{"id":2650542,"date":"2025-11-06T18:32:13","date_gmt":"2025-11-06T18:32:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2650542"},"modified":"2025-11-06T20:43:02","modified_gmt":"2025-11-06T20:43:02","slug":"valentina-mi-vergogno-del-mio-paese-lettera-di-un-tedesco-a-una-babushka-ottantaquattrenne-russa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/11\/valentina-mi-vergogno-del-mio-paese-lettera-di-un-tedesco-a-una-babushka-ottantaquattrenne-russa\/","title":{"rendered":"\u00abValentina, mi vergogno del mio Paese!\u00bb Lettera di un tedesco a una babushka ottantaquattrenne russa"},"content":{"rendered":"<p><strong>A 80 anni dalla fine della guerra, la Germania si sta nuovamente preparando alla guerra. E ancora una volta l&#8217;obiettivo \u00e8 la Russia. Ho colto questa occasione per scrivere a una mia amica russa anziana \u2013 i nomi e i luoghi sono stati resi anonimi \u2013 nata poche settimane dopo l&#8217;invasione tedesca. Ci conosciamo da oltre un quarto di secolo e in questo periodo ci siamo visitati spesso, in Russia e in Germania. Lei rappresenta tutti i miei amici in Russia, anzi, in tutta l&#8217;area post-sovietica, compresa l&#8217;Ucraina, l&#8217;ovest e il Donbass.<\/strong><\/p>\n<p>Valentina,<\/p>\n<p>amata babushka (significa nonna o donna anziana in russo, Ndt) al quarto piano del complesso residenziale sovietico in una citt\u00e0 di mezzo milione di abitanti nella provincia russa!<\/p>\n<p>Ti scrivo con grande preoccupazione e infinita tristezza.<\/p>\n<p>84 anni fa sei venuta al mondo nel momento pi\u00f9 sbagliato possibile! Nel bel mezzo della pi\u00f9 terribile delle guerre. E siamo stati noi tedeschi a scatenarla. \u00c8 costata la vita a quasi 27 milioni di cittadini sovietici. Non hai mai conosciuto tuo padre. Era uno dei giovani uomini che sono stati mandati al fronte fin dall&#8217;inizio e l\u00ec sacrificati. Una tua sorella \u00e8 morta poco dopo, ancora bambina, di fame e malattie.<\/p>\n<h3>La guerra<\/h3>\n<p>Lascio che sia tu a raccontarlo. Quando ci siamo conosciuti alla fine degli anni Novanta, mi hai scritto:<\/p>\n<blockquote><p><em>Quando sento la parola \u201cGermania\u201d, la prima cosa che mi viene in mente \u00e8 \u201cla guerra\u201d. Ci sono due ragioni per questo. La prima l&#8217;ho vissuta in prima persona. Sono nata nell&#8217;agosto del 1941, due mesi dopo l&#8217;inizio della guerra. Avevo tre giorni quando mio padre part\u00ec per il fronte, dove mor\u00ec dopo quattro mesi. Non ho mai visto mio padre in vita mia, e ho sempre desiderato averne uno. Era una situazione tipica per tutti i bambini del dopoguerra. Solo pochi uomini tornarono dal fronte. <\/em><\/p>\n<p><em>Mia madre mi raccont\u00f2 degli anni della guerra: nel villaggio dove vivevamo non c&#8217;erano truppe tedesche; rimasero sull&#8217;altra sponda del fiume. A 13 chilometri dal nostro villaggio c&#8217;era, e c&#8217;\u00e8 ancora oggi, una stazione ferroviaria molto grande \u2013 direi una delle pi\u00f9 grandi del nostro Paese \u2013 che i tedeschi bombardarono.<\/em><\/p>\n<p><em>Mia madre fu evacuata dal villaggio insieme a tre dei suoi cinque figli (di 6 e 4 anni e io) a circa 100 chilometri pi\u00f9 a est. Viaggiammo in treno, ovviamente senza comfort n\u00e9 riscaldamento, ma era gi\u00e0 inverno. Avevo pochi mesi e quando i miei pannolini erano bagnati, mia madre se li avvolgeva intorno al corpo per asciugarli un po&#8217; con il calore del suo corpo. A volte eravamo costretti a scendere dal treno perch\u00e9 gli aerei tedeschi ci bombardavano. Ci sedevamo da qualche parte non lontano dal treno, a volte nella neve, mia madre con noi bambini. Una volta l&#8217;aereo volava cos\u00ec basso che si poteva vedere il volto del