{"id":2577139,"date":"2025-01-18T15:19:35","date_gmt":"2025-01-18T15:19:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2577139"},"modified":"2025-01-18T15:56:07","modified_gmt":"2025-01-18T15:56:07","slug":"la-scuola-del-tempo-che-fu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2025\/01\/la-scuola-del-tempo-che-fu\/","title":{"rendered":"La scuola del tempo che fu"},"content":{"rendered":"<p>Ho iniziato a frequentare la scuola elementare a 5 anni nel \u201963, sapevo gi\u00e0 scrivere (lo avevo imparato guardando il maestro Manzi in TV, e con me almeno un milione di italiani e italiane) ma tenevo questo segreto per me, fino a quando non lo scopr\u00ec la maestra che si arrabbi\u00f2 non poco per la mia indole alquanto indipendente; anche la mia famiglia ci rimase molto male, mi proibivano di guardare la TV perch\u00e9 portavo gi\u00e0 gli occhiali, come avevano potuto non accorgersi delle mie malsane frequentazioni pomeridiane? Per lo stesso motivo anche la lettura era proibita, leggevo di nascosto ed ero felice perch\u00e9 una mia amichetta molto pi\u00f9 spinta di me mi prestava i suoi libricini, storie di fughe d\u2019amore di donne romantiche, una meraviglia!<\/p>\n<p>La mia maestra era severa ma materna, amava le poesie e amava recitarle a memoria; anche noi imparavamo a memoria quelle dei grandi poeti, capacit\u00e0 per me motivo di orgoglio quando, divenuta docente di lettere, mi deliziavo a declamare quei versi mai pi\u00f9 dimenticati, suscitando una certa ilarit\u00e0 nei miei alunni. Ma poco importa, anche Umberto Eco sollecitava ad imparare a memoria le poesie in una sua \u201cbustina\u201d, se la memoria non mi inganna, quindi sono stata una bambina fortunata.<\/p>\n<p>Finita la scuola elementare, ho iniziato quella che allora si chiamava la nuova scuola media. Classi ancora divise per genere, vero, ma quante novit\u00e0: come l\u2019ora di \u201cApplicazioni Tecniche\u201d che per noi femminucce erano lavori di ricamo, uncinetto, maglia, taglio e cucito; certo sognavo anche di costruire quelle meravigliose casette di legno o quei circuiti elettrici che facevano accendere per miracolo una lampadina, progetti costruiti dagli alunni (maschi\u2026) in veri e propri laboratori. Pazienza, da allora il bricolage non \u00e8 pi\u00f9 entrato nella mia vita, ma vuoi mettere, ora che lavorare a maglia \u00e8 considerato un vero e proprio percorso di relax contro lo stress della vita moderna, io sono avvantaggiata!<\/p>\n<p>E poi si poteva scegliere in alternativa l\u2019ora di musica: suonando insieme il flauto o cantando in coro nasceva in noi quello spirito di gruppo che tanto ci ha aiutato quando, qualche anno dopo, abbiamo iniziato a coltivare l\u2019idea delle rivoluzioni e delle manifestazioni di piazza.<\/p>\n<p>Certo, in terza media, sono stata costretta ad abbandonare queste amenit\u00e0 per dedicarmi allo studio del latino, materia obbligatoria per chi, come me, era stata amorevolmente obbligata a scegliere il liceo classico per proseguire gli studi. Che preparazione, che affinit\u00e0 con la grammatica ci trasmetteva quella \u201ccultura delle regole\u201d e quel patrimonio di civilt\u00e0 e tradizioni di antiche generazioni! E la Letteratura italiana, la vita e le opere dei maggiori poeti e romanzieri, Pascoli, Manzoni, D\u2019Annunzio. Magari non tutti avrebbero scelto gli studi liceali, ma si sa, quella era una vera scuola di classe e per chi andava a lavorare o proseguiva in un istituto tecnico, pazienza, il ricordo di quegli studi sarebbe comunque servito a corroborare una sana coscienza morale.