{"id":2665327,"date":"2026-01-03T14:44:21","date_gmt":"2026-01-03T14:44:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2665327"},"modified":"2026-01-03T14:49:21","modified_gmt":"2026-01-03T14:49:21","slug":"ce-ancora-un-giudice-a-lussemburgo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2026\/01\/ce-ancora-un-giudice-a-lussemburgo\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 ancora un giudice a Lussemburgo"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la fondamentale decisione della\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.ismu.org\/riflessioni-sulla-sentenza-della-corte-di-giustizia-sui-paesi-di-origine-sicuri-11-9-2025\/\">Corte di Giustizia dell\u2019Unione europea che si \u00e8 pronunciata lo scorso agosto sui tentativi di svuotare la portata del diritto di asilo con il ricorso alla categoria dei paesi di origine sicuri<\/a><\/strong>, altre due sentenze della Corte di Lussemburgo sembrano preludere ad una sanzione dei respingimenti collettivi frutto delle \u201coperazioni congiunte\u201d poste in essere da Frontex con le guardie di frontiera dei paesi membri. Questi due ultimi casi sono relativi a respingimenti \u201csommari\u201d operati dalla Grecia alla Turchia, ma i principi affermati dai giudici europei potrebbero valere anche per altri casi di respingimenti collettivi, che in circostanze diverse, e con il supporto di Frontex, vengono realizzati alle frontiere italiane. Si riafferma cos\u00ec la prevalenza della giurisdizione sulle prassi di polizia, che non possono sottrarsi in alcun caso ai controlli di legalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/pagellapolitica.it\/articoli\/cassazione-assolve-salvini-open-arms\">Con la sentenza della Corte di Cassazione sul caso Salvini\/Open Arms,<\/a><\/strong>\u00a0sembra invece che in nome della \u201cdifesa dei confini\u201d sia possibile violare impunemente il diritto internazionale ed il diritto dell\u2019Unione europea, con responsabilit\u00e0 che svaniscono nel reticolo delle competenze amministrative sovrapposte a decisioni di asserita natura politica che i giudici penali faticano a sanzionare. Dovremo attendere ancora mesi per verificare le motivazioni della Cassazione su questo caso e la loro congruenza con i principi costituzionali, e con il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32014R0656&amp;from=ET\">Regolamento Frontex n.656\/2014\/UE sui soccorsi in mare<\/a><\/strong>, ancora in vigore per effetto del richiamo espresso contenuto nel pi\u00f9 recente\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2019\/1896\/oj?locale=it\">Regolamento Frontex n.1896\/2019\/UE<\/a><\/strong>. Intanto per\u00f2 la Corte di Giustizia dell\u2019Unione europea ha fissato paletti ben precisi che i governi dell\u2019Unione europea, e le autorit\u00e0 di polizia, non potranno ignorare, soprattutto per quanto concerne il divieto di \u201crespingimenti sommari\u201d in frontiera ed il diritto ad un esercizio effettivo dei diritti di difesa, in tutti i casi di sbarco o di allontanamento forzato.<\/p>\n<p>Con la<strong><a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/upload\/docs\/application\/pdf\/2025-12\/cp250158it.pdf\">\u00a0sentenza della Corte di giustizia UE n.158\/2025 del 18 dicembre 2025 nella causa C-679\/23 WS e altri contro Frontex<\/a><\/strong>, in tema di operazioni di rimpatrio congiunte, la Corte di Lussemburgo ha annullato quasi per intero la precedente sentenza del Tribunale dell\u2019Unione europea che aveva respinto il ricorso per risarcimento danni proposto da una famiglia di rifugiati siriani dopo il loro respingimento collettivo dalla Grecia alla Turchia.<\/p>\n<p>Il 9 ottobre 2016 la famiglia di cittadini siriani di etnia curda, composta dai due genitori e dai loro quattro figli, era giunta sull\u2019isola greca di Milos, dove aveva espresso l\u2019intenzione di presentare una domanda di protezione internazionale. Tuttavia, solo pochi giorni dopo, la famiglia \u00e8 stata trasferita in Turchia, a seguito di un\u2019operazione congiunta di rimpatrio condotta dalla Grecia e da Frontex. Sia Frontex che il Tribunale dell\u2019Unione europea, in prima istanza, avevano respinto il ricorso presentato dalla famiglia.