pilota. Mia madre raccontava che rideva; ricordava ancora il suo volto dopo 50 anni. Pensava che fosse un aereo da ricognizione. Le donne si chinavano sui loro bambini, anche se tutte sapevano che cos\u00ec facendo non potevano salvarli dalle bombe. Ma tutte le madri sono cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Durante l&#8217;evacuazione abbiamo vissuto in un altro villaggio. In quella casa c&#8217;era anche una donna con dei bambini. Non avevano molto da mangiare e poi siamo arrivati anche noi! Ma il cibo, di solito patate e pane, veniva sempre distribuito tra tutti quelli che erano in casa. In primo luogo lo ricevevano i bambini. Siamo rimasti evacuati per alcuni mesi. Avevo altri due fratelli, di 14 e 16 anni. Sono rimasti nel nostro villaggio e, come tutti i loro coetanei, hanno dovuto scavare trincee. Durante la guerra, una delle mie sorelle \u00e8 morta di fame e malattie all&#8217;et\u00e0 di quasi cinque anni. <\/em><\/p>\n<p><em>Anche dopo la guerra la vita \u00e8 stata molto difficile. Di giorno mia madre lavorava nel kolchoz (azienda agraria collettiva sovietica, Ndt.), per lo pi\u00f9 nei campi, a sette chilometri da casa nostra. Di solito faceva il tragitto a piedi. E di notte cucinava il pane per il kolchoz, potendo tenere gratuitamente un decimo della produzione. \u00c8 cos\u00ec che ci ha sfamati tutti. Non ho quasi mai visto mia madre dormire. A volte, quando ci ripenso, non riesco a capirlo: come pu\u00f2 un essere umano sopportare una cosa del genere? Doveva essere molto forte. Io, per esempio, non posso dire con certezza se sarei altrettanto forte. Ricordo ancora che tutti i bambini, nonostante la fame e le devastazioni, volevano andare a scuola e per lo pi\u00f9 studiavano con piacere.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E Gennadij, il tuo defunto marito, mi scrisse allora di quel periodo:<\/p>\n<blockquote><p><em>Anche dopo la guerra la vita era complicata, soprattutto alla fine degli anni Quaranta. C&#8217;era fame. Mia madre era costretta a macinare la farina dai gusci dei semi di girasole. Oggi per me \u00e8 inconcepibile, ma allora mangiavamo quello. Poich\u00e9 mia madre non riusciva a frantumare completamente i gusci, nella farina spesso rimanevano piccoli pezzetti. Tutto ci\u00f2 che mia madre cucinava lo mangiavamo con il sangue in bocca, perch\u00e9 questi pezzetti ci laceravano le gengive.<\/em><\/p>\n<p><em>Non so perch\u00e9, ma oggi non associo pi\u00f9 la Germania alla guerra. La Germania di oggi \u00e8 un Paese diverso con una generazione diversa. Ma tutti noi, tedeschi e russi, dobbiamo trarne le conseguenze e non dimenticarlo. So che gli studenti tedeschi imparano molto poco sulla guerra durante le lezioni di storia e alcuni credono fermamente che siano stati solo gli inglesi e gli americani a vincere la guerra. Non \u00e8 la strategia migliore nascondere proprio uno dei fatti pi\u00f9 importanti della storia.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E ora ancora una volta tu:<\/p>\n<blockquote><p><em>Il secondo motivo per cui associo la Germania alla guerra sono i film dell&#8217;epoca sovietica. C&#8217;erano sempre film sulla guerra in cui i tedeschi apparivano disgustosi, rozzi e brutali. Ma direi che ora non odio questo Paese e i tedeschi. Ora in questo Paese, come in Russia, vive un&#8217;altra generazione. Ci sono ancora persone che hanno vissuto la guerra. Ma non dovrebbero insegnare l&#8217;odio alle generazioni pi\u00f9 giovani, bens\u00ec raccontare com&#8217;era, affinch\u00e9 i giovani possano trarne le proprie conclusioni.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h3>\u201cNon proviamo odio\u201d<\/h3>\n<p>\u201cNon proviamo odio.