{"id":2673097,"date":"2026-02-03T13:50:35","date_gmt":"2026-02-03T13:50:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2673097"},"modified":"2026-02-03T13:51:47","modified_gmt":"2026-02-03T13:51:47","slug":"rapporto-amnesty-sui-diritti-umani-in-usa-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/02\/rapporto-amnesty-sui-diritti-umani-in-usa-prima-parte\/","title":{"rendered":"Rapporto Amnesty sui diritti umani in USA. Prima parte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Non uno o due, ma ben dodici campanelli d&#8217;allarme. A \u201csuonarli\u201d \u00e8 Amnesty International nel suo rapporto appena pubblicato, intitolato \u201cRinging the alarm bells: rising authoritarian practices\u201d, un&#8217;analisi circostanziata delle numerose violazioni dei diritti umani e dello scivolamento verso un regime antidemocratico negli Stati Uniti. <\/strong><\/p>\n<p>\u201cNell&#8217;ultimo anno \u2013 avverte AI \u2013 il presidente Trump, attraverso ordini esecutivi e misure amministrative, ha ristretto gli spazi civici e minato lo stato di diritto interno e internazionale, con conseguenze a breve e lungo termine per la salvaguardia dei diritti umani\u201d. Si \u00e8 creata un&#8217;emergenza attraverso azioni che si rinforzano a vicenda, creando un circolo vizioso: \u201cL&#8217;intimidazione della stampa rende difficile denunciare gli abusi, le ritorsioni fanno s\u00ec che le persone abbiano paura di denunciare, sorveglianza e militarizzazione aumentano il &#8216;costo&#8217; del dissenso, gli attacchi ai giudici, agli avvocati e agli organi di sorveglianza rendono pi\u00f9 difficile dimostrare le responsabilit\u00e0. Abbiamo gi\u00e0 visto dove porta la strada quando il dissenso viene punito, la sorveglianza \u00e8 smantellata e le persone scompaiono o sono espulse senza poter fare ricorso alla legge. Ma sappiamo anche che questo deriva non \u00e8 inevitabile\u201d.<\/p>\n<p>Il rapporto di Amnesty non si limita a <strong>denunciare<\/strong> con prove circostanziate quanto sta avvenendo da un anno a questa parte negli Stati Uniti, ma <strong>chiama all&#8217;azione<\/strong> tutte le istituzioni federali, statali e locali, la societ\u00e0 civile, gli attori privati e le societ\u00e0 tecnologiche, invitandole a compiere con urgenza \u201cpassi pratici per salvaguardare gli spazi civici, ripristinare le salvaguardie di legge e prevenire la normalizzazione della repressione e delle violazioni dei diritti umani\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il primo \u201ccampanello d&#8217;allarme\u201d si riferisce alla libert\u00e0 di stampa,<\/strong> \u201celemento critico di salvaguardia dei diritti umani\u201d, dal momento che ha il potere di denunciare abusi, indicare responsabilit\u00e0 e permettere alla popolazione di prendere decisioni consapevoli e di sfidare la corruzione. Amnesty segnala il tentativo dell&#8217;amministrazione Trump di controllare la stampa attraverso l&#8217;intimidazione dei giornalisti, la restrizione degli accessi, il discredito delle posizioni critiche anche attraverso attacchi personali in pubblico e l&#8217;uso del potere per punire i media indipendenti. Due tra i molti esempi di tale comportamento: Trump pretende di decidere quali giornali debbano \u201ccoprire\u201d la Casa Bianca e ha ristretto la possibilit\u00e0 di occuparsene dell&#8217;Associated Press a causa della decisione editoriale dell&#8217;agenzia di non cambiare la definizione \u201cGolfo del Messico\u201d in \u201cGolfo dell&#8217;America\u201d.