{"id":2629633,"date":"2025-08-24T20:04:56","date_gmt":"2025-08-24T19:04:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2629633"},"modified":"2025-08-24T20:04:56","modified_gmt":"2025-08-24T19:04:56","slug":"campagna-israeliana-per-censurare-i-post-pro-palestina-su-facebook-e-instagram-le-prove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/08\/campagna-israeliana-per-censurare-i-post-pro-palestina-su-facebook-e-instagram-le-prove\/","title":{"rendered":"Campagna israeliana per censurare i post pro Palestina su Facebook e Instagram, le prove"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo forse l\u2019impressione di vedere un buon numero di messaggi postati sui social media a favore della resistenza palestinese, ma in realt\u00e0, secondo un gruppo di <em>whistleblower<\/em> (informatori)\u00a0 impiegati presso Meta \u2013 la Big Tech che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp \u2013 i messaggi che vediamo effettivamente sono <strong>solo una piccola parte<\/strong> di tutti i messaggi pro-Palestina che sono stati postati.\u00a0 La maggior parte non la potremo mai vedere perch\u00e9 \u00e8 svanita nel nulla, censurata.\u00a0 E, sempre secondo questi <em>whistleblower<\/em>, a promuovere la massiccia censura dei post contro il genocidio in corso a Gaza, c\u2019\u00e8 lo Stato sionista di Israele, con la piena complicit\u00e0 dei dirigenti di Meta.<\/p>\n<p>La denuncia di questi <em>whistleblower<\/em> appare in due documenti bomba che rivelano come oltre 90.000 post pro palestinesi sono stati indebitamente rimossi da Facebook e da Instagram su richiesta specifica del governo israeliano. I documenti offrono persino un esempio delle email che Israele ha scambiato con Meta per far sopprimere tutti quei post che Tel Aviv giudica &#8220;pro terroristi&#8221; o \u201cantisemiti\u201d.\u00a0 (In realt\u00e0, dicono i <em>whistleblower<\/em>, si tratta di normali messaggi di solidariet\u00e0 per la causa palestinese.) Inoltre, a causa dell\u2019effetto a cascata insito negli algoritmi usati da Meta per vagliare in automatico i messaggi postati sulle sue piattaforme, altri trentotto milioni di post pro Palestina sarebbero spariti nel nulla dal 7 ottobre 2023.\u00a0 In pratica, si tratta della pi\u00f9 grande operazione di censura di massa nella storia moderna, concludono questi informatici militanti che ora, con il loro sito \u201cICW\u201d (<em>International Corruption Watch<\/em>), hanno indossato anche i panni di giornalisti investigativi alla Julian Assange.<\/p>\n<p>Ma non si tratta soltanto di denunce di atti di censura.\u00a0 Le rivelazioni dell\u2019ICW mostrano come l\u2019Intelligenza Artificiale (IA) possa essere facilmente manipolata per dare risposte tendenziose<strong>:<\/strong> proprio quelle volute da chi ha i mezzi per \u201cavvelenare il pozzo\u201d dei dati, come, in questo caso, Israele.\u00a0 Si tratta di una denuncia che ci deve far riflettere tutti quanti.\u00a0 Perch\u00e9 se l\u2019IA pu\u00f2 essere manipolata, allora anche noi possiamo essere manipolati ogni volta che leggiamo una cosiddetta riposta \u201cobiettiva\u201d generata dall\u2019IA in una ricerca su Google, ogni volta che poniamo un quesito ad un\u2019app IA che si professa \u201cimparziale\u201d come Chat-GPT o, infine, ogni volta che scegliamo di guardare un video segnalataci da una lista creata dall\u2019IA di YouTube in base a sedicenti criteri di \u201cpopolarit\u00e0\u201d.\u00a0 (In un precedente studio, l\u2019ICW ha mostrato come, in realt\u00e0, gli algoritmi di You Tube \u2013 in maniera estremamente sottile \u2013 ci spingono a visionare video politicamente orientati a destra.)\u00a0 In altre parole, l\u2019apparente neutralit\u00e0 degli algoritmi IA usati non solo da Meta ma da tutte le Big Tech \u00e8 puramente illusoria e dobbiamo esserne consapevoli.<\/p>\n<p>Meta sostiene, invece, che i meccanismi che usa per censurare determinati messaggi postati sui suoi social media siano imparziali.\u00a0 Infatti, spiega Meta, in alto a destra di ogni post che appare su Facebook o su Instagram, c\u2019\u00e8 un tasto \u201c<em>Report<\/em>\u201d (\u201cSegnala\u201d) per consentire a chiunque di segnalare che quel post andrebbe rimosso \u2013 perch\u00e9, ad esempio, esso sprona alla violenza, usa la calunnia o costituisce bullismo.