{"id":2671655,"date":"2026-01-29T13:56:07","date_gmt":"2026-01-29T13:56:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2671655"},"modified":"2026-01-29T13:59:29","modified_gmt":"2026-01-29T13:59:29","slug":"referendum-giustizia-un-no-per-salvare-e-ristabilire-la-democrazia-contro-le-derive-autoritarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/01\/referendum-giustizia-un-no-per-salvare-e-ristabilire-la-democrazia-contro-le-derive-autoritarie\/","title":{"rendered":"Referendum giustizia, un NO per salvare e ristabilire la democrazia contro le derive autoritarie"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premesse<\/strong><\/p>\n<p>Secondo quanto disposto dall\u2019art. 138 Cost., le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni a intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione (nella prima \u00e8 sufficiente la maggioranza semplice, come per tutte le leggi).<\/p>\n<p>Qualora nella seconda votazione non si raggiunga la maggioranza qualificata dei 2\/3, alcune minoranze \u2013 1\/5 dei membri di ciascuna Camera, 5 Consigli regionali, 500.000 elettori \u2013 possono richiedere che sia il popolo, tramite &#8220;referendum straordinario&#8221; senza quorum, a decidere se la legge entrer\u00e0 effettivamente in vigore. Dato che nel processo di approvazione parlamentare non ha raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi in ciascuna\u00a0Camera, ai sensi dell\u2019art. 138 della\u00a0Costituzione italiana, sono state raccolte le firme necessarie alla richiesta di indizione del\u00a0referendum costituzionale.<\/p>\n<p>Dopo una petizione ufficiale che ha superato il quorum delle 500.000 firme, il Governo ha stabilito che il\u00a0<em>referendum costituzionale sulla riforma della magistratura ordinaria <\/em>si terr\u00e0 domenica 22 marzo e luned\u00ec 23 marzo 2026. Si tratta del quinto referendum costituzionale nella storia della Repubblica Italiana che ha come oggetto il disegno di legge costituzionale di iniziativa governativa, noto nel dibattito pubblico come <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/atto\/serie_generale\/caricaDettaglioAtto\/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-10-30&amp;atto.codiceRedazionale=25A05968\">&#8220;Riforma Nordio&#8221;<\/a>, approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica il 30 ottobre 2025. Il testo della riforma, presentato il 13 giugno 2024, avente come oggetto la revisione del Titolo II e del Titolo IV della Parte II della Costituzione della Repubblica Italiana, mira a introdurre due elementi chiave: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). I punti salienti\u00a0sono:<\/p>\n<div dir=\"auto\">&#8211; <em>Carriere separate<\/em>: i magistrati saranno divisi in due ordini, giudicante e requirente, con percorsi distinti e senza possibilit\u00e0 di interscambio, salvo eccezioni limitate.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8211; <em>Doppio CSM<\/em>: nasceranno due organi di autogoverno \u2013 uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri \u2013 entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8211; <em>Metodo del sorteggio<\/em>: un terzo dei componenti dei due CSM sar\u00e0 selezionato tramite sorteggio da liste di professori di diritto e avvocati con oltre 15 anni di attivit\u00e0; i restanti due terzi saranno estratti tra magistrati giudicanti e requirenti.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8211; <em>Funzioni del nuovo CSM<\/em>: gestione di assunzioni, trasferimenti e valutazioni professionali. La competenza disciplinare sar\u00e0 invece affidata a un nuovo organismo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8211; <em>Introduzione nuovo organo denominata Alta Corte Disciplinare<\/em>: composta da 15 membri (magistrati, avvocati e professori di diritto), avr\u00e0 il compito di giudicare sulle condotte disciplinari dei magistrati.