{"id":328405,"date":"2016-06-11T19:15:26","date_gmt":"2016-06-11T18:15:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=328405"},"modified":"2016-06-11T19:15:26","modified_gmt":"2016-06-11T18:15:26","slug":"lumanita-le-persone-la-sovranita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/06\/lumanita-le-persone-la-sovranita\/","title":{"rendered":"Prima l\u2019Umanit\u00e0, prima le persone: dopo la sovranit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"adn ads\">\n<div class=\"gs\">\n<div id=\":18z\" class=\"ii gt adP adO\">\n<div id=\":1gn\" class=\"a3s aXjCH m1554076e272a5514\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div><\/div>\n<div>La lotta al terrorismo (\u201cislamista\u201d, non \u201cislamico\u201d), che oggi monopolizza l\u2019attenzione dei media, \u00e8 un impegno da non sottovalutare: anche il movimento per la pace deve dare la sua risposta. Ma \u00e8 veramente il problema dei problemi? Persino il presidente USA Obama \u00a0\u00e8 arrivato a dichiarare che il riscaldamento climatico, per la sicurezza nazionale, \u00e8 questione pi\u00f9 grave dell\u2019ISIS. Il riscaldamento climatico, se non lo si contiene entro i limiti decisi a Parigi, \u00a0va ad annullare la civilt\u00e0 umana; cos\u00ec la guerra nucleare, praticamente sicura se non si abolisce la \u201cdeterrenza\u201d, significa garanzia di autodistruzione della specie.<\/div>\n<div>Il summit COP21 di Parigi, svoltosi nel dicembre 2015, ha deciso all\u2019unanimit\u00e0 (195 Paesi su 195) un accordo tra gli Stati ONU per la transizione ad un nuovo modello di sviluppo fondato sulla conversione ecologica e energetica con le alternative ai combustibili fossili e al nucleare.<\/div>\n<div>La societ\u00e0 &#8211; lo dice dall\u2019alto il consesso dei governi di Parigi &#8211; si difende solo cambiandola; ma nel volere trasformare dal basso la societ\u00e0 non dobbiamo avere una visione specialistica, settoriale, della realt\u00e0, cio\u00e8 essere ecologisti specialisti, pacifisti specialisti; \u00e8 essenziale farsi portatori di un approccio globale, come in parte ha tentato di proporre, sempre a Parigi, il \u201cmovimento per la giustizia climatica\u201d, influenzato dalle idee e dagli appelli di St\u00e9phane Hessel.<\/div>\n<div>Infatti la conversione energetica \u00e8 a fondamento di politiche \u201cstrutturali\u201d di pace, per cui si deve orientare l&#8217;impegno e l&#8217;attivismo ecopacifista e nonviolento a un obiettivo comune: la risoluzione della minaccia climatica, che \u00e8 la seconda in ordine di priorit\u00e0 rispetto alle tre spade di Damocle che pendono sulla testa di tutti.<\/div>\n<div>Elenchiamole in ordine di importanza, dal punto di vista dell\u2019ovvio (e riconosciuto istituzionalmente) criterio del rispetto della \u201csacralit\u00e0\u201d della vita, di ciascuno e di tutti:<\/div>\n<div>1) la guerra nucleare, che pu\u00f2 uccidere istantaneamente tutti;<\/div>\n<div>2) il collasso climatico che ottiene lo sterminio universale in 100 anni;<\/div>\n<div>3) il crollo finanziario ed economico di un sistema costruito per l\u20191%, che fa strage di moltitudini e pu\u00f2 determinare regressioni sanguinose di civilt\u00e0.<\/div>\n<div>Lo scontro di potenza, le crisi ecologiche, la competizione nella accumulazione economica sono processi che interagiscono e che provocano un aggravamento delle situazioni sia ambientali che sociali, nonch\u00e9 delle guerre e della tendenza a passare dai \u201cpezzetti di guerra\u201d ad una guerra mondiale unica.<\/div>\n<div>\u00c8 necessario focalizzare le energie di chi vuole pace e giustizia sulla \u201cforza della verit\u00e0\u201d (la definizione gandhiana di nonviolenza) e dei problemi reali e dei fatti attuali concreti, non sulle ideologie e i problemi identitari. Prima l\u2019umanit\u00e0! \u00e8 la parola d\u2019ordine che deve caratterizzarci. Prima l\u2019umanit\u00e0 e non prima la sovranit\u00e0 territoriale (pi\u00f9 o meno ampia \u2013 nazionale o regionale \u2013 e pi\u00f9 o meno autogestita).