{"id":2612082,"date":"2025-06-16T12:28:30","date_gmt":"2025-06-16T11:28:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2612082"},"modified":"2025-06-16T12:36:07","modified_gmt":"2025-06-16T11:36:07","slug":"rendere-obbligatori-i-test-alternativi-alluso-di-animali-una-petizione-al-parlamento-europeo-intervista-a-massimo-terrile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/06\/rendere-obbligatori-i-test-alternativi-alluso-di-animali-una-petizione-al-parlamento-europeo-intervista-a-massimo-terrile\/","title":{"rendered":"Rendere obbligatori i test alternativi all\u2019uso di animali, una petizione al Parlamento Europeo. Intervista a Massimo Terrile"},"content":{"rendered":"<p><em>Nella primavera del 2024 \u00e8 stato dato l&#8217;avvio ad un Comitato promotore per l&#8217;ICE &#8216;USE NAMs NOT ANIMALS&#8217;, coinvolgendo persone dedite alla causa antispecista e ovviamente antivivisezionista come la biologa Susanna Penco. All&#8217;ICE\u00a0 \u00e8 stata poi preferita una petizione al Parlamento Europeo (P.E), inviata ad aprile 2024 tramite il &#8220;Portale delle petizioni al P.E.&#8221;, con richiesta di interessarne la Commissione Europea. La petizione fu per\u00f2 accettata troppo tardi, a ottobre 2024, dopo la costituzione del nuovo P.E. e quando la Commissione Europea era ormai sciolta. Per questi motivi &#8211; sebbene accettata &#8211; la petizione fu archiviata e inviata solo alle commissioni del P.E. competenti, sottraendola cos\u00ec alla pubblicazione sul portale e rendendo impossibile l&#8217;accesso ai possibili &#8216;like&#8217; dei cittadini europei. Sulla base della risposta (incoraggiante) ricevuta &#8211; sebbene relativa alle posizioni in merito delle precedenti due istituzioni &#8211; le associazioni hanno pensato di proporne un&#8217;altra, pi\u00f9 precisa e pi\u00f9 documentata. Prendendo atto che i metodi alternativi validati dalla UE e dall&#8217;OCSE non sono considerati obbligatori nei relativi regolamenti UE, si \u00e8 ora voluto evidenziare che anche quelli validati nella UE dall&#8217;ECVAM di Ispra (centro comune europeo per la validazione dei metodi alternativi, che peraltro costa molti soldi pubblici) non sono inseriti nei rispettivi regolamenti UE per i test di tossicit\u00e0, ma archiviati in attesa dell&#8217;approvazione dell&#8217;OCSE (38 paesi), causando in tal modo l&#8217;utilizzo, evitabile, di migliaia di animali non umani. Ovviamente, tutto questo, per ragioni commerciali, dato che i prodotti testati utilizzando metodi approvati dall&#8217;OCSE, dopo anni, possono essere venduti anche in tali paesi, e non solo nella UE. A questo il Comitato promotore ha aggiunto la richiesta &#8211; precedentemente limitata all&#8217;inserimento nelle etichettature dei prodotti della dicitura &#8216;testato solo su animali&#8217; &#8211; che sia indicato se le sostanze chimiche usate siano o meno testate anche clinicamente (sugli umani), cosa che avviene solo per i farmaci (ma non nota al pubblico) per poterne informare i cittadini e consentire loro una maggior possibilit\u00e0 di scelta in relazione alle proprie convinzioni etiche e a salvaguardia della propria salute. Sulla nuova petizione al Parlamento Europeo intitolata <a href=\"https:\/\/files.spazioweb.it\/12\/df\/12dfa3ac-4d77-4b86-8def-349289a40423.pdf\">TUTELA DEGLI ANIMALI, DELLA SALUTE E DELLA LIBERTA\u2019 DI COSCIENZA<\/a>, abbiamo intervistato Massimo Terrile, attivista, membro del Movimento Antispecista e coordinatore del Comitato promotore della Petizione presso il Parlamento Europeo.<\/em><br \/>\n<strong>Da dove nasce questa proposta di petizione al Parlamento Europeo?