{"id":2582349,"date":"2025-02-09T19:36:59","date_gmt":"2025-02-09T19:36:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2582349"},"modified":"2025-02-09T19:45:58","modified_gmt":"2025-02-09T19:45:58","slug":"la-continua-riproduzione-degli-affari-sporchi-italo-libici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/02\/la-continua-riproduzione-degli-affari-sporchi-italo-libici\/","title":{"rendered":"La continua riproduzione degli affari sporchi italo-libici"},"content":{"rendered":"<p>Come tutti i paesi colonizzatori, l&#8217;Italia continua a fare <a href=\"https:\/\/effimera.org\/lo-sporco-baratto-italo-libico-neo-genocidio-liberista-dellue-salvatore-palidda\/\">affari sporchi con la Libia<\/a>. Massacri di migranti, accaparramento di petrolio, terre rare ecc. Dopo Gheddafi, l&#8217;accordo con i criminali diventati i padroni della loro sicurezza \u00e8 sacro per qualsiasi governo italiano, a sbafo di ogni legalit\u00e0 nazionale e internazionale, inchinandosi persino al <a href=\"https:\/\/blogs.mediapart.fr\/salvatore-palidda\/blog\/230125\/les-autorites-italiennes-liberent-le-bourreau-libyen-et-le-font-ramener-chez-lui\">boia Almastri<\/a>.<\/p>\n<p>Il recente crimine del governo italiano con la liberazione del boia Almastri accompagnato a casa sua con un volo di stato fa ricordare i vecchi e orribili rapporti tra Italia e Libia.<\/p>\n<p>La colonizzazione italiana della Libia fu l&#8217;ultima grande guerra di Mussolini, i cui crimini di guerra furono insabbiati dagli inglesi e dagli americani e poi, per molto tempo, dalle autorit\u00e0 italiane, dopo la seconda guerra mondiale.\u00a0Il pi\u00f9 coraggioso e importante storico delle vicende coloniali italiane, Angelo Del Boca, fu a lungo bandito perch\u00e9 rivel\u00f2 crimini di guerra che l&#8217;Italia non voleva riconoscere e pagare.<\/p>\n<p>Fu Berlusconi a stabilire nel 2008 con Gheddafi un trattato \u201cdopo 40 anni di incomprensioni\u201d \u2026 per \u201cMeno immigrati clandestini sulle nostre coste e pi\u00f9 petrolio\u201d e per \u201cAmicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia\u201d. Gheddafi fu accolto a Roma con tutti i pi\u00f9 grandi onori, offrendogli ampi spazi per allestire il suo accampamento e quello del suo foltissimo seguito. L&#8217;Italia accett\u00f2 di risarcire l&#8217;ex colonia con <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/08_agosto_30\/berlusconi_libia_gheddafi_bengasi_478ee3f4-767e-11dd-9747-00144f02aabc.shtml\">cinque miliardi di dollari in vent&#8217;anni<\/a>.<\/p>\n<p>Ricordiamo che l&#8217;Italia era contraria all&#8217;eliminazione di Gheddafi, ma poi ha sperimentato ogni sorta di stratagemmi incredibili per mantenere relazioni privilegiate con la Libia, in dura competizione con la Francia, gli inglesi e altre potenze neocoloniali.<\/p>\n<p>Fu l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Minniti del Partito Democratico (PD, ex-sinistra) a perseguire nel 2010 <a href=\"https:\/\/blogs.mediapart.fr\/salvatore-palidda\/blog\/110917\/la-sale-affaire-italo-libyenne-sur-le-dos-des-migrants\">l&#8217;intesa a tutti i costi con i libici<\/a> (vedi anche <a href=\"https:\/\/www.mediapart.fr\/journal\/international\/020917\/migrants-en-libye-le-pacte-pourri-entre-rome-les-garde-cotes-et-les-trafiquants\">Carine Fouteau<\/a>, <a href=\"https:\/\/blogs.mediapart.fr\/salvatore-palidda\/blog\/070421\/minniti-salvini-et-draghi-la-continuite-du-neo-colonialisme-italien\">e anche qui<\/a>). Con l&#8217;opera dell\u2019altro importante dirigente del PD Violante e di D\u2019Alema, questo partito \u00e8 diventato <a href=\"https:\/\/www.meltemieditore.it\/catalogo\/polizie-sicurezza-e-insicurezze\/\">il primo referente politico della lobby militare e di polizia in Italia<\/a>; oggi Minniti e Violante sono diventati alti dirigenti della Leonardo, la multinazionale italiana degli armamenti e anche i nuovi grandi amici della duce Meloni.