<\/div>\n<p><strong>Una riforma costituzionale della giustizia a colpi di &#8220;maggioranza&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Dal punto di vista formale il percorso di approvazione della legge costituzionale di riforma della magistratura \u00e8 stato sostanzialmente corretto, anche se va segnalata come un\u2019anomalia il fatto che la proposta sia venuta dal governo, anzich\u00e9 dal Parlamento, e che nemmeno una virgola di tale proposta sia stata cambiata nel corso del dibattito parlamentare, che dunque \u00e8 risultato sostanzialmente inutile. L\u2019anomalia consiste in ci\u00f2: poich\u00e9 la Costituzione contiene le regole che disciplinano le basi del vivere comune, la sua modifica dovrebbe essere discussa 7dall\u2019organo che rappresenta l\u2019insieme del popolo italiano, il Parlamento, e non decisa dal governo che \u00e8 espressione solo di una parte.<\/p>\n<p>Purtroppo, \u00e8 stata ignorata la saggezza con cui statisti come Calamandrei o De Gasperi, solo per fare due nomi, invitavano con le parole e con i fatti a far s\u00ec che il governo non interferisse nelle vicende costituzionali.<\/p>\n<p>Oltretutto, oggi la parte governativa, che pure gode dell\u2019appoggio della maggioranza assoluta dei parlamentari in entrambe le Camere, non \u00e8 tale in forza della maggioranza dei voti espressi dagli elettori. Per essere pi\u00f9 precisi, a causa della legge elettorale, l\u2019attuale maggioranza ha il 59% dei seggi alla Camera e il 56% dei seggi al Senato. Ma alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 aveva ottenuto, nel suo complesso, il 44% dei voti, corrispondenti grosso modo a 12 milioni di votanti, a fronte di 14 milioni di voti per l\u2019opposizione e circa 17 milioni di astenuti.<\/p>\n<p>In parole povere, un governo che rappresenta meno del 23% degli elettori, ha cambiato la Costituzione a colpi di maggioranza e lo ha fatto tramite di un disegno di legge presentato non dal Parlamento, ma dalla presidente del Consiglio. Se dal punto formale il procedimento \u00e8 legittimo, dal punto di vista sostanziale una minoranza ha imposto uno stravolgimento costituzionale.<\/p>\n<p><strong>Una riforma ispirata alla &#8220;separazione delle carriere&#8221; del Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, &#8220;venerabile&#8221; della P2\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1994, l&#8217;attuale Ministro Carlo Nordio firmava <a href=\"https:\/\/lamagistratura.it\/primo-piano\/ecco-lappello-dei-pm-contro-la-separazione-firmato-anche-da-nordio\/\">un appello per difendere l\u2019indipendenza della magistratura<\/a>, diceva <a href=\"https:\/\/lamagistratura.it\/primo-piano\/nordio-era-contrario-a-separazione-il-documento-esclusivo\/\">no alla separazione delle carriere<\/a>, s\u00ec all\u2019unicit\u00e0 della giurisdizione come garanzia di giustizia eguale per tutti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lamagistratura.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/WhatsApp-Image-2025-07-24-at-11.21.45-1.jpeg\" \/><\/p>\n<p>Oggi, da ministro della Giustizia, firma la riforma che introduce proprio quella separazione. Il suo \u00e8 un <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2025\/07\/nordio-nel-94-ero-contro-la-separazione-delle-carriere-poi-ho-cambiato-idea-49c23a8d-1902-4653-89a3-dacd0397df6f.html\">cambio di idea<\/a>, ma anche un cambio di fronte. La sua \u201criforma\u201d non \u00e8 n\u00e9 tecnica n\u00e9 tantomeno neutrale, ma l\u2019attuazione strategico-politica di un progetto eversivo, partorito oltre 40 anni fa nelle stanze opache della Loggia P2. Nel Piano della P2 c\u2019erano tutti gli ingredienti: indebolire il Parlamento, addomesticare la stampa, normalizzare i sindacati, sottomettere la magistratura al controllo governativo.