{"id":285844,"date":"2016-03-03T11:22:00","date_gmt":"2016-03-03T11:22:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=285844"},"modified":"2016-03-03T11:22:00","modified_gmt":"2016-03-03T11:22:00","slug":"i-trattati-di-libero-scambio-commerciale-sono-armi-di-distruzione-di-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/03\/i-trattati-di-libero-scambio-commerciale-sono-armi-di-distruzione-di-massa\/","title":{"rendered":"I trattati di libero scambio commerciale sono armi di distruzione di massa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">&#8220;Il commercio \u00e8 guerra&#8221;. Tale \u00e8 la conclusione senza fronzoli a cui arriva Yash Tandon dopo aver assistito da vicino, per diversi decenni, a negoziati commerciali internazionali al fianco dei paesi del sud. In un libro pubblicato alcuni mesi fa dimostra come la storia del libero scambio, ben lungi dalla retorica sullo sviluppo e la crescita, si riduce ad una continua dominazione dei paesi poveri da parte dei paesi occidentali e delle loro multinazionali. Oggi\u00a0che si \u00e8 aperto il\u00a0dibattito sul trattato di libero scambio transatlantico, gli europei cominciano a sperimentare ci\u00f2 che rappresenta, da sempre, la realt\u00e0 dall&#8217;altra parte del pianeta.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">E se il commercio internazionale e gli accordi commerciali non fossero alla fin fine che un\u2019arma al servizio delle potenze occidentali e delle loro imprese, per sfruttare e mantenere sotto dominazione le popolazioni del sud del mondo e i loro governi? Siamo abituati a considerare l&#8217;arena commerciale internazionale con un occhio, se non positivo, almeno neutrale. Le popolazioni povere nei paesi del sud non hanno forse tutto da guadagnare commerciando ed esportando i loro prodotti? E dopo tutto, il dominio delle regole, quand\u2019anche si tratti di regole commerciali, non si oppone forse, per definizione, a quello della costrizione e della forza bruta? Certo, si dir\u00e0, si pu\u00f2 migliorare il quadro del commercio mondiale attraverso il rafforzamento delle norme sociali e ambientali, ma anche lo status quo non \u00e8 comunque preferibile a quello che sarebbe l&#8217;unica alternativa possibile: la totale assenza di regole?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Queste dolci certezze, condivise da molti cittadini europei, cominciano a essere un po&#8217; scosse con l&#8217;emergere del dibattito sul progetto di trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti conosciuto come Tafta o TTIP. Un trattato commerciale negoziato nel pi\u00f9 gran segreto, e che minaccia di ridurre le norme sociali e ambientali al loro minimo comune denominatore, di dare \u00a0alle multinazionali il diritto di citare in giudizio quei governi che dovessero mettere in atto politiche nocive per i loro profitti? Non \u00e8 certo cosa atta a rassicurare sulle virt\u00f9 del &#8220;mite commercio [Montesquieu]&#8221;&#8230; Si scopre che a volte le &#8216;regole&#8217; commerciali possono essere utilizzate non per rafforzare lo stato di diritto, ma per costruire uno stato di illegalit\u00e0 e di impunit\u00e0 a beneficio dei pi\u00f9 potenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"nh1\"><\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Secondo Yash Tandon, questa \u00e8 la realt\u00e0 di fondo che si nasconde dietro tutta la retorica sul contributo che il libero scambio darebbe allo sviluppo e alla crescita. E questo fin dall&#8217;inizio, ben prima che si parlasse del Tafta\/TTIP, sin dalla decolonizzazione, dai negoziati <\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/GATT\"><span style=\"color: #000000;\">GATT<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"> e dalla nascita dell\u2019<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/OMC-Organisation-mondiale-du\"><span style=\"color: #000000;\">Organizzazione Mondiale per il commercio<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"> (OMC) . Come spiega in un libro il cui titolo riassume il discorso come meglio non si potrebbe &#8211; Il commercio \u00e8 guerra | <\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/Yash-Tandon-Les-traites-de-libre#nb1\"><span style=\"color: #aa0000;\">1<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"> | -la storia del libero scambio e dei negoziati commerciali internazionali \u00e8 innanzitutto la storia della dominazione continua delle popolazioni del Sud del mondo da parte dell\u2019Europa e degli Stati Uniti, dapprima nel settore dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;alimentazione (che rimane tutt&#8217;oggi un punto di grandi controversie in seno all\u2019OMC), poi nel settore industriale e oggi sempre pi\u00f9 nel campo della propriet\u00e0 intellettuale o dei servizi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><br \/>\nUna storia scritta \u201cnel sangue e nella violenza\u201d.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"nh2\"><\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Una storia che rimane prima di tutto, secondo Yash Tandon, scritta \u201cnel sangue e nella violenza &#8220;: &#8220;Se si restringe la definizione di guerra alla violenza organizzata con coinvolgimento di armi da fuoco, allora certamente ci sono differenze cruciali, sia nei fatti che in diritto, tra guerra e il commercio.