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ottobre 2025, dozzine di reporter hanno abbandonato il Pentagono e i loro badge piuttosto che firmare un documento in cui rinunciavano alle tutele del Primo Emendamento. Il New York Times ha fatto causa all&#8217;amministrazione Trump per aver ridotto le possibilit\u00e0 di lavorare dei giornalisti. \u201cLa stessa Federal communication commission \u00e8 stata trasformata da agenzia regolatoria in uno strumento di ritorsione politica: con un ordine esecutivo Trump ha deciso che deve fare riferimento a lui e non pi\u00f9 al Congresso\u201d. Un caso particolarmente grave riguarda Mario Guevara, corrispondente salvadoregno dagli Stati Uniti, il primo giornalista arrestato dall&#8217;ICE mentre stava seguendo una manifestazione \u201cNo kings\u201d a Doraville (Georgia) il 14 giugno scorso. L&#8217;ICE ha poi rifiutato il pagamento della cauzione stabilita dal giudice, sostenendo che il suo reportage aveva messo a rischio la sicurezza pubblica. Malgrado la campagna di Amnesty Usa per il suo rilascio, Guevara \u00e8 stato deportato in El Salvador il 3 ottobre.<\/p>\n<p>La <strong>repressione della libert\u00e0 di espressione e di protesta costituisce il secondo campanello d&#8217;allarme<\/strong>. \u201cUn classico segnale di pratica autoritaria \u00e8 l&#8217;uso di sorveglianza, sanzioni amministrative e forza militare per far percepire il dissenso come qualcosa di pericoloso\u201d. E Trump ha minacciato e criminalizzato le proteste e la libert\u00e0 accademica. In particolare ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in occasione delle manifestazioni di solidariet\u00e0 alla Palestina. L&#8217;amministrazione Trump ha arrestato e deportato centinaia di studenti. \u201cIl Segretario di Stato Marco Rubio ha revocato i visti ad almeno 300 manifestanti, affermando senza alcuna prova che avevano vandalizzato l&#8217;universit\u00e0, molestato altri studenti e creato scompiglio. Nelle scorse settimane il Dipartimento di Stato ha annunciato di aver revocato nel corso del 2025 oltre 100mila visti a residenti (ottomila dei quali erano studenti) in base a non meglio precisati legami con &#8216;attivit\u00e0 criminali&#8217;\u201d. Il caso pi\u00f9 eclatante riguarda Mahmoud Khalil, attivista palestinese laureato di recente alla Columbia University, con un permesso di residenza permanente negli Usa, arrestato in marzo e detenuto illegalmente per il suo impegno pro Palestina. Un giudice ha ordinato il suo rilascio su cauzione in giugno, ma un ricorso ha ribaltato la decisione e Khalil continua la sua battaglia per restare negli Usa con la famiglia. Come lui almeno una decina di altri studenti \u00e8 stata incarcerata o deportata per la partecipazione a manifestazioni pro palestinesi. Tra loro Leqaa Kordia, una 32enne palestinese arrestata illegalmente il 13 marzo e trasferita in un carcere del Texas, dove ha subito documentate violazioni dei diritti umani. Leqaa ha perso 175 membri della sua famiglia dall&#8217;inizio del genocidio in Palestina.<\/p>\n<p><strong>Il terzo campanello d&#8217;allarme riguarda proprio le universit\u00e0 e la societ\u00e0 civile<\/strong>. Nei confronti della seconda Trump usa l&#8217;arma del sospetto: \u201cHa gettato una larga rete per individuare le organizzazioni esenti da tassazione che si oppongono alle sue politiche e ha poi firmato un ordine esecutivo teso a smantellare gruppi che definisce &#8216;terroristi interni&#8217;. Il procuratore generale degli Stati Uniti sta implementando un &#8216;memorandum&#8217; per intensificare le indagini sul &#8216;terrorismo interno&#8217;, incentivando anche a denunciare &#8216;attivit\u00e0 sospette&#8217;\u201d. Il Dipartimento di giustizia sta pensando di considerare un atto di terrorismo interno persino la ripresa con il telefono degli arresti di immigrati. Trump ha preso di mira anche alcune organizzazioni filantropiche. Il Congresso sta tentando di evitare che il Segretario del tesoro metta fine all&#8217;esenzione dalle tasse delle Ong basandosi sull&#8217;accusa di &#8216;supportare attivit\u00e0 terroristiche\u201d. Lo stesso Dipartimento ha emanato un ordine di bloccare il lavoro alle societ\u00e0 di orientamento legale per gli immigrati e i programmi destinati a famiglie e bambini, forzando l&#8217;immediata cessazione dei servizi di supporto per la casa e il lavoro, con gravissime conseguenze per migliaia di persone.