{"id":2582402,"date":"2025-02-09T22:12:14","date_gmt":"2025-02-09T22:12:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2582402"},"modified":"2025-02-09T22:12:14","modified_gmt":"2025-02-09T22:12:14","slug":"carcere-ai-ribell3-il-carcere-come-strumento-di-repressione-del-dissenso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/02\/carcere-ai-ribell3-il-carcere-come-strumento-di-repressione-del-dissenso\/","title":{"rendered":"Carcere ai ribell3: il carcere come strumento di repressione del dissenso"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 uscito recentemente per l&#8217;Associazione Editoriale <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Multimage<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> un libro che pi\u00f9 necessario e attuale non sapremmo immaginare. Si intitola <\/span><a href=\"https:\/\/multimage.org\/libri\/carcere-ai-ribell3\/\"><b><i>Carcere ai ribell3<\/i><\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> ed \u00e8 stato curato da Nicoletta Salvi Ouazzene in rappresentanza delle <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Mamme in piazza per la libert\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> del dissenso di Torino.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un libro che ho letto con un misto di emozione, smarrimento, ammirazione\u2026\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Emozione perch\u00e9 parecchie delle storie documentate in queste pagine le ho raccontate un po\u2019 anch\u2019io, e proprio per questa testata, in alternanza con il collega Fabrizio Maffioletti. Smarrimento perch\u00e9 si fa fatica a credere che simili vicende di repressione del dissenso possano essere successe qui, a casa nostra, nella nostra \u2018democratica\u2019 Italia, nel cuore dell\u2019Europa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ammirazione per la forza, la capacit\u00e0 di reazione e resilienza, la mirabile propensione a stemperare le proprie singolari sventure in un \u2018noi\u2019 che per un attimo diventa messa in pratica di \u2018nuova societ\u00e0\u2019, cos\u00ec autenticamente partecipata e solidale che persino quelle alte mura carcerarie diventano almeno per brevi sprazzi permeabili al \u2018fuori\u2019, a qualche azione concreta nella giusta direzione, dimostrativa di una qualche possibilit\u00e0 di miglioramento. E insomma s\u00ec: tanta roba ci arriva dalle storie cos\u00ec efficacemente ricostruite da Nicoletta Salvi in queste pagine.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Proviamo dunque a passarle in rassegna queste storie.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Storia di Dana (Lauriola) che un certo giorno, 17 settembre 2020, alla fine di un\u2019estate gi\u00e0 parecchio \u2018calda\u2019 in Val Susa, viene prelevata dalla casa in cui abita a Bussoleno per essere tradotta alla Casa Circondariale Lorusso Cotugno di Torino comunemente nota come Vallette. A nulla sono valsi i tentativi dei suoi Avvocati di vedere applicate misure meno restrittive: Dana \u00e8 incensurata, \u00e8 una giovane donna impegnata nel sociale, con un rapporto di lavoro stabile all\u2019interno di una cooperativa, niente da fare. Due anni di carcere \u00e8 la pena che la Procura di Torino si \u00e8 sentita in dovere di prescrivere per il reato commesso in data 14 marzo 2012 nell\u2019ambito di una manifestazione che il movimento NoTav aveva inscenato al casello di Avigliana, in bassa Val Susa. Un\u2019azione che con lo slogan \u2018Oggi Paga Monti\u2019 si limit\u00f2 a tenere aperti i tornelli per una quindicina di minuti, mentre Dana spiegava al microfono le ragioni della protesta e qualcuno dietro di lei (tra cui Nicoletta Dosio) sorreggeva uno striscione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Particolare non da poco: solo qualche mese prima, 27 giugno 2011, le ruspe avevano sgomberato con violenza la \u2018Libera Repubblica della Maddalena\u2019, presidio che per settimane aveva cercato di opporsi all\u2019apertura del cantiere di Chiomonte; e solo pochi giorni prima, 27 febbraio, l\u2019attivista Luca Abb\u00e0 era precipitato da un traliccio della luce, nel tentativo di dare visibilit\u00e0 allo scempio che si sarebbe mangiato la Val Clarea\u2026 e i giorni immediatamente successivi erano stati un susseguirsi di scontri, lacrimogeni e violenze, con le FFOO all\u2019inseguimento degli attivisti fin dentro i bar, mentre Abb\u00e0 era tra la vita e la morte.