{"id":295632,"date":"2016-03-30T18:00:51","date_gmt":"2016-03-30T17:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=295632"},"modified":"2016-04-19T18:55:14","modified_gmt":"2016-04-19T17:55:14","slug":"brasile-ancora-tempo-evitare-un-golpe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/03\/brasile-ancora-tempo-evitare-un-golpe\/","title":{"rendered":"Brasile, ancora in tempo per evitare un nuovo golpe!"},"content":{"rendered":"<p><em>Il potere giudiziario e i media attaccano la democrazia. Lava Jato non pu\u00f2 essere paragonata a Mani Pulite. Le ragioni della crisi. Errori grossolani del PT. La Guerra non \u00e8 ancora persa, ma si deve cambiare subito.<\/em><\/p>\n<p>Quando quasi trent&#8217;anni fa cominciai ad interessarmi allo studio\u00a0 del funzionamento del sistema giudiziario\u00a0 in vari paesi, l\u00b4amministrazione della giustizia era, tra i vari poteri dello stato, quello con minore visibilit\u00e0 publica. Unica reale eccezzione era rappresentata dalla Corte Suprema degli USA, per il ruolo fondamentale che questa esercita nelle decisioni inerenti la politica pubblica americana. La Corte Suprema Americana \u00e8 l\u00b4unico organo esecutivo di quel paese, che non passa per elezioni dirette e\u00a0 svolge la sua attivit\u00e0 solo sollecitata ( non potendo, se non in rare eccezzioni, agire per propria iniziativa) cos\u00ec dipendendo quindi da altri apparati dello Stato per rendere esecutive le sue decisioni ( ordini di cattura e amministrazione della cosa pubblica).<\/p>\n<p>Fattore determinante di questa poca visibilit\u00e0 era dovuto dal fatto che l\u00b4attivit\u00e0 dei tribunali era prevalentemente intenta a risolvere\u00a0 conflitti individuali e non collettivi e di essere stata progettata in maniera tale da non interferire con le attivit\u00e0 e gli interessi della classe\u00a0 dirigente e degli altri\u00a0 poteri dello stato, in generale protetti da immunit\u00e0 e privilegi vari. Era, ai pi\u00f9, oscuro il funzionamento della giustizia, chi erano i cittadini che ad essa si rivolgevano e quali erano le ragioni che li animavano.<\/p>\n<p>Le cose da allora ad oggi sono molto cambiate. E a questo cambiamento hanno contribuito diversi fattori. Tra i pi\u00f9 importanti,\u00a0 la crisi di credibilit\u00e0 che ha investito molti rappresentanti politici eletti, una maggior coscienza dei propri diritti da parte dei singoli cittadini ed il fatto che i poteri politici, in alcuni importanti, controversi e scottanti temi di attualita, si sono rivolti, sempre pi\u00f9 spesso,\u00a0 agli organi giudiziari per dirimere le varie controversie e per scaricarsi dalla responsabilit\u00e0 di prendere decisioni.<\/p>\n<p>Um altro fattore di notevole importanza \u00e8 rappresentato dalla nascita di un necostituzionalismo post\u00a0 seconda guerra mondiale che ha notevolmente accentuato \u00a0il controllo delle varie Corti Costituzionali. \u00a0Questa nuova funzione delle varie Corti Costituzionali si \u00e8 di fato manifestata con due interpretazioni opposte. Una si preocuppava di sottoporre a controllo il processo legislativo ordinario col fine di impedire una facile strumentalizzazione da parte delle forze politiche che avrebbero potuto fare tabula rasa dei diritti costituzionali come successe in maniera drammatica e lampante sotto i regimi dittatoriali fascisti\u00a0 e nazisti, ma un altra interpretazione\u00a0 che al contrario, proprio attraverso il controllo costituzionale, si preoccupava di mantenere lo status quo, difendendo le varie classi dominanti da possibili minaccie rappresentate dalle dinamiche di uno stato democratico e dalla \u00a8tirannia delle maggioranze\u00a8. In tutti\u00a0 e due i casi, e per le ragioni elencate, \u00e8 aumentato sempre di pi\u00f9 um attivismo giudiziario, fenomeno conosciuto come &#8220;<em>giudiziarizzazione<\/em>&#8221; o &#8220;giu-stizializzazione&#8221; della politica e che come logica conseguenza ha inevitabilmente portato alla politicizazzione della giustizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le classi dominanti hanno visto nella politicizazzione della giustizia, um mezzo per difendersi dai rischi della democrazia e dalla supposta &#8220;tirannia della maggioranza&#8221;.