{"id":2611150,"date":"2025-06-13T08:16:08","date_gmt":"2025-06-13T07:16:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2611150"},"modified":"2025-06-13T08:18:48","modified_gmt":"2025-06-13T07:18:48","slug":"la-cedu-legittima-i-respingimenti-collettivi-delegati-ai-libici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/06\/la-cedu-legittima-i-respingimenti-collettivi-delegati-ai-libici\/","title":{"rendered":"La CEDU legittima i respingimenti collettivi delegati ai libici"},"content":{"rendered":"<p>1. Obiettivo raggiunto.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/libia-grande-inganno\/?fbclid=IwY2xjawK362xleHRuA2FlbQIxMAABHqkHEbs_QVtzMq8qXGOkuN3tgYVLjxo6-A93VMgNWzAmU1D-8UHJVGDtSYOR_aem_ghZYnRxJoiqVPAEnxMAC0Q\">E\u2019 bastato rifornire i libici di motovedette<\/a><\/strong>\u00a0e garantire loro formazione congiunta e assistenza operativa. Si completa il circuito di aggiramento della sentenza di condanna dell\u2019Italia<strong><a href=\"https:\/\/unipd-centrodirittiumani.it\/it\/temi\/hirsi-jamaa-e-altri-c-italia-illegali-i-respingimenti-verso-la-libia-del-2009\">\u00a0sul caso Hirsi per i respingimenti collettivi illegali verso la Libia operati nel 2009 dalla motovedetta Bovienzo della Guardia di finanza<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo il Trattato di amicizia firmato da Berlusconi e Gheddafi nel 2008, che dava effetto al\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/file.asgi.it\/protocollo.italia.libia.tripoli.dicembre.2007.pdf\">Protocollo tecnico-operativo<\/a><\/strong>, sottoscritto dal capo della polizia Manganelli con il ministro Amato al Viminale, nel dicembre 2007, durante il governo Prodi, sono risultati decisivi gli accordi stipulati con il governo di Tripoli da Gentiloni e Minniti nel 2017 e poi mantenuti da tutti i successivi governi.<strong><a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/giustizia\/strasburgo-respinge-il-ricorso-dei-17-migranti-contro-litalia-nessuna-giurisdizione-extraterritoriale-jz2cs4vk?fbclid=IwY2xjawK36mJleHRuA2FlbQIxMAABHiR1bqeQBHG6L2-Jz5LXTRxGe0wnZI6-XIOSA2HhnEM5Q8-DIKLA5__Ag-Zj_aem_2WlH5KklDYLkZq2U8455tA\">\u00a0<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/giustizia\/strasburgo-respinge-il-ricorso-dei-17-migranti-contro-litalia-nessuna-giurisdizione-extraterritoriale-jz2cs4vk?fbclid=IwY2xjawK36mJleHRuA2FlbQIxMAABHiR1bqeQBHG6L2-Jz5LXTRxGe0wnZI6-XIOSA2HhnEM5Q8-DIKLA5__Ag-Zj_aem_2WlH5KklDYLkZq2U8455tA\">La Corte europea dei diritti dell\u2019uomo<\/a><\/strong>\u00a0ha respinto il ricorso sul caso del gommone intercettato da una motovedetta libica nel novembre 2017.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/acrobat.adobe.com\/id\/urn:aaid:sc:EU:f43d5a95-884e-4417-96e9-6ebfd1be0729?fbclid=IwY2xjawK36ttleHRuA2FlbQIxMAABHr2EUBIy52IXqHvMxH1SEDRozJKjfTpDOjGQPEFx5WjVK-yGkVG8T761L-1a_aem_RU0qSF6IMI79inadKZTPbA\">Secondo i giudici di Strasburgo<\/a><\/strong>,\u00a0<em>\u201cle autorit\u00e0 italiane non avevano il controllo effettivo dell\u2019area\u201d.<\/em>\u00a0Il capitano e l\u2019equipaggio della nave libica avrebbero agito in modo autonomo e non vi sarebbero prove che suggeriscano che il Centro di Soccorso di Roma avesse \u201c<em>il controllo sull\u2019equipaggio di questa nave e fosse in grado di influenzarne in alcun modo il comportamento\u201d<\/em>, dunque, \u201cLa Corte conclude che i ricorrenti non rientravano nella giurisdizione italiana (\u2026)<strong>\u00a0Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p><strong>Nel corso della intercettazione violenta,<\/strong>\u00a0operata in acque internazionali da una motovedetta