{"id":2612502,"date":"2025-06-17T20:43:18","date_gmt":"2025-06-17T19:43:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2612502"},"modified":"2025-06-17T20:43:18","modified_gmt":"2025-06-17T19:43:18","slug":"un-appello-a-russia-e-ucraina-per-il-rilascio-dei-prigionieri-di-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/06\/un-appello-a-russia-e-ucraina-per-il-rilascio-dei-prigionieri-di-coscienza\/","title":{"rendered":"Un appello a Russia e Ucraina per il rilascio dei prigionieri di coscienza"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;Ufficio Europeo per l&#8217;Obiezione di Coscienza (EBCO)<\/strong> ha pubblicato un rapporto annuale che chiede il rilascio di tutti i prigionieri di coscienza in Ucraina, compresi quelli detenuti nei territori occupati dalla Russia e coloro che hanno subito abusi a causa della pesante mobilitazione militare ai fini della guerra difensiva ucraina contro l&#8217;aggressione russa. Il rapporto elenca 15 nomi di obiettori di coscienza che devono essere immediatamente rilasciati dall&#8217;Ucraina, compresi quelli imprigionati dopo essere stati condannati e detenuti in custodia cautelare ai sensi degli articoli 336 (elusione della leva) e 402 (disobbedienza) del Codice penale ucraino, e quelli detenuti nelle unit\u00e0 militari; si sottolinea che il numero completo di obiettori detenuti sembra essere significativamente pi\u00f9 alto e ammonta almeno a qualche centinaio. Il rapporto menziona anche che i Testimoni di Geova riferiscono di 7 prigionieri di coscienza detenuti dall&#8217;Ucraina e che tra i 183 Testimoni di Geova detenuti dalla Russia per le loro convinzioni, compresa l&#8217;obiezione di coscienza, 14 sono detenuti in Crimea.<\/p>\n<p>I difensori dei diritti umani chiedono anche di proteggere il diritto all&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare in tempo di guerra e di permettere agli obiettori di servire la societ\u00e0 in modo pacifico. L&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare \u00e8 un diritto umano fondamentale che deve essere protetto, ricorda l&#8217;EBCO. \u00c8 inerente al diritto umano alla libert\u00e0 di pensiero, coscienza e religione, sancito dall&#8217;articolo 18 del Patto Internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), dall&#8217;articolo 10 della Carta dei Diritti Fondamentali dell&#8217;Unione Europea e da altri trattati sui diritti umani.<\/p>\n<p>Il Rapporto annuale 2024 dell&#8217;EBCO sull&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare in Europa viene pubblicato in un momento di crescente militarizzazione globale,\u00a0<a href=\"https:\/\/ebco-beoc.org\/press-release\/2025-06-05-press-release-ebco-annual-report-2024\">si legge nel comunicato stampa<\/a>. Dalla ripresa del servizio di leva in Europa agli impatti devastanti delle guerre in corso, la protezione e il sostegno agli obiettori di coscienza sono pi\u00f9 urgenti che mai. Il rapporto di quest&#8217;anno documenta le persistenti violazioni dei diritti degli obiettori di coscienza &#8211; in particolare in Russia, Ucraina, Bielorussia, Turchia, Cipro e Grecia \u2013 e le minacce all&#8217;esercizio del diritto all&#8217;obiezione di coscienza nel quadro del Consiglio d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>L&#8217;EBCO \u00e8 solidale con tutti i prigionieri di coscienza e con chi si oppone in modo nonviolento alla guerra e alla militarizzazione in tutto il mondo, e rimane attivamente impegnato nella campagna internazionale\u00a0<strong>#ObjectWarCampaign<\/strong>, a sostegno degli obiettori di coscienza russi, bielorussi e ucraini e a favore della loro protezione e del loro asilo nei Paesi dell&#8217;UE.