{"id":2681439,"date":"2026-03-05T19:05:11","date_gmt":"2026-03-05T19:05:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2681439"},"modified":"2026-03-20T13:32:08","modified_gmt":"2026-03-20T13:32:08","slug":"la-retorica-sulla-politicizzazione-della-magistratura-e-tossica-e-falsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/03\/la-retorica-sulla-politicizzazione-della-magistratura-e-tossica-e-falsa\/","title":{"rendered":"La retorica sulla &#8220;politicizzazione della magistratura&#8221; \u00e8 tossica e falsa"},"content":{"rendered":"<p>Durante questa campagna referendaria, il fronte del S\u00ec alla riforma per la modifica costituzionale della giustizia &#8211; redatta dal Ministro Carlo Nordio &#8211; ha pi\u00f9 volte ribadito a pi\u00f9 tornata la fantomatica &#8220;politicizzazione della magistratura&#8221; ed ha pi\u00f9 volte attaccato frontalmente quelle che sarebbe le &#8220;toghe rosse&#8221; (ovvero magistrati che avrebbero simpatie di sinistra o che siano aderenti a gruppi politici di sinistra), sottintendendo esplicitamente che la riforma sia in grado di risolvere o comunque arginare il problema del &#8220;correntismo&#8221; politico interno alla magistratura, descritto come fenomeno pervasivo e lobbistico volto alla spartizione delle poltrone nei ranghi della magistratura stessa.<\/p>\n<p>La retorica delle &#8220;toghe rosse&#8221; e della &#8220;politicizzazione della magistratura&#8221; nasce all&#8217;epoca del <em>berlusconismo\u00a0<\/em>quando i magistrati, che hanno inquisito Silvio Berlusconi, venivano additati con l&#8217;espressione &#8220;toghe rosse&#8221;: un&#8217;arte molto astuta della destra per far apparire mediaticamente i processi di Berlusconi non come conseguenza dei reati da lui commessi (corruzione, concussione, evasione fiscale, prostituzione minorile etc&#8230; ) ma come una persecuzione politica attuata da magistrati di sinistra nei suoi confronti.<\/p>\n<p>Questa narrazione ha influito molto sul senso comune e sull&#8217;opinione pubblica, portando a pensare &#8211; sia a destra che a sinistra &#8211; che vi sia veramente una tendenza nella magistratura italiana ad interpretare la legge in modo fazioso secondo i propri ideali politici; che veramente esista una magistratura in Italia che preferisca &#8220;perseguire politicamente&#8221; i condannati o i processati piuttosto che guardare alla legge in modo imparziale.<\/p>\n<p>La retorica della &#8220;politicizzazione della magistratura&#8221; &#8211; oltre ad essere stata sulla bocca della destra italiana per tutti questi anni &#8211; \u00e8 uno dei temi cari anche all&#8217;estrema destra italiana. Non dimentichiamoci del Piano di Rinascita Democratica del &#8220;venerabile&#8221; della P2 Licio Gelli, dei movimenti neofascisti degli anni Settanta, che trovano dei corrispettivi nel <a href=\"https:\/\/www1.interno.gov.it\/mininterno\/export\/sites\/default\/it\/assets\/files\/25_elezioni\/17_CASAPOUND_ITALIA.PDF\">programma elettorale di CasaPound del 2013<\/a> che, al punto 13 <em>&#8220;per una giustizia reale&#8221;, <\/em>parla chiaramente della <em>&#8220;estirpazione del lobbismo e della politicizzazione interna alla magistratura&#8221;<\/em> come se vi fosse veramente questo tipo di problema cronico, risultando anche una minaccia stessa alla magistratura. Non \u00e8 un caso che CasaPound abbia dichiarato di votare <strong>S\u00ec al referendum<\/strong>.<\/p>\n<p>Forse bisognerebbe raccontare un po&#8217; di storia prima di parlare di questo argomento per ricordare che il correntismo politico nella magistratura ha avuto una valenza fondamentale per la preservazione dello Stato di diritto facendo argine alle derive autoritarie nel nostro Paese e in tutta Europa.<\/p>\n<p>La bellissima relazione dal titolo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.rivistaaic.it\/images\/rivista\/pdf\/2_2020_Volpi_2.pdf\"><em>LE CORRENTI DELLA MAGISTRATURA: ORIGINI, RAGIONI IDEALI, DEGENERAZIONI<\/em><\/a>&#8221; scritta dal giurista Mauro Volpi (1)\u00a0per il corso straordinario organizzato dalla Scuola della Magistratura su \u201cLe garanzie istituzionali di indipendenza della magistratura in Italia\u201d a Roma il 5-7 novembre 2019, e pubblicata dalla rivista dell&#8217;Associazione Italiana dei Costituzionalisti (AIC), percorre molto bene la storia del correntismo politico nella magistratura dando una panoramica chiarificatrice.