{"id":307131,"date":"2016-04-25T22:36:09","date_gmt":"2016-04-25T21:36:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=307131"},"modified":"2016-04-25T22:36:09","modified_gmt":"2016-04-25T21:36:09","slug":"lerosione-della-liberta-burundi-un-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/04\/lerosione-della-liberta-burundi-un-anno\/","title":{"rendered":"L\u2019erosione della libert\u00e0: il Burundi un anno dopo"},"content":{"rendered":"<p class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em><span class=\"entry-subtitle\">Esattamente un anno fa nel paese africano deflagro\u0300 la piu\u0300 grave e violenta crisi dai tempi della guerra civile. Da allora 260.000 persone sono fuggite all&#8217;estero e le brutalit\u00e0 non intendono cessare. Ma c&#8217;\u00e8 una generazione di burundesi che continua a sognare libert\u00e0 e pluralismo<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/ranking\" target=\"_blank\">classifica 2016 sulla liberta\u0300 di stampa<\/a>, redatta da \u201cReporters Sans Frontie\u0300res\u201d e presentata pochi giorni fa, pone <a href=\"https:\/\/rsf.org\/fr\/burundi\" target=\"_blank\">il Burundi al 156\u00b0 posto<\/a> su 180 al mondo, sopra al Rwanda, che e\u0300 <a href=\"https:\/\/rsf.org\/fr\/rwanda\" target=\"_blank\">al 161\u00b0 posto<\/a>. Tali classifiche vanno prese con cautela perche\u0301 vengono realizzate con <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2016\/04\/20\/liberta-di-stampa-classifica-italia\/\" target=\"_blank\">metodologie controverse e parametri opinabili<\/a>, eppure un\u2019indicazione sullo stato di salute del giornalismo e della democrazia riescono comunque a fornirla. Com\u2019e\u0300 intuibile, la parte bassa della classifica indica tutte condizioni critiche, ovvero Paesi con gravi violazioni della liberta\u0300 d\u2019espressione, limitazioni dell\u2019informazione e pressioni ai giornalisti, talvolta con esiti drammatici; tuttavia che nel 2015 il Rwanda sia sotto il Burundi appare alquanto singolare. Secondo l\u2019associazione francese che elabora la classifica,<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">la censura e\u0300 onnipresente in Rwanda, dove lo spettro del genocidio serve a giustificare i vincoli imposti ai mass-media da parte del governo. Coloro che criticano il governo rischiano la galera, se non l\u2019esilio. Nel 2015 sono state sospese le trasmissioni della BBC in lingua kyniarwanda, in seguito alla diffusione di un documentario televisivo sui massacri del 1994 perpetrati dal <em>Front patriotique rwandais<\/em>, gruppo armato ribelle allora capeggiato da Paul Kagame, l\u2019attuale presidente in carica.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il Burundi, invece, le motivazioni sono da ricercare innanzitutto negli attacchi ai mass-media nazionali, privati e pubblici, utilizzando armi da fuoco, prima di essere stati chiusi dal governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esattamente un anno fa, <a href=\"https:\/\/taccuinoaltrove.wordpress.com\/2015\/04\/28\/burundi-pre-%20elezioni-2015\/\" target=\"_blank\">il 25 aprile 2015<\/a>, nel piccolo Paese africano deflagro\u0300 la piu\u0300 grave e violenta crisi dai tempi della guerra civile, negli anni Novanta. Lo si temeva da settimane e quel giorno arrivo\u0300 la conferma: violando la Costituzione approvata nel 2005, il presidente Pierre Nkurunziza veniva candidato dal proprio partito, il CNDD-FDD, per un terzo mandato. Cio\u0300 provoco\u0300 la sollevazione di interi quartieri di Bujumbura, che per giorni videro scendere per strada migliaia di persone: una situazione inedita per un Paese che in 10 anni aveva vissuto una quiete fragile, ma tutto sommato stabile. Le manifestazioni furono pacifiche, ma non mancarono violenze, specie da parte della polizia. Incredibilmente, pero\u0300, fu l\u2019esercito a garantire una certa sicurezza per gli oppositori, almeno fin quando, a meta\u0300 maggio, proprio <a href=\"https:\/\/taccuinoaltrove.wordpress.com\/2015\/05\/14\/in-burundi-un-golpe-dallesito-incerto\/\" target=\"_blank\">alcuni generali dell\u2019esercito tentarono un putch<\/a> durante un viaggio all\u2019estero di Nkurunziza. Quel che nelle prime ore sembro\u0300 un passaggio di potere alquanto tranquillo, se non addirittura concordato, si rivelo\u0300, invece, una frattura profonda all\u2019interno del corpo militare, dal momento che una parte dei soldati resto\u0300 fedele al governo e non appoggio\u0300 i golpisti.