{"id":2585020,"date":"2025-02-22T19:46:59","date_gmt":"2025-02-22T19:46:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2585020"},"modified":"2025-02-22T19:46:59","modified_gmt":"2025-02-22T19:46:59","slug":"il-ruanda-alimenta-la-guerra-in-congo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/02\/il-ruanda-alimenta-la-guerra-in-congo\/","title":{"rendered":"Il Ruanda alimenta la guerra in Congo"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Il sostegno tedesco al Ruanda viene accolto con proteste a causa della guerra del Paese nel Congo orientale. In pratica, un accordo dell&#8217;UE sulle materie prime con il Ruanda favorisce anche l&#8217;importazione in Germania di \u201cminerali insanguinati\u201d rubati nel Congo orientale.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Decenni di sostegno al Ruanda da parte della Germania e dell&#8217;UE stanno suscitando sempre pi\u00f9 proteste per il ruolo assunto dalla Repubblica federale tedesca nella guerra nel Congo orientale. Per decenni, il governo ruandese di Kigali ha sostenuto ogni tipo di milizia nelle vicine province del Kivu, nell&#8217;est della Repubblica Democratica del Congo, che saccheggia le materie prime su larga scala e le contrabbanda in Ruanda. Kigali ne ricava miliardi, mentre le milizie del Congo orientale continuano la guerra. Negli ultimi mesi e settimane, la milizia M23 (Movimento 23 Marzo di etnia tutsi N.d.T)\u00a0ha conquistato ampie zone delle province del Kivu con il sostegno diretto in prima linea dei soldati delle forze armate ruandesi causando l\u2019attuale fuga di tantissimi congolesi.<\/p>\n<p>La Germania collabora da tempo a stretto contatto con il Ruanda, ex colonia del Reich tedesco, Paese che assunto ultimamente una certa rilevanza per Berlino anche come luogo di esternalizzazione delle domande di asilo in zone remote del mondo. Inoltre, l&#8217;anno scorso, l&#8217;UE ha concluso un accordo con Kigali che prevede la fornitura di materie prime fondamentali. Gli osservatori ipotizzano che grazie a questo accordo anche i \u201cminerali insanguinati\u201d provenienti dalla guerra nel Congo orientale raggiungeranno l&#8217;Europa.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019interesse per il Ruanda<\/strong><\/h3>\n<p>La Germania, insieme ad altri Paesi occidentali e all&#8217;Unione Europea collabora da anni con il Ruanda, considerando il suo passato da ex colonia dell&#8217;Impero tedesco dal 1884 al 1916. Berlino versa a Kigali ingenti somme dal suo bilancio per lo sviluppo; di recente, nell&#8217;ottobre 2022, ha promesso una somma di 93,6 milioni di euro per un periodo di tre anni, due terzi dei quali sono stati destinati alla cosiddetta \u201ccooperazione finanziaria\u201d per la promozione degli investimenti [1]. Il Ruanda \u00e8 uno dei Paesi che la Germania ha incluso nel progetto Compact with Africa, che mira a migliorare le condizioni quadro per gli investimenti stranieri nei Paesi africani partecipanti. Inoltre, a Kigali \u00e8 stato istituito un Business Desk tedesco per la promozione degli investimenti.<\/p>\n<p>Inoltre, nel 2019 il Ministero federale tedesco per la cooperazione e lo sviluppo economico ha inaugurato un centro digitale che, secondo le informazioni ufficiali, \u00e8 destinato a \u201cfare da ponte\u201d tra le aziende e gli istituti di ricerca tedeschi e ruandesi [2]. Volkswagen ha uno stabilimento a Kigali dal 2018 e anche il produttore tedesco di vaccini BioNTech vi \u00e8 rappresentato dal 2023. Il Ruanda \u00e8 ovviamente noto in Europa soprattutto come potenziale partner di cooperazione per i piani di trasferimento dei richiedenti asilo in Paesi lontani; l&#8217;opzione \u00e8 stata presa in considerazione anche a Berlino [3].<\/p>\n<h3><strong>Fornitore di materie prime<\/strong><\/h3>\n<p>Tuttavia, il Ruanda riveste un&#8217;importanza cruciale come fornitore di materie prime. Da decenni gli osservatori sottolineano che il Paese esporta quantit\u00e0 significativamente superiori a quelle prodotte sul proprio territorio. Gran parte delle esportazioni di materie prime del Ruanda provengono proprio dalle zone limitrofe della Repubblica Democratica del Congo, in particolare dalle province congolesi orientali del Nord e del Sud Kivu, che ne sono estremamente ricche. Dall&#8217;inizio della grande guerra nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo nel 1996, Kigali ha sostenuto le milizie, in particolare nel Nord Kivu, che trasportano illegalmente una parte significativa delle risorse minerarie attraverso il confine con il Ruanda. Ci\u00f2 significa che Kinshasa sta perdendo ingenti somme di denaro; nel 2023, il ministro delle Finanze della RDC, Nicolas Kazadi, ha stimato l&#8217;importo in un miliardo di dollari USA all&#8217;anno [4].