\u00a0 Quindi tutti gli utenti possono fare una \u201cproposta di rimozione\u201d (<em>take down request<\/em>) riguardante qualsiasi post che essi giudicano offensivo; saranno poi gli algoritmi IA di Meta a decidere se un post \u00e8 davvero da rimuovere o meno, in base ad una valutazione \u201cobiettiva&#8221;.\u00a0 In conclusione, secondo Meta, se spariscono tanti post pro Palestina dalle sue piattaforme, \u00e8 soltanto perch\u00e9 molti utenti li hanno segnalati come offensivi e l\u2019algoritmo \u201cobiettivo\u201d di Meta ha convalidato questo loro giudizio.<\/p>\n<p>Ma chi abbia usato il tasto \u201cReport\u201d sa benissimo che solo in alcuni casi una richiesta di rimozione fatta da un utente qualsiasi viene accettata.\u00a0 La procedura illustrata da Meta non pu\u00f2 spiegare la sparizione di trentotto milioni di post pro Palestina.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che Meta non dice pubblicamente, infatti, \u00e8 che esiste anche un secondo canale per far rimuovere post indesiderati ed \u00e8 proprio quello che ha usato Israele. Si tratta di un indirizzo email riservato, divulgato solo a governi o a grossi enti internazionali, che consente loro di presentare richieste di rimozione che verranno prese in carico prioritariamente, non da un algoritmo, ma da un essere umano (un \u201cverificatore\u201d). Molti governi, infatti, ricorrono a questa procedura per far censurare messaggi postati dai loro cittadini scontenti.\u00a0 Meta accoglie le loro richieste, almeno in parte, sia per accondiscendenza, sia per evitare che le sue piattaforme vengano oscurate in quei Paesi.<\/p>\n<p>Israele, invece, \u00e8 un caso a parte.\u00a0 Inoltra a Meta richieste di censurare i commenti critici postati dai propri cittadini solo nell&#8217;1,3% dei casi.\u00a0 (A titolo di paragone, il 95% delle richieste di rimozione fatte dal governo brasiliano riguarda messaggi postati dai cittadini brasiliani).\u00a0 Ci\u00f2 significa che nel 98,7% dei casi, il governo israeliano chiede a Meta di censurare messaggi pro Palestina postati sui social da cittadini che abitano <strong>fuori da Israele<\/strong>.\u00a0 E lo fa attraverso una sua<em> Cyber Unit<\/em> creata appositamente. Cos\u00ec, Israele risulta il Paese con il maggior numero di richieste di rimozione pro capite \u2013 tre volte di pi\u00f9 di qualsiasi altro.<\/p>\n<p>Non solo, ma a differenza di altri Paesi, Israele beneficia di un tasso di accettazione delle sue richieste del 94%, cifra che l\u2019ICW giudica palesemente forzata e anche pericolosa.\u00a0\u00a0 Infatti, siccome le accettazioni dei verificatori umani vengono poi usate per addestrare gli algoritmi IA, quegli algoritmi subiscono un \u201cavvelenamento\u201d anti-palestinese e cominciano poi a censurare in automatico ogni futuro post con contenuti simili a quelli rimossi dai verificatori umani su richiesta della <em>Cyber Unit<\/em>.\u00a0 In questa maniera, Israele riesce a censurare il resto del mondo.<\/p>\n<p>Un dato sorprendente emerge poi dalle rivelazioni dei <em>whistleblower<\/em> dell\u2019ICW. Il Paese con il maggior numero di richieste di rimozione fatte dalla <em>Cyber Unit<\/em> non sono gli Stati Uniti o un Paese europeo bens\u00ec l\u2019Egitto, che vanta il 21% del totale delle richieste di rimozione israeliane.\u00a0 Perch\u00e9 questa attenzione particolare all\u2019Egitto? I documenti sul sito dell\u2019ICW non lo dicono, ma \u00e8 facile indovinare<strong>:<\/strong> Facebook \u00e8 il primario strumento di comunicazione tra gli egiziani ed \u00e8 stata proprio una valanga di post su Facebook che ha innescato, nel gennaio e febbraio del 2011, manifestazioni anti-governative gigantesche in piazza Tahrir al Cairo (alcune con due milioni di partecipanti) e la conseguente caduta del regime del dittatore Mubarak.\u00a0 Oggi, un simile massiccio tam-tam di post Facebook contro il blocco degli aiuti umanitari per Gaza al varco di Rafah potrebbe innescare un massiccio assalto popolare a quel varco. Infatti, esso si trova a soli cinque ore di macchina dal Cairo.