{"id":2697985,"date":"2026-05-05T18:46:39","date_gmt":"2026-05-05T17:46:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2697985"},"modified":"2026-05-05T18:47:48","modified_gmt":"2026-05-05T17:47:48","slug":"congo-crimini-di-guerra-e-contro-umanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/05\/congo-crimini-di-guerra-e-contro-umanita\/","title":{"rendered":"In Congo, un gruppo armato responsabile di crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Amnesty International ha pubblicato un&#8217;ampia ricerca\u00a0sui casi di\u00a0persone civili uccise, rapite e torturate nella Repubblica democratica del Congo\u00a0ad opera delle Forze democratiche alleate (Allied Democratic Forces).<\/p>\n<div class=\"elementToProof\">La popolazione civile dell\u2019est della Repubblica democratica del Congo (RdC) sta subendo un\u2019impennata di violazioni dei diritti umani ad opera delle Forze democratiche alleate (Allied Democratic Forces \u2013 Adf), un gruppo legato allo Stato islamico, che costituiscono crimini di guerra e crimini contro l\u2019umanit\u00e0. Viene dimostrato da Amnesty International in un nuovo <strong>rapporto<\/strong>, intitolato\u00a0<a id=\"OWA511316b2-a16b-d36d-82f3-36405ed4f938\" class=\"OWAAutoLink\" href=\"https:\/\/trk.amnesty.it\/e\/tr?q=8%3dAb0W%26p%3dTB%26I%3d5U9V5%26H%3d7e9ZCY%26y%3dAwOtL_uvWs_6f_vtVu_6i_uvWs_5k1Pz.6qGhNxR.rMk_KTxT_UI0r_KTxT_UI9s6xHiGwN_vtVu_6idAvY5_MUvS_WJcAaD_KTxT_UIWDU9_MUvS_WJ8q_MUvS_WJ%267%3d%26lN%3dAcBVD%26Mv%3dWDU9e9c8eBcBY0%26A%3dia0U8e8Zi6fZ4606AdeX9c0Xgd87A6e4db7bi0eTe8CUgceciX77705c0ej7hce96b86&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><i><u>\u201c\u2019Non avevo mai visto cos\u00ec tanti cadaveri\u2019: crimini di guerra delle Forze democratiche alleate nella regione orientale della Repubblica democratica del Congo\u201d<\/u><\/i><\/a>,<i>\u00a0<\/i>che documenta gli attacchi violenti dell\u2019Adf contro la popolazione civile, rapimenti, lavoro forzato, reclutamento e utilizzo di minor e crimini contro donne e ragazze, come matrimoni forzati, gravidanze forzate e varie altre forme di violenza sessuale.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Gli attacchi dell\u2019Adf si verificano in vaste aree dell\u2019est della RdC, dove anche il gruppo armato Movimento 23 marzo (M23), sostenuto dal Ruanda, \u00e8 responsabile di attacchi su larga scala contro la popolazione civile. Poich\u00e9, dall\u2019inizio del 2025, l\u2019attenzione nazionale e internazionale si \u00e8 concentrata soprattutto sull\u2019avanzata dell\u2019M23, l\u2019Adf ha approfittato del ridispiegamento delle truppe e dell\u2019attenzione rivolta altrove.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Agn\u00e8s Callamard, segretaria generale di Amnesty International, ha dichiarato:<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">\u201cLa popolazione civile dell\u2019est della RdC ha subito brutalit\u00e0 massicce per mano dell\u2019Adf. Persone sono state uccise, rapite e torturate in una campagna disumanizzante di violenze. I combattenti dell\u2019Adf hanno fatto irruzione in comunit\u00e0 e fattorie, attaccato strutture sanitarie e saccheggiato e incendiato abitazioni. La violenza dell\u2019Adf sta contribuendo ad aggravare la crisi umanitaria. Questi attacchi hanno aumentato gli sfollamenti e compromesso servizi essenziali, compreso l\u2019accesso al cibo, all\u2019assistenza sanitaria e all\u2019istruzione\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">\u201cI continui attacchi dell\u2019Adf evidenziano quanto siano gravi l\u2019insicurezza e le crisi sovrapposte nell\u2019est della RdC e sottolineano l\u2019urgenza che il governo e la comunit\u00e0 internazionale intensifichino gli sforzi per proteggere la popolazione civile e assicurare alla giustizia i responsabili\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">\u201cQueste violazioni costituiscono crimini di guerra che il mondo non pu\u00f2 continuare a ignorare. In quanto parte di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile, equivalgono anche a crimini contro l\u2019umanit\u00e0\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Amnesty International ha svolto la propria ricerca nella provincia del Nord Kivu, nel novembre 2025. In totale, sono state intervistate 71 persone, tra cui 61 colloqui in presenza con testimoni diretti e persone sopravvissute agli attacchi, membri della societ\u00e0 civile, funzionari militari e di polizia e operatori umanitari, anche delle Nazioni Unite.