{"id":309021,"date":"2016-04-30T10:13:02","date_gmt":"2016-04-30T09:13:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=309021"},"modified":"2016-04-30T10:13:02","modified_gmt":"2016-04-30T09:13:02","slug":"309021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/04\/309021\/","title":{"rendered":"A Gaza una classe sfida la stigmatizzazione delle persone down"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti e dieci i bambini contano in coro dall\u20191 al 10. In conclusione la loro maestra applaude per animarli.<\/p>\n<p>Sarebbe potuta essere una classe elementare qualsiasi a Gaza e infatti si distingue per un solo dettaglio: l\u2019insegnante e anche gli allievi sono persone con sindrome di Down.<\/p>\n<p>La 26enne Hiba al-Shurafa si mostra sicura di s\u00e9 e tranquilla. Ha un modo di fare gentile e i suoi allievi partecipano attivamente a questa ultima lezione presso l\u2019associazione Right To Live nel quartiere est della <u>Citt\u00e0 di Gaza<\/u>.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 Right to Live a Gaza rappresenta l\u2019organizzazione Down Syndrome International che si occupa di persone nate con la sindrome di Down.<\/p>\n<p>Qui al-Shurafa ha ottenuto la sua formazione per poi lavorare come prima insegnante con la sindrome di Down a Gaza.<\/p>\n<p><strong>Sostegno della famiglia <\/strong><\/p>\n<p>Insegna diverse materie a bambini delle elementari e media, tra l\u2019altro matematica, arabo, scienze, religione, scienze sociali e inglese.<\/p>\n<p>Il sostegno da parte della sua famiglia \u00e8 essenziale. Al-Shurafa \u00e8 nata negli Emirati Arabi Uniti, ove i suoi genitori per la prima volta sono venuti a sapere della sua condizione.<\/p>\n<p>Nuha Abu Shaban, la madre di Hiba, ha raccontato ad Electronic Intifada di aver portato Hiba, quando ancora aveva sei settimane, nell\u2019attuale Sharjah City for Human Services nell\u2019emirato di al-Sharjah.<\/p>\n<p>Qui Abu Shaban ha imparato ad affrontare il problema e a trattare un bambino con sindrome di Down, capendo anche a cosa fare attenzione nell\u2019educazione di un figlio in questa condizione. Ma la sua famiglia ha fatto di pi\u00f9 di questo.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo contattato amici in Gran Bretagna per farci mandare libri, riviste e manuali di associazioni per la sindrome di Down\u201d, racconta Abu Shaban. \u201cSuo padre me li ha tradotti affinch\u00e9 potessi apprendere come soddisfare al meglio le esigenze di Hiba.\u201d<\/p>\n<p><strong>Le sfide<\/strong><\/p>\n<p>Suona la campanella e termina la lezione di matematica. Al-Shurafa chiede i suoi allievi di fermarsi ancora un attimo per rispondere alle domande del reporter. E davanti agli allievi Hiba inizia a raccontare dell\u2019insegnamento come di una tra le sue prime sfide.<\/p>\n<p>\u201cAll\u2019inizio ho fatto un gran fatica a trasmettere le informazioni agli allievi\u201d, dice. \u201cOra invece inizio a sentirmi a mio agio.\u201d<\/p>\n<p>Ma insegnare all\u2019interno dell\u2019associazione significa andare oltre la pura trasmissione di informazioni. Vi sono limitazioni fisiche che si tratta di superare. Al-Sharafa attua un programma che tra l\u2019altro sostiene alcuni allievi a rilassare i muscoli per poter tenere in mano la penna.<\/p>\n<p>Insegna questi esercizi, in cui spesso ci si serve di argilla dalla forma speciale, anche ai genitori affinch\u00e9 le famiglie possano ripetere gli stessi esercizi anche a casa.<\/p>\n<p>Hiba al-Shurafa spera di servire da esempio ai suoi giovani allievi.<\/p>\n<p>Emad Shaat<\/p>\n<p>E come tutti gli insegnanti, anche Shurafa ha i suoi alti e bassi. Il problema principale da affrontare consiste nei problemi tra gli allievi.<\/p>\n<p>\u201cAlcuni sono testardi. Pu\u00f2 essere difficile insegnare loro e controllarli\u201d, dice. \u201c\u00c8 un lavoro duro, ma mi piace.\u201d<\/p>\n<p>\u00c8 anche diventata un modello per altri. Shaima Qufah, l\u2019allieva seduta in prima fila che osserva con attenzione la maestra, ammette di voler diventare come lei.<\/p>\n<p>\u201cVorrei essere come lei\u201d, dice la bambina di sei anni con una voce calma, rispondendo alla nostra domanda. Al-Shurafa sorride.<\/p>\n<p>Nessuno dovrebbe impedire a Shaima di diventare insegnante, ci dice al-Shurafa.<\/p>\n<p><strong>Cambiare mentalit\u00e0 <\/strong><\/p>\n<p>Da 20 anni la societ\u00e0 Right to Live \u00e8 l\u2019unica che a Gaza si impegna a favore delle persone con sindrome di Down. Il messaggio principale dell\u2019associazione consiste nel affermare che le persone con sindrome di Down devono essere incluse nella societ\u00e0 come membri di pari dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Nabil Juneid, il direttore del programma di riabilitazione dell\u2019associazione, ci dice che l\u2019impedimento principale consiste negli atteggiamenti sociali.