<\/p>\n<p>La storia era Storia, con la S maiuscola, era la storia della nostra Patria, l\u2019Italia, del glorioso Risorgimento e degli uomini che avevano combattuto per realizzarlo, le gesta degli eroi dovevano guidare la nostra vita. E la geografia era vera geografia, bastava solo un atlante per leggere laghi, fiumi, montagne, citt\u00e0 e province d\u2019Italia o al massimo di qualche stato europeo come la Francia di cui si studiava la lingua, altro che conoscenza di terre lontane e pericolose\u2026<\/p>\n<p>E poi era una scuola severa la nostra, dove le punizioni erano vere e il voto di condotta ti marchiava a fuoco come un vitello. L\u2019ora di Educazione fisica (volgarmente chiamata ginnastica) risentiva ancora dei fasti di memoria fascista, con la marcia per i ragazzi e le adunate di giochi ginnici per noi ragazze.<\/p>\n<p>Peccato che dalla fine degli anni \u201970 e nei decenni successivi il vecchio impianto scolastico inizi\u00f2 a sfaldarsi per lasciare posto ad una nuova scuola, quella di De Mauro e dell\u2019Educazione linguistica democratica, quella della storia dei popoli e non delle nazioni, quella del mondo globalizzato, quella dell\u2019inclusione e della partecipazione con progetti e metodologie didattiche innovative, insomma la scuola permissiva e indulgente della sinistra.<\/p>\n<p>Ho dovuto aspettare 50 anni per ritrovare nuovamente la mia vecchia e amata scuola! E mentre fanno discutere le nuove linee guida per le elementari e medie (primaria e secondaria di primo grado), fortemente volute dal Ministro Valditara, nel leggerle io ho sentito il mio cuore sobbalzare per un d\u00e9j\u00e0-vu che mi ha riportato indietro nel tempo, e per questo non posso che ringraziarlo. Le indicazioni nazionali o, come si diceva una volta, i programmi per gli studenti e le studentesse dai 6 ai 13 anni, entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico, dopo un veloce passaggio in parlamento ed un altrettanto veloce confronto con alcune associazioni del mondo della scuola che, come sempre, non verranno neanche prese in considerazione. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.<\/p>\n<p>Alle elementari si prevede il rafforzamento dello studio della grammatica, vivaddio, affiancata da esercizi di scrittura a mano, per contrastare l\u2019uso diabolico del digitale, e letture di classici antichi, dalla mitologia greca a quella nordica che non guasta, ma soprattutto della Bibbia \u201ctesto della nostra tradizione che ha influenzato il patrimonio culturale di molte civilt\u00e0\u201d, certo non di quelle dei numerosi alunni e alunne extracomunitari che riempiono ormai le nostre classi; per loro sono gi\u00e0 pronti percorsi di studio separati per imparare la lingua italiana e per integrarsi nel nostro modo di vivere e nelle nostre tradizioni.<\/p>\n<p>Tra le novit\u00e0 proposte troviamo la memorizzazione di poesie, dalle filastrocche per i pi\u00f9 piccoli ai testi della nostra tradizione letteraria per i pi\u00f9 grandi, maggiore spazio alla musica e alle attivit\u00e0 corali per incentivare lo spirito di gruppo e, soprattutto, la reintroduzione dello studio del latino dalla seconda media, su scelta dei genitori \u00e8 vero, ma inserito nel curricolo. A dire la verit\u00e0 il latino non ha mai abbandonato la scuola italiana, essendo presente in quasi tutti i licei e anche in molte scuole medie con progetti integrativi. Ma certo ritirarlo fuori, seppur come materia facoltativa, \u00e8 molto cool.<\/p>\n<p>La storia verr\u00e0 separata dalla geografia (era stata la riforma Gelmini ad unirle in una nuova disciplina, Geostoria, per motivi di risparmio e con meno ore), ritornando ad essere quella guida di valori imprescindibili che si basano sulla conoscenza delle radici della cultura italiana, europea e occidentale, attraverso l\u2019approfondimento dell\u2019antica Grecia, di Roma, del Cristianesimo e del Risorgimento. D\u2019altra parte il Ministro lo aveva gi\u00e0 preannunciato tempo fa, basta con i dinosauri e con quelle vicende lontane che rovinano i sonni dei pi\u00f9 piccoli e non trasmettono alcun insegnamento di vita. E la geografia torner\u00e0 finalmente ad occuparsi di ci\u00f2 che le \u00e8 pi\u00f9 congeniale, lo studio dei fiumi, laghi, montagne e delle regioni d\u2019Italia, con qualche accenno all\u2019ambiente e all\u2019economia per renderla un po&#8217; pi\u00f9 attuale.