{"id":2626864,"date":"2025-08-13T16:45:04","date_gmt":"2025-08-13T15:45:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2626864"},"modified":"2025-08-13T16:47:09","modified_gmt":"2025-08-13T15:47:09","slug":"gaza-breve-storia-dellagricoltura-che-fu-e-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/08\/gaza-breve-storia-dellagricoltura-che-fu-e-domani\/","title":{"rendered":"Gaza. Breve storia dell\u2019agricoltura che fu. E domani?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Solo l\u20191,5% della terra disponibile per la coltivazione a Gaza, ovvero 232 ettari,\u00a0 \u00e8 al tempo stesso accessibile (caratteristica che riguarda ormai solo l\u20198,6% del totale, 1.300 ettari) e non danneggiato. Lo spiega una recentissima valutazione di <\/span><b>Fao-Unosat <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(United Nations Satellite Centre) <\/span><a href=\"https:\/\/openknowledge.fao.org\/items\/3a966c1f-c31b-4550-90bb-eca8efbe9c1f\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/openknowledge.fao.org\/items\/3a966c1f-c31b-4550-90bb-eca8efbe9c1f<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> . Per il resto, l\u201986,1% (12.962 ettari) \u00e8 danneggiato, il 12,4% (1858 ettari) non \u00e8 danneggiato ma attualmente non \u00e8 accessibile. Allo stesso modo, il cibo a titolo di aiuti \u00e8 disponibile ma il suo accesso \u00e8 bloccato e questo ha portato la popolazione a una carestia su larga scala. Oltre a permettere con urgenza il passaggio degli aiuti, si tratterebbe anche di sostenere la produzione locale di alimenti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I dati Fao sono usciti negli stessi giorni in cui l\u2019esercito israeliano faceva demolire <\/span><a href=\"https:\/\/viacampesina.org\/en\/2025\/08\/destruction-of-the-hebron-seed-bank-peasant-organizations-across-regions-express-outrage\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/viacampesina.org\/en\/2025\/08\/destruction-of-the-hebron-seed-bank-peasant-organizations-across-regions-express-outrage\/<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> a colpi di bulldozer uno dei due siti della <\/span><b>Banca dei semi palestinesi a Hebron<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, nata nel 2010 per raccogliere e conservare sementi locali, memoria di un popolo. Quanto a Gaza, la sua unica Banca dei semi <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">baladi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, che si trovava ad al Qarara, \u00e8 stata distrutta dai bombardamenti israeliani nel dicembre 2023\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E in un\u2019operazione quasi fantascientifica, un anno fa vari ricercatori e attivisti impegnati nel progetto di ricerca agro-ecologico <\/span><b>Gaza Foodways<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (che era stato interrotto nell\u2019ottobre 2023) pubblicava sulla rivista online \u00ab<\/span><b>Rooted<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb <\/span><a href=\"https:\/\/rooted-magazine.org\/2024\/08\/01\/whats-next-for-gazas-food-systems\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/rooted-magazine.org\/2024\/08\/01\/whats-next-for-gazas-food-systems\/<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0 un documento ripreso poi nel marzo 2025 dalla <\/span><b><i>Rivista contadina<\/i><\/b> <span style=\"font-weight: 400;\">con un titolo che potrebbe sembrare fantascientifico <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00abCosa succeder\u00e0 ai sistemi alimentari di Gaza?\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Impossibile non partire dall\u2019attualit\u00e0, con il cibo usato come arma di guerra e la terra e l\u2019acqua gravemente inquinate dal conflitto. Ma autrici e autori celebrano anche la ricca cultura alimentare di Gaza, un sistema agricolo e alimentare noto come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">baladi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, portato avanti dai contadini (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">fellahin<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) nella loro storica lotta per la protezione della terra, cruciale nella resistenza all\u2019occupazione. \u00abLe variet\u00e0 locali di olivo, palme da datteri, agrumi e uva sono state adattate nel corso delle generazioni per far fronte alle condizioni sabbiose e saline lungo la costa; i terreni pi\u00f9 pesanti a base di argilla nella parte orientale mantengono l\u2019umidit\u00e0 e la fertilit\u00e0 sufficienti per sostenere un\u2019agricoltura alimentata dalle piogge\u00bb, con cereali, alberi da frutta, ovini.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A causa dello sfollamento forzato di famiglie prevalentemente contadine dalla Palestina storica nel 1947-9 e di nuovo nel 1967, la popolazione di Gaza \u00e8 cresciuta a dismisura. Gi\u00e0 prima dell\u2019aggressione, il 74% dei gazawi erano rifugiati: \u00abLa maggior parte erano senza terra, affittavano terreni o producevano sui tetti negli otto campi profughi. Dal censimento del 2017, nessuna terra a Gaza \u00e8 stata classificata come rurale e l\u2019agricoltura si svolge nelle citt\u00e0 e attorno a esse, ed \u00e8 sempre pi\u00f9 compressa fra l\u2019espansione urbana e l\u2019annessione delle terre di confine da parte di Israele. Ciononostante, un quarto della popolazione traeva il proprio sostentamento dall\u2019agricoltura familiare su piccola scala e tre quarti erano donne\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Con il blocco illegale dal 2007 muri di sicurezza e recinzioni limitavano il movimento in entrata e uscita delle merci, e la<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> no-go zone<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> israeliana impediva l\u2019accesso alle terre pi\u00f9 fertili mettendo fuori uso un terzo dei terreni agricoli totali. Chi si avvicinava troppo, non di rado veniva colpito. Comunque, \u00abin un atto di resistenza ad alto rischio, i contadini hanno continuato a piantare colture <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">baladi <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">come grano, orzo, lenticchie e ortaggi\u00bb. L\u2019irrorazione di erbicidi da parte di Israele ha danneggiato centinaia di ettari. le incursioni con i bulldozer hanno fatto il resto. La contaminazione da ordigni inesplosi c\u2019era gi\u00e0, anche prima della guerra iniziata a Gaza l\u20198 ottobre. Attacchi aerei e invasioni di terra prendevano di mira le infrastrutture alimentari e idriche.