{"id":261785,"date":"2015-12-25T16:49:03","date_gmt":"2015-12-25T16:49:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=261785"},"modified":"2015-12-25T21:44:30","modified_gmt":"2015-12-25T21:44:30","slug":"ab-umbra-lumen-dallombra-la-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/ab-umbra-lumen-dallombra-la-luce\/","title":{"rendered":"Ab umbra lumen &#8211; Dall&#8217;ombra la luce"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019antica iscrizione latina che veniva apposta sulle meridiane solari, a Torrita di Siena passeggiando per le antichissime vie se ne ritrova traccia inscritta in un antico simbolo, una lanterna. Tradotto letteralmente significa\u00a0<strong>\u201cDall\u2019ombra viene la luce\u201d<\/strong>, un antico paradosso in termini, tre semplici parole che quando le lessi nell\u2019estate dell\u2019anno scorso, risuonarono profondamente dentro di me, una frase di cui ho cercato di ritrovarne l\u2019origine storica e antropologica, purtroppo per il momento senza riuscirci.<br \/>\nPer\u00f2, \u201cumbra\u201d in latino aveva anche un altro significato, quello di morte o &#8220;ombra della morte&#8221;.<br \/>\nCos\u00ec in un\u2019altra accezione del termine \u201cAb umbra lumen\u201d assume anche il significato, &#8220;<strong>Dalla morte viene la luce&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Lanterna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-261786\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Lanterna.jpg\" alt=\"Lanterna\" width=\"345\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Lanterna.jpg 345w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Lanterna-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Lanterna-300x297.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 345px) 100vw, 345px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Buffo riflettere sul fatto che la meridiana solare funzioni per via del sole ma anche grazie all&#8217;ago della meridiana, detto &#8220;<strong>gnomone&#8221;<\/strong>, il quale produce una lama d&#8217;ombra, frapponendosi tra la luce del sole ed un determinato piano su cui sono riportate le ore. In presenza di piena luce solare, non c&#8217;\u00e8 ombra e senza ombra non si scandiscano le ore del giorno. Concetto che sono certo non fosse affatto sfuggito agli antichi, ben prima dell&#8217;avvento del cristianesimo, specie\u00a0constatando\u00a0la presenza sulle <a href=\"http:\/\/www.accademiacapellini.it\/files\/lovotti.pdf\">antiche meridiane<\/a>, di frasi e massime che si prestano a molteplici interpretazioni.<\/p>\n<p>Illuminante sapere che il termine <strong>&#8220;gnomone&#8221;<\/strong>\u00a0(l&#8217;indicatore della meridiana) deriva dal greco antico <strong><em>gn\u1e53m\u014dn<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>che indica\u00a0<strong>&#8220;colui che conosce&#8221;<\/strong> \u00a0e possiede la stessa radice di <strong>gnostico,<\/strong> in greco antico <strong>gn\u1e53stik\u014dn<\/strong>\u00a0che significa <strong>cognizione<\/strong> o anche dottrina, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gnosticismo\">gli gnostici<\/a>,\u00a0spazzati via dal cristianesimo ufficiale e considerati pericolosi eretici,\u00a0erano gli affiliati ad un&#8217;antica setta operante in Siria e in Egitto di cui si trova traccia gi\u00e0 dal VI secolo avanti Cristo, essi sostenevano di conoscere una sublime e arcana dottrina basata sulla conoscenza e la scienza d&#8217;intendere e di spiegare a tutti le cose sovrannaturali.<strong>\u00a0<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p>Su Wikipedia, alla voce \u201cmorte\u201d, si trova questa interessantissima definizione:\u00a0<span style=\"line-height: 1.5;\">\u201cLa morte non pu\u00f2 essere definita se non in relazione alla definizione di vita, definizione anch&#8217;essa piuttosto ambigua. Da una visione atea, in un punto spazio-temporale infinito, la morte non esisterebbe in quanto l&#8217;universo non perde comunque le proprie funzioni, essendo, quindi, una condizione relativa\u201d e ancora \u201cIl termine &#8220;vita&#8221; si contrappone solo parzialmente al concetto di \u201cmorte\u201d ma anche al significato di &#8220;non vita&#8221;, in quanto la condizione della materia morta non coincide affatto con quella della materia che non ha mai avuto vita.