<\/p>\n<p>L&#8217;EBCO chiede alla Federazione Russa di rispettare il diritto all&#8217;obiezione di coscienza, di porre fine alla coscrizione e alla propaganda militare, di smilitarizzare l&#8217;istruzione nei territori ucraini occupati e di perseguire la completa smilitarizzazione.<\/p>\n<p>L&#8217;EBCO esorta inoltre l&#8217;Ucraina a sostenere questo diritto in tempo di guerra e a cessare la persecuzione degli obiettori e dei loro sostenitori, tra cui il membro del Consiglio dell&#8217;EBCO Yurii Sheliazhenko.<\/p>\n<p>L&#8217;EBCO accoglie con favore la chiara dichiarazione della Commissione di Venezia nel suo parere\u00a0<em>amicus curiae<\/em>, relativo al caso di\u00a0<a href=\"https:\/\/freedomofbelief.net\/articles\/states-have-the-positive-obligation-to-set-up-a-system-of-alternative-service-which-must\">Dmytro Zelinsky<\/a>, secondo cui nessun obiettore pu\u00f2 essere costretto a portare le armi. FREE CIVILIANS\u00a0<a href=\"https:\/\/www.civilni.media\/248\/\">ha pubblicato<\/a>\u00a0il parere e i\u00a0<a href=\"https:\/\/friends.org.ua\/1173\">quaccheri lo hanno tradotto<\/a> in ucraino per la Corte Costituzionale dell&#8217;Ucraina<br \/>\nObiettori repressi dalla Russia nei territori occupati dell&#8217;Ucraina<\/p>\n<p>Secondo il rapporto dell&#8217;EBCO,\u00a0<em>War Resisters&#8217; International<\/em>, in collaborazione con\u00a0<em>Connection e.V.<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>Movimento Pacifista Ucraino<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/docs.un.org\/en\/A\/HRC\/57\/NGO\/308\">ha informato le Nazioni Unite<\/a>\u00a0che, in violazione dell&#8217;articolo 51 della IV Convenzione di Ginevra, la Russia impone la schedatura e la coscrizione militare obbligatoria, l&#8217;indottrinamento militare dei bambini nelle scuole, la propaganda e la pressione ad arruolarsi nei territori occupati illegalmente dall&#8217;Ucraina, mediante detenzioni arbitrarie, torture ed esecuzioni.<\/p>\n<p>Il rapporto fornisce un link a un\u00a0<a href=\"https:\/\/jw-russia.org\/en\/prisoners.html\">database di 875 Testimoni di Geova<\/a>\u00a0perseguitati dalla Russia per le loro convinzioni, compresa l&#8217;obiezione di coscienza. Secondo questo database, tra il numero totale dei 183 prigionieri di coscienza, 14 sono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.jw.org\/en\/news\/region\/global\/jehovahs-witnesses-in-prison-crimea\/\">detenuti in Crimea<\/a>, uno (Vitaliy Burik) agli arresti domiciliari e altri imprigionati: Aleksandr Dubovenko, Sergey Filatov, Yuriy Gerashchenko, Artem Gerasimov, Viktor Kudinov, Aleksandr Litvinyuk, Vladimir Maladyka, Sergey Parfenovich, Vladimir Sakada, Igor Shmidt, Viktor Stashevskiy, Sergey Zhigalov e Yevgeniy Zhukov.<\/p>\n<p><strong>Violazioni sistematiche dei diritti umani in Ucraina<\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto dell&#8217;EBCO solleva diverse importanti preoccupazioni riguardanti l&#8217;Ucraina e fornisce raccomandazioni mirate sui problemi esistenti. Sottolinea\u00a0<strong>che ci sono prigionieri di coscienza come Mykhailo Adamovych, Vladyslav Bezsonov, Taras Bratchenko, Tymur Chyzhov, Serhii Ivanushchenko, Andrii Khomenko, Andrii Kliuka, Vitalii Kryushenko, Serhii Nechayuk, Ihor Nosenko, Oleksandr Radashko, Serhy Semchuk, Andrii Skliar, Oleksandr Solonets, Vasyl Volosheniuk ed \u00e8 urgente il loro immediato rilascio<\/strong>, cos\u00ec come il rilascio di tutti gli obiettori di coscienza imprigionati in istituti di pena o detenuti in strutture militari, condannati o detenuti in custodia cautelare; \u00e8 inoltre preoccupante che alcuni obiettori di coscienza siano incriminati per vari reati, quando in realt\u00e0 queste persecuzioni sono perpetrate unicamente a causa della loro religione o credo.