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019iniziativa di predisporre ed inviare la Petizione \u2018TUTELA DEGLI ANIMALI, DELLA SALUTE E DELLA LIBERTA\u2019 DI COSCIENZA\u2019 al Parlamento europeo il 24 maggio 2025, tramite il Portale delle petizioni al P.E., anzich\u00e9 promuovere un\u2019I.C.E. (Iniziativa dei Cittadini Europei) destinata quindi solo alla Commissione europea, procedimento molto pi\u00f9 complesso, lungo e costoso (richiede almeno 1 milione di firme tra tutti i Paesi aderenti alla UE e non coinvolge direttamente i membri del P.E.), nasce da un gruppo di cittadini italiani, costituitosi come \u2018Comitato per le petizioni al Parlamento europeo\u2019. Questo comprendente artisti, biologi, filosofi, giuristi, giornalisti, medici, scrittori, veterinari, ecc., impegnati da tempo contro quella che veniva chiamata \u2018vivisezione\u2019. Questa \u00e8 ora detta \u2018sperimentazione animale\u2019 (termine introdotto dalla direttiva CE 2010\/63 sulla protezione degli animali usati a scopo scientifico). Il testo della Petizione, per ora non ancora pubblicato, in sintesi, su tale Portale, in attesa della dichiarazione di \u2018ricevibilit\u00e0\u2019 da parte della \u2018commissione per le petizioni\u2019 del P.E. che deve verificarne i requisiti per l\u2019ammissibilit\u00e0, \u00e8 disponibile in versione integrale sul sito di alcune associazioni, quali il Movimento Antispecista (v. Petizioni) e SOS Gaia.<\/p>\n<p>Vale tuttavia soffermarsi sul termine \u2018vivisezione\u2019, che trae origini dai crudeli esperimenti effettuati dal vivo, anche pubblici, senza anestesia, effettuati nei secoli passati (dal \u2018500 al \u2018700 circa), per studiare e dimostrare la biologia degli animali non umani. Lo studio di quella umana si effettuava \u00a0di nascosto, sui cadaveri, fino a quando \u00e8 stata legalizzata; in Italia \u00e8 avvenuto nel 1961.<\/p>\n<p>Dopo la suddetta direttiva, dal 2010 in poi, si sente spesso affermare che intervenire dal vivo su un animale non umano, senza anestesia, non sia pi\u00f9 permesso. Questo non \u00e8 vero. L\u2019art.14 delle direttiva stabilisce infatti le relative eccezioni, ad esempio ove l\u2019anestesia sia \u2018incompatibile con lo scopo dell\u2019esperimento\u2019. Inoltre, l\u2019Allegato VIII (VII nel Dlgs n. 26\/2014), in particolare, elenca\u00a0 gli esperimenti (ora detti \u2018procedure\u2019), autorizzabili dietro giustificazione col bilancio danni\/benefici (naturalmente ipotizzati dal proponente, senza sentire il parere dei \u2018diretti interessati\u2019), che possono causare sofferenze classificate anche come \u2018gravi\u2019. Ad esempio: gli interventi chirurgici o biologici invasivi (es.\u00a0 l\u2019induzione di tumori), l\u2019inalazione forzata di agenti chimici in cui la morte \u00e8 il punto finale, la riproduzione di animali con alterazioni genetiche suscettibili di generare distrofie o nevriti croniche, l\u2019irradiazione o chemioterapia in dose letale, l\u2019uso di gabbie metaboliche con limitazione grave del movimento per lungo periodo, le scosse elettriche, l\u2019isolamento completo di specie socievoli per lunghi periodi, lo stress da immobilizzazione per indurre ulcere gastriche o insufficienze cardiache, o la generazione di anticorpi monoclonali tramite la provocazione di ascessi, il nuoto forzato o altri esercizi fino allo sfinimento, gli xenotrapianti, la somministrazione di sostanze stupefacenti (cos\u00ec dette d\u2019abuso), ecc.<\/p>\n<p>Gli esperimenti \u2018in vivo\u2019, senza anestesia, sono quindi ancora autorizzabili sia a scopo di ricerca, sia di prove tossicologiche richieste dalle normative Ue, e non si pu\u00f2 dire che molti di questi non siano assimilabili a vere e proprie torture o \u2018vivisezioni\u2019. Usiamo oggi tuttavia il termine \u2018sperimentazione animale\u2019 (s.a.) sia per adeguarci a tale dizione della direttiva, sia in quanto il termine \u2018vivisezionista\u2019 \u00e8 stato considerato un reato (v. Corte di Cassazione, 14694\/2016), essendo inteso come un insulto, passibile di querela. Il nuovo termine, tuttavia, \u00e8 in parte corretto, almeno dal lato scientifico, in quanto non tutti gli esperimenti oggi autorizzabili sono assimilabili a vere e proprie \u2018vivisezioni\u2019, ma anche in quanto la nuova dizione, meno emotivamente impattante sulla sensibilit\u00e0 umana, consente di non mettere sullo stesso piano chi oggi effettua esperimenti \u2018in vivo\u2019 autorizzati, rispetto a chi, nel passato, operava senza autorizzazione e senza alcun controllo. Bench\u00e9 gli effetti possano essere simili.