibrio generale walrasiano di Arrow-Debreu non ha inserito l\u2019analisi della moneta, che viene introdotta insieme al \u201cbanditore d\u2019asta\u201d (Hann, 1982, p. 1, in Ingham p. 41). Per Basil Moore, il fondatore dell\u2019orizzontalismo, la moneta bancaria \u00e8 una variabile endogena, la cui offerta \u00e8 sensibile alla domanda e non qualcosa del tutto controllato dalla banca centrale (1979).<\/p>\n<p>Nota aristotelica \u2013 Anche ai tempi di Aristotele esistevano quattro forme principali di scambio: il baratto, che esiste ancora oggi con lo scambio di materie prime tra le nazioni; il classico scambio di merce per denaro, in cui \u00e8 pi\u00f9 facile fare combaciare gli interessi delle due parti; l\u2019acquisto di un bene per rivenderlo a un prezzo maggiorato in un altro posto o a distanza di tempo; prestare il denaro per ricavare grandi interessi, anche a livello usuraio, come accade in molti paesi con le carte di credito (il denaro che mangia denaro e procura molti danni ai membri della comunit\u00e0).<\/p>\n<p>Nota italiana \u2013 Se \u201cAssoggettiamo l\u2019uomo ad una regola uniforme, sia questa imposta da un\u2019oligarchia di monopolisti privati, sia da un ceto di tecnici sapienti posti al vertice della macchina collettiva\u2026 voi avrete, in ambo i casi\u2026 la graduale scomparsa dello spirito creatore\u2026 della virt\u00f9 creatrice della ricchezza materiale come dei beni spirituali: la libert\u00e0\u201d (Luigi Einaudi<strong>,<\/strong> <em>Liberismo e liberalismo<\/em>).<\/p>\n<p>Nota americana &#8211; L\u2019unico Stato americano non in crisi, con tutti i conti in attivo, \u00e8 lo Stato del Nord Dakota, che ha una banca statale pubblica gestita direttamente dal Governatore, dal Procuratore e dal Commissario all\u2019Agricoltura. In questo modo non si estremizza il ruolo di usuraio legalizzato che invece \u00e8 magistralmente interpretato dalle banche private controllate da poche famiglie molto privilegiate e da qualche manager amorale accuratamente selezionato.<\/p>\n<p>Nota realista e iperrealista \u2013 \u201cCos\u00ec come l\u2019incapacit\u00e0 di leggere la stampa era la sventura dei secoli passati, nel nostro tempo la sventura consiste nell\u2019analfabetismo economico\u201d (<strong>Ezra Loomis Pound<\/strong>);\u00a0\u201cIl capitalismo americano \u00e8 il pi\u00f9 grande spettacolo del mondo. E a volte il biglietto ti costa l\u2019intera vita\u201d (<strong>Amian Azzott<\/strong>);\u00a0 \u201cLa nostra paura di spendere a \u201cDeficit Positivo\u201d [ad esempio le spese in ricerca e sviluppo] \u00e8 \u201cuna superstizione\u2026 una religione arcaica per spaventare la gente con dei miti, affinch\u00e9 si comportino in modo accettabile dal sistema civile\u201d (<strong>Paul Samuelson<\/strong>, premio Nobel per l\u2019Economia nel 1970); \u201cAvremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. La sola questione che si pone \u00e8 di sapere se questo governo mondiale sar\u00e0 stabilito col consenso o con la forza\u201d (<strong>James Warburg<\/strong>, banchiere, di fronte al Senato USA, 17 febbraio 1950).<\/p>\n<p>Nota indigesta &#8211; Probabilmente \u00e8 giunto il momento di recuperare l\u2019ancestrale significato della moneta, che \u201csimboleggiava la reciprocit\u00e0 tra le persone, cio\u00e8 quello che le collegava emotivamente con la loro comunit\u00e0: era un simbolo dell\u2019anima degli individui\u201d (<strong>William H. Desmonde<\/strong>). Probabilmente \u201cTutte le perplessit\u00e0, le confusioni, le miserie che affliggono l\u2019America non vengono dai difetti della Costituzione\u2026 o dalla mancanza di integrit\u00e0 dei cittadini. Bens\u00ec dalla loro completa ignoranza della natura e della circolazione del denaro e del credito\u201d (<strong>John Adams<\/strong>, patriota, 1735-1826). In ogni caso \u201c\u00c8 un fatto che la moneta, nella nostra epoca, gode di un prestigio un tempo riservato alla religione: una dimensione misteriosa e tremenda, accessibile solo agli iniziati\u201d (<strong>Michel Aglietta<\/strong>, \u201cIl dollaro e dopo. La fine delle valute chiave\u201d, Sansoni, 1988, <a href=\"http:\/\/www.cepii.fr\/\">www.cepii.fr<\/a>).