{"id":2626019,"date":"2025-08-10T17:20:05","date_gmt":"2025-08-10T16:20:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2626019"},"modified":"2025-08-10T17:27:14","modified_gmt":"2025-08-10T16:27:14","slug":"occupazione-militare-a-gaza-e-pratiche-di-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/08\/occupazione-militare-a-gaza-e-pratiche-di-resistenza\/","title":{"rendered":"Occupazione militare a Gaza e pratiche di resistenza"},"content":{"rendered":"<p>1. La decisione del Consiglio di Guerra israeliano di occupare militarmente Gaza City con la prospettiva di deportare oltre un milione e mezzo di persone in grandi campi di concentramento, anche in diversi paesi africani, costituisce una svolta forse irreversibile del conflitto e impone una riconsiderazione non solo di tutti i rapporti militari ed economici con Israele, ma anche del regime giuridico, previsto dalla Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 sui territori occupati e sui diritti di difesa della popolazione civile, anche rispetto ai <strong><a href=\"https:\/\/www.iconografie.it\/tempolinea\/paradigma-gaza\/\">progetti di colonizzazione dell\u2019intera Striscia.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>La Quarta Convenzione di Ginevra e il primo Protocollo del 1977, riconoscono agli abitanti del territorio occupato la qualifica di \u00abpersone protette\u00bb. L\u2019<a href=\"https:\/\/ihl-databases.icrc.org\/applic\/ihl\/ihl.nsf\/Article.xsp?action=openDocument&amp;documentId=77068F12B8857C4DC12563CD0051BDB0\">art. 49, VI cpv.<\/a>\u00a0della citata Quarta Convenzione di Ginevra, vieta alla potenza occupante di \u00abtrasferire parte della propria popolazione civile in territorio occupato\u00bb. Costituisce\u00a0<strong>crimine di guerra<\/strong>, ai sensi dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.icc-cpi.int\/nr\/rdonlyres\/ea9aeff7-5752-4f84-be94-0a655eb30e16\/0\/rome_statute_english.pdf\">art. 8(2)(b)(viii)<\/a>\u00a0dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, il \u00abtrasferimento, diretto o indiretto, ad opera della potenza occupante, di parte della propria popolazione civile nei territori occupati o la deportazione o il trasferimento di tutta o di parte della popolazione del territorio occupato all\u2019interno o all\u2019esterno di tale territorio\u00bb.<\/p>\n<p>Da crimini di guerra non pu\u00f2 derivare il ripristino della pace e dell\u2019ordine internazionale, ma solo il moltiplicarsi di conflitti e distruzioni. Gli Stati Uniti che con Trump sono schierati accanto a Netanyahu non hanno evidentemente appreso alcuna lezione dalla loro storia recente, dall\u2019Iraq all\u2019Afghanistan, e gli altri paesi occidentali sembrano incapaci di liberarsi dal giogo della potenza militare, ed economica, americana. All\u2019invasione militare, dopo mesi e mesi di bombardamenti e uccisioni mirate di donne e bambini, seguir\u00e0 una profonda inversione di senso nella narrazione di quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza, nei territori occupati della Cisgiordania, e nell\u2019intero Stato di Israele.<\/p>\n<p>Da oggi non si potr\u00e0 pi\u00f9 parlare, ammesso che sia stato possibile in passato, di diritto di difesa di Israele, ma si dovr\u00e0 considerare, davanti a tutto, il diritto di difesa del Popolo palestinese. Finisce qui la tragica farsa di Israele come Stato democratico. Il 19 luglio dello scorso anno, nell\u2019indifferenza generale,<strong><a href=\"https:\/\/www.icj-cij.org\/sites\/default\/files\/case-related\/186\/186-20240719-adv-01-00-en.pdf\">\u00a0la Corte internazionale di giustizia ha condannato l\u2019occupazione israeliana della Palestina<\/a><\/strong>, compresa Gerusalemme Est. Adesso non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile escludere la configurabilit\u00e0 di uno stato di occupazione della Striscia di Gaza ai sensi dell\u2019<a href=\"https:\/\/ihl-databases.icrc.org\/applic\/ihl\/ihl.nsf\/Article.xsp?action=openDocument&amp;documentId=01D426B0086089BEC12563CD00516887\">art. 42<\/a>\u00a0del\u00a0<strong>Regolamento annesso alla IV Convenzione dell\u2019Aia sulle leggi e gli usi della guerra terrestre.<\/strong><\/p>\n<p>2.