{"id":2588165,"date":"2025-03-08T14:22:05","date_gmt":"2025-03-08T14:22:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2588165"},"modified":"2025-03-17T12:55:19","modified_gmt":"2025-03-17T12:55:19","slug":"il-manifesto-di-ventotene-parlava-degli-stati-uniti-socialisti-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/03\/il-manifesto-di-ventotene-parlava-degli-stati-uniti-socialisti-deuropa\/","title":{"rendered":"Il Manifesto di Ventotene parlava degli \u201cStati Uniti socialisti d\u2019Europa\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019arcano dell\u2019ipocrisia europeista<\/strong><\/p>\n<p>Ventotene era un\u2019isola dove il regime fascista aveva predisposto un carcere a cielo aperto su cui si affacciavano le celle dei confinati politici antifascisti consentendo ai carcerieri di osservare ogni loro mossa. In questa prigione ossessivamente inquisitoria Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con l\u2019aiuto essenziale di Eugenio Colorni, redassero \u201cIl Manifesto di Ventotene\u201d, ovvero un programma politico per una nuova \u201cEuropa libera e unita\u201d elaborato nell\u2019agosto 1941 e diffuso con l\u2019aiuto di Ursula Hirschmann.<br \/>\nIn questi anni spesso e volentieri si \u00e8 sentito parlare del Manifesto di Ventotene come del documento teorico-fondativo dell\u2019Unione Europea ed \u00e8 spesso stato cavalcato da alcune forze neoliberali in Italia (Radicali Italia, +Europa di Emma Bonino, Italia Viva di Renzi, sindacati come la <a href=\"https:\/\/www.cislscuola.it\/uploads\/media\/Ventotene_settembre_2016.pdf\">CISL<\/a> e da molti altri), come il punto di riferimento del \u201cfederalismo europeo\u201d, dell\u2019europeismo e del progetto degli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d su modello degli Stati Uniti d\u2019America. Purtroppo in molti, anche in buona fede, ritengono che sia un <a href=\"https:\/\/www.fondazionedivittorio.it\/sites\/default\/files\/content-attachment\/AMARI_manifesto%20Ventotene%20.pdf\">manifesto federalista<\/a>, ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il giornalista <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CRiYRAU8o9M\">Michele Serra<\/a> ultimamente, dalle pagine de <em>La Repubblica<\/em>, ha invitato a scendere in piazza il 15 marzo il partito unico europeista della guerra solo con le bandiere blu dell\u2019Unione Europea per un \u201cEuropa pi\u00f9 forte\u201d che faccia tesoro dei \u201cvalori fondativi\u201d dell\u2019Europa sostenendo che sia, ora pi\u00f9 che mai, urgente pensare agli Stati Uniti d\u2019Europa esplicitati nel Manifesto di Ventotene.<\/p>\n<p>Il 4 marzo, la Vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata PD <a href=\"https:\/\/www.ilriformista.it\/laltra-piazza-a-roma-per-uneuropa-libera-e-forte-459970\/\">Pina Picierno<\/a>, ha lanciato<strong> l&#8217;Appello &#8220;Per un&#8217;Europa Libera e Forte&#8221; <\/strong>che &#8211; secondo le <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/politica\/2025\/03\/04\/picierno-lancia-lappello-per-uneuropa-libera-e-forte_c667277e-526d-49e2-b83a-601261d30822.html\">premesse<\/a> &#8211; <em>&#8220;nasce dall&#8217;urgenza invariata che il Manifesto di Ventotene tracci\u00f2 durante il secondo conflitto mondiale, per un&#8217;Europa federale e per un nuovo europeismo in difesa delle democrazie liberali e delle libert\u00e0 dei popoli&#8221;<\/em>. Un appello che, al pari di quello di Michele Serra, ha riscosso successo proprio tra gli europeisti &#8220;pi\u00f9 atlantisti&#8221; come il &#8220;socialista&#8221; francese Rapha\u00ebl Glucksmann, Vittorio Emanuele Parsi, Alessandro Alfieri, Filippo Sensi, Lia Quartapelle e Nathalie Tocci.