<\/p>\n<p>Nota spezza ossa \u2013 A suo tempo <strong>Henry Ford<\/strong> confess\u00f2: \u201cMeno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perch\u00e9 se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione\u201d. Anche il vecchio banchiere<strong> Rothschild<\/strong> afferm\u00f2 una cosa simile: \u201cPochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capir\u00e0 mai che il sistema \u00e8 contrario ai suoi interessi\u201d (Rothschild, 1863). In effetti \u201cDopo la rivoluzione di luglio il banchiere liberale Laffitte, accompagnando il suo compare, il duca di Orl\u00e9ans, in trionfo all\u2019Hotel de Ville, lasciava cadere queste parole: \u00abD\u2019ora innanzi regneranno i banchieri\u00bb. Laffitte aveva tradito il segreto della rivoluzione\u201d(<strong>Karl Marx<\/strong>, \u201cLe lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850\u201d). Invece un antico proverbio orientale \u00e8 stato formulato cos\u00ec: \u201cSe tu pagare come dici tu, io lavorare come dico io. Se tu pagare come dico io, io lavorare come dici tu\u201d. Comunque la mia citazione preferita \u00e8 questa: \u201cAbbiamo costruito un sistema che ci persuade a spendere il denaro che non abbiamo in cose che non necessitano per creare impressioni che non dureranno su persone che non ci interessano\u201d (<strong>Emile H. Gauvreay<\/strong>).<\/p>\n<p>Nota storica \u2013 Ai tempi dell\u2019Impero Romano \u201cUn ciclo di spesa e commercio imperiale teneva gran parte delle monete romani costantemente in circolazione\u201d. Ad esempio durante la dominazione romana in Egitto (132 d.C.), il numero totale delle monete in circolazione era cinque volte maggiore di quello riscosso con la tassazione (Harl, 1996, pp. 86, 255-256). L\u2019emissione di moneta metallica e la grande quantit\u00e0 di opere pubbliche aveva dei grandi effetti di moltiplicatore economico in una specie di \u201cprotokeynesianesimo\u201d che entr\u00f2 in crisi con la difficolt\u00e0 di reperire il metallo prezioso. Di conseguenza il contenuto di oro e di argento delle monete diminu\u00ec troppo e la fiducia croll\u00f2. E l\u2019Impero croll\u00f2, anche a causa della mancata tassazione in moneta nelle periferie pi\u00f9 barbare. Con il semplice baratto delle merci il moltiplicatore monetario non entrava in azione.<\/p>\n<p>Nota keynesiana \u2013 La moneta risparmiata consente gli investimenti per la produzione, ma non per il consumo, e \u201cIl desiderio di conservare la moneta come riserva di ricchezza \u00e8 un barometro del nostro grado di sfiducia verso in nostri calcoli e le convenzioni che riguardano il futuro\u2026 Il possesso materiale di moneta acquieta la nostra inquietudine\u201d (Keynes, 2006). Ma se ciascuno placasse la propria inquietudine in questo modo, gli investimenti e la domanda nell\u2019economia di produzione scomparirebbero. Quindi l\u2019eccesso di liquidit\u00e0 non \u00e8 vantaggioso per la comunit\u00e0. Ogni attivit\u00e0 capitalistica \u00e8 speculativa, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 mai la certezza che tutti i beni prodotti e venduti avranno dei compratori. Ma la speculazione finanziaria \u00e8 diversa: \u201cgli speculatori possono essere innocui se sono delle bolle sopra un flusso regolare di imprese economiche; ma la situazione \u00e8 seria se le imprese diventano una bolla sospesa sopra un vortice di speculazioni. Quando l\u2019accumulazione di capitale di un paese diventa il sottoprodotto delle attivit\u00e0 di un casin\u00f2, \u00e8 probabile che le cose vadano male\u201d (2006, citato a pag. 260).