<\/div>\n<div>Prima le persone che cercano la salvezza dalle guerre e dalla miseria che l\u20191% \u00a0degli straricchi ha fomentato (con l\u2019aiuto del 10% dei loro \u201cmaggiordomi\u201d): al macero le illusioni che costruendo muri e presidiando militarmente confini ci si possa, da disagiati che temono per il proprio futuro, riparare dalla concorrenza dei pi\u00f9 poveri \u201cche vengono a rubarci il lavoro, la casa, le donne\u201d.<\/div>\n<div>Dobbiamo costruire ponti, non muri! Era il motto di Alex Langer ripreso da Papa Bergoglio nella sua ultima enciclica.<\/div>\n<div>L\u2019avvenire dell\u2019Umanit\u00e0 non \u00e8 nella competizione, nella accumulazione concorrenziale dettata dalla paura, ma nella cooperazione, nell\u2019aiuto reciproco basato sulla fiducia, ci ammonisce St\u00e9phane Hessel in &#8220;ESIGETE! il disarmo nucleare totale&#8221;.<\/div>\n<div>Dobbiamo unirci sul tema della conversione ecologica stabilita negli accordi della COP21 a Parigi per il bene della comunit\u00e0 globale, di tutti popoli, di tutte le persone, passate, presenti e future, per uscire dal modello energetico basato sui combustibili fossili, sul carbone, sulla produzione di acciaio e sull&#8217;energia nucleare.<\/div>\n<div>La grande massa dei popoli che vuole la pace \u00e8 la nostra speranza; il metodo del dialogo per la pace \u00e8 la nostra via; la pace \u00e8 la via per la giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza pace; ma certamente non \u00e8 possibile la \u201criappacificazione\u201d, la \u201criconciliazione\u201d con il nazifascismo e con tutte le dittature, perch\u00e9 non si pu\u00f2 logicamente ammettere la libert\u00e0 di schiacciare le libert\u00e0. La grande massa dei popoli \u00e8 pacifica e compito di chi vuole la pace \u00e8 quello di non soffiare sullo \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d; quindi dobbiamo isolare chi addita capri espiatori, come i migranti, i rom con la conseguente paura, la ghettizzazione e la degenerazione in xenofobia e razzismo.<\/div>\n<div>La riflessione \u00e8 pensiero che cerca in profondit\u00e0 e nasce dal confronto collettivo sui dati reali. Nel pensiero contemporaneo, che \u00e8 per lo pi\u00f9 visione contingente e ripresa acritica di luoghi comuni dell\u2019Ottocento, e non vera riflessione, subentra molta confusione che non vede la contraddizione tra concetti vecchi e nuovi, ma affastella insieme le idee contrastanti se non addirittura antitetiche. Infatti l&#8217;obiettivo del confronto collettivo \u00e8 stimolare la maturazione dell\u2019interlocutore e non aggredire e demonizzare le persone. Nel dialogo aperto a tutti gli individui (e non con le ideologie e i comportamenti totalitari) si cerca di trasformare, di recuperare, non di marchiare le persone crocifiggendole sui loro errori passati.<\/div>\n<div>Il popolo, non l\u2019avanguardia militante, deve isolare il fascismo e mettere fuori legge i vari gruppi fascisti. Per l\u2019\u00e9lite dell\u20191%, per i poteri forti, per le multinazionali, lo scontro tra fascismo violento e antifascismo \u201cviolentista\u201d (l\u2019estremismo \u00e8 la malattia infantile dell\u2019antifascismo) \u00e8 un gioco, \u00e8 una strategia, per fomentare la disomogeneit\u00e0 e il disaccordo delle masse. \u00c8 necessario impegnarsi per una vittoria strutturale e definitiva contro il fascismo, non giocare a vincere episodiche \u201cdisfide di Barletta\u201d tra centri sociali \u00a0di \u201cantifa\u201d e centri sociali \u201cneri\u201d.