{"id":259130,"date":"2015-12-18T08:34:25","date_gmt":"2015-12-18T08:34:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=259130"},"modified":"2015-12-18T08:34:25","modified_gmt":"2015-12-18T08:34:25","slug":"fuori-da-cop-21-parigi-per-una-giustizia-ambientale-basata-sul-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/fuori-da-cop-21-parigi-per-una-giustizia-ambientale-basata-sul-territorio\/","title":{"rendered":"Fuori da COP 21 Parigi: per una giustizia ambientale basata sul territorio"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Di Emiliano Teran Mantovan<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Dalla nebulosa di Parigi: trattative e affari<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\nLe conferenze sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite tendono a lasciare una sensazione di disagio e di crescente scetticismo, derivante\u00a0soprattutto dal cinismo e dall&#8217;indolenza regnanti tra le\u00a0parti pi\u00f9 influenti del negoziato che, anno dopo anno, annunciano un &#8220;accordo\u00a0importante, senza precedenti&#8221;. Non fa eccezione la COP21 di Parigi, con la\u00a0dichiarazione che si \u00e8 raggiunto un \u00abdocumento storico e universale\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Non ha molto senso analizzare questi negoziati solo nell&#8217;ambito della &#8220;ricerca di un buon accordo&#8221;, senza tener conto che i pilastri politici e programmatici predominanti in questi &#8220;sforzi globali&#8221; contro il cambiamento climatico, l&#8217;episteme su cui \u00e8 impostato questo discorso e le sue rispettive istituzioni, \u00e8 il mercato. Cos\u00ec le &#8220;soluzioni&#8221; da essa derivanti sono fondamentalmente strutturate come soluzioni di mercato, leggasi la contabilit\u00e0 dei crediti di CO2 del &#8216;cap and trade&#8217;, o le compensazioni internazionali come i meccanismi di sviluppo pulito (CDM).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Alla luce della logica della massimizzazione del profitto e del mantenimento del livello di arricchimento, non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi per i numerosi casi di mancanza di trasparenza in relazione al registro delle emissioni prodotte da impianti dei paesi partecipanti, di evasioni negli obiettivi di riduzione attraverso meccanismi di compensazione a &#8220;paesi in via di sviluppo&#8221; (per esempio CDM, Meccanismo di sviluppo pulito), di speculazione finanziaria nei mercati della CO2 e l\u2019arricchimento di gruppi economici sulla base di questo grave problema globale. Dopo 21 di queste COP, \u00e8 opportuno chiedersi se questi accordi non siano diventati essi stessi parte del problema anzich\u00e9 la soluzione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In ogni caso, crediamo che sia importante sottolineare alcuni elementi e tendenze preoccupanti emersi nel corso degli ultimi negoziati:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">nonostante l\u2019ossessione nel voler fissare il tetto massimo di aumento della temperatura media del pianeta a 1,5\u00b0 o 2\u00b0, forse la questione chiave \u00e8 come raggiungere questo obiettivo in modo reale. La questione si applica ugualmente al limite massimo consentito di emissioni di gas serra;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">le enormi difficolt\u00e0 nel raggiungere accordi chiari sui finanziamento a tesi permettere ai &#8220;paesi in via di sviluppo&#8221; di fronteggiare il cambiamento climatico, vale a dire 100 miliardi di dollari a partire dal 2020, si legano al crescente tentativo di dare una maggiore partecipazione ai &#8220;business leaders&#8221; (corporazioni) nelle soluzioni contro il cambiamento climatico. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha in pratica elogiato le multinazionali, poich\u00e9 queste &#8220;sostenevano un accordo forte a Parigi che inviasse i giusti segnali di mercato&#8221;, nel momento in cui li ha incoraggiati a far sentire la loro voce e &#8220;dimostrare che il business verde \u00e8 un buon affare&#8221; [2];<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">il rifiuto, principalmente dagli Stati Uniti, di prendere su di s\u00e9 i danni permanenti e le perdite irrecuperabili\u00a0derivanti da politiche di mitigazione e adattamento insufficienti rispetto all&#8217;incidenza delle catastrofi climatiche, cio\u00e8 la terza forma di assistenza ai \u201cpaesi in via di sviluppo&#8221; conosciuta come &#8220;loss-and-damage&#8221;, (vedere punto 52 dell&#8217;accordo finale) [3]. Questo potrebbe legarsi, d&#8217;altra parte, nell&#8217;ambito dell\u2019attuale controversia geopolitica, con la militarizzazione del clima e la convenienza strategica di alcuni attori imperialisti di approfittare di ci\u00f2 che Naomi Klein ha chiamato la &#8220;shock economy\u201d (capitalismo dei disastri); ancora non risulta in questi documenti l&#8217;urgente necessit\u00e0 di lasciare buona parte degli idrocarburi nel sottosuolo;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Che senso hanno gli accordi, se non sono operativamente vincolanti, se non sono altro che dichiarazioni di intenti di contributi nazionali (INDC, Intended Nationally Determinated Contributions)? In altre parole, quello di raggiungere gli obiettivi di emissioni di CO2 &#8220;quanto prima&#8221; (art. 4 dell&#8217;accordo finale). E inoltre: quali strumenti istituzionali hanno a disposizione i cittadini per verificare e monitorare l&#8217;attuazione degli accordi, quand&#8217;anche questi fossero vincolanti?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L&#8217;ambiguit\u00e0 degli accordi e il contraddittorio atteggiamento delle istituzioni rispetto al clima fanno s\u00ec che molte analisi propongano di volgersi piuttosto verso un\u2019impostazione che preveda un aumento della temperatura media tra i 2,7 e i 3,4 gradi entro la fine del secolo. Ma tutto questo non \u00e8 indicatore solo di una crisi climatica. Societ\u00e0 con bassa emissione di gas serra non garantiscono che si raggiunga la giustizia ambientale, n\u00e9 che si eviti di superare le capacit\u00e0 limite del pianeta. Questa \u00e8 una crisi di civilt\u00e0 che ha a che vedere con il metabolismo predatorio insito nel sistema capitalistico globale e con l\u2019improvvisa destabilizzazione verificatasi nei cicli di riproduzione della vita. Questa destabilizzazione sta intensificando le lotte per l\u2019acqua, l\u2019energia, la biodiversit\u00e0, i cicli biologici e i territori. E segner\u00e0 la dinamica dei nuovi tempi moderni che l&#8217;America Latina sta cominciando a vivere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Dalle nebbie di Parigi alla proposta di Oilwatch di creare un gruppo Annex 0: pensare la giustizia ambientale a partire dai territori<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\nAlcune voci nella Climate Action Zone del Centquatre-Parigi hanno sollevato la necessit\u00e0 di &#8220;uscire dalle COP&#8221;. Uscire dalle COP significa cercare di liberarci da questo specifico regime di sovranit\u00e0 globalmente istituzionalizzato e che vede il processo decisionale sequestrato dall\u20191%. Implica anche cercare di liberarsi del sequestro epistemico che praticamente blocca qualsiasi lettura del fenomeno del cambiamento climatico e le sue possibili soluzioni dentro la logica del carbonio. Appare necessario aprirci ad approcci radicalmente diversi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Da questo punto di vista, la proposta di un Annex 0 da parte della rete Oilwatch offre diversi elementi per provare a pensare \/ eseguire questa fuga. Oilwatch, partendo dalla critica della \u00abcivilt\u00e0 del petrolio\u00bb, propone di riconoscere i popoli secondo la divisione istituita dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite: oltre all&#8217;Annex I (paesi industrializzati del Nord ed economie emergenti), Annex II (membri dell\u2019allegato I che devono fornire finanziamenti ai paesi in via di sviluppo) e Non-Annex I (praticamente i paesi del Sud del mondo), bisogna creare un Annex 0, comprendente le numerose iniziative popolari portate avanti in tutto il mondo con l&#8217;obiettivo di fermare l\u2019estrazione di idrocarburi e sostenere stili di vita rispettosi dell\u2019ambiente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Essendo l\u2019estrazione di idrocarburi il principale processo di origine antropica che determina il fenomeno del cambiamento climatico, lasciare il petrolio e gli altri combustibili fossili nel sottosuolo \u00e8 la misura pi\u00f9 importane e pi\u00f9 diretta per contrastarlo. Se, come si vede dalle cifre dell&#8217;IPCC e dell\u2019IEA, \u00e8 necessario lasciare i 2\/3 degli idrocarburi nel sottosuolo, allora bisogna riconoscere la bont\u00e0 degli impegni di diverse iniziative popolari e locali in questo senso, piuttosto che ignorarli, isolarli o criminalizzarli, come avviene di solito. La proposta dettagliata dell&#8217;Annex 0 \u00e8 disponibile qui: Spanish, English, Fran\u00e7ais.