{"id":2595105,"date":"2025-04-04T18:14:02","date_gmt":"2025-04-04T17:14:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2595105"},"modified":"2026-02-12T11:13:33","modified_gmt":"2026-02-12T11:13:33","slug":"not-europe-first-un-anti-manifesto-contro-i-nazionalismi-ipertrofici-e-la-retorica-europeista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/04\/not-europe-first-un-anti-manifesto-contro-i-nazionalismi-ipertrofici-e-la-retorica-europeista\/","title":{"rendered":"Not Europe First. Un anti-manifesto contro i nazionalismi ipertrofici e la retorica europeista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201cL\u2019educazione dovrebbe inculcare l\u2019idea che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione \u00e8 pi\u00f9 importante della competizione\u201d<\/em><br \/>\n<em>Bertrand Russell<\/em><\/p>\n<p>In queste settimane, proprio in concomitanza con la corsa al Rearm Europe di Ursula Von Der Leyen, a livello mediatico e culturale si \u00e8 continuato a pontificare sull&#8217;importanza di \u201cun&#8217;Europa Unita\u201d sulla falsa riga dei &#8220;padri fondatori di Ventotene&#8221;, salvo poi non aver mai letto il Manifesto di Ventotene e sfociare in una retorica europeista che sempre pi\u00f9 ha le stesse caratteristiche di una qualunque moda del momento.<\/p>\n<p>In questi trent&#8217;anni di Unione Europea non si \u00e8 fatto altro che opporre ogni singolo nazionalismo sciovinista all&#8217;ideale dell&#8217;europeismo, spesso facendo intendere che \u201cessere europeisti\u201d elevasse il proprio status morale e civile.<\/p>\n<p>Nulla di pi\u00f9 falso e falsato. Oggi pi\u00f9 che mai si vede come l&#8217;europeismo di cui si parla \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217;alter-ego dei tanti vergognosi nazionalismi, etnicismo, etnocentrismi, sciovinismi e localismi del passato quanto del presente. La retorica europeista ha il fine di generare un \u201cnazionalismo europeista\u201d.<br \/>\nL&#8217;europeismo che si \u00e8 realizzato in questi decenni ha mostrato finalmente il suo volto, gettando la sua maschera fatta di ricami sulla &#8220;convivenza pacifica di popoli&#8221;. L\u2019europeismo ha dimostrato di essere un grande ideale nazionalista che ha la sua base nell&#8217;eurocentrismo; nella presunzione suprematista dell&#8217;essere l&#8217;unica civilt\u00e0; nella presunzione che debba insegnare a tutto il resto del mondo il &#8220;vivere civile&#8221; e il vago ed indefinito ideale di \u201clibert\u00e0\u201d; nella presunzione eurocentrica di possedere a differenza di altri La Filosofia, La Scienza, La Cultura, La Democrazia.<\/p>\n<p>Non serve un genio per capire che gli europeisti di oggi, in modo bonario, stanno usando lo stesso linguaggio dei beceri nazionalismi. Con il bombardamento mediatico di queste settimane sul \u201csentimento europeo\u201d, sulla \u201ccittadinanza europea\u201d e sul \u201csentirsi europei\u201d (cosa che gi\u00e0 ai tempi della Brexit si sentiva in modo nauseante) si ha la sensazione che l\u2019europeismo del riarmo di oggi voglia a tutti i costi gettare nel dimenticatoio tutti i beceri nazionalismi sorti in Europa, non tanto perch\u00e9 sono malsani e tossici, ma perch\u00e9 vuole riaffermare un altro becero nazionalismo fondato sull\u2019 \u201cidentit\u00e0 europea\u201d di cui tanto si parla.