{"id":2577196,"date":"2025-01-18T18:04:13","date_gmt":"2025-01-18T18:04:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2577196"},"modified":"2025-01-18T18:41:11","modified_gmt":"2025-01-18T18:41:11","slug":"la-realta-e-multidimensionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/01\/la-realta-e-multidimensionale\/","title":{"rendered":"La realt\u00e0 \u00e8 multidimensionale"},"content":{"rendered":"<h3>Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec, cosa significa e cosa non significa<\/h3>\n<p>Anche voi pensate che il lato sinistro del cervello (quello presumibilmente maschile) sia responsabile del pensiero logico, mentre quello destro (presumibilmente femminile) della visione emotiva del mondo? Anch&#8217; io ho creduto a questa favola per un po&#8217;. Chi desidera approfondire l\u2019argomento, pu\u00f2 fare qualche ricerca sul modello degli emisferi cerebrali. L\u2019unico residuo di questa teoria sembra essere l\u2019idea che il linguaggio venga elaborato prevalentemente nell\u2019emisfero sinistro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che trovo pi\u00f9 interessante in tutta questa discussione \u00e8 il fatto che il nostro cervello abbia due emisferi, cos\u00ec come noi abbiamo due occhi, due orecchie, due narici, due labbra e due mani (che rappresentano il senso del tatto).<\/p>\n<p>Per iniziare, vorrei che provaste un semplice esperimento: fissate un piccolo oggetto a pochi metri di distanza. Mantenete la concentrazione su di esso e ora fate scorrere il dito indice dal basso verso il campo visivo, con il braccio teso (senza fissarlo). Noterete che non appare un indice (sfocato), ma due, e l\u2019oggetto fisso sembrer\u00e0 trovarsi tra i due indici. Se ora concentrate lo sguardo sul dito, quest\u2019ultimo si trover\u00e0 al centro, mentre l\u2019oggetto distante, ora sfocato, apparir\u00e0 raddoppiato. Questo potrebbe essere un gioco di percezione divertente per i bambini.<\/p>\n<h3>Abbiamo una vista \u201cbidimensionale\u201d<\/h3>\n<p>Mettiamo ora i puntini sulle \u201ci\u201d. Tenete nuovamente il dito indice in posizione. Se ora socchiudete l\u2019occhio destro, l\u2019indice si trover\u00e0 a destra dell\u2019oggetto distante; se chiudete l\u2019occhio sinistro, invece, sar\u00e0 ovviamente a sinistra. E ora arriva la domanda cruciale: il dito indice si trova a sinistra, a destra o al centro? Non possiamo determinarlo con esattezza senza strumenti di misurazione, ma tendenzialmente si trova al centro, non \u00e8 cos\u00ec? Abbiamo una visione \u201cbidimensionale\u201d, cio\u00e8 il nostro cervello utilizza le informazioni provenienti da entrambi gli occhi per calcolare una media, creando cos\u00ec una realt\u00e0 (che quindi \u00e8 diversa da chi vede con un solo occhio).<\/p>\n<p>Tralasciamo i dettagli sul perch\u00e9 abbiamo due orecchie, due labbra e due narici, e veniamo subito alla domanda: perch\u00e9 abbiamo due mani? Ancora una piccola osservazione. Afferrate con la mano sinistra un oggetto a portata di mano. Come per magia, noterete che l\u2019oggetto si trova al centro del vostro campo visivo. Ci piace fissare ci\u00f2 che stiamo facendo. E probabilmente il nostro cervello si comporta in modo simile all\u2019esempio dell\u2019occhio, almeno quando tocchiamo qualcosa con due mani.