{"id":2646527,"date":"2025-10-20T16:59:55","date_gmt":"2025-10-20T15:59:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2646527"},"modified":"2025-10-20T17:08:06","modified_gmt":"2025-10-20T16:08:06","slug":"un-approccio-empatico-ai-dilemmi-dellambientalismo-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/10\/un-approccio-empatico-ai-dilemmi-dellambientalismo-contemporaneo\/","title":{"rendered":"Un approccio empatico ai dilemmi dell\u2019ambientalismo contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019ultimo libro in ordine di pubblicazione di Laura Boella, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Per amore del mondo. L\u2019ecologia e la nuova condizione umana<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Castelvecchi, 2025), ha un titolo che in tempi cos\u00ec rabbuiati alletta alla lettura donne e uomini che hanno a cuore la questione ambientale e la condizione umana. Docente di Storia della filosofia morale e Etica dell\u2019ambiente, Laura Boella ha dedicato molteplici studi a Gy\u00f6rgy Lukacs e Ernst Bloch cos\u00ec come alle filosofe Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein, Maria Zambrano e alle scrittrici <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">imperdonabili <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">del Novecento (Etty Hillesum, Cristina Campo, Ingeborg Bachmann, Marina Cvetaeva); fondamentali sono altres\u00ec le sue ricerche intorno alla conoscenza e alla pratica dell\u2019empatia.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il titolo del libro rimanda all\u2019opera di Arendt pubblicata nel 1958, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vita activa. La condizione umana, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">che avrebbe dovuto intitolarsi \u201cAmor Mundi\u201d; a essa oggi si volgono quante\/i occupandosi di Antropocene si interrogano sull\u2019idea di una nuova condizione umana nel processo di cambiamento in corso, visto perlopi\u00f9 senza sbocchi positivi; invece Boella, aliena da angosce apocalittiche e lusinghe post-umane, ci invita a fare nostra la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">sensibilit\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della politologa tedesca naturalizzata statunitense \u00abper una realt\u00e0 in trasformazione, per fenomeni inediti che richiedono un nuovo pensiero e nuove forme di convivenza\u00bb e a \u00abscrivere, parlare, discutere, mettere in atto iniziative per affrontare <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">la grande scommessa di rinegoziare il nostro patto con<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019ambiente<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb (p. 12).\u00a0 \u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di fronte a un cambiamento dagli esiti imprevedibili confermato dai dati delle Scienze della Terra a partire dagli anni Ottanta riguardo all\u2019interazione tra i processi biologici, chimici e fisici del pianeta e le attivit\u00e0 umane e in presenza di una consapevolezza crescente che la soluzione della questione ecologica non pu\u00f2 consistere soltanto nel non oltrepassare le cosiddette soglie di sicurezza, si \u00e8 affermata negli ultimi anni l\u2019idea di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">giustizia del sistema Terra<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> ad opera della scienziata sociale indiana Joyeeta Gupta. Un\u2019idea di giustizia ispirata a un ordine di rapporti fra gli esseri viventi tale da rendere gli spazi terrestri abitabili da tutti e in particolare da chi patisce, a causa delle ingiustizie perpetrate dai dominatori di turno, condizioni di esistenza segnate dalla fame, dalla sete, da malattie che sarebbero facilmente curabili, da mancanza di infrastrutture&#8230; E per di pi\u00f9 in territori spogliati delle loro ricchezze ad opera delle ex potenze coloniali e ridotti dagli attuali monopoli e potenze finanziarie a discariche a cielo aperto dove finiscono gli oggetti usa e getta che la societ\u00e0 dei consumi illimitati rende fruibili a noi priviligiati. Si tratta in definitiva di redistribuire le risorse terrestri secondo principi di equit\u00e0, in direzione contraria al persistere delle disuguaglianze sociali oggi pi\u00f9 acuite che in passato, e di trovare metodi e mezzi per ridurre accumuli e consumi che gravano sugli ecosistemi terrestri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Laura Boella delinea in modo esemplare l\u2019inedita condizione di vulnerabilit\u00e0 che noi umani avvertiamo \u00abdi fronte a una realt\u00e0 biofisica in cui tutto \u00e8 interconnesso, si trasforma, glissa, scivola, come i ghiacciai\u00bb (pp. 15-16) e propone un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">approccio empatico<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> alla questione ecologica. Dopo aver chiarito che il nucleo di fondo dell\u2019empatia \u00e8 <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">la relazione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che si vive nell\u2019esperienza degli incontri con un altro individuo umano e non umano, animato e inanimato, con gli echi che giungono a noi dai paesaggi che abitiamo, con i suoni che scegliamo o ci capita di ascoltare, la ricerca della filosofa interroga la possibilit\u00e0 di superare il punto di vista antropocentrico e di \u00abadottare una prospettiva che tenga conto della vastit\u00e0 dell\u2019universo biofisico\u00bb facendo leva sulla <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">capacit\u00e0<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">empatica<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Questa \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">si situa\u00a0 nell\u2019angolo d\u2019incidenza tra i singoli individui con i loro legami, le loro vulnerabilit\u00e0 e potenzialit\u00e0, e la pluralit\u00e0 di forze agenti nell\u2019universo fisico-materiale<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb (p. 18).