<\/p>\n<p>Il fenomeno dell\u2019associazionismo nella magistratura italiana risale al 1909 quando a Milano si costituisce l&#8217;Associazione Generale tra i Magistrati d\u2019Italia (AGMI), la prima associazione rappresentativa dei magistrati, che fa seguito ad anni di effervescenza successivi al cosiddetto \u201dProclama di Trani\u201d del 1904, con il quale 116 magistrati in servizio nel distretto della Corte di Appello di Trani chiedevano al Governo e al Ministro della Giustizia la riforma dell\u2019ordinamento giudiziario. L\u2019iniziativa derivava certamente dallo stato miserevole in cui versavano le condizioni professionali e le retribuzioni dei magistrati, ma alle rivendicazioni corporative si aggiungevano obiettivi di pi\u00f9 ampio respiro come il rafforzamento dell\u2019organo di autogoverno e il riconoscimento di adeguate <em>guarentigie<\/em> (in primis l\u2019estensione anche ai pubblici ministeri della inamovibilit\u00e0 prevista per i giudici).<\/p>\n<p>La risposta del Governo e della politica fu sostanzialmente negativa, risolvendosi, accanto al riconoscimento di limitati miglioramenti economici, nella riaffermazione della inopportunit\u00e0 per i magistrati di intervenire in qualsiasi forma su questioni attinenti all\u2019esercizio della loro funzione. In particolare il Guardasigilli Vittorio Emanuele Orlando in un\u2019intervista al <em>Corriere d\u2019Italia<\/em> del 23 agosto 1909 manifestava la sua ostilit\u00e0 all\u2019associazione appena nata (2).<\/p>\n<p>La formazione dell&#8217;AGMI dimostrava un esempio di democraticit\u00e0 interna, nonch\u00e8 la completa incompatibilit\u00e0 dell\u2019associazionismo in magistratura con qualsiasi regime autoritario: gi\u00e0 l\u2019AGMI, che rappresentava soprattutto la \u201cbassa magistratura\u201d, che era contrastata dall\u2019 \u201calta magistratura\u201d, aveva al proprio interno una maggioranza moderata ed una componente pi\u00f9 radicale, rappresentata soprattutto dal gruppo romano. Non \u00e8 un caso che l&#8217;organizzazione dell&#8217;AGMI, fortemente radicata soprattutto nella \u201cbassa magistratura\u201d e caratterizzata da un orientamento prevalentemente moderato, sia venuta meno in conseguenza dell\u2019ascesa al potere del fascismo. Mussolini non ne stabil\u00ec lo scioglimento, ma pretese di trasformarla in &#8220;sindacato fascista&#8221;: ci\u00f2 determin\u00f2 la decisione, adottata dall\u2019Assemblea generale del 21 dicembre 1925, di sciogliere l\u2019Associazione.<\/p>\n<p>Nell\u2019anno successivo fu adottata la legge n. 563 del 3 aprile 1926 che stabiliva il divieto di associazione tra magistrati e, nel quadro della seconda epurazione della magistratura dopo quella attuata nel 1923, con Regio Decreto del 6 dicembre 1926 furono destituiti dalla magistratura i dirigenti dell\u2019AGMI, a cominciare dal suo segretario generale Vincenzo Chieppa, accusati dal fascismo di avere assunto \u201cun indirizzo antistatale\u201d, di avere criticato \u201castiosamente\u201d gli atti dell\u2019esecutivo, di essersi \u201cposti in condizioni di incompatibilit\u00e0 con le direttive politiche del governo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019associazionismo tra magistrati rinasce in seguito alla caduta del fascismo con la costituzione, il 21 ottobre 1945, della Associazione Nazionale Magistrati (ANM), la quale, nonostante la caratterizzazione originaria fortemente moderata ispirata alla apoliticit\u00e0 e alla asindacalit\u00e0, ha svolto progressivamente un ruolo propositivo sul terreno della politica della giustizia e anche rivendicativo, contribuendo all\u2019evoluzione del ruolo della magistratura. Nel secondo dopoguerra, l&#8217;associazionismo tra magistrati, tramite l&#8217;ANM, rivendicher\u00e0 l\u2019eguaglianza tra i magistrati, la negazione di un ordine di tipo gerarchico, la non separatezza della magistratura dalla societ\u00e0, il riconoscimento di adeguate garanzie di autonomia e di indipendenza nei confronti degli altri poteri e il riconoscimento della natura della funzione giurisdizionale.