<\/p>\n<h3>Percezione accurata<\/h3>\n<p>Di fatto abbiamo dieci dita, ognuna delle quali fornisce informazioni leggermente diverse per consentirci di percepire, ad esempio, il profilo altimetrico di un oggetto. Le persone non vedenti sfruttano questa capacit\u00e0 e possono quindi leggere il Braille. Questa capacit\u00e0 ci permette, anche se in modo impreciso, di individuare al buio il buco di una serratura e di inserire correttamente la chiave. Ci\u00f2 dimostra quanto il nostro cervello sia abile nel creare una media delle percezioni. Consideriamo questo come un risultato intermedio. Possiamo fare affidamento sull\u2019accuratezza della nostra percezione. Finch\u00e9 non siamo affetti da demenza, non ci perdiamo nella nostra casa e non sbattiamo contro i muri. Il che ci porta alla conclusione che possiamo interpretare correttamente i legami del mondo.<\/p>\n<h3>Gamba o proboscide<\/h3>\n<p>Sbagliato. Quando le informazioni arrivano da dieci canali diversi, il processo di elaborazione non \u00e8 affatto semplice. Dieci alla potenza di dieci genera miliardi di informazioni, che devono essere ponderate e analizzate. Il nostro cervello \u00e8 in grado di farlo con facilit\u00e0, ma l\u2019affidabilit\u00e0 del risultato non \u00e8 garantita. Pensiamo a un cieco che, non avendo mai visto un elefante, lo esplora toccandone la coda, una gamba o la proboscide. Ogni parte fornisce informazioni corrette ma parziali, portando a interpretazioni errate. Solo con una conoscenza pi\u00f9 ampia pu\u00f2 identificare l\u2019animale come un elefante.<\/p>\n<h3>La mano sulla coscia<\/h3>\n<p>Beh, ora starete pensando che \u00e8 tutto abbastanza chiaro. Ma questa chiarezza scompare se, ad esempio, accade quanto segue: qualcuno vi tocca con la mano la coscia, usando una forza media. Nelle scansioni cerebrali \u00e8 possibile seguire in diretta come questo tocco inneschi un segnale nel cervello; non solo un segnale, ma un intero arazzo di segnali, anche in aree del cervello che non hanno assolutamente nulla a che fare con la valutazione sensoriale. Perch\u00e9? Perch\u00e9 il cervello non solo registra il segnale del tocco della mano, ma cerca anche di classificarlo: ci chiede quando siamo stati toccati in quel modo, se \u00e8 stato piacevole o meno, chi ci sta toccando, cosa ci hanno detto di fare i nostri genitori in un caso del genere ecc. Sappiamo che oltre il 75% dell\u2019attivit\u00e0 cerebrale legata a un tocco non ha nulla a che fare con la valutazione sensoriale vera e propria. L\u2019aspetto negativo \u00e8 che tutti questi risultati delle valutazioni dei nostri due emisferi cerebrali avvengono in una frazione di secondo, rendendo difficile distinguere il fatto reale dalle interpretazioni. E poich\u00e9 il tocco era un dato di fatto, consideriamo vero tutto il resto (la maggioranza).<\/p>\n<h3>Si tratta di sopravvivenza<\/h3>\n<p>E cos\u00ec sorgono problemi senza fine. Un esempio tra milioni di altri: un mio amico cresciuto in Afghanistan \u00e8 stato educato a non guardare una donna direttamente negli occhi, poich\u00e9 considerato sconveniente. Anche dopo nove anni trascorsi in Germania, dove le norme culturali sono diverse, non riesce a liberarsi completamente di questa abitudine. Il suo cervello si comporta come se fosse in Afghanistan.<\/p>\n<p>La ragione di ci\u00f2 \u00e8 la funzione di sopravvivenza del nostro cervello. Le situazioni che ha imparato a valutare come minacciose o pericolose sono impresse nella nostra mente e hanno la precedenza su altre informazioni, non importa quanto siano obsolete. Questo porta all\u2019ampio e qui tralasciato campo della dissonanza cognitiva, in cui gli stessi fatti vengono valutati in modo diverso. Questo di solito pu\u00f2 causare disagio, ma anche una grande carica, come ad esempio quando il protagonista di un thriller, per cui proviamo simpatia, si trova in pericolo di vita, oppure pu\u00f2 produrre un brivido simile a quando si fa bungee jumping!