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.dirittoconsenso.it\/2021\/05\/29\/occupazione-dei-territori-palestinesi-nel-diritto-internazionale\/\">Le norme sui conflitti armati internazionali proibiscono a una potenza occupante di utilizzare la forza armata contro un proprio territorio occupato.<\/a><\/strong>\u00a0Per tutte le parti in conflitto si dovr\u00e0 applicare il<strong><a href=\"https:\/\/cri.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Diritto_Internazionale_Umanitario._Risposte_alle_vostre_domande.pdf\">\u00a0diritto umanitario internazionale in situazioni di guerra<\/a><\/strong>, con la tutela prioritaria della popolazione civile, ma anche con le garanzie che vanno riconosciute ai combattenti. La decisione di occupazione di Gaza assunta da Netanyahu allontana qualsiasi prospettiva di pace, legittima la resistenza armata, e soprattutto tende a rendere impraticabile la soluzione suggerita da anni dalle Nazioni Unite dei \u201cdue Stati\u201d e del riconoscimento dello Stato di Palestina.<\/p>\n<p>Con una vera e propria \u201csoluzione finale\u201d, con la morte di altre migliaia e migliaia di persone,<strong><a href=\"https:\/\/www.iconografie.it\/tempolinea\/paradigma-gaza\/\">\u00a0e con la deportazione di massa<\/a><\/strong>, si mira ad eliminare quell\u2019elemento costitutivo dello Stato che \u00e8 la popolazione. Un vero e proprio annientamento di un popolo, che riporta alla memoria il periodo nazista, non per lavori forzati o attraverso l\u2019eutanasia dei malati, ma con la fame di massa e il blocco delle cure mediche. Inoltre, con l&#8217;occupazione, verr\u00e0 meno l\u2019altro elemento costitutivo di uno stato, il territorio. Un obiettivo perseguito da anni da Israele, che ormai controlla, oltre ai territori occupati, la maggior parte della Striscia di Gaza, nella totale impunit\u00e0 garantita dalla comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Per mesi, anche nel nostro paese, nessun esponente di governo ha raccolto gli appelli di pace, schierandosi sempre a ridosso di Israele, mentre l\u2019Unione europea si \u00e8 trovata divisa ed alla merc\u00e8 delle piroette di Trump. Per questa ragione oggi \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente la complicit\u00e0 di tutti quegli stati, come l\u2019Italia, che, <strong><a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/mondo\/2025\/08\/09\/guerra-israele-palestina-gaza-9-agosto-diretta\">malgrado tardivi ripensamenti<\/a><\/strong>\u00a0sul genocidio in corso, non hanno ancora riconosciuto lo Stato di Palestina, continuando a rifornire di armi l\u2019esercito israeliano.<\/p>\n<p>Oltre alle responsabilit\u00e0 dello Stato, sono configurabili anche responsabilit\u00e0 individuali.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/avs-denuncia-il-governo-italiano-alla-cpi-per-complicita-nel-genocidio\">Come \u00e8 stato recentemente denunciato<\/a><\/strong>, \u201ci singoli membri del governo\u201d se ritenuti \u201cresponsabili delle decisioni di continuare a trasferire le armi, potrebbero essere ritenuti penalmente responsabili, se si dimostra che erano consapevoli che la loro attivit\u00e0 ha agevolato crimini internazionali\u201d.<\/p>\n<p>Il genocidio \u00e8 attualmente punito in Italia dalla Legge n. 962\/1967, adottata allo scopo di assicurare l\u2019adeguamento dell\u2019ordinamento interno alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione e repressione del crimine di genocidio del 1948. Tra i casi di genocidio rientrano la sottoposizione di membri del gruppo a condizioni di vita tali da determinare la distruzione fisica, totale o parziale, di quest\u2019ultimo (art. 1, co. 2) e la deportazione di membri del gruppo (art. 2).<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/armi-a-israele-le-responsabilita-giuridiche-dellitalia-e-dei-suoi-attori-pubblici-e-privati\/\">Come \u00e8 stato osservato,<\/a><\/strong>\u00a0\u201cla continuazione dell\u2019esportazione di armi da guerra, componenti per armamenti pesanti, munizioni, sostanze ad alto potenziale esplosivo come il nitrato di ammonio, cordoni detonanti ed isotopi radioattivi, verso Israele da parte dell\u2019Italia costituisce una violazione manifesta dell\u2019obbligo di prevenzione del genocidio\u201d.