{"id":28842,"date":"2012-12-18T16:52:23","date_gmt":"2012-12-18T16:52:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=28842"},"modified":"2012-12-18T20:06:43","modified_gmt":"2012-12-18T20:06:43","slug":"usa-tra-censura-e-propaganda-intervista-ad-amber-lyon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/12\/usa-tra-censura-e-propaganda-intervista-ad-amber-lyon\/","title":{"rendered":"Usa, tra censura e propaganda. Intervista ad Amber Lyon"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo la prima parte dell&#8217;intervista alla giornalista investigativa americana Amber Lyon nota per il suo impegno nel portare alla luce le cause celate all&#8217;opinione pubblica. Ex corrispondente della CNN, Amber Lyon ha accusato il network di aver sistematicamente censurato i resoconti pi\u00f9 importanti sulla rivoluzione in Bahrain.<\/em><br \/>\nVerit\u00e0 che affiorano gradualmente, mura che si sgretolano abbattute dalla volont\u00e0 di fuoriuscire dalla cultura del falso e dalle ipocrisie e manipolazioni partigiane che riemergono dai fondali pi\u00f9 bui. Il cammino \u00e8 lungo e presenta enormi ostacoli, ma \u00e8 possibile entrare in una reale era di cambiamento sotto la spinta della moralit\u00e0 e dell\u2019etica nei comportamenti quotidiani degli individui.<\/p>\n<p>Una nota giornalista d\u2019investigazione della CNN un giorno decide di guardare la realt\u00e0 da una prospettiva diversa e in questo gradito &#8216;risveglio&#8217; racconta, scrive, si mobilita rischiando in prima persona e divenendo la paladina delle cause, quelle interne agli USA e quelle internazionali, oscurate, censurate, celate all\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>In scenari nazionali e internazionali decorati di manipolazione e strumentalizzazioni mediatiche, Amber Lyon diventa simbolo di un giornalismo al servizio della gente incarnando il desiderio di testimonianza ed attivismo con il fine di ricercare la verit\u00e0. <em>Il Cambiamento<\/em> l\u2019ha contattata per raccontare la sua vicenda e il suo agire scomodo che anche i mass-media nostrani si guardano bene dal fare emergere.<\/p>\n<p><strong>La tua esperienza professionale non \u00e8 nota in Italia. Potresti raccontarci la tua storia come giornalista della CNN?<\/strong><\/p>\n<p>Sono stata giornalista d\u2019investigazione e documentarista per la CNN dal 2010 al 2012 prima di essere stata licenziata nell\u2019aprile del 2012 quando la CNN ha deciso di smantellare l\u2019unit\u00e0 di investigazione e documentari.\u00a0Malgrado le minacce ricevute dalla CNN, ho deciso di dire stop alla censura e l\u2019ho fatto attraverso una serie di <a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/world\/2012\/sep\/04\/cnn-international-documentary-bahrain-arab-spring-repression\" target=\"_blank\">servizi del giornalista d\u2019investigazione Glenn Greenwald<\/a>. Ho rapidamente avvertito il valore di questa apertura e della divulgazione pubblica. Le vicende di politica estera sono di gran lunga pi\u00f9 importanti di ogni conseguenza che avrei potuto subire.<\/p>\n<div><img decoding=\"async\" title=\"Amber Lyon\" src=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/foto\/250\/lyon_amber.jpg\" alt=\"amber lyon\" \/><br \/>\n<strong>Ex corrispondente della CNN, Amber Lyon ha accusato il network di aver sistematicamente censurato i resoconti pi\u00f9 importanti sulla rivoluzione in Bahrain<\/strong><\/div>\n<p><strong>Cosa \u00e8 successo, come sono andate le cose?<\/strong><\/p>\n<p>CNN International rifiut\u00f2 in maniera molto sospetta di trasmettere i documentari <em>\u201ciRevolution\u201d<\/em> che ci erano stati commissionati e che, tra l\u2019altro, erano pluripremiati. Eppure aveva gi\u00e0 speso tanto per produrli e per coprire una notizia internazionale molto appetibile: il ruolo vitale dei social media nella spinta alla Primavera Araba. Ma il documentario divenne anche la pi\u00f9 sfrontata rivelazione mai prodotta sino a quel momento da un network sul brutale regime in atto in Bahrain.