<\/p>\n<p><strong>A che punto si trova l&#8217;Unione Europea sul tema della vivisezione e della sperimentazione animale? Per cosa vengono ancora usate?<\/strong><\/p>\n<p>Nel quadro internazionale, la Ue si trova in una posizione avanzata, dal lato legislativo,\u00a0 per quanto riguarda la s.a. grazie alla suddetta direttiva 2010\/63, che non trova riscontro in altre legislazioni extra europee. Questa ha posto dei limiti (sebbene contenuti) a tale pratica, stabilendo il principio che gli esperimenti devono essere prima approvati dalle rispettive autorit\u00e0 sanitarie nazionali (leggi Ministeri della salute) in base ai parametri posti da tale direttiva. La precedente, la 86\/609 richiedeva infatti solo la comunicazione degli esperimenti in corso, non specificamente condizionati a tali principi. Per contro, la direttiva 2010\/63 vieta agli Stati membri di adottare una protezione \u2018pi\u00f9 estensiva\u2019 degli animali (art. 2), ovviamente allo scopo di livellare la concorrenza tra gli Stati membri, mentre la precedente la auspicava. Il che ha sollevato molte critiche, non potendosi mettere sullo stesso piano etica ed interessi economici. Infine, la direttiva demanda alla legislazione specifica (i \u2018regolamenti\u2019 Ue) le prove da effettuarsi per la sperimentazione cos\u00ec detta \u2018regolatoria\u2019, ossia quelle approvate\u00a0 dall\u2019OCSE, di cui la Ue fa parte, anche al fine di poter vendere tali prodotti nei 38 Paesi ad essa aderenti.<\/p>\n<p>Nella Ue, peraltro, esiste da tempo l\u2019ECVAM a Ispra, quale Centro Comune di Validazione dei Metodi Alternativi, che invia periodicamente all\u2019OCSE, per la ri-convalida, i nuovi metodi scoperti nella Ue, pur dovendo averne eseguito la validazione nell\u2019osservanza delle apposite Linee guida dell\u2019OCSE stessa. La Commissione europea per\u00f2 non li inserisce nei regolamenti fino all\u2019approvazione dell\u2019OCSE, che richiede circa 2 anni, impedendo cos\u00ec agli Stati membri di utilizzarli subito. Peraltro, non risulta che la legislazione Ue in materia obblighi la C.E. a seguire tale procedura, bens\u00ec solo \u2018a tener conto\u2019 degli aspetti internazionali al riguardo. A ci\u00f2 si aggiunge il ritardo nella pubblicazione nei regolamenti Ue di tali metodi da parte della C.E. , che richiede altri 2 o 3 anni. Per cui un nuovo metodo alternativo viene recepito nei regolamenti Ue anche tre o quattro anni dopo essere stato scoperto e validato nella Ue. Inoltre, nei regolamenti Ue tali metodi non sono ancora stati resi obbligatori, lasciando spesso allo sperimentatore la scelta del metodo \u2018in vivo\u2019 o \u2018in vitro\u2019, se presenti entrambi per una prova specifica (detta end-point). Almeno 1,4 milioni di animali non umani (v. rapporto ECVAM 2025) vengono pertanto \u2018sacrificati\u2019 nella sola UE, ogni anno, per le prove tossicologiche regolatorie, mentre moltissimi potrebbero essere salvati se la UE consentisse l\u2019uso dei metodi validati dall\u2019ECVAM nel mercato interno, prima della ri-convalida dell\u2019OCSE.