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Le Forze armate della Repubblica democratica del Congo (FaRdC), l\u2019esercito regolare, combattono da anni contro l\u2019Adf, con un certo sostegno della Monusco, la\u00a0<a id=\"OWA515a6907-05be-cc51-5688-c4a70cfaa865\" class=\"OWAAutoLink\" href=\"https:\/\/trk.amnesty.it\/e\/tr?q=9%3dMf0X%262%3dXB%26J%3dGY9WG%26L%3d7fKdCZ%26A%3dEwP6P_uwiw_6g_8xVv_Hm_uwiw_5l3LqQ90r.Q4JlO9FrJ9.LuC_8xVv_HmhJ%26t%3d%26Fv%3dcPf4f%260P%3d5fHcCaPbC7q8ddPf7b%26x%3dB9AHCB8L8A9uA4WLZhWrBgcNgCaNa4Ztb8WJCh9Gb7WqffZtai0sf7XsfCaJ98eq&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><u>missione delle Nazioni Unite<\/u><\/a>. Nel novembre 2021, le FaRdC e le Forze di difesa del popolo ugandese (Fdpu) hanno avviato un\u2019operazione militare congiunta per contrastare l\u2019Adf.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\"><b>\u201cSparavano a qualsiasi cosa si muovesse\u201d<\/b><\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Amnesty International ha documentato otto attacchi dell\u2019Adf nelle province dell\u2019Ituri e del Nord Kivu, sette dei quali nel 2025 e uno nel 2024. Testimoni hanno riferito che i responsabili della sicurezza, comprese le truppe delle FaRdC presenti nelle basi vicine, non sempre sono intervenuti o sono arrivati troppo tardi sul luogo degli attacchi.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Sebbene l\u2019Adf attacchi anche le forze di sicurezza, negli ultimi anni il suo obiettivo principale \u00e8 stato la popolazione civile. I combattenti prendono deliberatamente di mira i civili non solo per rubare cibo, medicinali e altri beni essenziali, ma anche come ritorsione per le operazioni militari.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">L\u20198 settembre 2025, nel villaggio di Ntoyo, combattenti dell\u2019Adf si sono travestiti da civili e si sono mescolati alle persone che partecipavano a una veglia funebre, prima di attaccarle all\u2019improvviso. La strage, compiuta con martelli, asce, machete e armi da fuoco, ha causato oltre 60 morti, in assenza delle forze di sicurezza.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Un testimone ha raccontato di aver visto i combattenti uccidere sua sorella con un\u2019ascia. Un\u2019altra testimone ha descritto come i combattenti siano entrati nella sua casa e abbiano rapito le sue quattro figlie. Una terza persona ha trovato i corpi dei suoi genitori la mattina successiva: il padre era stato raggiunto da colpi d\u2019arma da fuoco, la madre era stata colpita con un martello. Ha raccontato: \u201cNon avevo mai visto cos\u00ec tanti cadaveri\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Il 12 luglio 2025, l\u2019Adf ha ucciso otto persone durante un\u2019incursione a Otmaber, nel territorio di Irumu, nell\u2019Ituri. Una donna ha raccontato ad Amnesty International che i combattenti hanno sparato a lei, a suo marito e al loro figlio di sette anni. Ha dichiarato: \u201cDopo averci sparato, hanno iniziato a incendiare le case\u2026 Io e mio figlio siamo strisciati lentamente fino a una casa che non era stata bruciata e abbiamo passato l\u00ec la notte\u2026 I militari non sono arrivati neanche la mattina successiva. Ognuno ha dovuto cavarsela da solo\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Il gruppo ha inoltre attaccato ripetutamente strutture sanitarie e saccheggiato forniture mediche. Nel novembre 2025, nel villaggio di Byambwe, \u00e8 stato preso di mira un centro sanitario. Almeno 17 civili sono stati uccisi e quattro reparti sono stati incendiati. Una persona anziana, riuscita a fuggire strisciando fuori dalla struttura, ha raccontato: \u201cNon ci si poteva alzare in piedi; sparavano a qualsiasi cosa si muovesse\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Diversi testimoni degli attacchi hanno riferito di soffrire di flashback e incubi. Una donna \u00e8 sopravvissuta dopo essere stata colpita alla testa con un machete, mentre suo figlio \u00e8 stato ucciso quando la loro casa \u00e8 stata incendiata durante un attacco nell\u2019agosto 2025. Ha raccontato: \u201cSono stata consumata dalla paura\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Un\u2019altra donna sopravvissuta allo stesso attacco ha dichiarato: \u201cChe cosa abbiamo fatto per meritare tutto questo? Quanto ancora dovremo affrontare queste sofferenze prima che tutto finisca?