<\/p>\n<p>Credo che non solo dobbiamo rifiutare i nazionalismi, ma anche la logica dei nazionalismi ed approfondire meglio cosa significa essere \u201cnazione\u201d. Ogni antropologo, sociologo, politologo e filosofo vi pu\u00f2 dire che ogni nazione \u00e8 una struttura artificiale. Ogni gruppo umano \u00e8 nato perch\u00e9 si \u00e8 autodefinito ed ha avuto il bisogno\/idea di definirsi. Se noi prendiamo gli etnonimi, ovvero i nomi delle etnie che i popoli si autoassegnano, vediamo che nella stragrande maggioranza dei casi ogni popolazione si \u00e8 definita con termini positivi: \u201cgli uomini\u201d, \u201ci guerrieri\u201d, \u201ci coraggiosi\u201d, \u201cgli uomini liberi\u201d, \u201cgli uomini integri\u201d. Nessuno si \u00e8 autodefinito con termini negativi perch\u00e9 ciascuno ha un\u2019autopercezione di s\u00e9 migliore di quella che \u00e8, o comunque pensa di essere migliore di qualcun altro, ed ha una percezione dell\u2019altro come \u201cun po\u2019 meno uomo\u201d, \u201cun po\u2019 meno coraggioso\u201d, \u201cun po\u2019 meno libero\u201d, \u201cun po\u2019 meno integro\u201d.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il germe dell\u2019etnocentrismo, che a sua volta nasce anche dal bisogno positivo di definire un \u201cnoi\u201d e tracciare \u2013 spesso in modo negativo &#8211; un confine tra \u201cnoi\u201d e \u201cloro\u201d. Ogni popolazione del mondo si \u00e8 percepita tale in base a stratificazioni storiche, sociali, culturali, religiose, linguistiche e questo \u00e8 anche il processo che ha travolto (non in tutti i casi) anche il processo di formazione degli Stati nazionali: un gruppo umano ha sentito il bisogno di autodefinire la convivenza in un \u201cnoi\u201d in cui si condividono certi elementi; ogni gruppo si \u00e8 autodefinito come tale, l\u2019autopercezione ha definito i presupposti per autopercepirsi come tali (ovvero l\u2019identit\u00e0) e le caratteristiche sono il presupposto per essere tutti insieme una \u201cnazione\u201d. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ptin17aIN-0\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ptin17aIN-0<\/a><\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 importante ricordare: i concetti di \u201cnazione\u201d e di \u201ccomunit\u00e0\u201d non sono negativi di per s\u00e9, ma possono diventarlo in base ai presupposti su cui questi gruppi decidono di fondarsi e costruirsi. Infatti possono diventare negativi quando o si crea una \u201ccomunit\u00e0 chiusa\u201d o il concetto di \u201cnazione\u201d viene imposto dall\u2019alto: uno si fonda su un\u2019idea escludente dell\u2019alterit\u00e0, mentre il secondo ha l\u2019intento di omologare, uniformare, assimilare a s\u00e9 l\u2019altro senza che venga riconosciuto come tale. Questa distinzione si pu\u00f2 ben vedere da un lato oggi con la crescita dei nazionalismi xenofobi in tutta Europa; e dall\u2019altro nella storia delle colonizzazioni, delle invasioni e degli sciovinismi dove dei popoli che si consideravano superiori hanno distrutto, invaso, colonizzato altri popoli innescando una rivalsa patriottica nei popoli oppressi che hanno lottato per la loro liberazione e la loro indipendenza (<a href=\"https:\/\/unipd-centrodirittiumani.it\/it\/temi\/autodeterminazione-diritti-umani-e-diritti-dei-popoli-diritti-delle-minoranze-territori-transnazionali#:~:text=Il%20%E2%80%9Cprincipio%E2%80%9D%20di%20autodeterminazione%20dei,%E2%80%9Cl\">diritto umano all\u2019autodeterminazione dei popoli<\/a> ).<\/p>\n<p>Non dobbiamo dimenticare, come scriveva l\u2019antropologa Ida Magli, che: <em>\u201cUn popolo \u00e8 come un individuo, la sua identit\u00e0 si costruisce allo stesso modo con il quale si costruisce quella d\u2019un individuo: con il proprio nome, i propri antenati, la propria famiglia, la propria casa, la propria lingua, la propria storia\u201d<\/em>. Non dobbiamo dimenticarci che i popoli, le culture, le lingue esistono e non sono artificiali.<\/p>\n<p>Quindi, se \u00e8 vero che la \u201cnazione\u201d \u00e8 una comunit\u00e0 pre-politica di destino, un fenomeno artificiale, e pu\u00f2 essere \u2013 se malsano &#8211; un rovinoso modello per accumunare in base alla nascita e al suolo, un principio per discriminare il \u201cnoi\u201d dal \u201cloro\u201d; \u00e8 anche vero che se un concetto di \u201cnazione\u201d viene imposto artificialmente dall\u2019alto ad una pluralit\u00e0 di popoli, che non si sentono uno, pu\u00f2 generare gli stessi conflitti fratricidi.