{"id":32578,"date":"2013-01-11T11:37:07","date_gmt":"2013-01-11T11:37:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=32578"},"modified":"2013-08-14T14:23:35","modified_gmt":"2013-08-14T13:23:35","slug":"siria-un-universo-parallelo-intervista-ad-anastasia-popova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/01\/siria-un-universo-parallelo-intervista-ad-anastasia-popova\/","title":{"rendered":"Siria, un universo parallelo. Intervista ad Anastasia Popova"},"content":{"rendered":"<p><em>Pressenza ha rilanciato di recente un articolo scritto da Silvia Cattori, che riprendeva un documentario di Anastasia Popova trasmesso dal canale Russia 24. La pubblicazione ha suscitato elogi e critiche per il punto di vista sugli eventi in Siria molto diverso da quello che sta circolando nei mass-media europei.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questa ragione abbiamo deciso di approfondire la questione parlando direttamente con l\u2019autrice del documentario, una giovane giornalista che ha seguito la primavera araba in vari paesi e ha passato vari mesi in Siria, in contatto con molte persone coinvolte nel conflitto.<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><strong>Anastasia, prima di tutto grazie per la tua disponibilit\u00e0. Quanto tempo in tutto hai passato in Siria con la tua troupe?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Sette mesi in tutto, dall\u2019agosto 2011, quando la guerra non era ancora scoppiata, fino ad ora, quando ormai la guerra \u00e8 in pieno svolgimento. Quindi si pu\u00f2 dire che gli eventi si sono svolti sotto i nostri occhi. In media siamo stati sul campo per circa un mese alla volta, da Deraa a Idleb e Aleppo e da Latakia sul confine turco ad al-Qamishli e gi\u00f9 fino a Deir Ez Zour.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la tua impressione generale sullo stato del conflitto?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Da quando siamo arrivati nell\u2019agosto 2011, fino a dicembre, quello che ci ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 stata la differenza tra ci\u00f2 che si diceva sulla Siria dall\u2019esterno e quello che succedeva davvero nel paese. A volte si arrivava all\u2019assurdo: ci telefonavano dal canale parlandoci della tale piazza dove i dimostranti contro il governo venivano massacrati con i carri armati e l\u2019artiglieria, noi andavamo l\u00e0 e non trovavamo niente \u2013 giusto qualche pedone e un vigile che dirigeva il traffico.<\/p>\n<p>Nonostante tutti i nostri tentativi non siamo riusciti a trovare le enormi manifestazioni contro il governo tanto citate dai mass-media occidentali. Abbiamo parlato con l\u2019opposizione e anche loro ci hanno detto che era molto difficile organizzare una protesta. L\u2019unico modo era attraverso le moschee e anche in quel caso quando riuscivano a radunare 50 persone per un quarto d\u2019ora e a filmarle, lo consideravano una vittoria. La grande maggioranza della popolazione non era interessata.<\/p>\n<p>Poi sono cominciate le provocazioni, delle persone sono state uccise perch\u00e9 appartenevano alla religione sbagliata e sono iniziati gli attacchi armati agli edifici e ai dipendenti governativi, alle stazioni di polizia e ai tribunali.<\/p>\n<p>Ciononostante il governo ha riposto in modo pacifico, cambiando alcune leggi e creando una commissione per un dialogo nazionale a cui partecipavano quasi tutti i gruppi di opposizione. In base al lavoro di questa commissione \u00e8 stata adottata una nuova Costituzione tramite un referendum nazionale. Poi si sono tenute le elezioni e gran parte dell\u2019opposizione politica all\u2019interno della Siria ha ottenuto dei seggi in Parlamento. Cos\u00ec tutta la questione delle proteste di massa \u00e8 diventata alquanto discutibile.