<\/p>\n<p>Queste affermazioni \u2013 se vi capita di sentirle in telegiornali o talk show \u2013 non sono solo fuori contesto, ma definiscono con chiarezza che chi le sta pronunciando non ha mai letto il Manifesto di Ventotene e porta avanti una falsificazione ed una distorsione pi\u00f9 o meno consapevole dei suoi contenuti.<\/p>\n<p><strong>I contenuti del Manifesto di Ventotene<\/strong><\/p>\n<p>Il Manifesto di Ventotene non \u00e8 un manifesto \u201cfederalista\u201d n\u00e8 tantomeno \u201cneoliberale\u201d come i Radicali Italiani, Emma Bonino, Magi, Renzi, Michele Serra e tutti i neoliberali e neoliberisti possano minimamente pensare o dire. Il Manifesto di Ventotene nasce come manifesto scritto da intellettuali socialisti antifascisti che credevano nella \u00abdefinitiva abolizione della divisione dell\u2019Europa in Stati nazionali\u00bb, cos\u00ec da cancellare \u00abla linea di divisione fra i partiti progressisti e i partiti reazionari\u00bb. Per fare questo, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni proponevano una confederazione (non una federazione) di Stati europei su base socialista per un\u2019Europa sociale, democratica e dei popoli: questo intendevano con l\u2019espressione \u201cPer un&#8217;Europa libera e unita\u201d.<\/p>\n<p>Il Manifesto di Ventotene &#8211; basta leggerlo &#8211; si esprimeva chiaramente contro tutti i totalitarismi (nazismo e stalinismo), l\u2019egemonia della Germania, il liberismo in tutte le sue forme, i nazionalismi sciovinisti, l\u2019imperialismo e l\u2019uso strumentale della geopolitica per giustificarlo, il militarismo e qualunque forma di corporativismo sia esso industriale o sindacale (afferma: <em>\u201cIl corporativismo non pu\u00f2 avere vita concreta che nella forma assunta degli stati totalitari, per irreggimentare i lavoratori sotto funzionari che ne controllano ogni mossa nell&#8217;interesse della classe governante.\u201d<\/em>). Il Manifesto di Ventotene sanciva assolutamente l\u2019autodeterminazione dei popoli europei in un\u2019ottica particolare: abbandonare la teoria evoluzionista del <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/primopiano\/esteri\/europa_spirito_ventotene-1915571.html?refresh_ce\">\u201cpacifismo passivo\u201d<\/a> incarnato dalla dottrina liberale (per cui le societ\u00e0 erano naturalmente portate a svilupparsi verso forme superiori di convivenza) per delineare un \u201cpacifismo attivo\u201d fondato sull\u2019interdipendenza tra Stati sovrani \u201cfratelli\u201d solidali e non pi\u00f9 sull\u2019equilibrio di potenza tra gli Stati dipendente dalle controversie nazionalistiche.<\/p>\n<p>Qui sta la vera differenza tra confederazione, che prevede unione di Stati sovrani indipendenti ed interdipendenti sotto stesse politiche economiche e sociali, e federazione, unione di Stati che cedono le loro quote di sovranit\u00e0 ad un governo centrale federale sovrastatale su modello USA.<br \/>\nSpinelli, Rossi e Colorni credevano fortemente in un\u2019Europa alternativa (mi verrebbe da dire, soprattutto da quella attuale) in cui fosse necessario il superamento dei privilegi corporativi e delle disuguaglianze sociali. Scrivevano nel Manifesto: <em>\u201cUn&#8217;Europa libera e unita \u00e8 premessa necessaria del potenziamento della civilt\u00e0 moderna, di cui l&#8217;era totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era sar\u00e0 riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatrici che ne impedivano l&#8217;attuazione, saranno crollanti o crollate, e questa loro crisi dovr\u00e0 essere sfruttata con coraggio e decisione. La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovr\u00e0 essere socialista, cio\u00e8 dovr\u00e0 proporsi l&#8217;emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni pi\u00f9 umane di vita.