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il motivo fondamentale per cui il progetto d\u2019unificazione europea \u2013 sul modello funzionalista di Jean Monnet &#8211; era sbagliato fin dall\u2019inizio ed ha generato una crisi evidente: l\u2019hanno chiamata \u201ccrisi\u201d i politici che avevano voluto costruire l\u2019Unione Europea senza consultare i popoli. Quello che oggi si vede chiaramente, quindi, non \u00e8 la crisi bens\u00ec il giudizio negativo dei popoli e la debolezza di una costruzione cui manca qualsiasi forza vitale proprio perch\u00e9 mancano i popoli.<\/p>\n<p>I grandi popoli della storia, penso ai popoli indigeni della Terra, non hanno mai deciso a tavolino di autopercepirsi tali. La loro costituzione non \u00e8 mai avvenuta in modo meccanico, ma in modo pi\u00f9 o meno spontaneo in lunghissimi processi che si perdono nella notte dei tempi. Non si sedevano a tavolino per decidere come autodefinirsi, ma vivevano la convivenza e la condivisione quotidianamente con tutte le difficolt\u00e0 del caso ed \u00e8 questa che costruiva quotidianamente il loro sentimento di appartenenza ad una comunit\u00e0, facilitati anche da legami culturali, linguistici, religiosi e di altro tipo che avevano instaurato spontaneamente.<\/p>\n<p>Inoltre, molti sostengono che esattamente come ci sono gli \u201cStati Uniti d\u2019America\u201d ci possono essere anche gli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d, ma questi dimenticano la storia. Gli USA si concepiscono \u201cnazione\u201d e sono l\u2019esempio pi\u00f9 lampante di come una nazione si costruisce in modo artificialmente: una nazione nata dalle ceneri di uno dei pi\u00f9 grandi etnocidi della storia dell\u2019umanit\u00e0 (100 milioni di nativi nordamericani); una nazione composta da discendenti di coloni europei, da discendenti di galeotti europei mandati all\u2019epoca a colonizzare, da discendenti di europei migrati in America per cercare fortuna e da discendenti degli schiavi africani importanti dagli europei per lavorare nelle loro grandi distese di piantagioni.<br \/>\nL\u2019Europa non ha questa storia: siamo una pluralit\u00e0 di nazioni, popoli, lingue, culture, tradizioni diverse tra loro che hanno imparato, nonostante i campanilismi, a vivere pacificamente. Un tedesco \u00e8 molto diverso da un italiano e non \u00e8 la stessa diversit\u00e0 che ci pu\u00f2 essere tra un abitante del Montana ed uno dell\u2019Illinois: questo perch\u00e9 i primi sono attraversati da storie, culture e mentalit\u00e0 diverse evidenti che sono una ricchezza; mentre i secondi sono uniti da Whitman, dall\u2019american view of life, dal Giorno del Ringraziamento e dall\u2019emozione per la bandiera a stelle e strisce.<\/p>\n<p>Davvero siamo convinti che allargare il concetto di \u201cnazione\u201d oggi, superando le altre nazioni, possa essere la soluzione. Se \u00e8 vero che il concetto di \u201cnazione\u201d ha portato ai conflitti fratricidi nella storia novecentesca dell\u2019Europa, \u00e8 anche vero che una \u201cnazione europea\u201d estenderebbe solamente la percezione di un \u201cloro\u201d fuori dai confini europei. Questo sembra proprio essere il segnale del Rearm Europe di Von Der Leyen. Quale beneficio pu\u00f2 portare spostare il tratteggiato del confine, senza mettere in discussione il confine stesso? Semplice: riproporre la stessa logica della ormai ritrita \u201cunit\u00e0 nazionale\u201d per stabile un nuovo nemico e preparare la guerra.