<\/p>\n<p>Una contraddizione in termine anche solo pensare che un piano politico scritto da massoni aspiranti golpisti nel 1977 possa essere il moto regolativo di una riforma costituzionale della magistratura di un governo di un Paese, come l&#8217;Italia, che si presuppone essere una democrazia.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 sembra proprio cos\u00ec. Il <a href=\"https:\/\/www.archivioantimafia.org\/p2\/piano_rinascita_democratica.pdf\">Piano di Rinascita Democratica<\/a> &#8211; rinvenuto il 4 luglio 1981 in un doppiofondo della valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio Gelli, scritto nel lontano 1977 &#8211; \u00e8 il documento di carattere politico in cui Gelli e la P2 esplicitano gli interventi che vorrebbero fare su ogni parte della Costituzione dopo un eventuale colpo di Stato militare contro la Repubblica italiana. Sebbene si autodefinisca &#8220;democratico&#8221;, nulla ha di democratico e, tra gli obiettivi a medio e lungo termine, vengono citati i suggerimenti sull\u2019ordinamento giudiziario, tra cui compare la separazione delle carriere. A pagina 3 si legge:<\/p>\n<div dir=\"ltr\"><i>\u201d\u00a0Provvedimenti istituzionali a1) Ordinamento giudiziario I. Unit\u00e0 del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione \u2013 articoli 107 e 112 ove il P.M. \u00e8 distinto dai Giudici);\u00a0Riforma dell\u2019ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di et\u00e0 per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile\u201d.\u00a0<\/i><\/div>\n<p>Separare per comandare: come se Gelli fosse ancora vivo oggi, a dettare l\u2019agenda. La <a href=\"https:\/\/www.articolo21.org\/2025\/10\/licio-gelli-la-p2-la-separazione-delle-carriere\/\">separazione delle carriere e dei Csm<\/a> ritorna nel programma elettorale di Forza Italia del 2001 (partito fondato dal piduista Silvio Berlusconi), del 2006 e del 2008 (Pdl), nella controriforma della giustizia Alfano del 2009, nel governo guidato da Giorgia Meloni.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Affermava Licio Gelli nel 1981: <em>\u201cIl punto fondamentale \u00e8 il controllo del potere esecutivo sulla magistratura da raggiugere con la separazione delle carriere\u201d<\/em>.<\/div>\n<p>La riforma del Ministro Nordio sembra proprio realizzare il sogno del massone golpista Licio Gelli.<\/p>\n<p>Chi giura di servire la giustizia non pu\u00f2 servire un altro padrone: il progetto piduista della restaurazione dell\u2019autorit\u00e0 va a scapito delle libert\u00e0. Quella libert\u00e0 che la Costituzione ha costruito con le cicatrici del fascismo, ora viene erosa articolo dopo articolo. In nome della sicurezza, della rapidit\u00e0, della guerra alle \u201ctoghe rosse\u201d. Un copione vecchio, scritto nei sotterranei dell\u2019eversione, e oggi messo in scena da un governo post-fascista.<\/p>\n<p>La separazione delle carriere \u00e8 l\u2019atto finale di una strategia golpista. La classe politica di oggi non sopporta pi\u00f9 i magistrati che indagano sul potere. E allora li divide, li isola, li rende dipendenti con la scusa del contrasto alla <em>politicizzazione della magistratura<\/em>.<\/p>\n<p>Oggi, con la scusa dell\u2019efficienza, della meritocrazia, della \u201cfine delle correnti\u201d, si tagliano i nervi alla magistratura. La magistratura &#8211; come voluto prima da Gelli, poi dai tentativi della destra berlusconiana e in seguito da Nordio &#8211; deve diventare impotente, addomesticata, prona (ovviamente con i potenti). Un giudice senza un Pm libero \u00e8 un giudice zoppo; mentre Pm sotto gerarchia politica \u00e8 un Pm asservito. Questa \u00e8 la verit\u00e0. E il cittadino, che gi\u00e0 non \u00e8 uguale davanti alla legge, \u00e8 pi\u00f9 esposto davanti al potere.