{"id":2671244,"date":"2026-01-28T00:39:48","date_gmt":"2026-01-28T00:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2671244"},"modified":"2026-01-28T14:08:57","modified_gmt":"2026-01-28T14:08:57","slug":"giornata-della-memoria-2026-rassegna-di-iniziative-e-interventi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/01\/giornata-della-memoria-2026-rassegna-di-iniziative-e-interventi\/","title":{"rendered":"&#8216;Giornata della Memoria&#8217; 2026: rassegna di iniziative e interventi"},"content":{"rendered":"<p>Alla cerimonia celebrata al Parlamento europeo \u00e8 intervenuta <strong>Tatiana Bucci<\/strong> e la cantante <strong>Noa<\/strong>\u00a0ha interpretato <em>La vita \u00e8 bella<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Amnesty International Italia<\/strong>\u00a0ha ricordato il ruolo di\u00a0Raphael Lemkin\u00a0nella definizione del\u00a0concetto di genocidio\u00a0e, cos\u00ec, nella estensione della\u00a0<em>Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio <\/em>e messo a disposizione degli insegnanti molti materiali didattici.<\/p>\n<p>Il <strong>Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani <\/strong>ha promosso\u00a0<em>Parole che restano<\/em>, una campagna nazionale per le scuole.<\/p>\n<p>In una <strong>scuola di Acerra<\/strong> \u00e8 stata inaugurata la mostra <em>HeART of Gaza &#8211; L\u2019arte dei bambini dal genocidio<\/em>.<\/p>\n<p>Il massacro del popolo palestinese \u00e8 stato ricordato anche nel centro di <strong>Milano<\/strong>.<\/p>\n<p>Invece al<strong> Liceo <em>Righi<\/em> di Roma<\/strong> una squadra di agenti della DIGOS ha &#8216;identificato&#8217; gli studenti che contestavano come era stata organizzata la <em>lectio magistralis<\/em> tenuta dalla presidente della\u00a0UCEI \/ <em>Unione delle comunit\u00e0 ebraiche in Italia<\/em>, a cui il presidente della FCEI \/ <em>Federazione delle chiese evangeliche in Italia<\/em> ha inviato una lettera che sollecita a rammentare &#8220;i cammini, ora paralleli, ora comuni, di ebrei e protestanti nella storia del nostro Paese, dai ghetti e dalle discriminazioni all\u2019emancipazione, dalla Resistenza alla Repubblica con le sue libert\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Sul significato della <em>Giornata della Memoria<\/em> nel presente hanno focalizzato l&#8217;attenzione Peppe Sini al <strong><em>Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera<\/em><\/strong> e don\u00a0Aldo Buonaiuto nell&#8217;editoriale pubblicato su <strong><em>In Terris<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">COMUNICATI<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Parlamento europeo <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La presidente, <strong>Roberta Metsola<\/strong>, ha aperto la cerimonia per commemorare la <em>Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell&#8217;Olocausto<\/em> che si celebra ogni anno il 27 gennaio per ricordare la liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz nel 1945. \u201cOggi l\u2019antisemitismo si diffonde pi\u00f9 velocemente che mai, amplificato online e trasformando vecchie menzogne in realt\u00e0 mortali. Ricordare l\u2019Olocausto significa affrontare l\u2019odio ovunque si manifesti, prima che gli sia consentito di mettere nuovamente radici. Perch\u00e9 se vogliamo che l\u2019espressione significhi veramente qualcosa, allora dovrebbe guidare le scelte che facciamo oggi e l\u2019Europa che scegliamo di costruire insieme\u201d, ha dichiarato la presidente Metsola. Al suo intervento \u00e8 seguito un intermezzo musicale: <em>Beautiful That Way<\/em>\u00a0(<em>La vita \u00e8 bella<\/em>) di Nicola Piovani eseguito dalla <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/06\/re-imagine-peace-conversazione-con-noa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cantante <strong>Noa<\/strong><\/a>. Quindi \u00e8 intervenuta <strong>Tatiana Bucci<\/strong>, che ha condiviso la storia della sua famiglia \u2013 sua madre, sua zia, la sorella Andra e il cugino Sergio \u2013 deportati nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau nel marzo 1944, spiegando come l\u2019essere scambiate per gemelle abbia contribuito a salvare