{"id":2592181,"date":"2025-03-23T21:27:37","date_gmt":"2025-03-23T21:27:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2592181"},"modified":"2025-03-23T21:27:37","modified_gmt":"2025-03-23T21:27:37","slug":"linganno-del-riarmo-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/03\/linganno-del-riarmo-europeo\/","title":{"rendered":"L\u2019inganno del riarmo europeo"},"content":{"rendered":"<p><strong>parte prima: l\u2019impossibile deterrenza<\/strong><\/p>\n<p>Da quando i ministeri della guerra dei singoli Paesi sono diventati, con buona dose di ipocrisia, \u201cministeri della difesa\u201d, il riarmo e la crescita delle spese militari vengono mistificati come necessit\u00e0 per opporsi al \u201ccattivo\u201d che ovviamente \u00e8 sempre \u201cl\u2019altro\u201d. Questa \u00e8 anche la logica della UE che vuole riarmarsi per opporsi al presunto pericolo che viene dalla Russia.<\/p>\n<p>Va detto che purtroppo questa ipotesi, dichiarata come \u201cdeterrenza\u201d, gode di una certa credibilit\u00e0 nell\u2019opinione pubblica, forse perch\u00e9 richiama il vecchio \u201cequilibrio del terrore\u201d che si determin\u00f2 all\u2019epoca della guerra fredda.<\/p>\n<p>Noi, al contrario, restiamo fedeli alla pace incondizionata e all\u2019idea del disarmo unilaterale, come unica condizione di umanit\u00e0 e progresso civile. E se un nemico pi\u00f9 forte attacca si reagisce con la forza della resistenza popolare che pu\u00f2 essere strategicamente vincente contro qualunque nemico, come dimostrano il Vietnam e l\u2019Afghanistan che hanno rispedito a casa gli Usa, vale a dire l\u2019esercito di gran lunga pi\u00f9 attrezzato e pi\u00f9 forte del mondo.<\/p>\n<p>Mi rendo conto, tuttavia, che la mia \u00e8 una posizione etica e di principio che sicuramente non avr\u00e0 convinto i \u201cpragmatici\u201d sostenitori della \u201cdeterrenza\u201d. A questo punto, allora, con una \u201cfinzione retorica\u201d, assumiamo (senza credervi) il punto di vista di chi la pensa diversamente da noi per mostrare che anche in questo caso, si giunge a conclusioni assurde sul piano logico e irreali sul piano pratico. La deterrenza europea \u00e8 in sostanza, e innanzitutto, un inganno propagandistico.<\/p>\n<p>Partiamo intanto da un paio di premesse.<br \/>\nInnanzitutto non si capisce che senso ha parlare di riarmo del nostro continente se si considera il fatto che l\u2019UE, pi\u00f9 i paesi europei della NATO, Regno Unito in testa, spendono gi\u00e0 oggi in armamenti quattro volte pi\u00f9 della Russia e decisamente pi\u00f9 di Russia e Cina messe insieme.<\/p>\n<p>Seconda considerazione: quale interesse potrebbe avere la Russia ad attaccare l\u2019Europa? Stiamo parlando del paese col territorio pi\u00f9 vasto del mondo e con enormi ricchezze naturali, ma con una esigua popolazione di appena 143,8 milioni di abitanti (al 2023). Attaccare l\u2019Europa per vincerla e controllarla sarebbe semplicemente un suicidio. Inoltre non credo proprio che gli Usa, malgrado le follie di Trump, se ne starebbero tranquilli a guardare, e neppure i paesi del BRICS+, attuali alleati della Russia, credo accetterebbero in silenzio una tale evenienza.<\/p>\n<p>Ma sorvoliamo anche su tutto questo.<br \/>\nLa deterrenza europea resta una impossibile utopia per almeno due ragioni. La prima \u00e8 che l\u2019Europa \u00e8 un insieme differenziato di Stati, seppure alleati, e non avr\u00e0 mai un esercito unico e un comando unificato se non in condizioni estreme che tuttavia non possono essere predeterminate in tempo di pace, seppure di \u201cpace armata\u201d. Questa \u00e8 una debolezza che non pu\u00f2 essere superata.<\/p>\n<p>La seconda questione riguarda la inadeguatezza tecnologica degli armamenti che l\u2019Europa pu\u00f2, e con ogni probabilit\u00e0 potr\u00e0 in futuro, mettere in campo. Partiamo dalla deterrenza nucleare. In Europa possiedono armi nucleari il Regno Unito (225 testate) e la Francia (280 testate), a fronte delle 4380 della Russia. Qualcuno dice per\u00f2 che non conta il numero, ma il solo fatto di averle, e allora non si capisce perch\u00e9 l\u2019Europa dovrebbe riarmarsi anche con armi convenzionali. Qualcun altro dice che non \u00e8 cos\u00ec, e allora bisogner\u00e0 prendere atto che le capacit\u00e0 d\u2019impiego (tramite missili da terra, bombardieri dal cielo e sottomarini dal mare) sono nettamente inferiori a quelle dei russi. Per quanto riguarda, poi, gli armamenti convenzionali resta una evidente arretratezza tecnologica dell\u2019Europa soprattutto per quanto concerne le telecomunicazioni e la guerra aerea.<\/p>\n<p>L\u2019unica soluzione, a meno di non volere scommettere sui tempi lunghi, sarebbe quella di rivolgersi agli Usa, che tuttavia non credo siano disponibili a condividere il meglio a loro disposizione, a meno di non mantenerne il controllo a distanza potendone attivare o disattivare i dispositivi d\u2019impiego in qualsiasi momento.