<\/p>\n<p>In sede d\u2019impugnazione della decisione del Tribunale UE, la Corte di Lussemburgo rileva,\u00a0<em>\u201cda un lato, che il diritto dell\u2019Unione impone a Frontex una serie di obblighi volti a garantire il rispetto dei diritti fondamentali nell\u2019ambito delle operazioni congiunte di rimpatrio. D\u2019altro lato, essa ricorda che tali operazioni possono riguardare solo persone soggette a decisioni di rimpatrio scritte ed esecutive.<br \/>\nPertanto, Frontex \u00e8 tenuta a verificare che decisioni di rimpatrio del genere esistano per tutte le persone che uno Stato membro intende includere nelle operazioni congiunte di rimpatrio, al fine di garantire che tali operazioni rispettino il principio di non respingimento.<\/em>\u00a0<em>La Corte d\u00e0 quindi ragione alla famiglia siriana e ritiene che il Tribunale abbia errato nel considerare che Frontex fornisse solo assistenza tecnica e operativa agli Stati membri, senza dover verificare l\u2019esistenza di una decisione di rimpatrio. Inoltre, la Corte ritiene che il Tribunale abbia commesso un errore di diritto nel ritenere che eventuali violazioni dei diritti fondamentali verificatesi durante un volo di rimpatrio siano di esclusiva responsabilit\u00e0 dello Stato membro ospitante, escludendo qualsiasi responsabilit\u00e0 di Frontex\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Con la\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/upload\/docs\/application\/pdf\/2025-12\/cp250159it.pdf\">sentenza della Corte di giustizia UE N. 159\/2025 del18 dicembre 2025 nella causa C-136\/24 Hamoudi contro Frontex<\/a><\/strong>\u00a0su una azione di risarcimento danni intentata contro Frontex in un altro caso di respingimento collettivo verso la Turchia la Corte di giustizia ha tutelato il diritto a un effettivo controllo giurisdizionale, affermando che \u201c<em>il Tribunale\u00a0<\/em>(dell\u2019Unione europea)<em>\u00a0ha leso il diritto del ricorrente ad una tutela giurisdizionale effettiva, non avendo correttamente applicato le regole disciplinanti l\u2019onere della prova e l\u2019acquisizione delle prove nel contesto di un presunto respingimento sommario implicante Frontex. Tenuto conto della difficolt\u00e0 o persino dell\u2019impossibilit\u00e0 per le vittime di un respingimento siffatto di raccogliere prove concludenti di quest\u2019ultimo, nonch\u00e9 del fatto che prove simili possono essere detenute da Frontex, il rispetto del diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva impone di adeguare tale onere della prova. <\/em><\/p>\n<p><em>Pertanto, qualora un ricorrente che pretende di essere vittima di un respingimento sommario fornisca elementi sufficientemente dettagliati, specifici e concordanti per costituire un principio di prova, il Tribunale ha l\u2019obbligo di istruire la causa al fine di poter appurare il reale verificarsi di tale respingimento e la presenza del ricorrente in occasione di quest\u2019ultimo. Nel caso di specie il Tribunale avrebbe dunque dovuto adottare delle misure per ottenere da Frontex tutte le informazioni pertinenti di cui tale agenzia dispone. La causa viene rinviata dinanzi al Tribunale, che dovr\u00e0 statuire nuovamente rispettando il diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il sig. Alaa Hamoudi, cittadino siriano, affermava di essere stato vittima, il 28 e il 29 aprile 2020, di un respingimento sommario, sostenendo di aver fatto parte di un gruppo di 22 persone sbarcate il 28 aprile 2020 sull\u2019isola di Samo, in Grecia, al fine di chiedere ivi asilo. Al loro arrivo, la polizia locale avrebbe tuttavia confiscato i loro telefoni e avrebbe condotto tali persone alla spiaggia, da dove erano costrette a reimbarcarsi e quindi venendo respinte in mare. L\u2019indomani, un battello della guardia costiera turca prendeva a bordo tali persone e le trasferiva in Turchia. Secondo il sig. Hamoudi, durante tale respingimento sommario, un aereo di sorveglianza al servizio dell\u2019Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) avrebbe sorvolato la scena a pi\u00f9 riprese.