{"id":2590607,"date":"2025-03-17T16:13:49","date_gmt":"2025-03-17T16:13:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2590607"},"modified":"2025-03-17T16:14:43","modified_gmt":"2025-03-17T16:14:43","slug":"iran-le-autorita-contro-chi-difende-i-diritti-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/03\/iran-le-autorita-contro-chi-difende-i-diritti-delle-donne\/","title":{"rendered":"Iran: le autorit\u00e0 contro chi difende i diritti delle donne"},"content":{"rendered":"<p>Iran, Amnesty International: \u201cLe autorit\u00e0 prendono di mira chi difende i diritti delle donne con arresti arbitrari, frustate e la condanna a morte\u201d<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 iraniane hanno intensificato la repressione contro coloro che difendono i diritti delle donne, giornalisti, cantanti, attiviste e attivisti che chiedono uguaglianza o sfidano l\u2019obbligo del velo.<\/p>\n<p> Amnesty International ha documentato il ricorso, da parte delle autorit\u00e0, a detenzioni arbitrarie, procedimenti giudiziari ingiusti, frustate e persino condanne a morte, nel tentativo di soffocare il movimento per i diritti delle donne in Iran.<\/p>\n<p>Dall\u20198 marzo, Giornata internazionale della donna, le autorit\u00e0 iraniane hanno arrestato arbitrariamente almeno cinque persone attiviste per i diritti delle donne. <\/p>\n<p>Questi arresti si inseriscono in una repressione sempre pi\u00f9 intensa, che ha compreso anche la convocazione per interrogatori di attivisti e giornalisti e l\u2019arresto di cantanti donne per essersi esibite senza il velo obbligatorio, con la conseguente chiusura dei loro account sui social media. <\/p>\n<p>Nei giorni precedenti l\u20198 marzo, le autorit\u00e0 hanno sottoposto a 74 frustate un cantante per aver interpretato un brano di protesta contro le leggi discriminatorie sull\u2019obbligo del velo e, nel febbraio 2025, hanno condannato a morte un\u2019attivista per i diritti delle donne.<\/p>\n<p>\u201cDalla rivolta Donna Vita Libert\u00e0 del 2022, le autorit\u00e0 iraniane percepiscono la diffusa rivendicazione dei diritti da parte di donne e ragazze come una minaccia esistenziale per il sistema politico e la sicurezza dello stato. <\/p>\n<p>Invece di affrontare la discriminazione sistemica e la violenza contro donne e ragazze, stanno cercando di schiacciare il movimento per i diritti delle donne\u201d, ha dichiarato Diana Eltahawy, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l\u2019Africa del Nord.<\/p>\n<p>\u201cAlla vigilia di un\u2019importante sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, che il 18 marzo esaminer\u00e0 la situazione dei diritti umani in Iran, e nel contesto delle trattative in corso per il rinnovo dei mandati della Relatrice speciale sull\u2019Iran e della Missione d\u2019inchiesta dell\u2019Onu sull\u2019Iran, la comunit\u00e0 internazionale deve opporsi all\u2019impunit\u00e0 e difendere i diritti delle donne e delle ragazze iraniane\u201d, ha proseguito Eltahawy.<\/p>\n<p>\u201cGli stati devono usare la loro influenza per fare pressione sulle autorit\u00e0 iraniane affinch\u00e9 cessino le persecuzioni contro gli attivisti e le attiviste per i diritti delle donne e scarcerino immediatamente coloro che sono in detenzione arbitraria. <\/p>\n<p>Devono inoltre perseguire vie legali per chiamare a rispondere i funzionari iraniani ragionevolmente sospettati di aver commesso violazioni dei diritti umani diffuse e sistematiche contro donne e ragazze, anche attraverso l\u2019imposizione del velo obbligatorio\u201d, ha concluso Eltahawy.<\/p>\n<p>I mandati della Missione d\u2019inchiesta e della Relatrice speciale sono in scadenza e il loro rinnovo sar\u00e0 discusso nell\u2019attuale 58ma sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, iniziata il 24 febbraio e che terminer\u00e0 il 4 aprile.