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Secondo loro la \u201crivoluzione europea\u201d poteva essere solo socialista e guidata da un\u2019organizzazione partitica sovranazionale che si faceva portatrice di <em>\u201criforme economico-sociali in chiave continentale\u201d<\/em>:<br \/>\n<em>\u201cIl principio veramente fondamentale del socialismo (\u2026) \u00e8 quello secondo il quale le forze economiche non debbono dominare gli uomini, ma &#8211; come avviene per forze naturali &#8211; essere da loro sottomesse, guidate, controllate nel modo pi\u00f9 razionale, affinch\u00e9 le grandi masse non ne siano vittime.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il Manifesto di Ventotene prefigurava la necessit\u00e0 dell\u2019istituzione di una confederazione europea con un parlamento europeo eletto a suffragio universale e un governo democratico con poteri reali nell\u2019economia e nella politica estera. Un \u201cpartito rivoluzionario\u201d di stampo socialista su scala europea avrebbe dovuto sostituire i partiti tradizionalmente intesi per consentire l\u2019inveramento di questa prospettiva:<\/p>\n<p><em>\u201cIl partito rivoluzionario non pu\u00f2 essere dilettantescamente improvvisato nel momento decisivo, ma deve sin da ora cominciare a formarsi almeno nel suo atteggiamento politico centrale, nei suoi quadri generali e nelle prime direttive d&#8217;azione. Esso non deve rappresentare una coalizione eterogenea di tendenze, riunite solo transitoriamente e negativamente, cio\u00e8 per il loro passato antifascista e nella semplice del disgregamento del totalitarismo, pronte a disperdersi ciascuna per la sua strada una volta raggiunta quella caduta. Il partito rivoluzionario deve sapere invece che solo allora comincer\u00e0 veramente la sua opera e deve perci\u00f2 essere costituito di uomini che si trovino d&#8217;accordo sui principali problemi del futuro. Deve penetrare con la sua propaganda metodica ovunque ci siano degli oppressi dell&#8217;attuale regime, e, prendendo come punto di partenza quello volta sentito come il pi\u00f9 doloroso dalle singole persone e classi, mostrare come esso si connetta con altri problemi e quale possa esserne la vera soluzione. Ma dalla schiera sempre crescente dei suoi simpatizzanti deve attingere e reclutare nell&#8217;organizzazione del partito solo coloro che abbiano fatto della rivoluzione europea lo scopo principale della loro vita, che disciplinatamente realizzino giorno per giorno il lavoro necessario, provvedano oculatamente alla sicurezza, continua ed efficacia di esso, anche nella situazione di pi\u00f9 dura illegalit\u00e0, e costituiscano cos\u00ec la solida rete che dia consistenza alla pi\u00f9 labile sfera dei simpatizzanti.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Secondo gli autori, per questa \u201crivoluzione sociale europea\u201d, era di vitale importanza il coinvolgimento in prima istanza degli intellettuali e della classe lavoratrice perch\u00e9, oltre a un lavoro politico era necessario un lavoro culturale dedito alla solidariet\u00e0, alla pace e al welfare state:<\/p>\n<p><em>\u201cPur non trascurando nessuna occasione e nessun campo per seminare la sua parola, esso deve rivolgere la sua operosit\u00e0 in primissimo luogo a quegli ambienti che sono i pi\u00f9 importanti come centri di diffusione di idee e come centri di reclutamento di uomini combattivi; anzitutto verso i due gruppi sociali pi\u00f9 sensibili nella situazione odierna, e decisivi in quella di domani, vale a dire la classe operaia e i ceti intellettuali. La prima \u00e8 quella che meno si \u00e8 sottomessa alla ferula totalitaria, che sar\u00e0 la pi\u00f9 pronta a riorganizzare le proprie file. Gli intellettuali, particolarmente i pi\u00f9 giovani, sono quelli che si sentono spiritualmente soffocare e disgustare dal regnante dispotismo. Man mano altri ceti saranno inevitabilmente attratti nel movimento generale. <\/em><br \/>\n<em>Gli intellettuali di