{"id":2667689,"date":"2026-01-14T11:48:42","date_gmt":"2026-01-14T11:48:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2667689"},"modified":"2026-01-14T15:57:58","modified_gmt":"2026-01-14T15:57:58","slug":"palestina-non-e-cosi-difficile-in-fondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/01\/palestina-non-e-cosi-difficile-in-fondo\/","title":{"rendered":"Palestina: non \u00e8 cos\u00ec difficile, in fondo"},"content":{"rendered":"<p><em>Yara \u00e8 una donna italiana di 34 anni. \u00c8 tornata un mese fa dalla Palestina, c\u2019\u00e8 andata da sola. L\u2019ho sentita al telefono e mi \u00e8 subito piaciuta perch\u00e9 \u00e8 schietta e pragmatica. Qualche giorno dopo, ho letto i suoi diari di viaggio e cos\u00ec \u00e8 nata quest\u2019intervista. Il suo nome \u00e8 di fantasia: torner\u00e0 da quelle parti e non \u00e8 il caso che si conoscano i suoi dati anagrafici.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma faccio una premessa. Io credo che la causa palestinese sia l\u2019apripista al risveglio collettivo e che il popolo palestinese sia il portavoce del valore umano, quello autentico. Non mi presto qui, n\u00e9 altrove, a descrivere i palestinesi come le povere vittime e noi quelli fortunati, perch\u00e9 a loro hanno occupato la terra mentre a noi hanno occupato il cervello. Per questo, credo sia arrivato il momento di iniziare l\u2019apprendistato e fare pratica di resistenza, fare pratica di <strong>Sumud<\/strong>. <\/em><em>Come? <\/em><\/p>\n<p><b>Yara,<\/b><b> <\/b><b>come<\/b><b> <\/b><b>mai<\/b><b> <\/b><b>hai<\/b><b> <\/b><b>deciso<\/b><b> <\/b><b>di<\/b><b> <\/b><b>partire<\/b><b> <\/b><b>per<\/b><b> <\/b><b>la<\/b><b> <\/b><b>Palestina<\/b><b> <\/b><b>proprio<\/b><b> <\/b><b>ora?<\/b><\/p>\n<p>Era da tanto che volevo andare in Cisgiordania e in questi ultimi due anni ho vissuto il rammarico per non averlo fatto prima. Quest\u2019estate, a luglio, il giorno esatto in cui \u00e8 stata fermata l\u2019<i>Handala<\/i>, mi trovavo a un evento in Sardegna. La portavoce di <i>Wonder Cabinet<\/i>, un progetto artistico che ha sede a Betlemme, ad un certo punto ha detto: \u201cComunque guardate che potete venirci a trovare, non \u00e8 cos\u00ec difficile, in fondo.\u201d Quel \u201cnon \u00e8 cos\u00ec difficile in fondo\u201d, mi ha fatto scattare la consapevolezza che si pu\u00f2 fare. E cos\u00ec, il desiderio che pensavo di dover abbandonare, \u00e8 riaffiorato.<\/p>\n<p><b>Hai<\/b><b> <\/b><b>organizzato<\/b><b> <\/b><b>il<\/b><b> <\/b><b>viaggio<\/b><b> <\/b><b>da<\/b><b> <\/b><b>sola,<\/b><b> <\/b><b>da<\/b><b> <\/b><b>quanto<\/b><b> <\/b><b>ho<\/b><b> <\/b><b>capito,<\/b><b> <\/b><b>usufruendo<\/b><b> <\/b><b>di<\/b><b> <\/b><b>contatti e informazioni raccolte tra conoscenti\u2026<\/b><\/p>\n<p>Inizialmente volevo andare con gli amici e le amiche del progetto C.A.S.A per la raccolta delle olive, ma in quei giorni non avevo le ferie. Rosicavo, perch\u00e9 il mio desiderio era quello di andare a fare attivismo puro, e cos\u00ec ho sentito la referente di PENGON con cui avevo gi\u00e0 collaborato e mi hanno dato l\u2019ok, potevo andare. Quando sono arrivata per\u00f2 mi sono resa conto che non erano pronte per farmi fare qualcosa tutti i giorni, \u00e8 stato pi\u00f9 un incontro conoscitivo per provare ad avviare progetti di lungo periodo in futuro. E alla fine il viaggio me lo sono montata strada facendo.<\/p>\n<p><b>Allora si pu\u00f2 andare in Cisgiordania da <\/b><b>sole?