<\/p>\n<p>Fu Minniti lui ad inviare agenti dei servizi segreti italiani all&#8217;hotel Gammarth di Tunisi (si veda questo <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/video-articoli\/2017\/09\/08\/migranti-scafisti-cosa-accade-davvero-libia\/979f2c26-94a3-11e7-add3-f41914f12640.shtml\">video-reportage<\/a>) per consegnare 10 milioni di dollari al fratello del criminale (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/video-articoli\/2017\/09\/08\/migranti-scafisti-cosa-accade-davvero-libia\/979f2c26-94a3-11e7-add3-f41914f12640.shtml\">vedi anche un altro reportage di Lorenzo Cremonesi<\/a>).\u00a0Non \u00e8 un caso che Minniti sia stato definito dal <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/08\/04\/world\/europe\/italy-marco-minniti-migration.html\">New York Times<\/a> \u201cLord of the spies\u201d. Secondo le testimonianze di alcuni migranti e della presidente di Medici senza Frontiere, Joanne Liu (cfr. <a href=\"http:\/\/www.liberation.fr\/planete\/2017\/09\/06\/libye-la-france-l-ue-et-les-reseaux-criminels-main-dans-la-main_1594531\">la sua lettera<\/a> inviata alle autorit\u00e0 europee), e anche secondo la commissaria europea Cecilia\u00a0Malmstr\u00f6m, i migranti arrestati da tale milizia erano alla merc\u00e9 di rapine, brutalit\u00e0, torture, schiavit\u00f9 e violenze sessuali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I reportage di Lorenzo Cremonesi, dal 2010, sono preziosi<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/video-articoli\/2017\/09\/08\/migranti-scafisti-cosa-accade-davvero-libia\/979f2c26-94a3-11e7-add3-f41914f12640.shtml\">qui un dei primi<\/a>).<\/p>\n<p>\u201cAncora nel 2010 Ahmad Dabbashi era un facchino appena ventenne al mercato \u2026 si prestava per lavoretti a ore di ogni tipo, trasportava cassette della frutta, scaricava camion e aiutava anche nei traslochi &#8230; \u2018Un poveraccio a cui non avresti dato un soldo \u2026 Chi avrebbe mai detto che in pochissimi anni sarebbe diventato il bandito pi\u00f9 famoso della regione, contrabbandiere di petrolio e trafficante di esseri umani, sino a trasformarsi in poliziotto anti-migranti che tratta con il governo di Tripoli e persino con quello italiano?\u2019. Sono le parole di Mohammad, un suo vecchio vicino di casa. Nel caos seguito alla rivoluzione \u2018assistita\u2019 dalla Nato, allo sfascio violento del post-Gheddafi, ha prosperato. \u2026<\/p>\n<p>La Reuters e della Associated Press ha raccontato come Dabbashi sia diventato collaboratore di primo piano nel progetto del governo italiano per il blocco dei flussi migratori. Un agente dell\u2019intelligence locale dice \u2018ultimamente avrebbe ricevuto almeno 5 milioni di euro dall\u2019Italia, se non il doppio, con la piena collaborazione del premier del governo di unit\u00e0 nazionale riconosciuto dall\u2019Onu, Fayez Sarraj\u2019. \u2026<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la realt\u00e0 della Libia. \u2026 Con la milizia di Dabbashi c\u2019era poco da fare. Combatterla significa rilanciare il bagno di sangue e per giunta con nessuna prospettiva di vittoria. Il modo migliore era integrarla, agire pragmatici. Cosa che i servizi d\u2019informazione italiani e Minniti, con il quale mi sono incontrato pi\u00f9 volte in Libia e a Roma, hanno ben intuito (\u00e8 quanto asserisce Hussein Dhwadi, sindaco di