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli <strong>atenei<\/strong>, Trump ha tagliato i fondi a tutti quelli che rifiutavano il controllo federale su assunzioni e ammissioni e ha revocato l&#8217;esenzione dalle tasse all&#8217;Universit\u00e0 di Harvard, accusandola di supportare ideologie ispirate al terrorismo. Altre cinquanta scuole superiori hanno sub\u00ecto sanzioni dal Dipartimento dell&#8217;educazione per presunte violazioni al \u201cCivil right act\u201d del 1964. In ottobre dodici universit\u00e0 sono state informate che avrebbero potuto ricevere fondi federali speciali se avessero accettato di ridurre la libert\u00e0 d&#8217;espressione e insegnamento, impedire ai transgender l&#8217;accesso ad alcune parti dei campus e cancellare le identit\u00e0 non binarie. Il 20 ottobre, sei atenei avevano gi\u00e0 rifiutato i fondi.<\/p>\n<p><strong>La \u201cnormalizzazione delle ritorsioni contro i critici e gli informatori\u201d rappresenta il campanello d&#8217;allarme numero quattro<\/strong>. Come riportato dalla Reuters, il presidente Trump ha preso di mira almeno 470 persone e gruppi con l&#8217;uso di licenziamenti, sospensioni, indagini e revoca delle tutele sociali. \u201cHa usato numerose leve di governo per vendicarsi, minacciare e costringere all&#8217;ubbidienza ufficiali e impiegati federali, procuratori, universit\u00e0 e mezzi di comunicazione\u201d. Tra i casi eclatanti di \u201cvendetta\u201d quello contro la general attorney Letitia James e l&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi James Comey, che in passato avevano indagato rispettivamente su Trump e sulle interferenze russe alle presidenziali del 2016. Trump ha persino minacciato alcuni parlamentari democratici con background militare o d&#8217;intelligence, affermando che il reato di sedizione \u00e8 punibile con la morte, dopo che questi avevano affermato in un video che i militari dovrebbero rifiutarsi di eseguire ordini illegali. Il dipendente di Usaid Nicholas Enrich \u00e8 stato licenziato per aver sottolineato in alcuni post le gravi conseguenze del definanziamento sui diritti umani. Erez Reuven \u00e8 stato a sua volta licenziato dal Dipartimento di giustizia per aver testimoniato davanti a un giudice che un uomo era stato deportato dal governo per errore.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;allarme numero cinque si riferisce all&#8217;indipendenza e libert\u00e0 di azione dei giudici e degli avvocati<\/strong>. In risposta a sentenze che bloccavano lo sviluppo delle sue politiche, Trump ha pi\u00f9 volte sollecitato l&#8217;impeachment dei magistrati coinvolti, evitato di eseguire gli ordini delle corti e punito i procuratori per il loro lavoro sotto le precedenti amministrazioni. Un memorandum presidenziale chiede al procuratore generale di portare avanti indagini e sanzioni contro giudici e studi di avvocati che \u201csi impegnano in frivole, irragionevoli e vessatorie\u201d azioni contro il governo. Nel mirino del presidente anche tutti coloro che si sono opposti al tentativo di sovvertire il risultato elettorale alle elezioni del 2020 e chi rappresenta gli interessi legali di migranti e richiedenti asilo. Il \u201ccaso di studio\u201d si riferisce a un atto di ritorsione collettiva, il Dipartimento di giustizia ha citato tutti i 15 giudici federali del Maryland, dopo che il loro capo George L. Russell aveva stabilito che i cittadini non americani avrebbero dovuto restare in custodia prima della deportazione per almeno 48 ore, in modo da permettere loro di presentare ricorso. Il giudice federale della Virginia cui \u00e8 stato assegnato il caso sui colleghi del Maryland ha rifiutato, ammonendo il governo, \u201cche ha definito i giudici federali sinistrorsi, liberali, attivisti, radicali, squilibrati, truffatori, incostituzionali e peggio\u201d. Rispetto al triennio 2021-24, nel 2025 le minacce ai giudici sono raddoppiate e si sono moltiplicate soprattutto le richieste di empeachement del governo nei confronti di magistrati \u201ccolpevoli\u201d di aver emesso sentenze sfavorevoli o sgradite all&#8217;amministrazione.