\u201d<\/div>\n<div class=\"elementToProof\"><b>Rapimenti e presa di ostaggi<\/b><\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Amnesty International ha documentato 46 casi di rapimento, in sette casi a scopo di riscatto. Le persone rapite hanno subito ulteriori violazioni e crimini, tra cui lavoro forzato, torture, schiavit\u00f9 sessuale e uccisioni illegali.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Gli ostaggi e le altre persone rapite venivano spesso costretti a trasportare carichi e a fare da guida per l\u2019Adf. I combattenti fornivano loro pochissimo cibo, li obbligavano a camminare per giorni e a portare pesi molto gravosi, sottoponendoli contemporaneamente a insulti e pestaggi. Chi mostrava segni di sfinimento veniva spesso ucciso.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Le persone rapite venivano spostate tra campi situati nel cuore della foresta. Chi rimaneva prigioniero pi\u00f9 a lungo era costretto a svolgere vari compiti, sotto la minaccia di essere ucciso: procurare cibo e acqua, cucinare, raccogliere informazioni, recuperare consegne, lavorare nelle miniere e svolgere diversi compiti durante gli attacchi.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Una donna riuscita a fuggire dalla prigionia alla fine del 2024, dopo oltre due anni di detenzione, ha raccontato ad Amnesty International: \u201cCi insegnavano a uccidere con le armi e con le lame\u2026 Nella boscaglia dovevi fare ci\u00f2 che ti veniva ordinato. Non potevi permetterti di essere debole\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\"><b>Reclutamento e utilizzo di minori<\/b><\/div>\n<div class=\"elementToProof\">L\u2019Adf \u00e8 inserito dalle Nazioni Unite tra i gruppi maggiormente responsabili del reclutamento e dell\u2019utilizzo di minori nella RdC. Il gruppo sfrutta i minori in diversi ruoli, come combattenti e addetti al trasporto di carichi, alla preparazione dei pasti e all&#8217;avvistamento. Molte persone precedentemente rapite e diversi testimoni hanno raccontato di aver visto bambini anche di appena 10 anni partecipare agli attacchi del gruppo.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Amnesty International ha intervistato due minori precedentemente rapiti, oltre a tre persone giovani, catturate quando erano bambine. Al momento del rapimento, le persone intervistate avevano tra i 13 e i 17 anni.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Un giovane uomo, rapito quando aveva meno di 15 anni e rimasto in prigionia per circa due anni, ha raccontato: \u201cMi hanno messo in un gruppo incaricato di cercare cibo\u2026 Ci insegnavano l\u2019Islam\u2026 Quando era il momento della preghiera, pregavo con loro. Se mi fossi rifiutato, avrebbero potuto uccidermi\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Una ragazza, rapita quando aveva meno di 15 anni, ha dichiarato: \u201cHanno iniziato a insegnarci l\u2019arabo perch\u00e9 erano musulmani. Dopo le lezioni di arabo ci addestravano a combattere. Finito l\u2019addestramento, abbiamo iniziato a partecipare ad alcuni attacchi\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Sottoposti a numerose violenze, tra cui torture e maltrattamenti, questi minori devono essere considerati prima di tutto vittime. Devono inoltre beneficiare di ulteriori tutele in quanto sopravvissuti alla tratta, poich\u00e9 non potevano legalmente acconsentire al proprio sfruttamento.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\"><b>Violenza contro donne e ragazze<\/b><\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Amnesty International ha intervistato cinque donne e due ragazze rapite dall\u2019Adf e costrette a \u201csposarsi\u201d. I testimoni hanno riferito che le relazioni \u201cextraconiugali\u201d non erano consentite; tuttavia, diverse persone intervistate hanno menzionato episodi di violenza sessuale commessi dai combattenti dell\u2019Adf contro donne e ragazze al di fuori di questi \u201cmatrimoni\u201d.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Le interviste testimoniano che l\u2019Adf assegnava le \u201cmogli\u201d ai combattenti \u2013 talvolta pi\u00f9 di una \u2013 come incentivo al reclutamento e che nei campi del gruppo armato questa pratica era sistematica. Donne e ragazze venivano sottoposte a lunghi periodi di violenza sessuale e fisica.