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questa proposta presenta diverse implicazioni, di cui vorremmo evidenziare in particolare due:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">affrontare e sfidare l&#8217;egemonia e la centralit\u00e0 della logica del carbonio, orientata principalmente alla fase distributiva (monetizzata e astratta) della natura gi\u00e0 estratta e trasformata, per generare invece una discussione di fondo su soluzioni, valori ed energia. Qui il ruolo dell\u2019economia ecologica \u00e8 importante per fornire indicatori che contabilizzino o registrino non solo gli idrocarburi lasciati nel sottosuolo ma anche l&#8217;acqua preservata, la biodiversit\u00e0, le culture popolari o gli stili di vita sostenibili;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">decentralizzare il regime di sovranit\u00e0 di questa istituzione climatica globale, che si limita a generare negoziati tra gli Stati (parti) e in cambio far emergere le soggettivit\u00e0 popolari nei territori o le forme di governo locale, che sono gli attori chiave per le trasformazioni sociali e geopolitiche necessarie per fronteggiare il cambiamento climatico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La proposta di un Annex 0 non \u00e8 assolutamente una proposta autosufficiente. Richiede coordinamento con tutta una serie di politiche e programmi che ne permettano la fattibilit\u00e0. N\u00e9 convalida in alcun modo una nuova mercificazione della natura nel sottosuolo [4]. Occorre anche aggiungere che, bench\u00e9 nel cambiamento climatico un impegno differenziato punti ai grandi responsabili dell&#8217;attuale crisi ecologica planetaria, questa idea di Oilwatch si cala all&#8217;interno dei dibattiti sull\u2019estrattivismo in America Latina, disegnando le possibilit\u00e0 di moratorie per i progetti estrattivi e il riconoscere l&#8217;iniziativa di comunit\u00e0 ed enti locali volta a lasciare i combustibili fossili nel sottosuolo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Annex 0 \u00e8 un ulteriore modo di affermare che la giustizia ambientale comincia sul territorio. Nel proporre un&#8217;istituzione climatica alternativa, suggerisce anche modi di pensare a questo problema in modo alternativo, ben al di l\u00e0 dei muri della politica convenzionale. In ogni caso, il sostegno materiale a questo tipo di proposte \u00e8 stato, \u00e8 e sempre sar\u00e0 la lotta dal basso contro l&#8217;accumulazione di ricchezza attraverso l\u2019esproprio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Dall\u2019Annex 0 al \u00abBlockadia\u00bb: territori ribelli e tempi nuovi in America Latina<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La situazione di crisi ambientale globale e la necessit\u00e0 di azioni urgenti per contrastare il cambiamento climatico offrono solide argomentazioni per intensificare le richieste di moratorie sui progetti estrattivi in America Latina. Si potrebbero impiantare dibattiti su come la caduta dei prezzi del greggio, (e non prevedendone un rialzo per un po&#8217; di tempo), rappresenti un&#8217;opportunit\u00e0 per aprire un cammino di transizione per uscire dalla logica del rentismo petrolifero in Venezuela. L&#8217;idea di una secolare stagnazione dell&#8217;economia globale e la crisi di ampio respiro del modello di accumulazione nazionale impongono la necessit\u00e0 imperiosa di profonde trasformazioni trascendentali dall&#8217;interno, nelle quali si apra una discussione sulla moratoria dei progetti minerari nel paese (carbone in Zulia, il bacino minerario della Guiana) e anche alcuni della cintura dell&#8217;Orinoco.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tuttavia, \u00e8 necessario riconoscere che tutti questi processi, fenomeni e trattative si stanno sviluppando in un momento specifico della storia del sistema-mondo capitalistico, un momento di profondo caos ed entropia, in una situazione post-normale, che sar\u00e0 probabilmente molto conflittuale. Questa situazione ovviamente attraversa l&#8217;America Latina, che dopo diversi anni di una era progressista differenziata vede come le condizioni in cui sono comparsi i governi di sinistra e le molte lotte sociali siano cambiate significativamente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Se pensiamo alla forza che sta prendendo l&#8217;onda di restaurazione conservatrice nella regione e i pericoli di nuovi imponenti cicli di accumulazione per esproprio, se ricordiamo che l&#8217;America Latina \u00e8 uno strategico serbatoio di risorse naturali nell&#8217;attuale dinamica geopolitica, e se osserviamo come si va configurando un neo-estrattivismo 2.0, non &#8220;progressista&#8221; ma di profilo misto e ibrido, un neo-liberalismo mutante, che cerca di riorganizzare il territorio continentale intorno a questa nuova fase selvaggia di accumulo globale, diventa evidente la centralit\u00e0 che avranno le lotte nella regione intorno al mondo materiale dei beni comuni per la vita (acqua, biodiversit\u00e0, territori in generale).