<\/p>\n<p>Si tratta di aspetti qualificanti dell\u2019associazionismo e del ruolo da esso svolto nel processo &#8211; seppur difficile &#8211; di \u201cdemocratizzazione dell\u2019ordine giudiziario\u201d.<\/p>\n<p>Qui si inserisce la spiegazione della nascita delle cosiddette \u201ccorrenti\u201d, vale a dire di una pluralit\u00e0 di associazioni che esprimono orientamenti differenti relativi alla politica della giustizia e al ruolo dei magistrati. La nascita del correntismo politico all&#8217;interno della magistratura \u00e8 stato un ottimo deterrente, facendo argine all&#8217;invadenza dei magistrati filo-fascisti ancora presenti nelle istituzioni della neonata Repubblica italiana.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e8, con l&#8217;inizio della Repubblica, mai \u00e8 avvenuta un&#8217;epurazione dei funzionari fascisti presenti nelle istituzioni repubblicane, ma piuttosto c&#8217;\u00e8 stata una <a href=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Cassese-3-dicembre-2010-la-continuit-dello-stato-e-Claudio-Pavone.pdf\"><em>continuit\u00e0 dello Stato<\/em><\/a>, come ha ben descritto il grande storico italiano Claudio Pavone: un situazione che si \u00e8 trascinata per tutta la storia della Prima Repubblica, facilitando cos\u00ec l&#8217;attuazione della <em>strategia della tensione <\/em>in Italia\u00a0anche grazie alla permanenza di fascisti negli apparati di Stato, permettendo un&#8217;infiltrazione sovversiva pi\u00f9 agile.<\/p>\n<p>Ritornando al correntismo, le differenziazioni sono esistite fin dall\u2019inizio. All\u2019interno dell\u2019ANM sono nate fin da subito due diverse concezioni della magistratura: la prima <em>conservatrice<\/em>, sostenuta soprattutto dai magistrati di Cassazione, che si \u00e8 fondata su una concezione della funzione giudiziaria come mera applicazione, e non interpretazione, della legge e sulla centralit\u00e0 dell\u2019assetto gerarchico, riproposto grazie ad un\u2019interpretazione restrittiva dell\u2019art. 107, c. 3, della Costituzione; e la concezione <em>riformista<\/em>, che gi\u00e0 alla fine degli anni Cinquanta era diventata maggioritaria all\u2019interno dell\u2019ANM (con i Congressi di Napoli del 1957 e di Sanremo del 1959), anche grazie al forte rinnovamento generazionale, sostenendo il cambiamento della progressione in carriera attraverso promozioni \u201ca ruoli aperti\u201d, indipendenti dai posti disponibili in organico e avanzamenti basati su valutazioni che abbiano al centro l\u2019anzianit\u00e0 di servizio.<\/p>\n<p>La diversit\u00e0 di concezioni \u00e8 sfociata nella scissione dell\u2019ANM, operata dagli alti vertici della magistratura, con la nascita nel 1961 dell\u2019Unione Magistrati Italiani, preceduta nel 1960 dalla costituzione come corrente della Unione delle Corti.<\/p>\n<p>La scissione dell\u2019UMI, che ha conquistato la maggioranza della componente togata (otto membri su quattordici) nelle elezioni consiliari del 1963, ha permesso all\u2019ANM di liberarsi dall\u2019ipoteca pi\u00f9 conservatrice e di lasciare ampio spazio al rafforzamento della linea riformista. Questo processo ha accompagnato la nascita di diverse correnti facenti parte dell\u2019ANM, non pi\u00f9 legate alla distinzione del passato tra alta e bassa magistratura, ma a diverse concezioni sul modello di magistratura, prevalentemente burocratico-corporativo o politico-costituzionale e \u201cchiuso\u201d o \u201caperto\u201d nei confronti delle societ\u00e0 e delle sue istanze di trasformazione.