\u201d \u2013 \u201cOggi in Germania vive una generazione diversa.\u201d \u2013 \u201cNon abbiamo combattuto contro i tedeschi, ma contro i fascisti.\u201d \u2013 \u201cNon dobbiamo dimenticare; dobbiamo raccontarlo alle giovani generazioni, affinch\u00e9 non si ripeta!\u201d<\/p>\n<p>Quante volte ho sentito queste frasi dal 1996! Durante i miei corsi di <a href=\"https:\/\/ostexperte.de\/saubere-preussen-wilde-russen-deutschlandbilder-in-der-gus\/\">formazione interculturale<\/a> per il Goethe Institut e altre organizzazioni tedesche nell&#8217;ex Unione Sovietica. A Mosca, a Jelez (regione della Terra Nera), a Kazan sul Volga, a Ufa sugli Urali, a Novosibirsk e a Irkutsk, non lontano dal Baikal. A Minsk e nella provincia bielorussa. Ad Almaty e nella steppa kazaka. A Kiev, a Donetsk e nelle <a href=\"https:\/\/globalbridge.ch\/auf-den-spuren-der-deutschen-besatzer-besuch-im-donbass-mai-2005\/\">piccole citt\u00e0 del Donbass orientale<\/a>. E sono sempre stato <em>io<\/em> ad affrontare questo argomento. Mai le mie partecipanti russe, bielorusse, kazake o ucraine. Mai e in nessun luogo sono stato guardato in modo strano perch\u00e9 sono tedesco.<\/p>\n<p>Che dono prezioso ci avete fatto. Che grandioso contributo alla civilt\u00e0 per un mondo pi\u00f9 pacifico! (Da noi questo contributo \u00e8 ancora pi\u00f9 sconosciuto dei crimini che i nostri padri e nonni hanno commesso da voi nell&#8217;Unione Sovietica). Se solo molte pi\u00f9 persone qui in Germania potessero vederlo e apprezzarlo!<\/p>\n<h3>La fine della Guerra Fredda<\/h3>\n<p>Valentina, tu sei una bambina russa della guerra, io sono un bambino tedesco occidentale della Guerra Fredda. Ho assorbito <a href=\"https:\/\/ostexperte.de\/essay-russlandbilder-einer-kindheit-im-kalten-krieg\/\">il timore dei russi<\/a> fin dalla nascita. Per met\u00e0 della mia vita ho avuto paura della guerra. Una guerra che avrebbe distrutto completamente entrambi gli Stati tedeschi! Quanto ero felice dopo la fine della Guerra Fredda, cos\u00ec positiva per noi tedeschi. (Per voi, per te non lo \u00e8 stata. \u00c8 iniziato un periodo difficile, lo so.)<\/p>\n<p>Che grandi opportunit\u00e0 politiche si sono aperte per un breve e meraviglioso battito di ciglia della storia mondiale per il nostro comune continente eurasiatico! Si profilava gi\u00e0 all&#8217;orizzonte un continente di pace e cooperazione per i prossimi cento anni. Michail Gorbaciov, che io ammiro e che tu non apprezzi, nel 1990 a Bonn parl\u00f2 addirittura di <a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=138194\">\u201cpace eterna\u201d&#8230;<\/a> Poco pi\u00f9 di un decennio fa, noi tedeschi eravamo il secondo popolo pi\u00f9 amato in Russia dopo quello bielorusso. E adesso?<\/p>\n<p>Noi, \u201cl&#8217;Occidente\u201d, abbiamo rovinato tutto! Non abbiamo mostrato abbastanza rispetto nei confronti vostri e del vostro Paese, al quale dobbiamo essenzialmente la fine pacifica della Guerra Fredda e la riunificazione. Negli Stati Uniti hanno subito esultato con sfacciato trionfalismo: <a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=84514\">\u201cPer grazia di Dio l&#8217;America ha vinto la Guerra Fredda!\u201d<\/a> E poi l&#8217;Occidente, ubriaco di vittoria e accecato dall&#8217;arroganza, ha sistematicamente ignorato per decenni il vostro bisogno di sicurezza. La colpa principale \u2013 la maggior parte del mio Paese non \u00e8 d&#8217;accordo con me su questo \u2013 di ci\u00f2 che sta accadendo ora in Ucraina e di ci\u00f2 che potrebbe ancora accadere \u00e8 quindi nostra! (So che preferiresti che non ne parlassi. Non vuoi avere nulla a che fare con la politica. Ma purtroppo la politica si \u201cinteressa\u201d a noi! Non possiamo sfuggirle).