<\/b><\/p>\n<p>In generale, i palestinesi hanno molta cura delle persone, degli ospiti internazionali ancora di pi\u00f9. Ogni volta che mi trovavo da sola, magari seduta su una panchina ad aspettare, sempre, tutte le persone che passavano mi chiedevano: \u201cTutto a posto, va tutto bene? Hai bisogno di aiuto?\u201d.<\/p>\n<p>Una volta, un tassista doveva accompagnarmi in un\u2019azienda agricola ma la posizione era troppo vicina al muro, e mi fa: \u201cNo no, io l\u00ec non ti accompagno\u201d. E cos\u00ec \u00e8 rimasto con me tutto il tempo ad aspettare, finch\u00e9 \u00e8 arrivato il responsabile dell\u2019azienda agricola che dovevo visitare. Questa \u00e8 una caratteristica molto comune, la gente si preoccupa molto per te e se sei da sola, ogni volta che fai uno spostamento, vogliono sentire personalmente la persona che ti verr\u00e0 a prendere.<\/p>\n<p>L\u2019unica paura che uno ha, costantemente, \u00e8 quella di doversi confrontare con l\u2019esercito israeliano o, a seconda del luogo in cui sei, con i coloni. La reale paura \u00e8 di imbattersi in uno di loro; anche se comunque come ospiti internazionali abbiamo un trattamento di favore, quella \u00e8 l\u2019unica paura che ho avuto. La paura di essere in un luogo sotto occupazione non te la tira via nessuno. Non ho mai avuto paura a girare da sola per le strade di Ramallah, c\u2019\u00e8 un livello di onest\u00e0 e di dignit\u00e0 tale per cui la microcriminalit\u00e0 non \u00e8 contemplata.<\/p>\n<p>Un giorno un ragazzino voleva vendermi dei cioccolatini; a me non interessavano, per\u00f2 volevo comunque dargli una piccola offerta. La persona che mi accompagnava ha ripreso il bambino e gli ha detto che non andava bene accettare, perch\u00e9 non era dignitoso. Se voleva vendere i cioccolatini bene, ma non doveva accettare soldi come offerta. Se penso ad altri Paesi che ho visitato, questa \u00e8 una prospettiva rara.<\/p>\n<p><b>Quando<\/b><b> sei<\/b><b> <\/b><b>partita,<\/b><b> <\/b><b>immagino avessi<\/b><b> <\/b><b>un<\/b><b> <\/b><b>obiettivo<\/b><b> <\/b><b>in<\/b><b> <\/b><b>mente. L<\/b><b>o<\/b><b> <\/b><b>hai realizzato o \u00e8 cambiato qualcosa al tuo arrivo?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019obiettivo principale era quello di esserci e di toccare con mano cosa vuol dire vivere sotto occupazione. Diciamo che l\u2019obiettivo si \u00e8 andato modificando pian piano, sono partita dal dire: faccio puro attivismo, a: mi godo quel che arriva, gli incontri, le esperienze, le testimonianze. E poi sono successe cose che proprio non immaginavo; ad esempio, io lavoro nell\u2019ambito della micologia e non mi aspettavo proprio che i funghi facessero parte della tradizione palestinese, non mi aspettavo di parlare di funghi e non mi aspettavo di essere invitata da due aziende agricole diverse a fare dei laboratori nelle universit\u00e0 delle loro citt\u00e0, Jenin e Tulkarem, sull\u2019utilizzo dei funghi in agricoltura. E mi ha gasata tantissimo, mi ha fatto collegare i due pi\u00f9 grandi interessi che ho nella vita in questo momento.