Ventotene erano consapevoli del fatto che se questa missione non fosse andata in porto, tutto il progetto sarebbe stato un fallimento. <\/em><br \/>\n<em>Solo con un \u201cpartito rivoluzionario\u201d che sapesse mobilitare tutte le forze per far sorgere il nuovo organismo politico si sarebbe potuto costituire uno Stato confederale ed in seguito disporre una \u201cforza armata europea\u201d al posto degli eserciti nazionali, porre fine alle autarchie economiche \u201cpur lasciando agli Stati stessi l&#8217;autonomia che consente una plastica articolazione e lo sviluppo della vita politica secondo le peculiari caratteristiche dei vari popoli\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Colorni, Rossi e Spinelli ebbero la forza di scrivere nero su bianco che, per avanzare riforme sociali importanti, bisognava rivedere in modo cauto anche il concetto di \u201cpropriet\u00e0 privata\u201d ed analizzarlo in ogni suo caso qualora sia oppressivo per la collettivit\u00e0 e quando invece abbia ragione e diritto d\u2019esistere:<\/p>\n<p><em>\u201cLa propriet\u00e0 privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa, caso per caso, non dogmaticamente in linea di principio. Questa direttiva si inserisce naturalmente nel processo di formazione di una vita economica europea liberata dagli incubi del militarismo e del burocraticismo nazionali. In essa possono trovare la loro liberazione tanto i lavoratori dei paesi capitalistici oppressi dal dominio dei ceti padronali, quanto i lavoratori dei paesi comunisti oppressi dalla tirannide burocratica. La soluzione razionale deve prendere il posto di quella irrazionale anche nella coscienza dei lavoratori.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Queste riflessioni non sono mai state prese in considerazione nella nostra Europa tanto acclamata dalla retorica europeista e dall\u2019attuale retorica neoliberale sugli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d, ma addirittura storicamente abbiamo vissuto il contrario: la centralit\u00e0 della propriet\u00e0 privata, dell\u2019iniziativa privata vista proprio come sacra ed intoccabile ed un progressivo <em>laize faire<\/em> neoliberista a discapito del pubblico. Addirittura, nel 2001, l\u2019Italia con Prodi ha velocizzato i processi di privatizzazioni delle perle industriali pubbliche come l\u2019ILVA, l\u2019IMI e l\u2019IRI con la scusa che fosse necessario per entrare in Europa, dimenticando che gli autori del Manifesto di Ventotene chiedevano espressamente il mantenimento dei settori strategici sotto l\u2019industria pubblica:<\/p>\n<p><em>\u201cnon si possono pi\u00f9 lasciare ai privati le imprese che, svolgendo un&#8217;attivit\u00e0 necessariamente monopolistica, sono in condizioni di sfruttare la massa dei consumatori (ad esempio le industrie elettriche); le imprese che si vogliono mantenere in vita per ragioni di interesse collettivo, ma che per reggersi hanno bisogno di dazi protettivi, sussidi, ordinazioni di favore, ecc. (l&#8217;esempio pi\u00f9 notevole di questo tipo di industrie sono in Italia ora le industrie siderurgiche); e le imprese che per la grandezza dei capitali investiti e il numero degli operai occupati, o per l&#8217;importanza del settore che dominano, possono ricattare gli organi dello stato imponendo la politica per loro pi\u00f9 vantaggiosa (es. industrie minerarie, grandi istituti bancari, industrie degli armamenti). E&#8217; questo il campo in cui si dovr\u00e0 procedere senz&#8217;altro a nazionalizzazioni su scala vastissima, senza alcun riguardo per i diritti acquisiti;\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa tecnocratica e finanziaria di oggi non \u00e8 quella pensata a Ventotene<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 certo che la Carta di Ventotene abbia dei <a