{"id":2675359,"date":"2026-02-10T19:51:04","date_gmt":"2026-02-10T19:51:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2675359"},"modified":"2026-02-10T19:51:41","modified_gmt":"2026-02-10T19:51:41","slug":"foibe-si-foibe-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/02\/foibe-si-foibe-no\/","title":{"rendered":"Foibe s\u00ec, foibe no. Come si arriva storicamente a quegli avvenimenti tragici"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>In queste settimane \u00e8 tornata in primo piano\u00a0 la questione \u201cfoibe\u201d, con l\u2019occasione della \u201cgiornata del ricordo\u201d, viene riesumata questa vicenda, spesso utilizzata a meri fini propagandistici ed ideologici, da politicanti di basso livello culturale e storico, o da propagandisti faziosi e senza alcun spirito di cercare un percorso di \u201criconciliazione\u201d nazionale, come fu per una tragedia vera, come quella dell\u2019apartheid in Sudafrica, voluta e guidata da Nelson Mandela insieme alla controparte Frederik de Klerk.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In questa &#8220;<em>Italia<\/em>\u201d dove lo spessore storico e culturale, per non dire etico, dei politici nostrani \u00e8 ai minimi della storia della Repubblica italiana, per ottenere un pugno di voti in pi\u00f9, si utilizzano la morte e le tragedie di essere umani tragicamente vittime degli eventi storici di oltre 80 anni fa.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un paese e anche una gran parte della popolazione, che non ha <strong>mai fatto i conti con la propria storia <\/strong>e con i propri <strong>orrori e crimini compiuti<\/strong> in giro per il mondo. Atto storico fatto da <strong><em>Germania<\/em><\/strong><em> e <strong>Giappone<\/strong><\/em>, per esempio. Qui persiste la vulgata dell\u2019 \u201d<em>italiani brava gente<\/em>\u201d per affrontare la questione \u201c<em>foibe<\/em>\u201d, con relative tragedie connesse e innegabili, per alcuni versi, come storicamente sopravvengono in qualsiasi frangente storico di guerra, dove si compiono vendette personali, frutto di rancori, odi di gente esasperata da vessazioni e violenze precedenti.<\/p>\n<p>Io penso che invece di polemizzare manicheamente, senza arrivare a nessuna sintesi storica, che certamente non interessa ai \u201c<strong><em>fondamentalisti<\/em><\/strong>\u201d nostrani, tutti impegnati a rinfocolare odi, rancori, razzismi etnici, solo per una \u201cguerricciola\u201d elettorale, <strong>occorrerebbe ripartire dalla STORIA<\/strong>, con i suoi atti, fatti, passaggi che hanno portato agli anni in questione. Ora tutti sono documentati e inoppugnabili, se ci si attenesse a questi, auspicando onest\u00e0 intellettuali e giornalistiche, sicuramente rare da trovare, ma ci sono, con un confronto e una sintesi non di parte, ma come giudizio storico, forse si potrebbe chiudere quel periodo e permettere ai familiari delle vittime delle due parti di piangere i propri morti, tutti da rispettare tranne quelli di carnefici, fanatici, torturatori o criminali. Silenziando e togliendo cos\u00ec fiato e benzina, per appiccare odi e divisioni per i loro sporchi pugni di voti elettorali, i fondamentalisti patriottardi sciovinisti. Ribadendo che \u201c<strong>patriota<\/strong>\u201d \u00e8 un termine nobile, di grande dignit\u00e0, di uomini e donne che combattono per la difesa della propria terra, della propria gente, della propria indipendenza, termine <strong>non usufruibile<\/strong> per chi aggredisce, invade, occupa, sottomette altri paesi e popoli.<\/p>\n<p>Si comprendono i \u201c<em>ragazzi di Sal\u00f2<\/em>\u201d e si accusano i \u201cmassacri dei partigiani jugoslavi\u201d, si dedurrebbe anche italiani, visto che sono stati <strong>decine di migliaia i partigiani italiani<\/strong> che hanno combattuto contro il nazifascismo in <em>Jugoslavia,<\/em> e sono morti in quelle terre per riscattare l\u2019onore di un intero popolo, macchiato e infangato da vent\u2019anni di fascismo e colonialismo contro altri popoli, tra cui quello jugoslavo, che <strong>mai<\/strong> nella storia hanno aggredito il nostro paese.