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Questo notevole aumento della visibilit\u00e0 mediatica dei tribunali negli ultimi decenni \u00e8 sfociata in un buon numero di processi che coinvolgono appartenenti alla crema\u00a0 della classe politica ed econ\u00f4mica. Il momento cruciale di questo processo \u00e8 sicuramente rappresentato da quella serie di indagini, arresti e condanne che investi la parte pi\u00f9 importante e potente della classe politica ed econ\u00f4mica italiana, conosciuto in tutto il mondo come Operazione \u00a8Mani Pulite\u00a8. \u00a0Iniziata a Milano nell\u00b4aprile del 1992, port\u00f2 a indagini, arresti e condanne di Ministri della Repubblica, presidenti e leader\u00a0 dei maggiori partiti politici dell\u00b4epoca, onorevoli e senatori (avvisi di garanzia recapitati fino ad un terzo del totale dei rappresentanti parlamentari). Imprenditori, dirigenti pubblici, giornalisti, membri dei servizi segreti furono di fatto accusati di reati di corruzzione, abuso di potere, truffa, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e finanziamento illecito dei partiti. Dopo due anni erano state arrestate 633 persone a Napoli, 623 a Milano e 444 a Roma. Per aver coinvolto tutta la classe politica che aveva avuto responsabilit\u00e0 di governo recenti e passate, il processo Mani Pulite min\u00f2 gravemente le fondamenta del sistema politico italiano dell\u00b4epoca e di fatto determin\u00f2 una fase di emergenza che qualche anno pi\u00f9 tardi avrebbe portato al \u00a8fenomeno\u00a8 Berlusconi. A partire da questo contesto storico, per questa e altre ragioni, i tribunali hanno via via aumentato la loro importanza nella vita pubblica in molti paesi. Il caso pi\u00f9 recente e forse uno dei pi\u00f9 drammatici che io conosca \u00e8 sicuramente rappresentato\u00a0 dall\u00b4operazione \u00a8Lava Jato\u00a8 in atto in Brasile.<\/p>\n<p>Iniziata nel marzo del 2014, quest&#8217;operazione giudiziaria di lotta alla corruzione, ha coinvolto pi\u00f9 di un centinaio di politici di spicco, imprenditori e manager e si \u00e8 piano piano trasformata nell\u00b4evento determinante della vita politica del Paese. Entrando nella sua 24\u00a8 fase, con il coinvolgimento dell\u00b4ex presidente Lula da Silva e con la sua conduzione coatta e spettacolare all\u00b4interrogatorio, si \u00e8 transformata in una crisi di proporzioni simili a quella che port\u00f2 al colpo di stato del 1964 e che instaur\u00f2 un odiosa dittatura militare che sarebbe durata fino al 1985. Il sistema giudiziario, che ha tra i suoi compiti fondamentali la difesa dell\u00b4ordine giuridico, si st\u00e0 transformando in un pericoloso fattore di disordine giuridico. Attraverso decisioni giudiziarie chiaramente illegali e incostituzionali, con una selettiva, grossolana, zelante attivit\u00e0 persecutoria, una promiscuit\u00e0 a tutto tondo dell\u00b4informazione asservita alle solite elites poltiche conservatrici,\u00a0 si \u00e8 instaurato il caos giudiziario che ha accentuato la gi\u00e0 grave sensazione di insicurezza \u00a0e aumentato pericolosamente la polarizzazione dello scontro sociale e politico.<\/p>\n<p>Com l\u00b4ordine giuridico trasformato in disordine giuridico, con una democrazia sotto sequestro, la vita politica del Paese si \u00e8 transformata in un potenziale campo di battaglia per avventurieri e avvoltoi politici. Arrivati a questo punto dobbiamo porci importanti domande. Come siamo potuti arrivare a tanto? A chi giova tutto questo? Cosa deve essere fatto per salvare la democrazia brasiliana e le istituzioni che la sostengono e salvare il sistema giudiziario? Come poter sconfiggere questa Idra di molte teste in modo che recidendone una non venga sostituita da un numero maggiore? Cerco attraverso il ragionamento possibili percorsi esplicativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><strong>Come siamo potuti arrivare a tanto?