<\/p>\n<p>Il 18 marzo, il Consiglio terr\u00e0 un dialogo interattivo con entrambi i mandati.<\/p>\n<p>Attiviste per i diritti delle donne arrestate per aver partecipato agli eventi della Giornata internazionale della donna.<\/p>\n<p>Nei giorni precedenti la Giornata internazionale della donna, le autorit\u00e0 iraniane hanno minacciato le donne, avvertendole di non riunirsi e di non rivendicare i propri diritti.<\/p>\n<p>Il 10 marzo agenti del ministero dell\u2019Intelligence hanno arrestato Leila Pashaei, Baran Saedi, Sohaila Motaei e Souma Mohammadrezaei, quattro attiviste curde per i diritti delle donne che avevano partecipato agli eventi dell\u20198 marzo nella provincia del Kurdistan. <\/p>\n<p>Le quattro donne sono detenute arbitrariamente in isolamento in un centro di detenzione a Sanandaj, nella stessa provincia, e sono state sottoposte a interrogatori senza la presenza dei loro avvocati.<\/p>\n<p>Baran Saedi \u00e8 stata arrestata nell\u2019abitazione di famiglia a Sanandaj. In precedenza, era gi\u00e0 stata in detenzione durante la rivolta Donna Vita Libert\u00e0 del 2022 e scarcerata su cauzione dopo due mesi.<\/p>\n<p>Souma Mohammadrezaei \u00e8 stata arrestata sul posto di lavoro a Sanandaj. In passato, era stata pi\u00f9 volte convocata e minacciata a causa del suo attivismo per i diritti delle donne.<\/p>\n<p>Sohaila Motaei \u00e8 stata arrestata a Dehgolan. A gennaio era gi\u00e0 finita in carcere per un breve periodo per aver protestato contro le condanne a morte di donne detenute. Anche durante la rivolta Donna Vita Libert\u00e0 era stata arrestata e successivamente condannata a cinque anni di carcere con l\u2019accusa, tra le altre, di \u201cdiffusione di propaganda contro il sistema\u201d. Era poi stata scarcerata a seguito di un\u2019amnistia.<\/p>\n<p>Leila Pashaei \u00e8 stata arrestata nella sua abitazione a Sanandaj, dopo aver denunciato pubblicamente l\u2019obbligo del velo, i matrimoni precoci e forzati, la violenza contro le donne e le esecuzioni capitali durante un evento nella Giornata internazionale della donna. Nel suo intervento aveva dichiarato: \u201cLe donne in Iran sono prigioniere di autorit\u00e0 che temono il potere delle donne\u2026 Il movimento delle donne ha superato il punto di non ritorno\u2026 Le donne di tutto il mondo, e in particolare in Medio Oriente, non saranno mai pi\u00f9 messe a tacere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Uno schema di repressione e intimidazione<\/strong><\/p>\n<p>I recenti arresti si inseriscono in una pi\u00f9 ampia campagna, che si sviluppa attraverso una serie di misure coercitive, volta a reprimere l\u2019attivismo per i diritti delle donne e la sfida all\u2019obbligo di indossare il velo.<br \/>\nPersone attiviste, giornalisti, cantanti e altre figure pubbliche sono prese di mira con detenzioni arbitrarie, frustate, interrogatori con minacce e uso della forza, oltre che con la chiusura dei loro account sui social media.<\/p>\n<p>L\u201911 marzo Nina Golestani, scrittrice e attivista per i diritti delle donne, \u00e8 stata arrestata arbitrariamente nella casa dei suoi genitori, nella provincia del Gilan, da agenti dell\u2019unit\u00e0 d\u2019intelligence dei Guardiani della rivoluzione islamica. Secondo quanto dichiarato dal marito Javad Sajadi Rad su Instagram, gli agenti hanno fatto irruzione nell\u2019abitazione, perquisendo la moglie e confiscando i suoi effetti personali.<br \/>\nPoi l\u2019hanno portata via per interrogarla e successivamente l\u2019hanno trasferita nella prigione di Lakan, a Rasht. \u00c8 stata scarcerata su cauzione il 16 marzo.