<\/p>\n<h3>Si ricomincia&#8230;<\/h3>\n<p>Valentina, ora sei anziana e malata, e tutto sta per ricominciare! I politici e i media stanno letteralmente scatenando una guerra contro il tuo Paese, la Russia. Eppure nessuno di loro ha idea di cosa stia parlando: non sanno pi\u00f9 <em>cosa significhi<\/em> la guerra, ammesso che lo abbiano mai saputo. Hanno perso ogni contatto con la realt\u00e0 e giocano pericolosamente con i pesi. Il tono diventa ogni giorno pi\u00f9 stridente, la data viene continuamente anticipata: 2030, 2029&#8230; ora dovremmo aver gi\u00e0 alle spalle <a href=\"https:\/\/rundumdeutschland.de\/militaerhistoriker-soenke-neitzel-warnt-das-koennte-unser-letzter-sommer-im-frieden-sein-wie-real-ist-die-kriegsgefahr-in-europa\/\">l&#8217;ultima estate di pace<\/a>&#8230; Secondo il nostro Cancelliere federale, che non ne ha mai abbastanza, <a href=\"https:\/\/www.zdfheute.de\/politik\/ausland\/merz-frieden-bedrohung-russland-100.html\">non siamo gi\u00e0 pi\u00f9 \u201cin pace\u201d<\/a> e il nostro Ministro degli Esteri promette che la Russia rimarr\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.berliner-zeitung.de\/politik-gesellschaft\/geopolitik\/kuenftiger-aussenminister-wadephul-russland-wird-immer-ein-feind-fuer-uns-bleiben-li.2320148\">\u201csempre un nemico\u201d<\/a>. (La nostra ex ministra degli Esteri, femminista convinta, voleva gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.welt.de\/politik\/ausland\/article237145901\/Ukraine-Krieg-Baerbock-bestaetigt-EU-Sanktionen-gegen-Putin-und-Lawrow.html\">\u201crovinarvi\u201d<\/a> tre anni e mezzo fa). Ogni giorno ci sono nuove notizie terrificanti sulla cosiddetta guerra <a href=\"https:\/\/www.t-online.de\/nachrichten\/deutschland\/aussenpolitik\/id_100789382\/trump-und-die-nato-kann-sich-der-westen-auch-ohne-die-usa-verteidigen-.html\">\u2018grigia\u2019<\/a> e \u201cibrida\u201d che il vostro Paese starebbe gi\u00e0 da tempo conducendo contro di noi. Una guerra contro la Russia sarebbe <a href=\"https:\/\/www.bild.de\/politik\/experte-schockiert-bei-maischberger-ist-krieg-gegen-putin-unausweichlich-68e7004014154520ea137a7a\">\u201cinevitabile<\/a>\u201d, \u201c<a href=\"https:\/\/www.welt.de\/politik\/deutschland\/plus68f8b35459e2e0975070813c\/ex-generalinspekteur-zorn-angriffsziel-deutschland-es-koennte-2026-sein-es-koennte-heute-abend-sein.html\">Potrebbe essere stasera<\/a>\u201d, titolano i media. Farneticano di \u201ccapacit\u00e0 bellica\u201d e <a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=134646\">\u201cpotenza di combattimento\u201d.<\/a> I genitori sono invitati a <a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=134070\">\u201csacrificare\u201d<\/a> i propri figli.<\/p>\n<p>Diplomazia e comprensione sono ormai parole offensive! Chiunque sostenga una politica di distensione, chiunque ricordi Willy Brandt ed Egon Bahr, viene sommerso da scherno e derisione. Con il vostro presidente, che per molto tempo ha voluto <a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=84520\">collaborare<\/a> con noi, \u00abnon si pu\u00f2 parlare\u00bb. Secondo loro, egli capisce solo il <a href=\"https:\/\/www.berliner-zeitung.de\/news\/regierungserklaerung-von-friedrich-merz-warnung-vor-russischer-bedrohung-li.2336148\">\u00ablinguaggio della forza\u00bb.<\/a> E cos\u00ec hanno avviato \u2013 <a href=\"https:\/\/www.zdfheute.de\/politik\/deutschland\/merz-schulden-kehrtwende-finanzpolitik-100.html\">\u201cnon importa quanto costa\u201d<\/a> \u2013 un programma di riarmo da miliardi di euro finanziato dal debito pubblico, che porter\u00e0 noi e i nostri figli alla rovina anche senza una guerra.<\/p>\n<p>L&#8217;anno prossimo qui saranno nuovamente dispiegati missili a medio raggio che potrebbero colpire anche la tua citt\u00e0.