<\/p>\n<p>Gli &#8220;Stati Uniti d&#8217;Europa&#8221; di cui tanto si parla oggi sarebbero una federazione europea su base neoliberale nonch\u00e9 una copia degli &#8220;Stati Uniti d&#8217;America\u201d: una nazione artificiale che nei decenni \u00e8 stata la culla dell\u2019imperialismo, dello sciovinismo e del nazionalismo pi\u00f9 sfrenati che hanno generato solo altre guerre per il mondo.<\/p>\n<p>Io non credo che oggi sia giusto parlare di \u201cidentit\u00e0 europea\u201d, \u201ccultura europea\u201d, \u201csentirsi europeo\u201d, \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d. Non \u00e8 mai esistita una \u201ccultura europea\u201d e una \u201cidentit\u00e0 europea\u201d proprio perch\u00e9 sono sempre esistite le \u201cculture europee\u201d, le \u201cidentit\u00e0 europee\u201d, le \u201cnazioni europee\u201d: una pi\u00f9 diversa dall\u2019altra e con influenze completamente diverse l\u2019una dall\u2019altra. Nella storia sono in molti ad aver avuto l\u2019\u201cidea di Europa\u201d, ma i tentativi di unificazione non sono mai andati a buon fine perch\u00e9 non \u00e8 mai esistita un\u2019Europa se non come territorio geografico. Quello che \u00e8 sempre esistito \u00e8 una pluralit\u00e0 di nazioni, lingue, culture, popoli con i loro nomi a cominciare dai Romani, i Galli, gli Iberici, Celti, Alemanni, Longobardi, Franchi, Ungari, Volsci, Etruschi, etc che a loro volta hanno plasmato, contaminato ed influenzato altre culture.<\/p>\n<p>Sono veramente pochi quelli che per entusiasmo e ideologia nazional-europeista si potrebbero definire oggi \u201ccittadini europei\u201d di un \u201cpopolo europeo\u201d. Io stesso, non avendo alcuna simpatia per i nazionalismi, posso dire di essere italiano per questioni di nascita (di non sentire troppo entusiasmo per questo) e di non sentirmi europeo perch\u00e9 non so cosa significhi. Posso per\u00f2 dichiarare di sentirmi un umano che fatica a trovare un posto in questo mondo e che avrebbe l\u2019ambizione di considerarsi \u201ccittadino del mondo\u201d, anche se a nessuno importa molto di percepisci una grande <em>umanit\u00e0 pluriversale<\/em> in cui vengano valorizzate\/sacralizzate le diversit\u00e0.<\/p>\n<p>Come \u201cEuropa\u201d, saremmo l\u2019ennesima nazione artificiale che non ha imparato dalla storia, con il rischio di far scoppiare guerre fratricide interne: perch\u00e9 un conto \u00e8 sentirsi popoli fratelli indipendenti ed un altro \u00e8 sentirsi un unico popolo. Oltretutto il termine \u201cEuropa\u201d \u00e8 di per s\u00e9 l\u2019esempio della nostra autopercezione positiva, in quanto la <a href=\"https:\/\/teens.cittanuova.it\/about\/a-passeggio-con-europa\/#:~:text=Ma%20qual%20%C3%A8%20l'etimologia,%2C%20pensieri%2C%20idee%20e%20culturalit%C3%A0\">parola potrebbe derivare<\/a> da <em>\u201ceurus\u201d<\/em>, che significa \u201campio\u201d, e <em>\u201cops\u201d<\/em>, che significa \u201cocchio\u201d, ovvero <em>\u201campio sguardo\u201d<\/em>. Ed \u00e8 proprio questo \u201csguardo ampio\u201d ad essere lo specchio di ci\u00f2 che l\u2019Europa, come tale, si \u00e8 sentita in passato e si sente di avere rispetto agli altri popoli della Terra.<\/p>\n<p>Celebrare l&#8217;Europa \u2013 come ha vergognosamente affermato Michele Serra &#8211; oggi significa dimenticare che questa stessa Europa ha costruito il suo impero sul colonialismo, che ha fomentato guerre e che ora si veste da paladina della pace mentre vende armi e continua ad armarsi. Gli europeisti pi\u00f9 accaniti dimenticano che l\u2019Europa non \u00e8 nata ieri, ma \u00e8 nata sulle spalle di popoli oppressi, sulle risorse rubate, sulle culture distrutte, sull\u2019occidentalizzazione e soprattutto sugli <em>epistemicidi<\/em>, ovvero gli annientamenti di altre visioni di mondo. Il <a href=\"https:\/\/www.veramente.org\/it\/notizie\/una-piazza-per-l-europa-no-grazie.html\">colonialismo europeo<\/a> \u00e8 stato un gigantesco saccheggio globale, e oggi ci ritroviamo a celebrare un continente che si \u00e8 arricchito grazie alla schiavit\u00f9 e a stermini.