\u00a0 Chiaramente, dunque, Israele ha ogni interesse a prevenire una simile protesta: se i manifestanti fossero due milioni come nel 2011, il loro assalto al varco sarebbe incontrollabile.\u00a0 Da qui l\u2019assoluta priorit\u00e0 data alla rimozione dei post egiziani pro Palestina.<\/p>\n<p>I documenti fatti trapelare dai <em>whistleblower<\/em> di Meta sono stati elaborati da un informatico specializzato in IA, che si fa chiamare &#8220;nru&#8221;, per creare due documenti che egli ha poi pubblicato sul <a href=\"https:\/\/bsky.app\/profile\/icw-nru.bsky.social\">sito ICW NRU<\/a>, <em>Meta Leaks Part 1<\/em> l\u201911 agosto 2025 e <em>Meta Leaks Part 2<\/em> il 15 agostohttps:\/\/bsky.app\/profile\/icw-nru.bsky.social.\u00a0 I due documenti esistono anche in formato pdf, la <a href=\"https:\/\/archive.org\/download\/meta_leaks_part_1\/meta_leaks_part_1_release_copy.pdf\">prima parte si trova qui<\/a> e la <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/meta_leaks_part_2\/mode\/1up?view=theater\">seconda parte qui<\/a>. https:\/\/archive.org\/details\/meta_leaks_part_2\/mode\/1up?view=theater Una bozza della prima parte \u00e8 apparsa l&#8217;11 aprile 2025 su <a href=\"https:\/\/www.dropsitenews.com\/p\/leaked-data-israeli-censorship-meta\">DropSite News<\/a>, ma senza provocare reazioni.\u00a0 Ci\u00f2 non significa, tuttavia, che la censura dei post pro Palestin da parte di Meta sia passata inosservata o che non susciti interesse.<\/p>\n<p>Anzi, gi\u00e0 un anno e mezzo fa (21 dicembre 2023), Human Rights Watch (HRW) ha <a href=\"https:\/\/www.hrw.org\/sites\/default\/files\/media_2023\/12\/ip_meta1223%20web.pdf\">formalmente accusato Meta<\/a> di censurare con sistematicit\u00e0 una buona parte dei commenti pro Palestina postati su Instagram e Facebook. \u00a0Come prove, HRW ha raccolto e analizzato le lamentele di un migliaio di utenti di queste piattaforme i cui post sono stati fatti sparire da Meta. Purtroppo, si tratta di prove necessariamente indirette perch\u00e9 HRW non ha accesso agli algoritmi usati; quindi Meta ha potuto attribuire le soppressioni dei post a non meglio precisate \u201cimperfezioni in alcuni suoi algoritmi\u201d (&#8220;<em>bug<\/em>&#8220;) che ha poi promesso di correggere col tempo.\u00a0 E cos\u00ec, tutto \u00e8 finito l\u00ec.<\/p>\n<p>Ora, invece, grazie alle rivelazioni di un piccolo gruppo di <em>whistleblower<\/em> all&#8217;interno di Meta, abbiamo le prove concrete che Meta continua a censurare i post pro Palestina, consapevolmente e impunemente.<\/p>\n<p>Infine, grazie alla loro denuncia della tecnica di \u201cavvelenamento del pozzo\u201d dei dati praticata da Israele, abbiamo un\u2019idea pi\u00f9 chiara dei limiti dell\u2019Intelligenza Artificiale.\u00a0 L\u2019IA \u00e8 palesemente un \u201cpappagallo stocastico\u201d, ovvero una creatura che \u201cparla\u201d usando calcoli di probabilit\u00e0 al posto di una vera consapevolezza di quello che dice.\u00a0 Questo pappagallo pu\u00f2 essere ammaestrato, poi, a presentare prioritariamente le informazioni che i suoi padroni hanno voluto, con maggiore insistenza, fargli incamerare.\u00a0 In altre parole, apprendiamo che chiunque controlli l&#8217;addestramento di un\u2019IA controller\u00e0 le basi e influenzer\u00e0 le possibilit\u00e0 di deduzione grazie a cui quell\u2019IA creer\u00e0 le sue risposte.\u00a0 Oggi chi controlla l\u2019IA in Occidente \u00e8 una manciata di miliardari della Silicon Valley legati alla lobby sionista, ma anche a tutte le pi\u00f9 grosse lobby.<\/p>\n<p>In conclusione, l\u2019IA \u00e8 da usare, s\u00ec, ma con cautela; in quanto ai prodotti Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp)<strong>,<\/strong> meglio smettere di usarli.\u00a0 Per quanto riguarda la vicenda Meta Leaks, essa svela solo uno dei vari intrighi escogitati dai sionisti per soffocare il grido che sale da Gaza. Vanno contrastati risolutamente, tutti quanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo forse l\u2019impressione di vedere un buon numero di messaggi postati sui social media a favore della resistenza palestinese, ma in realt\u00e0, secondo un gruppo di whistleblower (informatori)\u00a0 impiegati presso Meta \u2013 la Big Tech che gestisce Facebook, Instagram 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