<\/p>\n<p>Nota attualizzata \u2013 \u201cL\u2019emissione di titoli di Stato e le operazioni sul mercato aperto possono esserci soltanto se le condizioni in cui avvengono sono accettabili per i creditori dello Stato; ovvero se essi sono convinti, con qualsiasi mezzo, che i rendimenti copriranno adeguatamente l\u2019eventuale inflazione\u201d (p. 234). Il sistema monetario debitalista ha bisogno di una crescita infinita per sostenersi, ma una crescita infinita in un mondo finito \u00e8 materialmente impossibile. Si possono inventare i derivati, ma l\u2019illusione non pu\u00f2 durare per sempre. E se devi dare alla banca 5.000 sterline sei nei guai, ma se sono 50 milioni allora \u00e8 la banca a essere nei guai: \u201cSpesso, livelli cos\u00ec alti di indebitamento e insolvenza devono essere cancellati allo scopo di preservare il sistema dei pagamenti stesso. Nel 1998 <em>l\u2019hedge fund<\/em> americano <em>Long-Term Capital Management<\/em> croll\u00f2 sotto il peso di un indebitamento verso le banche di oltre 100 miliardi di dollari. Alla fine il fondo fu salvato da un consorzio di Wall Street su richiesta ufficiale della Federal Reserve\u201d (p. 225).<\/p>\n<p>Nota difficile da capire \u2013 Esiste \u201cuno scontro fondamentale all\u2019interno del capitalismo: quello tra la creazione di reti di credito autoctone da parte delle imprese e il tentativo delle banche di stabilire i termini in base al quale viene creato il credito\u2026 Inoltre, l\u2019acquisto di questi strumenti di credito privato avviene con moneta presa in prestito dalle banche\u201d (p. 229). La nostra \u201cmoneta ad alto potenziale \u00e8 il risultato dello scontro tra la domanda di moneta dei debitori e la fiducia, da parte dei creditori, che lo Stato sia in grado di onorare il proprio debito, che a sua volta dipende dal gettito fiscale. Ed \u00e8 proprio la necessit\u00e0 di lavorare per un reddito <em>tassabile <\/em>che le d\u00e0 valore\u201d (p. 244). Se la \u201cmoneta ad alto potenziale crescesse sugli alberi non varrebbe nulla\u201d (Wray, 2004). Per questo motivo <u>la nuova economia molto robotizzata e molto informatizzata prima o poi spazzer\u00e0 via molti lavori e pure l\u2019attuale sistema monetario, oramai troppo antiquato e controproducente. <\/u><\/p>\n<p>Nota finale \u2013 Joseph Schumpeter, uno dei pi\u00f9 grandi pensatori nel campo dell\u2019economia, nel corso della sua lunga vita non \u00e8 riuscito a terminare il suo saggio sulla moneta, e non \u00e8 mai riuscito a \u201cchiarirsi le idee sulla moneta in modo per lui soddisfacente\u201d (cit. in Earley, 1994, p. 342). La sua idea principale era quella di considerare solo due teorie monetarie, incompatibili tra loro: \u201cla teoria della moneta-merce e quella basata sui diritti di credito\u201d (cit. in Ellis, 1934, p. 3). Una volta ha affermato: \u201cLe opinioni sulla moneta sono altrettanto difficili da descrivere quanto le nuvole in movimento\u201d (Schumpeter, 1954, p. 352). E per Schumpeter \u201cIl banchiere non \u00e8 tanto un intermediario del \u201cpotere d\u2019acquisto\u201d della merce, quanto, soprattutto, un produttore di questa merce\u201d (2002, citato a pag. 219). Tuttavia \u201cLa Banque [banca centrale] non appartiene solamente ai suoi azionisti; appartiene anche allo Stato che le ha garantito il privilegio di creare moneta\u201d (Napoleone Bonaparte, 1806, citato a pag. 177).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; \u201cLa natura della moneta\u201d \u00e8 un ottimo saggio che approfondisce uno dei concetti pi\u00f9 sfuggevoli del pensiero accademico (Geoffrey Ingham, Fazi editore, 2016, 330 pagine effettive, euro 20). &nbsp; La dottrina economica classica considera \u201cla moneta come \u201cun&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1125,"featured_media":329617,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,62],"tags":[786,27957,6016,27958],"class_list":["post-329616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-economia","tag-economia-it","tag-geoffrey-ingham","tag-moneta","tag-monetarismo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Ingham, il capitalismo e l\u2019analisi sociologica della moneta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&nbsp; 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