<\/p>\n<p>In questo contesto appare evidente che il ruolo delle milizie sostenute dal Ruanda \u00e8 quello di assicurare il proseguimento della guerra nel Congo orientale &#8211; sponsorizzata da Kigali. Due decenni fa, le organizzazioni per i diritti umani hanno richiamato l&#8217;attenzione sulle conseguenze del coltan &#8211; il minerale, utilizzato ad esempio per la produzione di telefoni cellulari- che viene estratto nel Nord Kivu, spesso nelle peggiori condizioni di lavoro, contrabbandato in Ruanda e da l\u00ec esportato. Kigali incassa i profitti, mentre nel Congo orientale permangono guerra e miseria.<\/p>\n<h3><strong>Minerali insanguinati<\/strong><\/h3>\n<p>Anni di campagne contro l&#8217;approvvigionamento di \u201cminerali insanguinati\u201d dal Congo orientale attraverso il Ruanda sono semplicemente fallite perch\u00e9 gli Stati occidentali &#8211; ben riforniti di materie prime &#8211; collaborano strettamente con Kigali, coprendo cos\u00ec efficacemente il contrabbando e la furia delle milizie sostenute dal Ruanda nel Congo orientale. Nel febbraio dello scorso anno, l&#8217;UE ha persino concluso un memorandum d&#8217;intesa con il governo ruandese, che prevede una stretta cooperazione nell&#8217;estrazione e nella lavorazione delle risorse naturali. L&#8217;attenzione \u00e8 rivolta alle cosiddette materie prime critiche, indispensabili per le tecnologie della transizione energetica. La Commissione UE sottolinea esplicitamente che il Ruanda esporta quantit\u00e0 particolarmente elevate di tantalio [5], estratto tra l&#8217;altro dal coltan. Le organizzazioni per i diritti umani avvertono che c&#8217;\u00e8 un alto rischio di ingresso nell&#8217;UE di \u201cminerali insanguinati\u201d sulla base del Memorandum d&#8217;intesa [6]. Sebbene Bruxelles sostenga di avere meccanismi di controllo per garantire che questo non si verifichi, gli esperti denunciano che tali meccanismi siano stati a lungo aggirati con ogni tipo di mezzo nel contrabbando quotidiano dal Congo orientale al Ruanda, rendendoli sostanzialmente inefficaci.<\/p>\n<h3><strong>Guerra di conquista<\/strong><\/h3>\n<p>Nel 2021, il Ruanda ha riattivato la milizia M23, fondata originariamente nel 2012, per assicurarsi l&#8217;accesso alle materie prime del Congo orientale. Nel 2022, gli esperti delle Nazioni Unite hanno dichiarato di avere le prove che l&#8217;M23 non solo disponeva di armi insolitamente moderne, ma era anche sostenuto da truppe delle forze armate ruandesi direttamente sul territorio della RDC. Con il loro aiuto, l&#8217;M23 ha preso il controllo di aree in crescita, compresi nuovi depositi di materie prime. Questo \u00e8 continuato anche dopo la conclusione formale di un cessate il fuoco tra la RDC e il Ruanda nel luglio 2024. Inoltre, secondo gli esperti delle Nazioni Unite all\u2019inizio del 2025 nel Nord Kivu sono stati dispiegati da 3.000 a 4.000 soldati delle forze armate ufficiali ruandesi e si ritiene che siano state coinvolte anche nell&#8217;offensiva della milizia dell&#8217;M23 [7]. Alla fine di gennaio, queste forze sono riuscite a conquistare insieme la capitale del Nord Kivu, Goma. Dopo un breve cessate il fuoco, le milizie hanno continuato i loro attacchi marted\u00ec [8] e da allora innumerevoli persone hanno perso la vita. La scorsa settimana \u00e8 stato riferito che pi\u00f9 di 2.000 persone sono state bruciate a Goma dopo l&#8217;invasione dell&#8217;M23. Secondo l&#8217;UNHCR, il numero di rifugiati costretti a vivere nelle province del Kivu, in particolare in condizioni di estrema miseria, si avvicina a cinque milioni [9].