<\/p>\n<p>Tra le principali preoccupazioni, l&#8217;imposizione alla societ\u00e0 dell&#8217;ideologia che sia un dovere di tutti combattere una guerra difensiva nell&#8217;esercito o sostenere l&#8217;esercito, sopprimendo e non tollerando in tal modo il dissenso pacifista, che mina il pluralismo religioso, e convinzioni e il controllo democratico civile.<\/p>\n<p>L&#8217;EBCO raccomanda di prendere in seria considerazione le proposte degli obiettori di coscienza di contribuire, attraverso azioni nonviolente e un lavoro pacifico, alla resilienza della societ\u00e0 civile democratica che soffre a causa degli attacchi dell&#8217;esercito russo.<\/p>\n<p>L&#8217;EBCO \u00e8 preoccupato per la revoca, durante l&#8217;attuale stato bellico, di ogni riconoscimento, e per la precedente mancanza di pieno riconoscimento, del diritto all&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare, prima, durante o dopo il servizio militare, indipendentemente dalle convinzioni su cui si basa l&#8217;obiezione, o dall&#8217;appartenenza a chiese o altre organizzazioni. Si suggerisce di intensificare gli sforzi per introdurre una legislazione sul servizio alternativo non militare in tempo di guerra nel Parlamento e nel gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di redigere gli emendamenti. Le esenzioni selettive dal servizio di leva introdotte di recente per alcuni membri del clero, nel tentativo di tranquillizzare le Chiese, non solo si basano sulla loro classificazione come \u201clavoratori essenziali\u201d senza riconoscimento dell&#8217;obiezione di coscienza, ma mirano apparentemente a creare divisione tra le Chiese, per incentivare il clero ad astenersi dal sostenere la piena protezione del diritto dei fedeli regolari all&#8217;obiezione di coscienza.<\/p>\n<p>La punizione degli obiettori di coscienza continua attraverso la persecuzione, la discriminazione, la detenzione o addirittura la tortura e i trattamenti inumani, nonch\u00e9 le campagne mediatiche ostili, riferisce l&#8217;EBCO. Secondo un dictum della Corte Suprema, l&#8217;obiezione di coscienza \u00e8 trattata come un&#8217;elusione della leva punibile per legge. Anche quando l&#8217;obiettore pu\u00f2 essere considerato un lavoratore essenziale, come nel caso di\u00a0<strong>Valentyn Adamchuk<\/strong>, un Pentecostale che lavora nella metropolitana di Kiev e ha partecipato al ripristino dei trasporti dopo gli attacchi dei droni e dei missili russi, i reclutatori dell\u2019esercito, invece di appoggiare la richiesta di concessione di un periodo come riservista, hanno insistito per la sua mobilitazione, sapendo che \u00e8 un obiettore di coscienza, e poi con palese mancanza di rispetto per i diritti umani hanno falsamente denunciato alla polizia \u201cl&#8217;elusione della leva\u201d, che ha portato a una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bSZECU___Ic\">rapida condanna a 3 anni di carcere<\/a>. L&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha documentato il reclutamento forzato di cinque obiettori di coscienza (nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ohchr.org\/sites\/default\/files\/documents\/countries\/ukraine\/2024-12-31-pr41-ukraine-en.pdf\">rapporto<\/a>, si vedano i paragrafi 90 e 91), tutti detenuti dai militari, minacciati con violenza e inviati in prima linea; tutti hanno riferito di aver subito maltrattamenti e torture, quattro di loro sono stati picchiati, soffocati e trascinati per terra. FREE CIVILIANS ha riferito in precedenza che i\u00a0<a href=\"https:\/\/www.civilni.media\/136\/\">pacifisti ucraini avevano denunciato torture durante la mobilitazione<\/a>, citando casi analizzati e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.forum18.org\/archive.php?article_id=2937\">pubblicati da Forum 18<\/a>\u00a0e da altre fonti.