<\/p>\n<div id=\"gallery-597158\" class=\"gallery carousel slide\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"carousel-inner\" data-interval=\"7000\">\n<h6 class=\"item active\" draggable=\"false\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/frontierenews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/burundi-3-1.jpg\" alt=\"\" \/><span class=\"gallery-caption\">Children playing in Plan&#8217;s playground. More than a quarter of a million Burundians have fled in neighbouring countries since april 25th 2015, most of them-135 000- to Tanzania. Nduta refugee camp is located in the North West Province and can barely provide shelter, household items, latrines and showers to every refugee. <\/span><span style=\"color: #800000;\">Foto di\u00a0Benjamin Loyseau per UNHCR. Leggi il report completo su\u00a0<a style=\"color: #800000;\" href=\"http:\/\/tracks.unhcr.org\/2016\/04\/burundi-refugees-tell-of-new-horrors\/\">tracks.unhcr.org<\/a><\/span><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora la crisi burundese ha continuato ad aggravarsi: <strong>260.000 persone hanno lasciato il Paese<\/strong> per rifugiarsi in campi profughi di Tanzania, Rwanda, RDC, Uganda, spesso in condizioni d\u2019<a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/global-development\/2015\/may\/27\/cholera-%20biggest-threat-as-burundi-refugees-crowd-into-tanzania-camps\" target=\"_blank\">emergenza idrica e sanitaria<\/a> (il dato si riferisce all\u2019<a href=\"http:\/\/www.unhcr.org\/5719f0119.html\" target=\"_blank\">ultimo bollettino dell\u2019UNHCR<\/a> del 22 aprile 2016), <strong>centinaia i morti<\/strong> (secondo alcune stime di minima, <a href=\"http:\/\/www.undpi.org\/World-%20News\/Burundi-UN-says-nation-s-on-verge-of-civil-war-after-over-400-killings.html\" target=\"_blank\">almeno 400<\/a>, di cui <a href=\"https:\/\/taccuinoaltrove.wordpress.com\/2016\/01\/31\/la-condizione-dei-bambini-nella-crisi-del-%20burundi\/\" target=\"_blank\">22 bambini<\/a>), <strong>migliaia gli arrestati<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.un.org\/apps\/news\/story.asp?NewsID=53522#.Vx0CoyOLRmA\" target=\"_blank\">almeno 5000<\/a>, di cui <a href=\"http:\/\/europe.newsweek.com\/burundi-restart-%20peace-talks-and-free-2000-prisoners-429827?rm=eu\" target=\"_blank\">una parte rilasciata<\/a> in seguito alla <a href=\"https:\/\/taccuinoaltrove.wordpress.com\/2016\/02\/23\/ban-ki-moon-in-burundi\/\" target=\"_blank\">visita di Ban Ki-moon<\/a> lo scorso febbraio), <strong>violazioni dei diritti umani e torture<\/strong> effettuate con crescente spudoratezza (<a href=\"http:\/\/www.jeuneafrique.com\/318969\/societe\/burundi-345-cas-de-torture-mauvais-%20traitements-debut-dannee-selon-lonu\/\" target=\"_blank\">almeno 345 casi<\/a> dall\u2019inizio dell\u2019anno), <strong>sparizioni, esecuzioni sommarie<\/strong>, <a href=\"http:\/\/m.state.gov\/md251504.htm\" target=\"_blank\">fosse comuni<\/a> e, almeno in un caso, <a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/world-africa-35083823\" target=\"_blank\">un <\/a><a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/world-africa-35083823\" target=\"_blank\">eccidio<\/a> scioccante (la mattina del 12 dicembre 2015 per le strade di Bujumbura furono ritrovati <a href=\"https:\/\/taccuinoaltrove.wordpress.com\/2015\/12\/29\/bujumbura-il-massacro-del-12-%20dicembre\/\" target=\"_blank\">87 cadaveri<\/a> di manifestanti e oppositori), delle <strong>elezioni senza alcuna garanzia<\/strong> sostanziale (<a href=\"http:\/\/www.reuters.com\/article\/us-burundi-%20election-results-idUSKCN0PY1TN20150724\" target=\"_blank\">boicottate dalle opposizioni<\/a>), l\u2019<strong>economia nazionale completamente bloccata<\/strong> (il Burundi e\u0300 gia\u0300 <a href=\"https:\/\/www.irinnews.org\/fr\/analyses\/2016\/02\/12\/comment-la-crise-politique-burundaise-%20paralys%C3%A9-l%E2%80%99%C3%A9conomie-locale\" target=\"_blank\">tra i Paesi piu\u0300 poveri\u00a0del pianeta<\/a> e la <a href=\"http:\/\/www.rtbf.be\/info\/monde\/detail_au-burundi-la-crise-est-%20nutritionnelle-et-sanitaire?id=9203068\" target=\"_blank\">penuria alimentare<\/a> e\u0300 arrivata anche nella capitale), la <strong>cooperazione internazionale sospesa<\/strong> (innanzitutto da parte del <a href=\"http:\/\/www.rfi.fr\/afrique\/20151002-burundi-belgique-suspend-cooperation-gele-60-%20millions-aide-dialogue-inclusif\" target=\"_blank\">Belgio<\/a> e della <a href=\"http:\/\/www.lepoint.fr\/monde\/la-france-suspend-sa-cooperation-securitaire-avec-le-burundi-%2026-05-2015-1931207_24.php\" target=\"_blank\">Francia<\/a>, ma anche dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.rfi.fr\/afrique\/20151004-burundi-strategie-union-europeenne-nkurunziza-article-%2096\" target=\"_blank\">UE<\/a> e altri organismi statali o sovra-governativi), la <strong>considerazione diplomatica affossata<\/strong> (sia l\u2019<a href=\"http:\/\/www.un.org\/apps\/news\/story.asp?NewsID=53007#.Vx0LHSOLRmA\" target=\"_blank\">ONU<\/a> che gli <a href=\"http:\/\/www.voanews.com\/content\/us-raises-alarm-of-%20possible-human-rights-violations-in-burundi\/3154018.html\" target=\"_blank\">USA<\/a> hanno ripetutamente deprecato le sistematiche violazioni del governo burundese, addirittura <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/photos-and-video\/video\/2015\/11\/14\/message-president-obama-%20people-burundi\" target=\"_blank\">Barack Obama<\/a> stesso ha pronunciato un discorso contro l\u2019arroccamento di Nkurunziza), delle <strong>crescenti tensioni con il Rwanda<\/strong> (accusato di fomentare i ribelli burundesi, come abbiamo riferito <a href=\"http:\/\/frontierenews.it\/2016\/02\/la-%20crisi-del-burundi-rischia-di-estendersi\/\" target=\"_blank\">su \u201cFrontiere News\u201d<\/a>).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ormai capita sistematicamente nei Paesi dittatoriali in cui erompono delle contestazioni, anche in Burundi <a href=\"https:\/\/twitter.com\/soniarolley\/status\/593152665187721217\" target=\"_blank\">si e\u0300 tentato di far tacere i social-media<\/a>, ma la pressione internazionale lo ha evitato: <a href=\"http:\/\/qz.com\/622660\/how-burundis-activist-journalists-fill-a-news-void-using-%20facebook-and-whatsapp\/\" target=\"_blank\">facebook e twitter, infatti, hanno avuto un ruolo considerevole<\/a> non tanto nell\u2019organizzazione e nel coordinamento delle proteste (la connessione internet e\u0300 alquanto precaria e poco diffusa tra la popolazione), quanto piuttosto <a href=\"http:\/\/fr.africanews.com\/2016\/02\/25\/burundi-faire-du-journalisme-sur-les-reseaux-sociaux-%20pour-denoncer-les-abus\/\" target=\"_blank\">nell\u2019informazione e nella comunicazione con l\u2019esterno del Paese<\/a>. Cio\u0300 si e\u0300 reso particolarmente utile in seguito ai ripetuti attacchi governativi <a href=\"https:\/\/cpj.org\/2015\/05\/amid-violence-in-burundi-radio-stations-attacked.php\" target=\"_blank\">alle principali radio nazionali<\/a> (il primo media del Burundi) e <a href=\"https:\/\/cpj.org\/2015\/11\/radio-journalist-arrested-and-held-without-charge-.php\" target=\"_blank\">ai giornalisti piu\u0300 impegnati e influenti<\/a> (alcuni <a href=\"http:\/\/www.lemonde.fr\/afrique\/article\/2015\/01\/28\/burundi-un-journaliste-accuse-de-crimes-%20sans-preuves_4564900_3212.html\" target=\"_blank\">anche