libica prima che le autorit\u00e0 di Tripoli dichiarassero all\u2019IMO una zona SAR (di ricerca e salvataggio) di propria competenza,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/amnesty-international-accusa-governi-europei-complicita-terribili-abusi-rifugiati-migranti-libia\/\">come denunciato da Amnesty Internationa<\/a><\/strong>l, alcune persone finivano in mare e perdevano la vita, tra queste due bambini, figli dei ricorrenti, mentre il Ras Jadir dopo il richiamo giunto da un elicottero italiano si allontanava a grande velocit\u00e0, trascinandosi un uomo appeso fuori bordo ad una fune.<\/p>\n<p>Come si legge nella sentenza, ricorrenti R.J. e E.R.O., rimasti a bordo della Ras Jadir con circa altri quarantacinque sopravvissuti, sarebbero stati legati con delle corde dall\u2019equipaggio libico, che li avrebbe anche picchiati e minacciati; sono stati portati in un campo di detenzione a Tajura, in Libia, dove avrebbero subito maltrattamenti e violenze. In una data imprecisata, sono stati rimpatriati in Nigeria nell\u2019ambito del programma di rimpatrio umanitario volontario assistito dell\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM).<\/p>\n<p>I giudici di Strasburgo richiamano la loro precedente giurisprudenza secondo cui\u00a0<em>\u201cAnche nei casi in cui sia accertato che le presunte violazioni si sono verificate in un\u2019area sotto il controllo effettivo dello Stato convenuto (e che quindi rientravano nella sua giurisdizione ratione loci), lo Stato convenuto sar\u00e0 ritenuto responsabile delle violazioni della Convenzione solo se aveva anche la giurisdizione ratione personae. Ci\u00f2 significa che gli atti o le omissioni in questione devono essere stati commessi da autorit\u00e0 statali o essere altrimenti attribuibili allo Stato convenuto (par.81).<\/em><\/p>\n<p>La Corte osserva poi <em>\u201cche le prove contenute nel fascicolo dimostrano che il comandante e l\u2019equipaggio della nave libica hanno agito in modo autonomo, rifiutandosi di rispondere alle chiamate fatte loro dalle altre imbarcazioni presenti sul posto e dall\u2019elicottero della Marina italiana per coordinare le manovre di salvataggio (cfr. paragrafi 9 e 12). Inoltre, nulla fa pensare che gli agenti dell\u2019MRCC di Roma avessero un qualche controllo sull\u2019equipaggio della Ras Jadir e fossero in grado di influenzarne in qualche modo il comportamento<\/em>.<\/p>\n<p>In questo modo la Corte ignora quanto emerso nel corso del procedimento, che il coordinamento effettivo delle operazioni di soccorso era effettuato in quel tempo da bordo di una nave italiana che stazionava nel porto militare di Abu Sittah a Tripoli, nel quadro dell\u2019operazione Nauras, e che dalla stessa centrale provvisoria di coordinamento provenivano le intimazioni dirette alla Sea Watch 3 della omonima ONG tedesca, di allontanarsi dal luogo del soccorso.<\/p>\n<p>Lo stesso governo italiano aveva affermato nel corso della causa che <em>\u201cla Ras Jadir era stata la prima ad arrivare sul luogo del naufragio ed era stata prontamente designata dal JRCC di Tripoli come OSC\u201d<\/em>\u00a0(coordinatrice dei soccorsi). Il centro di coordinamento dei soccorsi (JRCC) di Tripoli a quel tempo operava in stretto collegamento con la centrale di coordinamento (MRCC) della Guardia costiera italiana con sede a Roma. Come emerge anche dalle comunicazioni intercorse tra la motovedetta libica e l\u2019elicottero italiano presente sulla scena dei soccorsi, che intimava inutilmente alla Ras Jadir di spegnere i motori per la presenza di persone in acqua. Sarebbe stato questo il profilo dirimente