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/armi-a-israele-le-responsabilita-giuridiche-dellitalia-e-dei-suoi-attori-pubblici-e-privati\/\">Si aggiunge<\/a><\/strong>\u00a0che \u201cnon \u00e8 necessario che lo Stato complice condivida l\u2019intento genocidario, ossia l\u2019intento di distruggere il gruppo protetto. \u00c8 sufficiente che sia consapevole del rischio che il genocidio venga commesso e che fornisca un contributo che, anche indirettamente, rafforzi o faciliti l\u2019azione dello Stato che commette atti genocidi\u201d.<\/p>\n<p>Non solo, ma \u201calla responsabilit\u00e0 dello Stato per complicit\u00e0 in atti genocidari, pu\u00f2 affiancarsi anche una responsabilit\u00e0 penale individuale di funzionari pubblici e dirigenti privati, qualora abbiano contribuito alla commissione di crimini internazionali quali genocidio, crimini di guerra o crimini contro l\u2019umanit\u00e0\u201d.\u00a0<strong>Non sarebbe in astratto difficile, nel caso italiano, come in altri Stati europei, accertare tutte queste responsabilit\u00e0 fino ai livelli istituzionali pi\u00f9 elevati.<\/strong><\/p>\n<p>Nel caso assai probabile in cui questo accertamento di responsabilit\u00e0 fosse impedito per ragioni di sicurezza nazionale, magari con l\u2019apposizione del \u201csegreto di Stato\u201d, il lavoro di indagine dovr\u00e0 procedere con determinazione ancora maggiore. La denuncia pubblica delle responsabilit\u00e0 e delle complicit\u00e0, dovr\u00e0 avere la stessa forza di una condanna in sede giurisdizionale, almeno sotto il profilo del ritorno al principio di realt\u00e0, contro tutte le mistificazioni e le dichiarazioni, ipocrite o mendaci, diffuse in questi tempi sul conflitto in Palestina.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.invictapalestina.org\/archives\/57451?fbclid=IwY2xjawMFiMlleHRuA2FlbQIxMQABHl3A-u8EcuZ4scQitc8FI5X9CsbnsAz6yCqraPNm3u6n4yVP0q0e0pdJxA3v_aem_1WQAI3s_HvVNTHEPnlsotg\">Ed anche sul piano della giurisdizione nazionale<\/a><\/strong>\u00a0dovrebbero essere perseguiti gli autori dei crimini contro l\u2019umanit\u00e0 commessi in territorio palestinese, con procedimenti che potrebbero svelare tutte le complicit\u00e0 nascoste.<\/p>\n<p>3. Il riconoscimento dello Stato di Palestina adesso potrebbe diventare meramente simbolico in un contesto di sistematica devastazione del territorio e di distruzione di tutte le infrastrutture civili, con il completo abbattimento del sistema di garanzie delle popolazioni civili imposto dal diritto internazionale, fino alla pratica quotidiana del genocidio per fame ed assenza di cure. Per effetto dell<strong><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/08\/08\/occupazione-striscia-di-gaza-approvata-israele\/\">&#8216;occupazione militare di Gaza<\/a><\/strong>, la popolazione civile sar\u00e0 ancora pi\u00f9 esposta all\u2019alternativa di morire d\u2019inedia o sotto il fuoco delle armi dell\u2019esercito israeliano e dei\u00a0<em>contractor<\/em>\u00a0che lo affiancano.<\/p>\n<p>Persino gli aiuti lanciati dal cielo stanno diventando occasione di morte per i colpi dei cecchini, se non per schiacciamento sotto le grandi piattaforme rigide che vengono paracadutate. Tutto questo non potr\u00e0 mai essere giustificato con il diritto all\u2019autodifesa o con la necessit\u00e0 di liberare ostaggi, che il governo israeliano sta abbandonando al loro destino.<\/p>\n<p>Il vero obiettivo di Netanyahu \u00e8 oggi costituito dalla identificazione di tutti gli abitanti di Gaza, persino donne, bambini e malati, come parte di una resistenza armata, in modo da legittimare pratiche ancora pi\u00f9 atroci di eliminazione fisica. Intanto<strong><a href=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/cisgiordania-sotto-attacco-un-reportage-sulla-resistenza-palestinese\/\">\u00a0in Cisgiordania<\/a><\/strong>\u00a0procede inarrestabile la pulizia etnica e la cancellazione quotidiana della dignit\u00e0 umana della popolazione araba residente in quei territori. Ovunque potrebbe moltiplicarsi il ricorso ad azioni di guerriglia. Ma la distinzione tra popolazione civile e milizie armate, alla base del diritto umanitario internazionale, deve rimanere salda anche in caso di conflitti in una zona occupata, e chi la disconosce si macchia di un crimine di guerra.