\u201d<\/span><\/p>\n<h5><span style=\"color: #a11515;\">La morte secondo la nostra societ\u00e0<\/span><\/h5>\n<p>Gi\u00e0 solamente nelle due precedenti affermazioni ci sarebbero spunti per riflettere e ricercare molto a lungo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 purtroppo, dobbiamo partire dal presupposto che sul tema della morte, in genere, non si parla quasi mai, la nostra societ\u00e0 ce la fa vivere come uno spauracchio, un tab\u00f9, sul quale, meglio non mettere attenzione, n\u00e9 su cui riflettere. Una cultura, la nostra, che non vuol mai trattare il tema pi\u00f9 profondo legato al concetto di morte ma che al tempo stesso genera e diffonde morte tramite il mantra ipnotico di <strong>\u201cproduci, consuma, crepa\u201d<\/strong> a suo tempo provocatoriamente sintetizzato in una <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dgVshw2clug\">canzone<\/a> di un gruppo punk italiano.<br \/>\nLa religione ufficiale, l\u2019unica preposta a trattare il tema, salvo rare eccezioni, lo affronta in maniera dogmatica ovvero o credi o non credi e se si \u00e8 abituati a porre troppi interrogativi ovviamente questo cozza con il concetto stesso riferito al credere.<br \/>\nDifficilmente si entra nell&#8217;argomento con una reale intenzione di comprendere, di condividere, di comunicare esperienze, di ragionare sulla morte, ne siamo incapaci, non ce lo hanno insegnato, anzi ci \u00e8 stato insegnato che \u00e8 meglio non parlarne proprio, come se il solo fatto di parlarne in qualche modo potesse evocarla.<br \/>\nIn pratica, per tutta la nostra vita, rimaniamo soli con questo tema fondamentale della morte, che poi nel tempo, si traduce in una sensazione di cui abbiamo una paura profonda e incontrollata. E\u2019 questa profonda paura, vissuta in estrema solitudine che poi condiziona tutta la nostra vita, influenzando molte delle nostre azioni e delle nostre scelte.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #a30d0d;\">La morte vista da bambini.<\/span><\/h5>\n<p>Personalmente, a\u00a0lungo mi sono interrogato sulla morte e sul suo reale significato e da tempo mi sono domandato se condividere pubblicamente o meno, una personale esperienza che la riguarda.<br \/>\nUn fatto che prima d\u2019ora, avevo condiviso con pochissime persone, oltre a quelle persone che stavano con me quel giorno.<br \/>\nNegli anni mi sono spesso trattenuto dal farlo, in parte per non voler confliggere con le credenze altrui, in parte per proteggere questa particolare esperienza, per paura del giudizio, trattandosi di questione realmente intima e personale.<br \/>\nMa oggi, considerati i tempi che almeno per certi aspetti reputo un po\u2019 pi\u00f9 maturi, considerata la provvisoriet\u00e0 della nostra permanenza sulla terra, la necessit\u00e0 manifestata da sempre pi\u00f9 persone di condividere domande ed esperienze sul tema ancora insoluto della morte, ecco che ritengo che condividere quest\u2019esperienza, potrebbe forse esser da spunto per ulteriori comuni riflessioni.<br \/>\nDurante la mi esistenza ancor pi\u00f9 che nella morte, ho sempre creduto smisuratamente nella vita, ne sono sempre stato innamorato, fin da bambino. Talvolta inebriandomi cos\u00ec tanto della vita che essa ha generosamente ricambiato, riempiendo spesso il mio cuore e i miei pensieri, a tal punto da farmi volare altissimo e mandarmi in estasi. Altre volte trasportato dalla forza stessa di questa vita, senza volerlo, ho arrecato dolore proprio alle persone a cui volevo pi\u00f9 profondamente bene. Altre ancora, nell\u2019impeto di correre a perdifiato e di volare troppo in alto, sono inciampato, precipitando in fondo a degli abissi, la cui risalita \u00e8 stata dura e dolorosa.