<\/p>\n<p>A latere della direttiva 2010\/63, esistono pertanto nella Ue diversi regolamenti (obbligatori per i Paesi membri) per effettuare i test \u2018preclinici\u2019 sugli animali non umani e quelli \u2018clinici\u2019 sugli umani. Negli USA, ad esempio, esistono leggi specifiche per entrambi tali tipi di test, sotto il controllo di due diverse istituzioni, l\u2019FDA per farmaci e alimenti,\u00a0 e l\u2019EPA per le sostanze chimiche, ma non risulta esista una normativa assimilabile alla direttiva 2010\/63 per la protezione degli animali usati a scopi scientifici che imponga dei limiti agli esperimenti.<\/p>\n<p>Le finalit\u00e0 per le quali tali prove (o test) possono essere effettuate, nella Ue, riguardano sia la ricerca cos\u00ec detta \u2018di base\u2019 a puro scopo scientifico investigativo, sia quella \u2018traslazionale\u2019 (prove di efficacia verso gli umani) sia quella \u2018regolatoria\u2019 o \u2018applicata\u2019 riguardante test di tossicit\u00e0 previsti di <em>routine<\/em> per nuovi farmaci e sostanze chimiche (v. regolamento REACH) costituiti da 70 e pi\u00f9 prove \u00a0su mammiferi, pesci e molluschi.<\/p>\n<p>In particolare, per i farmaci, la sperimentazione \u2018preclinica\u2019 \u00e8 obbligatoria prima di passare a sperimentarli (davvero) sugli umani nelle 4 fasi della sperimentazione \u2018clinica\u2019 (volontari a titolo gratuito \u2018rimborsati dalle spese\u2019, ammalati ospedalizzati e pazienti \u2018consenzienti\u2019 delle ASL, e infine, in quella commerciale, sui pazienti, quali \u2018consumatori\u2019, dove si scopre che i test effettuati (su centinaia di \u2018volontari\u2019) spesso non bastano a escludere gravi effetti collaterali.<\/p>\n<p>Per le sostanze chimiche, \u00e8 invece obbligatoria solo la fase preclinica sugli animali non umani (anche per gli ingredienti riguardanti i cosmetici, nonostante quanto si dica), con gravi rischi poi per gli umani nell\u2019utilizzo di tali prodotti, sia per evitare stragi (anche) ecologiche all\u2019atto della commercializzazione, sia infine in quanto non si ha il coraggio di renderne obbligatori i test sugli umani. Non essendo tali prodotti utili a guarire dalle malattie,\u00a0 ne manca infatti la giustificazione \u2018etica\u2019, senza contare che \u00e8 molto pi\u00f9 difficile trovare, come per i farmaci, i volontari. Molti di questi test prevedono la morte dei soggetti, usati a centinaia di migliaia, come l\u2019LD50 o l\u2019LC50, nei quali la tossicit\u00e0 \u00e8 misurata dal superamento di una determinata soglia di animali morti (50%). Ovviamente senza possibilit\u00e0 di ricorrere ad anestesia.<\/p>\n<p>La ragione posta dalle autorit\u00e0 scientifiche della UE e dell\u2019OCSE per i test \u2018in vivo\u2019 \u00e8 che non tutte le prove per testare tali prodotti possono essere effettuate su parti del corpo esposte, come l\u2019epidermide. Alcune (tossicologia acuta, a prove ripetute, tossicit\u00e0 genetica e riproduttiva, farmacocinetica, ecc.), dette \u2018a livello sistemico\u2019, richiedono infatti che il test sia effettuato su un organismo animale integro e sano, senza interferenze con altre sostanze (come gli analgesici), al fine di scoprire i \u2018meccanismi di azione biologica\u2019 per i quali l\u2019organismo reagisce a determinate \u00a0sostanze, ancora molto poco noti.<\/p>\n<p>Tali informazioni non sono peraltro riportate sulle confezioni di farmaci, prodotti alimentari o prodotti per uso domestico che contengono tali sostanze, impedendo ai cittadini di mettere in atto le proprie scelte etiche e salutistiche, anche quali consumatori. Una tale consapevolezza pu\u00f2 infatti solo provenire dal riportare sulle confezioni di tutti tali prodotti l\u2019informazione di come sono stati testati, sia dal lato clinico (umano) sia preclinico (non umano), essendo il diritto alla salute e all\u2019informazione garantito dai Trattati dell\u2019Unione (Trattato sul Funzionamento dell\u2019Unione e Carta dei diritti fondamentali).