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Donne e ragazze hanno inoltre raccontato di essere state costrette a convertirsi all\u2019Islam e indottrinate secondo la versione della religione imposta dal gruppo. Hanno riferito che istruttrici e responsabili dei campi dicevano esplicitamente che dovevano accettare di ricevere un \u201cmarito\u201d oppure sarebbero state uccise; diverse di loro sono state costrette ad assistere all\u2019uccisione di altre persone che avevano rifiutato gli ordini.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Una giovane donna, rapita quando era adolescente, ha raccontato uno scambio avuto con il capo del campo: \u201cHo detto che ero ancora giovane. Mi ha chiesto quanti anni avessi e ho risposto 16. Mi ha detto: \u2018\u00c8 abbastanza; qui diamo un marito anche a ragazze di 12 anni. O accetti un marito oppure ti uccidiamo\u2019\u201d. Ha inoltre descritto i ripetuti maltrattamenti inflitti da suo \u201cmarito\u201d, che la minacciava dicendo che sarebbe stata \u201csgozzata\u201d se avesse tentato di fuggire.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Sei delle sette donne e ragazze prese come \u201cmogli\u201d hanno raccontato di essere rimaste incinte a causa di questi matrimoni forzati. Quando queste donne e ragazze sono riuscite a fuggire dalla schiavit\u00f9 sessuale e dal lavoro domestico forzato, hanno dovuto affrontare sospetti e stigma. Una donna ha raccontato che le pressioni dei familiari del marito affinch\u00e9 uccidesse i suoi due figli, nati nella boscaglia, l\u2019hanno quasi portata a togliersi la vita.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Diverse persone intervistate hanno riferito di dover far fronte a gravi difficolt\u00e0 economiche dopo l\u2019uscita dal gruppo e di avere difficolt\u00e0 ad accedere ai servizi sanitari e a cure specialistiche.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\"><b>Raccomandazioni<\/b><\/div>\n<div class=\"elementToProof\">Le autorit\u00e0 della RdC devono fare di pi\u00f9 per proteggere la popolazione civile, anche collaborando con le Nazioni Unite e con le comunit\u00e0 locali, per migliorare i meccanismi di allerta precoce e consentire una risposta rapida prima degli attacchi. \u00c8 necessario un approccio globale alla sicurezza, alla giustizia e all\u2019accertamento delle responsabilit\u00e0, insieme a programmi efficaci di reintegrazione, per rispondere ai bisogni delle comunit\u00e0 e delle persone sopravvissute.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">\u201cLe persone sopravvissute ci hanno riferito che la pace e la sicurezza devono essere ripristinate con urgenza nella Rdc orientale affinch\u00e9 possano ricostruire le proprie vite\u201d, ha dichiarato Agn\u00e8s Callamard.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\">\u201cIl governo congolese deve intraprendere azioni molto pi\u00f9 incisive per garantire la protezione dei civili. La comunit\u00e0 internazionale deve sostenere con fermezza gli sforzi del stato congolese per proteggere la popolazione civile, garantendo giustizia e fornendo un aiuto duraturo e sostenibile a vittime e persone sopravvissute. L\u2019indifferenza della politica internazionale e dei donatori nei confronti della vasta minaccia e dei crimini dell\u2019Adf non far\u00e0 che continuare a minare la sicurezza e i diritti umani nella Rdc orientale\u201d, ha concluso Callamard.<\/div>\n<div class=\"elementToProof\"><b>Ulteriori informazioni<\/b><\/div>\n<div class=\"elementToProof\">L\u2019Adf ha avuto origine negli anni Novanta in Uganda, attraverso la fusione di una serie di gruppi di opposizione, prima di rifugiarsi nello Zaire (oggi Rdc). Nel 2019, lo Stato islamico ha riconosciuto ufficialmente il giuramento di fedelt\u00e0 da parte dell\u2019Adf e il gruppo armato \u00e8 diventato infine la Provincia dell\u2019Africa centrale dello Stato islamico.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amnesty International ha pubblicato un&#8217;ampia ricerca\u00a0sui casi di\u00a0persone civili uccise, rapite e torturate nella Repubblica democratica del Congo\u00a0ad opera delle Forze democratiche alleate (Allied Democratic Forces). 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