che i giudici di Strasburgo avrebbero dovuto affrontare, non certo quello del \u201c<em>sostegno economico e logistico fornito dall\u2019Italia alla Libia nella gestione dell\u2019immigrazione\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La Corte si arrocca sul principio della giurisdizione esclusiva (par.96), un principio gi\u00e0 utilizzato\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/archiviodpc.dirittopenaleuomo.org\/d\/1305-la-corte-europea-dei-diritti-dell-uomo-ha-dichiarato-i-respingimenti-collettivi-verso-la-libia-oper\">nel caso Hirsi\u00a0<\/a><\/strong>per affermare la responsabilit\u00e0 extraterritoriale dell\u2019Italia, che non trova corrispondenza nella successiva evoluzione dei rapporti tra autorit\u00e0 italiane e governo di Tripoli, proprio a partire dal 2017, e nella dinamica dei fatti occorsi durante il respingimento collettivo su delega italiana del 6 novembre 2017. Si pu\u00f2 avere \u201ccontrollo effettivo\u201d di un area marittima anche senza esercitare una giurisdizione esclusiva, e le zone SAR sono aree di responsabilit\u00e0 e non certo spazi di giurisdizione che in acque internazionali non si possono riconoscere ad una entit\u00e0 statale, come il governo di Tripoli, che non rispetta gli obblighi di soccorso ed i diritti fondamentali dei naufraghi.<\/p>\n<p>Non si vede come si possa escludere nell\u2019occasione giunta all\u2019esame della Corte, che le autorit\u00e0 italiane avessero fornito un concorso, assumendone la responsabilit\u00e0, per aver contribuito a porre in essere atti contrari alle disposizioni della Convenzione, come quelli sanciti con il divieto di tortura (art.3 CEDU) e con il divieto di respingimenti collettivi (art.4, Quarto Protocollo allegato alla CEDU). La decisione operativa assunta dall\u2019autorit\u00e0 marittima italiana di trasferire la competenza esclusiva dei soccorsi ai libici, quando ancora non era stata neppure dichiarata una zona SAR \u201clibica\u201d, ha comportato la successiva lesione dei diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione EDU. Non solo per quanto concerne il diritto ala vita e il diritto al soccorso in mare.<\/p>\n<p>Di fronte alla nota situazione di violazione dei diritti umani dei migranti intercettati in acque internazionali e ricondotti in Libia, esisteva un preciso obbligo giuridico per l\u2019Italia di rispondere alla richiesta di soccorso che aveva tempestivamente ricevuto, e di cooperare nelle attivit\u00e0 di salvataggio in mare ai sensi dell\u2019UNCLOS, della Convenzione SAR, e del Regolamento adottato ai sensi della Convenzione SOLAS. In modo da garantire lo sbarco in un porto sicuro (<em>place of safety<\/em>). Obbligo che radicava una giurisdizione italiana, rientrando tra i doveri delle autorit\u00e0 italiane, le prime ad essere investite da una chiamata di soccorso, assumere decisioni tali da incidere sulla vita e sulla libert\u00e0 di persone che si trovavano in acque internazionali, al di fuori di una giurisdizione nazionale.<\/p>\n<p>Non si vede poi come la Corte di Strasburgo possa affermare che l\u2019elicottero della Marina italiana presente sulla scena dei soccorsi non abbia preso parte alle operazioni di salvataggio (par.100). La sentenza appare contraddittoria, quando poi al paragrafo 102 \u201c<em>la Corte osserva che le prove contenute nel fascicolo dimostrano che il comandante e l\u2019equipaggio della nave libica hanno agito in modo autonomo, rifiutandosi di rispondere alle chiamate fatte loro dalle altre imbarcazioni presenti sul posto e dall\u2019elicottero della Marina italiana per coordinare le manovre di salvataggio (cfr. paragrafi 9 e 12).