<br \/>\nEd \u00e8 proprio da piccolo che sovente facevo due sogni, in uno, volavo in alto, librandomi nel vento come un uccello, ma poi precipitando morivo, in un altro fuggivo dentro a un bosco mentre una figura m\u2019inseguiva e raggiungendomi, mi pugnalava al ventre uccidendomi. Come accade sempre quando si muore in sogno, mi ridestavo.<br \/>\nSvegliandomi, nei miei pensieri di bimbo, mi domandavo, come fosse possibile che la vita abbandonasse un corpo, un corpo in movimento, intriso di vita, pieno di gioia e di vigore.<br \/>\nNo, non riuscivo proprio a concepirlo, semplicemente non credevo alla morte come cessazione della vita, non lo ritenevo un evento plausibile, n\u00e9 possibile, giacch\u00e9 avevo ancora in me fortissima la sensazione della vita che mi riempiva, una vita che sentivo cos\u00ec forte e presente, come se essa mi appartenesse da prima della mia venuta al mondo.<br \/>\nPensavo, \u201cposso godere di tante fantastiche cose, ho tutto un mondo davanti da scoprire, pieno d\u2019infinite bellezze e cose da imparare, sento la gioia e l\u2019emozione per la vita che mi riempiono il petto ed i pensieri\u2026 No, non riesco proprio a immaginare come sia possibile che tutto questo un giorno, possa finire.\u201d<br \/>\nE cos\u00ec, il mio cuore, la mia mente e anche il mio giovane corpo di bambino, non ci credevano alla morte, semplicemente per me non esisteva. Questa credenza, in me, era avvalorata anche dal fatto di sapere che in sogno si moriva ma poi risvegliandoci non si moriva mai veramente.<br \/>\nCos\u00ec, per parallelo, pensavo che anche in vita se si muore, nella realt\u00e0 poi non si muore mai veramente, risvegliandoci di nuovo.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #a30d0d;\">Paura, ingiustizia e contraddizioni<\/span><\/h5>\n<p>Questa visione \u201ceternalista\u201d fu presto smontata, quando prima dei miei otto anni arrivarono i primi lutti in famiglia, con la morte dei miei tre nonni; in un breve lasso di tempo se ne andarono, uno appresso all\u2019altro.<br \/>\nCapii allora che la morte esisteva, era reale e arrivava quando voleva lei, senza nemmeno chiedere il permesso. Si presentava all\u2019improvviso, interrompendo qualsiasi cosa si stesse facendo. Si fosse stati tristi o anche allegri, non importava, \u201clei\u201d arrivava portando via tutto con se, gioie e speranze, affetti ed amicizie, scoperte e cose da scoprire.<br \/>\nAll\u2019epoca spesso interrogavo la chiesa e i preti sul tema in questione, per\u00f2 sentivo che in merito non mi davano mai risposte convincenti . C\u2019erano lacune, omissioni, profonde contraddizioni, in molto di ci\u00f2 che mi veniva detto, in definitiva, alla fine dei salmi, mi si chiedeva di credere alla vita eterna dopo la morte solo per il fatto che qualcuno pi\u00f9 grande di me, lo diceva, a patto per\u00f2 che ci si fosse comportati bene, altrimenti erano guai, guai seri.<br \/>\nDa bambino, se ci fu qualcosa che pi\u00f9 di tutto mi allontan\u00f2 dal credere ad una vita dopo la morte, furono proprio i vuoti discorsi che mi sentivo ripetere durante le lunghe ore di catechesi.<br \/>\nSu questa storia della morte, nessuno dava risposte convincenti, neppure la maestra, fra i grandi non c\u2019era uno che ne volesse parlare, tutti la rifuggivano e si voltavano di l\u00e0, senza guardarla oppure la spiegavano dogmaticamente.<br \/>\nCos\u00ec, in mancanza di risposte, il pensiero successivo che elaborai fu, \u201cbeh, ho soltanto otto anni e un sacco di tempo davanti a me, quasi un\u2019eternit\u00e0, non ci pensiamo, poi si guarder\u00e0.