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Eppure nonostante bombardamenti e incursioni, Gaza per alcuni anni era riuscita a rimanere autosufficienti per frutta e verdura. Per\u00f2, i tentativi di ridurre la dipendenza dagli aiuti e dalle importazioni israeliane hanno avuto un costo. Agronomi e Ong hanno dato priorit\u00e0 ai metodi di produzione intensiva; importando input chimici da Israele. Tutto il settore si \u00e8 indebitato, anche a causa dei cambiamenti climatici e delle difficolt\u00e0 economiche indotte dai blocchi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tutto cambia nell\u2019ottobre 2023. E a maggio 2024, risultava gi\u00e0 danneggiata la met\u00e0 dei terreni e il 70% delle serre.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le due ricercatrici e i due ricercatori operavano in precedenza <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">per sostenere il passaggio da un\u2019agricoltura dipendente e industrializzata a un\u2019alternativa basata sull\u2019agroecologia e la sovranit\u00e0 alimentare a livello urbano e territoriale.\u00a0 Obiettivo: rafforzare la ricerca, la pratica e la creazione di politiche agroecologiche urbane guidate da donne promuovendone la partecipazione a tutti i livelli del sistema alimentare. Pochi giorni prima dall\u2019attacco a Gaza, avevano avviato il primo corso di laurea professionale in lingua araba in agroecologia urbana e sovranit\u00e0 alimentare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tutto interrotto, anche se la rete creata non si \u00e8 sciolta e ha anche contribuito a creare cucine comunitarie. C\u2019erano, ancora nel 2024, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00abprogetti per ricostruire l\u2019unica banca dei semi<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> baladi <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">a Gaza (\u2026)\u00bb. I semi come una nuova moneta comune, portati con s\u00e9 durante gli spostamenti e piantati accanto ai rifugi temporanei e sui terreni recuperati. \u00abUna manifestazione della cura e della fermezza collettiva della popolazione di Gaza\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Poi tutto \u00e8 cambiato. Le autrici e gli autori concludono cos\u00ec: la guerra continua a devastare l\u2019intero sistema alimentare di Gaza come il suo tessuto sociale e per il \u00abgiorno dopo\u00bb, oltre la fine del conflitto, stanno emergendo due visioni distinte e incompatibili del futuro del cibo e dell\u2019agricoltura.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il futuro\u2026 sembra difficile pensarci, di fronte a fatti e progetti contrari a ogni logica e umanit\u00e0. Comunque ecco le due visioni descritte. \u00abLa prima \u00e8 incentrata sula <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">climate-smart agriculture <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">e sull\u2019intelligenza artificiale, un futuro alimentare ad alta intensit\u00e0 tecnologica e di input, estrattivo, verticale e privo di persone, dipendente dal capitale globale. Le forze della colonizzazione e del neoliberismo hanno a lungo cospirato per trasformare il sistema alimentare di Gaza, erodendo le sue abitudini alimentari e imponendo una dipendenza totale. La distruzione di Gaza e la sua ricostruzione rappresentano opportunit\u00e0 di investimento. La fattibilit\u00e0 di una crescente dipendenza da input privati e importati preoccupa, perch\u00e9 l\u2019accesso pu\u00f2 essere negato da Israele o tagliato o distrutto. Inoltre la concentrazione del potere sul sistema alimentare nelle mani del capitale internazionale collega agribusiness, biotech e complesso militare industriale\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019altra visione, quella dell\u2019agroecologia basata sulle tradizioni alimentare <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">baladi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, \u00e8 diversificata, legata al territorio e incentrata sulle persone; cerca di attingere alle tradizioni alimentari di Gaza, ad alta intensit\u00e0 di conoscenza, attraverso policolture adattate localmente, e si concentra sull\u2019obiettivo della salute ecologica e umana (che comporter\u00e0 anche una faticosa bonifica del territorio).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli autori mettono le mani avanti: in piena guerra, \u00abnon \u00e8 chiaro quale delle due visioni sceglier\u00e0 Gaza e nemmeno se questo \u00e8 nelle sue possibilit\u00e0\u00bb. Cambier\u00e0 anche la demografia, con molte pi\u00f9 donne come capofamiglia. Occorre un ripensamento radicale anche per mettere al centro le conoscenze, competenze e necessit\u00e0 delle donne.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sempre che rimanga una popolazione, nella Striscia. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo l\u20191,5% della terra disponibile per la coltivazione a Gaza, ovvero 232 ettari,\u00a0 \u00e8 al tempo stesso accessibile (caratteristica che riguarda ormai solo l\u20198,6% del totale, 1.300 ettari) e non danneggiato. 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