<\/strong> <\/u><\/p>\n<p>Per quale motivo l\u00b4Operazione Lava Jato sta superando ogni limite di polemica mai suscitato da altre indagini importanti? Notate che la similitudine con il processo Mani Pulite \u00e8 stata spesso evocata per giustificare le reazioni istintive ed eccitate da parte dell\u00b4opinione pubblica all\u00b4attivit\u00e0 giudiziaria. Ma le somiglianze sono pi\u00f9 apparenti che reali.<\/p>\n<p>Anzi: ci sono due differenze fondamentali tra le due operazioni. In Mani Pulite, i magistrati italiani si preoccuparono di rispettare\u00a0 scrupolosamente le regole del Processo Penale e in molti casi si preoccuparono di rispettare e applicare un insieme normativo che probabilmente e strategicamente era stato lasciato immutato da un sistema conformista e conivente com i privilegi della classe politica che dominava dal primo dopoguerra, preoccupandosi di investigare com egual scrupolo e zelo tutti i politici coinvolti nei processi di corruzione, senza fare nessuna distinzione tra governo e opposizione. Al contrario della Lava Jato che invece \u00e8 fortemente persecutoria nei confronti di determinati partiti, i magistrati italiani assunsero una posizione totalmente neutra difendendo il sistema giudiziario italiano dagli attacchi che sarebbero sicuramente fioccati se avesse agito diversamente.<\/p>\n<p><strong><u>A causa della sua parzialit\u00e0 politica, la Lava Jato non pu\u00f2 essere comparata a Mani Pulite. Forse si sta tentando instaurare in Brasile una Repubblica Giudiziaria Fantoccio.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Esattamente il contrario del triste spettacolo che il sistema giudiziario brasiliano sta dando al mondo. L\u00b4impatto dell\u00b4azione dei magistrati italiani fu tale da far nascere il termine Repubblica dei Giudici. Per quanto riguarda la frenetica attivit\u00e0 dei magistrati della Lava Jato invece possiamo legitimamente parlare di Repubblica dei Burattini di Curitiba. Per quale motivo? Per l\u00b4eccessiva sensibilit\u00e0 agli stimoli che subiscono dall\u00b4esterno e che alimentano ed indirizzano il fervore dell\u00b4attivit\u00e0 di fatto giustizialista dei giudici di Curitiba,\u00a0 strumentalizzazione che non si manifest\u00f2 negli stessi termini, nel caso di Mani Pulite. Questa spinta esterna sembra sospingere e indirizzare in maniera mirata le investigazioni e le accuse dei giudici. Infatti nonostante siano coinvolti anche importanti esponenti di partiti non appartenenti alla compagine governativa, \u00e8 abbastanza lampante che esista una particolare attenzione soprattutto nei confronti di quelli appartenenti al Partido dos Trabalhadores com l\u00b4obiettivo, oggi innegabile, di uccidere politicamente l\u00b4ex Presidente Lula da Silva e l\u00b4attuale Presidente Dilma Roussef.<\/p>\n<p>Attraverso questi stimoli esterni e per la specificit\u00e0 dell\u00b4azione giudiziaria l\u00b4operazione Lava Jato al contrario evoca un\u00b4altra operazione giudiziaria, quella accaduta in Germania durante la Repubblica di Weimar, proprio all\u00b4indomani del disatro bellico culminato con la resa del 1918. A partire da questa data in un escalation di violenze, perpetrate sia dall\u00b4estrema destra che dall\u00b4estrema sinistra, i tribunali tedeschi usarono due pesi e due misure nel reprimere i crimini che stavano ocorrendo. Duri e severi nel punire i crimini dell\u00b4estrema sinistra, benevolenti e giustificativi con quelli provenienti dall\u00b4estrema destra, la stessa che avrebbe solo qualche anno pi\u00f9 tardi portato al potere Hitler.