{"id":319660,"date":"2016-05-20T10:34:39","date_gmt":"2016-05-20T09:34:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=319660"},"modified":"2016-05-20T10:34:39","modified_gmt":"2016-05-20T09:34:39","slug":"giornalismo-lento-gramsci-burda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/05\/giornalismo-lento-gramsci-burda\/","title":{"rendered":"Il giornalismo lento: Gramsci contro Burda"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Viviamo in un mondo dinamico e accelerato. Il movimento futurista, all\u2019inizio del 20esimo secolo elogiava la velocit\u00e0 che simboleggiata dalle auto da corsa di quell\u2019epoca incitava la fantasia degli artisti e scrittori futuristi. Ecco l\u2019elogio di F.T. Marinetti all\u2019accelerazione tecnica, elevata a dimensione estetica della vita nel suo Manifesto in cui dice: \u201cNoi affermiamo che la magnificenza del mondo<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong> Si \u00e8 arricchita di una bellezza nuova. La bellezza della velocit\u00e0.\u201d<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=6392491420915251705#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ma questa dinamica ben presto mostra i suoi aspetti negativi: armamento a tutti i costi,<em> Blitzkrieg<\/em>, uccisione accelerata e scientifica, sovrapproduzione, <em>tecnologizzazione<\/em> di tutti gli ambiti della vita ed indifferenza riguardo a questioni etiche, sociali e dei diritti umani. Quest\u2019accelerazione in senso negativo invade anche il giornalismo che si confronta con questo mondo. In questo mondo, esso diviene lo specchio del mondo accelerato e reagisce solo sotto forma di messaggi passivi ed istantanei. Sempre <em>meno<\/em> giornalisti scrivono <em>pi\u00f9 <\/em>notizie in sempre <em>meno <\/em>tempo.<\/p>\n<p>Ovviamente manca il tempo per la ricerca, l\u2019indagine delle cause, la responsabilit\u00e0 etica e l\u2019orientamento alle soluzioni. Guerra, terrorismo, criminalit\u00e0, violazioni dei diritti umani e violenza di tutti i tipi sono le tematiche principali di cui si occupa questo mondo delle notizie rapide, confezionate senza ricerca. Le notizie negative senza via d\u2019uscita finiscono in prima pagina, mentre le notizie positive con approcci di soluzione costruttivi vengono rimosse. Una serie infinita di notizie rapide e scioccanti inonda i portali di notizie online e i social media e viene aggiornata secondo dopo secondo. Gli avvenimenti non vengono elaborati, ma solo recepiti passivamente e ributtati nel mondo in cui si crea un effetto boomerang rafforzato a livello visivo ed acustico (mediante immagini, video, testi parlati o musica, rumori, e simili).<\/p>\n<p>In questo mondo che cosa viene a mancare al giornalismo tradizionale? Direi tutto. Gli aspetti fondamentali di questo giornalismo accelerato senza dubbio sono la mancanza di comprensione etica e deontologica e la ricerca insufficiente delle fonti che riguardano il giornalismo su un duplice piano: da una parte il giornalismo come mondo dei giornali e della stampa che subisce perdite qualitative estreme e non riesce pi\u00f9 ad adempiere al suo compito etico e socio-politico, e dall\u2019altra le attivit\u00e0 e le azioni delle singole giornaliste e dei singoli giornalisti che affrontano questa sfida irrazionale, dandosi infine per vinti.<\/p>\n<p>Qui di seguito vorrei porre due questioni essenziali sul tema: Quali sono le esigenze etiche e di ricerca del giornalismo di qualit\u00e0? Come si riesce a favorire nuovamente questo giornalismo di qualit\u00e0, superando gli ostacoli attuali?<\/p>\n<p>Per me l\u2019etica rappresenta un concetto fondamentale quando si tratta di giornalismo e di tutti gli aspetti relativi a parola, dialettica, dialogo, riflessione e comunicazione. Le parole \u201cmettono in moto\u201d molto e proprio colui che crede nel potere della parola e alla sua influenza essenziale a livello di psicologia di massa, deve inevitabilmente basare il suo agire sull\u2019etica per evitare di trasformare le parole in <em>anti-parole <\/em>che calpestano la dignit\u00e0 umana o in involucri verbali ed apatici, svuotati della loro dimensione semantica. Infatti il contrario di parola, dialogo, comunicazione e riflessione significa violenza, nichilismo, conflitto e guerra.<\/p>\n<p>Il giornalismo di qualit\u00e0 vuole essere un giornalismo con un vero e proprio filtro etico quale strumento deontologico principale. In questo contesto, la dimensione temporale acquista un significato del tutto particolare. Infatti il filtro etico ha a che vedere con la dimensione temporale della riflessione su di me come giornalista, l\u2019oggetto della mia ricerca e la mia relazione personale ed etica con l\u2019oggetto-soggetto, come mostrer\u00f2 qui di seguito facendo riferimento alla tesi di Edward Said.