<\/p>\n<p>Il mito degli italiani \u201c<em>brava gente<\/em>\u201d \u00e8 fondato sulla rimozione storica dei crimini di guerra commessi dall\u2019esercito italiano nelle colonie e nei territori invasi e occupati della 2\u00b0 guerra mondiale; la nostra storia nazionale \u00e8 ricca di rimozioni e \u201cdimenticanze\u201d di quello che \u00e8 stato fatto ad altri popoli e paesi. Dagli archivi delle <strong>Nazioni Unite<\/strong> emerge un dato che dovrebbe far vergognare i \u201cfondamentalisti sciovinisti\u201d che campano sulla questione foibe. Personalmente, verso questi\u00a0 avvenimenti, sicuramente tragici, mantengo un profondo rispetto per chi fosse perito innocente.<\/p>\n<p><strong><u>Secondo le <em>Nazioni Unite<\/em><\/u><\/strong>: <strong>solo per il periodo coloniale e della 2\u00b0 guerra mondiale, i fascisti e l\u2019esercito italiano <\/strong>hanno<strong> <u>UCCISO oltre UN MILIONE di persone, di cui 300.000 nella sola <em>Jugoslavia<\/em><\/u>,<\/strong> tutto documentato dallo storico americano <strong><em>M. Palombo<\/em><\/strong>, il cui lavoro per la <strong><em>BBC <\/em><\/strong>inglese \u201c<strong><em>Fascist Legacy<\/em><\/strong>\u201d \u00e8 stato utilizzato anche dalla <strong><em>TV \u201cLa 7<\/em><\/strong>\u201d, dopo alcuni decenni di censura sulle reti TV pubbliche italiane.<\/p>\n<p><strong><u>800 Italiani<\/u><\/strong> furono dichiarati<strong> \u201ccriminali di guerra\u201d <\/strong>dalla<strong> \u201c<em>Commissione per i crimini di guerra delle Nazioni Unite<\/em>\u201d <\/strong>e <strong><u>mai processati.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nei<strong><u> 200<\/u><\/strong> <strong>campi di concentramento italiani,<\/strong> <strong>furono rinchiusi pi\u00f9 di 100.000 jugoslavi (uomini, donne, bambini<\/strong>, <strong>e<\/strong> <strong>dove 11.606 vi morirono (<\/strong>quelli accertati), oltre che di fame anche di sete.<\/p>\n<h2>Quasi <u>200\u02d9000<\/u> furono i civili falciati dai plotoni di esecuzione italiani, in quanto \u201cribelli e banditi\u201d.<\/h2>\n<p>Un <strong><u>milione e ottocento mila<\/u><\/strong> jugoslavi massacrati da tedeschi e italiani, <strong><u>4.000<\/u><\/strong> i caduti italiani: <strong>invasori<\/strong> non va dimenticato.<\/p>\n<p>Il rapporto tra le vittime italiane e quelle slave \u00e8 di <strong>4.000 contro 1.800.000<\/strong> che corrisponde allo <strong>0,002<\/strong>, ma i massacratori e inumani, sono considerati gli \u201cslavi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella sola <strong><em>Istria<\/em><\/strong> furono <strong>80\u02d9000 gli slavi <\/strong>che in tre anni dovettero fuggire all\u2019estero, per non essere spazzati via dalla barbaria fascista o deportati nei lager italiani.<\/p>\n<p>I morti <strong>accertati<\/strong> nelle <strong>foibe sono stati circa 2\u02d9000, chi dice anche 3\u02d9000 <\/strong>(e non ci pu\u00f2 essere nessun rallegramento, al contrario rispetto, di fronte a cifre che trattano di morte)<strong>, ma va sottolineato che <\/strong>i fascisti e i collaborazionisti col nazismo in quelle zone, furono alcune <strong>decine di migliaia<\/strong>, che compirono ogni genere di atrocit\u00e0 e crimini contro la popolazione civile, documentata storicamente in studi, archivi e in alcuni documentatissimi libri che sono a disposizione di tutti. Oltre alle migliaia di insegnati delle scuole italiane (quelle slave furono chiuse), dipendenti delle amministrazioni pubbliche, dove non potevano esserci slavi, di preposti alla sanit\u00e0, italiani perch\u00e9 non potevano esserci slavi e cos\u00ec via. Non si pu\u00f2, mediante l\u2019utilizzo di alcuni fatti, <strong>revisionare storicamente e ribaltare<\/strong> i processi storici avvenuti e non contestualizzarli. E\u2019 un operazione antistorica e faziosa, senza alcuna scientificit\u00e0 e credibilit\u00e0, smaccatamente razzista, al di l\u00e0 delle opinioni soggettive.