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, che si vanta di essere un faro di civilt\u00e0, nasconde scheletri nell\u2019armadio che farebbero impallidire anche il pi\u00f9 cinico dei dittatori. Ecco perch\u00e9 passare dai nazionalismi ipertrofici al \u201cnuovo nazionalismo\u201d incensato dalla retorica europeista odierna non solo \u00e8 nauseante, ma patetico.<br \/>\nIl concetto di \u201cEuropa\u201d, se vogliamo dirla tutta, non \u00e8 mai stato un concetto democratico n\u00e8 tantomeno pacifista. \u00c8 cos\u00ec grottesco da sembrare quasi una barzelletta. Come ricordava il filologo Luciano Canfora in una intervista al giornalino dell\u2019ONG Emergency qualche anno fa, \u201cl\u2019idea di Europa\u201d nel Novecento nasce nel 1915 con l\u2019ideale pangermanista di \u201cMitteleuropa\u201d esplicitata da Friedrich Naumann ed in seguito come una dettagliata strategia per il predominio economico-militare della Germania rispetto alle altre potenze europee perpetrata da Adolf Hitler attraverso il <a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/piano-funk-ovvero-il-vero-inizio-dellunione-europea-di-a-m-rinaldi\/\">Piano Funk<\/a>, redatto appunto da Walter Funk in qualit\u00e0 di ministro per gli affari economici del Terzo Reich dal 1938 al 1945.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 mi preoccupano tutte quelle illazioni europeiste che continuano ad esserci: dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/commenti\/2025\/02\/27\/news\/una_manifestazione_per_l_europaserra-424032102\/\">appello di Michele Serra<\/a> su La Repubblica, all\u2019appello \u201cPer un\u2019Europa Libera e Forte\u201d della neoliberale Pina Picierno; dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=X9ouobMaeK4\">eurocentrismo\/eurorazzismo di Roberto Vecchioni<\/a>, alle <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=l9pd3wr2RxQ\">banalit\u00e0 bellicistiche di Corrado Augias<\/a>; per non parlare delle strumentalizzazioni del Manifesto di Ventotene da parte sia di Giorgia Meloni sia dei federalisti europei. Mi preoccupano anche coloro che parlano della necessit\u00e0 di una dichiarazione \u201cWe Are Europe People\u201d perch\u00e9 somiglia molto, parafrasando Trump, a \u201cMake Europe Great Again\u201d o \u201cEurope First\u201d, o parafrasando Obama, \u201cYes, we can\u201d: tutte facce della stessa medaglia.<br \/>\nIl \u201cpartito unico europeista della guerra\u201d ama le bandiere blu dell\u2019Unione Europea a tal punto da manifestare con esse e dice di far tesoro dei \u201cvalori fondativi dell\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>Ma di quale \u201cEuropa\u201d e di quali \u201cvalori europei\u201d si continua a parlare?<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato il momento di dire chiaramente e senza mezzi termini che l\u2019Europa che abbiamo vissuto in questi decenni \u00e8 stata una finzione comunicativa e retorica. I principi del Manifesto di Ventotene non si sono mai realizzati, poich\u00e9 non si \u00e8 mai realizzata l\u2019idea di una confederazione socialista di Stati sovrani, fratelli, solidali, interdipendenti, basati sulla garanzia di un solido welfare state senza sopraffazione reciproca in cui la convivenza dei popoli, delle culture fosse garantita. Per non parlare dell\u2019ideale dell&#8217;eurocomunismo di Enrico Berlinguer, di Georges Marchais e di Santiago Jos\u00e9 Carrillo Solares &#8211; plasmato sui nobili ideali politici ed etici dell\u2019internazionalismo \u2013 che \u00e8 stato solo pensato sulla carta, ovviamente, e mai realizzato per evidenti motivi di svantaggio politico che tutte le forze comuniste hanno avuto in Occidente.