stranieri<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.hrw.org\/news\/2014\/09\/29\/burundi-human-rights-activist-freed\" target=\"_blank\">attivisti per i diritti umani<\/a>, nonche\u0301, recentemente, anche <a href=\"http:\/\/www.lefigaro.fr\/flash-actu\/2016\/04\/01\/97001-20160401FILWWW00072-burundi-un-%20humoriste-arrete-pour-outrage.php\" target=\"_blank\">un umorista<\/a>). Cosi\u0300, sono state dapprima censurate, poi fisicamente chiuse, se non devastate, le sedi di <a href=\"https:\/\/twitter.com\/soniarolley\/status\/598767948505948160\" target=\"_blank\">Radio Bonesha<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/soniarolley\/status\/598745221099294721\" target=\"_blank\">Radio Renaissance<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/soniarolley\/status\/598544330987569153\" target=\"_blank\">Rema<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.rfi.fr\/afrique\/20150618-burundi-radios-privees-fermeture-medias-liberte-presse-%20nkurunziza\" target=\"_blank\">Radio Isanganiro<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.jeuneafrique.com\/231833\/politique\/burundi-au-moins-trois-militaires-tu-s-dans-%20les-affrontements-autour-de-la-rtnb\/\" target=\"_blank\">RTNB<\/a> e, soprattutto, <a href=\"http:\/\/www.jeuneafrique.com\/230160\/politique\/burundi-le-gouvernement-ferme-la-rpa-%20principale-radio-ind-pendante-du-pays\/\" target=\"_blank\">Radio Publique Africaine<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed e\u0300 su questo che, tornando alla classifica di \u201c<em>Reporters Sans Frontie\u0300res<\/em>\u201d, si legge una motivazione da ultimo posto mondiale:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La repressione contro i mass-media e\u0300 quotidiana e assume forme diverse, dalla persecuzione giudiziaria ai colpi d\u2019arma da fuoco contro le radio private per obbligarle a chiudere. Gli arresti arbitrari dei giornalisti e l\u2019interdizione dei loro media si moltiplicano. Coloro che denunciano gli abusi del regime autoritario di Pierre Nkurunziza, al potere da 10 anni, rischiano ogni giorno torture e percosse. Un organo di regolamento della stampa esiste, ma non opera da molti mesi.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scadere del suo primo anniversario, la sanguinosa crisi del Burundi continua ad essere inquietante: fino ad ora, nonostante le brutalita\u0300 commesse, si e\u0300 evitata un\u2019aperta guerra civile e anche i <a href=\"http:\/\/frontierenews.it\/2016\/01\/se-letnia-viene-trasformata-in-unarma-burundi\/\" target=\"_blank\">tentativi di etnicizzare il conflitto<\/a> non hanno, per fortuna, (ancora?) attecchito, ma i <a href=\"https:\/\/taccuinoaltrove.wordpress.com\/2016\/01\/19\/i-tre-scenari-dellonu-per-il-%20burundi\/\" target=\"_blank\">terribili scenari indicati dall\u2019ONU<\/a> non sono scongiurati e <a href=\"http:\/\/www.lemonde.fr\/afrique\/article\/2016\/03\/16\/beate-klarsfeld-au-burundi-le-risque-de-%20genocide-n-est-pas-a-exclure_4884064_3212.html\" target=\"_blank\">le tensioni sono costantemente sul punto di divampare nell\u2019irreparabile<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta, sebbene ad un prezzo elevatissimo e con una speranza sempre piu\u0300 esile, la voglia di democrazia da parte della <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ketty.bikura\/posts\/10152935424548201\" target=\"_blank\">generazione post-genocidio<\/a>, quella dei ventenni e dei trentenni cresciuti in un clima piu\u0300 aperto e plurale, che attraverso coraggio, caparbieta\u0300 e <a href=\"https:\/\/taccuinoaltrove.wordpress.com\/2015\/06\/18\/poesia-nella-rivolta-poesia-in-rivolta\/\" target=\"_blank\">poesia<\/a> continuano a credere nella possibilita\u0300 della convivenza e della liberta\u0300.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esattamente un anno fa nel paese africano deflagro\u0300 la piu\u0300 grave e violenta crisi dai tempi della guerra civile. 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