\u201d<br \/>\nMa poco dopo subentr\u00f2 anche un altro pensiero, mio padre che allora aveva gi\u00e0 cinquantadue anni, presto, molto prima di me, secondo l\u2019ingiusta legge della vecchiaia, sarebbe morto e dopo anche mia madre e dopo ancora mio fratello maggiore e mia sorella e infine tutte le persone a cui volevo bene. Facevo i conti degli anni e mi dicevo \u201cquando accadr\u00e0 avr\u00f2 quaranta o cinquanta anni, sar\u00f2 grande e forte e non sar\u00e0 un problema\u201d.<br \/>\nMa il problema rimaneva, sapevo che alfine, sarei rimasto solo\u2026\u2026.e da solo, sarei morto. Questo pensiero mi terrorizz\u00f2 pi\u00f9 di tutti, non era tanto la paura della morte a spaventarmi, bens\u00ec il rimanere soli, come cani, anche nell\u2019ora del trapasso, senza che lo si fosse scelto.<br \/>\nDa quel momento, la sera, prima di dormire, spesso si faceva strada in me un senso di morte e solitudine, cos\u00ec forte e presente che il trucco di pensare che tutto ci\u00f2 sarebbe successo in un\u2019epoca molto lontana, non funzionava pi\u00f9.<br \/>\nQuesta triste consapevolezza, lasci\u00f2 in me un\u2019ombra per lungo tempo, un senso di profondissima ingiustizia, un\u2019ingiustizia crudele e assolutamente intollerabile.<br \/>\nNei miei pensieri di bambino, mi chiedevo: \u201cma quale Dio pu\u00f2 essere cos\u00ec crudele da farti dono della vita, una vita talmente bella e cos\u00ec gioiosa e poi farti la cattiveria, dapprima di portarti via tutti, lasciandoti solo e poi di portarti via anche la vita che prima ti aveva donato?\u201d<br \/>\nPensavo ai milioni di bambini del Biafra che all\u2019epoca ci facevano vedere a scuola in foto, con le loro pance gonfie per la denutrizione, ricordavo pi\u00f9 di tutto la rassegnazione nei loro occhi, tale che neanche pi\u00f9 provavano a scacciare le mosche che a decine gli si posavano sul volto.<br \/>\nPensai a tutte le persone che soffrivano, che morivano da soli nel silenzio, ai barboni che avevo visto da vicino, sdraiati al freddo dell\u2019inverno, nelle strade vicino la stazione.<br \/>\nQuale \u201cDio\u201d poteva essere cos\u00ec crudele e spietato se permetteva la morte, le sofferenze, le ingiustizie e tutte queste brutte cose?<br \/>\nQuel giorno, mi risentii profondamente con \u201cDio\u201d, almeno con quel \u201cDio\u201d per come, fino allora, me lo avevano spiegato.<br \/>\nDa allora, per lungo tempo, portai dentro di me quest\u2019ombra, quest\u2019ingiustizia, a cui nessuno, riusciva a dare spiegazione.<br \/>\nFu l\u00ec, che nacque un profondo spirito di ribellione, mi dicevo, \u201cse Dio permette queste cose e poi nemmeno se ne interessa , allora \u00e8 un egoista ed io, per ribellarmi, far\u00f2 il contrario interessandomi delle persone\u201d.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #a30d0d;\">Nell&#8217;amore disinteressato un elemento di superamento e un principio di trascendenza.<\/span><\/h5>\n<p>Con questa rabbia e questo senso d\u2019ingiustizia a lungo ho convissuto, affrontando l\u2019adolescenza, i primi distacchi dai miei fratelli a cui ero affezionatissimo, la mia uscita da casa, neanche diciasettenne, fino ad arrivare ad essere ragazzo grande, cresciuto in fretta, troppo in fretta.<br \/>\nMi ribellavo a tutto, alle ingiustizie, ai soprusi, al destino infame, gi\u00e0 scritto per i pi\u00f9 deboli, all\u2019autorit\u00e0 costituita del tutto insensibile al grido degli ultimi.<br \/>\nDentro di me, albergava la stessa compassione per il mondo, la stessa gioia di vivere di quando ero bambino ma accompagnate da un carico di rabbia e un senso d\u2019ingiustizia senza pari.<br \/>\nEbbi solo una gran fortuna, incontrare un gruppo pacifista di nonviolenti, un po\u2019 visionari ma che con spirito di pace, forza ed allegria volevano umanizzare il mondo.<br \/>\nLa rabbia, poco a poco, anno dopo anno, si dilu\u00ec di nuovo in sentimento di compassione, il senso d\u2019ingiustizia in strenua volont\u00e0 di far tutto il possibile per impedire altre ingiustizie, cercando di arrivarci insieme al prossimo per comprensione, pi\u00f9 che per imposizione.