{"id":2583693,"date":"2025-02-15T21:15:03","date_gmt":"2025-02-15T21:15:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2583693"},"modified":"2025-02-22T20:31:38","modified_gmt":"2025-02-22T20:31:38","slug":"uruguay-unaltra-storia-intervista-ad-aurora-meloni-1-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/02\/uruguay-unaltra-storia-intervista-ad-aurora-meloni-1-parte\/","title":{"rendered":"Uruguay: un\u2019altra storia. Intervista ad Aurora Meloni \u2013 1\u00b0 parte"},"content":{"rendered":"<p><em>Aurora Meloni \u00e8 una donna uruguaiana di origini italiane che da molti anni vive a Milano, da sempre impegnata politicamente. Il marito, Daniel Banfi, fu rapito e poi ucciso da uno squadrone della morte nel 1974 in America Latina: uno dei primi desaparecidos. La incontriamo nella sua casa milanese e ci facciamo raccontare la sua intensa vita.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><b>Cara Aurora, raccontaci chi sei<\/b><\/p>\n<p>Sono nata in Uruguay e ho condotto una vita normale: scuola, liceo e qualche anno della facolt\u00e0 di lettere. Mi sono sposata con Daniel Banfi nel 1970; Daniel era stato in seminario in Argentina, ma poi aveva lasciato la strada del sacerdozio e aveva fatto ritorno a Montevideo. Nel 1971 abbiamo avuto la nostra prima figlia e l\u2019anno dopo la seconda. Io e Daniel eravamo militanti della sinistra studentesca, poi sono nati i Comitati di Appoggio ai Tupamaros (CAT) e successivamente Daniel \u00e8 entrato nell\u2019organizzazione del MLN-Tupamaros (Movimiento de Liberacion Nacional-Tupamaros). All\u2019inizio degli anni \u201970 col presidente eletto, Jorge Pacheco Areco, di estrema destra, la repressione si \u00e8 intensificata moltissimo, pertanto abbiamo deciso di fuggire prima di essere presi e messi in galera. Il resto della nostra storia si svolge in Argentina.<\/p>\n<p><b>Questo movimento dei Tupamaros era clandestino?<\/b><\/p>\n<p>Si, il movimento guerrigliero era clandestino, come tutti i gruppi guerriglieri nati in America Latina dopo la Rivoluzione cubana, ma i gruppi di appoggio no, tanto \u00e8 vero che i militanti uruguaiani dei Comitati di Appoggio ai Tupamaros (CAT) sono entrati successivamente in una formazione politica, il Movimento 26 Marzo il cui presidente era lo scrittore Mario Benedetti. In seguito questo Movimento ha aderito al Frente Amplio.<\/p>\n<p><b>Pepe Mujica era parte di questo movimento dei Tupamaros?<\/b><\/p>\n<p>Si, era uno dei dirigenti. Il fondatore, insieme ad altri, era stato Raul Sendic che aveva formato il movimento negli anni \u201960. Sia Sendic che altri dei fondatori venivano dal partito Socialista.<\/p>\n<p><b>Anche in Per\u00f9 c\u2019era un movimento che si chiamava Tupamaros, c\u2019erano dei legami?<\/b><\/p>\n<p>No. In comune c&#8217;era la simbologia del nome e le lotte contro il colonialismo portate avanti da Tupac Amaru. Costui era un capo dell\u2019impero in Per\u00f9 che aveva lottato appunto contro il colonialismo. Quando lo presero, per evitare che anche dopo morto diventasse un mito, lo squartarono, legarono le estremit\u00e0 del suo corpo a quattro cavalli che fecero correre da nord a sud e da est a ovest\u2026<\/p>\n<p><b>Torniamo all\u2019Argentina,<\/b><b> come vi siete spostati<\/b><b> in quattro<\/b><b>?<\/b><\/p>\n<p>Daniel and\u00f2 prima, nel novembre del &#8217;72, sia perch\u00e9 correva pi\u00f9 rischi, sia per organizzare la sistemazione laggi\u00f9 della nostra famiglia: trovare casa, lavoro, ecc. Io rimasi a Montevideo con le nostre figlie, la pi\u00f9 piccola aveva meno di un mese e la pi\u00f9 grande 14 mesi e mezzo. Quando Daniel trov\u00f2 la sistemazione adatta, andammo in Argentina anche noi. La casa si trovava nella provincia di Buenos Aires, Daniel lavorava in citt\u00e0. Considera che allora l\u2019Argentina viveva un momento di grande apertura democratica, alle elezioni aveva vinto H\u00e9ctor Jos\u00e9 C\u00e1mpora, del Partido Giustizialista, in sostituzione di Ju\u00e1n Domingo Per\u00f3n che era ancora in esilio.