<\/p>\n<p>Nel caso brasiliano questo stimolo esterno \u00e8 esercitato dall\u00b4elite economica e dalle sue forze politiche di riferimento che non solo non riescono ad accettare\u00a0 la sconfitta subita nelle elezioni del 2014 ma che nell\u00b4attuale contesto di crisi econ\u00f4mica Internazionale non vogliono correre il rischio di non poter controllare direttamente l\u00b4uso degli ingenti fondi statali. Fondi ai quali in passato avevano sempre potuto attingere quando necessario. Una minaccia che si \u00e8 materializzate e fatta ancor pi\u00f9 minacciosa quando con la cresciente possibilit\u00e0 di una nuova candidatura nel 2018 del Presidente che aveva abbandonato il suo mandato con una percentuale di approvazione popolare intorno\u00a0 all\u00b4 80%\u00a0 bem superiore a qualsiasi altro Presidente succedutosi nel Palazzo del Planalto dal 1988 ad oggi.<\/p>\n<p>A partire\u00a0 da questo momento la democrazia brasiliana ha smesso di essere utile e funzionale al blocco politico conservatore che ne ha immediatamente esacerbato il processo di destabilizzazione. Il segnale pi\u00f9 evidente di questa voglia antidemocratica \u00e8 stato il movimento pro-impeachment della Presidente Dilma, pochi mesi dopo essere entrata in carica. Um episodio che se non completamente inedito\u00a0 (Collor) per lo meno molto discutibile alla luce delle tre ultime decadi di storia democratica del Paese. Bloccati dalle regole democratiche nella loro lotta per il potere (tirannia democratica) hanno procurato e individuato organi meno dipendenti dalle regole democratiche per ottenere il loro scopo, appunto il potere giudiziario di alcuni tribunali.<\/p>\n<p>L\u00b4operazione Lava Jato, che in se stessa \u00e8 um operazione encomiabile, \u00e8 stata individuata come strumento utilizzabile. Contando com una cultura giuridica conservatrice che domina nel sistema giuridico nazionale, nelle universit\u00e0 di Diritto e nel paese in generale e con il formidabile, decisivo e micidiale appoggio dell\u00b4apparato mediatico, il blocco conservatore ha fatto di tutto per indirizzare la Lava Jato, facendola uscire dal suo percorso iniziale di necessario e globale approfondimento democratico sui vari crimini commessi e trasformandola in una micidiale arma di sterminio politico. Con il disegno di salvaguardare l\u00b4aspetto formale della Lava Jato, ma alterandone profondamente la struttura funzionale, sovrapponendo alla logica giudiziaria la logica politica. Mentre la logica giudiziaria si deve barcamenare tra le esigenze investigative e il rispetto delle regole democratiche e costituzionali, la logica politica ne \u00e8 imune e se animata da pulsioni antidemocratiche giustifica i mezzi in funzione del fine che si propone e quanto pi\u00f9 accetta questa logica tanto pi\u00f9 diventa efficace.<\/p>\n<p><strong><u>Una volta al potere, il PT ha governato all&#8217;antica. Convinto che sarebbe stato trattato con la stessa benevolenza nel commettere le irregolarit\u00e0 di sempre.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>In tutto questo processo tre fattori, tra i tanti, sono stati fondamentali ed hanno giocato a\u00a0 favore del progetto del blocco conservatore. Primo fattore, la drammatica rinuncia da parte del PT a condurre una reale politica democratica di sinistra. Una volta al potere il PT ha preferito governare all&#8217;antica (ossia attraverso oligarchie) perseguendo fini nuovi e innovatori. Senza aver tenuto conto della lezione della repubblica di Weimar si \u00e8 convinto che le irregolarit\u00e0 che commetteva sarebbero state viste e trattate con la stessa benevolenza con la quale venivano viste e trattate le stesse irregolarit\u00e0 commesse dalla vecchia elite politica e economica conservatrice che aveva comandato in questo paese sin dall\u00b4indipendenza.