href=\"https:\/\/giuliochinappi.wordpress.com\/2019\/05\/10\/il-manifesto-di-ventotene-che-gli-europeisti-non-hanno-letto\/\">punti controversi e non chiari<\/a>, ma resta comunque un tentativo interessante di teoria politica per un\u2019Europa dei popoli. A differenza del Progetto Pan-Europa del filosofo e conte Coudenhove Kalergi, che ebbe una grande diffusione tra le \u00e9lite finanziarie e diplomatiche del tempo e che auspicava un\u2019Unione Europea a guida tecnocratica, il Manifesto di Ventotene fece ben pochi proseliti anche nel carcere. Fece scalpore l\u2019atteggiamento di Sandro Pertini (1), il quale, dopo aver sottoscritto il documento mentre era confinato proprio a Ventotene, venne espulso dal PSI per la sua posizione \u201ceterodossa\u201d, per poi ritirare la firma per obbedienza al partito. Era la prefigurazione della scarsa fortuna dell\u2019idea confederale a base democratica, solidale e socialista.<\/p>\n<p>Quella che nacque storicamente fu l\u2019Europa di oggi, ovvero un\u2019unione (n\u00e9 una federazione n\u00e9 una confederazione) nata sul modello funzionalista di Jean Monnet secondo il quale bisogna <em>\u201ctogliere sovranit\u00e0 ai popoli senza che se ne accorgano\u201d<\/em>. Un\u2019unione che non ha una Costituzione; non ha una legittimit\u00e0 democratica in quanto la maggioranza dei cittadini degli Stati membri non l\u2019ha voluta (vedasi il referendum in Francia del 2005); un\u2019unione che \u00e8 stata imposta dall\u2019alto e che tassa i cittadini europei senza rappresentarli (2) (il Parlamento Europeo ha solo la funzione di proporre direttive e non leggi, mentre le leggi le fa la Commissione Europea che \u00e8 composta da nominati e non eletti); un\u2019unione ispirata:<\/p>\n<p>&#8211; al concetto di \u201cEuropa tecnocratica\u201d e di <em>\u201cintegrazione europea\u201d<\/em> del conte Richard Coudenhove-Kalergi (3) che portarono alla costituzione del Progetto Pan-Europa e alla fondazione dell\u2019Unione Paneuropea a Vienna nel 1924 secondo i principi della dottrina di James Monroe da cui <em>\u00abEuropa agli europei\u00bb<\/em>, escludendo potenze mondiali come Russia e Gran Bretagna e mettendosi in guardia da nuovi centri di potenza quali Stati Uniti, Giappone e Unione Sovietica;<br \/>\n&#8211; all\u2019idea dell\u2019integrazione monetaria dell\u2019economista Francois Perroux (4) del 1943 con il dichiarato intento di <em>\u201ctogliere agli Stati la loro ragion d&#8217;essere\u201d<\/em> impedendogli di poter di gestire la moneta;<br \/>\n&#8211; alla sconfitta delle teorie economiche di Keynes, l\u2019economista secondo cui l\u2019interesse della collettivit\u00e0 viene sempre per primo, che avvenne alla conferenza per gli assetti monetari internazionali di Bretton Woods del 1944, ove decoller\u00e0 il progetto devastante di Lippmann, Berneys, Schuman, Monnet e Perroux per la distruzione della sovranit\u00e0 degli stati e al trionfo di grandi oligarchi delle corporate rooms, che finanziano le scuole di economisti e di classi dirigenti secondo l\u2019ideologia del monetarismo e dell\u2019economia neoclassica di Milton Friedman, facendo credere che sia l\u2019unica economia esistente (un esempio l\u2019Universit\u00e0 Bocconi, che non fa teoria economica e non insegna politica economica);<br \/>\n&#8211; al \u201cPiano Schuman\u201d del 1951 che porter\u00e0 alla nascita della Ceca (Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio);<br \/>\n&#8211; e al dominio egemonico della Germania che, con i Trattati di Maastricht del 1992, ha sancito la \u201cl\u2019economia sociale di mercato\u201d come sistema economico europeo, ispirato ai principi folli dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/chiasmo\/diritto_e_societa\/liberta\/liberta_allasino_ordoliberalismo.html\">ordoliberismo tedesco<\/a>, teoria economica che sostiene che il problema non sono gli investimenti ma il debito pubblico;<\/p>\n<p>Un\u2019Europa del commercio, delle banche e della finanza che grazie alle lobbie di grandi capitalisti ha smantellato la sovranit\u00e0 degli stati europei per salvaguardare i loro profitti. Nel 2001, plasmato su modello del marco tedesco, viene introdotto l\u2019Euro: la prima \u201cmoneta senza Stato\u201d a regime di cambi fissi che provoc\u00f2 una grande reazione tra grandi teorici economisti.