<\/p>\n<p><strong>Spesso, sul tema della sperimentazione animale, c&#8217;\u00e8 chi afferma ancora che \u00e8 eticamente ammissibile a condizione che non avvengano maltrattamenti. Siamo sicuri che \u00e8 cos\u00ec ben delineato il confine tra &#8220;maltrattamento&#8221; e &#8220;sperimentazione animale&#8221;? Se la sperimentazione animale implica l&#8217;uso di un corpo animale e la sua medicalizzazione, pu\u00f2 essere considerata diversa da una condizione di maltrattamento? E&#8217; veramente etico usare gli animali per fini puramente umani?<\/strong><\/p>\n<p>Le gerarchie delle leggi, dal lato giuridico, sono tali per cui una \u2018legge speciale\u2019 ha la prevalenza su una \u2018legge generale\u2019, e le \u2018leggi speciali\u2019 non possono essere in conflitto tra loro in merito al campo di applicazione. Per cui, direttive e regolamenti Ue, essendo normative comunitarie \u2018speciali\u2019, sono prioritarie, anche a livello costituzionale (v. art. 117 della Costituzione: \u201cLa potest\u00e0 legislativa \u00e8 esercitata dallo Stato [<a href=\"https:\/\/www.senato.it\/1025?sezione=127&amp;articolo_numero_articolo=70\">70 e segg<\/a>.] e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonch\u00e9 dei vincoli derivanti dall&#8217;ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali\u201d). Di conseguenza una legge nazionale, come la 189\/2004 cos\u00ec detta \u2018sui maltrattamenti\u2019 che istituisce il Titolo IX bis del c. penale, non \u00e8 applicabile, salvo dichiarazione esplicita, ad altre leggi \u2018speciali\u2019 nazionali, n\u00e9 a quelle \u2018speciali\u2019 comunitarie (es. caccia, macellazione, allevamenti, trasporti, sperimentazione animale, ecc.). Il rispetto degli animali non umani, nonostante l\u2019art. 13 del Trattato sul Funzionamento dell\u2019Unione (T.F.U.) che invita a tener conto degli animali quali esseri senzienti, viene quindi ancora negato (e lo si riscontra paradossalmente anche nelle encicliche papali, v. Papa Francesco in \u2018Laudato s\u00ec \u2026\u2019 : la s.a. \u00e8 giustificabile se contribuisce a salvare vite umane), in funzione dell\u2019umano, perpetuando il mito antropocentrico della filosofia occidentale.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 ancora oggi la sperimentazione animale trova ancora cos\u00ec tanti sostenitori tra politici e scienziati, nonostante l&#8217;avvento dei metodi sostitutivi human-based? Cosa \u00e8 che fa propendere ancora per l&#8217;uso della sperimentazione animale piuttosto che per i metodi alternativi? E&#8217; una questione economica?<\/strong><\/p>\n<p>Da alcuni anni si stanno scoprendo sempre pi\u00f9 nuovi approcci metodologici (detti NAMs) che possono condurre a simulare le reazioni di organi animali umani e non umani alle sostanze farmacologiche e chimiche, utilizzando parti di organi fatte sviluppare da cellule staminali o da prelievi ex-vivo inseriti su \u2018chips\u2019, o mini organi sviluppati da colture cellulari, detti \u2018organoidi\u2019. Negli USA ad esempio \u00e8 stata modificata a gennaio 2023 la legge per le prove precliniche sui farmaci, rinominate \u2018non cliniche\u2019, ammettendo il ricorso a tali nuove metodologie, sebbene manchino le diposizioni per caratterizzarle e validarle, lasciato per ora alla valutazione della FDA. Ad oggi, tali metodi per sostituire le prove \u2018in vivo\u2019 a livello \u2018sistemico\u2019 sono quindi ancora allo stadio sperimentale.