<\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Ma in realt\u00e0 il commercio uccide cos\u00ec come fanno le armi di distruzione di massa |<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/Yash-Tandon-Les-traites-de-libre#nb2\"><span style=\"color: #aa0000;\">2<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">|.\u00a0\u00bb Pu\u00f2 uccidere in modo molto diretto, privando i poveri dell\u2019accesso a farmaci essenziali con il pretesto di proteggere la propriet\u00e0 intellettuale, rovinando l&#8217;agricoltura alimentare e minando le politiche di autosufficienza alimentare per promuovere le esportazioni di materie prime, o in caso di imposizione di sanzioni commerciali che privano le popolazioni dell\u2019accesso a generi di prima necessit\u00e0. E comporta anche, secondo Yash Tandon, drammatici effetti indiretti, ostacolando lo sviluppo industriale dell&#8217;Africa e privando gli abitanti del continente dell&#8217;accesso alle loro risorse naturali. \u201cMigliaia di africani tentano di fuggire verso l&#8217;Europa a rischio della propria vita, ma anche all&#8217;interno di Africa ci sono letteralmente milioni di altre persone che sono rifugiati interni, privati delle loro terre e delle altre risorse necessarie per la loro sopravvivenza da imprese globali che li schiacciano per mezzo del potere del capitale e della tecnologia\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"nh3\"><\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Questa diagnosi non proviene da un attivista poco competente o troppo facile all\u2019indignazione. Yash Tandon ha seguito da vicino i negoziati commerciali internazionali per decenni, in quanto negoziatore per l\u2019Uganda, suo paese natale, quindi per il Kenya, come fondatore e Presidente del SEATINI |<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/Yash-Tandon-Les-traites-de-libre#nb3\"><span style=\"color: #aa0000;\">3<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">|, e poi come direttore del <\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/www.southcentre.int\/\"><span style=\"color: #990000;\">South Centre<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">, un think-tank dei paesi del sud con sede a Ginevra.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">La miglior prova degli stretti legami tra commercio e rapporti di forza geopolitici? &#8220;L\u2019Organizzazione mondiale per il commercio \u00e8 l&#8217;unica entit\u00e0 internazionale, oltre al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ad avere un potere reale, quello di imporre sanzioni commerciali.<\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Ma le sanzioni sono un atto di guerra\u201d. E le sanzioni imposte dall&#8217;OMC o in altri contesti multilaterali hanno sempre teso ad allinearsi strettamente con le opzioni geopolitiche delle grandi potenze, a partire dagli Stati Uniti e l&#8217;Europa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><br \/>\nImperialismo<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Bisogna dire che il libro di Yash Tandon \u00e8 anche un forte appello per la pertinenza del concetto di &#8220;imperialismo&#8221;, un po&#8217; passato di moda, nell\u2019analizzare le relazioni internazionali. &#8220;All&#8217;Occidente piacerebbe credere che l&#8217;imperialismo sia finito con la fine della colonizzazione.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><i> Ma non \u00e8 cos\u00ec. Il colonialismo bilaterale si \u00e8 semplicemente trasformato in imperialismo multilaterale. Invece della Gran Bretagna al governo dell\u2019Uganda o la Francia al governo dell&#8217;Algeria, oggi \u00e8 l&#8217;Europa a dominare l\u2019Africa, insieme a Stati Uniti e Giappone. <\/i><\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Questi governano collettivamente attraverso istituzioni di governance globale come il<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"> Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale<\/span><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><em>, l&#8217;OMC e l&#8217;Unione Europea&#8221;<\/em>. L&#8217;ascesa di queste istituzioni internazionali, come quella di potenti multinazionali con interessi propri, in parte distinti da quelli del loro paese d&#8217;origine, non rappresenta che un nuovo aspetto dello stesso sistema globale di dominazione. Per Yash Tandon, ma questo \u00e8 un punto sul quale appare pi\u00f9 difficile seguirlo, l&#8217;emergere della Cina e di altri paesi BRICS (Brasile, Russia, India e Sud Africa) non cambia molto le cose: anche se i paesi BRICS sono &#8220;grandi paesi&#8221;, &#8220;<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><i>nell&#8217;arena del commercio internazionale, della tecnologia, della propriet\u00e0 intellettuale e della finanza internazionale essi rimangono relativamente deboli\u201d.