\u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Collocandosi nel punto d\u2019intersezione dell\u2019esperienza empatica, l\u2019autrice parte da s\u00e9, dalla sua <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">esperienza<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> anzitutto di camminatrice nei sentieri delle Alpi Marittime che hanno segnato il suo percorso di vita e di pensiero, registra il suo impatto con i mutamenti intervenuti nella sua montagna, la Maled\u00eca, custode di una memoria collettiva e s\u2019inoltra nelle ripercussioni su di s\u00e9 del contatto con il mondo in seguito al suo insediamento a Milano, in \u00abun paesaggio ibrido\u00bb. La sua esperienza \u00e8 toccata dunque da una variet\u00e0 di paesaggi: \u00abi paesaggi del cuore (delle passioni amorose e alpinistiche), i paesaggi contaminati dalla guerra e dalla persecuzione antiebraica, i paesaggi trasformati dallo sviluppo industriale, i paesaggi dipinti e scritti da poeti e pittori tra Settecento e Ottocento, i paesaggi metropolitani composti di schegge di storia, memoria, natura, tecnologia\u00bb (p. 38).\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Interessata alle <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">empatie<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Boella propone l\u2019idea di estenderne le modalit\u00e0 relazionali comprensive della cura e della compassione al mondo pi\u00f9 che umano nel contesto dell\u2019ecologia, un\u2019idea che richiede una trasformazione radicale dell\u2019esperienza umana individuale, perch\u00e9 nel multiverso circostante non occupiamo pi\u00f9 una posizione centrale, essendo cambiato il nostro immaginario e con esso le interazioni con i corpi e gli oggetti che ci troviamo vicini e lontani:\u00a0 \u00abl\u2019esperienza empatica\u00bb diviene pertanto \u00abun antidoto nei confronti dell\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">impoverimento dei parametri sensuali e affettivi che nutrono il senso di realt\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, provocando il sentimento d\u2019impotenza oggi molto diffuso\u00bb (p. 44).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per superare l\u2019apatia, l\u2019ansia, il senso di perdita di fronte alla crisi ecologica e sociale determinata da processi globali governati da forze anonime (lo Stato, la finanza, il turbocapitalismo, le emissioni di anidride carbonica&#8230;), Boella invita a tenere conto dell\u2019approccio empatico che non offre soluzioni, ma sollecita a <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">prendere atto delle relazioni che ci attraversano e ci trasformano<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> trasformando la nostra visione del mondo. Abitiamo un mondo in cui coesistono diverse e varie comunit\u00e0 di organismi interdipendenti e interconnessi; dato il mutamento di paradigma, la specie umana non pu\u00f2 pi\u00f9 quindi arrogarsi alcuna superiorit\u00e0 sulle altre forme di vita; e ciascuno\/a di noi\u00a0 non pu\u00f2 pi\u00f9 continuare ad assistere\u00a0 da spettatore alle trasformazioni in corso, bens\u00ec avverte la necessit\u00e0 di fare spazio dentro di s\u00e9 al coinvolgimento nella relazione con ciascuna delle altre entit\u00e0, entrando cos\u00ec \u00abin contatto con la trama delle infinite differenze che fanno di ogni essere animato e inanimato un\u2019occasione di meraviglia, di minaccia, di indignazione per la crudelt\u00e0 e il disprezzo con cui \u00e8 trattato\u00bb (p. 51).\u00a0 \u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma come tenere insieme \u00abla prospettiva umana e l\u2019orizzonte impersonale dei processi del pianeta Terra in cui siamo implicati\u00bb? (p. 55). Come superare <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">il disorientamento esistenziale, etico e politico <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">nel vivere il tempo della storia umana e il tempo geologico e biologico nel mondo che condividiamo con gli altri umani e non umani e in un mondo esistito prima di noi e che esister\u00e0 dopo di noi? Boella richiama la prospettiva dello studioso di origini indiane Dipesh Chakrabarty, il quale \u00abritiene che i cambiamenti nel sistema Terra provocati dal capitalismo e dalla tecnologia non siano sufficienti per spiegare la situazione attuale poich\u00e9 restano aperti nei loro esiti, combinandosi con agenti indipendenti da quelli umani. Gli esseri umani da questo punto di vista sono nella stessa posizione delle altre specie, in competizione per la sopravvivenza e \u201cincidentali\u201d per quanto riguarda la storia del sistema Terra che contempla il ruolo di molteplici co-attori. Ci\u00f2 significa che il pianeta non si adatta al linguaggio della speranza e della disperazione, ancor meno alle illusioni e agli inquietanti effetti del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">geoengineering<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb (pp. 58-59).