<\/p>\n<p>Nel frattempo \u00e8 gi\u00e0 in vigore l\u2019ordinanza sulla valutazione nella primaria che abolisce le fumose descrizioni di stampo anglosassone introducendo giudizi trasparenti e comprensibili per le famiglie; perch\u00e9 vuoi mettere la bont\u00e0 pedagogica di un chiaro e sintetico \u201cnon sufficiente\u201d attribuito ad un bimbo di 6 anni! Mentre nella scuola secondaria di primo grado, l\u2019anello debole del nostro sistema di istruzione per una fascia di et\u00e0 particolarmente problematica, un voto di valutazione del comportamento inferiore al sei porter\u00e0 alla bocciatura.<\/p>\n<p>Ma che non si parli di scuola ideologica e sovranista, avverte Valditara, ma di una scuola seria \u201cche prende il meglio del passato per guardare al futuro\u201d, insomma una scuola vintage, il prototipo di un mondo perfetto che non esiste pi\u00f9 ma che possiamo ricreare come un esperimento di laboratorio. Adesso aspetteremo con ansia le nuove linee guida per le superiori che, siamo sicuri, ci riserveranno altre sorprese, come la riforma del voto di condotta che prevede un graduale sistema, dalle attivit\u00e0 socialmente utili a vere e proprie sanzioni punitive, in grado di riportare la scuola verso quella \u201ccultura del rispetto e della responsabilit\u00e0 individuale\u201d di antica memoria.<\/p>\n<p>In attesa di nuove, mi consola l\u2019idea che il mio nipotino di tre anni prover\u00e0 presto l\u2019ebbrezza di queste novit\u00e0 ed io, al suo fianco, potr\u00f2 essere una guida sicura e competente, memore dei miei antichi fasti scolastici.<\/p>\n<p>Solo un dubbio mi assale: perch\u00e9 scomodare (e temo anche pagare) storici di fama come Ernesto Galli della Loggia, latinisti e italianisti come Andrea Balbo, Claudio Giunta o il presidente emerito della Crusca Claudio Marazzini, docenti di atenei, pedagogisti, musicisti come Uto Ughi, solo per citare alcuni membri della Commissione voluta dal Ministro Valditara, quando sarebbe bastato scaricare dal web i programmi della scuola media degli anni \u201960?<\/p>\n<p>Ma a noi, poveri mortali, non \u00e8 dato capire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho iniziato a frequentare la scuola elementare a 5 anni nel \u201963, sapevo gi\u00e0 scrivere (lo avevo imparato guardando il maestro Manzi in TV, e con me almeno un milione di italiani e italiane) ma tenevo questo segreto per 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Catalanotto","description":"Pina Catalanotto, vive a Palermo dove ha insegnato Italiano e Storia nei Licei; ha collaborato con l\u2019Indire e il Ministero dell\u2019Istruzione in numerosi progetti di metodologie didattiche e formazione docenti. Da sempre femminista, si \u00e8 occupata, fra l\u2019altro, di storia delle donne, politiche di genere e pari opportunit\u00e0. Attualmente collabora con l\u2019Associazione Ed-Work su temi di innovazione didattica ed interventi educativi, con il Caff\u00e8 Filosofico \u201cB. Bonetti\u201d ed \u00e8 impegnata attivamente nel sindacalismo della scuola.","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/pina-catalanotto\/"}]}},"place":"","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2577139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2577139"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2577139\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2577151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2577139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2577139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2577139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}