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Se l&#8217;Unione Europea, rispetto al suo partner americano, ama darsi arie virtuose in materia di standard commerciali e relazioni internazionali, tale posizione non resiste alla prova dei fatti. Contrariamente a quanto afferma, l\u2019Europa \u201cnon cerca un sistema globale pi\u00f9 equilibrato, ben il contrario&#8221;. E le cose non hanno fatto che peggiorare con l\u2019adozione, nel 2006, della strategia &#8220;Global Europe&#8221;, fortemente influenzata dagli ambienti economici. Il vecchio continente utilizza l&#8217;arma dell&#8217;OMC in modo anche pi\u00f9 aggressivo degli Stati Uniti per proteggere i propri interessi e quelli delle proprie multinazionali. Con il pretesto di promuovere gli scambi con i paesi pi\u00f9 poveri (i cosiddetti \u201cpaesi ACP\u201d Africa, Caraibi e Pacifico), l&#8217;Unione si adopera anche, soprattutto e sempre pi\u00f9, per promuovere i propri interessi, imponendo loro &#8220;Accordi di partenariato economico&#8221; che rimuovono qualsiasi forma di protezione dei loro mercati nazionali.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><br \/>\nUno stato di diritto di facciata<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Se le regole del commercio internazionale sono cos\u00ec sbilanciate a favore di interessi economici occidentali, come si spiega allora che i leader dei paesi del Sud continuino a ottemperare alle condizioni imposte da Europa e Stati Uniti e ai trattati che vengono loro offerti? &#8220;In teoria, i governi sono &#8216;liberi&#8217; di accettare o rifiutare le disposizioni contenute negli accordi commerciali.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><i> In pratica, i governi del Sud sono ostaggio degli aiuti internazionali, dei capitali e della tecnologia occidentali. <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">I paesi del sud sarebbero in grado di proteggersi solo erigendo barriere commerciali, ma non sono autorizzati a farlo a causa delle regole dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">I negoziati commerciali internazionali fornirebbe cos\u00ec solo la facciata del diritto, mascherando una realt\u00e0 di costrizioni, come dimostrato dalla doppia faccia dell&#8217;OMC: &#8220;Certo, l&#8217;OMC costituisce una piattaforma di negoziazione multilaterale, almeno [nella sua sede] a Ginevra.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><i> Gli accordi regionali come il TAFTA\/TPP sono trattati multilaterali non regolamentati da alcuna norma. In un certo senso, sono dunque pi\u00f9 pericolosi. uttavia, dobbiamo chiarire una cosa: l\u2019OMC \u00e8 regolamentata solo a Ginevra. Quando svolge le sue conferenze ministeriali al di fuori di Ginevra, come a Nairobi nel dicembre 2015, l\u2019OMC si trasforma in un mostro tirannico. Tutte le regole vengono dimenticate, e l&#8217;Impero esercita tutto il suo nudo potere per richiamare all\u2019ordine i paesi del sud. <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Ho partecipato a quasi tutte le conferenze ministeriali dell&#8217;OMC, e nel mio libro descrivo in che modo si svolgono in realt\u00e0 le cose\u201d. Testi firmati senza essere stati letti, decisioni prese da un piccolo gruppo di paesi (paesi occidentali e alcuni paesi del Sud scelti con cura) nei \u201csalotti verdi\u201d (Green rooms) e che diventano vincolanti per gli assenti, interpretazione della legge a vantaggio dei pi\u00f9 potenti&#8230; tale \u00e8 la triste realt\u00e0 di questa istituzione. E quand&#8217;anche i paesi del Sud a volte riescano a tener testa all\u2019OMC, i paesi occidentali possono sempre aggirare l\u2019ostacolo privilegiando i trattati bilaterali o altre forme di negoziazione commerciale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Ecco perch\u00e9 Yash Tandon ritiene, nonostante ci\u00f2 che sperano alcune ONG, che \u201cl&#8217;OMC non sia riformabile\u201d. L&#8217;asimmetria dei rapporti di forza tra le potenze occidentali e le altre \u00e8 troppo connaturata. Egli conta piuttosto sull&#8217;unit\u00e0 dei paesi del Sud (che tuttavia pu\u00f2 sembrare sempre pi\u00f9 problematica) e soprattutto sulle alleanze tra la societ\u00e0 civile e i governi del sud pi\u00f9 pro-attivi, che hanno permesso alcuni successi parziali nel campo dell&#8217;agricoltura o dell\u2019accesso ai farmaci.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><br \/>\nIl TTIP, o l\u2019Occidente assoggettato alla sua stessa medicina<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Possiamo considerare che con il progetto di accordo di libero scambio transatlantico TTIP \u00e8 un po&#8217; come se gli interessi economici occidentali, e in particolare le multinazionali, si stiano accingendo a sottoporre le nazioni europee e nordamericane a quello stesso trattamento riservato da decenni ai paesi dell\u2019emisfero sud? Forte della sua esperienza, Yash Tandon vede le mobilitazioni attuali in Europa contro il TTIP con occhio favorevole, ma senza troppe illusioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u201c<span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Le multinazionali occidentali hanno cominciato ad andare contro gli interessi delle proprie popolazioni sin dall\u2019intensificarsi della <\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">globalizzazione<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"> negli anni ottanta.