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00c8 molto probabile che una politica popolare post-estrattivista tesa ad\u00a0affrontare, consciamente o inconsciamente, i cambiamenti climatici e in generale l&#8217;ordine capitalista predatorio, \u00e8, in questa nuova tappa per l&#8217;America Latina, piena di minacce e di grandi sfide. Ma c&#8217;\u00e8 qualcos\u2019altro su cui vale la pena di riflettere. Le trasformazioni in corso non solo producono cambiamenti di governi e regimi di potere, ma anche delle condizioni materiali dei cicli vitali, aprendo di conseguenza la strada per la riconfigurazione delle lotte dal basso.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel suo libro &#8220;This Changes Everything: Capitalism vs. the Climate&#8221;, Naomi Klein chiama \u00abBlockadia\u00bb le centinaia di comunit\u00e0 che in tutto il mondo stanno lottando contro l&#8217;estrazione di combustibili fossili, dalla Nigeria al Canada, dalla Grecia a Per\u00f9 ed Ecuador&#8230; Quello che \u00e8 importante sottolineare di \u00abBlockadia\u00bb \u00e8 che si tratta di movimenti globali composti da gente comune che, secondo Klein, non brillano come gli attivisti tipici, ma cercano di approfondire la democrazia mettendola in relazione con le reali possibilit\u00e0 di controllo delle risorse necessarie alla\u00a0continuazione del ciclo della loro vita quotidiana, e che gestiscono varie strategie di azioni dirette, come assemblee popolari, blocchi delle scavatrici, manifestazioni nelle grandi citt\u00e0, per le quali vengono aggrediti dalle forze di polizia, fermando nel territorio i crimini ambientali in atto (quelli oggetto dell\u2019Annex 0) e rivendicando le abbondanti energie disponibili alla superficie del pianeta (e non del sottosuolo) [5].<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Possiamo prendere Blockadia come un&#8217;altra metafora utile per pensare, dopo anni di esperienze dell\u2019era &#8220;progressista&#8221;, nuove strategie per una possibilit\u00e0 di emancipazione. Ma anche per pensare ai tempi che ci attendono. Soprattutto, esaminare gli errori politici commessi, cercando di riconfigurare le logiche del territorio: una territorializzazione del potere. Ripristinare o stimolare di nuovo nelle nostre agende politiche la centralit\u00e0 della ricchezza concreta (terra, acqua, biodiversit\u00e0) e dei cicli naturali, in opposizione alla supremazia che ha avuto finora la ricerca della ricchezza astratta (reddito e finanza) [6].<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Una radicalizzazione dell&#8217;accumulo per espropriazione, effettuata nell&#8217;ambito di una restaurazione conservatrice in America Latina, pu\u00f2 a sua volta causare ulteriori resistenze produttive (di quello che abbiamo chiamato la biopolitica dei beni comuni), spesso secondo modalit\u00e0 che potrebbero rivelarsi innovative. Si pensi ad una nuova &#8220;svolta eco-territoriale&#8221; (per riprendere il concetto di Maristella Svampa) alimentata non solo dai diversi insegnamenti acquisiti nelle lotte regionali e globali, ma anche dalla trasformazione delle condizioni materiali di vita. L&#8217;espansione di un ambientalismo popolare (Joan Mart\u00ednez Alier) potrebbe arrivare a toccare anche i movimenti urbani, come in effetti sta gi\u00e0 avvenendo nella regione, il che avrebbe un effetto politico molto potente. Eco-picchetti e nuove territorialit\u00e0 urbane si legano alla ricerca per la riproduzione dei mezzi di sussistenza nelle sempre pi\u00f9 insostenibili citt\u00e0 sudamericane.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Le condizioni saranno probabilmente molto avverse, ma le possibilit\u00e0 di emancipazione ci sono. \u00c8 nel tessuto sociale e territoriale che si combatter\u00e0 una battaglia storica.