{"id":2683563,"date":"2026-03-12T13:41:50","date_gmt":"2026-03-12T13:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2683563"},"modified":"2026-03-12T13:41:50","modified_gmt":"2026-03-12T13:41:50","slug":"le-vite-che-la-guerra-attraversa-viola-ardone-racconta-tanta-ancora-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/03\/le-vite-che-la-guerra-attraversa-viola-ardone-racconta-tanta-ancora-vita\/","title":{"rendered":"Le vite che la guerra attraversa \u2013 Viola Ardone racconta Tanta ancora vita"},"content":{"rendered":"<div class=\"text-base my-auto mx-auto [--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-xs,calc(var(--spacing)*4))] @w-sm\/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-sm,calc(var(--spacing)*6))] @w-lg\/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-lg,calc(var(--spacing)*16))] px-(--thread-content-margin)\">\n<div class=\"[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg\/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group\/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn\" tabindex=\"-1\">\n<div class=\"flex max-w-full flex-col gap-4 grow\">\n<div class=\"min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal [.text-message+&amp;]:mt-1\" dir=\"auto\" data-message-author-role=\"assistant\" data-message-id=\"442e44cc-e615-4e02-831c-774fe338fb23\" data-message-model-slug=\"gpt-5-3\">\n<div class=\"flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden\">\n<div class=\"markdown prose dark:prose-invert w-full wrap-break-word light markdown-new-styling\">\n<p data-start=\"82\" data-end=\"454\"><strong>Un\u2019intervista alla scrittrice Viola Ardone sul romanzo <em>Tanta ancora vita<\/em>, tra guerra in Ucraina, infanzia, migrazione e memoria.<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"82\" data-end=\"454\">Le guerre attraversano oggi molte parti del mondo. Si sovrappongono nelle cronache quotidiane, scorrono nelle immagini dei notiziari, rischiano perfino di diventare un rumore di fondo a cui, poco alla volta, ci si abitua. Eppure dietro i numeri che scorrono nelle statistiche ci sono vite interrotte, famiglie divise, infanzie costrette a cambiare direzione troppo presto.<\/p>\n<p data-start=\"456\" data-end=\"797\">Il rischio di assuefarsi \u00e8 ogni giorno pi\u00f9 alto. Per questo il dovere della memoria non dovrebbe mai essere accantonato. A volte, quando le immagini dei telegiornali scorrono davanti ai nostri occhi rese familiari dalla ripetizione quotidiana, anche la scelta di una lettura pu\u00f2 fare la differenza e assumere un ruolo decisivo nella memoria.<\/p>\n<p data-start=\"799\" data-end=\"933\">La guerra in Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022 con l\u2019invasione russa, continua a produrre distruzione, sfollamenti e vite sospese.<\/p>\n<p data-start=\"935\" data-end=\"1276\">Sono molti i libri che negli ultimi anni hanno affrontato questi temi. Oggi abbiamo incontrato il libro della scrittrice e amica <span class=\"hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline\"><span class=\"whitespace-normal\">Viola Ardone<\/span><\/span>, <em data-start=\"1103\" data-end=\"1122\">Tanta ancora vita<\/em>, che riporta l\u2019attenzione su una guerra che continua a devastare vite e territori ma che, a tratti, sembra scivolare ai margini dell\u2019attenzione pubblica.<\/p>\n<p data-start=\"1278\" data-end=\"1903\">Il protagonista \u00e8 Kostya, un bambino ucraino di dieci anni che lascia il suo paese appena invaso per raggiungere la nonna Irina, che lavora a Napoli come domestica. Nello zaino porta poche cose: vestiti di ricambio, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo scritto su un foglio. Suo padre lo accompagna all\u2019inizio di questo viaggio e lo affida alla strada mentre la guerra entra nella vita del paese. Non sappiamo con certezza quale sar\u00e0 il suo destino. Nel romanzo si parla della possibilit\u00e0 che sia partito per il fronte, ma la sua sorte resta incerta, sospesa come accade a tante vite nelle guerre contemporanee.