<\/p>\n<p>Per gli interessi coinvolti per\u00f2 questa non era la fine della storia. Hanno messo insieme una cosiddetta \u201copposizione dall\u2019estero\u201d, composta soprattutto da gente che viveva in Europa da oltre 40 anni. Vista la mancanza di appoggio all\u2019interno del paese, questa opposizione non aveva alcuna possibilit\u00e0 di prendere il potere attraverso le elezioni e cos\u00ec ha scelto l\u2019unica opzione possibile: rovesciare il governo con le armi.<\/p>\n<p>Hanno cominciato fomentando la discordia tra le confessioni religiose e allo stesso tempo inviando nel paese combattenti stranieri. La prova si pu\u00f2 trovare nell\u2019ultimo rapporto dell\u2019ONU, che parla di combattenti armati di 29 paesi impegnati contro l\u2019esercito siriano.<\/p>\n<p>Usano armi straniere che non si possono trovare in Siria, cosa che \u00e8 stata filmata e di cui l\u2019esercito siriano\u00a0 non \u00e8 dotato, compresi carabine di precisione M16, mitragliatrici europee, missili anticarro e antiaerei ed avanzati dispositivi di comunicazione satellitare apertamente forniti da certi stati occidentali.<\/p>\n<p>Queste armi vengono inviate in Turchia (prove in questo senso sono state fornite da un uomo d\u2019affari egiziano) e poi passate ai ribelli da funzionari turchi alla frontiera.\u00a0 Una giornalista libanese ha assistito a uno di questi scambi e ha tentato di riprenderlo, ma \u00e8 stata arrestata in Turchia per tre giorni e la sua telecamera \u00e8 stata distrutta.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro il confine tra Siria e Turchia \u00e8 controllato dall\u2019esercito turco in base a un accordo tra i due paesi firmato nel 1998, mentre non ci sono pattuglie siriane. Sono stata l\u00e0 e l\u2019ho visto con i miei occhi.<\/p>\n<p>Inoltre gli stati occidentali finanziano apertamente l\u2019opposizione, composta quasi tutta di stranieri. Per questo \u00e8 difficile definire una guerra civile ci\u00f2 che sta succedendo in Siria, anche se ora sono riusciti a dividere la gente. Ci sono casi in cui met\u00e0 di una famiglia \u00e8 dalla parte del governo e l\u2019altra met\u00e0 contro.<\/p>\n<p><strong>Pensi che si possa arrivare a una soluzione pacifica?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Penso che sia l\u2019unico modo di uscire da questa crisi. La maggior parte delle guerre tra paesi a un certo punto si \u00e8 conclusa firmando un trattato di pace. La situazione sul campo \u00e8 la seguente: le principali citt\u00e0 sono ancora controllate dal governo. Dopo pi\u00f9 di un anno di accesi combattimenti i gruppi armati non sono riusciti a creare delle roccaforti o a conquistare la maggior parte del territorio. Continuano a dividersi perch\u00e9 alcuni perdono il sostegno finanziario, altri finiscono per dedicarsi ai saccheggi, altri cominciano a scontrarsi con i combattenti stranieri e altri ancora si uniscono ad al-Quaida, che \u00e8 presente in Siria ed \u00e8 ufficialmente definito un gruppo terrorista. Quindi con chi dovrebbero negoziare? Neanche gli ispettori dell\u2019ONU sono riusciti a trovare un leader di questi gruppi armati e un altro tentativo di arrivare a un cessate il fuoco \u00e8 fallito. Eppure in un suo recente discorso il presidente ha sottolineato la sua disponibilit\u00e0 a negoziare; questa volta per\u00f2 ha fatto un esplicito riferimento ai finanziatori stranieri dei ribelli. Purtroppo loro non sembrano interessati a una soluzione pacifica e hanno gi\u00e0 respinto l\u2019offerta.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 hai realizzato questo documentario? Te l\u2019hanno chiesto i tuoi capi, o \u00e8 stata una tua iniziativa?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><strong><\/strong>La decisione di mandarmi in Siria \u00e8 stata presa dai miei capi, ma naturalmente nel corso del mio lavoro l\u00e0 mi sono fatta degli amici, molti dei quali in seguito sono stati uccisi. Sono andata in Siria per riferire dei fatti, ma con il tempo mi sono resa conto che le persone non sono fatti \u2013 sono persone e io ho sentito le loro sofferenze nel mio cuore.<\/p>\n<p align=\"left\">Questo documentario \u00e8 stato una mia iniziativa personale, una risposta emotiva agli eventi che descrivevo. L\u2019ho realizzato in onore dei miei amici caduti e della popolazione siriana, che non si interessa di politica e vuole solo vivere in pace.