\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dinanzi al tempo breve delle decisioni umane e al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">deep time<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> delle trasformazioni del nostro pianeta in cui siamo tutti coinvolti, interconnessi come siamo con il multiverso biofisico, se desideriamo fare davvero i conti con il presente\u00a0 \u00e8 necessario cambiare modi di sentire, pensare e agire, e per farlo occorre, scrive Boella,\u00a0 il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">coraggio\u00a0 <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">di \u00abun\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">immaginazione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che aiuti a entrare in contatto con l\u2019imprevisto dell\u2019universo che ci circonda e favorisca un ritorno alla realt\u00e0\u00bb (p. 67), un\u2019immaginazione creativa che nulla ha a che vedere con le illusioni\u00a0 e le fantasticherie in cui volenti o nolenti siamo immersi e da cui siamo sommersi. \u00c8 questo il coraggio che alimenta le <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">pratiche empatiche<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di scienziate\/i, storiche\/storici, scrittrici e scrittori, artiste\/i che offrono \u00abuna serie di strategie discorsive, visuali e sensuali grazie alle quali i dilemmi dell\u2019ambientalismo contemporaneo diventano occasioni di esperienza personale, vengono incontrati in luoghi concreti attraverso l\u2019osservazione diretta, la presenza fisica e la cooperazione con altri, per trarne ispirazione e motivazione ad agire \u2013 in una parola, speranza\u00bb (p. 70).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alle pratiche empatiche di una filosofa sul campo (Dehlia Hannah), di uno storico del Romanticismo (Gilles D\u2019Arcy Wood), di una biologa della conservazione (Julianne Lutz Warren), di una naturalista diventata scrittrice (Helen Macdonald), di un gruppo di scienziati che sperimentano la riproduzione in vitro dei coralli nello scantinato di un museo (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Project Corals<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) e di un fotografo (Edward Burtnsky) sono dedicate le pagine pi\u00f9 commoventi del libro <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Per amore del mondo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Si tratta di storie di esperienze vissute fuori dagli archivi, dai laboratori, dai musei che tengono aperto lo spazio del futuro e trasmettono il senso e il valore della <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">capacit\u00e0 empatica<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, vale a dire la capacit\u00e0 di scommettere sull\u2019uscita dalla solitudine, dall\u2019apatia, dal disorientamento e di mettersi in ascolto di esseri concreti minacciati o estinti, di rispondere corpo e anima al loro richiamo, di partecipare dunque attivamente e responsabilmente in prima persona al destino del mondo stimolando l\u2019altrui collaborazione creativa, e non la competizione, e favorendo l\u2019incontro e la nascita di nuovi legami e nuove comunit\u00e0.\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da queste pagine traggo il racconto <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">crudele e surreale<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della cicogna M\u00e8nes a cui fu applicato nel 2013 in Ungheria un contrassegno satellitare: \u00abDopo la partenza dal nido, M\u00e8nes viaggia verso sud attraversando Romania, Bulgaria, Grecia, Turchia, Siria, Giordania e Israele, atterra in Egitto nella valle del Nilo, viene catturata da un pescatore e data in custodia alla polizia. Essendo dotata di un dispositivo elettronico sospetto poteva trattarsi di una spia\u00bb (p.85); liberata una volta fugati i sospetti di spionaggio, la si ritrova vicino ad Assuan oramai ridotta a un misero cadavere infangato. In un mondo nel quale abbondano i <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">tipping points<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (punti di non ritorno) non \u00e8 facile parlare di speranza, commenta Boella, che nondimeno evoca la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Spes<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di Andrea Pisano (Battistero di Firenze, porta sud) con le parole di Walter Benjamin: \u00abSeduta, leva impotente le braccia verso un frutto che le rimane irraggiungibile. E tuttavia \u00e8 alata. Nulla di pi\u00f9 vero\u00bb (p.86).\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A mio parere <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Per amore del mondo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> risponde alla crisi in corso che chiama in causa non solo i fattori economici e politici ma anche i nostri vissuti, il nostro coinvolgimento sensibile ed emotivo e ci sprona a prendere atto della \u00abnuova condizione umana\u00bb in un mondo che non ci \u00e8 pi\u00f9 familiare e nel quale non siamo solo agenti politici interdipendenti ma una vera e propria forza geologica interconnessa ad altre forze geologiche sulle quali non possiamo esercitare alcuna sovranit\u00e0. Laura Boella ha ragione nel definire <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019empatia come l\u2019unica capacit\u00e0 all\u2019altezza dei tempi che stiamo vivendo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">:\u00a0 anche se \u00e8 consapevole che con essa non si salver\u00e0 il pianeta, si potr\u00e0 tuttavia \u00abimmaginare\u00a0 nuovi modi per abitare la Terra come scena condivisa\u00bb (p. 106). Una scena \u00abin cui viene in primo piano il mondo che sta \u201ctra\u201d le persone, nella pluralit\u00e0 dei contesti sociali, antropologici, materiali. [&#8230;] Questo \u00e8 il mondo che deve durare, rilanciando le finalit\u00e0 del vivere insieme: come vivere, come agire, come lavorare sulla propria singolarit\u00e0, sull\u2019autonomia e la libert\u00e0 autentiche di ognuno aprendosi al mondo, ossia a un sistema di percezioni e di relazioni pi\u00f9 ampio che includa tutti gli abitanti del pianeta\u00bb (pp. 109-110).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo libro in ordine di pubblicazione di Laura Boella, Per amore del mondo. 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