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, a detta di Romano Prodi, quando entr\u00f2 nell\u2019euro, svalut\u00f2 la lira del 600% (5). Nel gennaio 2002, nei 16 Stati pi\u00f9 ricchi d\u2019Europa avanza l\u2019idea di creare corpi sovranazionali col potere di imporre le regole. Ecco quindi l\u2019Unione Europa, il Trattato di Lisbona, l\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio, i Mercati dei Capitali d\u2019Investimento. Idea che vinse all\u2019ora e vince in questa Europa nella quale viviamo in cui l\u2019economia, purtroppo, domina la politica.<\/p>\n<p>Questa verit\u00e0 \u00e8\u00a0 sotto gli occhi di tutti ed \u00e8 emersa in tutta evidenza anche di fronte alle questioni squisitamente politiche, culturali, etiche come: la \u201cFortezza Europa\u201d in termini di immigrazione; l\u2019americanizzazione della difesa, in termini di sudditanza dell\u2019Europa alla NATO; la guerra ai confini asimmetrici dell\u2019Europa, in Nord Africa e in Ucraina e l\u2019attuale riarmo da 800 miliardi di Ursula Von der Leyen.<\/p>\n<p><em>\u00abL\u2019Europa di oggi non c\u2019entra nulla con quella tratteggiata da Spinelli\u00bb<\/em>, spiegava <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2015\/09\/vogliamo-gli-stati-uniti-deuropa-dobbiamo-abolire-quella-di-oggi\/\">Giulio Sapelli<\/a>, grande storico ed economista docente ordinario di Storia Economica presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano. <em>\u00abIl sistema \u00e8 diverso, la forma istituzionale \u00e8 diversa\u00bb<\/em>, affermava Sapelli, e parlare di Ventotene si pu\u00f2 fare, ma solo se si ha in mente una rifondazione totale dell\u2019Europa. Spinelli, quando lavorava in Europa, disse chiaramente che l\u2019Europa doveva nascere su base socialista e non sul libero mercato neoliberista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d di cui si parla saranno neoliberali su modello atlantista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>&#8220;Il Movimento Federalista Europeo non risponde ad altro che al migliore consolidamento della dittatura del Capitale americano sulle varie regioni europee e, al tempo stesso, della interna dominazione sul proletariato americano, le cui vane illusioni di prosperit\u00e0 hanno per sicuro sbocco l&#8217;austerit\u00e0 che oggi la pi\u00f9 ipocrita delle borghesie fa inghiottire alla classe operaia d&#8217;Inghilterra&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;United States of Europe&#8221; in Prometeo n. 14 del 1950.<\/em><\/p>\n<p>Gli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d di cui parlano tutti gli europeisti pi\u00f9 sensazionalisti e i federalisti europei come Emma Bonino, Matteo Renzi e Michele Serra, non sono un progetto di democrazia socialista europea, ma bens\u00ec un consolidamento di una post-democrazia di stampo neoliberale su modello statunitense, ispirandosi al federalismo statunitense e al vero padre del federalismo europeo che \u00e8 il liberale Luigi Einaudi (6). Einaudi pensava ad una organizzazione come un Super-stato con sovranit\u00e0 diretta sui cittadini, avente il diritto di stabilire imposte e dotata di un esercito, sostenendo che solo la diminuzione della sovranit\u00e0 assoluta degli Stati Europei e un\u2019unione federale europea si sarebbe potuta superare l\u2019anarchia internazionale, ed evitare