<\/p>\n<p>Le pratiche di coscrizione forzata e di registrazione obbligatoria all&#8217;esercito (\u201cbusificazione\u201d) continuano, portando a casi di percosse e decessi nei centri di reclutamento militare. A coloro che non hanno la matricola militare viene impedito l&#8217;accesso al lavoro, all&#8217;istruzione (istituti di istruzione superiore) e ai servizi pubblici (come i servizi consolari all&#8217;estero). Questo include anche accuse di negligenza nei confronti dei militari incaricati dei piani di reclutamento, che mettono sotto pressione i reclutatori e incentivano il ricorso a metodi aggressivi. Tra le indagini relative agli abusi terminate nel 2024 con l&#8217;incriminazione di alcuni reclutatori militari, vi sono stati pestaggi crudeli a Vinnytsia, detenzioni arbitrarie a Sambir (regione di Leopoli), torture a Ternopil ed estorsione di tangenti ai posti di blocco sotto la minaccia di detenzione arbitraria e mobilitazione nella regione di Odessa. Ulteriori indagini sono state avviate in seguito ad alcuni decessi avvenuti nei centri di reclutamento. I reclutatori dell\u2019esercito continuano a impedire ai coscritti di richiedere assistenza legale e, secondo quanto riferito, esercitano pressioni sui membri dell&#8217;ordine degli avvocati in casi delicati.<\/p>\n<p>Nel settembre 2024, il Comitato delle Nazioni Unite sulle Sparizioni Forzate ha criticato la detenzione arbitraria da parte dell&#8217;Ucraina di militari di leva, compresi gli obiettori di coscienza, alcuni dei quali sono stati tenuti in isolamento, e ha sollecitato un&#8217;indagine completa su tutte le accuse, un&#8217;azione penale nei confronti dei responsabili e il risarcimento delle vittime.<\/p>\n<p>Le denunce di incostituzionalit\u00e0 della legislazione che consente di punire l&#8217;obiezione di coscienza, di discriminare gli obiettori e di negare il servizio alternativo in tempo di guerra, presentate dagli ex prigionieri di coscienza Dmytro Zelinsky (rilasciato nel maggio 2025) e Vitalii Alekseienko (rilasciato nel maggio 2023), sono in stallo presso la Corte Costituzionale dell&#8217;Ucraina, che attualmente non \u00e8 in grado di decidere nel merito a causa dei ritardi nella nomina di nuovi giudici. FREE CIVILIANS\u00a0<a href=\"https:\/\/www.civilni.media\/293\/\">ha pubblicato un articolo sul ricorso presentato da Alexeienko<\/a>.<\/p>\n<p>I rifugiati ucraini in et\u00e0 di leva stanno oggetto di tentativi volti a costringerli a ritornare in Ucraina o a essere espulsi attraverso il diniego dei servizi consolari per la mancanza di una registrazione militare aggiornata, l&#8217;assenza dell&#8217;applicazione militare Reserve+ sui loro smartphone o la mancanza di un codice corretto al suo interno, nessuna eccezione per gli obiettori di coscienza. Molti di questi uomini vivono in Europa da decenni e hanno perso completamente i legami con l&#8217;Ucraina, compreso il fatto di non avere conti bancari in banche ucraine &#8211; eppure l&#8217;identificazione bancaria (BankID) \u00e8 un elemento chiave per l&#8217;autorizzazione nell&#8217;applicazione Reserve+. Il rifiuto di rilasciare o rinnovare i passaporti internazionali ucraini, necessari per la proroga dei permessi di soggiorno, causa l&#8217;impossibilit\u00e0 di rinnovarli, la perdita dello status giuridico e il rischio di deportazione. Le restrizioni sui servizi consolari costituiscono una forma di coercizione, in quanto gli uomini