<\/div>\n<div>Con l&#8217;ideologia nazifascista non ci si riconcilia, ma con il singolo individuo che proclama la simpatia verso il fascismo, esercitando discernimento, si pu\u00f2 parlare, trattare, agevolare e attuare un cambiamento sostanziale. Chi vuole stimolare processi di maturazione e sviluppo democratico vuol far riflettere le persone, anche se una repubblica democratica non deve dare cittadinanza LEGALE alle forze organizzate che lavorano per i disvalori della razza, della gerarchia autoritaria, della sopraffazione, contro la democrazia. La campagna generale e preventiva per la democrazia, con la messa fuori legge delle forze che democratiche non sono per loro esplicita ammissione, \u00a0non \u00a0la caccia militare agli \u201cantidemocratici\u201d, \u00e8 l&#8217;elemento di maturazione del popolo, tramite i principi della partecipazione politica riconosciuti e vissuti. Molti antifascisti \u00a0a parole \u00a0praticano \u2013 lo abbiamo gi\u00e0 richiamato &#8211; culture violentiste (le volanti \u201crosse\u201d che inseguono le squadre \u201cnere\u201d) comunque differenti da quelle fasciste di sopraffazione. Nell&#8217;ideologia fascista viene strutturalmente data la disuguaglianza tra gli uomini; mentre la cultura di sinistra, per quello che ne resta, parte dal principio di eguaglianza, ma, se si adotta la violenza, questa pratica condurr\u00e0 a situazioni di disuguaglianza. Secondo Norberto Bobbio ci\u00f2 che distingue la destra dalla sinistra \u00e8 appunto il valore dell&#8217;uguaglianza. La disuguaglianza tra uomini e superuomini proclamata dalla destra fascistoide include il principio di differenza razziale e inferiorit\u00e0 di genere e altre categorie discriminatorie. Si deve criticare il violentismo sia di destra sia di sinistra, per\u00f2 partendo dalla consapevolezza che i \u201ccompagni che sbagliano\u201d, da contrastare senza omert\u00e0 se \u201csbagliano\u201d troppo, sono pi\u00f9 facilmente recuperabili alle pratiche democratiche. La strategia di una societ\u00e0 di liberi ed eguali non considera un atteggiamento positivo etichettare il prossimo, inchiodarlo ad una identit\u00e0 stereotipata. L&#8217;interventismo antifascista di sinistra dovrebbe rifarsi al principio di uguaglianza, di democrazia, di libert\u00e0 dell&#8217;individuo, ma il violentismo di qualsiasi fazione non porta al valore dell&#8217;uguaglianza. Dal punto di vista della nonviolenza pragmatica, \u00e8 \u00a0ammessa la violenza organizzata solo in casi estremi come la resistenza partigiana antifascista rispetto a un avversario che rappresenta la brutalit\u00e0 assoluta, che non si limita a volere dominare, ma punta programmaticamente e concretamente a sterminare il suo nemico. Deve affermarsi e radicarsi una consapevolezza generale di valori profondi democratici e non si pu\u00f2 quindi concedere libert\u00e0 LEGALE ai comportamenti e alle organizzazioni che non concedono libert\u00e0. E qui l&#8217;antifascismo trova la sua ragion d&#8217;essere: non \u00e8 organizzazione di interventi militari contro i \u201cfascisti\u201d ma educazione del popolo ai valori ed alle pratiche democratiche che sono l\u2019anima della Costituzione nata dalla Resistenza.<\/div>\n<div>L\u2019antifascismo che ha dato origine alle costituzioni europee \u00e8 stato anche l\u2019ispiratore della Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019Uomo, che \u00e8 il progetto di una societ\u00e0 della pace, una societ\u00e0 internazionale regolata dalla forza del diritto e dei diritti, non dal diritto della forza.<\/div>\n<div>Questo progetto costituente mondiale possiamo completarlo con la Dichiarazione dei diritti dell\u2019Umanit\u00e0, che deve codificare il disarmo nucleare come diritto oltre la semplice necessit\u00e0 oggi ammessa da tutti.<\/div>\n<div>La necessit\u00e0 \u00e8 una situazione che tutti sono teoricamente d\u2019accordo ad affrontare, ma senza obblighi. Invece se la proibizione delle armi nucleari \u00e8 stabilita dal punto di vista giuridico diventa un diritto, ossia una regola; e la violazione della regola diventa reato, un crimine. La deterrenza militare nucleare viola \u00a0allora un diritto. Tutti i capi delle nazioni che possiedono il nucleare diventano processabili. Per questo il disarmo nucleare deve essere inserito come diritto nella carta dei diritti dell&#8217;umanit\u00e0. Un diritto non si chiede ma, appunto, come ci sprona Hessel, si &#8220;Esige&#8221;.