lei e sua sorella Andria, insieme a Sergio, dalle camere a gas. I tre bambini trascorsero insieme dieci mesi a Birkenau: \u201cMi abituai subito a quella vita e capii di essere ebrea ascoltando parlare le guardie e che noi ebrei eravamo destinati a quella vita, che non era vita, ma morte\u201d, ha ricorda la signora Bucci. La seconda volta in cui la vita delle sorelle fu risparmiata avvenne quando una guardiana le avvert\u00ec di non rispondere quando sarebbero state presto interrogate se qualcuno volesse ricongiungersi con le proprie madri. Passarono l\u2019informazione anche a Sergio, che per\u00f2 non resistette e rispose positivamente. Fu quindi deportato in un altro campo, dove sub\u00ec esperimenti e venne poi \u201cbrutalmente ucciso, appeso ai ganci da macellaio\u201d. Prima di riunirsi con i genitori in Italia nel dicembre 1946, dopo la liberazione Tatiana e Andra furono mandate in un orfanotrofio in Inghilterra. A Roma diversi genitori mostrarono alle due sorelle fotografie dei loro bambini dispersi, nella speranza che le due ragazzine potessero riconoscerne qualcuno. Tatiana comprese in seguito che si trattava di tutti bambini uccisi dopo il rastrellamento del 16 ottobre 1943 nel ghetto ebraico di Roma: \u201cDa allora, e soprattutto al giorno d\u2019oggi, il mio desiderio \u00e8 che tutti i bambini del mondo possano avere la vita che io ho potuto vivere dopo la guerra, e poter invecchiare come ho fatto io\u00bb, ha commentato concludendo che, nonostante tutto, \u00abla vita \u00e8 bella\u00bb. Dopo il suo intervento, i deputati hanno osservato un minuto di silenzio e la cerimonia \u00e8 terminata con l\u2019esecuzione musicale di \u201c<em>Kaddish<\/em>\u201d di Maurice Ravel. <a href=\"https:\/\/multimedia.europarl.europa.eu\/en\/webstreaming\/solemn-ceremony-on-international-holocaust-commemoration-day-2025_20250129-0900-PLENARY\">La registrazione dell\u2019evento \u00e8 disponibile <em>online<\/em> sul Multimedia Centre del Parlamento europeo<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Amnesty International Italia<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La presidente, <strong>Alba Bonetti<\/strong>, ha diffuso questa dichiarazione:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<em>\u00c8 avvenuto, quindi pu\u00f2 accadere di nuovo<\/em>: l\u2019ammonimento di <strong>Primo Levi<\/strong> si \u00e8 scolorito nelle nostre coscienze, a lungo fiduciose nel sistema di protezione costruito poco alla volta dopo la Seconda guerra mondiale. Un sistema incardinato nella <em>Dichiarazione universale dei diritti umani<\/em> e nelle convenzioni e nei trattati internazionali a quella ispirati, inclusa la <em>Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio<\/em>, adottata dalle Nazioni Unite il 9 dicembre 1948, un giorno prima della votazione sulla Dichiarazione. Una coincidenza che non credo casuale. Gli Stati, ispirati dal motto <em>Never again<\/em>, lavorarono per mettere le basi necessarie a evitare il ripetersi di tragedie immani quali la Shoah e per garantire la pace attraverso il diritto. Tuttavia, in particolare dall\u2019inizio di questo secolo, abbiamo assistito al moltiplicarsi di crisi che hanno progressivamente delegittimato il diritto internazionale, la giustizia internazionale e diffuso in modo sempre pi\u00f9 pervasivo la logica dei doppi standard: le regole valgono oppure no a seconda di quale stato le viola o ritenga conveniente farle valere.<\/p>\n<p>Tutte queste violazioni dei diritti umani hanno causato e causano vittime e sofferenze inenarrabili nel mondo. In questa epoca oscura brillano ancora motivi di speranza: la Corte internazionale di giustizia sta esaminando due casi di violazione della <em>Convenzione contro il genocidio<\/em>.