<\/p>\n<p>Le prime tre correnti storiche si sono collocate quindi lungo l\u2019asse destra-centrosinistra, che si \u00e8 concretizzata rispettivamente nella nascita nel 1962 di &#8220;Magistratura Indipendente&#8221;, nel 1958 di &#8220;Terzo Potere&#8221; e nel 1964 di &#8220;Magistratura Democratica&#8221;, corrente quest&#8217;ultima presa da sempre di mira dalla destra tacciandola di essere un covo di &#8220;toghe rosse&#8221;. La stessa esperienza dell\u2019UMI si \u00e8 conclusa nel 1979 con il suo scioglimento e il rientro dei suoi aderenti nell\u2019ANM, andando ad ingrossare le fila della componente pi\u00f9 moderata.<\/p>\n<p>L\u2019ANM \u00e8, ancora oggi, l\u2019organismo rappresentativo\u00a0dei magistrati ordinari italiani: non \u00e8 un organo istituzionale, ma un\u2019associazione che tutela l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza della categoria e ne rappresenta le posizioni nel dibattito pubblico.<\/p>\n<p>L\u2019associazionismo nella magistratura non \u00e8 stato e non \u00e8 solo un fenomeno italiano, ma si \u00e8 manifestato e si manifesta in tutta Europa in molti ordinamenti democratici e nella creazione di organismi internazionali che raggruppano diverse associazioni nazionali. Non in tutti gli Stati democratici esiste una associazione nazionale della magistratura (come avviene in Italia, Germania e Portogallo), ma comunque operano diverse associazioni di dimensione nazionale. I due casi pi\u00f9 significativi sono quelli della Francia e della Spagna, dove non solo vi \u00e8 una pluralit\u00e0 di associazioni, ma queste si collocano in prevalenza lungo l\u2019asse destra-sinistra o, se si preferisce, conservatori-progressisti.<\/p>\n<p>Se guardiamo alla storia con attenzione possiamo ben vedere come il <em>correntismo<\/em> \u00e8 stato fondamentale nella democratizzazione dell&#8217;ordinamento giuridico. Questo non significa che le <em>degenerazioni del correntismo<\/em> non siano un problema, anzi lo sono eccome &#8211; come negli anni scorsi aveva giustamente sottolineato il l&#8217;ex PM antimafia Nino Di Matteo (schiero per il NO a questa riforma costituzionale) &#8211; ma la magistratura italiana ha dimostrato di essere in grado di fare pulizia al suo interno e di riuscire a fare argine da sola al problema. Il caso del giudice Luca Palamara (3), al centro della cronaca per lo scandalo che lo vedeva mediatore tra le correnti della magistratura per l&#8217;assegnazione di incarichi di rilievo, come quello di Procuratore della Repubblica, ne \u00e8 un esempio: Palamara \u00e8 stato indagato dalla stessa magistratura e dopo venticinque anni di servizio \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/cronaca\/2020\/10\/09\/il-csm-ha-radiato-palamara-dalla-magistratura-_f9eff60c-176b-45e8-8c26-9292cf10cc8e.html\">rimosso dall&#8217;ordine giudiziario<\/a> nel 2020, a seguito di una decisione del CSM, <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2021\/08\/04\/news\/cassazione_palamara_radiazione_ricorso_rigettato-312965002\/\">confermata in via definitiva<\/a> dalla sezioni unite della Corte di Cassazione nel 2021.<\/p>\n<p>Da questo assunto non possiamo negare il fatto che i magistrati, in quanto cittadini, abbiano diritto alla libert\u00e0 di espressione, abbiano diritto di avere un&#8217;opinione politica, abbiano diritto ad organizzarsi come abbiano diritto a decidere di esercitare il proprio ruolo senza aderire a nulla.<\/p>\n<p>Tutto questo discorso storico, culturale e politico \u00e8 vergognosamente omesso &#8211; in malafede &#8211; da chi parla invano di &#8220;politicizzazione della magistratura&#8221; adducendo a qualche strana tendenza politica di massa nei magistrati. Non solo, a tutto questo si omette vergognosamente che il correntismo \u00e8 un fenomeno estremamente minoritario nella magistratura italiana.<\/p>\n<p>Se si considerano i <a href=\"https:\/\/www.key4biz.it\/in-italia-pochi-giudici-e-pm-ma-spendiamo-di-piu-in-europa\/566026\/\">dati<\/a> dell\u2019ANM, gli iscritti sono 9.149 su un totale di 9.657 magistrati nel ruolo organico (adesione superiore al 95%) e solo il 23% degli iscritti all&#8217;ANM \u00e8 aderenti a correnti, ovvero circa 2.100 magistrati. Interessante sapere che, da questo dato, si pu\u00f2 estrarre un&#8217;ulteriore notizia: la maggioranza dei magistrati che aderisce alle correnti \u00e8 membro di correnti di centro-destra.