<\/p>\n<h3>Chiudere a chiave per essere sicuri<\/h3>\n<p>Fino a questo punto tutto sembrava ancora comprensibilissimo, almeno lo spero. Diventa difficilissimo, invece, quando ci rendiamo conto che il nostro cervello non distingue con precisione tra esperienze reali e secondarie. Per darvi un\u2019idea di cosa intendo, vi faccio l\u2019esempio dei miei suoceri, due persone molto amanti del divertimento che a settant\u2019anni partecipavano ancora a feste di carnevale e amavano scatenarsi. Quando hanno raggiunto un\u2019et\u00e0 in cui non uscivano quasi pi\u00f9 di casa, hanno guardato sempre pi\u00f9 televisione. L\u2019apparecchio permetteva loro di vedere film emozionanti ogni sera. E di anno in anno sono diventati sempre pi\u00f9 ansiosi, arrivando al punto di chiudere a chiave la porta d\u2019ingresso. Per precauzione, il suocero controllava tutta la casa e le porte. Non c\u2019erano mai state effrazioni o tentativi di furto.<\/p>\n<h3>Ariano o no?<\/h3>\n<p>\u00c8 proprio il fatto che equipariamo le esperienze secondarie a quelle primarie che rende cos\u00ec facile per i leader politici manipolare le opinioni pubbliche. In passato, il monopolio delle informazioni era sostenuto dalla censura, pilastro delle dittature. Ma non dobbiamo guardare cos\u00ec lontano. Anche nell\u2019epoca predigitale, quando l\u2019accesso alle informazioni era pi\u00f9 limitato, i partiti politici riuscivano a plasmare l\u2019opinione pubblica attraverso propaganda mirata (1). Una volta \u201cingoiata\u201d o \u201cmangiata\u201d tale verit\u00e0, entra in gioco un altro meccanismo, ovvero \u201cl\u2019identit\u00e0 dell\u2019io\u201d. Essa ci aiuta a mantenere la nostra identit\u00e0 in quasi tutte le circostanze.<\/p>\n<p>Purtroppo, l\u2019intelligenza non protegge da questo meccanismo. Tra il 1933 e il 1945, la maggior parte dei professori delle universit\u00e0 tedesche si identificava con l\u2019ideologia ariana (che non esisteva affatto in Germania, ma solo in Persia, Afghanistan e India), accettando la discriminazione e la rimozione dei colleghi non-ariani senza troppe difficolt\u00e0, forse addirittura incoraggiandole.<\/p>\n<h3>&#8220;Lo sapranno meglio di me&#8221;<\/h3>\n<p>Oggi, la formazione dell\u2019opinione pubblica avviene in modo pi\u00f9 sofisticato. Di fronte alla marea di informazioni che ci arrivano addosso, reagiamo in due modi principali: o rafforziamo la nostra identit\u00e0 dell\u2019io selezionando solo le informazioni che non \u201cscuotono\u201d l\u2019immagine che abbiamo di noi, o ci rifugiamo nelle forti braccia dei media pubblici e dei leader: loro sapranno cosa \u00e8 giusto. Il programma televisivo \u201cDie Anstalt\u201d del 22 maggio 2018 ha causato una certa disillusione.<\/p>\n<p>Oggi non sta andando meglio. Ma il vero problema \u00e8 la nostra percezione, facilmente influenzabile. Se non riusciamo nemmeno a stabilire la posizione del nostro dito indice nello spazio, come pu\u00f2 il nostro cervello far fronte all\u2019attuale caos informativo? Una <a href=\"https:\/\/www.swr.de\/swr1\/swr1leute\/jonas-toegel-propaganda-forscher-100.html\">trasmissione di SWR del 14 agosto 2023<\/a> offre una buona panoramica dello stato attuale delle conoscenze sulle tecniche di manipolazione.<\/p>\n<h3>Elefante o giraffa?