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione Europea di oggi \u00e8 nata su ispirazione del progetto Pan-Europa del liberalconservatore Kalergi (il primo in assoluto a parlare di \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d) per un&#8217;Europa tecnocratica; sulle spoglie dell&#8217;integrazione economica della CECA del 1951 basata sull&#8217;estrattivismo; sul modello funzionalista di Jean Monnet che consisteva nel &#8220;togliere sovranit\u00e0 agli Stati senza che se ne accorgessero&#8221;; sull&#8217;idea di integrazione monetaria dell\u2019economista francese Francois Perroux con l&#8217;idea di &#8220;togliere agli Stati la loro ragion d&#8217;essere&#8221;; sull\u2019ordoliberismo tedesco che ha mantenuto la Germania in una posizione egemone con l\u2019economia sociale di mercato dei trattati di Maastricht; e sul libero mercato della globalizzazione capitalista.<\/p>\n<p>Quindi di quali \u201cvalori fondativi europei\u201d si continua a parlare?<\/p>\n<p>Il 10 dicembre 2012, con una decisione unanime del Comitato norvegese per il Nobel, il Premio Nobel per la Pace \u00e8 stato assegnato all&#8217;Unione Europea <a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/2022\/12\/09\/dal-nobel-per-la-pace-alla-guerra-in-ucraina-le-nuove-sfida-dellunione-europea#:~:text=Il%2010%20dicembre%202012%2C%20con,dei%20diritti%20umani%20in%20Europa%22\">\u201cper il suo contributo al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa\u201d<\/a>, per aver \u201ccreato un&#8217;unit\u00e0 tra popoli differenti\u201d e per aver \u201criunificato il continente attraverso gli strumenti della pace\u201d. Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, comment\u00f2 che il premio Nobel per la pace \u201c\u00e8 per tutti i cittadini dell&#8217;Unione europea\u201d; mentre Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, ha affermato che \u00e8 stato \u201cil pi\u00f9 forte riconoscimento che l&#8217;Unione europea potesse ricevere\u201d.<\/p>\n<p>Tanti sarebbero gli esempi che testimoniano l\u2019ipocrisia di questa Europa, ma questo latrato lo testimonia meglio di tutti. Si dimentica l\u2019americanizzazione della difesa europea, in cui i Paesi europei hanno delegato la difesa alla NATO diventando de facto delle pedine neocoloniali. Si dimenticano i \u201ccontributi alla pace e alla riconciliazione\u201d dell\u2019Europa con la guerra umanitaria in Jugoslavia, il bombardamento del Kosovo, l\u2019appoggio al conflitto out of area della NATO in Afghanistan e il silenzio-assenso sul conflitto in Siria; si dimenticano i \u201ccontributi ai diritti umani\u201d dell\u2019Europa con i migranti morti ibernati a Calais, con la militarizzazione a Ceuta e a Melilla, con l\u2019Agenzia Frontex e la militarizzazione dei flussi migratori, con l\u2019ecatombe di pi\u00f9 di <a href=\"https:\/\/integrazionemigranti.gov.it\/it-it\/Ricerca-news\/Dettaglio-news\/id\/3977\/30-mila-migranti-morti-nel-Mediterraneo-in-10-anni#:~:text=Nel%20decennio%20dal%202014%20al,la%20vita%20almeno%2029mila%20persone.&amp;text=Verso%20una%20inversione%20di%20tendenza,il%202016%20(oltre%205mila)\">30mila migranti morti dal 2000 al 2024 nel Mediterraneo<\/a>, con l\u2019Accordo Italia-Albania e la sospensione dei diritti umani, con la facilitazione della tratta di essere umani (e il rimpatrio del generale libico Almasri), con la repressione della Rotta Balcanica, con il muro di filo spinato in Lettonia e in Ungheria, con l\u2019entrata della Finlandia nella NATO ed un\u2019ulteriore espansione ad Est del blocco occidentale.