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Parigi, dicembre 2015<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Emiliano Teran Mantovani \u00e8 sociologo e ricercatore e fa parte della rete Oilwatch Latinoamerica<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Fonti consultate<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Klein, Naomi. \u201cThis Changes Everything: Capitalism vs. the Climate\u201d. Alfred A. Knopf. Canada. 2014.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Lohmann, Larry. \u201cMercados de carbono. La neoliberalizaci\u00f3n del clima\u201d. Ediciones Abya-Yala. Quito. 2012.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Meyer, Robinson. \u201cBuy Coal Now!\u201d. The Atlantic. 29 ottobre 2015. Disponibile qui:<a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/technology\/archive\/2015\/10\/every-climate-concerned-billionaire-should-do-this-to-save-the-world\/413020\/\"> http:\/\/www.theatlantic.com\/technology\/archive\/2015\/10\/every-climate-concerned-billionaire-should-do-this-to-save-the-world\/413020\/<\/a> Consultato: [11\/10\/2015].<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Oilwatch. \u201cEs tiempo de crear el Grupo Anexo 0\u201d. Proposta per quanto riguarda il COP21 di Parigi, dicembre 2015. Luglio 2015. Disponibile qui: <a href=\"http:\/\/www.oilwatch.org\/dejar-el-crudo-en-el-subsuelo\/678-es-tiempo-de-crear-el-grupo-anexo-0\">http:\/\/www.oilwatch.org\/dejar-el-crudo-en-el-subsuelo\/678-es-tiempo-de-crear-el-grupo-anexo-0<\/a> Consultato: [9\/12\/2015].<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">United Nations. &#8220;COP21:&#8221; Ban dice al settore privato &#8216;Il modo di fare affari oggi determiner\u00e0 se possiamo fare affari in futuro&#8217; &#8220;. UN News Centre. 8 dicembre 2015. Disponibile qui: <a href=\"http:\/\/www.un.org\/apps\/news\/story.asp?NewsID=52756#.Vm8fh0rhDIV\">http:\/\/www.un.org\/apps\/news\/story.asp?NewsID=52756#.Vm8fh0rhDIV<\/a> . Consultato: [12\/9\/2015].<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">United Nations. \u201cAdoption Of The Paris Agreement\u201d. Framework Convention on Climate Change. Conference of the Parties. Twenty-first sesi\u00f3n. 12 dicembre 2015. Disponible qui: <a href=\"http:\/\/unfccc.int\/resource\/docs\/2015\/cop21\/eng\/l09.pdf\">http:\/\/unfccc.int\/resource\/docs\/2015\/cop21\/eng\/l09.pdf<\/a> Consultato: [12\/12\/2015].<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">[1] su questo, si consiglia Lohmann, Larry. \u201cMercados de carbono. La neoliberalizaci\u00f3n del clima\u201d.<br \/>\n[2] in: United Nations. &#8220;COP21:&#8221; Ban dice al settore privato &#8216;Il modo di fare affari oggi determiner\u00e0 se possiamo fare affari in futuro&#8217; &#8220;.<br \/>\n[3] il punto 52 dell&#8217;accordo finale chiarisce che l&#8217;articolo 8 dell&#8217;accordo, riferito al &#8220;loss and damage&#8221;, non coinvolge n\u00e9 fornisce basi per alcuna responsabilit\u00e0 o indennizzo: \u201cAgrees that Article 8 of the Agreement does not involve or provide a basis for any liability or compensation\u201d.<br \/>\n[4] Sulla visione capitalista di &#8220;lasciare il carbone nel sottosuolo&#8221;, vedere: Meyer, Robinson. \u201cBuy Coal Now!\u201d.<br \/>\nKlein, Naomi. \u201cThis Changes Everything: Capitalism vs. the Climate\u201d.<br \/>\n[6] A questo proposito, vedere: Teran Mantovani, Emiliano. Desnudar al extractivismo: repensar el origen y destino de la riqueza. Disponibile qui: <a href=\"http:\/\/www.rebelion.org\/noticia.php?id=191979\">http:\/\/www.rebelion.org\/noticia.php?id=191979<\/a> E: Teran Mantovani, Emiliano. El sentido comunal de la cr\u00edtica al extractivismo. Disponibile qui: <a href=\"http:\/\/www.rebelion.org\/noticia.php?id=199073\">http:\/\/www.rebelion.org\/noticia.php?id=199073<\/a> <\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>Traduzione dallo spagnolo di <a href=\"http:\/\/it.linkedin.com\/pub\/giuseppina-vecchia\/2b\/942\/802\/en\">Giuseppina Vecchia<\/a> per Pressenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Emiliano Teran Mantovan Dalla nebulosa di Parigi: trattative e affari Le conferenze sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite tendono a lasciare una sensazione di disagio e di crescente scetticismo, derivante\u00a0soprattutto dal cinismo e dall&#8217;indolenza regnanti tra le\u00a0parti pi\u00f9 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