<\/p>\n<p>Il 7 marzo, il giorno dopo che alcune giornaliste avevano partecipato a un evento mediatico a Teheran senza il velo, l\u2019agenzia di stampa della magistratura \u201cMizan\u201d ha pubblicato una dichiarazione definendo il loro comportamento \u201ccontrario alla decenza pubblica\u201d. <\/p>\n<p>Le giornaliste sono state interrogate nell\u2019ufficio della procura all\u2019interno del carcere di Evin, a Teheran, e sono stati avviati procedimenti giudiziari nei loro confronti.<\/p>\n<p>Il 5 marzo \u00e8 stata eseguita la condanna a 74 frustate nei confronti del cantante Mehdi Yarrahi a causa della canzone Il tuo velo (Roosarito), composta per il primo anniversario della rivolta Donna Vita Libert\u00e0.<\/p>\n<p>Il 27 febbraio la cantante Hiwa Seyfizade \u00e8 stata arrestata durante un\u2019esibizione dal vivo a Teheran.<br \/>\nUn funzionario ha annunciato che l\u2019arresto \u00e8 avvenuto per \u201ccanto solista non autorizzato\u201d, pratica vietata alle donne in Iran.<br \/>\n\u00c8 stata scarcerata su cauzione il 1\u00b0 marzo.<br \/>\nIl suo account su Instagram \u00e8 stato successivamente chiuso e sulla sua pagina sono comparsi due post della polizia con la scritta: \u201cQuesta pagina \u00e8 stata bloccata [su ordine delle autorit\u00e0 giudiziarie] per la pubblicazione di contenuti criminali\u201d.<\/p>\n<p>A febbraio l\u2019attivista per i diritti delle donne Sharifeh Mohammadi, gi\u00e0 in carcere, \u00e8 stata condannata a morte per la seconda volta con l\u2019accusa di \u201cribellione armata contro lo stato\u201d (baghi), unicamente per le sue attivit\u00e0 in difesa dei diritti umani, compresa la difesa dei diritti delle donne.<br \/>\nLa Corte suprema aveva annullato una precedente condanna a morte emessa da un tribunale rivoluzionario nell\u2019ottobre 2024, rinviando il caso ai tribunali inferiori.<\/p>\n<p>Il 14 dicembre 2024, la cantante Parastoo Ahmadi \u00e8 stata arrestata dopo aver trasmesso in diretta un concerto in cui si era esibita in pubblico senza velo, indossando un abito con le spalle scoperte.<br \/>\nIl video era diventato virale, raggiungendo due milioni e mezzo di visualizzazioni. \u00c8 stata scarcerata su cauzione poche ore dopo.<\/p>\n<p>Il 13 dicembre 2024 il difensore dei diritti umani Reza Khandan \u00e8 stato arrestato per scontare una condanna ingiusta, emessa a causa della sua campagna contro l\u2019obbligo del velo.<br \/>\nReza Khandan, marito dell\u2019avvocata Nasrin Sotoudeh, era stato condannato a sei anni di reclusione da un tribunale rivoluzionario nel gennaio 2019.<\/p>\n<p><strong>Ulteriori informazioni <\/strong><\/p>\n<p>Le leggi iraniane sull\u2019obbligo del velo, che si applicano a partire dai sette anni di et\u00e0, violano una serie di diritti fondamentali, tra cui il diritto all\u2019uguaglianza, alla libert\u00e0 di espressione, di religione e di credo, alla privacy, alla non discriminazione e all\u2019autonomia personale e fisica. Queste leggi infliggono inoltre gravi sofferenze fisiche e psicologiche, che equivalgono a maltrattamenti e torture.<\/p>\n<p>Nel suo rapporto del marzo 2024, la Missione d\u2019inchiesta delle Nazioni Unite sull\u2019Iran aveva concluso che le autorit\u00e0 iraniane erano responsabili di \u201cuna serie di atti estesi, sistematici e tuttora in corso che, singolarmente, costituiscono violazioni dei diritti umani nei confronti di donne e ragazze e che, nel loro insieme, configurano, secondo la valutazione della Missione, il crimine di persecuzione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iran, Amnesty International: \u201cLe autorit\u00e0 prendono di mira chi difende i diritti delle donne con arresti arbitrari, frustate e la condanna a morte\u201d Le autorit\u00e0 iraniane hanno intensificato la repressione contro coloro che difendono i diritti delle donne, giornalisti, 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