<\/p>\n<p>Non dimentichiamoci della devastante guerra in Libia, delle rivolte provocate e pianificate contro il legittimo governo di Gheddafi, della detronizzazione e dell&#8217;uccisione di Gheddafi a cui Hillary Clinton rispose ridendo con la frase <em>&#8220;Veni, vidi, he died&#8221;, <\/em>con il conseguente silenzio dell&#8217;Unione Europea. Francia, Regno Unito e USA collaborarono alla devastazione della Libia, rubando le sue riserve internazionali che ammontavano a 200 miliardi di dollari in un Paese di solo 6 milioni di abitanti: soldi che &#8211; come disse <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cm3e3V7e5F4\">Hugo Chavez<\/a> &#8211; <em>&#8220;caddero a fagiolo per la crisi europea&#8221;<\/em>. I media occidentali, per coprire questo caso di <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/libia-quel-tesoro-della-lia-usato-da-paesi-europei.html\">rapina criminale internazionale<\/a>, scrivevano <em>&#8220;Congelati i conti di Gheddafi&#8221; <\/em>facendo intendere che si prelevano soldi di un dittatore. Ma era una bugia: non erano i soldi di Gheddafi, ma i soldi della Libia presenti nelle banche europee e statunitensi. Questa \u00e8 l&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p>Per non dimenticare i grandi \u201ccontributi alla riconciliazione\u201d dell\u2019Europa, a tal punto che dagli anni Novanta nei Paesi Baltici vi \u00e8 in atto una progressiva fascistizzazione della popolazione oltre al consolidamento di sentimenti etnonazionalisti e russofobi post-sovietici: in Lituania si commemora normalmente la morte dei collaborazionisti nazisti esaltati come \u201ceroi nazionali\u201d, mentre recentemente l\u2019Estonia ha dichiarato che vieter\u00e0 di parlare la lingua russa entro il 2030.<\/p>\n<p>Un tale \u201cprogresso per la pace\u201d che nel 2014, dopo un colpo di Stato, \u00e8 scoppiato il conflitto in Donbass con battaglioni paramilitari dichiaratamente neonazisti affiliati all\u2019Esercito Nazionale Ucraino autori di crimini di guerra sulla popolazione civile russofona e non, sfociando nella seconda fase del conflitto nel 2022.<\/p>\n<p>Quali \u201cstrumenti della pace\u201d ha usato l\u2019Unione Europea in questi anni? Quale diplomazia? Se non prendiamo consapevolezza di questo rischiamo veramente di credere a quello che viene normalizzato o ovviato ogni giorno dalla classe politica e dagli apparati mediatici, finendo per bere quintali di retorica andata a male.<\/p>\n<p>Non ho mai creduto alla falsa retorica dei tanto amati ed incensati \u201cvalori occidentali\u201d usata strumentalmente all\u2019occorrenza da nazionalisti, neoliberali e atlantisti n\u00e9 tantomeno alla retorica dei \u201cvalori europei\u201d di cui straparlano i federalisti europei; ma, se devo crederci, credo che sia proprio questa Europa di oggi ad essere la vera bancarotta dei nostri \u201cvalori fondativi\u201d esplicitati:<\/p>\n<p>&#8211; nella <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/charter\/pdf\/text_it.pdf\">Carta dei Diritti Fondamentali dell\u2019Unione Europea<\/a> in quanto ci sono Paesi che stanno compiendo respingimenti collettivi illegali;<br \/>\n&#8211; nella <a href=\"https:\/\/files.studiperlapace.it\/spp_zfiles\/docs\/mineottawa.pdf\">Convenzione di Ottawa del 1997<\/a> in cui si prevede la proibizione dell&#8217;uso, stoccaggio, produzione, vendita di mine antipersona e relativa distruzione. Oggi ci sono i Paesi Baltici che hanno annunciato il ritiro dalla convenzione per non precisati \u201cmotivi di sicurezza\u201d;<br \/>\n&#8211; nella <a href=\"https:\/\/italiarappdisarmo.esteri.it\/it\/il-disarmo\/trattati-e-convenzioni\/la-convenzione-sul-bando-delle-munizioni-a-grappolo-2\/#:~:text=La%20Convenzione%20sul%20bando%20delle%20munizioni%20a%20grappolo%20(Convention%20on,la%20distruzione%20degli%20stock%20esistenti\">Convenzione di Oslo del 2008<\/a> che vieta l&#8217;uso, la detenzione, la produzione e il trasferimento di munizioni a grappolo e impone la distruzione degli stock esistenti;\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; nella Trattato di Non-proliferazione nucleare entrato in vigore nel 1970, che tutti gli Stati europei violano detenendo sui loro territori