<\/p>\n<p>Il 27 gennaio celebriamo la <em>Giornata della memoria<\/em> ricordando <strong>sei milioni di ebrei uccisi dai criminali nazisti con il contributo di altri paesi, tra cui l\u2019Italia<\/strong>. Invito tutte e tutti a ricordare e a rammentare, a richiamare al cuore e alla mente, l\u2019avvertimento ancora attuale di quella tragedia. Non un atto di memoria che guarda solo, e doverosamente, al passato. Anche un atto di memoria che, con le parole di Levi, si proietta sul nostro presente sollecitando quello che ciascuna e ciascuno di noi, a sua misura, pu\u00f2 fare per contrastare le violazioni dei diritti umani. Come fece <strong>Raphael Lemkin<\/strong> (1900-1959), avvocato ebreo polacco sopravvissuto alla <em>Shoah<\/em>, in cui invece trovarono la morte quarantanove dei suoi familiari. Consulente al processo di Norimberga, dedic\u00f2 il resto della sua vita a definire il <strong>concetto di genocidio<\/strong> e a costruire attorno ad esso il consenso della comunit\u00e0 internazionale: se oggi disponiamo della <em>Convenzione contro il genocidio<\/em>, lo dobbiamo in gran parte a lui\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per l&#8217;occasione,\u00a0Amnesty International Italia ha messo a disposizione degli insegnanti una serie di materiali didattici: \u201cI racconti e le memorie degli eventi, conservati e trasmessi attraverso la tradizione orale dei sopravvissuti, prendono vita in albi illustrati, fumetti e libri per l\u2019infanzia, diventando uno strumento efficace per ricordare e onorare le vittime ebree dello sterminio nazista. Tra le tante storie la vicenda di Emanuele di Porto, bambino di nove anni che durante la razzia del ghetto di Roma si salva prendendo una circolare che per tre giorni lo porter\u00e0 in giro per la citt\u00e0 grazie alla solidariet\u00e0 di un gruppo di tranvieri romani, ha dato vita allo splendido albo illustrato: <em>Il bambino del tram<\/em> di Isabella Labate, edito da Orecchio Acerbo e patrocinato da Amnesty International Italia. I <strong>bambini del ghetto di Roma prelevati dalle loro case e deportati ad Auschwitz furono 207, nessuno fece ritorno<\/strong>. Sono sempre le storie le protagoniste del percorso educativo per la scuola secondaria di secondo grado La persecuzione degli ebrei, che ripercorre secoli di oppressioni, dal Medioevo fino alla notte dei cristalli, per arrivare perfino ai libri per l\u2019infanzia degli anni 30\u2019, in cui gli stessi bambini diventarono oggetto della propaganda del regime nazista. Storie che risultano imprescindibili per comprendere che il futuro nasce dalla conoscenza del passato, per riconoscere le ragioni personali alla base dei comportamenti discriminatori e sottolineare l\u2019importanza della responsabilit\u00e0 delle singole persone nei confronti del gruppo e della comunit\u00e0. Affinch\u00e9 la Storia non si ripeta\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><em>Il &#8220;ponte tra Memoria e futuro&#8221;<\/em><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>ACERRA &#8211; Il 2\u00b0 <strong>Circolo Didattico <em>Don Peppe Diana<\/em><\/strong>\u00a0ha promosso una giornata di riflessione dal forte valore civile ed educativo dal titolo \u201cLo Stato siamo noi: un ponte tra Memoria e Futuro\u201d, ribadendo il ruolo della scuola come presidio di coscienza democratica e luogo in cui la Storia non si subisce, ma si costruisce. Il messaggio della comunit\u00e0 scolastica \u00e8 chiaro: non siamo semplici spettatori della Storia, ma custodi attivi della Memoria. Ricordare non \u00e8 un esercizio rivolto al passato, ma un atto di responsabilit\u00e0 nel presente. Per questo il percorso educativo proposto agli alunni si fonda sui confini che diventano cooperazione, attraverso lo studio degli articoli della Costituzione, bussola di dignit\u00e0 e libert\u00e0, capace di collegare la tragedia della Shoah alle vittime di ogni guerra nel mondo e al ricordo indelebile dell\u2019<strong>Eccidio di Acerra del 1943<\/strong>. Cuore della giornata \u00e8 stato il dibattito pubblico in cui lo storico <strong>Franco Mennitto<\/strong> (ANPI) ha richiamato le radici della memoria civile del territorio, collegando l\u2019Eccidio di Acerra alle grandi tragedie del Novecento e alle responsabilit\u00e0 educative del presente. L\u2019iniziativa \u00e8 resa possibile grazie alla collaborazione tra il <em>Movimento di Cooperazione Educativa<\/em> (MCE), il Comitato <em>Cilento per la Palestina<\/em> e la <em>Rete Interistituzionale della Memoria e del Territorio<\/em>, che unisce scuole, Comune e associazioni in un\u2019alleanza educativa fondata sulla dignit\u00e0 umana e la cui