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Quindi<\/b><b> <\/b><b>c\u2019\u00e8 stato<\/b><b> <\/b><b>un<\/b><b> <\/b><b>cambio<\/b><b> <\/b><b>di<\/b><b> <\/b><b>prospettiva\u2026<\/b><\/p>\n<p>Sicuramente. Prima di partire davo peso solo all\u2019attivismo duro e puro, poi ho iniziato a dare valore anche ad altro, l\u2019incontro ad esempio. Non so se \u00e8 capitato anche ad altri, ma prima di partire, facevo offerte alle raccolte fondi o partecipavo ad iniziative solidali \u201cad occhi chiusi\u201d, nel senso che non volevo entrare in empatia con i beneficiari, emotivamente era troppo forte entrare nel loro vissuto. Mi dicevo: \u201cDono e basta, non ne voglio sapere niente\u201d. In viaggio, invece, l\u2019incontro \u00e8 stato l\u2019elemento dominante, umanamente travolgente. Cos\u00ec ho iniziato a dare valore anche a tutti quegli aspetti della vita quotidiana che prima non consideravo: un trekking in Palestina? E perch\u00e9 no!? La voglia di queste persone di portare avanti la propria vita, i propri desideri, le proprie passioni nonostante tutto, \u00e8 fortissima. Vivere per resistere, non per rimanere ingabbiato dalle catene fisiche e mentali di una situazione opprimente. E cos\u00ec mi sono goduta un trekking nel deserto, un th\u00e8 al bar, una passeggiata al mercato, una visita al museo. Tutto in compagnia di qualcuno o qualcuna che orgogliosamente mi mostrava il suo territorio o mi confidava parte della sua vita.<\/p>\n<p><b>Stai parlando di resistenza, <i><b>Sumud<\/b><\/i><b>. Cos\u2019\u00e8, secondo te?<\/b><\/b><\/p>\n<p>Secondo me, <i>Sumud<\/i> sono tante cose. Sicuramente portare avanti se stessi, i propri desideri, obiettivi e passioni in un territorio occupato \u00e8 <i>Sumud<\/i>. E viene fatto con delle difficolt\u00e0 incredibili.<\/p>\n<p>Spesso ho chiesto: \u201cMa noi internazionali cosa possiamo fare per voi? Quali sono le azioni collettive strategicamente pi\u00f9 forti che potrebbero essere messe in campo?\u201d La maggior parte delle persone mi rispondeva: \u201cIo non ho lo spazio mentale per pensare pure a quello. Faccio gi\u00e0 talmente tanta fatica a portare avanti la mia vita che non so cosa risponderti.\u201d<\/p>\n<p>Molte persone non pensano alla resistenza armata o politica, perch\u00e9 portare avanti la loro stessa esistenza \u00e8 il primo atto di <i>Sumud<\/i> che possono fare.<\/p>\n<p>Khalil, ad esempio, voleva studiare biologia marina, ma gli unici corsi di laurea all\u2019Universit\u00e0 di Gerusalemme Est riconosciuti da Israele, e che quindi possono offrire pi\u00f9 possibilit\u00e0 di lavoro, sono quelli di medicina. Si era iscritto a farmacologia, ma dopo il primo anno si \u00e8 trasferito a Tecniche di Laboratorio medico, perch\u00e9 non si era trovato bene. \u201cFaccio questo corso solo per il lavoro e poi far\u00f2 biologia marina, perch\u00e9 \u00e8 quello che mi piace\u201d.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 pi\u00f9 difficile e complicato sotto occupazione.<\/p>\n<p><b>Mi<\/b><b> <\/b><b>piacerebbe<\/b><b> <\/b><b>descrivessi<\/b><b> <\/b><b>l\u2019atmosfera<\/b><b> <\/b><b>palestinese,<\/b><b> <\/b><b>quella<\/b><b> <\/b><b>che<\/b><b> <\/b><b>ti<\/b><b> <\/b><b>ha<\/b><b> <\/b><b>fatta<\/b><b> <\/b><b>sentire bene nonostante tutto.<\/b><\/p>\n<p>Secondo me \u00e8 una questione di umanit\u00e0, che \u00e8 quella che mi ha fatta tornare a casa con il cuore veramente gonfio di vita, che \u00e8 la gioia di aiutarsi, di condividere, di passare la propria giornata insieme.