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una situazione insomma di comprensibile rabbia e ansiet\u00e0 collettiva, che era sfociata in quell\u2019azione ai caselli di Avigliana, durata in tutto una manciata di minuti, con un mancato incasso di \u20ac 777 che il Movimento NoTav aveva poi rimborsato in sede processuale. Ma niente da fare: due anni di carcere a Dana Lauriola per aver reiterato dentro un microfono le ragioni del No al TAV a nome di un\u2019intera valle.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> starebbe scritto nell\u2019Art 21 della Costituzione a tutela del Diritto al Dissenso. Cos\u00ec non \u00e8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In difesa di Dana si attiveranno a un certo punto anche le donne della Biblioteca UDI di Palermo, in particolare Ketty Giannilivigni e Daniela Dioguardi che oltre a dare vita a dei presidi \u2018a distanza\u2019 che da Palermo fino a Torino aggiungeranno anche le loro grida a quelle delle Mamme in Piazza, non perderanno occasione di scrivere lettere, raccogliere firme, indirizzare appelli, a Liliana Segre, a Sergio Mattarella, sulle colonne de Il Manifesto. \u201cQuando finalmente ho avuto modo di soffermarmi sul caso della Lauriola non riuscivo a credere che le avessero dato due anni solo per aver speakerato al megafono!\u201d ebbe a dichiarare poi la Dioguardi, ex parlamentare (tra il 2006 e il 2008) nelle fila di RC. \u201cE quanti ergastoli avrei dovuto avere io, tutt3 noi, per le manifestazioni che ci siamo fatte in anni di impegno politico!\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dana uscir\u00e0 dalle Vallette il 16 marzo 2021, solo per proseguire la sua detenzione ai domiciliari, situazione non meno (e per molti versi pi\u00f9) penosa del carcere, perch\u00e9 non sei libera comunque, e sei da sola. \u201cA Dana \u00e8 permesso uscire solo per recarsi al lavoro\u201d leggiamo infatti nel libro. \u201cChiami i carabinieri, li avvisi che stai uscendo di casa, poi li chiami per avvisarli che sei arrivata a destinazione e al rientro stesso teatrino. Sabato e domenica due ore d\u2019aria (\u2026) In casa non pu\u00f2 ricevere nessuno, previo permesso del magistrato di sorveglianza\u2026\u201d Una non vita che durer\u00e0 fino ai primi di maggio 2022, quando verr\u00e0 dichiarata \u2018rieducata\u2019 e rimessa in libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ci siamo particolarmente soffermati sul caso di Dana perch\u00e9 tra tutti i casi che Nicoletta Salvi ricostruisce con mirabile puntualit\u00e0 e frequente, utilissimo, ricorso al QRCode, \u00e8 quello che riusc\u00ec a catalizzare un certo seguito, nonostante la pandemia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma non meno meritevoli di attenzione sono le \u2018storie di carcere\u2019 delle pagine successive. La storia di Fabiola Di Costanzo, implicata nello stesso caso di blocco stradale dei tornelli di Avigliana. E le storie di Stella, Francesco, Mattia, Stefano, Emilio, e tanti altri attivisti NoTav che si trovarono a condividere pesanti restrizioni nello stesso periodo di Dana: sospensione dei colloqui, scioperi della fame, difficolt\u00e0 di far fronte a situazioni gi\u00e0 molto penalizzanti in condizioni di \u201cnormale amministrazione\u201d figurarsi in tempi di emergenza e pandemia!