referente, <strong>Concetta Cantore<\/strong>, ha guidato gli interventi sottolineando come il senso della Memoria sia trasformare il \u201cMai pi\u00f9\u201d in un principio universale, \u00abOnorare la Memoria oggi significa riconoscere il dolore dell\u2019altro, abbattere i confini invisibili e scegliere ogni giorno da che parte stare\u00bb, e focalizzato l\u2019attenzione sul valore psicologico del disegno come strumento di elaborazione del trauma nei bambini. Nell\u2019occasione infatti \u00e8 stata inaugurata la <strong>mostra \u201c<em>HeART of Gaza<\/em> &#8211; L\u2019arte dei bambini dal genocidio\u201d<\/strong>, visitabile fino al 6 febbraio nell\u2019<em>Aula Magna <\/em>della scuola (via dei Mille 2, dal luned\u00ec al venerd\u00ec dalle ore 9:15 alle 13:15 e dalle 14:00 alle 16:00), dove i disegni dei bambini palestinesi si affiancano ai <em>Diari della Memoria<\/em> realizzati dagli alunni delle scuole di Acerra, creando un dialogo tra generazioni che riconosce la Memoria come bene comune. Un percorso che invita a ricordare e, soprattutto, a scegliere da che parte stare, perch\u00e9 ogni bambino merita un mondo libero dall\u2019oppressione e dove poter crescere e splendere nella propria luce. La mattinata si \u00e8 aperta con l\u2019esibizione della <strong><em>Fenix Children Orchestra<\/em><\/strong> diretta dal M\u00b0 Enzo Sirletti, affiancato dalle professoresse di musica Simona Piscino e Martina Riemma, che ha eseguito<em> <strong>Fenix Love Song<\/strong><\/em>, simbolo di cooperazione e democrazia. Sono seguiti i saluti istituzionali della Dirigente Scolastica, Raffaela Fedele, e della Preside dell\u2019Istituto capofila, Scuola Secondaria di Primo Grado <em>Gaetano Caporale<\/em>, con la referente Flavia Rapido, insieme agli interventi delle Assessore comunali Milena Petrella (Politiche scolastiche), Milena Tanzillo (Legalit\u00e0) e Francesca La Montagna (Pari Opportunit\u00e0).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3>Mai pi\u00f9 vuol dire <em>mai pi\u00f9<\/em><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>MILANO, piazza Duomo &#8211; Nel pomeriggio, dalle 17.45 alle 19, al presidio silenzioso autoconvocato che da oltre sette mesi ogni giorno protesta contro il massacro del popolo palestinese i partecipanti hanno manifestato per affermare: \u201cMai pi\u00f9 vuol dire <em>mai pi\u00f9<\/em>, in nessun luogo, per nessun@. Nel giorno in cui ricordiamo la fine di un genocidio, i nostri occhi saranno ancora rivolti a un altro genocidio che \u00e8 ancora in corso. Ogni giorno. Ogni giorno ricordiamo, ogni giorno scegliamo da che parte stare\u201d [<a href=\"https:\/\/www.anbamed.it\/2026\/01\/26\/il-27-gennaio-il-mai-piu-e-anche-per-gaza\/\">ANBAMED<\/a>].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3>La <em>lectio magistralis <\/em>della&#8230; DIGOS<\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>ROMA, Liceo \u201cA. Righi\u201d &#8211; La scuola che gi\u00e0 si era resa protagonista di atti intimidatori nei confronti di un docente che ebbe l\u2019ardire, nella propria ora di lezione (di storia), di introdurre termini quali genocidio,<em> apartheid<\/em>, sionismo, colonialismo di insediamento, ecc. per fare un <em>excursus<\/em> storico sulla Palestina e che ha chiuso le porte allo storico Ilan Papp\u00e9 e ad altri relatori, dopo aver rimosso una bandiera palestinese e le foto di Gaza ha fatto intervenire <strong>15 agenti della Digos<\/strong>, che circolavano tra i corridoi e hanno ripreso con telecamere e\/o cellulari studenti e studentesse, per consentire a \u00a0alla <strong>presidente della\u00a0<\/strong><strong>UCEI<\/strong> \/ Unione delle comunit\u00e0 ebraiche in Italia,\u00a0<strong>Noemi Di Segni<\/strong>, di tenere una <em>lectio magistralis<\/em> insieme a <strong>funzionari del MIM<\/strong>, l\u2019associazione sionista che non perde occasione per etichettare come antisemita qualsiasi critica antisionista o allo stadio di Israele.