<br \/>\nSe dunque il riarmo europeo \u00e8 sul piano militare qualcosa di assolutamente senza senso, cosa altro si nasconde (se si nasconde) dietro una tale ipotesi?<\/p>\n<p><strong>parte seconda: riarmo ed economia<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto del riarmo europeo prevede una spesa di 800 miliardi per i prossimi quattro anni, di cui 150 a carico della Comunit\u00e0 Europea, e i restanti 650 da addebitare ai singoli Stati dell\u2019Unione, senza tuttavia contabilizzarli entro le regole del \u201cpatto di stabilit\u00e0\u201d. In pratica una truffa a tutti gli effetti! Infatti: la possibilit\u00e0 che viene concessa ai singoli paesi di poter spendere in armamenti senza avere sul collo il fiato della Banca Centrale Europea e dei burocrati di Bruxelles, non significa che quelle cifre non andranno ad incrementare ulteriormente il debito pubblico, con effetti letali per i paesi maggiormente indebitati come l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Il risultato sar\u00e0 un ulteriore taglio alla spesa sociale che corrisponder\u00e0 in pratica alla quasi completa dismissione del servizio sanitario nazionale e del servizio scolastico, gi\u00e0 oggi fortemente in crisi. A ci\u00f2 si aggiungano, inoltre, le gravi penalizzazioni che riguarderanno il sistema previdenziale e assistenziale.<\/p>\n<p>Chi avr\u00e0 tutto da guadagnare da questa situazione sar\u00e0 innanzitutto la Germania, che non avr\u00e0 solo la possibilit\u00e0 di spendere di pi\u00f9 rispetto ai paesi pi\u00f9 indebitati, ma che potr\u00e0 ribadire il suo ruolo di preminenza politica in ambito continentale, riaffermando con forza quale collante dell\u2019Unione il \u201cricatto del debito\u201d, da fare valere come in passato nei confronti dei consociati. Da questa situazione, per\u00f2, i nostri vicini tedeschi potrebbero ricavare non solo vantaggi politici, ma anche nuove opportunit\u00e0 per rilanciarsi sul piano economico.<br \/>\nLa Germania si trova al momento in una condizione di grave recessione economica. La perdita del gas russo da acquistare a prezzi molto vantaggiosi \u00e8 venuta a coincidere e a sommarsi con la crisi dell\u2019auto, da sempre considerato il punto di forza dell\u2019economia teutonica. Si tratta di una difficolt\u00e0 globale del settore a cui si aggiunge il fatto che le aziende tedesche hanno praticamente perso la battaglia strategica intorno all\u2019auto elettrica nei confronti dei competitori statunitensi e cinesi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 dunque un caso che il nuovo governo tedesco, appena insediato, in perfetto accordo con i burocrati di Bruxelles, abbia pensato alla nuova economia di guerra come ad un grande piano di riconversione produttiva, che prevede la trasformazione dell\u2019industria dell\u2019auto in industria bellica.<br \/>\nPer la Germania, ci\u00f2 che a me pare veramente in ballo, pi\u00f9 che una questione puramente militare, \u00e8 l\u2019esigenza di rilanciare quel ruolo di preminenza economica che da sempre \u00e8 stato costitutivo della stessa Unione Europea, e che vedeva l\u2019economia tedesca dominare i mercati continentali, ridotti ad una sorta di suo mercato interno grazie all\u2019uso della moneta unica. Come sempre la guerra \u00e8 un ottimo mezzo per fare profitti.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima questione: poich\u00e9 la geopolitica \u00e8 un mondo in continuo divenire e nessuno pu\u00f2 dire con certezza cosa ci riserver\u00e0 il futuro, \u00e8 pure possibile (per me anche pressocch\u00e9 certo, ma su questo non voglio insistere) che \u201cil pericolo russo\u201d venga archiviato tra qualche anno come una preoccupazione del passato. Siamo sicuri che a quel punto la Polonia e la stessa Francia saranno cos\u00ec contente di avere ai loro confini una Germania armata fino ai denti? (Lo dico come motivo di riflessione pure per quanti, anche agitando in modo strumentale il Manifesto di Ventotene, immaginano un&#8217;Europa unita e armata. Anche noi siamo per una\u00a0 \u201cfratellanza\u201d tra\u00a0 i popoli, ma senza armi e senza frontiere. Una circostanza che, tuttavia, non immaginiamo\u00a0 probabile in tempi brevi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>parte prima: l\u2019impossibile deterrenza Da quando i ministeri della guerra dei singoli Paesi sono diventati, con buona dose di ipocrisia, \u201cministeri della difesa\u201d, il riarmo e la crescita delle spese militari vengono mistificati come necessit\u00e0 per opporsi al \u201ccattivo\u201d che&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2068,"featured_media":2086589,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,47,162,1263],"tags":[459,123473,134093],"class_list":["post-2592181","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-europa","category-opinioni","category-pace-disarmo","tag-afghanistan-it","tag-manifesto-di-ventotene","tag-no-al-riarmo-europeo"],"yoast_head":"<!-- This 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