<\/p>\n<p>E\u2019 per\u00f2 fondamentale, per garantire il successo delle nuove metodologie, superare un\u2019ultima barriera. Ossia eliminare il \u2018paradosso della validazione\u2019 del metodo alternativo stesso. Oggi l\u2019OCSE, nelle Linee guida emesse per regolamentare la validazione dei metodi alternativi alla s.a., stabilisce che questi, per essere convalidati (dalla stessa) e quindi applicati nelle prove \u2018regolatorie\u2019 a livello internazionale, devono essere testati \u2018sugli animali\u2019 e dare gli stessi risultati delle prove effettuate \u2018in vivo\u2019 (o verso i test precedenti) su altri ceppi di animali. pur non essendo vietate le prove di confronto sugli umani, almeno in base al regolamento Ue 2014\/536 sui test clinici. In tal modo, \u00e8 impedito di verificare l\u2019oggetto stesso della ricerca: la validit\u00e0 di tali metodi a fini umani. Occorre quindi, per superare tale \u2018paradosso\u2019, che i test dei nuovi metodi siano effettuati (anche) clinicamente, sugli umani. Si dovrebbero quindi studiare metodi <em>human-based<\/em> separatamente da quelli <em>animal-based<\/em>, orientandosi a metodi specie-specifici, cos\u00ec come la nuova <em>medicina di genere<\/em> si orienta a testare e produrre farmaci per sessi diversi, bambini, anziani, donne in gravidanza, e gruppi etnici. Per le popolazioni di colore ad esempio \u00e8 noto che alcune tipologie di farmaci non sono interscambiabili con quelle per i bianchi. La \u2018propensione\u2019 all\u2019uso degli animali non umani \u00e8 quindi per ora imposta dalle normative internazionali e comunitarie causa l\u2019assenza di metodi sostitutivi (ossia n\u00e9 \u2018in vivo\u2019 n\u00e9 \u2018in vitro\u2019) validi per le prove a carattere sistemico. E\u2019 quindi sia una questione scientifica e normativa, che coinvolge anche aspetti economici.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 oggi la ricerca scientifica si ostina ad utilizzare maggiormente i test su animali per farmaci umani, quando l&#8217;essere umano \u00e8 completamente diverso &#8211; per esempio &#8211; dai murini? E&#8217; una questione economica?<\/strong><\/p>\n<p>La scienza ha ormai riconosciuto che le prove effettuate sugli animali non umani, a fini umani, sono inutili, in quanto le differenze biologiche tra le due categorie sono profonde (es. differenza di DNA, metaboliche, epigenetica, ecc.) e l\u2019alta variabilit\u00e0 dei risultati delle prove effettuate sui non umani impedisce di considerare attendibili i risultati, rappresentando pertanto un inutile dispiego di tempi e risorse, a parte l\u2019aspetto etico. Per di pi\u00f9 tali prove non garantiscono i volontari umani dai rischi nelle prove cliniche. \u00a0Tuttavia, fino a quando le nuove metodologie non saranno \u2018validate\u2019 come sopra descritto, e non solo per alcune prove specifiche, le attuali normative non potranno essere modificate, salvo eccezioni. Peraltro, le prove precliniche dei farmaci e delle sostanze chimiche servono, eccome, anche a fini veterinari. A tali fini non \u00e8 peraltro applicabile, per disposizione espressa, la direttiva 2010\/63 e infatti il relativo regolamento Ue per le prove a scopo veterinario si limita da \u2018auspicare\u2019 che vengano utilizzati i metodi alternativi.<\/p>\n<p><strong>I metodi sostitutivi human-based sono oggi certificati ed applicati in alcuni ambiti di ricerca? Se s\u00ec, che riscontri abbiamo in termini di efficacia e precisione?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non mi risulta esistano metodi sostitutivi \u2018human-based\u2019 validati a fini regolatori, salvo per alcuni specifici test (es. OCSE 458, Androgen Receptor TransActivation Assay using the stably transfected human AR-EcoScreen\u2122 cell line, o OCSE 431, Skin corrosion). Essendo questi validati, si suppone sia\u00a0 stata dimostrata la loro efficacia. Purtroppo non sono qui disponibili i risultati.<\/p>\n<p><strong>Quale esiti potrebbe avere la vostra petizione al Parlamento Europeo, qualora dovesse\u00a0 avere consenso?