{"id":276920,"date":"2016-02-11T16:35:19","date_gmt":"2016-02-11T16:35:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=276920"},"modified":"2016-02-11T16:35:19","modified_gmt":"2016-02-11T16:35:19","slug":"276920","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/02\/276920\/","title":{"rendered":"Si avvicina la fine del capitalismo finanziario?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La rivoluzione che viene<\/em> \u00e8 un\u2019opera che riunisce sei saggi molto originali di David Graeber, uno dei protagonisti del movimento <em>Occupy Wall Street<\/em> (Manni Editori, 2012, 184 pagine, euro 10).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Graeber \u00e8 nato il 12 febbraio 1961 e a 55 anni si sta godendo la piena maturit\u00e0 intellettuale. In questo libro la tesi principale dello studioso americano consiste nel ritenere i pensatori neoliberisti ossessionati dall\u2019idea di dover garantire che \u201cnon c\u2019\u00e8 nessuna alternativa\u201d al capitalismo finanziario. Naturalmente i trionfi ideologici neoliberisti portano a ripetute catastrofi economiche e al diffondersi del \u201ccapitalismo kamikaze\u201d: \u201cun sistema che non esiter\u00e0 ad autodistruggersi se ci\u00f2 sar\u00e0 necessario per sconfiggere i propri nemici\u201d. Per questo motivo Graeber insiste nell\u2019evidenziare alcuni aspetti centrali della lotta di classe nella societ\u00e0 statunitense: \u201cla negazione del diritto di comportarsi bene, di essere nobili, di ricercare valori diversi dal denaro\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 i principali membri della casta del potere multinazionale hanno compreso che il sistema \u201cbasato su un\u2019antica alleanza tra potere militare e potere finanziario, tipica dell\u2019ultimo periodo degli imperi capitalisti\u201d \u00e8 ancora in piedi quasi per miracolo. Oramai non si preoccupano di salvare l\u2019attuale sistema capitalista-debitalista che \u00e8 destinato all\u2019implosione pi\u00f9 o meno lenta e violenta. La loro strategia principale \u00e8 diventata quella di eliminare ogni alternativa possibile dalle menti dei cittadini, in modo da essere \u201cgli unici a poter fornire delle soluzioni\u201d al momento della crisi finale.<\/p>\n<p>In molti casi la societ\u00e0 civile \u00e8 riuscita nella difficile impresa di creare una piccola e breve egemonia culturale: ad esempio ha fatto progredire i diritti delle donne, ha arrestato l\u2019espansione delle multinazionali dell\u2019energia nucleare e ha in parte ridotto lo strapotere del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Le caste dirigenziali occidentali temono i primi segnali di mobilitazione \u201ce di solito cercano di distrarre l\u2019attenzione con la proclamazione di una qualche guerra\u201d, pi\u00f9 o meno sbagliata. In particolare gli Stati Uniti \u201cpossono, in qualsiasi momento gli torni utile, decidere di regolare il livello di violenza in un altro continente. Questo si \u00e8 dimostrato un metodo veramente efficace per disinnescare i movimenti che si occupano di problemi nazionali\u201d.<\/p>\n<p>La violenza \u00e8 l\u2019unico vero monopolio gestito dai governi. Permette di stabilire delle semplificazioni pericolose e delle relazioni pi\u00f9 schematiche in bianco e nero. Per questo motivo \u201cla violenza \u00e8 spesso l\u2019arma preferita degli stupidi: uno potrebbe quasi dire che sia la carta migliore, dal momento che \u00e8 quella forma di stupidit\u00e0 alla quale \u00e8 pi\u00f9 difficile dare una risposta intelligente\u201d.<\/p>\n<p>Comunque oggigiorno il problema di molte nazioni \u00e8 quello del debito pubblico. Le multinazionali si fanno fare delle leggi su misura per non pagare le tasse. Troppi lavoratori sono stati licenziati o vengono pagati troppo poco e quindi non saranno pi\u00f9 in grado di ripagare i vecchi debiti legati alla casa e ai consumi. D\u2019altra parte dall\u2019inizio della storia umana \u201cil debito \u00e8 il mezzo pi\u00f9 efficiente mai creato per mantenere relazioni che sono fondamentalmente basate sulla violenza e su disuguaglianze violente, facendole sembrare giuste ed eticamente corrette. Quando il trucco non funziona pi\u00f9, esplode tutto\u201d. Quando i beni diventano troppo costosi e gli interessi sui vari finanziamenti sono troppo pesanti i cittadini crollano a terra come asini massacrati dalla fatica.