<\/p>\n<p>Ignorando la lezione marxista che sosteneva di aver appreso, non \u00e8 stato capace di capire che il capitalismo si fida solamente dei capitalisti per governare e che non dimostra nessuna gratitudine per chi, non essendo di fatto capitalista, gli fa dei favori. Favorito dell\u00b4eccezionale e positivo momento econ\u00f4mico rappresentato dalla incredibile valorizazzione delle materie prime a causa dall\u2019esplosione industriale della Cina, ha incentivato i ricchi ad arricchirsi ancor di piu.<\/p>\n<p>L\u00b4 incredibile momento favorevole dell\u00b4economia internazionale che solamente attraverso delle politiche nuove avrebbe garantito\u00a0 reale solidit\u00e0 alle politiche di ridistribuzione sociale di ricchezza, non preoccupandosi di avviare una riforma politica indispensabile per neutralizzare la promiscuit\u00e0 tra potere economico e potere politico, di impiantare una riforma fiscale finalizzata in redistribuire le ricchezze e finanziare le riforme sociali anche quando non sarebbero pi\u00f9 continuati a pioveri i soldi delle commodities legati al petrolio e alle materie prime e a studiare una riforma delle leggi che governano l\u00b4informazione per garantire una reale pluralit\u00e0 dei media. Di fatto adesso \u00e8 tardi per tutto questo che doveva essere fatto in quel momento positivo e non in un periodo di crisi come questo.<\/p>\n<p>Eccolo qui il secondo fattore, la crisi economica globale e il ferreo controllo che ha su di essa chi di fatto ne \u00e8 la causa, ossia la grande finanza, schiava della sua ingordigia autodistruttiva, distruegge con il pretesto che \u00e8 necessario a creare altra ricchezza, transformando il danaro da mezzo di scambio a merce per eccellenza e strumento principe di speculazione. L\u00b4ipertrofia dei mercati non permette crescita economica e anzi esige politiche di austerity, politiche che investono i poveri del dovere di aiutare i ricchi a mantenere le loro ricchezze e se possibile, perch\u00e9 no, a renderli ancora pi\u00f9 ricchi. In queste condizioni la traballante classe media creatasi nel periodo precedente si \u00e8 ritrovata sull\u00b4orlo dell\u00b4abisso della miseria. Intossicata dai media conservatori ha confuso chi\u00a0 bene o male li ha sempre difesi \u00a0con chi invece \u00e8 il probabile colpevole di quello che gli accade e potrebbe accadergli domani. Senza rendersi conto che quello che gli viene regalato \u00e8\u00a0 consumismo e non effettiva giustizia sociale.<\/p>\n<p>Il terzo fattore che gioca a favore del blocco conservatore \u00e8 il ritorno ad una decisa poltica imperialista da parte degli Stati Uniti dopo le sue scorribande Medio Orientali. Cinquantanni fa gli interessi imperialisti prediligevano le dittature militari per determinare le politiche economiche che gli facevano comodo e per mettere in riga i vari paesi del continente Sudamericano. Oggi usano altri mezzi, oggi preferiscono\u00a0 finanziare proggetti di disinvestimeno econ\u00f4mico locale, varie ONG nelle quali la difesa della democrazia \u00e8 di fatto la facciata usata per attaccare governi progressisti attraverso sloogan abbastanza obsoileti (abbasso il comunismo, abbasso il marxismo, abbasso Paulo Freire, non siamo il Venezuela, ecc. ecc.) In una epoca nella quale la dittatura pu\u00f2 essere sostituita anche dalla democrazia se questa accetta di curare gli interessi economici di una certa classe dominante, visto che i militari, ancora traunatizzati dalle esperienze precedenti, sembrano non disposti a intraprendere nuove avventure autoritarie, queste forme di destabilizzazione sono considerate pi\u00f9 efficaci e permettono di sostituire governi progressisti con governi conservatori mantenendo la facciata democratica. I finanziamenti che circolano oggi in Brasile, provengono da molteplici fondi (la nuova natura dell\u00b4imperialismo diffuso), dalle tradizionali organizazzioni imparentate alla CIA e ai fratelli Koch, che negli Stati Uniti finanziano la politica pi\u00f9 conservatrice e che hanno interessi soprattutto nel settore petrolifero e alle organizzazioni evangeliche nord americane.