{"id":2693616,"date":"2026-04-17T16:17:21","date_gmt":"2026-04-17T15:17:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2693616"},"modified":"2026-04-17T16:17:21","modified_gmt":"2026-04-17T15:17:21","slug":"15-16-e-17-aprile-1961-i-tre-giorni-che-cambiarono-la-storia-di-cuba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/04\/15-16-e-17-aprile-1961-i-tre-giorni-che-cambiarono-la-storia-di-cuba\/","title":{"rendered":"15, 16 e 17 aprile 1961, i tre giorni che cambiarono la storia di Cuba"},"content":{"rendered":"<p>Fin dai primi giorni dal trionfo della rivoluzione cubana capeggiata da Fidel Castro, avvenuto il 1\u00b0 gennaio 1959, gli Stati Uniti hanno cercato di rovesciare il governo con numerose azioni terroristiche che hanno avuto il loro apice nei giorni 15, 16 e 17 aprile 1961, quando fu deciso dall\u2019allora amministrazione guidata da J.F. Kennedy di invadere militarmente l\u2019isola per riportarla sotto il controllo degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>L\u2019invasione dell\u2019isola sulle spiagge di Playa Gir\u00f2n, conosciuta anche come Baia dei Porci, si concretizz\u00f2 il 17 aprile, ma nei due giorni precedenti altri eventi cambiarono il corso della storia di Cuba.<\/p>\n<p>Nelle prime ore del 15 aprile 1961 aerei camuffati con il distintivo della Fuerza \u00c1erea Revolucionaria attaccarono simultaneamente l&#8217;aeroporto di Ciudad Libertad (nella capitale), la base aerea di San Antonio de los Ba\u00f1os, a sud-est dell&#8217;Avana e l&#8217;aerodromo della citt\u00e0 orientale di Santiago de Cuba.<\/p>\n<p>Otto aerei B-26 partirono da Puerto Cabezas, in Nicaragua, con l&#8217;obiettivo di distruggere, a terra, la modesta aviazione cubana e per coprire le successive azioni militari sull\u2019isola. L&#8217;attacco aveva anche lo scopo di far credere all&#8217;opinione pubblica internazionale che una ribellione interna stava avvenendo nel Paese e per questo uno degli aerei camuffati atterr\u00f2 a Miami, convalidando l&#8217;ipotesi della diserzione e della ribellione dei piloti cubani.<\/p>\n<p>I bombardamenti causarono sette morti e 53 feriti principalmente tra la popolazione civile a causa dell\u2019intenso mitragliamento da parte degli aerei delle zone circostanti alla base di Ciudad Libertad.<\/p>\n<p>Il giorno successivo, il 16 aprile 1961, duranti i funerali dei caduti per i bombardamenti, Fidel Castro proclam\u00f2 il carattere socialista della rivoluzione in un evento a cui parteciparono migliaia di cubani.<\/p>\n<p>&#8220;Quello che gli imperialisti non possono perdonarci \u00e8 che siamo qui, quello che gli imperialisti non possono perdonarci \u00e8 la dignit\u00e0, l&#8217;integrit\u00e0, il coraggio, la fermezza ideologica, lo spirito di sacrificio e lo spirito rivoluzionario del popolo di Cuba,&#8221; dichiar\u00f2.<\/p>\n<p>Il bombardamento degli aeroporti cubani era il preludio alla successiva invasione del Paese, che avvenne nelle prime ore del 17 aprile. Fidel aveva capito che quei bombardamenti non erano degli eventi sporadici, ma appunto, il preludio all\u2019invasione e per questo decise di mobilitare le forze armate cubane e le milizie popolari.<\/p>\n<p>La decisione di invadere Cuba fu presa nel novembre 1960 negli ultimi mesi della presidenza di Eisenhower, ma si concretizz\u00f2 con l\u2019arrivo alla Casa Bianca di John Fitzgerald Kennedy. Il nuovo Presidente venne informato nel gennaio dell\u2019anno successivo, ma si rifiut\u00f2 di far partecipare le truppe statunitensi all\u2019invasione. Affermazione ripetuta anche in un\u2019intervista tre giorni prima dello sbarco.<\/p>\n<p>Allo sbarco alla Baia dei Porci partecip\u00f2 una brigata di un migliaio di esuli cubani, persone reclutate nell\u2019isola provenienti dalla borghesia di estrema destra, dai movimenti studenteschi cattolici e da ambienti legati al clero pi\u00f9 reazionario.<\/p>\n<p>La brigata arriv\u00f2 a contare 1.200 guerriglieri e fu addestrata nei mesi precedenti in una base del Guatemala. Contemporaneamente arrivarono sull\u2019isola una cinquantina di agenti con l\u2019obiettivo di creare dei gruppi che appoggiassero dall\u2019interno lo sbarco con azioni di guerriglia.<\/p>\n<p>In un primo momento lo sbarco doveva avvenire sulle spiagge di Trinidad, ma poi fu dirottato su Playa Gir\u00f2n perch\u00e9 le condizioni logistiche erano mutate.\u00a0 Il progetto iniziale prevedeva dopo lo sbarco la creazione di una testa di ponte a Trinidad, municipio tra i pi\u00f9 controrivoluzionari dell\u2019isola, da usare per conquistare l\u2019intera Cuba, dato che la citt\u00e0 aveva un porto e un aeroporto.<\/p>\n<p>Inoltre era in programma la costituzione di un governo fantoccio che sarebbe stato ovviamente riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale. La presenza di bande di controrivoluzionari sulle montagne intorno a Trinidad avrebbe permesso un appoggio logistico allo sbarco, ma Fidel Castro aveva in quel periodo ingaggiato una grande lotta alle bande inviando migliaia di miliziani sulle montagne, quindi gli invasori si sarebbero trovati schiacciati alle spalle dai miliziani governativi. Fu deciso allora di spostare lo sbarco pi\u00f9 a nord, a Playa Gir\u00f2n, o Baia dei Porci.