<\/p>\n<p data-start=\"1905\" data-end=\"2199\">Il viaggio di Kostya \u00e8 lungo e difficile. Attraversa frontiere, incontra soldati, sconosciuti che a volte lo ostacolano e altre volte lo aiutano, finch\u00e9 riesce ad arrivare a Napoli. Una mattina Vita, la donna per cui lavora la nonna, apre la porta di casa e lo trova addormentato sullo zerbino.<\/p>\n<p data-start=\"2201\" data-end=\"2666\">Anche Vita \u00e8 una figura segnata dalla perdita. Quattro anni prima ha perso suo figlio in un incidente e da allora vive una vita sospesa. Le sue giornate scorrono tra silenzi, ricordi e una depressione che nel romanzo assume persino un nome proprio: Orietta. Non \u00e8 solo una malattia, ma quasi una presenza con cui la protagonista ha imparato a convivere, qualcosa che entra nelle pieghe della sua vita e che a volte prende spazio nei pensieri e nei gesti quotidiani.<\/p>\n<p data-start=\"2668\" data-end=\"3227\">Accanto a lei vive e lavora Irina, la nonna di Kostya. \u00c8 una donna ucraina emigrata da anni in Italia, una domestica che nel romanzo assume una profondit\u00e0 sorprendente. Porta dentro di s\u00e9 la storia di tante donne dell\u2019Est Europa che hanno lasciato la propria terra per sostenere le famiglie rimaste a casa. \u00c8 una donna colta, legge Dante e parla italiano con una lingua quasi letteraria, ma sceglie di non sciogliere completamente la distanza linguistica con il paese in cui vive, come se quella distanza fosse anche un modo per custodire la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p data-start=\"3229\" data-end=\"3555\">Anche Irina \u00e8 attraversata dalla perdita. A un certo punto della storia decide di tornare in Ucraina per cercare il figlio, dato per disperso nella guerra. \u00c8 una scelta che riporta improvvisamente il conflitto dentro la vita di tutti i personaggi e che mette in movimento anche Vita, spingendola a uscire dalla sua immobilit\u00e0.<\/p>\n<p data-start=\"3557\" data-end=\"3851\">Viola Ardone sceglie per\u00f2 una strada diversa: non racconta la guerra solo attraverso i fatti. Fa camminare il suo libro in avanti attraverso i sentimenti. La storia procede quasi a colpi di emozioni, di fragilit\u00e0 condivise, di momenti intimi che rivelano poco alla volta la vita dei personaggi.<\/p>\n<p data-start=\"3853\" data-end=\"4602\">Attraverso il viaggio di Kostya il lettore incontra la guerra dal punto di vista di chi la subisce. Il bambino la racconta con una lingua piena di ironia e invenzioni, ma anche con una lucidit\u00e0 sorprendente. A un certo punto dice una frase che colpisce per la sua semplicit\u00e0: la guerra non dovrebbe uscire mai dai videogiochi. Accanto alla guerra, il libro racconta anche altri temi profondamente contemporanei: la solitudine, la depressione, la migrazione, l\u2019incontro tra vite ferite che pu\u00f2 aprire una possibilit\u00e0 di trasformazione. La relazione tra Vita e Kostya non cancella il dolore, ma riapre uno spazio inatteso. In un passaggio del romanzo \u00e8 la protagonista stessa a riconoscere che avere una speranza \u00e8 un regalo che non si faceva da anni.<\/p>\n<p data-start=\"4604\" data-end=\"5054\">C\u2019\u00e8 anche un altro aspetto che rende questo romanzo particolarmente significativo. In un tempo in cui l\u2019attenzione del mondo sembra spostarsi rapidamente da un conflitto all\u2019altro, la guerra in Ucraina rischia a volte di scivolare ai margini dell\u2019attenzione pubblica pur continuando a produrre distruzione e sofferenza. Raccontarla attraverso una storia significa anche restituirle memoria, riportarla dentro il discorso umano e non solo geopolitico.<\/p>\n<p data-start=\"5056\" data-end=\"5163\">Ho chiesto a Viola Ardone di condividere alcune riflessioni su questo libro e sui temi che lo attraversano.<\/p>\n<p data-start=\"5165\" data-end=\"5968\"><strong data-start=\"5165\" data-end=\"5171\">1)<\/strong><em> Raccontare una guerra ancora in corso non \u00e8 una scelta scontata e forse nemmeno commerciale. C\u2019\u00e8 voluto coraggio per scrivere questo libro?