Sabratha). \u2026 \u2018\u00c8 un mafioso, un bandito, che sino a poche settimane fa ha assassinato i nostri agenti e prosperato nell\u2019illegalit\u00e0, nell\u2019arbitrio. Non potr\u00e0 mai essere nostro alleato\u2019, dice Basel Algrabli, 36 anni, direttore della locale Unit\u00e0 Anti-Migranti. \u2026<\/p>\n<p>Nel 2014 Al Ammu comanda la \u00abBrigata Anis Dabbashi\u00bb e un\u2019altra Brigata, la \u00ab48\u00bb, diretta dal fratello pi\u00f9 giovane, Mehemmed con la partecipazione dei cugini Yahia Mabruk e Hassan Dabbashi. Nel 2015 hanno il monopolio dei movimenti dei camion verso il deserto e lungo la costa dal confine con la Tunisia al porticciolo di Zawiya. \u2026 e anche la protezione dei cantieri e terminali di petrolio e gas a Mellitah: le attivit\u00e0 dell\u2019Eni. \u2026 Probabilmente \u00e8 lui che ha i primi contatti con gli 007 italiani. \u2026 che poi si approfondiscono a seguito del rapimento di 4 tecnici italiani della Bonatti (di cui due assassinati) &#8230;<\/p>\n<p>I Dabbashi sono una garanzia. \u2026 \u2018efficienti nel traffico di esseri umani e tanto bravi nel bloccarlo. \u2026 si erano assicurati l\u201980% delle partenze dalle nostre coste, un affare milionario. Il loro slogan rivolto ai migranti africani era che si doveva pagare almeno 1.000 dollari a testa, ma i loro trasporti erano i pi\u00f9 certi. \u2026 avevano contatti anche con organizzazioni criminali italiane. \u2026<\/p>\n<p>Si stima siano circa 600.000 gli \u00abimprigionati\u00bb nell\u2019imbuto libico. Le storie di persecuzione, terrore e disperazione non si contano\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da dopo la fine di Gheddafi il controllo dei siti della <a href=\"https:\/\/blogs.mediapart.fr\/salvatore-palidda\/blog\/240817\/en-libye-la-guerre-aux-migrants-et-la-competition-entre-l-italie-et-la-france\">multinazionale italiana del petrolio ENI<\/a> \u00e8 in mano alle bande criminali libiche che gestiscono anche la tratta dei migranti, hanno pervaso tutto l\u2019apparato statale libico e hanno stabilito accordi ben pagati con l\u2019Italia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/25_febbraio_04\/minniti-intervista-libia-lo-voi-ded3a164-9c45-4d82-a521-544173a8exlk.shtml\">Nella sua intervista con il Corriere della sera, Minniti<\/a> afferma: \u201cLa Libia \u00e8 strategica; \u00e8 giusto fare accordi. Sul caso Almasri il governo avrebbe dovuto parlare di sicurezza nazionale\u201d. Ci\u00f2 perch\u00e9, secondo lui, si tratta dell\u2019\u201cincolumit\u00e0 anche fisica di ogni cittadino italiano. Un grande pezzo della sicurezza nazionale si gioca fuori dalle frontiere nazionali poich\u00e9 \u00e8 la base la pi\u00f9 avanzata dei trafficanti. Secondo, vi si gioca una partita energetica essenziale\u00a0\u00bb. Allude all\u2019interesse dell\u2019Eni che lui -come tante altre figure istituzionali- considera interesse nazionale al pari della produzione e esportazione di armi per cui si giustificano le decine di missioni militari all\u2019estero.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blogs.mediapart.fr\/salvatore-palidda\/blog\/230125\/les-autorites-italiennes-liberent-le-bourreau-libyen-et-le-font-ramener-chez-lui\">A proposito del caso Almastri<\/a>, il boia di cui la Corte Internazionale aveva chiesto l\u2019arresto e che invece il governo italiano ha liberato e accompagnato a casa sua con un volo di stato, Minniti ha detto<strong>: <\/strong>\u201cSin dall\u2019inizio avrei utilizzato il tema della sicurezza nazionale: \u00e8 netto. \u2026\u00a0\u00bb E ha aggiunti\u00a0: \u00ab\u00a0No, il caso di Bija non ha niente a che vedere .. Non