<\/p>\n<p><strong><u>Come salvare la democrazia brasiliana?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La prima cosa da fare \u00e8 trovare un modo di salvare ll potere giudiziario dall\u00b4abisso nel quale sta precipitando. Per far questo bisogna che la parte sana della giustizia che sicuramente rappresenta la maggioranza si assuma la responsabilit\u00e0 di riportare ordine, serenit\u00e0 e misura all\u00b4interno degli organi giudiziari. Il principio che deve essere seguito \u00e0 semplice da individuare: l\u00b4indipendenza dei tribunali in uno stato di diritto ha l\u00b4obiettivo di permettere ai tribunali di svolgere il proprio lavoro nel rispetto dell\u00b4ordine e della civile convivenza democratica. Per permettere questo, non si pu\u00f2 prescindere dall\u00b4indipendenza da altri interessi che questi siano politici, corporativi o economici, per potenti che possano essere.<\/p>\n<p>Um principio facile a\u00a0 dirsi ma difficile a compiersi. La maggior responsabilit\u00e0 sta nelle mani di due organi. Il STF ( Supremo Tribunale Federale) che deve prendersi le sue responsabilit\u00e0 e competenze come massimo garante dell\u00b4ordine giuridico e scrivere la parola fine nell\u00b4anarchia che si sta instaurando. Molte decisioni cruciali spetteranno al STF nei prossimi giorni, decisioni che devono essere prese costi quel che costi. Il STF in questo momento rappresenta l\u00b4unico organo istituzionale che pu\u00f2 porre fine alle dinamiche fuori dalle regole che il paese e la giustizia in particolare stanno vivendo. A sua volta il CNJ ( Consiglio Nazionale di Giustizia), che \u00e8 l\u00b4organo che vigila sul comportamento dei magistrati, deve instaurare um processo disciplinare nei confronti del Giudice Moro e di tutti i suoi collaboratori, per abuso processuale reiterato. Senza delle pene esemplari, il sistema giudiziario brasiliano rischia di perdere il decisivo peso istituzionale che ha conquistato nelle ultime decadi, importanza che non \u00e8 stata conquistata per favorire forze politiche di sinistra. Ma \u00e8 stata conquistata dimostrando coerenza e correttezza tra mezzi e fini.<\/p>\n<p><strong><u>La guerra non \u00e8 persa, ma non potr\u00e0 essere vinta attraverso solo sconfitte. Sconfitte che saranno inevitabili se non si decider\u00e0 di cambiare.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Se questo primo obiettivo sar\u00e0 raggiunto, la separazione tra i vari poteri sar\u00e0 garantita ed il processo politico democratico far\u00e0 il suo giusto corso. Il Governo Dilma ha deciso di eleggere a Ministo Lula da Silva. \u00c8 un suo diritto poterlo fare e non \u00e8 compito di nessuna istituzione e particolarmente a quella giudiziaria, impedirla. Non si tratta di fuggire dalla giustizia, Lula \u00e8 un uomo politico che non \u00e8 mai scappato da una lotta, inoltre, fatto non irrelevante alla luce del funzionamento della giustizia brasiliana, come ministro sar\u00e0 giudicato dallo stesso tribunale che lo avrebbe dovuto, in ogni caso, giudicare Sarebbe um errore gravissimo e um aberrazione giuridica insistere nel mantenere Moro come titolare naturale delle indagini inerenti l\u00b4ex presidente Lula. Rimane possibile e lecito criticare la decisione della presidente Dilma da un punto di vista politico, decisione che la Presidente sa benissimo essere una decisione azzardata. E ancor pi\u00f9 rischiosa qualora Lula non dimostrasse di essere di fato in grado di dare um apporto cos\u00ec decisivo alla politica del governo da poter sottrarre forza ai conservatori e contenere il logorio che questi esercitano sul governo.