<\/div>\n<div>Sono queste concezioni che ci hanno portato a redigere la \u201cDichiarazione di Villarfocchiardo\u201d del 26 settembre 2015:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cNoi, cittadine e cittadini del mondo appartenenti alla famiglia umana, responsabili della custodia della Madre Terra, l\u2019unico pianeta cui apparteniamo, che abitiamo e che amiamo<\/div>\n<div>Riaffermando che il principale scopo delle Nazioni Unite \u00e8 il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale,<\/div>\n<div>Ricordando i principi fondamentali della legge internazionale definiti nella Carta delle Nazioni Unite,<\/div>\n<div>1. ci assumiamo il compito di annunciare una verit\u00e0 che a noi appare evidente ed inoppugnabile: la difesa del diritto alla sopravvivenza dell\u2019intera umanit\u00e0 e la promozione della sua attuazione costituiscono un obbligo fondamentale per ogni Stato e per la comunit\u00e0 organizzata degli Stati;<\/div>\n<div>2. indichiamo agli Stati, a tutti gli Stati, il dovere di assicurare la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0, oltre che attraverso politiche di salvaguardia dell\u2019ecosistema globale, soprattutto mediante l\u2019urgente e prioritaria eliminazione della minaccia di guerra, in particolare della guerra nucleare, che esige l\u2019immediato disarmo nucleare totale collegato all\u2019abolizione giuridica degli armamenti nucleari.<\/div>\n<div>Si pu\u00f2 capire da questa Dichiarazione che stiamo lavorando per un progetto di conversione globale della societ\u00e0, per una Internazionale della Umanit\u00e0 che persegua la cultura della pace del XXI Secolo.<\/div>\n<div>Tra i cardini di questa cultura indichiamo il rifiuto dell\u2019economicismo in ogni sua declinazione: \u00e8 la democrazia dell\u2019Umanit\u00e0 con i suoi valori ed i suoi fini che deve conformare l\u2019economia rivolta alle persone affratellate e non alla smania di accumulazione dei singoli.<\/div>\n<div>S\u00ec, la \u201cricchezza\u201d \u00e8 il nostro pianeta, ed \u00e8 la responsabilit\u00e0 di tutti nel preservarlo, non l\u2019economicismo del lavoro umano, invenzione di Adam Smith ripresa anche dai critici del capitalismo, che non riconosce il lavoro della Natura.<\/div>\n<div>Occorre ricalibrare l&#8217;economia in rapporto alla Madre Terra, superando tutte le ideologie di origine ottocentesca, che \u2013 ed il marxismo delle versioni correnti non fa eccezione &#8211; hanno un&#8217;idea statica e passiva \u00a0della natura. Dall&#8217;umanesimo al rinascimento all&#8217;illuminismo, e al vetero-marxismo, dall&#8217;uomo nullit\u00e0, assolutamente subordinato alla divinit\u00e0, si passa dalla dignit\u00e0 e all&#8217;autonomia dell&#8217;Uomo (maschio) fino ad accentuare la diversit\u00e0 dalla natura. Si pensi che secondo Gramsci, l&#8217;uomo \u00e8 solo storia, cultura prodotta dalla storia (il marxismo come \u201cstoricismo assoluto\u201d) e secondo Trotzki la natura va rimodellata a piacere secondo l&#8217;immagine ed il progetto umano. Lo sviluppo della cultura umana transita dallo stato \u201cantico\u201d, fino al Medio Evo, di soggezione alla riscoperta \u201cmoderna\u201d, dall\u2019Umanesimo in poi, della forza dell&#8217;uomo sulla natura fino all&#8217;esagerazione dell\u2019uomo collocato come dominatore, padrone \u201cesterno\u201d ed assoluto. Ma l&#8217;uomo \u2013 oggi la consapevolezza del limite e la coscienza ecologica ce lo insegnano &#8211; non \u00e8 separato e diverso dalla natura e la nostra storia si inserisce nei cicli naturali. Questo ormai lo abbiamo capito tutti, lo leggiamo nelle dichiarazioni dell\u2019ONU: eppure non siamo conseguenti quando riproponiamo