<\/p>\n<p>Una cosa che mi ha colpito \u00e8 la facilit\u00e0 nei rapporti umani. Noi spesso siamo mediati, c\u2019\u00e8 della distanza tra noi, individualismo e confini netti. L\u00ec invece no, entrare in relazione con un\u2019altra persona \u00e8 molto pi\u00f9 facile. Mi sono trovata coinvolta in tantissime discussioni profonde, praticamente con ogni persona con cui ho passato pi\u00f9 di due ore, o anche meno. Ci ho visto, e non nego l\u2019influenza del mio filtro in questo, la volont\u00e0 di portare avanti valori e modelli umani che non si adeguino a questa merda di capitalismo che pervade le nostre esistenze. Un\u2019azienda agricola in realt\u00e0 lo esplicitava proprio: \u201cIl nostro modello \u00e8 anticapitalista. Cibo, acqua ed energia per tutti, con modelli sostenibili \u00e8 possibile\u201d. E poi c&#8217;\u00e8 l\u2019apertura umana: \u201cPrima regola: questa \u00e8 casa tua, l\u2019importante \u00e8 che tu ti senta a casa, tra amici e famigliari\u201d.<\/p>\n<p>Detto questo, non voglio neanche idealizzare la societ\u00e0 palestinese, delle criticit\u00e0 esistono eccome. L\u2019istituzione \u201cfamiglia\u201d, che \u00e8 il cuore della societ\u00e0, della solidariet\u00e0 e della resistenza palestinese, non \u00e8 detto che calzi a tutti. Un ragazzo single di quarant\u2019anni mi ha raccontato come lui e i suoi due coinquilini abbiano dovuto cambiare casa per la modalit\u00e0 invadente e giudicante con cui le altre famiglie del palazzo li trattavano, a causa del via vai di amiche e amici che passavano per casa loro e delle pressioni che venivano esercitate sul proprietario. E questo succedeva a Ramallah, grande citt\u00e0, immaginiamoci in un piccolo paese\u2026<\/p>\n<p>Ovviamente questo \u00e8 solo un episodio, non ho la pretesa di fare un\u2019analisi della societ\u00e0 in generale.<\/p>\n<p><b>Concludendo, ti chiedo di farti portavoce di un messaggio, ovvero: cosa<\/b><b> <\/b><b>non abbiamo capito del popolo palestinese e quale insegnamento possiamo mettere a frutto nei nostri di territori occupati dalla militarizzazione, dalla<\/b><b> <\/b><b>censura,<\/b><b> <\/b><b>dalla<\/b><b> <\/b><b>propaganda,<\/b><b> <\/b><b>dalla<\/b><b> <\/b><b>perdita<\/b><b> <\/b><b>di<\/b><b> <\/b><b>libert\u00e0<\/b><b> <\/b><b>e<\/b><b> <\/b><b>autodeterminazione<\/b><b> <\/b><b>e alla normalizzazione di tutto questo?<\/b><\/p>\n<p>Mah\u2026 innanzitutto quello che possiamo fare qui, in Italia, \u00e8 andare avanti dritte, andare avanti a costruire dei modelli di vita, interpersonali e lavorativi che siano diversi rispetto al nostro standard sociale. Portare avanti quelle idee e quei progetti che quando li proponi, di solito ti senti rispondere: \u201cEh s\u00ec, sarebbe bello, ma figurati\u2026impossibile\u201d. Col cavolo! Certo, che possiamo costruire un\u2019alternativa, e su vari fronti: politico, sociale, personale, interpersonale, lavorativo. Di fronte a ogni scelta basta chiedersi: per cosa vale la pena vivere? E&#8217; in questa tipologia di rapporti umani che voglio stare? A cosa dedico le mie energie? Questo governo mi rappresenta? Non \u00e8 mai troppo tardi per iniziare a porsi queste domande e avviare percorsi di cambiamento, ognuna seguendo la propria strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Mi hai chiesto cosa non abbiamo capito del popolo palestinese\u2026 Io sicuramente non avevo capito un sacco di cose e probabilmente molte ancora mi sfuggono. Non avevo capito che in Cisgiordania non devi guardarti le spalle a ogni angolo. C\u2019\u00e8 un\u2019occupazione, s\u00ec, quindi potresti imbatterti in situazioni pericolose a causa di coloni e soldati, ma c\u2019\u00e8 tutto un resto di vita che pulsa e che merita di essere attraversata. Forse un buon esercizio mentale potrebbe essere immaginarsi che da un