<\/em>\u00a0Non si vede come si possa parlare di una giurisdizione esclusiva libica, escludendo la concorrente giurisdizione italiana, quando si ammette che un mezzo della nostra Marina militare partecipava direttamente\u00a0<em>\u201cper coordinare le operazioni di salvataggio\u201d<\/em>, tanto da inviare richiami di fermare i motori al comandante della Ras Jadir che questo non rispettava.<\/p>\n<p>2.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2017\/07\/il-decreto-che-autorizza-la-nuova-missione-navale-in-libia\/?fbclid=IwY2xjawK37hxleHRuA2FlbQIxMAABHsmU4KiPMv28s52-eRMuJSLBX_JtI1HLsKzdPAmv2XZiyovZ6nlpjCklTTkQ_aem_P6gXU0-NnyDhAcpsrlO4MQ\">Nel luglio del 2017, una Deliberazione del Consiglio dei Ministri italiano prevedeva la partecipazione alla missione in supporto alla Guardia costiera libica richiesta dal Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale.<\/a><\/strong>\u00a0Tra gli obiettivi da raggiungere\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/esclusivo-la-verita-sui-respingimenti-in-mare\">con l\u2019operazione Nauras<\/a><\/strong>\u00a0,\u00a0<em>\u201cfornire supporto alle forze di sicurezza libiche per le attivit\u00e0 di controllo e contrasto dell\u2019immigrazione illegale e del traffico di esseri umani mediante un dispositivo aeronavale e integrato da capacit\u00e0 I SR (Intelligence, Surveillance, Reconaissance). In particolare, la missione ha i seguenti compiti, che si aggiungono a quelli gi\u00e0 svolti dal dispositivo aeronavale nazionale apprestato per la sorveglianza e la sicurezza nell\u2019area del Mediterraneo centrale: \u2013 protezione e difesa dei mezzi del Consiglio presidenziale \/ Governo di accordo nazionale libico (GNA) che operano per il controllo\/contrasto dell\u2018immigrazione illegale<strong>, distaccando, una o pi\u00f9 unit\u00e0 assegnate al dispositivo per operare nelle acque territoriali e interne della Libia controllate dal Consiglio presidenziale \/ Governo di Accordo Nazionale (GNA) in supporto a unit\u00e0 navali libiche;\u00a0<\/strong>\u2013 ricognizione in territorio libico per la determinazione delle attivit\u00e0 di supporto da svolgere; \u2013 attivit\u00e0 di collegamento e consulenza a favore della Marina e Guardia costiera libica; \u2013\u00a0<strong>collaborazione per la costituzione di un centro operativo marittimo in territorio libico per la sorveglianza, la cooperazione marittima e il coordinamento delle attivit\u00e0 congiunte.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/newsmagnify.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Decreto-di-convalida-e-di-sequestro-preventivo-GIP-di-Catania-27-Marzo-2018.pdf\">Secondo il Gip di Catania a marzo del 2018 (caso Open Arms)<\/a><\/strong>, pochi mesi dopo il respingimento collettivo delegato ai libici nel novembre del 2017,\u00a0<em>\u201cla circostanza che la Libia non abbia definitivamente dichiarato la sua zona SAR non implica automaticamente che le loro navi non possano partecipare ai soccorsi, <strong>soprattutto nel momento attuale, in cui iI coordinamento \u00e8 sostanzialmente affidato alle forze della Marina Militare Italiana, con i propri mezzi navali e con quelli forniti al libici<\/strong> (sulla costituzione della zana SAR da parte della Libia si veda quanto comunicato dal Comando Generale del Carpo delle Capitanerie di Porto Italiane con II rapporto di data 23.03.201 8, allegata in atti; dal quale si rileva che la Libia non sembra avere abbandonato ii percorso per dichiarare la detta zona SAR, ma solamente essersi attardata in pastoie burocratiche, al pari di altri