<\/p>\n<p>Come si chiarisce in un\u00a0<strong>comunicato, <\/strong><em>\u201cla Corte rileva che il diritto ad un ricorso effettivo, garantito dall\u2019articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione europea, sarebbe illusorio se fosse richiesto alle vittime di un respingimento sommario in una zona nella quale Frontex svolgeva delle operazioni che esse dimostrino mediante prove concludenti l\u2019esistenza di tale respingimento e che esse erano presenti in occasione di quest\u2019ultimo. Infatti, al momento dei fatti, tali vittime sono in una situazione di grande vulnerabilit\u00e0 che permette loro soltanto con grande difficolt\u00e0, o persino non permette affatto, di raccogliere prove siffatte, il che potrebbe conferire un\u2019immunit\u00e0 di fatto a Frontex e compromettere la tutela effettiva dei diritti fondamentali delle vittime summenzionate. Inoltre, Frontex pu\u00f2<br \/>\ndetenere informazioni che permettono di dimostrare l\u2019esistenza di respingimenti sommari, tenuto conto del suo compito di raccogliere dati operativi e del suo obbligo di vigilare sul rispetto dei diritti fondamentali durante le sue operazioni.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Di conseguenza, la Corte considera che il diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva esige un adeguamento dell\u2019onere della prova nel senso che una persona che pretenda di essere vittima di un respingimento sommario implicante Frontex deve fornire non gi\u00e0 una prova<\/em>\u00a0<em>concludente, bens\u00ec un principio di prova del verificarsi di tale respingimento e della propria presenza nel corso di quest\u2019ultimo. Inoltre, la Corte considera che, nel caso di specie, la testimonianza scritta del sig. Hamoudi ed un articolo di stampa che dava conto dell\u2019operazione di respingimento sommario di cui questi pretende di essere stato vittima erano sufficientemente dettagliati, specifici e concordanti per costituire un siffatto principio di prova\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La Corte ha quindi annullato la precedente ordinanza adottata dal Tribunale dell\u2019Unione europea ed ha rinviato la causa dinanzi allo stesso Tribunale,\u00a0<em>\u201caffinch\u00e9 statuisca nuovamente, tenendo conto delle esigenze inerenti al diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva delle potenziali vittime di un respingimento sommario\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2025\/12\/Migranti-sentenza-storica-della-Corte-UE-contro-Frontex---Il-Cavallo-e-la-Torre-30122025-decf235d-5288-48e8-9d01-88e6eb6c9e26.html\">I due procedimenti sono stati supportati dall\u2019organizzazione non governativa FRONT-LEX,\u00a0<\/a><\/strong>che ha raccolto le\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/front-lex.eu\/\">prove dei respingimenti in Turchia\u00a0<\/a><\/strong>ed \u00e8 stata a fianco delle vittime per tutta la durata delle procedure.<strong><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/espulsioni-svolta-storica-frontex-e-imputabile\">\u00a0Come ha dichiarato al Manifesto Iftach Cohen<\/a><\/strong>, dell\u2019ong Front-lex:\u00a0<em>\u201cLa sentenza di oggi segna una svolta storica perch\u00e9 impone a Frontex di rispondere in giudizio delle accuse di respingimento, rafforzando il diritto delle vittime a una tutela effettiva e mettendo in discussione l\u2019impunit\u00e0 di fatto di cui l\u2019Agenzia ha goduto per anni<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>La stessa organizzazione FRONT-LEX, dopo sei anni di indagini, <strong><a href=\"https:\/\/front-lex.eu\/wp-content\/uploads\/Press-Release-Front-LEX.pdf\">aveva presentato nel 2025 un documento di 700 pagine che denunciava 122 funzionari dell\u2019Unione Europea e degli Stati membri<\/a><\/strong> per la loro complicit\u00e0 in crimini contro l\u2019umanit\u00e0 commessi contro i migranti\u00a0<strong>sulla rotta del Mediterraneo centrale tra il 2014 e il 2020<\/strong>. Il documento conferma il carattere strutturale delle decisioni politiche alla base del regime di controllo delle frontiere dell\u2019UE, che nello stesso periodo ha causato oltre 25.000 morti e 150.000 trasferimenti forzati di migranti in Libia, dove sono stati sottoposti a detenzione, tortura, stupro e riduzione in schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Rimane da attendere adesso che il Tribunale europeo di prima istanza decida sui respingimenti collettivi dalla Grecia verso la Turchia, sulla base dei principi affermati dalla Corte di Giustizia, e che la Corte Penale internazionale affronti la questione ancora aperta dei respingimenti collettivi verso la Libia, con la complicit\u00e0 degli stati costieri membri UE, soprattutto di Malta e dell\u2019Italia, materia sulla quale dovrebbe intervenire anche la stessa Corte di Lussemburgo,<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2025\/08\/15\/gli-occhi-di-frontex-sul-mediterraneo-centrale\/\">\u00a0a fronte del ruolo di tracciamento ed assistenza nelle intercettazioni dei libici operato da Frontex.