<\/p>\n<p>Ma nei \u201cdemocratici\u201d Stati Uniti sono documentati anche moltissimi casi di <strong>\u201csparizione forzata\u201d <\/strong>e di <strong>\u201cespulsione illegale\u201d,<\/strong> e ci\u00f2 costituisce la sostanza del \u201c<strong>campanello d&#8217;allarme\u201d numero sei<\/strong>. La sparizione forzata \u00e8 una gravissima violazione dei diritti umani e porta con s\u00e9 la negazione del diritto a un giusto processo e la violazione del divieto di detenzione illegale e di trattamenti inumani o degradanti, tra i pilastri della Dichiarazione universale dei diritti umani approvata dall&#8217;Onu nel 1948. L&#8217;espulsione illegale, inoltre, espone la persona che la subisce al rischio di tortura o esecuzioni sommarie nel Paese di destinazione. \u201cQuando le autorit\u00e0 possono espellere le persone senza avviso, audizione o accesso alla possibilit\u00e0 di difesa, e quando le sentenze dei giudici vengono ignorate\u201d \u00e8 scritto nel rapporto\u201d lo Stato passa dalla legalit\u00e0 al potere arbitrario\u201d.<\/p>\n<p>La deportazione di massa di migranti e richiedenti asilo venezuelani avvenuta il 15 marzo 2025 costituisce per Amnesty una \u201cpatente violazione dei diritti umani\u201d. Trump ha invocato in quel caso il ricorso all&#8217;Alien Enemy Act, una legge pensata come risposta a un&#8217;invasione in tempo di guerra, usata l&#8217;ultima volta per l&#8217;internamento in campi di prigionia di 120mila giapponesi residenti in Usa durante la seconda guerra mondiale. In caso di sparizione o espulsione le famiglie non ricevono alcuna informazione, n\u00e9 c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di rivolgersi a un avvocato o di sapere dove si trovino le persone \u201cprelevate\u201d in strada, nei luoghi di lavoro, in chiesa o nelle loro abitazioni, poich\u00e9 l&#8217;ICE agisce senza mandato e in forma totalmente arbitraria. Gli stessi ufficiali dell&#8217;ICE ammettono che \u201cmolti\u201d degli arrestati non avevano alcuna pendenza penale e che alcuni sono stati prelevati perch\u00e9 gli agenti &#8216;percepivano&#8217; che avrebbero potuto commettere reati in futuro. Eclatante il caso di Andry Jos\u00e9 Hernandez Romero, un artista e attore venezuelano trentunenne, fuggito negli Stati Uniti dopo essere stato preso di mira in patria per le sue idee politiche e la sua omosessualit\u00e0. Due giorni prima dell&#8217;audizione per la richiesta di asilo, Romero \u00e8 stato prelevato e deportato a El Salvador senza dargli neppure la possibilit\u00e0 di avvisare la famiglia. Nel marzo 2025 \u00e8 stato trasferito insieme ad altri 251 connazionali nel carcere di massima sicurezza Cecot, noto per le condizioni terribili di detenzione. In luglio, i deportati sono stati rimandati in Venezuela, L&#8217;ordine di un giudice federale di permettere il ritorno negli Usa per esaminare le richieste di asilo \u00e8 stato ignorato dall&#8217;amministrazione Trump.<\/p>\n<p>Link al rapporto in inglese: <a href=\"https:\/\/d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net\/public\/uploads\/2026\/01\/Ringing-the-Alarm-Bells.pdf\">https:\/\/d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net\/public\/uploads\/2026\/01\/Ringing-the-Alarm-Bells.pdf<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non uno o due, ma ben dodici campanelli d&#8217;allarme. 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