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E poi passa anche la pandemia e solo pochi giorni dopo la riconquistata libert\u00e0 di Dana, ecco il 12 maggio l\u2019azione in grande stile della Digos che colpisce tre studenti universitari, anche loro giovanissimi, incensurati, rei di aver partecipato qualche mese prima alle sacrosante proteste di piazza per la morte di Lorenzo Parrelli, martire di quell\u2019indecenza che si chiama \u201calternanza scuola-lavoro\u201d. Si era ancora in regime di restrizioni, la polizia risponde con pesanti cariche ad ogni tentativo di corteo e a fine giornata il bilancio \u00e8: 40 feriti, parecchie teste rotte, molti al Pronto Soccorso, una violenza inaudita contro ragazzi inermi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 14 febbraio la stessa \u201calternanza scuola-lavoro\u201d registra una nuova vittima, Giuseppe Lenoci. Di nuovo gli studenti cercano di inscenare manifestazioni di protesta, con scontri dinnanzi alla sede della Confindustria \u2013 e dai primi di maggio 2022 ha inizio l\u2019allucinante calvario giudiziario per i \u201ccapri espiatori\u201d Emiliano e Jacopo (22 anni) e Francesco (20 anni) oltre alla compagna Sara, con i legali che cercano invano di ridimensionare le penalit\u00e0 a loro carico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Passano i mesi, si arriva al 13 novembre 2023 con una sentenza che punisce il summenzionato gruppetto pi\u00f9 altri a condanne variabili tra i cinque e nove mei di reclusione, per\u00f2 con la condizionale e la facolt\u00e0 di \u2018non menzione nel casellario giudiziario\u201d. \u201cLa mitezza delle condanne conferma che le pesanti restrizioni della libert\u00e0 personale, comminate come misure cautelari erano state \u2018incongrue e sproporzionate\u2019\u201d fa notare Nicoletta Salvi a pag 56 del libro. E insomma tante ansiet\u00e0, dolore, difficolt\u00e0, per i ragazzi e per le loro famiglie, tanto tempo che avrebbe potuto essere dedicato allo studio, a qualcosa di costruttivo, tante risorse buttate, per esempio per i braccialetti elettronici\u2026 per nulla. Questa l\u2019amara conclusione di Emiliano, Francesco e Jacopo nelle testimonianze che concludono il loro capitolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ed eccoci alla storia di Francesca Lucchetto. Personalit\u00e0 estroversa, solare, concreta, Cecca (come tutti la chiamano) fa parte del Centro Sociale Askatasuna ed \u00e8 impegnata nel movimento NoTav, per la libert\u00e0 in Kurdistan, per la fine dell\u2019occupazione in Palestina, per i senza casa che crescono a vista d\u2019occhio a Torino<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Finir\u00e0 dietro le sbarre il 7 febbraio 2023 e vi rester\u00e0 fino al 17 settembre dello stesso anno, proseguendo poi la detenzione ai domiciliari fino al 1 dicembre 2023. Il reato? Di nuovo un nonnulla: aver tentato (e solo tentato, perch\u00e9 la polizia part\u00ec subito alla carica con gran dispiego di violenza e manganelli) di appendere uno striscione davanti al Tribunale di Torino, per esprimere solidariet\u00e0 alla 1ma udienza (nel lontano 2013) a carico della compagna Marta, che non solo era stata malmenata e molestata sessualmente durante una manifestazione al Cantiere Tav di Chiomonte, ma si era beccata appunto una denuncia. Una semplice, pacifica, inoffensiva manifestazione di dissenso, che ci aspetteremmo di veder tutelata da uno \u2018stato di diritto\u2019. E dieci anni dopo quei lontani fatti, febbraio 2023, la procura di Torino decide di punire con il carcere anche Cecca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una reclusione che lei affronta fin da subito con gran determinazione e\u00a0 concretezza, facendosi portavoce delle istanze, bisogni, desideri delle altre recluse, con cui entra subito in sintonia, instaurando un ponte tra il \u2018dentro\u2019 e il \u2018fuori\u2019, con il puntuale, affettuoso, immancabile sostegno delle Mamme. Che ogni gioved\u00ec hanno ricominciato ad essere l\u00ec, presenti, sotto le mura delle Vallette: con il banchetto, il megafono per gli interventi, la musica a palla trasmessa dagli altoparlanti, come ai tempi di Dana e di nuovo per un\u2019intera comunit\u00e0 di detenute, un terzo delle quali soffre di disturbi psichiatrici, \u201ccurati\u201d a suon di psicofarmaci.