<\/strong><\/p>\n<p>Nel presente, \u00e8 stato ritenuto opportuno concentrarsi, per ridurre sofferenze e morti, sia umane sia non umane, sulla necessit\u00e0 che i metodi alternativi gi\u00e0 validati (dalla UE e\/o dall\u2019OCSE) relativi \u00a0alle prove <em>in vitro<\/em> o con <em>nuovi altri metodi senza uso di animali non umani <\/em>(NAMs), siano sempre realmente applicati, ossia siano resi \u2018obbligatori\u2019, ovvero autorizzati nella Ue, a fini del mercato interno, ove validati solo dall\u2019ECVAM, tenuto conto che per le prove a livello sistemico non esistono ancora metodi alternativi. Inoltre, che siano fortemente promosse ad ogni livello le nuove metodologie (NAMs), e che siano riportati, nelle confezioni dei prodotti farmaceutici e chimici, i metodi con i quali sono stati testati, sia a livello preclinico, sia clinico.<\/p>\n<p>Gli scopi cui si mira con le richieste effettuate (2) sono quindi essenzialmente:<\/p>\n<ol>\n<li>Chiedere ai Membri del P.E. di impegnare la Commissione europea a proporre le modifiche legislative per soddisfare le richieste effettuate nella Petizione;<\/li>\n<li>Informare i cittadini europei dei rischi per la loro salute dovuti all\u2019inefficacia degli attuali test regolatori sugli animali non umani per la sicurezza di farmaci e sostanze chimiche, e del loro diritto ad essere portati a conoscenza dei metodi di test utilizzati per la commercializzazione di tali prodotti, onde poter esercitare il loro diritto, anche quali consumatori, ad effettuare le proprie scelte etiche e salutistiche.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Nota 2<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><em>a) Includere, nei regolamenti riguardanti le prove precliniche di tossicit\u00e0 ed efficacia per farmaci ad uso umano o veterinario, prodotti biosimilari, dispositivi sanitari, cosmetici e sostanze chimiche prodotti nella UE, l\u2019obbligo dell\u2019utilizzo dei metodi alternativi in vitro o senza l\u2019uso di animali accettati dall\u2019OCSE o ritenuti scientificamente validi dalla Ue.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li><em>b) <\/em><em>Includere, nei regolamenti riguardanti le prove precliniche <\/em><em>di tossicit\u00e0 ed efficacia per farmaci ad uso umano o veterinario, prodotti biosimilari, dispositivi sanitari, cosmetici e sostanze chimiche prodotti nella UE,<\/em><em> i metodi alternativi in vitro o senza uso di animali validati nell\u2019Unione e trasmessi all\u2019OCSE per accettazione, consentendone l\u2019utilizzo in alternativa ai metodi in vivo ai fini della commercializzazione nell\u2019Unione.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li><em>c) Promuovere fortemente ad ogni livello la ricerca di nuovi approcci metodologici in vitro e\/o senza uso di animali, mirando alla qualificazione e standardizzazione di metodi computazionali, tecnologie \u2018organo-su-chip\u2019, organoidi e similari basate sulla specifica specie biologica e favorire l\u2019utilizzo a tali fini di materiali provenienti dalla donazione di corpi umani.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li><em>d) Includere, nei regolamenti riguardanti l\u2019etichettatura dei prodotti di cui ai punti precedenti, ove <\/em><em>commercializzati nella Ue, l\u2019obbligo di riportare sulle confezioni le diciture: \u2018sostanza testata su animali \/non testata su animali\u2019 e \u2018sostanza testate clinicamente \/ non testata clinicamente\u2019, per ogni componente, a seconda delle <\/em><em>prove effettuate.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Associazioni firmatarie della petizione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>-A.mici Randagi Odv, Enrica D. Miraglia, via Nicoloni 2, 21100 Varese (VA), Italia.<br \/>\n-A.N.T.A. Massa Carrara Odv, Cristina Bruschi, Via Aurelia Ovest, 182 , Massa (MS), Italia.<br \/>\n-AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, Lorenzo Croce, via Roma 62, 20006<br \/>\nPregnana Milanese (MI), Italia.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -Animal Law Italia ETS, Alessandro Ricciuti, via Rocco Dicillo 1, 70131 Bari (BA), Italia.