ordigni nucleari americani nelle rispettive basi NATO;\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; nella <a href=\"https:\/\/www.enpam.it\/wp-content\/repository\/universaliamultimediale\/CI\/leggi\/ConvenzioneOviedo.pdf\">Carta di Oviedo del 1997<\/a> per la protezione dei Diritti dell\u2019Uomo e della dignit\u00e0 dell\u2019essere umano nei confronti dell\u2019applicazioni della biologia e della medicina, completamente stralciata con le politiche pandemiche e le strategie sanitarie durante la crisi sanitaria da Covid-19;<\/p>\n<p>Le Carte per i diritti sopracitate attingono ai &#8220;valori umani&#8221; che sono presenti in tutte le culture del mondo e non solo in quelle occidentali.<\/p>\n<p>Tra queste figura anche la <a href=\"\/https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/documenti\/download\/pdf\/Costituzione_della_Repubblica_italiana.pdf\">Costituzione Italiana<\/a>, tra le migliori carte costituzionali occidentali nata dalla Resistenza antifascista, che il colosso bancario statunitense JP Morgan, nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.europe-solidarity.eu\/documents\/ES1_euro-area-adjustment.pdf\">report \u201cThe Euro area adjustment: about halfway there\u201d del 2013<\/a>, aveva definito troppo \u201csocialista\u201d e che quindi necessitasse di riforme strutturali, proponendo di modificarla <a href=\"https:\/\/www.emilianobrancaccio.it\/2013\/06\/21\/la-costituzione-antifascista-secondo-jp-morgan\/#:~:text=Il%20problema%20si%20pone%20perch%C3%A9,periferici%20dell'Unione%20europea%E2%80%9D.\">in senso autoritario<\/a>.<\/p>\n<p>Un vanto sapere che la Costituzione Italiana sia un bersaglio di JP Morgan, vuol dire che racchiude valori veramente democratici che fanno argine alle volont\u00e0 del capitalismo finanziario; ma purtroppo in Europa il danno \u00e8 stato gi\u00e0 fatto. I diritti sociali vengono continuamente sacrificati in nome del mercato, della finanza, dell\u2019efficientismo, della competizione, del denaro, delle armi, della militarizzazione e dell\u2019ipocrisia istituzionalizzata.<\/p>\n<p>Sia con la guerra in Ucraina nel 2022 sia oggi con l&#8217;occasione del riarmo abbiamo dimostrato di non volere \u201cun\u2019Europa della coesistenza pacifica\u201d tra popoli e Stati fratelli, ma sempre pi\u00f9 emerge la volont\u00e0 di perseguire \u201cun\u2019Europa della guerra\u201d costruita sul mito della sicurezza, sul mito dell\u2019autosublimazione (\u201csiamo qualcosa di grande, quindi ci meritiamo e meritiamo di pi\u00f9\u201d) e sull\u2019induzione della paura dei popoli europei a partire dal fatto che <em>\u201cse siamo divisi siamo spacciati\u201d<\/em>. Un paradigma che non c\u2019entra nulla con l\u2019inclusivit\u00e0, la valorizzazione delle diversit\u00e0 culturali, i diritti umani, il vivere in pace, ma c\u2019entra con la logica di guerra: <em>\u201cse ci attaccano siamo spacciati perch\u00e9 non abbiamo una difesa europea\u201d<\/em>. Poi si dovrebbe anche capire quale strategia soggiace con 800 miliardi in armamenti ai singoli Paesi senza una difesa comune.<\/p>\n<p>In un mondo sempre pi\u00f9 multipolare, l\u2019Europa deve aprirsi al mondo a livello diplomatico e non chiudersi in s\u00e9 stessa. Per questi motivi dobbiamo dire chiaramente <em>Not Europe First<\/em>, come lo diremmo di qualsiasi altro Paese poich\u00e9 quando solo concepiamo l\u2019esistenza di qualcuno che viene prima, ci saranno sempre i \u201csecondi\u201d, i \u201cterzi\u201d, i \u201cquarti\u201d a pagarne le conseguenze. E spesso quei \u201cquarti\u201d siamo ancora <em>noi<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019educazione dovrebbe inculcare l\u2019idea che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 una sola famiglia con interessi comuni. 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