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>La stessa impunit\u00e0 che il Tribunale UE aveva riconosciuto nei confronti di Frontex<strong><a href=\"https:\/\/www.unionedirittiumani.it\/newsletter\/respingimenti-e-responsabilita-di-frontex-la-corte-di-giustizia-ue-impone-una-tutela-giudiziaria-effettiva\/\">\u00a0per i respingimenti collettivi verso la Turchia, con le decisioni che adesso la Corte di Lussemburgo ha annullato<\/a><\/strong>, rischia di essere garantita in Italia<strong><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/open-arms-definitiva-l-assoluzione-salvini-AIqVDcS?refresh_ce=1\">\u00a0dopo la decisione della Corte di Cassazione sul caso Open Arms\/Salvini.<\/a><\/strong>\u00a0<strong>La \u201cdifesa dei confini\u201d non pu\u00f2 tradursi nella violazione dei diritti fondamentali, ed i diritti di difesa non possono essere svuotati da procedure sommarie in frontiera, lo afferma anche la Corte di Giustizia UE.\u00a0<\/strong>In nessun caso il mancato riconoscimento di una responsabilit\u00e0 penale, a fronte di altri casi di respingimento collettivo, o nella futuribile attuazione del\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/cild.eu\/blog\/2025\/05\/07\/il-protocollo-italia-albania-dal-2023-a-oggi\/\">Protocollo Italia-Albania,<\/a><\/strong>\u00a0pu\u00f2 comportare la legittimazione di prassi che rimangono censurabili in sede civile ed amministrativa,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/unipd-centrodirittiumani.it\/it\/temi\/la-cassazione-a-sezioni-unite-dice-che-nel-caso-diciotti-litalia-ha-trattenuto-illegalmente-i-migranti-e-dovra-risarcire-il-danno-non-patrimoniale\">come si \u00e8 gi\u00e0 verificato nel caso Diciotti,<\/a><\/strong> e nelle numerose sentenze dei giudici civili e amministrativi che hanno annullato\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/12\/30\/imam-torino-mohamed-shahin-corte-appello-caltanissetta-espulsione\/\">detenzioni amministrative arbitrarie<\/a><\/strong>\u00a0e provvedimenti di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.asgi.it\/allontamento-espulsione\/tribunale-agrigento-sospende-fermo-nave-dakini\/\">fermo amministrativo\u00a0<\/a><\/strong>delle<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2024\/06\/05\/il-tribunale-di-reggio-calabria-annulla-lennesimo-fermo-amministrativo-contro-una-nave-umanitaria\/\">\u00a0navi che operano soccorsi umanitari\u00a0<\/a><\/strong>nelle acque del Mediterraneo centrale.<\/p>\n<p>In un momento in cui si stanno consolidando i processi di esternalizzazione dei controlli di frontiera, con il coinvolgimento dei paesi terzi \u201csicuri\u201d, e si cerca di anticipare ed inasprire l\u2019avvio dell\u2019applicazione dei nuovi\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/rivista.eurojus.it\/pubblicati-gli-atti-che-compongono-il-nuovo-patto-sulla-migrazione-e-lasilo\/\">Regolamenti previsti dal Patto europeo sulla migrazione e l\u2019asilo,<\/a><\/strong>\u00a0rilanciando anche il ruolo di Frontex nelle operazioni di rimpatrio e nei rapporti con i paesi terzi, rimane cruciale il ruolo della giurisdizione, che va salvaguardato contro tutti i tentativi dei governi che cercano di intaccare l\u2019autonomia della magistratura e di intimidire i giudici che sono considerati come ostacoli per l\u2019attuazione delle politiche di respingimento e rimpatrio, anche quando si limitano alla tutela dei diritti fondamentali delle persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la fondamentale decisione della\u00a0Corte di Giustizia dell\u2019Unione europea che si \u00e8 pronunciata lo scorso agosto sui tentativi di svuotare la portata del diritto di asilo con il ricorso alla categoria dei paesi di origine sicuri, altre due sentenze 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