<\/em><br data-start=\"5311\" data-end=\"5314\" \/>Raccontare una guerra mentre la guerra sta ancora accadendo significa scrivere in un terreno instabile, dove le parole arrivano sempre un attimo dopo i fatti e spesso sembrano insufficienti. Non so se serva coraggio; forse serve piuttosto una certa ostinazione a non voltarsi dall\u2019altra parte. La letteratura non ha il compito di aspettare che la storia diventi polvere da archivio: pu\u00f2 provare a stare nel presente, anche quando il presente \u00e8 doloroso e contraddittorio.<br data-start=\"5785\" data-end=\"5788\" \/>Non mi interessava fare un libro \u201csulla guerra\u201d, ma un libro sulle vite che la guerra attraversa. E quelle vite non smettono di esistere solo perch\u00e9 il conflitto \u00e8 ancora in corso.<\/p>\n<p data-start=\"5970\" data-end=\"6779\"><em><strong data-start=\"5970\" data-end=\"5976\">2)<\/strong> Nel romanzo la guerra non \u00e8 raccontata dal fronte ma attraverso la vita delle persone. Perch\u00e9 hai scelto questa prospettiva cos\u00ec quotidiana e intima?<\/em><br data-start=\"6126\" data-end=\"6129\" \/>Le guerre ci arrivano quasi sempre attraverso le immagini del fronte: carri armati, macerie, mappe, confini. Ma la guerra vera \u2013 quella che cambia le persone \u2013 accade spesso lontano dalle linee di combattimento. Accade nelle cucine, nei corridoi delle case, nelle telefonate interrotte, nei silenzi.<br data-start=\"6428\" data-end=\"6431\" \/>Ho scelto una prospettiva quotidiana perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che la guerra mostra il suo effetto pi\u00f9 radicale: non solo distrugge citt\u00e0, ma incrina la trama invisibile delle relazioni, della fiducia, della memoria. Raccontare quella dimensione intima mi sembrava un modo per restituire alla guerra il suo volto pi\u00f9 umano e, proprio per questo, pi\u00f9 inquietante.<\/p>\n<p data-start=\"6781\" data-end=\"7487\"><em><strong data-start=\"6781\" data-end=\"6787\">3)<\/strong> Il romanzo nasce dall\u2019incontro tra tre solitudini: Vita, Kostya e Irina. Alla fine di questo percorso narrativo hai trovato le risposte che immaginavi quando hai iniziato a scriverlo?<\/em><br data-start=\"6971\" data-end=\"6974\" \/>Vita, Kostya e Irina sono tre solitudini che si sfiorano in un momento in cui ciascuno di loro \u00e8 in qualche modo sospeso: tra passato e futuro, tra perdita e possibilit\u00e0.<br data-start=\"7144\" data-end=\"7147\" \/>Scrivendo ho capito che le risposte, se arrivano, non sono mai definitive. Piuttosto accade qualcosa di diverso: i personaggi imparano a stare dentro le proprie domande senza esserne schiacciati. E forse \u00e8 questo il vero movimento del romanzo: non la soluzione dei problemi, ma la possibilit\u00e0 di condividere il peso delle proprie fragilit\u00e0.<\/p>\n<p data-start=\"7489\" data-end=\"8357\"><em><strong data-start=\"7489\" data-end=\"7495\">4)<\/strong> Il personaggio di Irina restituisce identit\u00e0 e profondit\u00e0 a una figura spesso invisibile: quella delle donne straniere che lavorano nelle nostre case. Nelle tue intenzioni c\u2019era anche il desiderio di restituire umanit\u00e0 e complessit\u00e0 a queste vite troppo spesso ridotte al solo ruolo che ricoprono?<\/em><br data-start=\"7793\" data-end=\"7796\" \/>Le donne che lavorano nelle nostre case \u2013 badanti, colf, assistenti familiari \u2013 sono presenze fondamentali e allo stesso tempo quasi invisibili. Abitano l\u2019intimit\u00e0 delle famiglie, ma raramente entrano nella narrazione pubblica con una loro complessit\u00e0.<br data-start=\"8048\" data-end=\"8051\" \/>Irina nasce proprio da questa contraddizione: \u00e8 una donna che attraversa la vita degli altri mentre la sua storia rimane spesso in ombra. Restituirle una voce significava ricordare che ogni persona porta con s\u00e9 un passato, una lingua, una nostalgia, un progetto. Nessuno \u00e8 mai soltanto il ruolo che svolge.<\/p>\n<p data-start=\"8359\" data-end=\"9021\"><em><strong data-start=\"8359\" data-end=\"8365\">5)<\/strong> A un certo punto Vita riconosce che avere una speranza \u00e8 un regalo che non si faceva da anni. Quanto era importante raccontare questo ritorno della speranza dopo il lutto e la depressione?