<\/p>\n<p>Probabilmente non sar\u00e0 questa gente disperata a trovare gli strumenti e le energie per innescare l\u2019inevitabile rivoluzione culturale. Infatti saranno prevalentemente i giovani diplomati e i laureati disoccupati e precari i protagonisti di una nuova rivoluzione culturale che reinventer\u00e0 i rapporti tra i cittadini, gli stati e le imprese, attraverso l\u2019individualismo cooperativo. E in ultima analisi \u201cl\u2019unico modo in cui si pu\u00f2 convincere se stessi ad abbandonare il desiderio di fare del bene al mondo intero \u00e8 quello di sostituirlo con un desiderio ancora pi\u00f9 potente di fare del bene ai propri figli\u201d.<\/p>\n<p>Quindi serve una rivoluzione culturale centrata sulla creazione di oasi nazionali e internazionali dell\u2019immaginazione gestite autonomamente dai giovani. A mio parere bisognerebbe rafforzare e finanziare l\u2019educazione demografica in tutte le scuole pubbliche del pianeta. Alla fine dei conti il controllo delle nascite permetter\u00e0 di lasciare pi\u00f9 tempo e pi\u00f9 spazio ai sentimenti altruistici e cosmopoliti di tutti i cittadini. In questo modo si eviteranno i ricatti lavorativi pi\u00f9 miserabili, molti conflitti sociali, molte guerre civili e molte malattie gravi e debilitanti.<\/p>\n<p>Nel 1900 eravamo un miliardo e ora siamo sette miliardi: nessun genio sarebbe oggi in grado di fare il miracolo di dare un posto di lavoro a tutti. Ma qualsiasi burocrate animato dal buon senso potrebbe garantire un reddito minimo di sopravvivenza a tutti, in molti paesi, evitando gli alti costi sociali di molte immigrazioni che forse pagheranno innumerevoli figli disoccupati degli immigrati. Ad esempio la Banca Mondiale potrebbe finanziare direttamente i cittadini attraverso i micro-finanziamenti personalizzati agli studenti e ai disoccupati invece di perseverare nel foraggiare i dittatori e le caste dirigenziali parassitarie di quasi tutti i paesi.<\/p>\n<p>In estrema sintesi la peggiore politica risiede nel monopolio del potere dello Stato e la politica \u00e8 la \u201cdimensione della vita sociale in cui le cose diventano veramente reali se un numero sufficiente di persone ci crede\u201d. Cos\u00ec \u201cIl rifiuto dei capitalisti di ripensare seppur minimamente ad alcuni dei propri assunti di base sul mondo, potrebbe significare non solo la fine del capitalismo, ma di tutto il resto\u201d. Anche senza l\u2019implosione finanziaria e la terza guerra mondiale termonucleare, questa cecit\u00e0 di classe finir\u00e0 per certificare la fine del salutare senso di solidariet\u00e0 tra gli esseri umani.<\/p>\n<p>Nella vita l\u2019importante non \u00e8 saper anticipare il futuro, ma fare in modo che si realizzi nel modo migliore possibile, prima che sia troppo tardi per evitare eventuali sofferenze. Tra salvare una persona che sta affogando e recuperare il cadavere di un affogato c\u2019\u00e8 un bel po\u2019 di differenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>David Graeber \u00e8 stato allontanato dall\u2019Universit\u00e0 di Yale a causa delle sue idee anticonformiste. Ora insegna Antropologia Sociale alla Goldsmiths University di Londra (<a href=\"http:\/\/www.gold.ac.uk\">www.gold.ac.uk<\/a>). Nel 2012 ha pubblicato <em>Debito. I primi 5.000 anni<\/em> (il Saggiatore, <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CZIINXhGDcs\">www.youtube.com\/watch?v=CZIINXhGDcs<\/a>). Nel 2014 ha pubblicato <em>Progetto democrazia. Un\u2019idea, una crisi, un movimento<\/em> (il Saggiatore). Nel 2015 \u00e8 uscito l\u2019ultimo saggio in lingua inglese: <em>The Utopia of Rules<\/em> (prende in esame la stupidit\u00e0, la tecnologia e la burocrazia). Per approfondimenti video: <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-QgSJkk1tng\">www.youtube.com\/watch?v=-QgSJkk1tng<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.writersvoice.net\/2011\/07\/debt-david-graeber\">http:\/\/www.writersvoice.net\/2011\/07\/debt-david-graeber<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; La rivoluzione che viene \u00e8 un\u2019opera che riunisce sei saggi molto originali di David Graeber, uno dei protagonisti del movimento Occupy Wall Street (Manni Editori, 2012, 184 pagine, euro 10). &nbsp; Graeber \u00e8 nato il 12 febbraio 1961&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1125,"featured_media":276923,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,62,49],"tags":[8108,452,1498,530,744],"class_list":["post-276920","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-economia","category-nord-america","tag-david-graeber","tag-occupy","tag-occupy-wall-street-it","tag-rivoluzione","tag-violenza"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Si avvicina la fine del capitalismo finanziario?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&nbsp; 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