<\/p>\n<p><b>Com&#8217;era la situazione in Uruguay? C&#8217;era stato un colpo di stato?<\/b><\/p>\n<p>In quei momenti, quando ancora eravamo l\u00ec, se ti prendevano la tortura era certa e sistematica come metodo per ottenere informazioni. Il Movimento dell\u2019opposizione aveva contro le costituite Forze Congiunte (polizia ed esercito uniti nella repressione). Il colpo di stato avvenne<\/p>\n<p>successivamente, il 27 giungo 1973. Precedentemente c\u2019era stato un governo eletto nel 1971 il cui presidente era un membro del Partido Colorado, Ju\u00e1n Mar\u00eda Bordaberry, che fu di fatto artefice, insieme ai militari, del colpo di stato. Fu Bordaberry che fece \u201cil passaggio\u201d dall&#8217;\u201cistituzione democrazia\u201d al regime militare.<\/p>\n<p><b>E in Argentina, nel frattempo?<\/b><\/p>\n<p>Nel 1973, rientrato Per\u00f3n, ci fu il passaggio di consegne da C\u00e1mpora al generale Per\u00f3n. L&#8217;accoglienza, in occasione dell\u2019arrivo di Per\u00f3n, fu incredibile: all\u2019aeroporto di Ezeiza<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> avvenne una drammatica e violenta spaccatura del movimento peronista che, come sempre, raggruppava al proprio interno dall\u2019estrema sinistra all\u2019estrema destra. Proprio all\u2019aeroporto vi furono scontri terribili, fu un massacro all\u2019interno dello stesso movimento peronista. La nostra vita non era semplice. Si faceva il lavoro che si trovava e dovevamo crescere le nostre bambine. Continuammo a far politica, sempre legati all\u2019Uruguay. Si organizzavano le attivit\u00e0 di solidariet\u00e0 insieme con gli argentini, soprattutto dopo il colpo di stato, che avvenne tre mesi prima di quello in Cile.<\/p>\n<p>Il primo discorso di Per\u00f2n ci sembr\u00f2 ambiguo: era necessario far ripartire l\u2019economia del Paese, pertanto propose di lavorare un\u2019ora in pi\u00f9 al giorno con lo stesso compenso. E poi continuava a ripetere: \u201cE\u2019 necessario andare da casa al lavoro e dal lavoro a casa\u201d, escludendo qualsiasi attivit\u00e0 di tipo sindacale o politico. Per\u00f3n mor\u00ec nel luglio del 1974, ma gi\u00e0 nei mesi precedenti noi uruguayani in Argentina, che eravamo in tanti, compresi i vertici dell\u2019opposizione al regime imperante nel nostro Paese, avevamo constatato la presenza di polizia uruguayana in territorio argentino. A Buenos Aires c\u2019era anche il senatore Zelmar Michelini che era intervenuto, proprio in quell\u2019anno, ad una sessione del Tribunale Russel dedicata ai colpi di stato e alle dittature dell\u2019America Latina. Il discorso del senatore Zelmar Michelini marc\u00f2 un punto di non ritorto nella denuncia della repressione nella nostra America Latina. Insieme a lui altri dirigenti di altri Partiti democratici, messi al bando dalla dittatura, organizzavano la solidariet\u00e0 con la lotta del nostro popolo. Noi ci sentivamo come se fossimo un \u201cpiccolo Uruguay\u201d in esilio.<\/p>\n<p>Sulla presenza della polizia uruguayana a Buenos Aires avremmo dovuto preoccuparci di pi\u00f9. Anche perch\u00e9 subito dopo la morte di Per\u00f2n inizi\u00f2 una forte e violenta repressione contro la sinistra argentina, contro i giornalisti, i sindacalisti e contro tutti quelli che rivendicavano Democrazia e Libert\u00e0. Governava Isabel Per\u00f2n, ma insieme a lei c\u2019era Jos\u00e9 L\u00f3pez Rega, colui che aveva creato i gruppi paramilitari della tremenda repressione. A volte si pensa che tutto avvenga col golpe del 1976, ma le cose sono cominciate ben prima.