<\/p>\n<p>La partita sempre pi\u00f9 sporca che si sta giocando sulla pelle degli ostaggi a Gaza non potr\u00e0 permettere alcuna riabilitazione del governo israeliano che oggi antepone alla loro vita le esigenze politiche di Netanyahu e dei suoi ministri. L\u2019Italia che fece una guerra di resistenza all\u2019occupazione tedesca, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, non pu\u00f2 essere complice di crimini di guerra commessi impunemente ai danni della popolazione civile.<\/p>\n<p>Il<strong><a href=\"https:\/\/spacelaw.univie.ac.at\/fileadmin\/user_upload\/p_spacelaw\/EPIL_SelfDefence.pdf\">\u00a0principio di autodifesa<\/a><\/strong>\u00a0non potr\u00e0 essere applicato ad Israele, potenza occupante, ma semmai allo Stato di Palestina occupato, nel rispetto dei criteri di necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0. Il diritto internazionale deve essere ripristinato per tutti, e nel passaggio dallo stato di guerra alla tregua, e poi alla pace, \u00e8 fondamentale che questo principio valga contemporaneamente sia nella Striscia di Gaza che in territorio israeliano ed in Cisgiordania.<\/p>\n<p>Appare assai difficile, comunque, pensare che forme diverse di resistenza armata possano comportare oggi la liberazione della Striscia di Gaza, o il ripristino dei confini del 1967. Occorre invece, per raggiungere questi obiettivi, costruire pratiche di resistenza non violenta attraverso la solidariet\u00e0 internazionale, con una crescente pressione sui governi occidentali, con un recupero del multilateralismo e dell\u2019ONU, e con azioni dirette dall\u2019estero, come la<strong><a href=\"https:\/\/freedomflotilla.org\/it\/home-italiano\/\">\u00a0Freedom Flotilla,<\/a><\/strong>\u00a0perch\u00e8 quello che succede a Gaza ed in tutta la Palestina, oltre alle vittime palestinesi, condanna a politiche di morte le societ\u00e0 nelle quali viviamo. A partire dall\u2019esplosione della spesa pubblica per le armi e la sicurezza, e la sua ricaduta sulla spesa sociale. Per non parlare degli effetti devastanti dell\u2019assuefazione a violazioni dei diritti umani sempre pi\u00f9 gravi, che sarebbero giustificate dalla logica della guerra. Ma che ci riportano all\u2019epoca degli Stati autoritari, nazionalisti, e della violazione sistematica del diritto internazionale.<\/p>\n<p>4. Sono\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/2025\/07\/31\/tre-quarti-onu-riconosce-palestina-stato\/\">147 i paesi nel mondo, tre quarti dei paesi membri dell\u2019 ONU, che hanno riconosciuto lo stato di Palestina.<\/a><\/strong> Come da tempo numerose risoluzione delle Nazioni Unite e di altri organismi internazionali hanno condannato le violazioni commesse da Israele. L\u2019occupazione di Gaza si configura dunque come un\u2019invasione di territorio da parte di uno stato straniero e, al di l\u00e0 dell\u2019intento genocidario sul quale dovr\u00e0 pronunciarsi la giustizia internazionale, produrr\u00e0 la moltiplicazione degli scontri armati e delle vittime civili. Perch\u00e8 tutta Gaza potrebbe diventare un campo di combattimento, strada per strada. E in Cisgiordania gli scontri potrebbero deflagrare anche a fronte delle crescenti violenze dei coloni, malgrado <strong>gi\u00e0 nel 2016 il Consiglio di Sicurezza ONU,<\/strong>\u00a0nella<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.un.org\/webcast\/pdfs\/SRES2334-2016.pdf\">risoluzione<\/a><\/strong>\u00a0n. 2334, avesse condannato la costruzione e l\u2019espansione degli insediamenti e le correlate \u00abconfische, demolizioni di abitazioni e sgomberi\u00bb di civili Palestinesi susseguitesi negli anni.<\/p>\n<p>Oggi<strong><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/08\/10\/occupazione-gaza-dubbi-idf-operazione-notizie\/8090452\/\">\u00a0l\u2019occupazione militare della Striscia di Gaza<\/a><\/strong>\u00a0si configura come il pi\u00f9 grave atto di aggressione mai compiuto da Israele ai danni del popolo Palestinese. Di fronte a questo atto, nei limiti stabiliti dal diritto internazionale, si potranno verificare pratiche diverse di resistenza, previste pure dal diritto internazionale in caso di occupazione militare, ma se resteranno all\u2019interno della Striscia di Gaza e dei Territori occupati, non avranno alcuna possibilit\u00e0 di successo, e potrebbero aggravare ulteriormente le condizioni gi\u00e0 disperate della popolazione civile. Sul piano dell\u2019informazione dominante e del consenso internazionale, anzi, potrebbero avere effetti propagandistici a favore dello Stato di Israele.