<\/h3>\n<p>Come posso quindi essere sicuro che ci\u00f2 che percepisco sia effettivamente un elefante e non una giraffa o una quercia? La risposta sembra devastante: non si pu\u00f2 essere sicuri. Se non ci credete, guardate questo video:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PBExuTSHPSQ\">11 illusioni ottiche che ingannano la mente<\/a>. Le illusioni ottiche sono solo un esempio particolarmente semplice di come il nostro cervello vada in tilt di fronte a informazioni difficili o troppo numerose.<\/p>\n<p>Altri esempi, molto pi\u00f9 spaventosi, sono le isterie nazionali, di cui il presente non sembra avere mai abbastanza. Un esempio divertente delle prove e delle tribolazioni della nostra mente \u00e8 la triste storia di due soldati americani cresciuti mangiando bistecche, hamburger e patatine fritte. Un giorno, durante la guerra del Vietnam, si trovarono in una situazione disperata: erano soli nella giungla e stavano morendo di fame, in un ambiente in cui c\u2019erano frutta e piante commestibili a sufficienza, ma nessun barbecue.<\/p>\n<h3>Lo spazio interpersonale<\/h3>\n<p>Dobbiamo quindi scoraggiarci o deprimerci alla luce dei fatti citati? Si potrebbe pensare ci\u00f2. Ma NON \u00c8 NECESSARIO reagire alle informazioni con contro-opinioni per rimanere ulteriormente invischiati nelle discussioni sui social. \u00c8 possibile anche COMPORTARSI IN MODO DIVERSO. Ogni volta che iniziate a pensare che qualcosa sia assolutamente giusto, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 realistica che il vostro cervello abbia appena fatto ricorso all\u2019arma di difesa del mantenimento dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019io (che vi vende come vere anche le pi\u00f9 grandi sciocchezze). Tutto quello che dovete fare, allora, \u00e8 guardare con attenzione l&#8217;altra faccia della verit\u00e0, invece di liquidarla come falsa (che \u00e8 esattamente quello che ci si aspetta da voi).<\/p>\n<p>Credere di essere il re del regno della verit\u00e0 pu\u00f2 essere accettabile in casa nostra. Ma quando ci troviamo nello spazio interpersonale, dovremmo ricordare la regola d\u2019oro che pu\u00f2 aiutarci a uscire dal pasticcio pi\u00f9 grande: \u201cFai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te\u201d. In altre parole, tutti sono uguali davanti all\u2019acqua di una sorgente di montagna.<\/p>\n<p>Link correlati:<\/p>\n<p>\u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Psychologische_Kriegsf%C3%BChrung\">Guerra psicologica<\/a><br \/>\n\u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.telepolis.de\/features\/Cognitive-Warfare-die-Nato-und-das-gehackte-Individuum-7162205.html?seite=all\">Guerra cognitiva<\/a><br \/>\n\u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/UKUSA-Vereinbarung\">Accordo UK-USA<\/a><br \/>\n\u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/manufacturing_consent\">Produzione del consenso<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>(1) Nella sua accezione moderna, la propaganda si riferisce ai tentativi mirati di plasmare le opinioni politiche, religiose o ideologiche o le opinioni pubbliche, di manipolare le conoscenze e di orientare il comportamento nella direzione desiderata dal propagandista. (Wikipedia)<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Traduzione dal tedesco di Michele D\u2019Adamo. Revisione di Thomas Schmid.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec, cosa significa e cosa non significa Anche voi pensate che il lato sinistro del cervello (quello presumibilmente maschile) sia responsabile del pensiero logico, mentre quello destro (presumibilmente femminile) della visione emotiva del mondo? 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