<\/p>\n<p align=\"left\">Per fortuna il mio lavoro mi permette di\u00a0 comunicare questo punto di vista a molta gente e io ho approfittato di questa opportunit\u00e0, anche se convincere i miei capi ad approvare questo documentario non \u00e8 stato facile.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo ricevuto delle critiche secondo cui Russia 24 \u00e8 un canale che riflette la posizione del governo russo: cosa rispondi?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>E\u2019 facile attaccare il messaggero quando il messaggio non ti piace. Quando la gente vede dei servizi realizzati da una comoda stanza d\u2019albergo in Libano, che citano \u201cfonti non verificate\u201d di attivisti riguardo a supposte atrocit\u00e0 commesse dal governo, comincia a gridare: \u201cS\u00ec, s\u00ec, s\u00ec! Uccidete il malvagio dittatore!\u201d, ma quando qualcuno passa un sacco di tempo in Siria nel tentativo di capire cosa sta succedendo, poi torna a casa e dice: \u201cEhi, ragazzi, le cose NON stanno cos\u00ec\u201d, la gente la bolla come propaganda governativa. Cosa posso rispondere? Un biglietto per la Siria non \u00e8 molto costoso e le frontiere sono aperte. Oltre 300 mass-media stranieri hanno lavorato l\u00e0 e mandato i loro servizi via Internet, liberamente e senza censure da parte del governo. La tecnologia 3G \u00e8 disponibile in tutto il paese. Se non vi fidate di me, \u201cuna giovane giornalista di un canale di propriet\u00e0 dello stato russo\u201d, andate a vedere con i vostri occhi, ma poi non lamentatevi se vi ritrovate in un universo parallelo.<\/p>\n<p>Ecco un buon esempio tratto dall\u2019Indipendent: \u201c<em>Sono stato a Damasco per 10 giorni e ogni giorno mi sono stupito del fatto che la situazione nelle zone visitate \u00e8 del tutto diversa dal quadro offerto al mondo dai leader e dai mass-media stranieri.\u201d<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Link all\u2019articolo originale: (<a href=\"http:\/\/www.independent.co.uk\/voices\/comment\/syria-the-descent-into-holy-war-8420309.html\">http:\/\/www.independent.co.uk\/voices\/comment\/syria-the-descent-into-holy-war-8420309.html<\/a>)<\/p>\n<p>Un articolo del Guardian riporta la dichiarazione di un membro delle forze ribelli: \u201c<em>Non abbiamo fatto veri progressi sui vari fronti e questo ha influenzato i nostri sponsor, che ora non ci mandano pi\u00f9 munizioni\u2026 Anche la gente non ne pu\u00f2 pi\u00f9 di noi. Eravamo liberatori, ma ora ci denunciano e manifestano contro di noi.\u201d<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Link all\u2019articolo originale: (<a href=\"http:\/\/m.guardian.co.uk\/world\/2012\/dec\/27\/syrian-rebels-scramble-spoils-war\">http:\/\/m.guardian.co.uk\/world\/2012\/dec\/27\/syrian-rebels-scramble-spoils-war<\/a>)<\/p>\n<p><strong>Cosa pensi dell\u2019atteggiamento del governo russo rispetto alla situazione in Siria?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Penso che sia consapevole della situazione sul campo e che continui a insistere per la pace \u2013 un cessate il fuoco immediato e un dialogo che coinvolga tutte le parti. Che altro gli si potrebbe chiedere?<\/p>\n<p><strong>Stai partendo per una meritata vacanza. Tornerai in Siria? Che speranze nutri al riguardo?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Andare l\u00e0 non \u00e8 stata una mia decisione: mi hanno mandata in Siria come inviata speciale e io ho fatto il mio mestiere. Tocca ai miei capi decidere la mia prossima destinazione e se sar\u00e0 la Siria penso che ci torner\u00f2.<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Anna Polo<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pressenza ha rilanciato di recente un articolo scritto da Silvia Cattori, che riprendeva un documentario di Anastasia Popova trasmesso dal canale Russia 24. 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