<\/p>\n<p>A mia insaputa, la CNN riceveva da anni denaro dal Bahrain per evitare ogni copertura su ci\u00f2 che accade in quel paese e, ancora peggio, per propagandare e sponsorizzare il regime. Ne \u00e8 un esempio, lo spazio \u201ciList Barhain! condotto da Richard Quest, con una gioviale intervista con il principe del Barhain che pubblicizzava il suo operato, progressista e riformatore. Ne sono inoltre testimonianza i veri e propri <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2yVm8p95gww\" target=\"_blank\">spot<\/a> o le pagine del <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/SPECIALS\/2010\/ilist\/bahrain\/\" target=\"_blank\">sito web della CNN sul Barhain<\/a> che mostrano fantastiche storie sul conto di quel paese dimenticando di integrarle con le deplorevoli vicende di violazioni dei diritti umani. In tutto questo la CNN non ha mai avvisato il pubblico che quegli spazi ed i loro contenuti erano pagati dal regime. D\u2019altro canto, la CNN non mi inform\u00f2 neppure che da tempo immemore in Barhain gli attivisti dei diritti umani rischiano sistematicamente la vita. Espose cos\u00ec me e la mia troupe alla brutalit\u00e0 di quel paese.<\/p>\n<p><strong>Raccontaci un po\u2019 di pi\u00f9 della tua esperienza laggi\u00f9 e del documentario <em>\u201ciRevolution\u201d<\/em> <\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo girato <em>\u201ciRevolution\u201d<\/em> in Bahrain in marzo 2011. A quell\u2019epoca eravamo i soli reporter di una televisione internazionale presenti nel paese. Proprio in quel periodo il Barhain, con l\u2019aiuto delle truppe saudite, alleate con gli USA, stavano brutalmente reprimendo dei manifestanti favorevoli alla democrazia. Le forze del Bahrain e quelle dell\u2019Arabia Saudita hanno letteralmente militarizzato gli ospedali del paese, hanno torturato i medici, i pazienti, i giornalisti e hanno utilizzato armi di controllo di massa, approvate dall\u2019ONU, e pallettoni per soffocare chi protestava.<\/p>\n<p>Alcuni attivisti, la mia troupe ed io siamo stati violentemente trattenuti dalle forze di sicurezza dopo essere stati fermati in alcuni villaggi a filmare gli abusi sui diritti umani. Militari con il volto coperto, armati, hanno costretto al suolo quattro di noi, hanno preso le attrezzature e cancellato tutti i video che hanno trovato nel tentativo di fare sparire l\u2019evidenza dei fatti che avrebbe avvalorato le proteste in corso e dato credibilit\u00e0 ai manifestanti.<\/p>\n<p>Ma all\u2019insaputa delle autorit\u00e0, la maggior parte dei nostri video li avevamo archiviati e tenuti nascosti. Potete immaginare la sorpresa del regime quando siamo rientrati negli Usa nell\u2019aprile 2011 e quando cominciammo a trasmettere i servizi sulla brutalit\u00e0 del regime sia alla CNN US che <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/video\/#\/video\/world\/2011\/04\/11\/lyon.bahrain.scared.people.cnn?iref=allsearch\" target=\"_blank\">su CNN International<\/a>.<\/p>\n<div><img decoding=\"async\" title=\"CNN\" src=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/foto\/250\/cnn.jpg\" alt=\"cnn\" \/><br \/>\n<strong>&#8220;Il Barhain non \u00e8 il solo cliente pagante della CNN. La CNN fa affari con il Nigeria, l\u2019Ucraina, il Libano, la Georgia, il Kazakhstan&#8221;<\/strong><\/div>\n<p><strong>Inizialmente dunque la CNN mand\u00f2 in onda i vostri reportage?<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019inizio la CNN trasmise i miei servizi abbastanza frequentemente e senza nessuna scocciatura. Solamente per una settimana, ma, visto che la mi voce e la mia influenza stavano crescendo rapidamente, i dirigenti della CNN cominciarono a minacciarmi di volta in volta sempre pi\u00f9 dicendo inoltre che continuavano a ricevere lamentele dal Barhain. Progressivamente, le mie storie furono esaminate minuziosamente e fui costretta ad integrare nei servizi dei contributi accondiscendenti, ma ben presto la situazione divenne estenuante e cos\u00ec ho rifiutato di scendere a compromessi, come hanno fatto in tanti. Quando nel giugno 2011 <em>\u201ciRevolution\u201d<\/em> fu completato la CNN International ci comunic\u00f2 che il documentario non sarebbe stato trasmesso. Molto strano visto che un documentario sulla Primavera Araba rappresentava, in quel momento, una tra le pi\u00f9 grandi ed importanti storie dell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n<p><strong>Come fu giustificata quella decisione dalla CNN International?<\/strong><\/p>\n<p>La CNN giustific\u00f2 il rifiuto alla trasmissione del documentario come una scelta meramente editoriale. Ma naturalmente il tutto era legato alle relazioni di sponsorship del canale con il regime del Barhain e alla conseguente censura da portare avanti. In seguito alla mia pressione, la CNN ammise di prendere soldi dal regime del Barhain, cos\u00ec come accade per molti altri canali e organi mediatici internazionali. Chiesi allora alla CNN da quali e quanti governi mondiali trae profitto in cambio di un\u2019informazione positiva e di parte. E quali sono le trasmissioni \u201csponsorizzate\u201d. Dopo anni di duro lavoro, fatto con passione per la CNN, meritavo una risposta che invece non \u00e8 mai arrivata. Il Barhain non \u00e8 il solo cliente pagante della CNN. La CNN <a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/commentisfree\/2012\/sep\/04\/cnn-business-state-sponsored-news\" target=\"_blank\">fa affari<\/a> con il Nigeria, l\u2019Ucraina, il Libano, la Georgia, il Kazakhstan .