<br \/>\nRestava ancora un tema del tutto invalicabile, la questione della morte.<br \/>\nE\u2019 vero, nel tempo avevo letto i racconti di chi aveva avuto casi di premorte, avevo letto la testimonianza dove si affermava dell\u2019esperienza trascendente della morte che lancia la vita verso l\u2019immortalit\u00e0.<br \/>\nLeggevo e cercavo di capire, ma come \u00e8 risaputo, alcune esperienze sono raccontabili ma non trasmissibili.<br \/>\nIn precedenza avevo avuto a che fare con eventi \u201cparticolari\u201d, come ad esempio, vari sogni premonitori, fenomeni di proiezione dell\u2019energia al di fuori del corpo oppure forme di comunicazione che andavano oltre la percezione verbale e anche quella visiva e spesso potevo captare gli stati d\u2019animo di persone a me affettivamente vicine, senza per\u00f2 esserne fisicamente in contatto.<br \/>\nTutte esperienze che mi avevano dato molto da pensare, ma niente che potesse comunque confermare oppure negare, la possibilit\u00e0 di qualcosa che andasse oltre la morte.<br \/>\nCos\u00ec, da una parte c\u2019era il forte desiderio di poterci credere ad una forma di trascendenza ma dall\u2019altra c\u2019era la mia fortissima razionalit\u00e0 e una logica ferrea che mi facevano vedere chiaramente la mancanza di sufficienti dati ed elementi certi che mi portassero a poter affermare o non affermare che qualcosa possa sopravvivere oltre la morte.<br \/>\nUna volta mio padre che in vita sua ne aveva viste davvero tante, alla mia domanda \u201cbabbo pensi che esista qualcosa oltre la morte?\u201d rimase a lungo in silenzio e poi rispose \u201cE\u2019 probabile\u201d. Una risposta la sua che non negava una possibile forma di trascendenza ma per\u00f2 nemmeno la confermava.<br \/>\nRestavo, da solo, nel mio non sapere, con il pensiero della morte che spesso, nel buio della notte, compariva, prima di dormire e che non prometteva davvero niente di buono.<br \/>\nAllora, con ancora pi\u00f9 forza, mi davo al mondo, impiegando buona parte del mio tempo e delle mie forze al servizio per gli altri, oppure dedicandomi a imparare, entrambi le cose mi riempivano di gioia, mi sollevavano, mi facevano sentire una persona migliore, meno piccola. Fu allora che ebbi un\u2019altra grande fortuna, quella di poter fare l\u2019obbiettore di coscienza , un\u2019esperienza che mi permise di dedicarmi ad altre persone assai pi\u00f9 sfortunate della media, anziani soli, diversamente abili, ragazzi down, autistici, persone con problemi mentali.<br \/>\nCompresi che \u00e8 fra i pi\u00f9 sfortunati ed i \u201cdiversi\u201d che \u00e8 possibile trovare un\u2019umanit\u00e0 senza eguali, una sensibilit\u00e0 fuori dal comune oppure una forma d\u2019intelligenza completamente alternativa alla nostra. Sono queste persone nella loro diversit\u00e0, che ti fanno dono della loro profonda umanit\u00e0 e non viceversa.<br \/>\nQuest\u2019esperienza fu un\u2019altra incredibile fortuna, aiutando gli ultimi, donavo un po\u2019 di me stesso e loro in cambio, facevano dono di tutti se stessi, riempendoti la vita e non facendoti sentire pi\u00f9 n\u00e9 rabbia, n\u00e9 ingiustizia, n\u00e9 paura, n\u00e9 dolore, n\u00e9 solitudine ma solo tantissimo incontenibile amore.<br \/>\nDopo pi\u00f9 di dieci anni, da quando bambino correvo felice per i campi, senza paura della morte, finalmente un segno, un\u2019esperienza, un elemento che mi faceva sentire che l\u2019amore, s\u00ec il sentimento d\u2019amore incondizionato e senza secondi fini, era qualcosa di talmente potente che riusciva ad andare oltre la sofferenza e forse, anche oltre la morte.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #a30d0d;\">Amore e morte<\/span><\/h5>\n<p>Carico di quell\u2019energia e di quella consapevolezza, sentivo che dovevo condividerla col mondo intero.<br \/>\nE fu al culmine di quel sentimento d\u2019amore universale, che giunse anche il primo vero amore ma di natura un po\u2019 diversa, quello rappresentato dall\u2019amore per una donna.