<\/p>\n<p>Valentina, mi sento male! E mi vergogno da morire. Non riconosco pi\u00f9 il mio Paese. Mai nella mia vita avrei creduto possibile ci\u00f2 che sta accadendo qui ora!<\/p>\n<p>No, la gente qui in Germania non vuole la guerra. Non vuole un&#8217;escalation, ma non fa nulla per impedirla! Invece si affanna su mille questioni secondarie. I nostri politici, che non ho votato, e i nostri media mainstream, che scrivono tutti la stessa cosa, glielo hanno martellato nella testa per anni e ha funzionato: ora hanno pi\u00f9 paura del vostro presidente che di una guerra che, nel peggiore dei casi, potrebbe trasformarsi in una guerra nucleare.<\/p>\n<p>Valentina, 84 anni fa sei venuta al mondo nel bel mezzo della pi\u00f9 terribile delle guerre \u2013 e in che modo raccapricciante la tua vita sta ora volgendo al termine!<\/p>\n<h3><strong>Non vi considerer\u00f2 mai nemici!<\/strong><\/h3>\n<p>Ci pu\u00f2 essere solo una conseguenza: noi, le cosiddette persone comuni di tutti i paesi, dobbiamo ora restare uniti. Non dobbiamo permettere che ci rendano nuovamente nemici e ci mettano gli uni contro gli altri.<\/p>\n<p>Valentina, oltre 35 anni fa, nell&#8217;autunno del 1988, ho organizzato con alcuni amici un viaggio di pace e riconciliazione nell&#8217;Unione Sovietica: a Minsk, Mosca e Leningrado. Volevamo vedere con i nostri occhi e sentire con le nostre orecchie quali crimini i tedeschi avevano commesso contro la popolazione locale durante la seconda guerra mondiale. A <a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=141058\">Chatyn<\/a>, in Bielorussia, nel cimitero che ospita 186 villaggi bielorussi dati alle fiamme, abbiamo incontrato spontaneamente persone provenienti dalla Siberia e abbiamo chiesto loro perdono. E l\u00ec, noi tedeschi e russi, abbiamo potuto solo piangere insieme in modo straziante! Noi, perfetti sconosciuti, ci siamo abbracciati.<\/p>\n<p>Da allora, e forse anche prima, ho impresso nel mio DNA che questo non deve mai pi\u00f9 ripetersi! Noi esseri umani, che viviamo in Russia, Germania o Ucraina (occidentale e Donbass), apparteniamo tutti allo stesso mondo. Non siamo sulla terra per ucciderci a vicenda e distruggere il nostro prezioso e unico pianeta. Mai, cara babushka della provincia russa, considerer\u00f2 te e i tuoi connazionali dei nemici!<\/p>\n<p>La guerra deve finire, la corsa verso l&#8217;abisso deve essere fermata il pi\u00f9 rapidamente possibile. Dobbiamo tutti imparare di nuovo a rispettarci, ad ascoltarci, a perdonarci. Prima o poi, in un futuro che speriamo non troppo lontano, i nostri Paesi dovranno tornare ad essere amici. Per i nostri figli e nipoti. Abbiamo solo questa opzione per il futuro!<\/p>\n<p>Far\u00f2 tutto il possibile per questo. Ogni giorno. Finch\u00e9 ci sar\u00f2. Te lo prometto.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><em>Questo <a href=\"https:\/\/globalbridge.ch\/sind-wir-unfaehig-zum-frieden-oder-die-fatale-aktualitaet-eines-45-jahre-alten-essays\/\">articolo<\/a> \u00e8 stato ripreso da Pressenza per gentile concessione di <a href=\"https:\/\/globalbridge.ch\/valentina-ich-schaeme-mich-fuer-mein-land-brief-an-eine-84jaehrige-babuschka-in-der-russischen-provinz\/\">Globalbridge<\/a>. La sua diffusione \u00e8 consentita solo con l&#8217;esplicito consenso di globalbridge.ch.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Traduzione dal tedesco di Thomas Schmid con l\u2019ausilio di traduttore automatico.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 80 anni dalla fine della guerra, la Germania si sta nuovamente preparando alla guerra. E ancora una volta l&#8217;obiettivo \u00e8 la Russia. 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