<\/p>\n<p><strong>Un confronto <\/strong>deve partire dall\u2019aggressione militare <strong>dell\u2019aprile 1941<\/strong>, sbocco di quanto gi\u00e0 era stato fatto in termini di snazionalizzazione, vessazione e persecuzione etnica di altri popoli, fino ad arrivare alle vere e proprie deportazioni, dalle infami e criminali politiche fasciste italiane, contro le popolazioni slave da sempre residenti nelle regioni del confine orientale, mischiate e coabitanti al di l\u00e0 dell\u2019aspetto etnico; politica che teorizzava l\u2019espansionismo e lo sciovinismo come obiettivi da conseguire. Senza dimenticare che gi\u00e0 nel 1918 furono oltre <strong>500\u02d9000 gli sloveni e croati<\/strong> \u201c<strong>inglobati\u201d<\/strong> dall\u2019Italia di allora, il <strong>vizietto<\/strong> espansionista\u00a0 era quasi un dato di fatto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo il <strong>6 aprile 1941<\/strong>, con l\u2019occupazione e l\u2019annessione di territori jugoslavi in cui non abitava neppure un italiano, furono inclusi illegittimamente entro i nuovi confini occupati, altre centinaia di migliaia di jugoslavi, il cui trattamento da parte dello Stato italiano fu la repressione pi\u00f9 spietata, le fucilazioni, gli incendi di villaggi, la deportazione in campi di concentramento di decine di migliaia di donne, vecchi, bambini, e la morte di migliaia di essi. Questi gli esiti dell\u2019\u201c<strong>espansionismo italiano<\/strong>\u201d, argomento assolutamente rimosso, mai diventato \u201cmemoria collettiva\u201d e mai citati dai fondamentalisti nostrani. Tutti i fautori e i fiancheggiatori del \u201crevisionismo storico\u201d ( compreso\u00a0 l\u2019on. <em>Fassino<\/em> e i suoi soci di partito) dovrebbero guardarsi una cartina etnica di queste terre, suggerisco quella redatta nel 1915 da <strong><em>Cesare Battisti<\/em><\/strong> (un nome che dovrebbe essere una garanzia) in \u201c<em>La Venezia Giulia. Cenni geografico-statistici<\/em>\u201d, pubblicato nel 1920 <strong><em>dall\u2019Istituto Geografico De Agostini<\/em><\/strong>. <em>Battisti<\/em> attribuiva per la <em>Venezia Giulia,<\/em> nel suo complesso, la seguente composizione nazionale, in percentuale:<strong>Italiani: 43,09 &#8211; Sloveni: 32,23 &#8211; Croati: 20,64 &#8211; Tedeschi: 3,30<\/strong>Dunque<strong> gli \u201cslavi\u201d erano il 52,87 per cento. <\/strong>Per quanto riguarda l<strong><em>\u2019Istria<\/em><\/strong> in particolare:<strong>Italiani: 35,15 &#8211; Sloveni: 14,27 &#8211; Croati: 43,52 &#8211; Tedeschi: 3,51<\/strong>Dunque<strong> gli \u201cslavi\u201d erano il 57,79 per cento.<\/strong>Come si vede i territori rivendicati durante la seconda guerra mondiale dall\u2019\u201cespansionismo slavo\u201d era abitati in maggioranza da \u201cslavi\u201d. Questa non \u00e8 un\u2019opinione personale, sono dati storici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nei primi anni \u201920\u00a0 lo squadrismo italiano in camicia nera, rafforzato dai fascisti triestini, si rese protagonista di feroci violenze e aggressioni con molti morti e feriti nella popolazione civile.<\/p>\n<p>Persino gli stessi storici fascisti, tra i quali l&#8217;istriano <strong><em>G.A. Chiurco<\/em><\/strong>, \u00a0nell\u2019esaltare le imprese squadriste e renderle gloriose, ha involontariamente, documentato inoppugnabilmente<\/p>\n<p>i crimini compiuti di assassinii di antifascisti italiani come <strong><em>Pietro Benussi a Dignano, Antonio Ive a Rovigno, Francesco Papo a Buie<\/em><\/strong> ed altri, oltre alle devastazioni e distruzioni delle <em>Camere del lavoro <\/em>e delle <em>Case del popolo<\/em>, alle sanguinarie spedizioni nei villaggi abitati da croati e sloveni della regione.