\u00a0L\u2019avviso sul registro che annunciava la conferenza era stato dato venerd\u00ec (ultimo giorno di scuola della settimana) e poteva essere letto solo dalle classi coinvolte. La stragrande maggioranza dei docenti non \u00e8 stata invece informata. Una trentina di studenti e studentesse nella pausa della ricreazione ha chiesto di entrare in <em>aula magna<\/em>, ma anche se c\u2019era abbondanza di posti a sedere \u00e8 stato vietato loro l\u2019ingresso: gli studenti e le studentesse hanno di conseguenza urlato degli <em>slogan<\/em> pro-Palestina mentre la Polizia li ha circondati immediatamente e ripresi con le proprie telecamere. [<em><a href=\"https:\/\/osservatorionomilscuola.com\/2026\/01\/26\/giornata-memoria-sionista-liceo-righi-roma-testimonianze-studenti\/\">Giornata della Memoria sionista al Liceo \u201cRighi\u201d di Roma: testimonianze di studenti e studentesse<\/a><\/em> \/ OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSIT\u00c0].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><em>I cammini, ora paralleli, ora comuni<\/em><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alla presidente dell\u2019<strong>Unione delle comunit\u00e0 ebraiche in Italia\u00a0<\/strong>(UCEI), <strong>Noemi Di Segni<\/strong>, si \u00e8 rivolto il pastore <strong>Daniele Garrone<\/strong>, presidente della <strong>Federazione delle chiese evangeliche in Italia<\/strong> (FCEI), con una lettera in cui ha richiamato \u201cla necessit\u00e0 di avere consapevolezza critica della storia e di tener viva la memoria\u201d e che ci\u00f2 \u00e8 \u201ctanto pi\u00f9 necessario in un tempo in cui, anche nel nostro Paese, cresce vistosamente il numero di episodi di antisemitismo, non solo verbale\u201d. \u00abLa drammaticit\u00e0 della situazione ci impegna a vigilare perch\u00e9 questa recrudescenza dell\u2019odio anti-ebraico non sia accolta con indifferenza, assuefazione, sottovalutazione, riserve (\u2018non sono antisemita, ma \u2026\u2019) o addirittura \u2018compresa\u2019, ma denunciata e combattuta. Il nostro impegno \u00e8 anche motivato dalla consapevolezza del peso che \u2018discorsi cristiani\u2019 hanno avuto nell\u2019insegnamento del disprezzo nei confronti degli ebrei\u201d, ha scritto Garrone, che ha concluso la lettera ricordando il forte legame \u201cche, qui in Italia, si \u00e8 sviluppato nei cammini, ora paralleli, ora comuni, di ebrei e protestanti nella storia del nostro Paese, dai ghetti e dalle discriminazioni all\u2019emancipazione, dalla Resistenza alla Repubblica con le sue libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><em>Parole che restano<\/em><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il <strong>Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani<\/strong>, che considera la <em>Giornata della Memoria<\/em> un momento centrale del calendario civile italiano ed europeo, non soltanto come occasione di commemorazione, ma come spazio pubblico di riflessione critica sul rapporto tra storia, responsabilit\u00e0 e diritti, il 27 gennaio 2026 ha focalizzato l\u2019attenzione sul modo in cui il passato viene conosciuto, narrato e trasmesso chiamando in causa la qualit\u00e0 della memoria collettiva e il ruolo educativo delle istituzioni scolastiche. Il presidente del CNDDU, <strong>Romano Pesavento<\/strong>, ha dichiarato:<\/p>\n<blockquote><p>Il tema <em>La Memoria scritta della Shoah<\/em> invita a riportare al centro dell\u2019attenzione le fonti, i documenti, i diari, le testimonianze personali, la letteratura e la poesia come fondamento della conoscenza storica. La memoria non \u00e8 un dato spontaneo n\u00e9 un semplice esercizio emotivo: essa si costruisce attraverso la scrittura, la conservazione delle tracce e il lavoro di studio che consente di sottrarre il passato alla semplificazione e alla rimozione. In questo senso, la dimensione documentaria rappresenta anche un presidio essenziale contro il negazionismo e contro le forme pi\u00f9 sottili di distorsione della storia.<\/p>\n<p>In Italia, la <strong>legge n. 211 del 2000<\/strong> richiama la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, la deportazione e la morte di uomini e donne italiani, nonch\u00e9 il ricordo di quanti si opposero al progetto di annientamento. Resta tuttavia significativa l\u2019assenza di un riferimento esplicito al fascismo e al ruolo svolto dallo Stato italiano nella costruzione e nell\u2019attuazione delle politiche razziali. Questa lacuna segnala una difficolt\u00e0 ancora aperta nell\u2019assunzione piena delle responsabilit\u00e0 storiche e rende ancora pi\u00f9 necessario un lavoro rigoroso sulle fonti, capace di restituire concretezza alle scelte politiche e amministrative che resero possibile la persecuzione.