sono costretti a tornare in Ucraina e ad affrontare il rischio di arruolamento forzato, oppure a rimanere all&#8217;estero senza documenti personali validi, il che limita fortemente la loro libert\u00e0 di movimento, il diritto a una residenza e l&#8217;accesso alla protezione legale. Ci\u00f2 potrebbe richiedere agli Stati europei di riconoscere come validi i passaporti ucraini scaduti, poich\u00e9, come sostenuto nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/petitions\/en\/petition\/content\/1453%252F2024\/html\/To%2Bensure%2Bunhindered%2Baccess%2Bto%2Bidentification%2Bdocuments%2Bissuance%2528and%2Bvalidity%2Brenewal%2529%2Bfor%2Bcitizens%2Bof%2BUkraine%2Bresiding%2Bin%2BEU\">petizione degli ucraini al Parlamento Europeo n. 1453\/2024<\/a>, queste restrizioni sul rilascio dei passaporti sono una violazione dei diritti umani.<\/p>\n<p>Riferendo di circa 15 prigionieri di coscienza e di altri casi di violazione dei diritti umani ben documentati, la maggior parte dei quali gi\u00e0 noti a livello internazionale, l&#8217;EBCO avverte che potrebbero essere molto pi\u00f9 numerosi i casi di procedimenti giudiziari, detenzioni preliminari, condanne, imprigionamenti, detenzioni arbitrarie e trattamenti crudeli nei confronti degli obiettori di coscienza, come suggeriscono le statistiche dei procedimenti giudiziari e dei tribunali, nonch\u00e9 gli elenchi noti dei nomi di persone che pregano per centinaia di obiettori di coscienza perseguitati nelle chiese ucraine. Il rapporto sottolinea la resistenza popolare spontanea su larga scala alla leva militare in Ucraina, con oltre 6 milioni di uomini idonei che non si sono sottoposti alla registrazione obbligatoria ai fini dell&#8217;arruolamento, nonostante le minacce di severe punizioni. Purtroppo, questa riluttanza a combattere la guerra raramente coincide con la consapevolezza del diritto umano all&#8217;obiezione di coscienza e con la disponibilit\u00e0 all&#8217;azione nonviolenta necessaria per fermare l&#8217;aggressione russa e garantire la resistenza della popolazione civile e la democrazia in Ucraina, che potrebbe essere un modo legittimo di servire pacificamente il Paese invece di contribuire allo sforzo bellico.<\/p>\n<p>Nei casi riportati dall&#8217;EBCO, gli obiettori hanno dimostrato la loro sincerit\u00e0 chiedendo un servizio alternativo non militare e appartenendo a chiese i cui insegnamenti proibiscono l&#8217;uso delle armi; il numero di membri di tali chiese e organizzazioni religiose, secondo il gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di redigere la legge sul servizio alternativo in tempo di guerra, potrebbe ammontare a 500.000.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto dell&#8217;EBCO e le sue raccomandazioni generali<\/strong><\/p>\n<p>Ogni anno, l&#8217;EBCO pubblica il Rapporto annuale sull&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare in Europa, avvalendosi dei contributi di governi nazionali, istituzioni per i diritti umani, ONG e reti di solidariet\u00e0. Il rapporto viene presentato al Parlamento Europeo, all&#8217;Assemblea Parlamentare e al Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d&#8217;Europa e alle autorit\u00e0 statali competenti, ogni volta accompagnato da una serie di raccomandazioni mirate. Le sue raccomandazioni generali, applicabili a tutti gli Stati europei, sono indicate nel rapporto:<\/p>\n<ol>\n<li>se gi\u00e0 non \u00e8 stato fatto, abolire il servizio militare obbligatorio e nel frattempo astenersi dal perseguire o perseguire in altro modo gli obiettori di coscienza, coloro che li sostengono o che sostengono l&#8217;obiezione di coscienza, senza che sia richiesta alcuna