<br \/>\nFu bello e intenso, come volare in cielo e fu talmente forte che quando mi lasci\u00f2, precipitai nel vuoto, come dentro un abisso, proprio come nel sogno di bambino.<br \/>\nMa, per quanto ne soffrii enormemente, in seno a quell&#8217;esperienza, celata in essa, ancora una volta, c\u2019era un bel dono.<br \/>\nNon comprendevo il perch\u00e9 due persone che si sono amate, poi debbano perdersi di vista, passai momenti brutti, talmente brutti che il mio corpo era diventato un fascio di nervi, non respiravo e trattenevo, trattenevo sempre di pi\u00f9, lo stomaco era chiuso, non mangiavo e non dormivo e pensavo, ripercorrevo ricordi in un vortice senza fine e cos\u00ec il mio corpo si ribell\u00f2.<br \/>\nSenza preavviso, un giorno d\u2019estate, su una spiaggia , al termine di una corsa forsennata, il mio cuore impazz\u00ec, and\u00f2 in fibrillazione, veloce, sempre pi\u00f9 veloce, fino a che il sangue non scorreva pi\u00f9 nel corpo, dapprima la paura per il battito che non rallentava e accelerava all&#8217;impazzata, poi un dolore profondo e intenso, al centro del petto, come una mano con un maglio di ferro che stritola il cuore, poi si ferm\u00f2, smise di battere ed io sentii la morte ch\u2019era arrivata, alfine \u201clei\u201d stava l\u00ec, accanto a me.<br \/>\nNon c\u2019era pi\u00f9 dolore, n\u00e9 paura, ma solo pace e tranquillit\u00e0, il corpo stava l\u00ec disteso in terra, come staccato da me ed io un po\u2019 pi\u00f9 in alto che lo guardavo, la gente intorno che stava in cerchio, potevo sentirne le voci concitate e le domande, ma ci\u00f2 non aveva pi\u00f9 nessuna importanza, sentivo che me ne andavo che stavo piano piano allontanandomi dalla spiaggia, dal sole, dal corpo e da quel posto.<br \/>\nMa, d\u2019improvviso, potei sentire anche un&#8217;altra cosa, c\u2019era ancora qualcosa che mi tratteneva al corpo, sentivo di essere trattenuto e al tempo stesso avevo la sensazione come di stare su una bilancia, il mio doppio energetico, cos\u00ec all\u2019epoca lo chiamavamo, era diventato come una bilancia, oscillava da una parte all\u2019altra, fra le cose fatte e quelle ancora da fare, tentennava, fra le cose risolte e quelle irrisolte, ondeggiando fra ci\u00f2 che si era chiuso e ci\u00f2 che invece era rimasto aperto.<br \/>\nNon potevo andare, non ancora, quell\u2019attaccamento al corpo mi faceva sentire ancora trattenuto alle mie viscere che pesavano e mi comunicavano che dovevo terminare molte cose, che dovevo risolverne molte altre e che avevo necessit\u00e0 di chiudere tutto ci\u00f2 che era rimasto aperto, in sospeso e soprattutto riconciliarsi e non portarsi dietro pesi.<br \/>\nCos\u00ec, fui richiamato dal corpo stesso, il mio corpo mi richiam\u00f2, ne fui assorbito fino ad aderirvi, poi, sentii un forte colpo al centro del petto, come un cazzotto, dato da dentro, con violenza. Di nuovo, tornai a sentire dolore, come una mano che stringe il cuore e poco a poco lascia la presa, sempre di pi\u00f9, fino a sentire il cuore che nuovamente tornava a battere in petto, dapprima pi\u00f9 veloce e poi pi\u00f9 lento e regolare. Sentivo di nuovo il sole, il vento sulla pelle, sopra di me vedevo il cielo, sotto di me la sensazione della sabbia e in lontananza, il suono del mare.<br \/>\nInfine ero tornato, la mia breve \u201cuscita\u201d terminata.<br \/>\nAvevo 23 anni e tutta una vita ancora davanti per poter concludere quello che dovevo, per provare a chiudere il cerchio.<br \/>\nOltre non sono mai andato, non ho visto la luce oltre l\u2019ombra, n\u00e9 il tunnel, n\u00e9 pascoli fioriti, ma la morte, oh s\u00ec, la morte l\u2019ho sentita, talmente vicina da riconoscerne il carattere profondamente compassionevole. Quando si passa il velo, non c\u2019\u00e8 paura, n\u00e9 dolore, n\u00e9 ansia alcuna ma solo profonda compassione, per quel che si \u00e8 fatto e per quello che non si \u00e8 riusciti a fare, per ci\u00f2 che si \u00e8 concluso e ci\u00f2 che invece no, esiste solo la forte sensazione se riesci ad andar via riconciliato oppure se hai pendenze aperte, verso persone o esperienze non terminate.