<\/p>\n<p>La persecuzione antiebraica in Italia non fu un evento improvviso n\u00e9 unicamente l\u2019effetto dell\u2019occupazione tedesca dopo il 1943. Essa si svilupp\u00f2 progressivamente all\u2019interno di un preciso quadro istituzionale, attraverso decisioni legislative e pratiche amministrative che trovarono nel regime fascista il proprio riferimento. Le <strong>leggi razziali del 1938<\/strong> tradussero l\u2019antisemitismo in norma dello Stato, ridefinendo l\u2019appartenenza alla comunit\u00e0 nazionale ed escludendo gli ebrei dalla vita civile, economica e sociale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la collaborazione della Repubblica sociale italiana con le autorit\u00e0 naziste rese possibile l\u2019arresto e la deportazione di migliaia di persone, con il coinvolgimento diretto di apparati e funzionari italiani. \u00c8 proprio la memoria scritta a consentire oggi una ricostruzione puntuale di questi processi, sottraendoli all\u2019astrazione e restituendo loro volti, nomi e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;occasione il CNDDU ha promosso la <strong>campagna nazionale per le scuole <em>Parole che restano<\/em><\/strong>, un percorso pensato per coinvolgere studenti e studentesse in un\u2019esperienza attiva e partecipata di confronto con la memoria scritta della Shoah, valorizzando la lettura critica dei testi, l\u2019analisi dei documenti e la riflessione sul linguaggio. <em>Parole che restano<\/em> nasce dall\u2019idea che siano proprio le parole \u2013 quelle dei diari, delle lettere, delle leggi, delle testimonianze \u2013 a costruire il ponte tra il passato e il presente, rendendo visibili i processi attraverso cui i diritti possono essere progressivamente negati. La campagna mira a rafforzare il ruolo della scuola come luogo di costruzione della coscienza civile, superando una didattica puramente celebrativa e promuovendo percorsi capaci di integrare storia, educazione linguistica ed educazione ai diritti umani. Attraverso il lavoro sui testi, gli studenti sono chiamati a interrogarsi non solo su ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, ma anche su come \u00e8 stato raccontato, giustificato o contestato. In un tempo segnato dalla diffusione di linguaggi semplificati e polarizzanti, educare alla responsabilit\u00e0 delle parole significa anche fornire strumenti per riconoscere stereotipi, generalizzazioni e nuove forme di antisemitismo. Nel contesto internazionale del 2026, attraversato da guerre e crisi umanitarie, la <em>Giornata della Memoria<\/em> assume un valore particolarmente delicato. Il riconoscimento della sofferenza delle popolazioni civili richiede attenzione e sensibilit\u00e0, ma anche rigore nell\u2019uso del passato. La memoria della Shoah non pu\u00f2 essere sovrapposta meccanicamente al presente n\u00e9 trasformata in uno strumento di contrapposizione politica. Preservarne la specificit\u00e0 storica \u00e8 una condizione necessaria per mantenere aperto uno spazio di confronto pubblico responsabile e rispettoso.<\/p>\n<p>Ricordare il 27 gennaio significa oggi tenere insieme memoria scritta, responsabilit\u00e0 storica e impegno educativo. Significa nominare senza ambiguit\u00e0 colpe e complicit\u00e0, comprese quelle italiane, senza rimozioni n\u00e9 autoassoluzioni. Ma significa anche investire sulla scuola come luogo in cui il passato non viene evocato per chiudere il discorso sul presente, bens\u00ec per renderlo pi\u00f9 consapevole, pi\u00f9 critico e pi\u00f9 attento alla tutela dei diritti e della dignit\u00e0 di ogni essere umano. \u00c8 in questa tensione tra conoscenza storica e coscienza civile che la <em>Giornata della Memoria<\/em> pu\u00f2 continuare a parlare alle nuove generazioni e interrogare il nostro tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<ul>\n<li>\n<h3>&#8220;contro tutte le guerre, le uccisioni, le persecuzioni, le