Paesi, che comunque operano i soccorsi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In precedenza la Corte di Strasburgo era stata molto attenta rispetto alle Convenzioni internazionali che oggi finge di ignorare. La\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/unipd-centrodirittiumani.it\/it\/schede\/Hirsi-Jamaa-e-altri-c-Italia-illegali-i-respingimenti-verso-la-Libia-del-2009\/249\">Corte europea dei diritti dell\u2019Uomo (caso Hirs),<\/a><\/strong>\u00a0richiamata dalla<strong><a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2024\/02\/15\/sbarco-abbandono-migranti-si-dolo-eventuale\">\u00a0Corte di cassazione sul caso ASSO 28,<\/a><\/strong> aveva affermato che \u201c<em><strong>il divieto di respingimento<\/strong>\u00a0 costituisce un principio di diritto internazionale consuetudinario che vincola tutti gli Stati, compresi quelli che non sono parti alla Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati o a qualsiasi altro trattato di protezione dei rifugiati.\u00a0<strong>\u00c8 inoltre una norma di jus cogens:<\/strong>\u00a0non subisce alcuna deroga ed \u00e8 imperativa, in quanto non pu\u00f2 essere oggetto di alcuna riserva\u201d (articolo 53 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, articolo 42 \u00a7 1 della Convenzione sullo status dei rifugiati e articolo VII\u00a71 del Protocollo del 1967).<\/em><\/p>\n<p>Il principio di non respingimento, dettato dall\u2019art. 33 della Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati,<strong>\u00a0non pu\u00f2 essere dunque oggetto di alcuna riserva, ma non dovrebbe neppure essere aggirato con il ricorso ad accordi bilaterali,<\/strong>\u00a0e con la delega alle autorit\u00e0 libiche di operare respingimenti collettivi sotto coordinamento europeo, senza fare esporre direttamente unit\u00e0 navali italiane o maltesi.<\/p>\n<p>3.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2025\/06\/politica-di-pullback-tra-italia-e-libia-pericoloso-precedente-della-cedu\/\">La Corte europea dei diritti dell\u2019uomo delimita adesso la propria giurisdizione<\/a><\/strong>\u00a0in modo da non intralciare le intese operative tra Italia e Libia per sequestrare i naufraghi in acque internazionali e deportarli nei lager dai quali sono fuggiti. Anche per la Corte di Strasburgo, evidentemente, le Convenzioni internazionali di diritto del mare ormai non valgono nulla. E non rileva neppure il ruolo criminale di comandanti libici\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/lorenzo-bagnoli\/2019\/11\/13\/italia-libia-guardia-costiera?fbclid=IwY2xjawK366dleHRuA2FlbQIxMAABHsVJa6z-d9gSOnJcYnuCx_wEbRnc2syoBM7WvqL71pQpUeWrRBimONKOlbcr_aem_15DaIXFnXH05_jhNT6J7hQ\">come Bija<\/a><\/strong>\u00a0o\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.nigrizia.it\/notizia\/caos-tripoli-ucciso-potente-comandante-gheniwa-kikli-scontri-armati-citta\">come Abdel Ghani al-Kikli<\/a><\/strong>, uccisi in faide tra milizie, dopo essere stati, per conto del governo di Tripoli, interlocutori privilegiati delle autorit\u00e0 italiane e protagonisti di respingimenti collettivi su delega e di sequestri di persone migranti intercettate in acque internazionali.