<\/p>\n<p>Quindi delle domande sorgono spontanee: veramente il correntismo della magistratura \u00e8 un problema nell&#8217;Italia di oggi? Veramente il correntismo \u00e8 l&#8217;origine di tutti i mali della magistratura contemporanea come sembra insinuare il Fronte del S\u00ec?<\/p>\n<p>Evidentemente no. Basta infatti leggere la\u00a0 Riforma Nordio per provare che non solo non &#8220;liberer\u00e0&#8221; il giudice dal condizionamento delle correnti, ma che soprattutto non tratta il tema del <em>correntismo<\/em>. Questo significa che la narrazione tossica e falsa delle &#8220;toghe rosse&#8221; e della &#8220;politicizzazione della magistratura&#8221; (usata dalla destra per additare i magistrati di sinistra) \u00e8 un diversivo, un&#8217;arma di distrazione di massa per spostare l&#8217;attenzione dai contenuti della Riforma Nordio che invece ha s\u00ec l&#8217;obiettivo di rendere pi\u00f9 dipendente la magistratura dall&#8217;organo esecutivo della politica, ovvero il governo.<\/p>\n<p>Spesso ci si riferisce alla Riforma Nordio come ad una &#8220;riforma liberale&#8221; e quindi non una &#8220;riforma politica&#8221;. Questo assunto \u00e8 errato, poich\u00e8 trattasi propriamente di una &#8220;riforma liberale&#8221; \u00e8 necessariamente una riforma politica, altrimenti sarebbe una contraddizione in termini. Ma anche in merito ci sono dei dubbi: davvero la Riforma Nordio \u00e8 una &#8220;riforma liberale&#8221;? In molti hanno affermato che lo \u00e8 in quanto libererebbe la magistratura dalle correnti, ma davvero si pu\u00f2 definire &#8220;liberale&#8221; una riforma che dovrebbe &#8220;a parole&#8221; limitare la libert\u00e0 d&#8217;espressione?<\/p>\n<p>Anzi possiamo definire che \u00e8 una riforma <em>illiberale<\/em> proprio per i motivi opposti, ovvero render\u00e0 la magistratura pi\u00f9 dipendente dalla politica. Le &#8220;democrazie liberali&#8221;, in senso politico, come quella italiana, implicherebbero il bilanciamento dei poteri degli organi di uno Stato e non l&#8217;invadenza dell&#8217;uno sull&#8217;altro. La Riforma Nordio vuole rendere dipendente la magistratura dalla politica governativa, vuole indebolire la magistratura dividendola e vuole minare il sistema accusatorio (i pubblici ministeri, la <em>magistratura requirente<\/em>).<\/p>\n<p>Ecco dunque che dobbiamo avere paura quando un Ministro come Carlo Nordio, attaccando frontalmente la magistratura, parla di <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/politica\/26_febbraio_16\/nordio-sistema-para-mafioso-csm-citazione-di-matteo-08f1b6b3-d48b-4c39-918e-3b8d17c15xlk.shtml?refresh_ce\">&#8220;Sistema para-mafioso del Csm&#8221;<\/a>, insinuando spartizioni di potere ed usando impropriamente le parole di Nino Di Matteo del 2019. E&#8217; vergognoso soprattutto che lo dica un ex-magistrato, dimostrando di non avere n\u00e8 rispetto per il ruolo che rivestito n\u00e8 consapevolezza per il ruolo che riveste oggi in quando Ministro. Queste dichiarazioni sembrano delegittimare la magistratura agli occhi della popolazione e dell&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p>La replica di <a title=\"Referendum, bufera su Nordio: \u00abSistema para-mafioso del Csm\u00bb. Anm: offende le vittime. La replica: ho citato una frase del pm Di Matteo\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/26_febbraio_15\/nordio-il-sorteggio-eliminera-il-sistema-para-mafioso-del-csm-schlein-meloni-si-dissoci-7daffd41-2de0-4f07-9e21-b97f213e6xlk.shtml\">Nino Di Matteo<\/a> \u00e8 stata dura: <em>\u00abA coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero,\u00a0voglio precisare\u00a0che, proprio perch\u00e9 ho sempre contrastato la degenerazione del\u00a0sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e\u00a0cordate,\u00a0oggi ho le mani ancora pi\u00f9 libere nel denunciare che\u00a0questa riforma\u00a0 costituzionale, invece di risolvere il problema,\u00a0finisce per aggravarlo,\u00a0accentuando il rischio di un, sempre pi\u00f9\u00a0stringente, controllo politico sul Csm e