<\/p>\n<p>Anche nel mio libro \u201c<strong><em>Pagine di storia rimosse<\/em><\/strong>\u201d, nel diario che ho riportato del cappellano militare <strong><em>Don Pietro Brignoli<\/em><\/strong>, sono documentati e testimoniati gli orrori e i crimini compiuti in quei territori, purtroppo anche di soldati italiani, non solo dai fascisti.<\/p>\n<p>Con il fascismo furono distrutti e aboliti tutti gli enti e associazioni culturali, sociali e sportivi della popolazione slovena e croata; spar\u00ec ogni traccia pubblica dell\u2019esistenza della popolazione croata e slovena. Furono abolite le loro scuole di ogni grado, cessarono di uscire i loro giornali, i libri scritti non in italiano divennero materiale sovversivo; con un decreto del 1927 furono forzosamente italianizzati i cognomi slavi, furono italianizzati anche i toponimi. <strong>Decine di migliaia<\/strong> di civili croati e sloveni furono deportati nei 200 campi di concentramento disseminati dall&#8217;Albania all\u2019isola di <strong><em>Rab (Arbe)<\/em><\/strong>, nell&#8217;Italia meridionale, centrale e settentrionale. Nel solo lager di <strong><em>Arbe<\/em><\/strong><em>\/Rab (Jugoslavia<\/em>) ne morirono <strong>4.000 circa<\/strong>, fra cui <strong>1500<\/strong> donne e bambini, moltissimi vecchi, per denutrizione, stenti, maltrattamenti e malattie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un documento del 15 dicembre 1942, l&#8217;Alto Commissariato per la <em>Provincia di Lubiana<\/em>, <strong><em>Emilio Grazioli,<\/em><\/strong> trasmise al Comando dell&#8217;XI Corpo d&#8217;Armata il rapporto di un medico in visita al<\/p>\n<p><strong><em>Campo di Arbe<\/em><\/strong>, dove gli internati &#8220;<strong><em>presentavano nell&#8217;assoluta totalit\u00e0 i segni pi\u00f9<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>gravi dell&#8217;inanizione da fame<\/em><\/strong>&#8220;. La risposta a quel rapporto, scritta di suo pugno dal generale<\/p>\n<p><strong><em>Gastone Gambara<\/em><\/strong> sanciva: &#8220;<strong><em>Logico ed opportuno che campo di concentramento non significhi campo d&#8217;ingrassamento. Individuo malato = individuo che sta tranquillo<\/em><\/strong><em>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come non ricordare qui la nota ai Comandi locali in <em>Slovenia<\/em> del generale <strong><em>Mario Robotti:<\/em><\/strong> &#8220;<em>Chiarire bene il trattamento dei sospetti, cosa dicono le norme 4C e quelle successive? Conclusione: <strong>si ammazza troppo poco<\/strong>!&#8221;. <\/em>Queste parole si rifacevano all\u2019ordine del generale <strong><em>Mario Roatta<\/em><\/strong>, comandante della II Armata italiana in <em>Slovenia e Croazia,<\/em> il quale nel marzo del 1942 aveva diramato una <strong><em>Circolare 4C<\/em><\/strong> nella quale si sanciva: &#8220;\u2026<em>Il trattamento da fare ai ribelli, non deve essere sintetizzato dalla formula dente per dente ma bens\u00ec da <strong>quella testa per dente<\/strong><\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una disposizione che trover\u00e0 una feroce e criminale applicazione nell\u2019eccidio di <strong><em>Gramozna Jama<\/em><\/strong> in <em>Slovenia, <\/em>dove al termine della guerra furono riesumati resti di centinaia corpi di civili massacrati durante l&#8217;occupazione, per ordine dei comandi militari italiani; furono migliaia i <strong>civili<\/strong> falciati dai plotoni di esecuzione italiani, dalla <em>Slovenia<\/em> alla &#8220;<em>Provincia del Carnaro<\/em>&#8220;, alla <em>Dalmazia<\/em> fino\u00a0alle <em>Bocche di Cattaro e in Montenegro<\/em> senza aver mai subito alcun processo.