inconsapevolmente delle idee che partono da presupposti opposti. Non solo il pensiero marxista dogmatico, quello che poi si \u00e8 inverato nel \u201csocialismo reale\u201d, ma tutte le ideologie del Novecento non hanno consapevolezza dei limiti dell&#8217;uomo e del pianeta, puntando sul progresso e sulla crescita illimitata. Gli equilibri naturali e le risorse vengono oltraggiati a favore dell&#8217;abbondanza immediata, distruggendo il pianeta con l\u2019inquinamento e con lo spreco, in un atteggiamento di ignoranza, di irresponsabilit\u00e0 e di assurdit\u00e0. Viviamo in un assurdo \u201cantropocene\u201d dove avviene lo sfruttamento scriteriato delle risorse vive e vitali della Natura. La vera cultura tutela il pianeta per evitarne l&#8217;estinzione degli ecosistemi. Essere contro il sistema, che danza sull\u2019orlo dell\u2019abisso, significa vincere questa sfida del rimettere gli esseri umani, donne e uomini, con i piedi per terra, riconciliandoli con la Terra tramite una cultura democratica generale, una cultura della democrazia che ha posto sotto controllo l\u2019economia dell\u2019accumulazione illimitata.<\/div>\n<div>\u00c8 urgente uscire dal sistema energetico fondato sui combustibili fossili, sulla produzione d&#8217;acciaio e sul nucleare proponendosi come attivisti e disarmisti esigenti, rappresentanti di una volont\u00e0 universale e codificata, da cui occorre partire, non esprimendo solo se stessi, nel processo egoico e individualista della personalit\u00e0 alla ricerca dell\u2019autosufficienza e dell\u2019accumulazione. L&#8217;individualismo borghese ha visto delle linee estreme con Margaret Tatcher, per la quale la societ\u00e0 non esiste, ma esistono solo gli individui, secondo il pensiero unico liberista: ognuno \u00e8 per s\u00e9 e la societ\u00e0 non esiste.<\/div>\n<div>Al primo posto \u00e8 \u2013 ripetiamolo &#8211; l&#8217;umanit\u00e0 con il suo bene comune, ma non bisogna dimenticare le singole identit\u00e0 collettive, ed anche i singoli individui, che hanno da essere doverosamente impegnati nel \u201cconosci te stesso&#8221;. Quanto pi\u00f9 si cerca di scavare dentro l&#8217;autenticit\u00e0 di se stessi, tanto pi\u00f9 si scopre l&#8217;universale umano che permea tutte le persone, diverse ma simili. L&#8217;introspezione che sonda il profondo e fa silenzio sul rumore contingente della cronaca e dell\u2019apparenza porta alle verit\u00e0 che valgono per tutti gli esseri umani. Riflettere \u00e8 un processo del pensiero di validit\u00e0 generale e non \u00e8 per niente affatto individualismo. Il profondo interiore portato a consapevolezza diventa l&#8217;essenza dell&#8217;uomo e della donna rappresentati dalla comune umanit\u00e0. L&#8217;interiorit\u00e0 nelle sue strutture profonde \u00e8 di tutti ed \u00e8 comune con gli altri uomini simili e uguali, ed \u00e8 antidoto necessario all\u2019 esteriorit\u00e0, all\u2019effimero, al contingente, al superficiale.<\/div>\n<div>L&#8217;obiezione antimilitarista che nasce da una assunzione di responsabilit\u00e0 personale non \u00e8 una scelta individualistica, ma poggia le sue radici sul concetto di individuo dotato di \u201ccoscienza\u201d, in quanto valore del singolo, differente dall&#8217;individualismo. La societ\u00e0 giusta valorizza ogni singolo come fine e non mezzo. Tutti siamo un fine e nessuno deve essere strumentalizzato. Il rapporto tra individuo e collettivo va rivisto, in quanto l&#8217;individuo \u00e8 sociale, \u00e8 fine della societ\u00e0 e non deve essere strumentalizzato \u00a0(Cfr. Kant). Dunque \u00e8 necessario trovare nuove forme di pensiero e di espressione che non comportino il reiterarsi degli orrori della storia, che ha contrapposto l\u2019individuo alla societ\u00e0 cos\u00ec come ha contrapposto l\u2019uomo alla Natura. Le nuove destre prendono spunti dalla sinistra \u201crintontita\u201d nello slogan identitario e territorialistico, per esempio: prima i francesi, prima i padani eccetera. Noi diciamo: prima l\u2019Umanit\u00e0 che \u00e8 tutt\u2019uno con il dire prima le persone. Prima l\u2019Umanit\u00e0, quindi i diritti delle persone; successivamente le identit\u00e0 collettive, i popoli, i territori, la sovranit\u00e0, che vogliamo relativizzare, cui vogliamo porre dei limiti e dei vincoli di diritto e nel diritto.