giorno all\u2019altro potremmo anche noi essere palestinesi, potremmo essere noi quelli occupati. Se fossimo sotto occupazione, sicuramente continueremmo con il nostro lavoro, sarebbe una garanzia importante, ma con che difficolt\u00e0? Quanto tempo in pi\u00f9 impiegheremmo per arrivarci a causa dei <i>check point<\/i>? Per quanto tempo la sede del nostro lavoro non subirebbe attacchi? Per quanto tempo il nostro stipendio rimarrebbe stabile e non verrebbe decurtato, come quello dei dipendenti pubblici in Cisgiordania, che a causa del furto delle tasse da parte di Israele ne ricevono solo una percentuale (dal 30 al 70% variabile ogni mese)?<\/p>\n<p align=\"justify\">Con tutte queste preoccupazioni, ci chiuderemmo in casa a soccombere sotto il peso di una vita ormai non pi\u00f9 nelle nostre mani, o proveremmo comunque ad uscire dalla citt\u00e0 per fare un trekking settimanale o per raggiungere l\u2019unico cinema rimasto? Sono solo provocazioni le mie, \u00e8 chiaro, e il ventaglio di risposte psicologiche a una tale situazione varia da persona a persona, ma trovo che l\u2019immedesimazione possa aiutarci ad avere un immaginario pi\u00f9 simile alla realt\u00e0, un territorio \u201cnormale\u201d ma non normale.<\/p>\n<p>Un\u2019altra cosa che non avevo capito \u00e8 che i palestinesi non sono per forza poveri perch\u00e9 sotto occupazione. Israele continua a depredarli inventandosi ogni giorno una strategia nuova, ma la societ\u00e0 palestinese rimane comunque complessa, con tutte le dinamiche di classe: ci sono palestinesi ricchi, alcuni probabilmente anche molto ricchi, palestinesi medi, poveri, e una fetta importante della popolazione, soprattutto quella appartenente al mondo rurale, molto, molto povera. \u00c8 significativo per\u00f2 notare come nessuno venga lasciato senza cibo, grazie a una rete solidale interna molto forte. Ricordo che prima di partire avevo pensato: vado in Palestina, che cosa servir\u00e0? Cosa posso portare di utile? Servir\u00e0 tutto! No, non \u00e8 vero, non serve niente, nel territorio palestinese si riesce a compare con ci\u00f2 di cui si ha bisogno. Quello che serve \u00e8 vivere senza qualcuno che ti priva costantemente della tua libert\u00e0, che ti impone le doppie tasse ogni volta che importi qualcosa, che ti distrugge in pochi minuti il lavoro di una vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">E poi c\u2019\u00e8 la questione religiosa. Ci sono studi che hanno analizzato come le testate giornalistiche utilizzino la parola \u201cmusulmano\u201d solo in articoli di cronaca nera. Ma se un atleta musulmano vince alle Olimpiadi, invece, la sua identit\u00e0 religiosa non viene menzionata. Oppure si menzionano meritoriamente solo casi singoli, come per dire: \u201cVedi, lui \u00e8 bravo\u201d, sottinteso che \u201ctutti gli altri no\u201d. E cos\u00ec si viene a creare un vortice di pregiudizi negativi, che inconsapevolmente abitavano anche la mia mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Invece per la maggior parte dei palestinesi con cui ho parlato, l\u2019Islam \u00e8 una questione di appartenenza prettamente culturale, per alcuni anche religiosa, certo, ma non per tutti. Islam vuol dire portare avanti dei principi e dei valori umani universali, presenti in tutte le religioni. Vuol dire aiutarsi, essere solidali, non lasciare nessuno senza cibo. Per le strade palestinesi \u00e8 veramente difficile trovare qualcuno che fa l\u2019elemosina, non ce