<\/p>\n<p>Nel migliore dei casi, se dipendenti statali e ritenuti non ostili, furono trasferiti in regioni distanti dell<em>&#8216;Italia<\/em>. Persino nelle chiese le messe potevano essere celebrate soltanto in italiano, le lingue croata e slovena dovettero sparire perfino dalle lapidi sepolcrali, queste stesse lingue furono bandite dai tribunali e da tutti gli uffici, negate nella vita quotidiana.<\/p>\n<p>Migliaia di <em>democratici italiani, socialisti, comunisti e cattolici<\/em> che lottarono per la difesa dei pi\u00f9 elementari diritti delle minoranze subirono attentati, arresti, processi e lunghi anni di carcere inflitti dal <em>Tribunale speciale<\/em> per la difesa dello Stato.<\/p>\n<p>Lo storico triestino <strong><em>Teodoro Sala<\/em><\/strong> sull&#8221;<strong><em>L&#8217;Espresso<\/em><\/strong>&#8221; del 19 settembre 1996 ha documentato una prolungata serie di crimini di guerra compiuti da speciali reparti di occupazione, fra i quali si contraddistinsero per ferocia le <em>Camicie Nere<\/em>: &#8220;\u2026<em>rapine, uccisioni, ogni sorta di violenza perpetrata a danno delle popolazioni\u2026&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima di arrivare alla questione foibe, gli italiani \u201c<em>brava gente<\/em>\u201d in giro per il mondo, in meno di sessant\u2019anni avevano gi\u00e0 aggredito, invaso, occupato, decine di paesi e popoli. Come documentato ormai storicamente, massacrando, sterminando intere popolazioni, saccheggiando e devastando terre e paesi.<\/p>\n<p><strong><em>Questo il curriculum di aggressioni (non certo gloriose o onorabili) che l\u2019Italia ha nella sua breve storia. Chiediamo ai \u201cfondamentalisti\u201d italioti ( <\/em><\/strong>termine coniato da <em>G. Bocca<strong>), cosa hanno da dire. Poi in Italia si potr\u00e0 affrontare la questione foibe. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>5 Febbraio 1885<\/strong>: occupazione di Massaua, <strong>Eritrea<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>3 Agosto 1889: <\/strong>occupazione di Asmara<strong>, Somalia. <\/strong><\/p>\n<p><strong>16 Luglio1894: <\/strong>occupazione di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cassala\">Cassala<\/a><strong>,\u00a0Sudan.<\/strong><\/p>\n<p><strong>1 Dicembre 1895<\/strong>: inizio della\u00a0Guerra di <strong>Abissinia<\/strong>\u00a0contro l<strong>&#8216;Etiopia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>1902: <\/strong>dopo la soppressione della <em>Rivolta dei Boxer<\/em> in<strong> Cina, <\/strong>l\u2019Italia occupa<strong> Tientsin.<\/strong><\/p>\n<p><strong>28 Settembre 1911: <\/strong>inizia la guerra contro la <strong>Turchia <\/strong>per occupare la<strong> Libia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>5 Ottobre 1911<\/strong>: comincia l\u2019occupazione della <strong>Libia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>26 Aprile 1912<\/strong>: comincia l\u2019occupazione delle <strong>isole greche del Dodecaneso<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>23 Maggio 1915<\/strong>: guerra all&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Impero_austro-ungarico\"><strong>Austria-Ungheria<\/strong><\/a> e assalto alle coste adriatiche jugoslave.<\/p>\n<p><strong>21 agosto 1915<\/strong>: dichiarazione di guerra all&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Impero_ottomano\"><strong>Impero ottomano<\/strong><\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>19 Ottobre 1915<\/strong>: guerra al <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regno_di_Bulgaria\"><strong>Regno di Bulgaria<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>27 Agosto 1916<\/strong>: dichiarazione di guerra all&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Impero_tedesco\"><strong>Impero tedesco<\/strong><\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>29 Agosto 1923<\/strong>: occupazione dell\u2019isola di Corf\u00f9 in <strong>Grecia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>7 Aprile 1939<\/strong>: occupazione dell\u2019<strong>Albania.