<\/p>\n<p>P<strong>er bloccare questa strage infinita, per riaprire spiragli alla pace, occorre estendere la pratica della solidariet\u00e0 internazionale nei confronti della popolazione di Gaza, ripristinare il diritto internazionale con il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina e del diritto all\u2019autodeterminazione del suo popolo<\/strong>, con sanzioni, fino all&#8217;interruzione dei rapporti diplomatici ed economici con Israele, fino a quando non accetter\u00e0 le risoluzioni delle Nazioni Unite ed i verdetti di condanna della Giustizia internazionale.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 anche necessario rimuovere da subito i blocchi ai valichi di frontiera ed il blocco navale. il Comitato Internazionale della Croce Rossa, fin dal 2010 <a href=\"https:\/\/www.icrc.org\/en\/doc\/resources\/documents\/update\/palestine-update-140610.htm\"><strong>denunciava<\/strong><\/a>\u00a0l\u2019impossibilit\u00e0 di fronteggiare la situazione disperata\u00a0di Gaza tramite aiuti umanitari, sottolineando come l\u2019unica soluzione sostenibile fosse la rimozione del blocco. Sono anni e anni ormai che a pagare le conseguenze delle politiche di embargo \u00e8 stata soprattutto la popolazione civile, ingiustamente colpita e sottoposta a gravi privazioni per atti commessi da terzi, in violazione dell\u2019<a href=\"https:\/\/ihl-databases.icrc.org\/ihl\/WebART\/380-600038\">art.33<\/a>\u00a0della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 che proibisce punizioni collettive (<a href=\"https:\/\/undocs.org\/A\/HRC\/24\/30\">Report 2013<\/a>, par. 22).<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 accettare che la guerra legittimi la guerra, come se il diritto internazionale fosse ormai un ostacolo superabile da parte degli Stati pi\u00f9 forti militarmente ed economicamente, sorretti dai grandi gruppi economici che controllano tecnologia e comunicazioni su scala globale. Una convergenza di interessi mortali che si ritrova non solo all\u2019interno dei progetti sulla Striscia di Gaza, ma che trova conferma nella ridefinizione della divisione dei poteri nel mondo.<\/p>\n<p>Se come sembra si arriver\u00e0 ad una\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/gaza-loccupazione-annunciata-e-il-silenzio-delleuropa-215731\">occupazione militare con l\u2019invasione della Striscia<\/a><\/strong>, oltre alla carneficina di massa che si prospetta, sembra scontata una intensificazione degli scontri in tutto lo Stato di Israele tra nazionalisti e minoranze arabe israeliane, con attacchi che potrebbero estendersi in tutto il mondo, mentre a Gaza si continuer\u00e0 a morire non solo di fame e per fame, ma anche per la mancanza di cure mediche per oltre 160.000 feriti, ad oggi, e tante altre migliaia in futuro.<\/p>\n<p>Senza una immediata ripresa degli aiuti umanitari, con la completa cessazione del fuoco, e con l\u2019avvio di un vero negoziato di pace, la \u201csoluzione finale\u201d che si prospetta per Gaza, con l\u2019occupazione militare e la deportazione forzata di gran parte della sua popolazione, addirittura in Libia o in Eritrea, sostituendo il diritto della forza alla forza del diritto, non solo porterebbe ad una guerra civile di dimensioni incontrollabili, ma potrebbe avere effetti devastanti ben oltre i territori che Israele ha gi\u00e0 occupato o che si appresta ad occupare.<\/p>\n<p>La guerra in Palestina, ancora di pi\u00f9 dopo l\u2019occupazione della Striscia di Gaza, ribalter\u00e0 i rapporti di forza non solo nell\u2019intero scacchiere medio-orientale, ma su scala molto pi\u00f9 ampia. Per quanto riguarda le forze che guardano alla pace, alla giustizia sociale ed al dialogo tra i popoli, costringer\u00e0 a ridefinire i termini dell\u2019opposizione al capitalismo globale, e dunque all\u2019internazionale nera ed al bellicismo che ne costituiscono strumento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. 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