<\/p>\n<p>Il riconoscimento della giurisdizione esclusiva libica in acque internazionali, prima ancora che nel 2018 fosse istituita<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2024\/02\/19\/per-la-cassazione-la-zona-sar-libica-nel-2018-non-era-operativa-ed-oggi\/\">\u00a0la zona Sar \u201clibica\u201d<\/a><\/strong> con l\u2019esclusione totale della giurisdizione italiana, in un caso nel quale, nel novembre del 2017, era presente un nostro elicottero sopra il barcone intercettato, con un preciso ruolo di assistenza affidato dall\u2019IMRCC di Roma (Centrale di coordinamento della Guardia costiera), \u00e8 un precedente gravissimo che conferma come la Corte europea dei diritti dell\u2019Uomo, sulle questioni di maggiore \u201cspessore politico\u201d, sia ormai condizionata da governi xenofobi che cancellano i diritti umani ed il rispetto della vita e degli obblighi di soccorso in mare.<\/p>\n<p>Risulta assai inquietante, per i possibili sviluppi futuri, la considerazione finale dei giudici di Strasburgo, secondo cui\u00a0<em>\u201cLa Corte sottolinea, tuttavia, di essere competente solo a controllare il rispetto della Convenzione. Il compito della Corte \u00e8 quello di interpretare e applicare la Convenzione. La Corte non \u00e8 quindi competente a verificare il rispetto di altri trattati internazionali o obblighi internazionali che non derivano dalla Convenzione. Pertanto, ha sottolineato che, anche se altri strumenti possono offrire una protezione pi\u00f9 ampia della Convenzione, non \u00e8 vincolata dalle interpretazioni di strumenti simili adottate da altri organismi, poich\u00e9 le disposizioni di tali altri strumenti internazionali e\/o il ruolo degli organismi incaricati di controllarne l\u2019applicazione possono differire dalle disposizioni della Convenzione e dal ruolo della Corte<\/em>\u00a0(par.113).<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.asgi.it\/allontamento-espulsione\/sentenza-cedu-sulla-politica-di-pullback-tra-italia-e-libia\/\">La vergognosa decisione di irricevibilit\u00e0 per carenza di giurisdizione adottata dalla Corte europea dei diritti dell\u2019Uomo<\/a><\/strong>\u00a0non permetter\u00e0 al governo italiano di proseguire impunemente la collaborazione con le autorit\u00e0 libiche nelle intercettazioni e nel sequestro in acque internazionali dei naufraghi fuggiti dai campi di detenzione ancora gestiti dalle milizie che, come dimostrano\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/05\/18\/almasri-il-premier-libico-dbeibah-sul-rilascio-pressioni-sullitalia-e-si-dice-scioccato-dalle-accuse-dellaia\/7992761\/\">il caso Almasri<\/a><\/strong>, sul quale dovr\u00e0 pronunciarsi la Corte Penale internazionale, e gli<strong><a href=\"https:\/\/atuttomondo.unint.eu\/2025\/05\/15\/scontri-a-tripoli-dopo-luccisione-del-capo-delle-milizie-abdelghani-al-kikli\/\">\u00a0scontri pi\u00f9 recenti a Tripoli<\/a><\/strong>, continuano ad essere responsabili di gravi crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e <strong>non costituiscono un soggetto legittimo per le operazioni di ricerca e soccorso<\/strong>. Come ha recentemente affermato\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/06\/il-tribunale-conferma-la-guardia-costiera-libica-non-e-un-soggetto-legittimo-per-le-operazioni-di-ricerca-e-soccorso\/?fbclid=IwY2xjawK36BFleHRuA2FlbQIxMQABHgT2_9x1iducurCznXXLnm2JF_7QvwWn7AP7vJfmyvqvXseHsu28fz139T_8_aem_oRFOqQ1-ts5-Htg03JrjPQ\">la Corte d\u2019Appello di Catanzaro che lo scorso 11 giugno ha respinto il ricorso del governo italiano\u00a0<\/a>contro una sentenza che aveva dichiarato illegittimo il fermo della nave di soccorso Humanity 1<\/strong>, motivato proprio con il riconoscimento della \u201cgiurisdizione esclusiva\u201d della sedicente guardia costiera libica in acque internazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Obiettivo raggiunto.\u00a0E\u2019 bastato rifornire i libici di motovedette\u00a0e garantire loro formazione congiunta e assistenza operativa. 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