<\/p>\n<div><img decoding=\"async\" title=\"Ahmadinejad\" src=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/foto\/250\/ahmadinejad2.jpg\" alt=\"ahmadinejad\" \/><br \/>\n<strong>Una delle \u201ccampagne di sveglia\u201d dell\u2019opinione pubblica portata avanti da Amber Lyon \u00e8 relativa alla propaganda del governo Usa contro l\u2019Iran e il Presidente Ahmadinejad<\/strong><\/div>\n<p><strong>Dopo avere lasciato la CNN, hai dato vita ad una serie di iniziative finalizzate a svegliare la gente e l\u2019opinione pubblica, una sorta di campagna di consapevolezza e conoscenza su differenti tematiche non solo interne agli USA.<\/strong><\/p>\n<p>La mia storia alla CNN mi ha svegliata e mi ha messo davanti ad un\u2019aspra realt\u00e0 e cio\u00e8 che i principali canali d\u2019informazione negli Stati Uniti alimentano la propaganda pubblica allineandosi ai desideri dello Governo statunitense. Un esempio calzante \u00e8 stata la propaganda, che non definisco neppure giornalismo, condotta dai maggiori canali mediatici prima della guerra in Iraq per influenzare l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>I principali canali, inclusa la CNN, ripetevano costantemente la frase utilizzata dal Governo americano \u201cSaddam Hussein possiede armi di distruzione di massa\u201d, successivamente si \u00e8 capito che era una falsa affermazione, ma era ormai troppo tardi. Ad ogni modo quella frase \u00e8 stata ripetuta dai media cos\u00ec tante volte, malgrado nessuno si preoccup\u00f2 di verificarne indipendentemente la veridicit\u00e0, che si \u00e8 diffusa una tale la paura tra la gente e l\u2019opinione pubblica da convincere gli americani che la guerra fosse necessaria. Questo non \u00e8 giornalismo. E\u2019 propaganda ed \u00e8 molto pericolosa nei confronti della gente comune per il suo effetto psicologico che porta poi a registrare quella informazione come verit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Una tra le tue \u201ccampagne di sveglia\u201d dell\u2019opinione pubblica \u00e8 relativa alla propaganda del governo statunitense contro l\u2019Iran e il Presidente Ahmadinejad<\/strong><\/p>\n<p>La stessa propaganda mediatica mainstream \u00e8 tuttora a lavoro. Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo dell\u2019Iraq, ma dell\u2019Iran. Non sto dicendo che appoggio o sono pro Ahmadinejad, ma voglio sottolineare come ci sia un\u2019azione propagandistica enorme rivolta al pubblico statunitense per demonizzare l\u2019Iran.Questo \u00e8 molto sospetto e pericoloso. Il meanstream americano costantemente ripete la frase \u201cAhmadinejad vuole cancellare Israele dalla carta geografica\u201d anche se \u00e8 stato provato che Ahmadinejad non abbia mai pronunciato questa frase.<\/p>\n<p>\u00c8 una situazione simile a quella delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Si usa la propaganda contro l\u2019Iran e, sistematicamente, si mostrano dei report negativi sull\u2019Iran per spaventare il pubblico americano e preparare il terreno per una guerra in Iran. E dir\u00f2 di pi\u00f9, lo scorso settembre alle Nazioni Unite, mentre Ahmadinejad stava parlando in diretta, la CNN <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VBqwgvZuVks\" target=\"_blank\">lo ha tagliato<\/a>. Il conduttore ha coperto l\u2019audio proprio quando Ahmadinejad cominciava a discutere la possibilit\u00e0 di una pace tra tutte le nazioni. Cos\u00ec, anzich\u00e9, permettere al pubblico di ascoltare ci\u00f2 che aveva da dire, l\u2019audio \u00e8 stato abbassato ed il conduttore aggiunse commenti accondiscendenti. Questo non \u00e8 giornalismo.<\/p>\n<p><em>Continua&#8230;<\/em><\/p>\n<h4>di <a href=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/autori\/dario_lo_scalzo\/\">Dario Lo Scalzo<\/a><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo la prima parte dell&#8217;intervista alla giornalista investigativa americana Amber Lyon nota per il suo impegno nel portare alla luce le cause celate all&#8217;opinione pubblica. 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