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><i> La novit\u00e0 \u00e8 la regionalizzazione di questa globalizzazione neo-liberista. L&#8217;attuale dibattito su TTIP e TPP [Trans Pacific Partnership, progetto di trattato di libero commercio tra gli Stati Uniti e una quindicina di paesi del Pacifico] \u00e8 una cosa positiva, ma penso che in Europa si rimanga troppo focalizzati sugli aspetti economici e giuridici. <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">La dimensione militare di Tafta\/TTIP e TPP rimane in gran parte ignorata, quando\u00a0invece questi non sono altro che un&#8217;altra sfaccettatura della <\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/OTAN-Organisation-du-traite-de-l\"><span style=\"color: #000000;\">NATO<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">.<\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Ecco perch\u00e9 gli Stati Uniti riescono a convincere i governi europei a firmare il TTIP\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u201c<span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Noi, in Africa, abbiamo sofferto le conseguenze della nostra versione del TTIP imposto dall&#8217;Unione europea: gli Accordi di Partenariato Economico (APE).<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><i> In tutti questi anni, vi \u00e8 stato pochissimo dibattito in Europa, anche all&#8217;interno della sinistra, sulla situazione che ci \u00e8 stata imposta, e ancora meno solidariet\u00e0 concreta. <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Ora che la sinistra \u00e8 impegnata in un modo determinato nella battaglia contro il TTIP, suggerisco di includere anche l&#8217;APE, la versione imperialista nord-sud del TTIP, nei suoi discorsi e nella sua lotta\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Il libro di Yash Tandon richiama l\u2019attenzione su due fronti. Dapprima come antidoto all&#8217;ingenuit\u00e0 e come un salutare memento della realt\u00e0 dei rapporti di forza nel commercio internazionale. Il rifiuto totale della possibilit\u00e0 di riformare e migliorare l\u2019OMC e le attuali regole del commercio, e a maggior ragione il TTIP, pu\u00f2 sembrare radicale, ma indica chiaramente quale dovrebbe essere lo standard effettivo a cui tali accordi dovrebbero essere soggetti per essere democraticamente legittimi. In secondo luogo perch\u00e9 suggerisce che l\u2019attuale contestazione contro il progetto di trattato transatlantico potr\u00e0 diventare veramente utile ed efficace solo se inscritta all\u2019interno di un processo globale di rimessa in discussione dell\u2019attuale sistema commerciale globale.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Fonte:\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/multinationales.org\/Yash-Tandon-Les-traites-de-libre-echange-sont-des-armes-de-destruction-massive\"><span style=\"color: #990000;\">Observatoire des Multinationales<\/span><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<h5 class=\"western\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Note<\/span><\/span><\/h5>\n<p><a name=\"nb1\"><\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">|<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/Yash-Tandon-Les-traites-de-libre#nh1\"><span style=\"color: #aa0000;\">1<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">| Yash Tandon,\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><i>Le commerce c\u2019est la guerre<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">, prefazione di Jean Ziegler e traduzione di Julie Duchatel, CETIM, Ginevra, 2015, 224 pagine. Per ordinare:\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/www.cetim.ch\/product\/le-commerce-cest-la-guerre\/\"><span style=\"color: #990000;\">qui<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p><a name=\"nb2\"><\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">|<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/Yash-Tandon-Les-traites-de-libre#nh2\"><span style=\"color: #aa0000;\">2<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">| Opinioni raccolte via mail, 24 settembre 2015.<\/span><\/span><\/p>\n<p><a name=\"nb3\"><\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">|<\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/cadtm.org\/Yash-Tandon-Les-traites-de-libre#nh3\"><span style=\"color: #aa0000;\">3<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">| Istituto d\u2019informazione e di negoziazioni commerciali dell\u2019Africa australe e orientale, una struttura votata a sostenere i paesi africani durante i negoziati commerciali.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Traduzione dal francese di <a href=\"http:\/\/it.linkedin.com\/pub\/giuseppina-vecchia\/2b\/942\/802\/en\">Giuseppina Vecchia<\/a> per Pressenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il commercio \u00e8 guerra&#8221;. Tale \u00e8 la conclusione senza fronzoli a cui arriva Yash Tandon dopo aver assistito da vicino, per diversi decenni, a negoziati commerciali internazionali al fianco dei paesi del sud. 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