<\/p>\n<p>Ne consegue che solo un giornalismo lento pu\u00f2 essere anche qualitativo, visto che le giornaliste e i giornalisti non sono recipienti passivi che assorbono informazioni e le ruminano per trasformarle in notizie rumorose e sensazionali, ma esseri umani che riflettono ed agiscono in modo etico e affrontano la dimensione del \u201cTu\u201d nel senso del filosofo ebreo-francese Emanuel L\u00e9vinas. Questo \u201cTu\u201d si ritrova nello specchio degli eventi, degli esseri umani, degli avvenimenti del mondo e del proprio mondo dei valori.<\/p>\n<p>L\u2019etica \u00e8 un concetto molto diversificato, flessibile e anche manipolabile dal punto di vista culturale, religioso, filosofico e sociologico. Questo fatto rende pi\u00f9 complesso e pericoloso il lavoro giornalistico, in quanto muove le persone, raggiunge le masse, rafforza le emozioni ed influenza l\u2019opinione pubblica ad ampia scala. L\u2019etica da una parte significa diversit\u00e0 se si parte dal mondo e dall\u2019altra assoluta normativit\u00e0 se si eleva il punto di vista del singolo a principio generale.<\/p>\n<p>Ma tutti gli esseri umani, indipendentemente dalle differenze culturali, etniche, religiose, sociali ed economiche, hanno in comune la propria umanit\u00e0. Ne consegue che il giornalismo di qualit\u00e0 deve essere un giornalismo lento dotato di un filtro umanistico ed etico che si \u201cdeclina\u201d in modo diverso a seconda della cultura, religione e dell\u2019orientamento e del punto di vista socio-politico senza per\u00f2 sradicarsi.<\/p>\n<p>L\u2019etica umanistica del giornalismo si basa sul mantenimento dell\u2019umanit\u00e0 e della dignit\u00e0 dell\u2019altro e comprende dunque i diritti umani di tutti i cittadini del mondo, indipendentemente dalla \u201cdeclinazione\u201d della loro cultura, lingua, religione e appartenenza di gruppo, posizione sociale, del loro colore della pelle, della sua capacit\u00e0, del suo talento e della sua competenza.<\/p>\n<p>Per questo, nel giornalismo lento di qualit\u00e0, la ricerca preparatoria e l\u2019indagine delle cause, la redazione dell\u2019articolo, la sua correzione e diffusione si basano sul principio generale dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019Altro, del suo mondo e dunque del tema da trattare nell\u2019articolo che pu\u00f2 essere abbordato solo da un punto di vista etico ed umanista. A mio avviso, questo principio in particolare si applica al giornalismo su temi quali <a href=\"http:\/\/www.islamiq.de\/2015\/04\/26\/notwendigkeit-einer-ethisch-humanistischen-wahrnehmung\/\">la crisi dei rifugiati<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.tlaxcala-int.org\/article.asp?reference=17541\">il terrorismo<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.bremerfriedensforum.de\/pdf\/RadikalerPazifismus_neu.pdf\">la guerra,<\/a> <a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/de\/2016\/04\/299020\/\">le differenze nord-sud<\/a>, <a href=\"http:\/\/promosaik.blogspot.com.tr\/2015\/09\/protest-frauenfeindliche-femen.html\">il femminismo e i diritti interculturali delle donne<\/a> e <a href=\"http:\/\/promosaik.blogspot.com.tr\/2016\/01\/charlie-hebdo-aylan-karikatur-ist.html\">i limiti della libert\u00e0 di stampa<\/a>.<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=6392491420915251705#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>Il giornalismo di qualit\u00e0 lo considero anche un giornalismo anticolonialista nel senso delle tesi di Edward Said in <em>Orientalism <\/em>e un giornalismo pacifista e anti-razzista visto che non considera l\u2019\u201cAltro\u201d come oggetto della propria percezione, dei suoi pregiudizi e dei punti di vista etnocentrici, ma come \u201cTu\u201d, con il quale instaurare una vera relazione dialettica.<\/p>\n<p>Mediante il suo filtro etico, il giornalismo lento si pone i propri limiti visto che la mia libert\u00e0 termina dove iniziano la libert\u00e0, dignit\u00e0 e umanit\u00e0 altrui (ovvero del mio soggetto).<\/p>\n<p>I giornalisti ora, su questa base, come possono opporsi a questa tendenza per promuovere il giornalismo lento di qualit\u00e0 come standard, anche se nel nostro mondo all\u2019insegna dell\u2019accelerazione e del capitale sembra pi\u00f9 impegnativo ed economicamente meno e\/o per niente redditizio?<\/p>\n<p>In questo settore i giornalisti lenti devono affrontare una duplice sfida, sia qualitativa che quantitativa: da una parte abbiamo bisogno di giornalisti \u201clenti\u201d che fanno una ricerca etica e costruttiva e si confrontano con il tema nella sua \u201cdignit\u00e0\u201d, scrivano testi che non trasformano le informazioni in sensazioni ruminate e rumorose, e dall\u2019altra abbiamo bisogno di <em>pi\u00f9 <\/em>giornalisti per <em>meno <\/em>articoli in <em>pi\u00f9 <\/em>tempo visto che il tempo viene elevato a dimensione etica del giornalismo anche se dal punto di vista del capitale e della tecnologia non \u201cvale la pena\u201d.