<\/p>\n<p>Nordio \u00e8 la persona perfetta per presentare questa riforma: non \u00e8 un ministro qualsiasi il volto rassicurante di una controriforma autoritaria. Chi meglio di un ex magistrato \u2013 che critica ferocemente i colleghi \u2013 pu\u00f2 scardinare la magistratura? Chi meglio di un uomo che ha indossato la toga per decenni per toglierla, sputarci sopra e consegnarla al potere politico?<\/p>\n<p>Il suo mantra \u2013 \u201crendere la magistratura indipendente da se stessa\u201d \u2013 \u00e8 la formula perfetta per consegnarla all\u2019esecutivo: una colonizzazione istituzionale e un&#8217;interferenza sistematica dell&#8217;esecutivo nel potere giudiziario.<\/p>\n<p><strong>Obiettivo della riforma non \u00e8 la separazione delle carriere, ma indebolire la magistratura<\/strong><\/p>\n<p>La riforma \u00e8 stata divulgata come separazione delle carriere in s\u00e8, ma questo \u00e8 non il suo obiettivo principale. In Italia, come ricordava il professor Barbero &#8211; in un <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/01\/referendum-giustizia-meta-punisce-barbero-per-eccessiva-viralita\/\">video vergognosamente censurato da META<\/a> &#8211; la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri (PM) \u00e8 gi\u00e0 esistente.<\/p>\n<p>Sebbene il concorso in magistratura \u00e8 unico, \u00e8 pur vero che una volta vinto il concorso, dopo un periodo di formazione comune, i giovani magistrati devono scegliere se svolgere la funzione di giudice o di PM; potranno poi chiedere al CSM di cambiare ruolo, ma per una sola volta, nei primi 9 anni di lavoro, e alla stringente condizione di cambiare distretto di Corte d\u2019Appello (cio\u00e8, regione), in modo da non ritrovarsi coinvolti nei medesimi giudizi con il loro precedenti colleghi. Ci\u00f2 fa s\u00ec che i passaggi da un ruolo all\u2019altro siano appena una quarantina all\u2019anno, su un totale di circa 9.000 magistrati. Ed \u00e8 davvero ingenuo pensare che si possa cambiare la Costituzione per impedire a 40 persone all\u2019anno di passare da una funzione all\u2019altra, tanto pi\u00f9 che, come segnalato dalla Corte Costituzionale, a eliminare tale possibilit\u00e0 sarebbe stata sufficiente una legge ordinaria.<\/p>\n<p>La proposta di riforma costituzionale della giustizia di Nordio implica la <strong><em>separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ovvero che non siano pi\u00f9 colleghi tra loro<\/em><\/strong>: che i concorsi d\u2019accesso alla professione siano separati e che nessun collegamento possa esservi tra un ruolo e l\u2019altro. Stiamo parlando di un&#8217;assurdit\u00e0 in termine logici: una persona studia 6 anni giurisprudenza e, pur avendo la possibilit\u00e0 di provare l&#8217;esperienza sia come PM sia come giudici &#8211; in quanto i percorsi di studi rimangono uguali &#8211; non potrebbero pi\u00f9 farlo. Se fosse una riforma seria con fondamenta solide, Nordio dovrebbe avere la decenza almeno di spiegare il senso e infine spingere per una riforma delle facolt\u00e0 di giurisprudenza, pensando percorsi di studi diversi per giudici e PM. Ma questo non solo \u00e8 illogico e ulteriormente assurdo, ma francamente stupido essendo che la giurisprudenza \u00e8 una materia unica: chiunque viene formato in tale settore, scegli per forza ed inevitabilmente il suo percorso, pur sapendo come funziona l&#8217;intera macchina giudiziaria.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo principale della riforma costituzionale di Nordio \u00e8 bene altro. L\u2019Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha denuncia il rischio di <em>\u201cindebolimento dell\u2019indipendenza della magistratura\u201d<\/em>, sostenendo che la riforma possa isolare i pubblici ministeri e aumentare l\u2019influenza della politica sull\u2019organo di autogoverno.