nuove guerre. Einaudi basava la sua teoria sullo studio fatto dal <em>The Federalist<\/em> da cui trasse l\u2019assetto politico per cui il federalismo poteva eliminare la guerra fra gli Stati membri . Nelle sue idee era molto chiara la distinzione dei concetti tra confederazione, federazione ed unione, basata sulla limitazione o meno della sovranit\u00e0. Einaudi era un grande critico del concetto di confederazione e critic\u00f2 la Societ\u00e0 delle Nazioni che, in quanto tale \u2013 a detta sua &#8211; non era una struttura in grado di garantire una pace duratura.<\/p>\n<p>In sostanza, il mantra degli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d oggi \u00e8 un tentativo di perfezionare l\u2019Unione Europea per quello che gi\u00e0 \u00e8, proseguendo verso la via dell\u2019espropriazione della sovranit\u00e0 agli Stati.<\/p>\n<p>L\u2019idea neoliberale che sta passando \u00e8 una forzatura culturale: parlare di <em>\u201cEuropa agli europei\u201d<\/em> senza che esista un sentimento di coesione europea. <em>\u201cL&#8217;Europa non \u00e8 mai esistita. Ora si tratta di crearla davvero&#8221;<\/em> \u2013 diceva Jean Monnet nel 1950. Oggi in Europa non esiste \u2013 e non pu\u00f2 esistere, come sosteneva l\u2019antropologa Ida Magli &#8211; il \u201ccittadino europeo\u201d n\u00e9 tantomeno il cittadino italiano, tedesco, francese, inglese o spagnolo che si sente o si definisce \u201ceuropeo\u201d. Questo perch\u00e9 l\u2019Europa non \u00e8 paragonabile agli Stati Uniti d\u2019America, una nazione artificiale creata da immigrati europei senza una cultura unitaria se non quella del denaro e della <em>american view of life<\/em> fatta di consumismo, ipertrofica libert\u00e0 individuale e mercato.<\/p>\n<p>Forse il destino pensato dalle classi dirigenti europee per l\u2019Europa \u00e8 livellare le sue diverse culture ed identit\u00e0 sul piano del mercato come negli USA. Cos\u00ec avremo una classe dirigente che non solo tifa per il <em>default<\/em> economico, ma anche per il <em>default<\/em> culturale.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 aveva compreso Vladimir Lenin nel 1915, <em>\u201cgli Stati Uniti d\u2019Europa in regime capitalistico non possono che essere impossibili o reazionari\u201d<\/em>, ed oggi siamo nel pieno di questa ipotesi. Un\u2019Europa unita progressista non pu\u00f2 dunque nascere dall\u2019iniziativa della classe dominante, come accaduto con l\u2019odierna Unione Europea, ma deve essere frutto dell\u2019azione rivoluzionaria delle classi dominate. Come ricordava Trostky: <em>\u201cIl fine del proletariato europeo non \u00e8 la perpetuazione dei confini ma, al contrario, la loro abolizione rivoluzionaria, non lo status quo, bens\u00ec gli Stati Uniti Socialisti d\u2019Europa!\u201d<\/em>. C\u2019\u00e8 chi sostiene, in modo pi\u00f9 o meno veritiero, che gli intellettuali di Ventotene fossero d\u2019ispirazione trotkista (7), sottolineando ancora una volta come il Manifesto fosse un progetto neanche lontanamente paragonabile all\u2019Europa bancocratica di oggi.<\/p>\n<p>Nel frattempo, dovremo accontentarci di opporci a quest\u2019Unione Europea e di lottare per il recupero della sovranit\u00e0 nazionale di ciascuno Stato, non gi\u00e0 per fomentare la competizione tra questi, ma per stimolarne la cooperazione ed il rispetto reciproco, in attesa di tempi migliori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(1) Nel settembre 1935 Pertini esce dal carcere e viene condotto al confino di Ponza. Nel 1939 \u00e9 disposto il suo trasferimento al confino, prima alle Tremiti e poi a Ventotene. Riacquister\u00e0 la libert\u00e0, dopo oltre 14 anni, nell\u2019agosto del 1943, un mese dopo la caduta del fascismo. <a href=\"https:\/\/www.comune.cinisello-balsamo.mi.it\/pietre\/spip.php?article297\">https:\/\/www.comune.cinisello-balsamo.mi.it\/pietre\/spip.php?article297<\/a> <a