sull&#8217;intera\u00a0magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e\u00a0dei diritti di ogni cittadino\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Per concludere, il correntismo nella magistratura \u00e8 un fenomeno minoritario non\u00a0 negativo di per s\u00e9, ma che, laddove degenera in spartizione di ruoli, diventa un problema. La nostra magistratura ha dimostrato di essere in grado di fare argine da sola al problema. Purtroppo non possiamo dire lo stesso della nostra classe politica, che permette a pregiudicati, indagati e condannati di sedere ai banchi del nostro Parlamento con tutti i privilegi del caso: situazione in cui l&#8217;immunit\u00e0 diventa spesso impunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(1) gi\u00e0 ordinario di Diritto Pubblico Comparato nella Universit\u00e0 di Perugia e membro laico del CSM dal 2006 al 2010<\/p>\n<p>(2) Testo dell&#8217;intervista si trova in E. PAPA, <em>Magistratura e politica<\/em>, cit., 361-363.<\/p>\n<p>(3) Luca Palamara \u00e8 un ex magistrato e politico italiano, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). \u00c8 stato il pi\u00f9 giovane presidente dell&#8217;ANM da maggio 2008 a marzo 2012; dal 19 settembre 2020 \u00e8 il primo presidente nella storia dell&#8217;ANM ad esserne stato espulso. Per quanto il suo caso sia diventato molto popolare nell&#8217;opinione pubblica di destra, Palamara era aderente alla corrente politica &#8220;Unit\u00e0 per la Costituzione&#8221;, corrente di centrodestra vicina all&#8217;UDC. Da tali vicende prende le mosse il libro-intervista\u00a0<i id=\"mwpw\">Il Sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana<\/i>, da lui realizzato con il giornalista\u00a0Alessandro Sallusti\u00a0e portato in scena a teatro da\u00a0Edoardo Sylos Labini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per info:<\/strong><\/p>\n<p>L. FERRAJOLI, Associazionismo dei magistrati e democratizzazione dell\u2019ordine giudiziario, in Questione Giustizia, 4\/2015, 179.<\/p>\n<p>F. VENTURINI, Un \u201csindacato\u201d di giudici, cit., 263 ss. e A. MENICONI, Storia della magistratura italiana, Bologna, Il Mulino, 2012, 145 ss.<\/p>\n<p>M. De Nicol\u00f2, E. Fimiani, Dal fascismo alla Repubblica: quanta continuit\u00e0? Numeri, questioni, biografie Viella, Roma 2019, pp. 239 <a href=\"https:\/\/ilpensierostorico.com\/la-continuita-dello-stato-dal-regime-fascista-alla-repubblica\/?print-posts=pdf\">https:\/\/ilpensierostorico.com\/la-continuita-dello-stato-dal-regime-fascista-alla-repubblica\/?print-posts=pdf<\/a><\/p>\n<p>Silvia Albano, presidente di Magistratura Democratica, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2UYHj7BXREo#:~:text=Abbiamo%20cercato%20il%20dialogo%20con%20il%20governo,avevano%20una%20sensibilit%C3%A0%20comune%20relativamente%20alla%20giustizia.\">ha dichiarato<\/a>: <em>\u201cLe correnti della magistratura son nate dopo il fascismo come raggruppamenti di persone che avevano una sensibilit\u00e0 comune relativamente alla giustizia. Magistratura democratica nasce nel 1964 quando l\u2019ordinamento italiano era pieno di norme di epoca fascista\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante questa campagna referendaria, il fronte del S\u00ec alla riforma per la modifica costituzionale della giustizia &#8211; redatta dal Ministro Carlo Nordio &#8211; ha pi\u00f9 volte ribadito a pi\u00f9 tornata la fantomatica &#8220;politicizzazione della magistratura&#8221; ed ha pi\u00f9 volte attaccato&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1887,"featured_media":2681442,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,47,55],"tags":[152888,152886,152887,152884,150575,152885],"class_list":["post-2681439","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-europa","category-politica","tag-anm","tag-correntismo","tag-no-alla-riforma-costituzionale-della-giustizia","tag-politicizzazione-della-magistratura","tag-riforma-nordio","tag-toghe-rosse"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La retorica sulla &quot;politicizzazione della magistratura&quot; 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