l\u2019ho mai incontrato\u201d. La biografia di questo altro trafficante di migranti \u00e8 assai simile a quella di Almastri. Nel 2017 fu invitato dall\u2019OIM in Italia, per trattare un accordo alfine di \u2018fermare le migrazioni dalla Libia. Il celebre giornalista dell\u2019Osservatore romano, Nello Scavo, racconta qui la <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/dalla-libia-al-mineo-negoziato-boss-libico\">riunione al cara di Mineo alla quale Bija aveva partecipato<\/a>. Malgrado decine di reportage su questo criminale in tanti importanti media europei, Bija fu presentato in Italia come \u201cuno dei comandanti della Guardia costiera libica (ibidem). E\u2019 a tale riunione che i libici chiesero: \u201cQuanto spende il governo italiano per ospitare qui ogni migrante?\u201d E fecero capire che il \u201cmodello del Cara di Mineo poteva essere esportato in Libia se l\u2019Italia l\u2019avrebbe finanziato risparmiando cos\u00ec soldi e problemi\u201d (ibidem). E\u2019 il suggerimento che Minniti ha fatto suo e che oggi Meloni difende a spada tratta con in pi\u00f9 la reverenza vergognosa per il boia Almastri.<\/p>\n<p>Ma, Minniti, con l\u2019aria di grande esperto, afferma \u201cLo stato non \u00e8 una ONG\u201d e quindi attacca chi osa denigrare il governo Meloni. Da notare che il senso dello stato di mister Minniti include il baratto con le bande criminali che, al pari delle mafie, rubano, saccheggiano, sabotano, uccidono per imporsi come protettori, come garanti di una sicurezza che solo loro possono assicurare. Quindi secondo questa logica lo stato italiano avrebbe dovuto sempre negoziare con le mafie. Ma Minniti pensa all\u2019interesse dell\u2019ENI e della vendita degli armamenti di Leonardo, ergo <em>business is business<\/em> e bisogna farlo passare per \u00abinteresse nazionale\u00bb (il neoliberismo del <a href=\"https:\/\/effimera.org\/geometrie-dellimperialismo-al-xxi-secolo-1-3-di-etienne-balibar\/\">capitalismo assoluto<\/a> lo impone pi\u00f9 che mai).<\/p>\n<p><strong>Nel suo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_febbraio_07\/almasri-libia-vita-9a845d27-d84b-4409-b6c5-7e726b64cxlk.shtml\">nuovo reportage, Lorenzo Cremonesi<\/a> scrive pezzi di biografia del criminale Almastri che oggi ha il titolo di generale capo della polizia giudiziaria libica!<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2014 Almasri si fece reclutare nella Rada, la milizia emanazione del fronte islamico e contribu\u00ec a arrestare le truppe del generale Haftar. \u201cLa Rada utilizza Almastri per le operazioni sporche. Lui \u00e8 un killer, \u00e8 incaricato di eliminare gli indesiderati e per far ci\u00f2 assume sicari e uomini disposti a tutto reclutati tra i carcerati nelle prigioni che controlla lui stesso\u201d.\u00a0Le vite di circa 15.000 carcerati nelle tre prigioni sono alla sua merc\u00e9. Nella prigione di Jedaida ci sono soprattutto dei trafficanti di droga e criminali accusati di delitti gravi. In quella di Rueni ci sono i migranti africani e arabi dei paesi vicini (tunisini e egiziani).<\/p>\n<p>Tutte le pi\u00f9 alte autorit\u00e0 libiche -scrive Cremonesi- hanno fatto pressione sull\u2019Italia per ottenere il ritorno rapido di Almasri in Libia. Se l\u2019Italia non l\u2019avesse fatto ci sarebbe stato un grave rischio immediato per le strutture dell\u2019Eni, i lavoratori e tutti gli italiani in Libia e l\u2019ambasciata italiana.