<\/em><br data-start=\"8554\" data-end=\"8557\" \/>Il ritorno della speranza era per me un passaggio essenziale. Non una speranza ingenua o salvifica, ma una speranza fragile, quasi timida. Dopo un lutto o una depressione la speranza non arriva come una rivelazione luminosa: arriva spesso come un piccolo gesto, una possibilit\u00e0 che all\u2019inizio fa quasi paura.<br data-start=\"8865\" data-end=\"8868\" \/>Per Vita riconoscere di poter sperare di nuovo \u00e8 un momento decisivo, perch\u00e9 significa ammettere che la vita \u2013 nonostante tutto \u2013 pu\u00f2 ancora sorprendere.<\/p>\n<p data-start=\"9023\" data-end=\"9758\"><em><strong data-start=\"9023\" data-end=\"9029\">6)<\/strong> Oggi l\u2019attenzione del mondo sembra spostarsi rapidamente da una guerra all\u2019altra. Che ruolo pu\u00f2 avere la letteratura nel mantenere viva la memoria delle vite coinvolte nei conflitti?<\/em><br data-start=\"9212\" data-end=\"9215\" \/>La letteratura non pu\u00f2 fermare le guerre, ma pu\u00f2 fare qualcosa che spesso la cronaca non riesce a fare: restituire durata alle vite. Le notizie scorrono velocissime, le tragedie si accavallano, l\u2019attenzione collettiva si sposta continuamente.<br data-start=\"9457\" data-end=\"9460\" \/>Un romanzo invece rallenta il tempo. Permette di abitare una storia, di conoscere i volti, le paure, le contraddizioni delle persone coinvolte. In questo senso la letteratura pu\u00f2 diventare una forma di memoria emotiva: non conserva solo i fatti, ma l\u2019esperienza umana che quei fatti hanno prodotto.<\/p>\n<p data-start=\"9760\" data-end=\"10640\"><em><strong data-start=\"9760\" data-end=\"9766\">7)<\/strong> Molti tuoi romanzi hanno avuto una grande diffusione e Il treno dei bambini \u00e8 diventato anche un film. Ti immagini Tanta ancora vita trasformato in un film o in una serie? E se accadesse, che cosa ti piacerebbe che il cinema riuscisse a restituire di questa storia?<\/em><br data-start=\"10036\" data-end=\"10039\" \/>Quando scrivo non penso mai al cinema, perch\u00e9 il linguaggio del romanzo e quello delle immagini sono molto diversi. Per\u00f2 \u00e8 vero che le storie, a volte, trovano nuove forme.<br data-start=\"10211\" data-end=\"10214\" \/>Se <em data-start=\"10217\" data-end=\"10236\">Tanta ancora vita<\/em> diventasse un film o una serie, mi piacerebbe che il cinema riuscisse a restituire soprattutto il ritmo silenzioso della storia: gli spazi domestici, le pause, gli sguardi, quella dimensione quasi sospesa in cui tre persone molto diverse iniziano lentamente a riconoscersi.<br data-start=\"10510\" data-end=\"10513\" \/>Perch\u00e9, in fondo, il cuore del romanzo non \u00e8 la guerra, ma ci\u00f2 che continua a resistere dentro le persone nonostante la guerra.<\/p>\n<p data-start=\"10642\" data-end=\"10803\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2683567 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/7K5A2728.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/7K5A2728.jpg 1200w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/7K5A2728-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/7K5A2728-820x547.jpg 820w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p data-start=\"10642\" data-end=\"10803\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">Viola Ardone, <em data-start=\"1338\" data-end=\"1357\">Tanta ancora vita<\/em>, Einaudi Stile Libero.<\/p>\n<p data-start=\"10642\" data-end=\"10803\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">Un ringraziamento sincero a Viola Ardone per la generosit\u00e0 delle sue risposte e per la bellezza delle parole con cui ha voluto accompagnare questa conversazione.<\/p>\n<p data-start=\"10642\" data-end=\"10803\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"z-0 flex min-h-[46px] justify-start\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019intervista alla scrittrice Viola Ardone sul romanzo Tanta ancora vita, tra guerra in Ucraina, infanzia, migrazione e memoria. 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