<\/p>\n<p>Spesso i genitori di bambini con sindrome di Down si occupano meno di questi che degli altri figli. Succede anche che le persone con sindrome di Down vengono disprezzate ed evitate. E anche le loro possibilit\u00e0 sicuramente sono pi\u00f9 limitate.<\/p>\n<p>In generale, come dice Juneid, le persone con sindrome di Down vengono percepite come un peso.<\/p>\n<p>\u201cAtteggiamenti di questo tipo richiedono particolare impegno sia da parte dell\u2019associazione che dei genitori al fine di poter cambiare le cose\u201d, aggiunge Juneid.<\/p>\n<p>Juneid stima che a Gaza vivano tra le 1.500 e le 2.000 persone con sindrome di Down. L\u2019associazione ne aiuta 900, la maggioranza delle quali sono bambini, racconta Juneid.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019elemento chiave per Hiba consiste nella cura dei suoi genitori e nel supporto che ottiene\u201d, aggiunge Juneid. \u201cTutti questi elementi strettamente collegati tra loro le hanno permesso di esprimersi in modo creativo ed accademico e di diventare un\u2019insegnante professionista. Dunque ha approfittato moltissimo dell\u2019associazione (Right to Live).\u201d<\/p>\n<p>I genitori di Al-Shurafa hanno cercato di offrirle un\u2019educazione stimolante. La giovane Hiba accompagnava continuamente sua madre, cosa che permetteva agli altri di trattarla con affetto. In questo modo si \u00e8 ottenuto il risultato di eliminare piano piano le \u201cdifferenze\u201d tra lei e gli altri, racconta sua madre Nuha Abu Shaban.<\/p>\n<p>Al-Shurafa ha un piccolo problema linguistico che hanno anche altri, ma possiede una memoria eccezionale, ci racconta Juneid. Ha il talento di studiare a memoria le poesie dell\u2019Imam al-Shafi, uno dei pi\u00f9 grandi imam dell\u2019Islam e fondatore di una delle quattro scuole giuridiche dell\u2019Islam sunnita.<\/p>\n<p>\u201cLa incoraggiamo sempre\u201d, dice Juneid. \u201cHa vinto molti premi di recitazione poetica.\u201d<\/p>\n<p><strong>Fortuna nella sfortuna <\/strong><\/p>\n<p>Come tutto a Gaza, anche l\u2019associazione Right to Live \u00e8 stata colpita pesantemente dal <a href=\"https:\/\/electronicintifada.net\/tags\/gaza-siege\">blocco israeliano<\/a>\u00a0della striscia di Gaza che oramai dura da quasi un decennio. A causa dell\u2019impossibilit\u00e0 di garantire le forniture, l\u2019associazione ha dovuto chiudere ben due workshop di formazione professionale. Uno riguardava la produzione di tappeti, l\u2019altro i prodotti di bamb\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019edificio dell\u2019associazione che si trova sulla strada principale di Gaza est, la Karama Street, e dunque anche nelle vicinanze del confine con Israele \u00e8 anche stato danneggiato durante gli attacchi israeliani contro Gaza nell\u2019estate del 2014. La stessa cosa era gi\u00e0 successa nel corso delle aggressioni israeliane precedenti.<\/p>\n<p>Fino ad oggi gli allievi ottengono la loro formazione professionale e sportiva ad opera di un\u2019equipe qualificata. Ma secondo Juneid per garantire qualit\u00e0 e progresso si deve lavorare ancora moltissimo.<\/p>\n<p>\u201cA causa del danno causato dal blocco e dalle tre guerre degli ultimi 10 anni, l\u2019associazione necessita risorse umane e finanziarie sufficienti per poter garantire l\u2019offerta di un numero sufficiente di servizi e l\u2019ottenimento di risultati positivi\u201d, aggiunge.<\/p>\n<p>E non c\u2019\u00e8 modo migliore per promuovere la coscienza e la lotta contro gli stigma sociali che le storie di successo come quelle di al-Shurafa.<\/p>\n<p>Al suo ritorno in classe al-Shurafa chiede agli allievi di alzarsi per salutare il reporter. \u201cSpero\u201d, dice, \u201cche la societ\u00e0 ci possa accettare come siamo. Forse la mia storia pu\u00f2 cambiare gli atteggiamenti negativi delle persone nei nostri confronti.\u201d<\/p>\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/electronicintifada.net\/people\/hamza-abu-eltarabesh\">Hamza Abu Eltarabesh<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/electronicintifada.net\/people\/electronic-intifada\">The Electronic Intifada<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/electronicintifada.net\/location\/gaza-city\">Gaza City<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Traduzione italiana di Milena Rampoldi, ProMosaik e.V. <\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Tutti e dieci i bambini contano in coro dall\u20191 al 10. In conclusione la loro maestra applaude per animarli. 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