<\/div>\n<div>Territorio: se risaliamo all\u2019origine antica, latina, della parola, scopriamo che essa deriva non da \u201cterra\u201d, come si sarebbe portati a pensare, ma da \u201cterrore\u201d, perch\u00e9 indicava l\u2019estensione che ricade sotto l\u2019atto di esercitare il potere che \u00e8 facolt\u00e0 di produrre la paura dispensando la morte. Ed ecco che a \u201cterritorio\u201d si riconnette l\u2019idea di Stato, cio\u00e8 l\u2019organizzazione politica del comando che impone la sua legge entro uno spazio delimitato, confinato.<\/div>\n<div>Il problema dell&#8217;autogestione territoriale \u00e8 che, fuori dal quadro culturale del nuovo internazionalismo, rischia la chiusura localistica, persino nazionalistica, mentre la realt\u00e0 \u00e8 sconfinata, ha problemi globali, interconnessi, universali. E\u2019 il caso di citare ancora le tre spade di Damocle che minacciano la vita dell\u2019Umanit\u00e0 intera? Il referendum sulle concessioni petrolifere del 17 aprile 2016, ad esempio, prevede la difesa delle nostre coste, ma lascia trivellare nelle coste altrui, nei territori in guerra. Se non si amplia il discorso e l\u2019intervento (il petrolio deve rimanere sotto terra ovunque, altro che invasioni della Libia! ed ovunque il trasporto collettivo deve prevalere su quello privato) il Mediterraneo che si vorrebbe salvare finisce lo stesso per evaporare! Per questo la gestione delle burocrazie regionali, infide come tutto il vecchio ceto politico italiano, presenta il rischio di una chiusura territoriale e di una polemica sulle competenze (le regioni contro lo Stato centrale) che non rimanda a progetti ed interventi realmente risolutivi. Lo slogan dei No TRIV, del comitato locale che si ribella e difende il proprio territorio \u00e8 l&#8217;autogestione del territorio stesso, mentre lo slogan del nuovo attivismo per la pace ed il disarmo \u2013 ripetiamolo ancora che giova &#8211; si basa sul concetto pi\u00f9 ampio e esteso di &#8220;nuova internazionale dell&#8217;umanit\u00e0&#8221;, per non chiudersi nel localistico, partendo invece dall&#8217;universale, dal globale, dal mondo. Non ce ne vogliano tanti amici, ma sostituire la \u201ccoscienza di classe\u201d con la \u201ccoscienza di luogo\u201d proprio non sta in piedi. Pensare globalmente, agire localmente, coordinati internazionalmente: questa \u00e8 la formula che consigliamo a chi ha capito che oggi, al tempo della Rete, del villaggio globale comunicativo, il mondo non funziona pi\u00f9 \u2013 e non deve funzionare pi\u00f9 &#8211; per spazi confinati.<\/div>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"hi\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ajx\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"gA gt acV\">\n<div class=\"gB xu\">\n<div class=\"ip iq\">\n<div id=\":1pa\">\n<table class=\"cf FVrZGe\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"amq\"><img decoding=\"async\" id=\":0_212\" class=\"ajn bofPge\" src=\"https:\/\/plus.google.com\/u\/0\/_\/focus\/photos\/public\/AIbEiAIAAABDCNOHi9Dh-YD0PSILdmNhcmRfcGhvdG8qKDdkZGU3ZmY3ODBhNWExODQyMmU0MjQ0ZGExYzg0ZThhZWQ1NWE2MjQwAXOLvC5SDmZ3w_RgZd0equwDbBK9?sz=32\" name=\":0\" \/><\/td>\n<td class=\"amr\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lotta al terrorismo (\u201cislamista\u201d, non \u201cislamico\u201d), che oggi monopolizza l\u2019attenzione dei media, \u00e8 un impegno da non sottovalutare: anche il movimento per la pace deve dare la sua risposta. 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