<\/p>\n<h3><strong>Il corridoio verde<\/strong><\/h3>\n<p>L&#8217;offensiva del Ruanda e l&#8217;occupazione di gran parte delle province del Kivu avvengono in un momento in cui la RDC sta offrendo all\u2019UE la possibilit\u00e0 di cooperare per le riserve di materie prime del Congo orientale, come sottolinea Kambale Musavuli del Centro di ricerca sul Congo-Kinshasa. In occasione del World Economic Forum di quest&#8217;anno (20-24 gennaio) a Davos, il presidente della RDC, F\u00e9lix Tshisekedi, ha promosso la sua nuova iniziativa del corridoio verde [10], che prevede numerose misure di sviluppo in un&#8217;enorme striscia di terra lungo il fiume Congo, che vanno dalla produzione di energie rinnovabili alla promozione dell&#8217;agricoltura e alla creazione di infrastrutture di trasporto. Il corridoio verde \u00e8 un progetto a lungo termine destinato a collegare le province orientali congolesi del Kivu con la capitale Kinshasa [11].<\/p>\n<p>Come riferisce Kambale Musavuli, il corridoio \u00e8 in grado di competere con la tradizionale rotta di trasporto e contrabbando che dalle province del Kivu conduce in Kenya attraverso il Ruanda e l&#8217;Uganda. La Commissione europea ha recentemente confermato di voler sostenere la creazione del corridoio verde &#8211; e la relativa costruzione di infrastrutture di trasporto [12]. In definitiva, attraverso questo corridoio si potrebbero trasportare fino a un milione di tonnellate di prodotti agricoli dalle province del Kivu a Kinshasa ogni anno, materie prime comprese.<\/p>\n<h3><strong>La protesta<\/strong><\/h3>\n<p>Nel frattempo si stanno moltiplicando le proteste contro la guerra nelle province del Kivu, contro l&#8217;occupazione di ampie zone della regione da parte delle milizie dell&#8217;M23 e delle truppe ruandesi e contro l&#8217;approvazione delle azioni omicide da parte degli Stati occidentali. Alla fine di gennaio, manifestanti infuriati a Kinshasa hanno attaccato le ambasciate del Ruanda, degli Stati Uniti, della Francia e del Belgio, tra gli altri [13]. Da allora si sono svolte proteste anche in altre citt\u00e0 della RDC e anche in Germania gli attivisti contestano l&#8217;approvazione implicita della Germania della guerra ruandese nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo.<\/p>\n<p><strong>Fonti<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>[1], [2] Ruanda. bmz.de.<\/li>\n<li>[3] Judith Kohlenberger: Das Ruanda-Modell ist gescheitert &#8211; das sollte man endlich auch in Berlin verstehen. spiegel.de 17.07.2024. Vedi anche Die \u201cOption Ruanda\u201d.<\/li>\n<li>[4] Lorraine Mallinder: \u2018Blood minerals\u2019: What are the hidden costs of the EU-Rwanda supply deal? aljazeera.com 02.05.2024.<\/li>\n<li>[5] EU and Rwanda sign a Memorandum of Understanding on Sustainable Raw Materials Value Chains. ec.europa.eu 19.02.2024.<\/li>\n<li>[6] Lorraine Mallinder: \u2018Blood minerals\u2019: What are the hidden costs of the EU-Rwanda supply deal? aljazeera.com 02.05.2024.<\/li>\n<li>[7] Romain Chanson: RDC, Rwanda et M23 : ce que contient le dernier rapport de l\u2019ONU. jeuneafrique.com 08.01.2025.<\/li>\n<li>[8] Amid DR Congo ceasefire, Goma residents race to bury 2,000 bodies. aljazeera.com 05.02.2025. Rwanda-backed M23 fighters resume attacks in DR Congo after two-day pause. aljazeera.com 11.02.2025.<\/li>\n<li>[9] UNHCR gravely concerned by worsening violence and humanitarian crisis in eastern DR Congo. unhcr.org 24.01.2025.<\/li>\n<li>[10] Kambale Musavuli: Congolese General Cirimwami assassinated in North Kivu, escalating the region\u2019s crisis. peoplesdispatch.org 25.01.2025.<\/li>\n<li>[11] Gill Einhorn, Emmanuel de Merode: The Democratic Republic of Congo to create the Earth\u2019s largest protected tropical forest reserve. weforum.org 22.01.2025.<\/li>\n<li>[12] Global Gateway: A Green Corridor preserving the last lungs of the earth through green economic growth. international-partnerships.ec.europa.eu 22.01.2025.<\/li>\n<li>[13] Protesters attack French, US, Rwandan embassies in DRC. aljazeera.com 28.01.2025.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Traduzione dal tedesco di Maria Sartori. Revisione di Barbara Segato<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sostegno tedesco al Ruanda viene accolto con proteste a causa della guerra del Paese nel Congo orientale. 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