devastazioni&#8221;<\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al <strong>Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera<\/strong> di Viterbo si \u00e8 tenuto un incontro in ricordo delle vittime della Shoah. Nel corso dell&#8217;iniziativa sono stati letti e commentati alcuni breni dei testi di Primo Levi e di altre ed altri testimoni e studiosi della Shoah e il responsabile della storica struttura nonviolenta viterbese ha affermato:<\/p>\n<blockquote><p>Come a molti della mia generazione \u00e8 capitato anche a me di conoscere alcuni sopravvissuti dei campi di sterminio, e alla loro scomparsa di provarne non solo un lutto immedicabile ma anche un sentimento di cui si \u00e8 in imbarazzo a dire: il sentimento che con la morte dei testimoni della <em>Shoah<\/em> passasse a noi che li abbiamo ascoltati, che abbiamo parlato ed anche lottato con loro, che abbiamo letto ed amato le loro opere, il compito di farci messaggeri di quanto ci hanno raccontato, testimoniato, insegnato. Ecco, l&#8217;ho detto pur sapendo l&#8217;incolmabile sproporzione tra il racconto del testimone e il racconto di chi il testimone ha ascoltato e ci ha condiviso qualcosa o molte cose. Per questo per me il <em>Giorno della memoria<\/em> non \u00e8 uno dei tanti riti civili cui si partecipa con maggiore o minor convinzione, e sempre con un&#8217;interiore amarezza nel percepire quanto di superficiale, stereotipato e fin consumista vi sia sovente nelle celebrazioni ufficiali; \u00e8 anche questo, ma \u00e8 anche molto di pi\u00f9, ed ancora una volta mi \u00e8 difficile dire cosa. \u00c8 il rinnovarsi di un dolore dalle molte sfaccettature: l&#8217;orrore per la<em> Shoah<\/em>, il dolore infinito per tutte le vittime, certamente; ma anche il ricordo di persone da cui ho molto imparato e che so che non vedr\u00f2 mai pi\u00f9; e il timore che la loro scomparsa contribuisca a cancellare non solo la memoria di quanto accaduto, ma anche il loro insegnamento e il loro appello all&#8217;impegno intellettuale, morale e civile affinch\u00e9 l&#8217;orrore non torni a prevalere. In questi anni in cui la guerra \u00e8 tornata a divampare finanche nel cuore d&#8217;Europa, in cui si sono dati <em>pogrom<\/em> e atti di genocidio, in cui il razzismo, il militarismo e il fascismo sono al potere in tanta parte del mondo, in cui uno stoltissimo e scelleratissimo riarmo ci avvicina ogni giorno di pi\u00f9 al baratro della distruzione dell&#8217;umanit\u00e0, in cui il trionfo di stupidit\u00e0, avidit\u00e0 e violenza divora incessantemente quest&#8217;unico mondo vivente, ebbene, <strong>il <em>Giorno della memoria<\/em> \u00e8 un appello alla lotta nonviolenta contro tutte le guerre, le uccisioni, le persecuzioni, le devastazioni; \u00e8 un appello alla lotta nonviolenta in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani<\/strong>; \u00e8 un appello alla lotta nonviolenta in difesa di quest&#8217;unico mondo vivente unica casa comune dell&#8217;umanit\u00e0 intera.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><em>La memoria ci conserva umani<\/em><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell&#8217;editoriale intitolato pubblicato su <em>In Terris<\/em>, don\u00a0<strong>Aldo Buonaiuto<\/strong> ha osservato:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cQuelli che non ricordano il passato sono condannati a riviverlo\u201d, recita la frase incisa in trenta lingue sul monumento nel <em>lager<\/em> di Dachau. Non potrebbe esserci base pi\u00f9 solida e imperitura per fondare l\u2019impegno delle istituzioni e di ciascuno di noi affinch\u00e9 la consapevolezza di un abominio che non pu\u00f2 essere dimenticato resti viva nella coscienza personale e collettiva. Solo cos\u00ec sapremo combattere i germi dell\u2019antisemitismo e di ogni altra di forma di razzismo. Oggi pi\u00f9 che mai, infatti, \u00e8 soltanto la memoria a proteggere il nucleo di umanit\u00e0 che pu\u00f2 impedirci di precipitare nuovamente nella barbarie.