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La detenzione di Cecca sar\u00e0 infatti scandita da una serie di suicidi:\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">il 28 giugno si impicca Graziana, che aveva quasi finito di scontare la sua pena: \u201cla prospettiva di tornare in libert\u00e0 ha scatenato in lei un malessere che pure erano stati notati, segnalati\u2026\u201d ma senza alcun concreto intervento;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">solo pochi giorni dopo, 12 luglio, toccher\u00e0 ad Angelo, 44 anni anche lui impiccato;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">il 9 agosto muore la nigeriana Susan George, che era in sciopero della fame dal 22 luglio, a quanto pare nessuno sapeva di lei;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">il giorno dopo si impicca Azzurra, ventotto anni, con gi\u00e0 alle spalle un tentativo di suicidio presso il carcere di Genova.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cE\u2019 la cronaca di un inferno\u201d scrive Nicoletta Salvi a pag 79 del libro. \u201cUn inferno cui si assiste impotenti ma non silenti. Raccogliamo la voce delle donne detenute, la diffondiamo, contrastiamo gli articoli pietistici e giudicanti con articoli scritti da noi, che raccontano la realt\u00e0 per come Cecca e le altre donne ce la fanno conoscere\u2026\u201d E nel suo piccolo anche questa testata far\u00e0 la sua parte, inaugurando una rubrica fissa per questi preziosi contributi di controinformazione che ci arrivano dalle <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Mamme in Piazza per la Libert\u00e0 di Dissenso<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di Torino, che il libro non manca di riproporre a mo\u2019 di appendice conclusiva.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un libro dunque che ripercorre anche la loro storia, da quando nel 2015 si trovarono a condividere le udienze in tribunale per vicende (in tutto simili a quelle ricostruite in queste pagine) che vedevano protagonisti i loro figli \u201ce ci venne spontaneo concludere che erano proprio figli nostri, che le mostruosit\u00e0 di cui erano accusati erano in fondo l\u2019espressione di un forte impegno sociale che avevamo trasmesso noi stesse, per cui dovevamo fare qualcosa!\u201d\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un libro che le racconta nel loro mirabile lavoro di rete, di continua tessitura di relazioni, ciascuna con una propria distinta personalit\u00e0, ma all\u2019occorrenza tutte compatte e unite, in straordinaria sintonia di gesti, suddivisione dei compiti, reciproca valorizzazione, capacit\u00e0 di comunicazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Arricchiscono questa pubblicazione la bella prefazione di Debora Del Pistoia, ricercatrice per <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Amnesty International<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, e le autorevoli conclusioni dell\u2019Avv. Claudio Novaro, che di tutte le vicende giudiziarie passate in rassegna \u00e8 stato il difensore. Ed entrambi i contributi ci invitano a tenere alta l\u2019attenzione, a non arrenderci, anzi a moltiplicare le iniziative di risposta, da parte di noi cosiddetta \u2018societ\u00e0 civile\u2019, che non pu\u00f2 accontentarsi di restare alla finestra. Perch\u00e9 tra DDL Sicurezza e quella mostruosit\u00e0 di processo definito \u2018del sovrano\u2019, che sta per concludersi al Tribunale di Torino, il peggio deve ancora venire.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per saperne di pi\u00f9 e\/o organizzare presentazioni del libro: <\/span><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/mammeinpiazza\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/www.facebook.com\/mammeinpiazza<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> oppure contattando <\/span><a href=\"https:\/\/multimage.org\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">Multimage<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 uscito recentemente per l&#8217;Associazione Editoriale Multimage un libro che pi\u00f9 necessario e attuale non sapremmo immaginare. 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