n\u2019\u00e8 bisogno, ci sono reti di solidariet\u00e0 attive che aiutano chi \u00e8 in difficolt\u00e0. Per le strade palestinesi non devi neanche preoccuparti di portare o non portare il velo, \u00e8 una tua scelta, vedi tu. Pi\u00f9 in generale, l\u2019approccio che ogni famiglia o persona ha con la propria religione \u00e8 svariato, un po\u2019 come qui in Italia, ma il rispetto per le \u201caltre persone del libro\u201d, cio\u00e8 ebrei (non israeliani ovviamente) e cristiani \u00e8 molto forte e sentita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Per concludere vorrei sottolineare un\u2019ultima cosa: il popolo palestinese \u00e8 vittima dell\u2019occupazione israeliana e vittima di un genocidio, ma quello che desidererebbe dall\u2019esterno non \u00e8 compassione e piet\u00e0, ma solidariet\u00e0. Oltre alla partecipazione a qualsiasi iniziativa, raccolta fondi ecc., proposta direttamente da persone palestinesi, quello che dovremmo fare noi \u00e8 concentrarci sui nostri Paesi e agire al loro interno. Noi siamo europei e dobbiamo pretendere che l\u2019Italia e l\u2019Unione Europea smettano di sostenere politicamente ed economicamente Israele. Dobbiamo fare tutto quello che \u00e8 nelle nostre capacit\u00e0. Dobbiamo continuare a credere nella forza delle piazze. E poi boicottiamo! Utilizziamo i nostri privilegi per dare spazio a chi non \u00e8 complice di genocidio! Non solo per questioni di tipo morale, ma anche perch\u00e9 quelle azioni hanno una ripercussione enorme a livello globale. Se vogliamo essere delle persone la cui vita merita di stare al mondo, dobbiamo scegliere e agire di conseguenza.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2667763 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/alveari-Palestina.jpg\" alt=\"\" width=\"1244\" height=\"933\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/alveari-Palestina.jpg 1244w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/alveari-Palestina-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/alveari-Palestina-820x615.jpg 820w\" sizes=\"auto, (max-width: 1244px) 100vw, 1244px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2667759 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ulivi-e-muro-Palestina.jpg\" alt=\"\" width=\"1419\" height=\"1064\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2667757 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/case-e-buganville-Palestina-rit.jpg\" alt=\"\" width=\"1036\" height=\"966\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/case-e-buganville-Palestina-rit.jpg 1036w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/case-e-buganville-Palestina-rit-300x280.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/case-e-buganville-Palestina-rit-820x765.jpg 820w\" sizes=\"auto, (max-width: 1036px) 100vw, 1036px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2667756 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/albero-Palestina.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1440\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/albero-Palestina.jpg 1920w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/albero-Palestina-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/albero-Palestina-820x615.jpg 820w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Yara \u00e8 una donna italiana di 34 anni. \u00c8 tornata un mese fa dalla Palestina, c\u2019\u00e8 andata da sola. 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