<br \/>\nNel momento in cui si oltrepassa il velo, si percepisce con assoluta chiarezza, la necessit\u00e0 di dover terminare ci\u00f2 che si \u00e8 iniziato, dover chiudere il cerchio, dover compiere fino in fondo ci\u00f2 per cui si \u00e8 venuti al mondo o quanto meno di potere andare via in pace e riconciliati.<br \/>\nCosa ci sia ancora oltre, non lo so, mi sono fermato appena poco prima, non voglio influenzare altri con le idee che mi son fatto, ognuno \u00e8 giusto tragga le proprie conclusioni e creda in ci\u00f2 che lo fa star meglio, ma certo so, che tutto non finisce con la morte e che questa \u00e8 solo un passaggio.<\/p>\n<p>So inoltre che mi ha aiutato molto richiamare l&#8217;antica sensazione di quando ero bambino, quella d&#8217;immortalit\u00e0 che c&#8217;era ancora prima dell&#8217;arrivo di tutte le altre &#8220;credenze&#8221; e mi faceva sentire, con straordinaria chiarezza, di esistere da sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La domanda sulla morte che lo si ammetta oppure no attraversa ora per ora tutta la nostra esistenza, condizionando completamente la nostra vita ma non \u00e8 possibile definirla se non in relazione alla definizione stessa di vita, anch&#8217;essa, ancora piuttosto ambigua.<\/p>\n","protected":false},"author":980,"featured_media":261832,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,20606,162,1260],"tags":[22745,22747,16195,22746,22744],"class_list":["post-261785","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-non-categorizzato","category-opinioni","category-umanesimo-spiritualita","tag-amore-e-morte","tag-meridiane","tag-morte","tag-ombra-e-luce","tag-trascendenza"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Ab umbra lumen - Dall&#039;ombra la luce<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La domanda sulla morte che lo si ammetta oppure no attraversa ora per ora tutta la nostra esistenza, condizionando completamente la nostra vita ma non \u00e8 possibile definirla se non in relazione alla definizione stessa di vita, anch&#039;essa, ancora piuttosto ambigua.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/ab-umbra-lumen-dallombra-la-luce\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ab umbra lumen - Dall&#039;ombra la luce\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La domanda sulla morte che lo si ammetta oppure no attraversa ora per ora tutta la nostra esistenza, condizionando completamente la nostra vita ma non \u00e8 possibile definirla se non in relazione alla definizione stessa di vita, anch&#039;essa, ancora piuttosto ambigua.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/ab-umbra-lumen-dallombra-la-luce\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/valdarno.sostenibile\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-12-25T16:49:03+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-12-25T21:44:30+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Ab-Umbra-Lumen.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"725\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"917\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Luca Cellini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@LucaCellini68\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Luca Cellini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"17 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/ab-umbra-lumen-dallombra-la-luce\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/ab-umbra-lumen-dallombra-la-luce\/\"},\"author\":{\"name\":\"Luca Cellini\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6f5bf686b3d94620dc918fd3afbd9180\"},\"headline\":\"Ab umbra lumen &#8211; 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