<br \/>\n-Animal Friends of Croatia, Luka Oman, Jurisiceva 25, 10 000 Zagreb, Croatia.<br \/>\n-Animal Liberation Odv, Lilia Casali, via Polese 34, 40127, Bologna (BO), Italia.<br \/>\n-Asociaci\u00f3n Defensa Derechos Animal &#8211; ADDA, Carmen M\u00e9ndez, c\/ Bail\u00e9n, 164 bajos, 08013<br \/>\nBarcelona, Spagna.<br \/>\n-Associazione Gabbie Vuote Odv Firenze, Mariangela Corrieri, via Giorgio Pasquali 26, 50135<br \/>\nFirenze (FI), Italia.<br \/>\n-Associazione OSA (Oltre la Sperimentazione Animale) ETS, Maria Concetta Digiacomo, via<br \/>\nPiero Martinetti 28, 20147 Milano (MI), Italia.<br \/>\n-Associazione Vegan Animalista APS, Franco Libero Manco, via Cesena 14, 00182 Roma (RM),<br \/>\nItalia.<br \/>\n-Comitato Europeo Difesa Animali Odv, Roberto Tomasi, via Pietro e Maurizio Monti 53, 22034<br \/>\nBrunate (CO), Italia.<br \/>\n-Doctors Against Animal Experiments, Corina Gericke, Lustheide 85, 51427, Bergish Gladbach,<br \/>\nGermany.<br \/>\n-Gr. I. AYUSYA, Eugenia Silvia Rebecchi, via D. Cuneo 682, 16140 San Colombano Certenoli<br \/>\n(GE), Italia.<br \/>\n-LAC Lega per l\u2019Abolizione della Caccia, Raimondo Silveri, via Ernesto Murolo 11, 00145 Roma<br \/>\n(RM), Italia.<br \/>\n-LAV Lega Anti Vivisezione, Gianluca Felicetti, viale Regina Margherita 177, 00198 Roma (RM),<br \/>\nItalia.<br \/>\n-LEAL Lega Antivivisezionista ETS, Gian Marco Prampolini, via De Andreis 13, 20137 Milano<br \/>\n(MI), Italia.<br \/>\n-L.I.D.A. Sezione Firenze, Stefano Corbizi Fattori, via Empolese 37B, Scandicci (FI),Italia.<br \/>\n-LIMAV Italia Odv, Maurilio Calleri, via Lamarmora 162, 18038 Sanremo (IM), Italia.<br \/>\n-Movimento Antispecista, Valerio Pocar, via Principale 11, 20856, Correzzana (MB) Italia.<br \/>\n-OIPA Italia Odv, Massimo Comparotto, via Gian Battista Brocchi 11, 20131 Milano (MI), Italia.<br \/>\n-Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli, Via Casole d\u2019Elsa 11 &#8211; 00139 Roma (RM), Italia.<br \/>\n-S.O.S. GAIA, Rosalba Nattero, Via Principi d\u2019Acaja 2, 10143 Torino (TO), Italia.<\/p>\n<p><em><strong>Associazioni firmatarie dopo il 24 maggio 2025<\/strong><\/em><\/p>\n<p>-Tierschutz Austria (Wiener Tierschutzverein), Madeleine Petrovic, 2331 V\u00f6sendorf, Triester<br \/>\nStra\u03b2e 8, Austria.<br \/>\n-Centro Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale, Maria Grazia Barbieri, via San Martino<br \/>\n2\/14, 16131 Genova (GE), Italia.<br \/>\n-Irish Antivivisection Society, Catherine Morrow, PO Box 13713 , Dublin 14, Ireland.<br \/>\n-LNDC Animal Protection, Piera Rosati, Via Adolfo Wildt 19\/5, 20131 Milano (MI),Italia.<br \/>\n-Progetto No-Macello, Maria Grazia Barbieri, via Rino Mandoli 115\/13, 16139 Genova (GE),<br \/>\nItalia.<\/p>\n<p><strong><em>Legenda sigle usate:<\/em><\/strong><\/p>\n<p>EPA: Environmental Protection Agency (USA)<\/p>\n<p>FDA: U.S. Food and Drug Administration (USA)<\/p>\n<p>OCSE: Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (38 Paesi)<\/p>\n<p>ICH: International Council for Harmonization of Technical Requirements for Pharmaceuticals for Human Use.<\/p>\n<p>REACH: Registration, Evaluation and Authorization of Chemicals (regolamento CE 1907\/2006 e successivi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ulteriori informazioni<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.movimentoantispecista.org\/petizioni\/index\">http:\/\/www.movimentoantispecista.org\/petizioni\/index<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella primavera del 2024 \u00e8 stato dato l&#8217;avvio ad un Comitato promotore per l&#8217;ICE &#8216;USE NAMs NOT ANIMALS&#8217;, coinvolgendo persone dedite alla causa antispecista e ovviamente antivivisezionista come la biologa Susanna Penco. 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