<\/p>\n<p><b>Cosa successe a voi in quel periodo?<\/b><\/p>\n<p>La storia che ci riguarda fu uno dei primi casi di omicidio. Era il settembre 1974 e Daniel fu sequestrato. Spiego nei dettagli come avvenne il sequestro suo e degli altri compagni perch\u00e9 poi questo divent\u00f2 il <i>modus operandi<\/i> dei sequestri e delle sparizioni di tantissimi militanti argentini, uruguayani, cileni\u2026 Noi abitavamo in provincia, nella localit\u00e0 di Haedo, provincia di Buenos Aires, in un appartamento al quarto piano. Alle tre di notte sentii citofonare ad altri abitanti del nostro palazzo e poi sentii anche delle voci. Mi affacciai dalla cucina e vidi parecchie persone davanti al nostro portone, tutte vestite di nero. Andai a svegliare Daniel, ma in un attimo erano gi\u00e0 alla porta di casa nostra.<\/p>\n<p>Ricordo furono dodici\/quattordici persone a fare irruzione in casa nostra. Tra loro e al comando del gruppo c\u2019era il commissario uruguayano H\u00e9ctor Campos Hermida. Noi lo conoscevamo dalla questura di Montevideo. L\u20198 ottobre 1969 eravamo in piazza, a Montevideo, per l\u2019anniversario dell\u2019assassinio di Che Guevara ed eravamo stati arrestati. Uno dei poliziotti che ci interrog\u00f2 era proprio Campos Hermida. Io e Daniel ci guardammo e con gli occhi ci dicemmo: \u201cGuarda chi c\u2019\u00e8\u2026\u201d. Erano tutti armati con mitragliette corte. Da noi c\u2019erano mia mamma e le bambine che dormivano e io implorai che non le svegliassero. Nel soggiorno invece dormiva un nostro amico e compagno che quel giorno era diventato pap\u00e0. La moglie era in ospedale, lui era venuto a cena da noi e gli avevamo detto di restare a dormire. In un\u2019altra camera c\u2019era un altro compagno, reduce dal colpo di stato in Cile dove era stato rinchiuso allo stadio. Era ospite nostro e sotto la protezione di ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), aspettava il visto per la Francia. Si chiamava Luis Latr\u00f3nica.<\/p>\n<p>Allora fu il caos: rovistarono dappertutto, presero libri, poster, dischi\u2026 Quando chiesero i documenti e videro che Latr\u00f3nica aveva un pass che lo indicava come proveniente dal Cile, esclamarono, \u201c<i>un goal de media cancha!<\/i>\u201d (un gol da met\u00e0 campo). Vale a dire, avevano trovato uno, scappato dal Cile, dove non si aspettavano di trovarlo. Nel frattempo, Daniel era stato rinchiuso in cucina, sentivo colpi e sentii che gli chiedevano se avesse partecipato a un attentato dell&#8217;ERP (gruppo guerrigliero argentino) avvenuto nella periferia di Buenos Aires.<\/p>\n<p>Io cercai di entrare e mi colpirono rompendomi una catenella che avevo al collo. Sembra ridicolo, ma io piansi per quella catenella. A quel punto fecero per portarli via tutti e tre e io chiesi dove li portavano. \u201cAlla sede centrale della polizia\u201d, risposero, e mi dissero e di stare tranquilla che non sarebbe successo niente, ma di comportarmi bene altrimenti la prossima volta avrebbero portato via anche me e le bambine. Con Daniel ci guardammo ed ebbi l\u2019impressione che tutti e due pensassimo che ci saremmo rivisti, perch\u00e9 anche in momenti cos\u00ec duri e drammatici non si perde mai la speranza e perch\u00e9 in Argentina non era ancora accaduto che uccidessero qualcuno di noi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Desaparecidos.