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Per la Giunta esecutiva centrale dell\u2019Associazione nazionale magistrati: <em>\u201cLa riforma costituzionale approvata oggi toglier\u00e0 garanzie ai cittadini, questa \u00e8 la nostra principale preoccupazione. Ed \u00e8 chiaro che l\u2019intento di questa riforma sia quello di avere una magistratura addomesticata e subalterna, che rinunci al proprio compito di controllo di legalit\u00e0\u201d.\u00a0<\/em><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\"><em>\u201cGiovanni (Falcone, ndr) era contrario alla separazione delle carriere. Semmai era un sostenitore della cosiddetta separazione delle funzioni o quantomeno della necessit\u00e0 di una specializzazione per l\u2019ufficio del pubblico ministero\u201d &#8211; <\/em>ha dichiarato Alfredo Morvillo, cognato di Giovanni Falcone. Se Falcone e Borsellino fossero vivi, caro Ministro Nordio, oggi denuncerebbero il nuovo Piano.<\/div>\n<\/div>\n<p>Il ridimensionamento dell\u2019indipendenza del potere giudiziario attuata mediante l\u2019indebolimento della magistratura, divisa in due corpi separati e gestita da due Consigli superiori ridotti a organi meramente burocratici, \u00e8 un cambiamento di assetto giudiziario. La modifica della disciplina costituzionale della magistratura non accelera il buon funzionamento dell\u2019amministrazione della giustizia, non rende la giurisdizione pi\u00f9 efficiente, n\u00e9 pi\u00f9 resistente nella tutela dei diritti fondamentali dei cittadini a fronte dei possibili abusi di poteri pubblici o privati. In conclusione, siamo in presenza di un mutamento istituzionale profondo, una vera \u201criforma epocale\u201d che concorre con altre riforme a demolire i tratti salienti dell\u2019ordinamento repubblicano cancellando i lasciti della resistenza. Il sogno di Licio Gelli si potrebbe avverare da un momento all&#8217;altro.<\/p>\n<p>In un periodo in cui gi\u00e0 fatichiamo a guardare al nostro Paese come <em>democrazia<\/em> &#8211; ma piuttosto come una <em>post-democrazia<\/em> che pur mantenendo gli aspetti formali viene spogliata dei suoi aspetti sostanziali &#8211; \u00e8 fondamentale fare argine contro le continue derive autoritarie in nome dei valori della nostra Costituzione antifascista e contro ogni sopruso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Per informazioni per il NO alla Riforma costituzionale della giustizia:<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.associazionemagistrati.it\/allegati\/a5-opuscolo-separazione-carriere-csm----anm----v1_web.pdf\">Separazione carriere e nuovo Csm. Cosa prevede la riforma costituzionale &#8211; Opuscolo ANM<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/files.cgil.it\/version\/c:NWRlNDVmZTctOWMzMC00:MWRjNTEwYjItY2VjMC00\/Vademecum%20per%20il%20NO.pdf\">Vademecum per il No alla riforma della magistratura<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.anpi.it\/sites\/default\/files\/article-attachments\/2026-01\/PDF%20vademecum%20referendum%20per%20lettura%20su%20Pc%20e%20cellulari.pdf\">PICCOLO VADEMECUM SULLA LEGGE DI RIFORMA COSTITUZIONALE \u00abNORME IN MATERIA DI ORDINAMENTO GIURISDIZIONALE E DI ISTITUZIONE DELLA CORTE DISCIPLINARE\u00bb 25 DOMANDE &amp; RISPOSTE REFERENDUM COSTITUZIONALE 2026 &#8211; opuscolo ANPI<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premesse Secondo quanto disposto dall\u2019art. 138 Cost., le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni a intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza 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