<\/p>\n<p>Ma come facciamo a convincere i clienti di McDonald a mangiare piatti raffinati del Cinquecento in un ristorante ottomano? Il giornalismo infatti non riguarda solo i \u201cproduttori\u201d, ma anche i consumatori. Per affermare un giornalismo di qualit\u00e0 dobbiamo impegnarci su due fronti per convincere sia il mondo dei media che il pubblico del fatto che l\u2019etica, la ricerca, la responsabilit\u00e0, la verit\u00e0, il tempo e i diritti umani devono determinare il giornalismo e che questo deve avvenire indipendentemente e al di l\u00e0 di ogni calcolo finanziario.<\/p>\n<p>I giornalisti lenti si trovano in un mondo all\u2019insegna di neocolonialismo, neoliberismo, capitale, tecnologia e velocit\u00e0, allo stesso tempo globalizzato ed etnocentrico. In questa situazione paradossale non rimane che credere nei miracoli affinch\u00e9 si avverino e mantenere il proprio spirito combattivo senza fare compromessi sul versante dei propri principi etici per si vive e lavora. Pi\u00f9 sono le persone che condividono questo punto di vista, pi\u00f9 il giornalismo lento solleva ondate di tempesta tra produttori e consumatori. I due livelli comunque si sovrappongono. Il giornalismo dei cittadini influenza il giornalismo professionale e viceversa.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 ci sono persone che inseriscono questo filtro etico nel loro lavoro, l\u2019affermazione eclatante dell\u2019editore tedesco Hubert Burda del 2014 secondo cui <em><a href=\"http:\/\/www.horizont.net\/medien\/nachrichten\/Hubert-Burda-Allein-mit-Qualitaetsjournalismus-kann-heute-niemand-mehr-ueberleben-118731\">Solo con il giornalismo di qualit\u00e0 oggi nessun riesce pi\u00f9 a campare<\/a> <\/em>non si dimostra veritiera. Infatti se qualcuno vuole permettersi la qualit\u00e0, se la pu\u00f2 anche permettere. Questa qualit\u00e0 corrisponde al mio tempo. Questa qualit\u00e0 \u00e8 la mia etica. Per quanto duro possa sembrare: la morte del giornalismo di qualit\u00e0 e l\u2019irruzione del nichilismo corrispondono alla mia rinuncia alla mia etica e al mio tempo come giornalista. Ed attribuire questo errore ad altri sarebbe un errore fatale, visto che esso \u00e8 la conseguenza logica della mia decisione a favore della velocit\u00e0 quale dimensione estetica di una vita da giornalista da quattro soldi.<br \/>\nAl giornalismo lento ed etico di qualit\u00e0 va applicata la parola d\u2019ordine di Gramsci secondo cui \u201cOccorre invece violentemente attirare l\u2019attenzione nel presente cos\u00ec come \u00e8, se si vuole trasformarlo. Pessimismo dell\u2019intelligenza, ottimismo della volont\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il giornalismo lento diviene una vocazione, una convinzione di fondo, un atteggiamento etico esistenziale e una fede solidissima nella dignit\u00e0 ed eguaglianza di tutti gli esseri umani e dunque di tutti gli avvenimenti, indipendentemente dalla loro \u201cdeclinazione\u201d. Il giornalismo lento significa ricerca, approfondimento, responsabilit\u00e0 per la verit\u00e0 e comprensione etica del tempo. E chi ci crede, lo finanzia. In questo contesto entra il gioco il \u201ccapitale etico\u201d dei produttori e dei consumatori. In questo modo, per quanto paradossale possa sembrare, il giornalismo lento non solo si ripaga, ma vale anche la pena.<\/p>\n<p>Come giornalisti dobbiamo decidere di essere pessimisti ed ottimisti allo stesso tempo, voltando le spalle all\u2019opposizione diametrale di queste due dimensioni.<\/p>\n<h1><\/h1>\n<p><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=6392491420915251705#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Vgl. Marinetti F.T., <em>Manifesto del Futurismo, <\/em>in \u201eLe Figaro\u201c, Parigi, 20 febbraio 1909, punto 4.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=6392491420915251705#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Nei link trovate esempi di articoli da me redatti e pubblicati su queste tematiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in un mondo dinamico e accelerato. Il movimento futurista, all\u2019inizio del 20esimo secolo elogiava la velocit\u00e0 che simboleggiata dalle auto da corsa di quell\u2019epoca incitava la fantasia degli artisti e scrittori futuristi. Ecco l\u2019elogio di F.T. 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Insegnante di lingue e traduttrice, da anni si occupa di storia e religione islamica, di questioni politiche ed umanitarie, di femminismo e diritti umani e di storia medio-orientale ed africana. Tra le varie pubblicazioni, soprattutto in lingua tedesca, figurano i testi italiani sui Corsari del Mediterraneo e sul filosofo Ren\u00e9 Gu\u00e9non. E' promotrice dell'Associazione per il dialogo interculturale e interreligioso Promosaik www.promosaik.com\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/milena-rampoldi\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il giornalismo lento: Gramsci contro Burda","description":"Viviamo in un mondo dinamico e accelerato. 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