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non aveva alternative e peraltro Turchia, Francia, Egitto e Russia avrebbero subito potuto dividersi i contratti italo-libici e i cittadini italiani in Libia sarebbero stati sequestrati per imporre lo scambio con Almastri. Centinaia di messaggi libici sono apparsi su TikTok e Facebook dicendo: \u201cDite a Roma che ha 48 ore per restituirci Almasri, poi attaccheremo l\u2019Eni \u2026 La loro ambasciata sar\u00e0 distrutta\u201d.<\/p>\n<p>Ecco quindi le vere ragioni che hanno costretto il governo italiano alla grave operazione di reverenza inaudita per i criminali libici mentre Meloni si nasconde e sbraita che lei non subisce alcun ricatto.<\/p>\n<p>La sicurezza dell&#8217;attuale primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibeh e del suo governo \u00e8 garantita dagli uomini armati di tre milizie, tra cui quelle controllate da Almastri. \u201cLe milizie e in particolare la Rada sono veri e propri stati nello stato. Nessuno pu\u00f2 toccarli. Hanno sovranit\u00e0 e autonomia proporzionali alla loro forza militare e alla debolezza dell&#8217;autorit\u00e0 centrale. Chiunque voglia trattare con la Libia e agire sul suo territorio deve negoziare con queste milizie&#8221;.<\/p>\n<p>Il caso Almastri \u00e8 ormai diventato un grave caso di abuso di potere da parte del governo italiano anche a causa di maldestri errori della Corte di giustizia di Roma, del Ministro Nordio e sicuramente anche del sottosegretario Mantovano, del ministro Piantedosi e della duce Meloni.\u00a0 Come scrive il magistrato <a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/fare-chiarezza-sul-caso-almasri\">Aniello Nappi<\/a>, gi\u00e0 consigliere della Corte di cassazione italiana, la CPI ha trasmesso la richiesta di arresto di Almastri all&#8217;Interpol tramite una &#8216;notifica rossa&#8217;, che legittima l&#8217;arresto diretto della polizia giudiziaria. I magistrati romani commisero quindi un grave errore di diritto rifiutando di convalidare l&#8217;arresto e l&#8217;incarcerazione di Almasri. Da parte sua, il Ministro della Giustizia italiano avrebbe dovuto comunicare di non essere legittimato a intervenire in un procedimento di competenza esclusiva del Procuratore Generale di Roma, poich\u00e9 la legge non gli attribuisce alcuna autorit\u00e0 in materia.<\/p>\n<p>La Corte penale internazionale (CPI) ha pertanto aperto un&#8217;indagine nei confronti del governo italiano per determinare se l&#8217;espulsione del funzionario libico Osama Almasri Najim da parte dell&#8217;Italia costituisca un ostacolo alla giustizia.<\/p>\n<p>Da parte sua, il governo italiano ha respinto l&#8217;indagine della CPI, ha messo in dubbio la condotta della corte internazionale e ha suggerito che la Corte stessa dovrebbe essere indagata (Meloni imita Trump).<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che Almastri \u00e8 senza dubbio un criminale non meno orribile di un Riina.\u00a0 Un paese che lo libera dall&#8217;arresto legittimo e lo accompagna a casa con un volo di Stato \u00e8 complice di un boia accusato di omicidio, tortura, stupro, ecc.<\/p>\n<p>L&#8217;atteggiamento di questo governo neofascista italiano non pu\u00f2 che ricordare quello di Mussolini che, dopo l&#8217;assassinio del leader socialista Matteotti, dichiar\u00f2 davanti al Parlamento di essere stato lui a darne l&#8217;ordine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/blogs.mediapart.fr\/salvatore-palidda\/blog\/080225\/la-continue-reproduction-des-sales-affaires-italo-libyens\">l&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato in francese su .mediapart.fr<\/a><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come tutti i paesi colonizzatori, l&#8217;Italia continua a fare affari sporchi con la Libia. 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