ulteriore azione da parte di tali persone; oppure -secondo &#8211; fornire un servizio alternativo non punitivo e non discriminatorio di natura puramente civile, che non deve essere asservito al sistema militare, ma progettato e gestito con la partecipazione degli obiettori di coscienza;<\/li>\n<li>riconoscere per legge il diritto all&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare, compreso il diritto all&#8217;obiezione di coscienza a tutte le forme di arruolamento, istruzione e addestramento obbligatori ai fini della coscrizione in tempo di pace e in tempo di guerra, e garantire che sia possibile per tutti gli obiettori di coscienza evitare l&#8217;arruolamento nelle forze armate e che tutti i membri in servizio delle forze armate o i riservisti possano ottenere il rilascio senza sanzioni nel caso in cui sviluppino obiezioni di coscienza, e che i diritti civili, economici e politici degli obiettori di coscienza siano pienamente tutelati;<\/li>\n<li>riconoscere l&#8217;obiezione di coscienza come parte vitale del pluralismo e della libert\u00e0 di religione e di credo nella societ\u00e0 democratica, garantire la consapevolezza della legittimit\u00e0 dell&#8217;obiezione di coscienza tra i funzionari e nell&#8217;opinione pubblica, e garantire la non discriminazione degli obiettori di coscienza, che non dovrebbero essere sottoposti a campagne di incitamento all\u2019odio ed essere considerati colpevoli del reato di elusione del servizio di leva, o di qualsiasi altro reato, e costretti a provare la loro innocenza;<\/li>\n<li>cessare immediatamente qualsiasi reclutamento nelle forze armate di persone di et\u00e0 inferiore ai 18 anni e interrompere qualsiasi addestramento di tipo militare di tali persone;<\/li>\n<li>accogliere le domande di asilo di tutte le persone che cercano di sottrarsi al servizio militare in qualsiasi Paese in cui non esistono disposizioni adeguate per gli obiettori di coscienza, e in particolare quando rischiano di essere costretti a partecipare a conflitti armati;<\/li>\n<li>diminuire le spese militari e aumentare le spese a favore della societ\u00e0, e mettere a disposizione dei cittadini con obiezioni di coscienza strumenti per specificare che nessuna parte delle tasse das loro pagate \u00e8 destinata alle spese militari;<\/li>\n<li>introdurre l&#8217;educazione alla pace in tutti i settori del sistema educativo e impedire qualsiasi forma di militarizzazione dei programmi di studi;<\/li>\n<li>adottare misure adeguate per gli obiettori di coscienza e impedire azioni violente nei loro preparativi istituzionali e legali per qualsiasi tipo di emergenza e risposta alle minacce percepite per la pace, ricordando che legittimi scrupoli di coscienza potrebbero impedire a un numero significativo di civili di sottomettersi al sistema militare, e che in nessun caso un obiettore di coscienza pu\u00f2 essere obbligato a portare o usare armi, anche per la legittima difesa del Paese.<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Fonte:\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.civilni.media\/331\/#in_English\"><em>civilni.media<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/freedomofbelief.net\/it\/articoli\/un-appello-a-russia-e-ucraina-per-il-rilascio-dei-prigionieri-di-coscienza\">Link all\u2019articolo completo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Ufficio Europeo per l&#8217;Obiezione di Coscienza (EBCO) ha pubblicato un rapporto annuale che chiede il rilascio di tutti i prigionieri di coscienza in Ucraina, compresi quelli detenuti nei territori occupati dalla Russia e coloro che hanno subito abusi a 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