href=\"https:\/\/www.consiglio.regione.toscana.it\/upload\/eda\/pubblicazioni\/pub4164.pdf\">https:\/\/www.consiglio.regione.toscana.it\/upload\/eda\/pubblicazioni\/pub4164.pdf<\/a><\/p>\n<p>(2) Principio del costituzionalismo inglese: <em>no taxation without representation<\/em><\/p>\n<p>(3) R. Coudenhove-Kalergi, <em>Paneurope: Un grande progetto per l\u2019Europa unita<\/em>, Rimini, Il Cerchio pp.60-61<\/p>\n<p>(4) Il 20 dicembre 1943, veniva pubblicato sulla <em>Revue de l\u2019\u00e9conomie contemporaine<\/em> un saggio di Fran\u00e7ois Perroux su <em>La monnaie dans une \u00e9conomie internationale organis\u00e9e\u00a0<\/em><\/p>\n<p>(5) <a href=\"https:\/\/unilira.altervista.org\/valore-della-lira-e-la-sua-svalutazione\/?doing_wp_cron=1741438126.4091989994049072265625\">https:\/\/unilira.altervista.org\/valore-della-lira-e-la-sua-svalutazione\/?doing_wp_cron=1741438126.4091989994049072265625<\/a><\/p>\n<p>(6) Il <em>The Federalist<\/em> \u00e8 una raccolta di saggi che fu pubblicata dall\u2019<em>Independent Journal<\/em> di New York 1787, scritti da Alexander Hamilton e John Jay. Furono scritti per sostenere la ratifica della costituzione americana, in essi sono definiti i concetti di federazione. C. G. Anta, Padri dell\u2019Europa, cit., p.100<\/p>\n<p>(7) Forum Pulire 2018 | Etica e Ambiente | Dibattito <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PkoJsww2pEE\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PkoJsww2pEE<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ulteriori Informazioni:<\/strong><\/p>\n<p>Testo del Manifesto di Ventotene: <a href=\"https:\/\/novara.anpi.it\/attivita\/2015\/manifesto%20di%20ventotene.pdf\">https:\/\/novara.anpi.it\/attivita\/2015\/manifesto%20di%20ventotene.pdf<\/a><\/p>\n<p>Documentario \u201cLa centesima scimmia\u201d <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tpHdZR2j9RM\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tpHdZR2j9RM<\/a><\/p>\n<p>Euro, un progetto che parte da lontano: ecco come le lobbie dei grandi capitalisti, per salvaguardare i loro profitti, hanno smantellato la sovranit\u00e0 degli stati europei <a href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/10\/08\/euro-un-progetto-che-parte-da-lontano-ecco-come-le-lobbie-dei-grandi-capitalisti-per-salvaguardare-i-loro-profitti-hanno-smantellato-la-sovranita-degli-stati-europei\/\">https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/10\/08\/euro-un-progetto-che-parte-da-lontano-ecco-come-le-lobbie-dei-grandi-capitalisti-per-salvaguardare-i-loro-profitti-hanno-smantellato-la-sovranita-degli-stati-europei\/<\/a><\/p>\n<p>Jean Monnet: il Padre fondatore o l\u2019Ispiratore dell\u2019Europa? <a href=\"http:\/\/dspace.unive.it\/bitstream\/handle\/10579\/2259\/803050-1157047.pdf?sequence=2\">http:\/\/dspace.unive.it\/bitstream\/handle\/10579\/2259\/803050-1157047.pdf?sequence=2<\/a><\/p>\n<p>Feticcio Europa, il mito di un imperialismo &#8220;europeo&#8221; <a href=\"https:\/\/www.quinterna.org\/pubblicazioni\/rivista\/22\/feticcio_europa.htm\">https:\/\/www.quinterna.org\/pubblicazioni\/rivista\/22\/feticcio_europa.htm<\/a><\/p>\n<p>Giulio Sapelli, Il debito pubblico nella lenta crescita mondiale da deflazione <a href=\"http:\/\/siba-ese.unisalento.it\/index.php\/itinerari\/article\/viewFile\/19636\/16697\">http:\/\/siba-ese.unisalento.it\/index.php\/itinerari\/article\/viewFile\/19636\/16697<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arcano dell\u2019ipocrisia europeista Ventotene era un\u2019isola dove il regime fascista aveva predisposto un carcere a cielo aperto su cui si affacciavano le celle dei confinati politici antifascisti consentendo ai carcerieri di osservare ogni loro mossa. 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