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-2583697 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Desaparecidos-820x423.jpg\" alt=\"\" width=\"820\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Desaparecidos-820x423.jpg 820w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Desaparecidos-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Desaparecidos.jpg 864w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da l\u00ec \u00e8 iniziato il percorso della ricerca. Daniel avrebbe compiuto 24 anni nel mese di ottobre. Una delle prime cose che feci fu andare dal senatore Zelmar Michelini. Lo conoscevo fin da piccola. Andai all\u2019Hotel Liberty dove viveva e da dove nel 1976 lo portarono via per ammazzarlo. Mi fece parlare anche con i responsabili anche degli altri partiti, io raccontai cosa era successo: nessuno si aspettava l\u2019omicidio, e credo fossero sinceri nel dirlo. Ci aspettavamo la detenzione forzata, i centri clandestini di prigionia, la tortura, ma la morte no.<\/p>\n<p>In quel periodo cercammo dappertutto, bussando a tutte le porte possibili, comprese quelle internazionali. Dopo un mese e mezzo trovammo invece i tre corpi, tanto che ora i loro nomi non si trovano nell\u2019elenco dei <i>desaparecidos <\/i>perch\u00e9, appunto, ritrovati.<i> <\/i> Furono trovati da un contadino che percorreva i campi della fattoria a cavallo. Erano stati sotterrati in un campo a 150km da Buenos Aires. Quando andammo a riconoscere i corpi ci trattarono come delinquenti. Poi arriv\u00f2 mio suocero, che pure doveva riconoscere Daniel. Fu un momento drammatico: i corpi erano massacrati, legati mani e piedi, torturati e poi ricoperti di calce viva per evitare un riconoscimento immediato. Tutto ci\u00f2 avveniva un anno e tre mesi prima del golpe in Argentina. Dopo il ritrovamento dei corpi mi prese in custodia ACNUR, il cui Commissario era un ottimo diplomatico svizzero. Mi dissero di prendere subito le bambine e ci trasferirono nella loro sede, dove soggiornammo diversi giorni. Poi salimmo sul volo per Stoccolma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Fine prima parte<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/02\/uruguay-unaltra-storia-intervista-ad-aurora-meloni-2-parte\/\">Qui<\/a> il link alla seconda parte<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.radiondadurto.org\/2024\/09\/07\/plan-condor-a-50-anni-dallomicidio-del-tupamaros-daniel-banfi-intervista-alla-moglie-la-compagna-aurora-meloni\/\">Qui<\/a> il link all&#8217;intervista audio completa<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><i>&#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Massacro_di_Ezeiza\">La strage<\/a>, in cui perirono 13 persone e 365 furono ferite, fu organizzata dall&#8217;ala estremista della destra peronista, in particolare dal segretario personale di Per\u00f3n,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jos\u00e9_L\u00f3pez_Rega\">Jos\u00e9 L\u00f3pez Rega<\/a>, e poi dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alleanza_Anticomunista_Argentina\">Tripla A<\/a>, l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Organizzazione_paramilitare\">organizzazione paramilitare<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anticomunismo\">anticomunista<\/a>\u00a0da lui fondata successivamente. Alcuni membri di tale organizzazione, appostatisi con fucili di precisione su degli spalti, fecero fuoco sul popolo della sinistra peronista, e sull&#8217;organizzazione dei\u00a0<a href=\"file:\/\/\/h\">Montoneros<\/a>. Secondo la ricostruzione del giudice\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Baltasar_Garz\u00f3n\">Baltasar Garz\u00f3n<\/a>, anche\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stefano_Delle_Chiaie_(politico)\">Stefano Delle Chiaie<\/a>\u00a0&#8211; coinvolto in numerosi casi di spalleggiamento a dittature in America Latina &#8211; era presente quel giorno a Ezeiza, ed era compromesso nella vicenda.\u201d<\/i><\/h5>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aurora Meloni \u00e8 una donna uruguaiana di origini italiane che da molti anni vive a Milano, da sempre impegnata politicamente. 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