<\/p>\n<p>\u201cNessuno andr\u00e0 perduto \u2013 assicura <strong>Leone XIV<\/strong> &#8211; La preziosa fragile memoria umana restituisce dignit\u00e0\u201d. Da un trentennio l\u2019Assemblea generale dell\u2019ONU ha istituito una giornata internazionale per commemorare la Shoah, cio\u00e8 lo sterminio del popolo ebraico e di tutti i deportati nei campi nazisti. Secondo lo scrittore <strong>Primo Levi<\/strong>, sopravvissuto all\u2019inferno di Auschwitz e autore del fondamentale libro-testimonianza <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>, comprendere \u00e8 impossibile \u201cma conoscere \u00e8 necessario perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto pu\u00f2 ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate. Anche le nostre\u201d. Ogni anno il 27 gennaio si commemora la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, paradigma di tutti i campi di sterminio della Germania e dell\u2019Europa dell\u2019Est. Una colossale macchina di morte consegnata e messa in funzione per distruggere definitivamente il popolo ebraico e cancellare ogni traccia della sua presenza nel mondo. Olocausto, deportazioni, discriminazioni sembrano pagine oscure di passato e invece ricordare serve ad affrontare con maggior consapevolezza il presente e a costruire un futuro di fraternit\u00e0 sulle orme dell\u2019enciclica <em>Fratelli tutti<\/em>.<\/p>\n<p>\u201cLa memoria \u00e8 ci\u00f2 che fa forte un popolo perch\u00e9 la fa sentire radicato in un cammino, in una storia &#8211; ha testimoniato e insegnato con il suo esempio <strong>papa Francesco<\/strong> &#8211; La memoria ci fa capire che non siamo soli\u201d. Le Nazioni Unite richiamano l\u2019urgenza di ricordare la profonda ferita inferta alla comunit\u00e0 ebraica e i pericoli che si nascondono. Il fenomeno del razzismo e dell\u2019antisemitismo prolifera nella cultura del complottismo che riemerge con forza nei periodi di crisi. Tutti noi rechiamo ancora le cicatrici individuali e collettive che testimoniano drammaticamente quali sciagure sia capace di compiere l\u2019uomo quando abbandona la strada della convivenza e della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Europa della pace, della democrazia, della libert\u00e0, del rispetto delle identit\u00e0 culturali \u00e8 stata la grande risposta agli orrori del Novecento. Una lezione terribile che richiama le nostre coscienze\u201d, avverte il presidente della Repubblica italiana, <strong>Sergio Mattarella<\/strong>. Solo ricordando il punto pi\u00f9 basso e malvagie dell\u2019incivilt\u00e0 si pu\u00f2 abbattere per sempre l\u2019odio che \u00e8 origine della crudelt\u00e0. La Shoah, infatti, rappresenta l\u2019abisso pi\u00f9 profondo e oscuro mai toccato nella storia. Una voragine di abiezione che non deve mai essere derubricata a pericolo scampato. Purtroppo nessun passato \u00e8 troppo buio per tornare. Quindi quella odierna non \u00e8 soltanto una ricorrenza in cui meditare sopra una delle pi\u00f9 grandi tragedie dell\u2019umanit\u00e0 ma un invito, costante e stringente, all\u2019impegno e alla vigilanza.<\/p>\n<p>Dal Pontefice e dal Capo dello Stato arriva l\u2019esempio di come<strong> non possiamo limitarci a guardare una fotografia che sbiadisce con il trascorrere del tempo<\/strong>, ma c\u2019\u00e8 bisogno di favorire specialmente nelle nuove generazioni un sentimento civile, energico e impegnativo. Una passione autentica per tutto quello che concerne l\u2019amicizia tra i popoli, il diritto, il dialogo, l\u2019eguaglianza, la libert\u00e0, la democrazia. <strong>Man mano che viene meno la viva voce dei testimoni e di chi \u00e8 stato direttamente coinvolto nei terrificanti avvenimenti di otto decenni fa \u00e8 nostro dovere far riecheggiare il grido d\u2019aiuto dei capri espiatori e delle vittime di qualunque sopraffazione. Rendere onore a milioni di esseri umani brutalmente uccisi senza alcuna piet\u00e0 nella barbarie dell\u2019Olocausto vuol dire accendere un faro su discriminazioni che passano inosservate nell\u2019indifferenza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>La memoria ci conserva umani <\/em>\/<em> IN TERRIS<\/em>. LA VOCE DEGLI ULTIMI<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla cerimonia celebrata al Parlamento europeo \u00e8 intervenuta Tatiana Bucci e la cantante Noa\u00a0ha interpretato La vita \u00e8 bella. 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