<\/strong><\/p>\n<p><strong>28 Ottobre 1940: <\/strong>aggressione alla<strong> Grecia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>6 Aprile 1941: aggressione della Jugoslavia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>22 giugno 1941: <\/strong>aggressione<strong> all\u2019Unione Sovietica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2026<em>Sappiamo come si sono concluse tutte\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per non dilungarmi non affronto qui tutti gli altri coinvolgimenti militari del dopoguerra fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando una giornata del \u201cricordo\u201d dei crimini italiani e della richiesta di perdono agli altri popoli, in questo caso a quello jugoslavo, per tutte queste vittime innocenti? Questo, s\u00ec rappresenterebbe storicamente un coraggioso atto di pace e riconciliazione definitiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dover accettare che i carnefici diventino eroi oltre ad essere vergognoso, \u00e8 anche oltraggioso verso la memoria storica di quella generazione di \u201cragazzi\u201d che invece di andare a <em>Sal\u00f2<\/em> o stare a guardare, \u00e8 salita in montagna a combattere il nazifascismo pagando con la tortura e con la morte la scelta della lotta per la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Certi signori, di destra o sinistra, ormai c\u2019\u00e8 poca differenza elettorale, <strong>dimenticano <\/strong>che la riconciliazione c\u2019\u00e8 gi\u00e0 stata: \u00e8 avvenuta il <strong>25 aprile 1945,<\/strong> con la sconfitta del fascismo, la cacciata dell\u2019invasore nazista e la vittoria della lotta di liberazione nazionale, un paese <strong>lasciatoci in eredit\u00e0 da quegli italiani che con il loro sangue avevano ridato libert\u00e0 e dignit\u00e0 all\u2019Italia.<\/strong><\/p>\n<p>Per questo sottoscrivo e faccio mie le parole e il patrimonio morale di un italiano, giornalista, partigiano e antifascista, che ha combattuto per la nostra <em>Italia<\/em>: quella della giustizia e della dignit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><em>\u2026La storiografia revisionista si \u00e8 cos\u00ec riempita di pidocchi revisionisti che pretendono di cambiare gli accaduti, la memoria, la toponomastica, i libri di testo\u2026 Quelli che combattevano al fianco dei nazisti\u2026volevano la fine delle libert\u00e0. Furono invece i Partiti della Resistenza, a recuperare le libert\u00e0\u2026\u201d I morti \u201d diceva Pavese \u201csono tutti eguali, partigiani e repubblichini\u201d\u2026 Ma non erano uguali le loro storie, le loro idee. La piet\u00e0 \u00e8 una cosa che fa parte del sentimento umano solidale, ma la piet\u00e0 per le idee non ha senso, non si pu\u00f2 avere piet\u00e0 per le idee barbare, assassine, non si pu\u00f2 revisionare l\u2019orrore, si pu\u00f2 al massimo dimenticarlo\u2026 per piet\u00e0.\u00a0 ( G. Bocca)\u00a0\u00a0 <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In queste settimane \u00e8 tornata in primo piano\u00a0 la questione \u201cfoibe\u201d, con l\u2019occasione della \u201cgiornata del ricordo\u201d, viene riesumata questa vicenda, spesso utilizzata a meri fini propagandistici ed ideologici, da politicanti di basso livello culturale e storico, o da propagandisti&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":594,"featured_media":2675360,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[60],"tags":[8961],"class_list":["post-2675359","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritti-umani","tag-foibe"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Foibe s\u00ec, foibe no. 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