<\/p>\n<p>Secondo la Cia il movimento controrivoluzionario poteva contare su 3.000 affiliati e 20.000 simpatizzanti, ma alla resa dei conti furono molti meno.<\/p>\n<p>Lo sbarco alla Baia dei Porci inizi\u00f2 la mattina del 17 aprile 1961; la brigata era partita da una base in Nicaragua, ma come scrive Daniele Silvestri in una canzone, \u201cquel giorno il vento cambi\u00f2\u201d e dopo 60 ore di duri combattimenti l\u2019attacco viene sventato dall\u2019esercito cubano comandato dallo stesso Fidel. I mercenari sconfitti si arresero a Playa Gir\u00f3n al tramonto del 19 aprile e quest\u2019azione rappresent\u00f2 la prima grande sconfitta dell&#8217;imperialismo in America Latina.<\/p>\n<p>Cinque giorni dopo Kennedy ammise pubblicamente la responsabilit\u00e0 degli Stati Uniti nell\u2019invasione di Cuba, ma non la partecipazione. Alla fine dell\u2019anno il governo cubano restitu\u00ec i prigionieri della spedizione agli Stati Uniti in cambio di farmaci. L\u2019operazione di rimpatrio inizi\u00f2 il 23 dicembre e termin\u00f2 il 26 dicembre 1961. Fu organizzato un ponte aereo Miami-L\u2019Avana-Miami; gli aerei caricavano i medicinali negli Stati Uniti, li scaricavano a Cuba e ritornavano in patria con i prigionieri liberati. Si aggiunsero a loro anche 1.015 parenti. I corpi dei quattro piloti nordamericani morti e recuperati dai rottami degli aerei abbattuti durante la battaglia di Playa Gir\u00f2n restarono a Cuba per oltre vent\u2019anni, perch\u00e9 la Cia non poteva rimpatriarli, altrimenti avrebbe ammesso la sua partecipazione all\u2019azione.<\/p>\n<p>La disfatta della Baia dei Porci debilit\u00f2 e frantum\u00f2 i numerosi gruppi controrivoluzionari sia in patria che all\u2019estero. Rimprovervaano all\u2019Amministrazione Kennedy di essere stati traditi e lasciati soli per non aver autorizzato l\u2019intervento dei soldati statunitensi. Secondo alcuni fu questa la causa del suo assassinio: la mafia cubano americana non gli avrebbe perdonato il tradimento.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato l\u2019aver respinto l\u2019invasione mercenaria organizzata e finanziata dai nordamericani rafforz\u00f2 ancora di pi\u00f9 il consenso popolare attorno alla rivoluzione e alla figura di Fidel Castro.<\/p>\n<p>Il movimento controrivoluzionario vide nella sua figura l\u2019ostacolo maggiore alla vittoria sulla rivoluzione. Vennero concentrate le poche energie rimaste nel tentativo di assassinarlo, ma i complotti furono tutti sventati dall\u2019efficiente servizio di sicurezza popolare.<\/p>\n<p>Il servizio di controspionaggio messo a punto dal governo cubano per prevenire le infiltrazioni di agenti stranieri e controllare i gruppi controrivoluzionari presenti sull\u2019isola aveva e continua ad avere un\u2019importanza fondamentale per la sicurezza nazionale. Gi\u00e0 a quell\u2019epoca gli agenti cubani riuscivano a infiltrarsi nei vari gruppi terroristici per impedirgli di compiere i loro progetti. Alla fine del 1961 i gruppi controrivoluzionari erano praticamente scomparsi e la Cia non aveva pi\u00f9 agenti sull\u2019isola. Da quel momento la sua strategia per combattere la rivoluzione cambi\u00f2 radicalmente: si pass\u00f2 a eseguire atti terroristici in piena regola, che richiedevano un\u2019organizzazione molto meno complessa. Furono incendiati vari negozi e mercati nella capitale e realizzati altri attentati con lo scopo di terrorizzare il popolo cubano. Il 13 aprile 1961 fu incendiato il supermercato El Canto a L\u2019Avana, dove perse la vita una dipendente.<\/p>\n<p>La disfatta di Playa Gir\u00f2n fece capire al governo statunitense che un intervento armato sull\u2019isola per riportarla sulla retta via non era una strada percorribile. Fu deciso quindi di ricorrere alle sanzioni, tanto amate oggi dai nostri governanti, per strangolare economicamente Cuba e mettere alla fame la popolazione, che cos\u00ec sarebbe insorta contro il governo. Il 7 febbraio 1962 Kennedy firm\u00f2 la legge che istituiva il blocco economico, commerciale e finanziario ancora in vigore.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti non accettarono mai la sconfitta e il carattere socialista della rivoluzione cubana e cercarono in tutti i modi di vendicarsi applicando centinaia di sanzioni economiche, creando un assedio che non ha eguali nella storia mondiale. Nel Medio Evo per conquistare un castello lo si assediava portando la popolazione alla fame e alla disperazione. Sono passati oltre sessanta anni da quei giorni, ma il castello cubano non \u00e8 caduto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.occhisulmondo.info\">www.occhisulmondo.info<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dai primi giorni dal trionfo della rivoluzione cubana capeggiata da Fidel Castro, avvenuto il 1\u00b0 gennaio 1959, gli Stati Uniti hanno cercato di rovesciare il governo con numerose azioni terroristiche che hanno avuto il loro apice nei giorni 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