<\/p>\n<p>Di fatto, qualora la decisione di Dilma dovesse rivelarsi sballata, solo nuove elezioni presidenziali anticipate permetterebbero um ritorno alla normalit\u00e0. La carrira politica dei due sarebbe irrimediabilmente finita nel peggiore dei modi e per un politico che ha contribuito a restituire tanta dignit\u00e0 a milioni di brasiliani sarebbe ancora pi\u00f9 grave. Inoltre ci vorrebbero molti anni per lo stesso PT riguadagnare la credibilit\u00e0 popolare e solo passando per um profondo processo di trasformazione.<\/p>\n<p>Se invece la decisione si dimostrasse correta in ogni caso il giverno Dilma dovr\u00e0 cambiare urgentemente la sua politica econ\u00f4mica per non tradire la fiducia di milioni di brasiliani che son pronti a scendere in Piazza contro i golpisti. Se il governo vuole meritarsi questo decisivo aiuto da parte del suo popolo deve dargli motivi reali nei quali credere e per i quali combattere. Quindi o al governo o all\u00b4opposizione il PT \u00e8 obbligato a reinventarsi, compito ancor pi\u00f9 difficile rimanendo al governo.<\/p>\n<p>Il terzo compito \u00e8 il pi\u00f9 complesso, perch\u00e9 nei prossimi giorni la democrazia brasiliana dovr\u00e0 essere difesa nelle istituzioni ma anche nelle piazze. Dato che nelle piazze non si fa politica istituzionale questa dovr\u00e0 essere fatta nei luoghi giusti e con priorit\u00e0 assoluta, e alla luce dei venti e delle pulsioni antidemocratiche e autoritarie che circolano. Le manovre di destabilizzazione continueranno e di volta in volta saranno sempre pi\u00f9 aggressive ove il governo e le forze che lo sostengono si dimostrino deboli. Si infiltreranno provocatori nei movimenti, nelle organizzazioni popolari\u00a0 e nelle manifestazioni pacifiche che si faranno. Bisogner\u00e0 essere vigili per non permettere a queste infiltrazioni di far apparire come violente e criminali le organizzazioni che appoggiano l\u2019attuale governo, cosi da poter essere represse con uso della forza anche dietro la facciata dell\u00b4uso democratico della stessa. In qualche modo, come sostenuto da Tarso Genro, il momento critico gi\u00e0 \u00e8 in atto, e lo slogan \u00a8Non ci sar\u00e0 Golpe\u00a8va inteso come denuncia di um processo gi\u00e0 in atto, um tipo di Golpe nuovo che deve assolutamente essere neutralizzato.<\/p>\n<p>La democrazia brasiliana pu\u00f2 imparare dalle esperienze recenti di alcuni stati vicini. Le varie politiche progressiste che sono state realizzate nel continente sud americano non hanno permesso um reale spostamento a sinistra del baricentro politico a partire dal quale si definiscono le posizioni destra e sinistra. Per questo motivo quando i governi progressisti vengo sconfitti la destra riprende il potere con estrema determinazione e si adopera per\u00a0 distruggere rapidamente tutte le politiche sociali fatte in favore delle classi meno agiate nel periodo anteriore. Le destre vengono animate da um animo di vendetta e con l\u00b4intento di non permettere che possano ricrearsi\u00a0 condizioni, anche in um futuro remoto, che permettano un ritorno al potere dei progressisti. E per far questo possono contare sull\u00b4appoggio della finanza Internazionale che li appoggia nel convincere i pi\u00f9 poveri che le politiche di austerity sono politiche inevitabili e che nessun partito o movimento pu\u00f2 prescindere da esse, presentandole come um destino inevitabile. Il Governo Macri in Argentina \u00e8 um esempio lampante di tutto questo.<\/p>\n<p>La guerra non \u00e8 persa, ma non potr\u00e0 essere vinta attraverso solo sconfitte. Sconfitte che saranno inevitabili se non si decider\u00e0 di cambiare.<\/p>\n<p>di Boaventura de Sousa Santos<\/p>\n<p>Traduzione dal portoghese di Guido Finizia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il potere giudiziario e i media attaccano la democrazia. Lava Jato non pu\u00f2 essere paragonata a Mani Pulite. 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